|
di Dinah Nerino

“Un ruggito
spaventoso, lo sferragliare dei treni agli scambi che entrano ad
altissima velocità nella stazione, un elicottero dentro casa, UN
MOSTRO”.
No, non vi stiamo
citando alcuna poesia surrealista recapitataci in redazione, ne vi
stiamo accennando la descrizione di un fenomeno paranormale nel quale si
è ritrovato un qualche nostro lettore.
Queste sono le parole
di chi in prima persona ha vissuto un “cataclisma” già preannunciato, di
chi si è sentito immune nel dover affrontare un GRANDE MOSTRO.
Ci riferiamo a
Giampaolo Giuliani che, per la prima volta , dopo gli eventi sismici de
L'Aquila, si apre con umanità alle telecamere della redazione de “Il
Portale del Mistero”, sito che il giorno 24 maggio, grazie ad alcuni
suoi collaboratori, ha reso “pubblica” questa toccante testimonianza,
mostrandola in anteprima ai partecipanti del convegno “L'AQUILA Città
celeste”, tenutosi in un istituto comprensorio di Milano Nord.
Tema portante
dell'intero convegno è stato appunto l'aprirsi a una verità spesso poco
palese anche all'occhio di un attento osservatore.
Cosa stanno cercando
di non farci sapere?
E cosa si nasconde
sotto la storica città oramai ridotta in macerie?
Quando si può parlare
di storia autentica senza andare a cozzare con delle ipotesi
pasticciate che il tempo tramuta in miti e leggende?
È a questo proposito
che viene data la parola a Germano Assumma, ricercatore ed esperto di
Etruschi e Templari. Egli coinvolge tutti i partecipanti non solo in un
viaggio a ritrosi nel tempo, durante gli anni di Clemente V e dello
stesso Federico II ( non senza però soffermarsi ad alcuni aneddoti come
“la leggenda dei mantelli”), ma anche in una riscoperta del valore
attuale del sacro Ordine del Tempio.
Infatti molta è la
meraviglia che suscitano i contributi video portati direttamente da
Assumma come testimonianza, documenti che difficilmente riescono ad
esser proiettati davanti ad un pubblico, ma che dimostrano quanto le
tradizioni dei Templari “post-moderni”, come l’Ordre Soverain et
Militaire du Temple de Jerusalem siano oggi ancora vive e molto presenti
anche e soprattutto sul territorio italiano.
Nasce spontanea
quindi tra i partecipanti una domanda : Il segreto dei Templari nascosto
a l’Aquila?
Che la città
abruzzese non sia che una copia realmente speculare della Gerusalemme
che i templari tanto adoravano?
È a questo punto che
a chiarire le idee scalpitanti della platea viene presentato Michele
Proclamato, studioso che da alcuni anni si occupa attivamente della
“riscoperta misterica” dei luoghi sacri più importanti della città in
questione.
C'è aria di
curiosità ; a quanto sembra il momento clou della discussione è arrivato
.
Tutti pronti ad
afferrare il mistero che il capoluogo abruzzese per secoli ha tenuto
stretto a se .
Nata come “copia”
della costellazione celeste dell' “Aquila” (“come è sotto , così è
sopra”, citava Ermete Trismegisto ) questa roccaforte di segreti sembra
aver una delle sue risposte nel numero 99.
Novantanove sarebbero
state le comunità (o castelli) che abitavano la terra che va da
Antrodoco a Capestrano riunite dentro le mura della nuova città con
l'impegno di costruire ognuna una piazza con una chiesa ed una fontana
nel nuovo conglomerato, di dimensioni spropositate quanto una metropoli;
e 99 è la somma della latitudine (42,21) e della longitudine(13,23)
della città stessa .
[ 9 (4+2+2+1) e la
somma della longitudine è 9 (1+3+2+3) - vale a dire “99”].
Novantanove sono
anche le cannelle dell'omonima fontana famosissima per l'arcano mistero
dell'ubicazione della sorgente principale.
Un viaggio
numerologico, dal 99 all'8 per approdare sia alla torre ottagonale di
Collemaggio che al meraviglioso labirinto cosmatesco della stessa
basilica, ritrovando la rigorosità e il simbolismo numerico espressi in
modo straordinario dai tre 8 che lo compongono.
Un lungo percorso ,
ben affrontato da Proclamato , tra la “legge dell'ottava”, i numeri
cabalistici che si ripresentano quasi ossessivamente nella città e il
simbolismo racchiuso nei rosoni della basilica.
La mente viaggia e
gli uditori, ormai entrati cosi tanto nel ruolo di “conoscitori della
verità” non fanno che bisbigliare domande tra di loro .
L'agitazione è tanta
, si sentono domande poste con voce molto flebile, quasi per paura di
una risposta sconvolgente ai quesiti che oramai attanagliano tutti.
“ Fu dunque questo
il progetto di Federico II di Svevia di ritorno dalla riconquistata
Gerusalemme? Fondare una nuova capitale spirituale europea in
contrapposizione alla odiata Roma? “.
“Non dimentichiamoci
però dell'indole “furens” dello stesso Filippo II .”
Cosi esordisce
l'ultimo relatore a cui è data parola, Vittorio di Cesare, docente in
Intelligence presso il corso di Scienze dell'Investigazione
dell'Università de L'Aquila.
In tal modo il
meeting si appresta a giungere a termine, tra aneddoti di vita di
Filippo II testimoniati anche da vari documenti e iconografie.
Ma a quanto pare
nemmeno “la classica storia e i già noti documenti” riescono a tenere a
bada le menti oramai “accese” delle persone che, entusiaste, per ben 7
ore di seminario si son sentite partecipi di un mistero che per tanto
tempo avevano avuto l'occasione di ascoltare dalla leggenda e che ora ,
dati gli eventi portati a conoscenza, non saranno –forse- più così
invisibili.
La sala , svuotandosi
lentamente accoglie, a fine convegno, ancora poche persone che si
trattengono prima di tornare a casa.
Risuona nei bisbigli
una domanda inquietante:
“Che non si tratti
solo di un caso che, nella storia, eventi sismici drammatici hanno
tentato più volte di distruggere questa “Città Santa”?”
Non ci sono più
relatori da cui ottenere una risposta a ciò.
Non ci resta che
continuare ad osservare i prossimi eventi futuri, lasciando ai posteri
l'ardua sentenza.
|