L'ETERNA DOMANDA...

 

...sul perchè un Dio (comunque rappresentazione del bene) non intervenga a fermare guerre e dolori, ricorre sempre più spesso nelle nostre menti. Dalle desolanti e tristi notizie dal mondo mediorientale alle "più comuni" scomparse premature di nostri congiunti; da quei volti sofferenti nei cosiddetti "paesi sottosviluppati" alle "più comuni" ingiustizie che ogni giorno dobbiamo sopportare.

 

Spesso potremmo essere tentati dal dubitare su cosa sia veramente "il bene". Un quesito a cui è difficile offrire una risposta oggettiva: è come in un conflitto, dove è arduo stabilire chi ha ragione. Credo, perciò, che il bene sia demandato alle coscienze di ogni individuo a prescindere dal proprio credo religioso. Solo essendo certi che una parola o un'azione siano di beneficio a qualcuno al di fuori di noi, potremmo riuscire a vedere più chiaramente il senso delle cose.

 

E' fuori discussione che il bene ed il male debbano coesistere in un gioco di propedeuticità naturale ma non assoluta. Molte religioni negano l'esistenza del destino ma parlano di "disegni di Dio". E' stato dunque un disegno, permettere la strage dell'11 settembre...? Rischieremmo di cadere nel male se, presuntuosamente, attribuissimo ogni colpa a Dio (lo facciamo già con i governi di qualsiasi colore...). Ignorando eventuali motivazioni, a cui avremo risposta soltanto dopo la morte, non ci resta che proiettare tutto sulla dimensione umana, interrogandoci su ciò che abbiamo dentro. In che percentuale "il male" è presente in noi? Quanto siamo egoisti (almeno fino a chè un evento ci riguardi da vicino), vendicativi. Di quanto odio siamo capaci? Come pensiamo di aiutare le popolazioni africane, quando nel nostro piccolo ancora tendiamo a non accetare un colore di pelle diverso dal nostro?

 

Se veramente siamo stati creati "a Sua immagine e somiglianza", allora ognuno di noi è lo specchio di Dio ed è solo a noi stessi che dovremmo rivolgere le domande iniziali: "perchè permetto che accada tutto questo?" "cosa ho fatto affinchè ciò che per me è male, avesse il sopravvento su ciò che per me è bene?"...

 

>A.H