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LA RICERCA SCIENTIFICA DIMOSTRA LA RELAZIONE TRA CELLULARI E TUMORI AL CERVELLO

REDAZIONI VARIE E

SIMONA MARCHETTI (corrieredellasera.it) -  VALERIO PURCU (tomshw.it)

Corriere della Sera.it - Cellularizzati.net - Molecular Lab.it - Tom's Hardware

 

 

 

Chissà se avremo mai una verità univoca e certa. Questo, il primo pensiero che ci viene istintivamente di mettere nero su bianco, dopo la notizia arrivata dagli Stati Uniti d’America circa una nuova, allarmante ricerca relativa alla correlazione tra utilizzo dei cellulari ed il manifestarsi di gravi malattie, quali il cancro al cervello.

Se istituzioni del rango dell’organizzazione mondiale della sanità e dell’Unione Europea, si trincerano dietro delle mezze parole spese a riguardo (un collegamento tra cellulari e tumori non è da escludere), il direttore di uno dei centri di ricerca sul cancro più importanti degli U.S.A. è andato dritto al problema, inviando una lettera a diversi gruppi, avvertendoli dei grandi danni che i dispositivi legati alla telefonia mobile possono causare alla salute delle persone.

A mettere benzina sul fuoco ci ha pensato poi Ronald Herberman del Centro sulla Ricerca Contro il Cancro dell’Università di Pittsburgh, secondo il quale, ognuno di noi dovrebbe sin da subito evitare un uso massiccio dei telefonini (tenendoli poi sempre lontani dalla testa), e non aspettare quindi risultati più o meno definitivi di studi sulla loro effettiva pericolosità per la salute umana.

 

 

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(da: cellularizzati.net - Redazione)

 

 

Il cellulare può essere incredibilmente dannoso. Questa è la sentenza del National Institutes of Health, ente scientifico americano, che ha pubblicato uno studio sul Journal of the American Medical Association, una rivista medica molto importante. L’oggetto che quotidianamente portiamo nelle tasche o in borsa, comunque molto vicino al nostro corpo, influisce sulle cellule dei tessuti nervosi con risvolti potenzialmente cancerogeni.

 

 

É un’azione di degradazione lenta ma costante, essendo sempre circondati da onde magnetiche prodotte dalle antenne dei nostri telefoni e di quelli delle persone che ci circondano. L’effetto si sarebbe incredibilmente accentuato con l’introduzione di antenne sempre più potenti, quelle degli attuali smartphone in grado di produrre onde di forte intensita, per poter comunicare con la rete Internet. Ci troviamo sostanzialmente immersi in un campo elettromagnetico che, localmente, ha un’intensità molto maggiore di quello del campo terrestre e, soprattutto, su lunghezze d’onda differenti, alle quali il nostro organismo non è adatto o, perlomeno, non lo è ancora (l’evoluzione richiede centinaia o addirittura migliaia di generazioni, le novità tecniche sono invece recentissime).

 

Gli effetti sono ancora poco visibili, ma secondo lo studio, a partire dalla prossima decade, potremo vedere gli effetti dannosi, con l’aumento esponenziale di tumori e disfunzioni degli apparati nervosi.

Gli effetti, inoltre, potrebbero diventare ancor più devastanti se si continuasse a potenziare le antenne in commercio.

 

 

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(da: Corriere della Sera.it - Simona Marchetti)

 

Cervello a rischio tumori con il cellulare

I professori Hardell e Hansson Mild:

utilizzare il telefonino per 10 anni

fa salire il rischio di ammalarsi

 

 

 

LONDRA (Gran Bretagna) - Usare il cellulare per più di 10 anni aumenterebbe il rischio di ammalarsi di tumore al cervello. Lo sostiene un studio svedese, opera di due eminenti professori – Lennart Hardell dell’Università di Orebro e Kjell Hansson Mild dell’Umea University – che contraddice così le ultime ricerche ufficiali, che negavano un nesso fra i telefonini mobili e il cancro. Stando ai nuovi risultati, invece, le persone che usano il cellulare da un decennio o più, anche solo per un’ora al giorno, hanno il doppio di possibilità di sviluppare un tumore nel lato del cervello dove di solito appoggiano il dispositivo.

 

INDEPENDENT- «E’ necessaria una grande attenzione nell’uso del telefonino – avvertono gli scienziati nella relazione pubblicata dalla rivista Occupational Enviromental Medicine – e soprattutto i bambini, che sono particolarmente vulnerabili, dovrebbero essere scoraggiati dall’utilizzarlo».

 

A quanto sostiene l’Independent, che ha riportato lo studio, i risultati sarebbero tanto importanti quanto preoccupanti, perché mettono insieme ricerche su persone che hanno usato il cellulare per un tempo abbastanza lungo da poter contrarre la malattia. Finora, infatti, le rassicurazioni ufficiali sulla sicurezza dei cellulari si basavano su ricerche compiute, nella migliore delle ipotesi, su un campione ristretto, ma il cancro impiega almeno 10 anni per svilupparsi, quindi questi studi erano giocoforza parziali.

 

STUDI PRECEDENTI - Il mese scorso, una ricerca inglese sulla sicurezza dei dispositivi promossa dalla Mobile Telecommunication and Health Research (MTHR) e costata quasi 9 milioni di sterline (circa 13 milioni di euro), era arrivata alla conclusione che i cellulari «non potevano essere associati a danni biologici».

 

Ma il presidente della MTHR, il professor Latrie Challis, aveva ammesso che solo una piccola parte dello studio aveva riguardato gente che usava il cellulare da più di un decennio e aveva annunciato la necessità di nuove ricerche, più complete, per un risultato il più possibile certo. «Non possiamo escludere la possibilità che il cancro possa apparire nel giro di pochi anni - aveva avvertito lo scienziato – perchè la nostra ricerca ha scoperto qualche timido accenno nelle persone che sono state esposte alle radiazioni per oltre un decennio».

 

RISCHI PER IL CERVELLO - I due luminari svedesi hanno, invece, riunito i risultati di 11 precedenti studi svolti in Svezia, Danimarca, Finlandia, Giappone, Germania, Stati Uniti e Inghilterra, che ribadivano l’aumento del rischio di sviluppare il cancro, soprattutto nel lato di cervello dove la gente è solita appoggiare il telefono. Cinque dei sei studi sui «gliomi», tumori delle cellule che proteggono quelle nervose, avevano confermato il potenziale pericolo, mentre quattro relazioni su cinque avevano rilevato la presenza di neuromi acustici, forme tumorali benigne ma spesso causa di invalidità come la sordità.

 

I due svedesi hanno così raccolto i risultati per analizzarli nel loro complesso e hanno perciò stabilito che le persone che usano il telefonino da un decennio o più hanno il 20% in più di possibilità di contrarre una patologia come il neuroma acustico e il 30% in più di sviluppare un glioma maligno. E il rischio sarebbe ancora più grande dal lato della testa su cui appoggia il cellulare: più che triplicato nel primo caso, addirittura quintuplicato nel secondo. «Queste valutazioni danno un campione esauriente per valutare i rischi di aumento di neuromi e glomi – hanno sottolineato Hardell e Mild - . Non solo. In base a questi risultati, non si possono nemmeno escludere la presenza di altre forme di tumore al cervello».

 

CORDLESS - Lo studio svedese ha interessato anche i cordless e pure in questo caso si è registrato un aumento di entrambe le patologie. In altre parole, usando un cellulare o un telefono senza fili per 2000 ore – ovvero, meno di un’ora al giorno per 10 anni – vi sarebbe un rischio concreto di ammalarsi. «Penso che sia davvero strano vedere così tante ricerche ufficiali che dicono che non ci sono rischi – ha spiegato il professor Mild al giornale inglese – perché ci sono precise indicazioni sul fatto che qualcosa succede dopo i dieci anni».

 

Non a caso, il luminare utilizza il cellulare il meno possibile e consiglia di farlo sempre e comunque con i dispositivi vivavoce e di evitare le telefonate chilometriche, preferendo in questo caso gli apparecchi fissi. Grande attenzione poi con i bambini, ai quali i cellulari dovrebbero essere tassativamente proibiti. Il professore riconosce comunque come il numero di radiazioni emesse dai telefoni di ultima generazione sia notevolmente diminuito rispetto al primo dispositivo apparso sul mercato una decina di anni fa, ma la sua raccomandazione è di preferire modelli a bassa radiazione, visto soprattutto il proliferare del Wi-Fi, che emette raggi altrettanto pericolosi, seppur in misura minore rispetto ai telefonini.

 

PARERI CONTRASTANTI - Stando alla Health Protection Agency inglese, questo studio svedese sarebbe «molto indicativo», pur ammettendo che i risultati «non si possono considerare ancora definitivi», mentre l’associazione degli operatori di telefonia mobile (Mobile Operators Association) rileva come non ci siano nuovi dati certi sui rischi per la salute, ma concorda sul fatto che siano necessari nuovi studi. Nel frattempo, gli scienziati hanno chiesto anche una revisione degli standard di emissione dei telefoni mobili e di altre fonti radioattive che loro stessi descrivono come «inappropriate» e «non sicure».

 

 

 

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(da: molecularlab.it - Redazione)

 

 

Uso dei telefoni a cellulare e rischio tumori

Una ricerca svedese mostra correlazione tra un'ora di chiamate al giorno e la formazione di neoplasie

 

 

L'uso eccessivo di terminali mobili sembra aumentare i rischi di tumore al cervello, a riaccendere il dibattito scientifico è l'Istituto Nazionale del Lavoro di Stoccolma.
La comunità scientifica svedese ha già prodotto ben tre studi piuttosto inquietanti su questo argomento decisamente scottante. Tutti gli studi svedesi, finora, sono stati "smentiti" dai ricercatori americani e britannici.

 

Ad esempio la Dr. Lydia Zablotska, epidemiologa presso la prestigiosa Columbia University, è convinta che "le ricerche sui danni dei cellulari vanno di moda". La Zablotska sostiene che "in questo preciso periodo storico, tutti quanti puntano il dito sui telefonini", incalza, "e le ricerche in questo ambito vengono fortemente influenzate da questo tipo di pregiudizi".


I risultati dell'ultima ricerca è stata condotta su due gruppi di 2200 soggetti: un gruppo era costituito da pazienti affetti da neoplasie cerebrali, l'altro da individui completamente sani.
Gli scienziati sebrerebbe evere trovato un nesso tra tumori e l'uso intensivo di telefonini cellulari: il 10% dei soggetti con tumori maligni utilizza cellulare in maniera costante da almeno 10 anni.

 

"Circa un decimo degli individui malati", sottolinea Kjell Mild, autore dello studio, "condividono una particolarità: utilizzano il cellulare con molta intensità".
 

Per molta intensità ed uso eccessivo lo studio indica una media di un'ora di chiamate al giorno. Questa esposizione aumenterebbe il rischio di tumori cerebrali del 240% nei soggetti sani e favorirebbe lo sviluppo di neoplasie nell'emisfero del cervello corrispondente all'orecchio solitamente utilizzato durante la chiamate telefoniche.
Precedenti studi hanno dimostrato come l'utilizzo del telefono cellulare causi delle zone calde nel cervello, ad essere imputata è infatti la distanza del cellulare al cervello: infatti la potenza delle onde elettromagnetiche diminuisce con il quadrato della distanza.
 

"La migliore soluzione a questi rischi", dice Mild in un'intervista rilasciata a Reuters, "è l'uso di auricolari". I bambini, inoltre, sarebbero i "soggetti più vulnerabili" ai rischi cancerogeni legati alla telefonia mobile.

 

 

 

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(da: tomshw.it - Valerio Porcu)

 

 

I cellulari provocano il cancro, prima condanna

 

 

Secondo un giudice della Corte d'Appello di Brescia la documentazione esistente è sufficiente per affermare che i cellulari possono essere una concausa nel caso si sviluppi un tumore.

La Corte d'Appello di Brescia ha stabilito che i cellulari possono portare al tumore, se usati per molti anni e se ci sono altri potenziali elementi cancerogeni. Questa convinzione ha portato il giudice a condannare l'Inail, che dovrà pagare a un ex-dirigente una pensione d'invalidità dell'80%, più arretrati e interessi.

 

L'invalidità, per il dirigente, è una conseguenza diretta dell'operazione a cui si era sottoposto per la rimozione del tumore (neoplasia al nervo della faccia) che sarebbe stato causato, in parte, dal telefono.  Le motivazioni della sentenza certificano il fatto che non sia dimostrato in modo assoluto il legame tra cellulare e malattia, ma la documentazione esistente è stata ritenuta sufficiente per considerare la concausalità come un fatto certo.

 

Il manager ha parlato al telefono, cellulare o DECT, dalle cinque alle sei ore al giorno per dodici anni, dal 1991 al 2003.  La Corte d'Appello ha respinto lo studio presentato dall'Inail, che dimostrerebbe l'innocuità dei cellulari, perché risale a prima del 2000, quando questi prodotti erano usati molto meno intensamente, preferendo risultati più recenti.

 

Il colpo finale viene dal professor Levis dell'Università di Padova, che ha fatto notare come gli studi presentati dall'Inail siano cofinanziati dai produttori di cellulari. Un elemento che crea un conflitto d'interessi evidente e rende lo studio praticamente carta straccia.

 

Questa sentenza è certamente destinata a fare storia, perché per la prima volta, in sede legale, si decreta una relazione tra cellulare e malattia. Naturalmente ci sarà anche un passaggio in Cassazione, ed è presto per trarre conclusioni. Vengono alla mente, tuttavia, i grandi processi contro le multinazionali del tabacco, che cominciarono proprio quando si dimostrò il legame diretto tra fumo e tumore ai polmoni.

 

 

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