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LA STORIA DEL MONDO E' VERAMENTE COSI' COME CE L'HANNO RACCONTATA?

Jerry Assumma (A.H.) - Redazione A.I.C.N.S.

A.C.I.N.S.

 

 

 

Il termine OOPARTS sta a significare letteralmente "reperti al di fuori di ogni logica convenzionale collocazione, tale da mettere in crisi la visione delle cose che la scienza ritiene di aver ormai acquisito". L' argomento in questione comprende diversi oggetti "impossibili", che sono stati trovati dove non avrebbero dovuto essere...

I casi di ritrovamenti catalogabili come "ooparts" ed abitualmente occultati dall'archeologia tradizionale in tutto il mondo, sono sempre più frequenti, a tal punto da rendere difficile una rassegna stampa completa ed esaustiva.

Per questo motivo, per lo speciale d questo mese, abbiamo deciso di proporre l'articolo in assoluto più approfondito e riassuntivo presente in rete, pubblicato dall'Associazione A.C.I.N.S.

 

Nonostante qualcuno potrà riscontrare delle interpretazioni forse un po' troppo tendenti alla  "new age", la nostra redazione non ha voluto operare tagli ed aggiustamenti, lasciando la versione integrale del testo, proprio per la completezza delle informazioni in esso contenute.

Anche la grafica e la sistemazione delle immagini non ha subito modifiche per evitare di disorientare il lettore.

L'articolo è stato suddiviso in 4 parti per una migliore consultazione.

 

prima parte

 

 

I tubi di Baigong

 

I Tubi di Baigong sono una serie di condotti scoperti vicino al Monte Baigong (白公山)a circa 40 km a sud-est della città di Deligha (德令哈市), nella prefettura autonoma tibetana di Haixi, (海西蒙古族藏族自治州), nella provincia di Qinghai (青海省), in Cina. Sulla sponda sud del lago salato, il Toson, si trovano i relitti che la gente indica come quelli lasciati da extraterrestri. Appaiono come una piramide di circa 60 metri una grande struttura di tubi di metallo con diametri che variano da dieci a quaranta centimetri.

 

Di fronte ad essa si osservano tre caverne con apertura triangolare, due collassate e inaccessibili; una terza, più grande delle altre, con il pavimento a due metri sotto il livello del suolo e la volta a otto metri sopra, con una profondità di sei metri. All’interno è visibile un tubo di circa 40 centimetri di diametro che scende obliquamente dalla sommità della caverna; si può osservare un altro tubo della stesso diametro affiorare dal terreno. Sopra la caverna decine di tubi di diversi diametri percorrono l’intera montagna. Ovunque, disseminati davanti e sopra le caverne, sulla sponda del lago salato, si trovano numerosi frammenti rugginosi, tubi di vari diametri fra due e 4,5 centimetri, pietre stranamente modellate. Alcuni tubi spariscono sotto la superficie del lago. Sono tutti di un color rosso tendente al marrone, come le rocce circostanti e, nonostante siano sottili, non presentano ostruzioni dopo essere stati sottoposti per anni ai movimenti sabbiosi.

 

I frammenti sono stati analizzati da una fonderia locale ed è emerso che sono composti per il 30% di ossido di ferro, contengono una grande quantità di anidride silicea e ossido di calcio. Per una percentuale dell’otto per cento il composto non può essere identificato. Questo accresce il mistero che si è creato intorno ai "resti di ET". Di fatto, a detta degli esperti, la grande quantità di anidride silicea e di biossido di calcio deriva da una prolungata interazione fra il ferro e l’arenaria delle pietre, di conseguenza si può ritenere che i tubi siano antichissimi. Secondo alcuni il sito può benissimo essere stato una torre di lancio extraterrestre o quantomeno un antico osservatorio. La notevole altitudine del luogo e l’aria trasparente è ideale per praticare l’astronomia, difatti a settanta chilometri da lì si trova il radiotelescopio dell’Osservatorio dell’Accademia delle Scienze Cinese.
Extraterrestre o meno, in pratica si tratta della segnalazione del ritrovamento di ferro che viene considerato antichissimo.
La “Piramide”

I Tubi di Baigong sono associati ad una "piramide" alta circa 50/60 metri , costruita sul Monte Baigong, alto 2200 mt, sui lati della quale si aprono delle caverne. L'ingresso delle due più piccole è crollato. mentre è accessibile l'ingresso della più grande, alto 6 metri.


Fra i due tubi individuati nella caverna più grande, uno ha un diametro di 40 cm, ed è di colore marrone -rossiccio. All'interno della stessa caverna, un'altra è simile in diametro e caratteristiche. Inoltre sono stati individuati dozzine di tubi rettilinei, con diametri varianti tra i 10 e i 40 cm che fuoriescono dal Monte Baigon situato al di sopra della caverna più grande.

Sono state individuate altre condotte sulla spiaggia e nel Lago Toson, che si trova a circa 80 metri dall'ingresso della caverna più grande rettilinee e cave all'interno. Queste, il cui diametro varia tra i 2 e i 4.5 cm, sono orientate secondo un'asse est-ovest. Un altro gruppo, si sviluppa probabilmente in verticale, sia sporgendo che immergendosi al di sotto e al di sopra della superficie del lago.

Oltre a queste condotte sono stati individuati sul luogo, dei "rottami arrugginiti" e "pietre dalla forma insolita". Le analisi svolte da Liu Shaolin nella fonderia locale hanno rilevato la presenza di un 30% di ossido di ferro, una grande quantità di diossido di silicio e di ossido di calcio, mentre per il restante 8% è di un composto che non stato possibile identificare , probabilmente inesistente sulla Terra.
L'indagine

Le condotte vennero scoperte per la prima volta da scienziati americani alla ricerca di fossili di dinosauri, che informarono le autorità locali di Delingha. Questo rapporto venne ignorato, finché uno dei sei rapporti redatti da Ye Zhou, venne pubblicato, nel giugno 2002, sullo "Henan Dahe Bao" (
河南大河报).Immediatamente, Quin Jianwen ,un ufficiale locale, informò i giornalisti della Xinhua News Agency della scoperta, il 16 giugno 2002. Il governo locale ha promosso questo sito ad attrazione turistica.

Nel 2002, venne pianificata una spedizione per indagare più a fondo la scoperta. Una fonte anonima ( 2002a, 2002b) ha annunciato che un gruppo di nove scienziati Cinesi, ha visitato e studiato il luogo. Questo gruppo era comporto da 10 esperti, 10 giornalisti e un troupe televisiva della CCTV ( China Central Television)



I "Condotti" Navajo

Una concrezione naturale simile a condotte, e analoga ai tubi di Baigong, è stata trovata in una arenaria di una riserva Navajo e in altre arenarie sparse per tutto il sud ovest degli Stati Uniti nella forma di tubi di ematite. L'ematite è un minerale che può presentarsi sotto forma di "minerali di ferro" disgenetico, e può esibire una stupefacente gamma di forme bizzarre, descrivibile sia come "pietre dalle forme strane" che come "rottami arrugginiti".

Altri concrezioni di questo tipo, risalenti al Giurassico sono state trovate nello Utah Brenda Beitler nota che la presenza di strati sub orizzontali, verticali, e planari di tubi, creati, probabilmente, dalla precipitazione di ematite all'interno della arenaria Navajo. .

Le ipotesi e le differenze con i tubi di baigong


Un'ipotesi afferma che queste condotte sono probabilmente il risultato di un naturale processo di auto-organizzazione, avvenuto durante la precipitazione di ossido di ferro all'interno di rocce sedimentarie, ma non è chiaro in quale modo questo possa avvenire e del perché solo in forma di tubi rettilinei. Secondo la stessa ipotesi il ritrovamento di ossido di ferro nella misura del 30% e una grande quantità di "diossido di silicio" e di ossido di calcio è consistente con la quantità di ematite ritrovata nelle arenarie Navajo e nello Utah. Inoltre, un sistema idraulico artificiale possiede comunque caratteristiche che lo distinguono da qualsiasi formazione geologica naturale. Pertanto diverrebbe determinante definire la struttura complessiva del sito, che attualmente non si conosce, così come non è conosciuta l'analoga struttura dei tubi presenti nella regione Navajo o delle forme cilindriche della Louisiana. Inoltre i Tubi di Baigong presentano delle zone in cui il tubo è fissato alla parete della caverna, , il che ne escluderebbe l'origine naturale. Infine, i Tubi di Baigong, così come è stato descritto in precedenza, contengono un 8% di un materiale che non è stato possibile identificare.

Ogni ipotesi è aperta ad ulteriori verifiche.

 

A 50 km a sud di Cluj-Napoca, ex-capitale della Transilvania, nel centro della Romania, a 2 km ad est di Aiud , in una cava di sabbia alle rive del fiume Mures, un gruppo di operai portò alla luce nella primavera dell’anno 1974 tre piccoli strani oggetti. Tali oggetti si trovavano nel sedimento sabbioso del fiume a una profondità di 10 m. Gli operai consegnarono i reperti al loro responsabile e questo li fece vedere a un ricercatore locale, che informò l’Istituto Archeologico di Cluj-Napoca

Gli archeologi dell’istituto li hanno ripuliti e constatato che uno degli oggetti era un osso degli arti e un altro un molare di un giovane mastodonte, un archeo-elefante che ha vissuto fra il Miocene (circa 20 milioni di anni fa) e il medio Pleistocene (circa 1 milione di anni fa).

Le rocce di questa parte della Romania risalgono al periodo del Pleistocene e Miocene e i sedimenti alluvionali all’ultimo milione d’anni.
Il terzo oggetto sembrava essere una scure di pietra, però dopo aver tolto la grossa crosta di sabbia dalla sua superficie, si è rivelato invece un oggetto metallico. Il reperto è lungo 20,2 cm, largo 12,7 cm, alto 7 cm e presenta nel centro un incavo circolare, un foro di 4 cm di diametro. Questo incavo con una deformazione ovale in basso ha una forma tale come se avesse contenuto qualcosa, forse un’asta con una estremità sferica. Un altro foro più piccolo, di diametro 1,7 cm e perpendicolare al primo, esce sul fianco "posteriore" del misterioso oggetto. Questo fianco nonché i due fianchi laterali presentano tracce tali da far pensare che possano essere state ottenute in seguito a fortissimi colpi. Ciò ci fa ritenere che l’oggetto poteva essere parte di un sistema tecnico funzionale.
 

Che significato potevano avere però le due sporgenze a forma di alette all’estremità del reperto?

Tutto diventò davvero inquietante quando si prese la decisione di effettuare un’analisi dettagliata presso l’Istituto per le Ricerche dei Minerali e Metalli Non Ferrosi" (ICMMN) a Turnu Magurele, una città situata a sud-ovest di Bucarest, sul Danubio, vicino alla frontiera bulgara.
 

L’analisi metallurgica effettuata da Dr. I. Niederkorn ha rivelato che l’oggetto in discussione era composto di una lega estremamente complessa di vari elementi e cioè:
89% Al alluminio
6,2% Cu rame
2,8% Si silicio
1,8% Zn zinco
0,4% Pb piombo
0,3% Sn stagno
0,2% Zr zirconio
0,1% Cd cadmio
Vi erano poi piccole parti nell’ordine di millesimi di percento di nichel (Ni), cobalto (Co), bismuto (Bi), argento (Ag) e tracce di gallio (Ga). L’oggetto era composto in gran parte di alluminio (89%), un metallo spesso trovato in natura però soltanto in forma non pura, bensì allo stato di bauxite. L’alluminio è stato scoperto nel 1825 di H. C. Oerstred e prodotto per la prima volta in modo industriale in Francia nel 1854. Per la produzione dell’alluminio si necessita di un complicato processo industriale, l’elettrolisi, e temperature di oltre 900°C. Alluminio puro è stato ricavato per la prima volta nel 1920, mediante il noto processo galvanico basato sulla decomposizione della bauxite in un bagno elettrolitico e la deposizione dell’alluminio puro all’anodo. Dato che si tratta di un metallo leggero, abbastanza molle, si utilizza spesso in lega con altri metalli come rame, zinco, magnesio, cadmio e anche con silicio, per ottenere la durezza e la resistenza chimica necessaria allo scopo dell’applicazione. Oggi non esiste quasi nessun settore tecnico che non utilizzi in un modo o in un altro l’alluminio. Strano il fatto che la particolare lega trovata nell’oggetto misterioso di Aiud non è mai stata adoperata da nessuno finora. L’oggetto era ricoperto di uno strato d’ossido d’alluminio spesso 1 mm.

L’alluminio si ricopre all’aria rapidamente di una pellicola d’ossido spessa solo alcuni millesimi di mm che lo protegge dall’ossidazione (assimilazione di ossigeno) e in questo modo lo rende estremamente resistente alla corrosione. Come è possibile che l’oggetto di Aiud sia ricoperto di uno strato d’ossido d’alluminio così spesso (1 mm)? Sarebbe possibile soltanto se si trattasse di un oggetto vecchissimo, cioè di un oggetto di decine di migliaia d’anni di età. "Sembra che provenga dalla stessa epoca storica del mastodonte. - rileva il Dr. Niederkorn, che ha effettuato l’analisi metallurgica - È incredibile, però sembra che si tratti d’alluminio di struttura talmente vecchia che gli elementi componenti la lega hanno cominciato a distaccarsi e a riprendere addirittura le loro proprie strutture cristalline originarie". Certo è che l’oggetto di Aiud non può essere un oggetto naturale; è indiscutibilmente un oggetto artificiale, un oggetto prodotto da qualcuno. A che serviva? Gli ingegneri hanno cercato di dargli una spiegazione più o meno logica: potrebbe trattarsi forse, infatti, di una specie di sede, ovvero di un piede per il supporto di un eventuale struttura tecnico-meccanica.

 

A titolo di curiosità va detto che supporti abbastanza simili vengono utilizzati oggi per l’atterraggio di moderne sonde spaziali. Forse si tratta solo di una coincidenza. Comunque, al di là delle coincidenze fra questo reperto e l’odierna tecnologia umana, è un fatto che l’oggetto di Aiud denota indiscutibilmente un qualche tipo di tecnologia assolutamente ingiustificabile per il contesto storico in cui è stato ritrovato ed è l’evidente indizio di una civiltà ignota, atta a sviluppare manufatti meccanici, verosimilmente risalente ad epoche in cui nulla del genere avrebbe mai dovuto esistere nel nostro mondo. Una simile tecnologia potrebbe ricollegarsi soltanto a una civiltà avanzata spazzata via da cataclismi di portata planetaria ovvero di origine estranea al pianeta Terra. Comunque sia, il misterioso oggetto di Aiud resta un’altra maglia della catena di artefatti trovati sulla nostra Terra che non hanno o non avranno mai una spiegazione soddisfacente.

 

 

    

 

 

 

   

 

 

Negli ultimi anni in Russia negli Urali sono stati ritrovati decine di reperti sicuramente opera dell'uomo ma incompatibili con le datazioni ortodosse dell'uomo sulla terra. Quello che segue è il primo rapporto pubblicato di tali scoperte da Johannes Fiebag. A partire dalle teorie di Zecharia Sitchin, alcuni studiosi di rilevanza internazionale hanno raccolto numerose prove che esperimenti di manipolazione genetica sono stati eseguiti centinaia di milioni di anni fa da esseri extraterrestri, che culminarono nella "creazione" dell'uomo.

 Uno dei principali studiosi è il Dr. Johannes Fiebag. Purtroppo la scoperta di manufatti tecnici risalenti ad un tempo così remoto sembra piuttosto improbabile. Pensiamo solo ai resti della seconda Guerra Mondiale; armi, munizioni e persino reperti di maggiori dimensioni, divenuti ormai arrugginiti e già in via di disgregazione. A maggior ragione i reperti ritrovati negli ultimi anni negli Urali sono ancora più sorprendenti.

Nel periodo 1991-1993 alcuni cercatori d'oro operanti sul piccolo fiume Narada, sul versante orientale degli Urali, trovarono molti strani oggetti a spirale. La dimensione di questi oggetti va da un massimo di 3 cm ad un minimo di 0,003 mm!
Di questi incredibili manufatti ne sono stati recuperati migliaia in vari siti, lungo i fiumi Narada, Kozhim e Balbanyu e su due affluenti minori, il Vtvisty e il Lapkhevozh, la maggior parte a profondità  fra i 3 ed i 12 metri.


Gli oggetti a forma di spirale sono composti di vari metalli: i più  grandi di rame ed i più piccoli di tungsteno e molibdeno. Il tungsteno possiede un alto peso atomico, avendo una struttura molto densa, con un punto di fusione a 3.410 °C. Attualmente viene usato per aumentare la resistenza di acciai speciali, ed in forma pura, per costruire i filamenti delle lampade ad incandescenza. Anche il molibdeno possiede un'alta densità ed un punto di fusione a 2.650 °C. Questo metallo è pure usato per rendere i metalli resistenti alla corrosione e per costruire parti meccaniche sottoposte ad usi gravosi, nonché armature per veicoli.
Attualmente questi misteriosi oggetti sono esaminati con attenzione dalla Russian Academy of Sciences di Syktyvka (la capitale dell'ex Repubblica Sovietica di Komi), di Mosca, di San Pietroburgo e anche da un istituto scientifico ad Helsinki in Finlandia.


Dopo un'attenta misurazione di questi oggetti, spesso microscopici, si è scoperto che la dimensione della spirale è stata costruita secondo il Rapporto Aureo (phi). In tempi remoti questo speciale rapporto era costantemente usato in architettura e nella geometria. Oltre a rappresentare un rapporto sacro, l'utilità di questo sistema risiede nel fatto che se una certa lunghezza viene divisa in due usando questo rapporto, la lunghezza originale sta al pezzo più  grande, come il pezzo più grande sta al più piccolo.


Oltre a questa sofisticazione, questi oggetti rappresentano ovviamente il prodotto di una tecnologia inesplicabile ma altamente avanzata. Essi hanno infatti una considerevole somiglianza con elementi di controllo usati in dispositivi miniaturizzati dell'ultima generazione, i cosiddetti nano meccanismi. Una delle applicazioni di questa tecnologia è di rendere possibile la costruzione di micro-sonde per usi chirurgici che consentano di effettuare operazioni all'interno dei vasi sanguigni; cosa attualmente impossibile con le attuali tecniche chirurgiche.
Quale era lo scopo di questi oggetti? La figura 1 mostra tutte le parti di uno degli oggetti fotografati insieme ad una barra-campione larga 200 micron! Tutti i test eseguiti sugli oggetti forniscono un'età stimata tra i 20.000 e i 318.000 anni, a seconda della profondità e delle condizioni del sito dove sono stati recuperati.


 

 

 

 

 

 

 

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