Lungo le generazioni, con gli spostamenti di popoli e la crescita di complessità delle culture, le "competenze" della Grande Madre si moltiplicarono in diverse divinità femminili. Per cui la Grande Dea, pur continuando ad esistere e ad avere culti propri, assumerà personificazioni distinte, per esempio, per sovrintendere all'amore sensuale (Ishtar-Astarte-Afrodite pandemia-Venere), alla fertilità delle donne (Ecate triforme, come 3 sono le fasi della Luna), alla fertilità dei campi (Demetra-Persefone-Proserpina), alla caccia (Artemide-Diana).
Inoltre, siccome il ciclo naturale delle messi implica la morte del seme, perché esso possa risorgere nella nuova stagione, la grande dea è connessa anche a culti legati al ciclo morte-rinascita e alla Luna, che da sempre lo rappresenta (i più arcaici di questi riti sono riservati alle donne, come quello di Mater matuta o della Bona Dea). Ad esempio, nelle feste e nei misteri in onore del gruppo Demetra-Persefone-Proserpina, il suo culto segna il volgere delle stagioni, ma anche la domanda dell'uomo di rinascere come il seme rinasce dalla terra.
L'evoluzione teologica della figura della Grande Madre
(giacché nulla va perduto, nel labirinto della
mitologia) venne costantemente rappresentata da segnali
di connessione tra le nuove divinità e quella arcaica.
Finché le religioni dominanti ebbero carattere
politeistico, un segno certo di connessione consisteva
nella parentela mitologica attestata da mitografi e
poeti antichi (ad esempio, Ecate è figlia di Gea;
Demetra è figlia di Rea).
Altro carattere che permette di riconoscere le tracce
della Grande Dea nelle sue più tarde eredi, è poi la
ripetizione di specifici attributi iconologici e
simbolici che ne richiamano l'orizzonte originario. Ad
esempio:
-
il dominio sugli animali, che accomuna i leoni alati che accompagnano Ishtar, la cerva di Diana e il serpente ctonio della dea cretese;
-
l'ambientazione tra rupi (o in caverne, a ricordare il carattere ctonio della divinità originale) e boschi, o presso acque;
-
il carattere e i culti notturni.
Anche nel mutare delle religioni, la memoria della
divinità arcaica, "signora" di luoghi o semplicemente di
bisogni umani primari, si mantenne e si trasmise lungo
le generazioni, dando luogo a culti forse
inconsapevolmente sincretistici (le cui ultime
propaggini possono essere considerate, ad esempio, le
molte "Madonne nere" venerate in Europa).
Ai nostri giorni, il culto della Dea Madre è tramandato da correnti di pensiero e culture religiose, molte delle quali ispirate a quella Stregoneria Naturale ed Elementale nel cui nome migliaia di donne furono massacrate dalla Santa Inquisizione.





