OTTIMISMO
O POSITIVISMO?
Spesso
veniamo tacciati di "iper-positivisti" da amici, ospiti e
collaboratori esterni, ma noi ideatori del portale, non sentiamo di rivestire
questo ruolo. Il positivismo (non in senso di corrente letteraria) è a torto
confuso con l'ottimismo.
L'ottimista (beato lui) è un personaggio forse un
poco ambiguo, che riesce a trovare un compromesso apparente tra
superficialità, irresponsabilità ed un pizzico di "coglionaggine".
Il senso pratico dell'ottimismo è una totale indifferenza verso alcuni aspetti
negativi che, in modo assolutamente naturale, corredano la nostra vita e la
realtà. Ecco, proponendo una definizione, potremmo dire che l'ottimista, vive
eccessivamente in un mondo astratto e "autoconfezionato".
Ho
conosciuto molti di questi soggetti e vi garantisco che nella maggior parte dei
casi, ad uno spiccato ottimismo esteriore, corrispondeva una chiusura ed una
negatività intima senza paragoni. Come se costoro esorcizzassero un ben
concreto pessimismo interiore con un menefreghismo ottimistico da anteporre
come una maschera alla loro persona.
L'essere
positivi ha una radice, invece, molto più ideologica e radicata: chiamiamola
pure "filosofia di vita". Ciò che noi cerchiamo di trasmettere in
queste pagine, è una reale cronaca descrittiva del mondo misterioso, a volte
sinistro ed occulto, ma con tanti lati poetici, romantici ed affascinanti.
Questo è il senso!
Se
ad una persona qualunque, proverete a parlare di magia, parapsicologia o
spiritismo, all'80% vi risponderà che sono materie dettate dall'oscurità,
lontane dai canoni religiosi se non addirittura vocate all'adorazione del male!
Ma quanti santi, vedevano entità spirituali...?
Quante magie, definite poi
"miracoli", hanno generato eventi benevoli...? Riuscire a vedere un
padre defunto che ti parla amorevolmente, magari mettendoti in guardia da un
pericolo, è veramente così negativo ed oscuro? Vedete, chi di noi, non
ha mai conosciuto periodi di profonda sfiga; giorni in cui non vedi l'ora di
metterti a letto per "spegnere la luce della giornata appena
trascorsa"... Ma, se ci soffermiamo sul ricordo di quei momenti, possibile
che non esista proprio nulla di positivo...? O forse siamo noi stessi a non
vederlo, accecati totalmente da quella nube di sfortuna? Lo sanno bene gli ex
fidanzati che per superare gli attimi terribili della rottura di un rapporto,
cominciano a cogliere tutta una serie di motivazioni sulla giustezza della fine
di quella storia. La famosa frase recitata da parenti ed amici "...meglio
prima che dopo...". Questa è una normale reazione del nostro cervello che non inventa
alibi per alleviarci sofferenze, ma ci fa accedere ad una zona reale e spesso
offuscata della psiche dove è racchiusa la realtà dei fatti. Impariamo a
cogliere la bellezza delle piccole cose (è uno dei princìpi base della magia
naturale). L'allegoria del "bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto",
viene sottovalutata. Ogni dieci cose che ci sembrano andare storte, sono certo
(anzi dobbiamo essere certi) che ne esistano almeno sei che potrebbero farci
sorridere!
Rompiamo quel canone secondo cui la cattiva notizia arriva prima
della buona! Perchè dev'essere così? Ma chi l'ha detto??
Veniamo alla parte esoterica di questa filosofia: se frequentate questo sito,
presumo siate aperti a concezioni tipo "la mente ha il potere di influire,
se non modificare, la realtà". Dato per acquisito che tutto ciò che
percepiamo è composto da energia (che per definizione ha un positivo ed un
negativo), cosa pensiamo possa generare un pensiero negativo? La risposta è,
altra negatività. Un detto inglese recita:"la sfortuna colpisce chi ci
crede..." . Cosa intende questa frase, se non una naturale tendenza delle
energie negative a ricercare ed essere attratte da loro simili? E non è
forse in soggetti depressi, indeboliti e sfiduciati, che contiamo il maggior
numero di possessioni demoniache? La magia bianca o positiva, contrasta
proprio questo. Se in chilometri di pianura desolata e sterile, vedi un solo
orribile cespuglio spinoso, onoralo della tua felicità nell'averlo trovato.
Ammiralo come fosse il più bel fiore dal mondo, percepisci la sua energia
vitale e condividila. In quella pianura sterile, hai appena trovato un segno
di vita, di rinascita.
E così nelle nostre esistenze e in quei periodi cui accennavo prima,
cogliamo quell'evento, quella persona o "quel cespuglio" che abbiamo sempre
sotto gli occhi (a tal punto da non accorgercene) ma che racchiude la
chiave, il seme della soluzione ai nostri problemi.