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I
Vampiri... Mito, storia, leggenda o romanzo?
Esistono in tutto il mondo
eminenti studiosi che studiano questo fenomeno sia da un punto di vista
medico - scientifico ("Sindrome di Renfield" -dal noto personaggio del
romanzo-, "Xeroderma Pigmentosum" -allergia alle fonti di luce-, "Emofilia",
ecc), sia da quello antropologico.
Alcuni di essi, dopo vari
esperimenti hanno però preso strade diverse: una parte si è avventurata
nella pura ricerca storico-esoterica, notando che in ogni epoca, cultura e
tradizione, sono descritti esseri assimilabili all'odierno concetto di
vampiro; altri invece si sono convinti che, come spesso capita per le
leggende o per le credenze popolari, il fenomeno del Vampirismo celi in
realtà una metafora.
In questa sede vorrei tentare
di analizzare proprio quest'ultima interpretazione.
Il vampiro esiste, ma
non nella forma che ci è stata tramandata dalla fantasia dei secoli: egli è
in mezzo a noi e vive attraverso noi.
Questo fenomeno è stato
recentemente classificato come "Vampirismo Energetico".

I Vampiri energetici non hanno
nulla di magico, bensì molto di paranormale. Non so dire se essi nascano con
questo "dono", conferendo al fenomeno un'origine ereditaria, oppure lo
acquisiscano in seguito ad eventi traumatici di tipo psicologico, ma
certamente sono moltissimi e la loro percentuale sembra aumentare con uno
status di decadenza o di disagio sociale.
Certamente molti di voi
avranno sentito parlare di "Aura",
una sorta di alone energetico che avvolge il nostro corpo: una teoria ai
limiti della dimostrazione scientifica, quindi non del tutto fantasiosa.
Secondo questa ipotesi, ognuno
di noi genera un campo energetico la cui forma avvolge completamente il
corpo fisico, come fosse una siluette di noi stessi.
In determinate condizioni,
oppure attraverso mezzi tecnici come la "Camera
Kirlian" sarebbe possibile individuare questa essenza determinandone la
tonalità di colore, indispensabile per stabilire lo stato psicofisico del
soggetto.
La teoria del Vampirismo
Energetico deve avvalersi dell'accettazione del concetto di Aura, così come
la stessa "Fisiognomica"
troverebbe inaspettate risposte.
Supponendo
quindi che ogni persona viva la propria esistenza quotidiana con questo
"mantello" ben aderente e, soprattutto, connesso metafisicamente con il
nostro corpo, cosa accadrebbe nel momento che due individui fossero talmente
vicini (fino a 50cm) da toccare le reciproche auree?
Alcuni studiosi sostengono che
è questo il preciso momento in cui avviene la "conoscenza" dell'altro: le
due energie si fondono e si studiano a vicenda (vediamolo più come una
reazione chimica spontanea piuttosto che intellettiva), determinando il
grado di affinità (e qui torniamo alla Fisiognomica...).
Forse cominciamo a darci delle
risposte circa soggetti che ci risultano antipatici "a pelle", oppure con
cui condividere un inatteso "colpo di fulmine"...?
La stessa tradizione popolare
-guarda caso- parla di "anime gemelle" e non "corpi gemelli"...
Appare quindi piuttosto
evidente che, proseguendo nel nostro gioco di accettare una "teoria madre",
molti avvenimenti potrebbero trovare una spiegazione quasi razionale.
La conoscenza, l'affinità o la
repulsione tra esseri umani potrebbe perciò essere determinata non solamente
sul piano fisico ma anche da quello astrale o etereo, fattore che il nostro
cervello tradurrebbe sotto una forma più comprensibile di "intuizione" o
"istinto". Chi non ha mai sostenuto o pensato frasi come "l'avevo detto
io che quello/a non mi piaceva", "qualcosa mi diceva di stare
attento/a", oppure, "mi sei piaciuta/o sin dal primo momento"...
Ma tutto questo cosa ha a che
vedere con i vampiri...
Proviamo a restare su un piano
di reazioni chimiche e fisiche senza sconfinare nell'ambito spirituale.
Infatti vorrei continuassimo a
parlare di energie piuttosto che di "anima" o "entità spirituali".
Poniamo che esistano individui
che abbiano sviluppato una capacità inconscia di "cibarsi" di questa forma
energetica; persone la cui aura abbia acquisito una propria consapevolezza "magnetico-predatrice"
che tenda ad attirare a sé stessa il positivo o il negativo dell'altrui
proiezione anche a distanze maggiori dai suddetti 50 cm e quindi senza
necessariamente sostenere un contatto.
Caso "a"
Assistiamo ad una conferenza o
una lezione e, nonostante questa tratti un argomento di nostro grande
interesse, ci sentiamo spossati a tal punto da manifestarsi il sonno.
Guardiamoci attorno: quasi
tutti gli intervenuti hanno gli stessi sintomi, tranne uno: il relatore di
turno. Egli sembra anzi rinvigorire ad ogni sbadiglio degli astanti e, se non
intervenisse qualcuno (mostrandogli con discrezione l'orologio...),
proseguirebbe all'infinito.
Caso "b"
Ogni volta che incontriamo
l'amico/a "X", ci prende un senso di ansia e debolezza emotiva. Tutti ci
conoscono come persone vivaci e comunicative ma, con quella presenza
tendiamo ad ammutolirci ed a perdere sicurezza, quasi fossimo a disagio.
Spesso queste sensazioni restano per ore se non per giorni. Ma "X" sta
benissimo ed, anzi, preme affinché possa presto rivederci!
Caso "c"
Fenomeno inverso. E' un
periodo cupo, dove pensieri, preoccupazioni e tensioni ci sfiancano. Eppure,
incontrando "Y" riusciamo ad estraniarci, vivendo momenti di spettacolare
ripresa; torniamo a ridere, ci sentiamo bene con gli altri e con noi stessi.
Insomma, una sensazione di ricarica...
Nei casi descritti, il
relatore e l'amico/a "X" potrebbero essere i nostri possibili "Vampiri
Energetici", mentre "Y" un possibile dispensatore (coloro che hanno energia
in eccesso ed emettono l'esubero a favore degli altri; di solito sono o
saranno dei leader).
Attenzione però: se notiamo
che "Y" si "ammoscia" col progredire della nostra ricarica, potremmo essere
noi stessi i vampiri!
Ecco cos'è il Vampiro
Energetico: un soggetto in grado di attaccare la nostra sfera energetica a
proprio favore. E se come si sostiene, l'aura è comunque connessa al corpo
fisico, percepiamo tale furto sia sul piano emotivo che su quello fisico.
Depressione e malattie,
potrebbero nascere da questo fenomeno che la tradizione popolare ha da
sempre classificato come "jettatura", fattura, malocchio, ecc.
I riti di maledizione
praticati da certe maghe di oggi come di ieri, potrebbero essere un modo
premeditato di controllare e manipolare questa privazione di energie vitali,
danneggiando la vittima. Oppure di usarle al contrario per le pratiche di
magia rossa.
L'iconografia vede da sempre
il Vampiro attaccare la propria preda al collo, cosa che si spiega con la
presenza della vena giugulare.
Ma
se continuiamo a vedere il tutto sotto il profilo metaforico, potremmo
osservare che nel collo è situato il "quinto chakra" o "Visuddha" che
in Sanscrito significa "purificazione".
Il quinto chakra è il punto
energetico della comunicazione verbale ma anche metafisica; il collegamento
dell'essere fisico con quello spirituale (energetico). E' attraverso questa
connessione che entriamo in simbiosi con "l'Uno" universale; è per mezzo di
questa che la nostra libertà ed autonomia di pensiero si traduce in concetti
comprensibili agli altri.
Il Visuddha è il centro
dell'espressione artistica ed intellettuale ed il collegamento tra cervello
e corpo. Il Visuddha è l'elemento che ci rende differenti l'uno
dall'altro; ci caratterizza per ciò che siamo.
Interrompere questa
connessione, ci trasformerebbe in automi senza cervello: in zombie.
Proprio come la tradizione
descrive i "discepoli" di Dracula.

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