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Il
numero di HERA che rimane in edicola nel mese di dicembre e vi accompagna
nelle tradizionali festività natalizie,non poteva non occuparsi di Gesù
Cristo. Sulla storicità del personaggio si sono versati fiumi di inchiostro,
si sono esercitati teologi, uomini di fede, atei, scienziati, pensatori di
ogni tendenza. Ma l’ipoteca che da sempre ha pesato su queste ricostruzioni
e su questi studi è costituita dal fardello storico pesante di ciò che è
accaduto dopo il Cristo, che ne è conseguito. Una storia di luci e ombre, di
sacrifici sublimi e orrende malefatte, come si conviene alle vicende umane.
Ciò non ha consentito finora di esaminare con serenità
di giudizio l’enigma Gesù nella sua reale portata simbolica che è ben più
ampia e illuminante di ogni altro aspetto. Per questo motivo abbiamo voluto
dare a questo Focus un titolo che rendesse in modo semplice e totale la
figura e l’enigma:
Mi
manda mio Padre.
Su questo elementare pensiero si gioca da duemila anni tutto il dibattito
sul Cristianesimo. Sì, è vero ci sono tutte le discussioni sugli aspetti
storici della figura e dei co-protagonisti, ci sono gli aspetti oscuri degli
anni di vita non ricostruiti dai Vangeli, ci sono le leggende sulla vera
fine della vita terrena del Cristo.
Ma
sono marginali rispetto a una considerazione centrale. Gesù è stato
effettivamente inviato da Dio come segno non solo della Sua esistenza, ma
anche del suo amore per noi? Sarà interessante anche per gli atei, questo
numero. Perché non è vero che il problema di Dio per gli atei non esista.
Forse bisognerebbe anche considerare che una, anche se non la sola, delle
componenti dell’ateismo e della sua storia non è quella di non credere in
Dio, ma quella di inseguire un Dio inesorabilmente nascosto ai loro occhi.
Il Dio nascosto quindi. Ma al di là di questo secolare problema del credere
o non credere tutt’ora non sciolto, sarà comunque godibile per tutti voi la
ricostruzione di Vittorio Di Cesare dei luoghi e dei misteri legati alla
natività del Cristo. Peraltro gran parte del resto della rivista è dedicata
al Natale come simbolo, o come viene interpretato nei vari luoghi e nelle
altrettanto varie tradizioni del mondo.
Ci
servirà per riflettere tutti insieme su quanto nei secoli, tramite un
simbolo semplice e commovente come la nascita di un bambino, questa povera
umanità disperatamente ha cercato: il senso e la chiave per stabilire, o
ristabilire forse, sulla terra la legge dell’amore e della fratellanza. A
proposito, Vittorio, sarà per l’Acacia in edicola da gennaio 2009 con la sua
nuova creatura
Cronos
magazine.
Una rivista che cercherà di ricostruire la storia in aspetti che nessuno vi
ha mai raccontato, a volte ricostruiti solo nei dossier dei servizi segreti.
Da non perdere, amici del dubbio e della verità.
Preghiera di
Natale
Ogni volta che nasce un bambino,
sia per tutti e per sempre Natale,
coronato col biancospino,
vada incontro a un destino regale,
che non muoia di fame e di sete,
che non venga mai offeso e umiliato,
come spesso fra noi si ripete
per il mondo che abbiamo formato
Giovanni Francesco Carpeoro
(da: Editoriale "Hera" n.107)
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