redazionale pubblicato quando Il Portale del Mistero e Strega Morella erano ancora un unico sito

 

STREGA MORELLA E LA WICCA

 

Cari Ospiti e Viandanti,

con questo redazionale (che non mancherà di suscitare stupore se non scandalo), vorrei fornire una risposta unica ed articolata a tutti coloro che quotidianamente ci visitano o scrivono, rivolgendoci complimenti o criticandoci.

Vista la delicatezza dell’argomento, questo testo verrà eccezionalmente ed integralmente pubblicato anche nel “Club Morella”, offrendo un punto di partenza alla legittima discussione in merito.

 

Prima di tutto, vorrei sottolineare la differenza esistente tra i due volti del sito: Il Portale del Mistero e Strega Morella. Il primo nasce come dicitura “soft” rivolta a quegli utenti che alla sola parola “strega” tendono a formulare associazioni con l’occulto precludendosi così ogni opportunità di approfondire e chiarire l’inesattezza di certi giudizi, il secondo –l’originale-, contiene il vero senso pratico ed ascetico del nostro pensiero. La scelta di rivolgere la nostra attenzione ai vari aspetti del paranormale e del misterico senza dedicare tutto lo spazio alla stregoneria, scaturisce da una serie di considerazioni riconducibili al vero oggetto di questo redazionale: Strega Morella, non aderisce alla religione Wicca tradizionale ed è convinta che sia molto difficile, se non impossibile, fare ciò che –veramente- si vuole, senza danneggiare (anche involontariamente) qualcun altro.

 

Ora, comprendo come una buona parte di voi abbia corrucciato le rughe della fronte davanti ad una tale affermazione ma, vorrei avere l’occasione di spiegare – a scanso di equivoci passati o futuri-, quale sia il vero pensiero di questa comunità.

Premetto che molti dei nostri collaboratori ed ospiti provengono dalla Wicca tradizionale (comprese alcune variazioni, come la Seax e gli Eclettici),altri, invece professano fedi cattoliche, musulmane o ebraiche. Iniziamo quindi con il punto fondamentale del nostro confronto: i Wiccan osservano principalmente un documento intitolato “Principi della Fede Wicca”, redatto nel 1974 a Minneapolis dall’Unione delle Streghe Americane.

 

Siamo nel cuore degli anni ’70, dove è ancora molto presente lo spirito di rinnovamento ideologico - culturale e di contestazione ad alcuni stereotipi sociali. Questo documento, attacca le ideologie delle grandi religioni tradizionali (art.10) che condannano e “reprimono” altre forme di credo, affermando la propria centralità assoluta (specie quella cristiana). Ciò,-secondo il pensiero Wicca- determina la necessità di interpretare la Wicca come “religione” (aderente al culto Pagano), secondo la formula che –ovviamente- l’una deve escludere l’altra. Eppure, negli ultimi 30 anni, abbiamo assistito a molti cambiamenti fondamentali da parte della grandi religioni tradizionali, che ora si pongono in modo più aperto e comprensivo di fronte ad altre culture. Se quella cattolica è sempre un po’ restia ad accettare manifestazioni “settarie”, secondo il principio “dell’anti disgregazione”, quella ebraica ha riconosciuto ufficialmente forme particolari di espressione culturale come la Massoneria. La stessa Chiesa, oggi, riconosce la centralità di un unico Dio universale, con vari nomi asseconda della fede professata (è innegabile il riavvicinamento tra le religioni mondiali) distanziando nettamente il pensiero canonico da quello religioso. Testi come la Bibbia, spesso duramente contestati in alcuni ambienti Wicca, costituiscono una base originaria e comune alla maggior parte delle religioni del mondo. Anzi, ad una lettura più attenta di tali scritti (specialmente nelle versioni più antiche o apocrife, come i “Libri di Enoch”), possiamo ritrovare moltissimi paralleli con una tradizione magica ed esoterica non lontano dalle ritualità delle streghe di ogni tempo (la stessa regola della causa/effetto presente nella Wicca è simile al contrappasso…).

 

Da qui, la nostra concezione: lottiamo affinché la cultura della stregoneria venga recepita come filosofia o modo di vivere e di essere, senza necessariamente rinunciare alla fede verso un Dio supremo. La stessa filosofia buddista è praticata anche da aderenti ad altri credo. Il più grande desiderio sarebbe veder realizzato un compromesso (secondo noi possibile) tra il fattore principalmente spirituale proclamato dalle religioni tradizionali e lo spiccato naturalismo della cultura pagana. Stiamo parlando di religioni, non di dottrina, ovviamente. E’ possibile adorare ed entrare in sintonia con i singoli elementi della natura, ma interpretandoli come magnifiche creazioni di qualche cosa di superiore.

 

Automaticamente, non riusciamo ad accettare alcune evidenti contraddizioni presenti nei “Principi della Fede Wicca”. “Religione” significa testualmente “complesso di credenze e di atti di culto che collega la vita dell’uomo ad un ordine superiore e soprattutto alla divinità, intesa come fine ultimo di tutte le cose”. La Wicca, al contrario, asserisce la centralità dell’individuo (come la Massoneria Regolare) e non riconosce alcuna forma di autorità o gerarchia (riecco gli anni ’70…) se non quella dettata dalla propria coscienza. In un sito wiccan, ho letto quest’affermazione: “…nessuno potrà mai dirvi cosa sia giusto o sbagliato. In ogni momento della vostra vita siete voi e la vostra coscienza davanti agli Dei…”.

Dove finisce il compito della “guida” espresso nei Principi della Fede Wicca al punto 6?

 

Alla coscienza individuale viene attribuita ogni responsabilità nelle scelte, altro concetto che traballa nei casi dove gli individui nascano in un contesto sociale che li condizioni senza appello. La centralità, la libertà e l’autonomia decisionale divengono quasi impossibili da realizzare ai nati nella fame di villaggio africano o di una favelas o nella violenza di una società corrotta o malavitosa…. Ecco apparire un certo latente “ermetismo” nella Wicca, particolarmente espresso nell’art.13, che cito per intero: “Collaboriamo con la natura in tutto ciò che concerne la nostra salute e il nostro benessere. Non essendo legate a nessuna tradizione di altri periodi storici o di altre culture, non siamo in debito di devozione verso nessuna persona e nessun potere che non sia il Divino che si manifesta in noi stesse.

Le streghe accettano e rispettano qualunque insegnamento e tradizione in difesa della vita. Da tutte queste cerchiamo di imparare, condividendo ciò che abbiamo imparato. Non siamo disposti ad accettare chi vuole la distruzione della wicca attraverso la ricerca del potere personale, e rifiutiamo le filosofie e le pratiche in contraddizione coi nostri principi. Pur escludendo i metodi in contraddizione coi nostri, accettiamo qualunque persona che abbia un sincero interesse per le nostre conoscenze e la nostra fede, senza nessuna distinzione di razza, colore, sesso, nazionalità, cultura o abitudini sessuali”.

 

D’accordo su tutto ma, la parte sottolineata sembra una tipica affermazione di quel bigottismo ecclesiastico che tanto viene attaccato…. Forse, tutte le religioni, tendono a preservare la propria dottrina evitando scomodi confronti?

E se vengono accettate solo le persone che dimostrino un sincero interesse per la fede e le conoscenze Wicca, ovviamente vengono escluse quelle ignoranti, povere, e tutti coloro che non avranno mai i mezzi nemmeno per incuriosirsi.

Negli Stati Uniti, la Wicca è divenuta un fenomeno “modaiolo” seguito da molte ragazzine di buona famiglia (non dissimile da fenomeni come Scientology per gli uomini d’affari o certe aggregazioni "ermetico - cattoliche" europee). Statisticamente, la religione esoterica dei poveri, in America, è il Wodoo...

Veniamo quindi al concetto di “male”. La Wicca difende a spada tratta la propria estraneità al Satanismo, cosa che trovo assolutamente corretta. L’ignoranza “secolare” della gente, invece che cercare di capire ed approfondire, ha gettato Streghe e Diavoli nello stesso “calderone”… Quello che non comprendo è la linea di difesa che la Wicca adotta nell’allontanare questo errato parallelo; in molti forum si legge che la cultura pagana è più antica dello stesso nome “Satana” e quindi è impossibile definire una Wiccan come adoratrice di qualcuno o qualcosa che per cultura non si conosce nemmeno…. Ma siamo proprio sicuri che la tradizione pagana è così più antica? Se proviamo a dimenticare per un attimo l’appellativo di “Satana”, relativamente recente, troviamo una serie di nomi come Astaroth (equivalente di Ishtar babilonese), Beelzebub, Moloch, Baalberith, Adramelek, Cernunnos, Lucifero (che da origine alla tradizione degli Angeli ribelli), Nergal, Baal, Chamos, Melchom, Behemoth, Belial (in ebraico “beli-ya‘al”, senza fede), il greco Euronimo e la leggendaria Lilith (forse l’Assira Lilitu), secondo una leggenda, la prima moglie di Adamo, creata da Dio con liquame e fango. Dalla sua unione col padre della umanità nacque Asmodeus e una legione di altri demoni (questa storia non appare nella Bibbia, ma se ne trovò una giustificazione indiretta nel versetto 3 del quinto capitolo della Genesi, in cui si dice: “E Adamo visse centotrenta anni; e generò a sua immagine e somiglianza un figlio cui pose nome Seth”, da Eva. Ciò implicava, si pensò, che Adamo in precedenza avesse avuto altri figli, i demoni, che non erano “a sua immagine e somiglianza”: altrimenti, la precisazione non sarebbe stata necessaria)..

 

Tutti i nomi per definire un concetto senza tempo: il male. La Cabala, sostiene che le forze malefiche nascono dalla parte sinistra dell'Albero della Vita, specialmente da Geburah, il sephira che rappresenta la severità e l'ira di Dio. Il male discende da questa sfera, come se in qualche modo l'ira divina ne traboccasse. Nello Zohar e nei testi cabalistici successivi, gli spiriti del male sono chiamati spesso Kelipoth, cioè “gusci” o “conchiglie”. Sono i rifiuti e i detriti, il materiale di scarto che lascia dietro di se il vasto organismo universale.

 

Questa divagazione era necessaria per comprendere come non è necessario appellarsi ad un’epoca in cui non esisteva un nome. Il male esiste da sempre ed è governato da delicati equilibri rispetto al bene. La strega, come essere umano, poteva quindi adorare il bene o il male, secondo coscienza (come sostengono i Principi della Fede Wicca). Ma il discernimento tra bene e male non è così soggettivo come sostiene la stessa Wicca. Bene e Male sono definizioni universali. Ho conosciuto sedicenti streghe che svolgevano compiti in favore del male convintissime di operare nel bene e viceversa. E’ ovvio che se il Wiccan rifiuta a priori ogni parere, consiglio o confronto, rischia di perseverare in qualcosa di oggettivamente sbagliato, creando un proprio mondo individuale con leggi e regole assolutamente personali e magari non sempre corrette. Un nostro ospite, Rodan -che ringrazio- nel dispiacersi della presa di distanza di alcune correnti Wicca dal pensiero satanista, ha particolarmente marcato una differenza tra un Satanismo filosofico espresso da Anton Lavey e quello delinquenziale promosso da gruppetti e sette, nel nome di tale divinità.

 

Se identifichiamo il satanismo come una corrente non positivista e comunque attratta da elementi occulti (se proprio non vogliamo definirli malevoli), la nostra opinione è che il male non è tanto nei fatti (che possono avere origine da molteplici e variabili cause), ma proprio nel pensiero.

Credo che la Wicca, rispondendo a coloro che la identificano come religione occultista e satanista, dovrebbe solo rispondere prendendo le distanze dal male, se è questo che si vuole e persegue.

Vedete, in questo sito, si prende spunto dall’episodio del Processo di Nogaredo, in cui decine di donne (noi citiamo solo quelle relative alla vicenda di Lucia Cavaden) vennero umiliate, torturate ed uccise con l’accusa di essere streghe. Non intendo soffermarmi di nuovo su l’ignoranza e la perversione dei tribunali ecclesiastici di quegli anni, ma crediamo davvero che quelle povere donne (molte erano pescatrici di gamberi nell’Adige) seguissero un Rede o si definissero Wiccan? Erano streghe, si, ma nel pensiero e nell’anima: donne libere di esercitare i poteri della natura su se stesse e su gli altri, spesso guaritrici, medium o ben più semplici libertine e, soprattutto, tutte cattoliche.

 

Vi trascrivo uno brano originale del processo:

 

Parte del verbale di un processo per stregoneria che si svolse a Villa (oggi Nogaredo), nel 1646-47. Maddalena Andrei morì in carcere prima della sentenza, le altre imputate furono giustiziate il 14 Aprile 1647.    

Il giorno 13 gennaio 1647, nuovamente assunta ad esame, Maddalena Andrei, detta la filosofa, ritratta tutto ciò che ha detto nell'interrogatorio precedente:

" O Dio! O Giesus, o Giesus, o Giesus, o Giesus! Son morta! Quello che ho dito, ho dito. O Santissimo Iddio, lasème zò, che ho ditto la verità... Dico che è vero tutto quello che ho detto, ratifico che son una stria; ma lasème zò, per carità!”.

Essa viene calata giù, e intanto che le si rimettono le ossa a posto, non cessa di lamentarsi.
"O Giesus, fe' pian! O li miei brazzi! O le mie mani, come le ze vegnude negre!”

 

Le invocazioni di Maddalena sono spontanee e nascono dal dolore: sono ben diverse dalla sua ammissione estorta dalla tortura, seppur proferita allo stesso tempo.

 

Strega Morella accoglierà sempre ospiti wiccan (che consideriamo forse i più vicini nel pensiero), con cui magari confrontarsi, ma anche persone di altre religioni che intendano avvicinarsi a questo modo sereno e trasparente di vedere le cose, senza dover necessariamente mettere in discussione o rinunciare al proprio credo. Questo per noi è il concetto di libertà delle streghe, uomini o donne che siano. Abbiamo pubblicato a questo proposito un piccolo “manifesto di pensiero” che specifica e contraddistingue l’idea degli autori e collaboratori di questo sito. Non considerateci massoni, adepti di qualche setta, riformisti Wicca o –peggio- presuntuosi: siamo tutti sensitivi conclamati, streghe nel pensiero o nella pratica, e persone che hanno toccato “il mistero” o “l’invisibile” con la mano delle proprie esperienze dirette di vita, con l’unico desiderio di poter essere d’aiuto al prossimo.

 

>A.H