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PANDEMIA NATURALE, STRATEGIE POLITICO-COMMERCIALI O INCIDENTE DA LABORATORIO?

 

INDICAZIONI SUGLI ARTICOLI

INDICAZIONI SUGLI ARTICOLI

 

 

Ciò che potrebbe sembrare un argomento fuori tema per il nostro sito, potrebbe in realtà celare risvolti inquietanti.

Non sono pochi i sostenitori di tesi incredibili circa la nascita e la diffusione di questo virus e, talvolta, le prove a loro supporto sembrano plausibili.

Quando sento parlare di nuovi virus, provo sempre un brivido di timore, perché in una visone apocalittica, la componente biologica sarebbe davvero una nemica invisibile e difficilissima da sconfiggere. Chissà quanto film abbiamo visto sul tema!

 

Ricordo che addirittura uno di questi TV-movie descriveva uno scenario pandemico mondiale causato da un virus alieno portato giù dallo Shuttle. Continuiamo ad immaginare gli extraterrestri sempre con fattezze umanoidi ma da un punto di vista scientifico e probabilistico, gli alieni potrebbero avere ben altre forme: da quelle più estreme, come le evolute entità energetiche, a quelle più probabili e primordiali, come i batteri...

 

Essendo comunque prematuro prendere una posizione netta sull'argomento, in questo speciale abbiamo riportato alcuni articoli che ci aiuteranno a capire meglio questo allarmante fenomeno.

In ogni caso, la prudenza è d'obbligo ed una corretta informazione può aiutare a contenere la diffusione del virus, qualunque sia la sua origine.

 

Angel Heart

 

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Il virus, i sintomi, i pericoli
La mappa delle zone a rischio

da: Corriere.it - Mario Pappagallo

 

1-Che cos’è l’influenza suina?
E’ una malattia respiratoria acuta dei maiali causa­ta da virus influenzali del tipo A, con alta infettivi­tà ma bassa mortalità. Il ceppo responsabile (A/H1N1) è stato isolato per la prima volta negli Anni 30. La maggior parte delle epidemie si mani­festa nel tardo autunno e in inverno, come accade per l’uomo. Come tutti i virus influenzali, anche quelli suini mutano continuamente. I maiali pos­sono essere infettati da quelli dell’aviaria e quan­do virus influenzali di differenti specie animali in­fettano i suini, si possono verificare fenomeni di «riassortimento» che portano a mix di ceppi uma­ni/ aviari/suini e facilitano le mutazioni.

 

2-I virus suini possono infettare l’uomo?
Normalmente no. Comunque, possono verificarsi infezioni umane sporadiche con virus influenzali suini. Comunemente questi casi si manifestano in persone con esposizione diretta ai maiali. Nel caso dell’epidemia in corso c’è, però, l’evidenza che il virus responsabile si diffonde da persona a perso­na. Non si sa al momento quanto sia facile la tra­smissione.

 

3-Quali sono i sintomi dell’influenza suina nell’uomo?
Sono simili a quelli della «classica» influenza sta­gionale umana: febbre, sonnolenza, perdita d’appe­tito, tosse. Alcune persone colpite hanno manife­stato anche raffreddore, mal di gola, nausea, vomi­to e diarrea. Anche l’influenza suina può causare un peggioramento di patologie croniche pre-esi­stenti con complicazioni gravi (polmonite ed insuf­ficienza respiratoria). L’infezione può essere in for­ma lieve o grave.

 

4-Come si trasmette all’uomo il virus suino?
Direttamente dai maiali all’uomo e dall’uomo ai maiali. Nella trasmissione da persona a persona, il virus infetta attraverso la diffusione di goccioline di secrezioni naso-faringee con la tosse e lo sternu­to. Le persone possono anche infettarsi toccando superfici contaminate con secrezioni infette e por­tando alla bocca e al naso le mani. Per questo il lavaggio delle mani è una misura molto importan­te. Il bacio è veicolo di trasmissione.

 

5-Le persone possono infettarsi mangiando carne di maiale e salumi?
No, i virus dell’influenza suina non sono trasmessi dal cibo. I salumi sono sicuri, la carne cruda se cot­ta a 70-80 gradi (e il maiale si mangia ben cotto) è strasicura.

 

6-Come si diagnostica l’infezione da virus influenzali suini nell’uomo?
Per il virus A è necessario raccogliere un campione di secrezioni respiratorie (tampone nasale o farin­geo) entro i primi 4-5 giorni dall’inizio dei sintomi (quando l’infezione è più virulenta). Alcune perso­ne, in particolar modo i bambini, possono espelle­re virus anche per 10 giorni e più.

 

7-Che differenza c’è tra l’attuale influenza suina e l’aviaria che ha creato tanto allarme nell’agosto-ottobre del 2005?
L’aviaria ha creato allarme perché era più «letale»: meno infettati, più vittime. Ma il virus per fortuna non ha mai fatto un «completo» salto di specie da divenire facilmente trasmissibile da uomo a uo­mo. In questo caso, invece, il virus passa da uomo a uomo, ma è percentualmente meno letale.

 

8-Quindi è possibile la pandemia? E che cosa significa fase 3 di allerta dell’Oms?
Gli esperti dell’Oms sono al lavoro per far scattare, o meno, il passaggio dall’attuale fase 3 di allerta pandemico alla fase 4. La maggior parte delle vitti­me avevano tra i 25 e i 45 anni: un fatto che preoc­cupa, perché un segno caratteristico delle pande­mie del passato è stato l’alto tasso di decessi tra i giovani adulti in buone condizioni di salute. Nei piani di preparazione per contrastare una pande­mia si definiscono sei livelli di allerta. Le fasi 5­6 sono la pandemia.

 

9-Quali farmaci possono essere usati?
I virus influenzali suini isolati recentemente negli uomini sono resistenti all’amantadina e alla ri­mantadina.
Pertanto solo oseltamivir e zanamivir sono raccomandati per il trattamento-prevenzio­ne dell’influenza umana da virus suino. Sembra che il virus sia sensibile ai farmaci inibitori delle neuroaminidasi. La corsa all’approvvigionamento individuale è però sbagliata, anche perché si ri­schia di scambiare per influenza qualsiasi infezio­ne virale (e in questo periodo è molto improbabile che lo sia). Non esiste ancora un vaccino.

 

10-E’ quindi meglio non recarsi in Messico in questo periodo?
Non è il caso di andare nelle zone in cui si sono verificati i focolai d’infezione. E’ consigliabile con­sultare prima di partire il sito «Viaggiare sicuri» del ministero degli Esteri. Le zone da evitare sono: So­nora, Baja California, Stato del Messico e Oaxaca.

Fonti: Cdc di Atlanta (Usa), Governo Italiano

Mario Pappagallo

 

 

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Arriva il virus suino, ma l’Italia è pronta!

da: Il Giornale (Articolo di Redazione)

 

Quattro casi accertati nell’Unione. Due persone sono sotto analisi a Lodi. Decine di pazienti nel resto del Paese sono risultate negative ai test. Il sottosegretario alla Salute: «Ci sono già 40 milioni di dosi di antivirali pronte»

L’Europa è in stato di allerta permanente: Bruxelles è in contatto 24 ore su 24 con gli Stati membri, per far fronte alla minaccia di epidemia del virus della nuova influenza suina. La commissaria europea alla sanità, Androulla Vassiliou, ha ammesso: «Ci aspettiamo che la situazione nell’Ue evolva rapidamente» ma ha aggiunto subito, in termini più rassicuranti: «Nessuno deve sottovalutare la situazione ma non c’è alcun motivo di panico».
L’Organizzazione mondiale della Sanità è a conoscenza di un totale di 79 casi di febbre suina confermati dalle analisi di laboratorio nel mondo e di 7 decessi, questi ultimi tutti in Messico. Con una quarantina di casi accertati gli Stati Uniti hanno attualmente il bilancio più pesante. In serata, Il commissario alla Salute di New York, Thomas Frieden, ha detto che «molte centinaia» di studenti potrebbero aver contratto il virus della febbre suina in città. In Messico i casi accertati sarebbero 26, ma in base ai dati diffusi dalle autorità messicane, i decessi per febbre suina sono 149.


In Europa sono quattro i casi confermati (due in Spagna e due nel Regno Unito), mentre - precisano alla Commissione europea - «in 13 Stati membri sono ancora presenti 70 casi sospetti e 18 sono quelli già risultati negativi». In quest’ultimo gruppo c’è anche l’Italia, dove decine di pazienti sono ieri risultati negativi. Due persone già ricoverate in ospedale sono state invece sottoposte ad analisi a Lodi, per capire se i sintomi influenzali che accusano siano riconducibili alla influenza suina. Il professore Giuseppe Gerna, noto virologo pavese, ha confermato che si tratterebbe proprio del virus A con sottotipo H1n1, lo stesso, quindi, dell’influenza suina. Il professore ha aggiunto: «Solo la sequenza dei nucleotidi non risulta essere perfettamente identica e questo ci lascia a bocca aperta». Il virus della febbre suina con una variazione. Prevista oggi la ripetizione di tutte le analisi.


Il Paese intanto si prepara ed è pronto a reagire all’emergenza: «Abbiamo incaricato l’Istituto farmaceutico militare di Firenze di incapsulare 30 milioni di dosi di farmaci antivirali», per essere pronti all’eventualità che l’epidemia di febbre suina scoppiata in Messico arrivi anche in Italia. Lo ha annunciato il sottosegretario alla Salute, Ferruccio Fazio. Il sottosegretario ha ricordato che «in tutto abbiamo a disposizione 40 milioni di dosi di antivirali, per trattare 4 milioni di cittadini».

 

Ma di questi 40 milioni, precisa, «10 milioni di dosi erano già pronte, mentre 30 milioni erano ancora da confezionare in capsule. Una decisione giustissima presa dal governo precedente - ha puntualizzato Fazio - e legata al fatto che il principio attivo», ingrediente base di queste 30 milioni di dosi, «in polvere ha una durata media di dieci anni, mentre in capsule di solo tre anni. Pertanto, se il prodotto fosse stato acquistato già in capsule due anni fa sarebbe scaduto tra un anno».

 

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Incredibile, secondo un esperto australiano il virus della nuova influenza nato in laboratorio per errore

da Express-News - Marco Frico  

 

 

Lo sostiene il ricercatore Adrian Gibbs. L’Organizzazione Mondiale della Sanità sta già indagando

ROMA - Il virus della nuova influenza A/H1N1 potrebbe essere nato in un laboratorio per un errore umano. Lo sostiene il ricercatore australiano Adrian Gibbs, uno dei padri dell’antivitale Oseltamivir, in un articolo che ha inviato all’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) e ai Centri statunitensi per il controllo delle malattie (Cdc), e del quale ha annunciato l’imminente pubblicazione.

 

Un’ipotesi, a quanto si apprende, sulla quale l’Oms sta indagando e si sta confrontando in questi giorni con gli esperti internazionali di virologia umana e animale. Hanno ricevuto copia dell’articolo anche gli esperti internazionali della Fao e dell’Organizzazione internazionale per la salute animale (Oie).

 

Secondo Gibbs le caratteristiche genetiche del virus A/H1N1 sono tali da far supporre che sia stato coltivato nelle uova. Queste ultime sono largamente utilizzate nei laboratori sia per coltivare i virus sia per coltivare i vaccini. In passato, nel 1977, un virus influenzale del tipo H1N1 era stato prodotto per errore per la cattiva gestione di un laboratorio in Russia.

 

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Contro l'influenza suina

di F. William Engdahl 06/08/2009


Il Segretario statunitense alla Salute e ai Servizi alla persona, Kathleen Sebelius, ha appena firmato un decreto che concede ai produttori di vaccini la totale immunità giuridica da ogni azione legale che risulti da qualsiasi nuovo vaccino contro l’Influenza suina. Inoltre, il programma del Governo statunitense da 7 miliardi di dollari per velocizzare l’entrata sul mercato dei vaccini in tempo per la stagione influenzale autunnale è in corso di attuazione senza effettuare nemmeno i normali test di sicurezza.

 

 

Cos’altro bolle in pentola nella campagna ufficiale di isteria dell’OMS per dichiarare il cosiddetto virus H1N1 una minaccia pandemica?

Innanzitutto, né l’OMS né il CDC o qualche altra istituzione scientifica ha fornito le necessarie prove scientifiche sull’esistenza del presunto nuovo virus H1N1 Influenza A, prove che richiedono che il virus venga scientificamente isolato, definito e fotografato con un microscopio elettronico: la procedura standard scientificamente accettata. Tuttavia è stata utilizzata come la base per dichiarare una minaccia “pandemica” globale.

L’attuale campagna ufficiale volta a suscitare panico sul presunto pericolo dell’Influenza suina sta rapidamente assumendo le dimensioni di un romanzo fantascientifico di George Orwell. Il documento firmato da Sibelius garantisce l’immunità ai produttori del vaccino contro l’influenza suina, in base ad una disposizione di una legge del 2006 sulle emergenze di salute pubblica.

Un SAGE non così saggio

Una volta che l’OMS a Ginevra, su consiglio del Strategic Advisory Group on Immunizations dell’OMS, ha dichiarato che l’H1N1 è nella fase 6 o pandemica, programmi sanitari di risposta automatica all’emergenza potrebbero essere attivati persino in paesi come la Germania, dove casi denunciati anche “sospetti” di H1N1 possono essere contati sulle dita di poco più di una mano.

Il SAGE dell’OMS merita inoltre un’indagine accurata. Il suo direttore, il dottor David Salisbury, è dal 2005 direttore delle immunizzazioni presso il Dipartimento della Salute del Regno Unito. Negli anni ‘80 Salisbury fu, stando a quel che si dice, oggetto di numerose critiche per il sostegno alla vaccinazione di massa di bambini con un vaccino multiplo MMR prodotto dall’azienda che poi ha cambiato nome in GlaxoSmithKline. Quel vaccino è stato messo fuori mercato in Giappone dopo che un significativo numero di bambini ha sviluppato reazioni di rigetto al vaccino e il governo giapponese è stato costretto a pagare indennizzi significativi alle vittime. In Svezia il vaccino MMR della GlaxoSmithKline è stato rimosso dopo che gli scienziati l’hanno collegato al diffondersi della malattia di Crohn. Apparentemente esso ha avuto un impatto limitato sul direttore del SAGE dell’OMS Salisbury.

Secondo un investigatore indipendente britannico, Alan Golding, il quale ha ottenuto documenti liberamente accessibili sul caso, nel “1986 Trivirix, un composto di MMR contenente il ceppo della parotite Urabe AM-9, è stato introdotto in Canada per sostituire il MMR I. Preoccupazioni riguardanti l’introduzione del MMR nel Regno Unito sono registrate nei verbali del gruppo di lavoro congiunto della Associazione Pediatrica Britannica e del gruppo relatore del Comitato congiunto sulla vaccinazione e l’immunizzazione (JCVI) del 26 giugno di quell’anno. Simili preoccupazioni sono state presto provate come ben fondate, in quanto è stato segnalato un aumento dell’incidenza di meningite asettica presso i soggetti vaccinati. Infine, tutti i vaccini MMR contenenti il ceppo Urabe degli orecchioni sono stati ritirati in Canada all’inizio del 1988. Questo avvenne prima che l’utilizzo di vaccini contenenti Urabe venisse autorizzato dal Dipartimento della Salute nel Regno Unito.…”

Il rapporto aggiunge: “Smith-Kline-French, l’azienda farmaceutica divenuta Smith-Kline-Beecham e coinvolta a quei tempi nella produzione britannica, era preoccupata per queste problematiche di scurezza ed era restia a fare richiesta un’autorizzazione britannica per questi vaccini contenenti Urabe. Come risultante della sua “preoccupazione” che i bambini potessero essere seriamente danneggiati da uno dei loro prodotti, fece richiesta al governo britannico di indennizzarli nei confronti di possibili azioni legali che sarebbero potute essere prese in seguito a “perdite” associate al vaccino, che allora veniva ritenuto portatore di rischi significativi per la salute. Il governo britannico, su consiglio del professor Salisbury e di funzionari del Dipartimento della Salute, entusiasmato dalla possibilità di mettere sul mercato un MMR economico, approvò questa richiesta”.

Oggi lo stesso dottor Salisbury è sostenitore della proliferazione globale dei vaccini non testati contro l’H1N1, anch’essi prodotti dalla stessa azienda, che ora si chiama GlaxoSmithKline.

L’ultimo disastro della finta Influenza suina

L’ultima volta che l’Amministrazione statunitense ha affrontato a un nuovo virus di influenza suina è stato nel 1976. Vi fu una campagna nazionale di vaccinazioni in seguito alla quale in migliaia fecero richiesta di danni sostenendo di aver sofferto degli effetti collaterali delle vaccinazioni. Questa volta il governo ha preso provvedimenti per evitare che migliaia di cittadini statunitensi che patiscono gravi conseguenze per aver ricevuto vaccini non testati possano agire per vie legali.

Nel 1976 al Presidente Gerald Ford, il quale affrontava una difficile campagna elettorale per la re-elezione, fu consigliato dal capo della CDC, David Sencer, di lanciare una vaccinazione di massa a livello nazionale. Come oggi con l’Influenza suina H1N1, Sencer utilizzò lo spettro della presunta pandemia influenzale del 1918. In particolare, alcuni ricercatori scientifici sostengono che le morti avvenute in occasione dell’ondata influenzale del 1918-19, subito dopo la terribile Prima Guerra Mondiale, non furono causate da un virus, bensì dalle campagne governative di vaccinazione di massa contro l’”Influenza spagnola”. È interessante notare come l’Università e la Fondazione Rockfeller furono coinvolte anche in questo evento.

Casi di quella che fu poi chiamata influenza suina furono individuati in soldati di stanza a Fort Dix, nel New Jersey, nel 1976, tra i quali vi fu un morto. La reale causa di quella morte è oggetto di disputa, in quanto il soldato, ammalatosi di influenza, fu costretto a compiere una marcia forzata nonostante la sua malattia, e cadde morto. Ma l’evento fu utilizzato da Sencer per convincere Ford a lanciare una dei più scellerati fallimenti nell’ambito della sanità pubblica nella storia degli USA, un fallimento che costrinse Sencer a dimettersi da capo del CDC.

I funzionari federali vaccinarono 40 milioni di americani durante una campagna nazionale. Una pandemia non si materializzò mai, ma migliaia di coloro che furono vaccinati fecero richiesta di danni, in quanto furono vittime di una condizione di paralisi detta Sindrome Guillain-Barre o di altri effetti collaterali. Almeno 25 persone morirono dopo essere state vaccinate e 500 svilupparono la sindrome Guillain-Barre, un’infiammazione del sistema nervoso che può causare la paralisi ed essere fatale. L’Amministrazione statunitense fu costretta a pagare i danni dopo che le vittime della vaccinazione ne fecero uno scandalo nazionale. Alla fine del 1976 il vaccino contro l’Influenza suina si dimostrò più dannoso della patologia stessa.

Sencer fu licenziato nel 1977 per il fallimento, ma allora il danno era già stato fatto.

Nessun test di sicurezza? Non preoccupatevi, siate felici…

La questione si fa ancora più grave. Ora che l’Amministrazione Obama ha firmato un documento che garantisce l’immunità da procedimenti giudiziari, la FDA negli Stati Uniti e le autorità sanitarie del Regno Unito hanno deciso di consentire a Big Pharma di mettere i propri vaccini sul mercato prima che qualsiasi test sui possibili pericolosi effetti collaterali dei vaccini venga persino reso noto.

Le prime dosi del vaccino contro l’influenza suina saranno rese disponibili al pubblico prima che i dati completi sulla loro sicurezza ed efficacia diventino disponibili. I vaccini “pandemici” non testati saranno diffusi in due dosi in una quantità maggiore, ed una marca conterrà, stando a quel che si dice, un additivo chimico, un coadiuvante, per permettere al vaccino di “andare oltre”, aumentando potenzialmente in modo drammatico il rischio di effetti collaterali.

I bambini saranno tra i primi ad essere vaccinati e potrebbero esserlo oltre un mese prima che i risultati dei test siano stati ricevuti.

Nel Regno Unito è stato ordinato al Servizio Sanitario Nazionale, NHS, di prevedere uno scenario nel quale l’influenza suina potrebbe causare 65.000 morti nel prossimo inverno, incluse diverse migliaia di morti tra i bambini.

Il Governo britannico ha pre-ordinato 132 milioni di dosi di vaccini a due produttori, GlaxoSmithKline e Baxter, i quali hanno registrato “in anticipo” tre vaccini “essenziali” in preparazione alla pandemia, abbastanza in tempo utile nonostante ci venga detto dall’OMS e dagli epidemiologi che non possiamo prepararci in anticipo per quella che potrebbe essere una più minacciosa mutazione di quello che è attualmente il lieve problema dell’H1N1.

Abbastanza curiosamente, un anno prima che fossero riportati casi di presunto H1N1, la principale azienda farmaceutica, Baxter, registrò il brevetto di un vaccino contro l’H1N1: richiesta di brevetto per un vaccino Baxter US 2009/0060950 A1. Nella loro richiesta si afferma che “il composto o vaccino contiene più di un antigene… come l’influenza A e l’influenza B prelevati in particolare dai sottotipi umani H1N1, H2N2, H3N2, H5N1, H7N7, H1N2, H9N2, H7N2, H7N3, H10N7 , dell’influenza suina H1N1, H1N2, H3N1 e H3N2, dell’influenza canina o equina sottotipi H7N7, H3N8 o dell’influenza aviaria H5N1, H7N2, H1N7, H7N3, H13N6, H5N9, H11N6, H3N8, H9N2, H5N2, H4N8, H10N7, H2N2, H8N4, H14N5, H6N5, H12N5".

 

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Virus nello spazio? No grazie!

da: Focus.it - Alessandro Bolla e articolo di redazione

 

Uno scienziato inglese affronta il problema della contaminazione di altri pianeti da parte di microrganismi portati da sonde e veicoli spaziali terrestri. Ma una questione rimane aperta: noi come potremmo difenderci da un virus alieno?

Prevenire è meglio che curare... Non lo pensa solo la vecchia zia, ma anche Charles Cockell, professore del Centro per la Terra, i Pianeti e la Ricerca Astronomica della Open University di Milton Keynes, in Gran Bretagna. In una sua recente pubblicazione, l'illustre cattedratico affronta un problema assai rilevante per il futuro dell'esplorazione spaziale: come si potrà evitare che i microbi terrestri portati da sonde, robot e navicelle contaminino altri pianeti e sistemi solari? La questione può sembrare accademica, visto che l'esplorazione di un sistema solare diverso dal nostro è destinata a rimanere ancora a lungo un sogno: il veicolo spaziale più veloce oggi disponibile impiegherebbe infatti migliaia di anni per raggiungere Alpha Centauri, la stella a noi più vicina e distante "solo" 4 anni luce, circa 40 miliardi di chilometri, dalla Terra. Non si può però escludere che in un futuro più o meno prossimo veicoli a propulsione nucleare, vele solari e antimateria permettano di raggiungere rapidamente nuovi mondi.

Scienza ed etica.

Secondo Cockell il problema della contaminazione non va sottovalutato: occorre mettere a punto metodologie di esplorazione che preservino qualsiasi forma di vita aliena, sia per l'interesse scientifico sia per questioni etiche. Dal 1967 è inoltre attivo un trattato internazionale che impone tutti i paesi a non contaminare in alcun modo la Luna e gli altri corpi celesti. Nel rispetto di questi vincoli, la Nasa, nelle sue missioni, segue i protocolli messi a punto dal Consiglio per la Ricerca Spaziale, un organismo con sede a Parigi che promuove la cooperazione internazionale sulla ricerca spaziale.

STERILE COME UN TRAPANO
Dal punto di vista pratico ciò significa che la Nasa sterilizza tutto ciò che viene lanciato nello spazio, e particolare attenzione viene dedicata a trapani, trivelle e altri attrezzi che si infilano nel sottosuolo. Il braccio meccanico della sonda Phoenix, per esempio, è stato sterilizzato ad altissima temperatura prima del lancio verso Marte. Attualmente la Nasa non ha protocolli specifici per evitare la contaminazione tra sistemi solari. Secondo Cassie Conely, responsabile dei programmi di protezione planetaria, il lungo viaggio dei veicoli spaziali verso altri pianeti solari e la conseguente esposizione alle radiazioni cosmiche dovrebbe tuttavia garantire la completa distruzione di ogni tipo di microbo.

Batteri immortali.

Ma il condizionale è d'obbligo: le nuove tecnonolgie potrebbero ridurre la durata dei viaggi interstellari a pochi decenni e questi tempi non sarebbero sufficienti alla distruzione di forme di vita come il Deinococcus radiodurans (un batterio scoperto negli anni'50), che possono resistere senza grossi problemi alle radiazioni spaziali e nucleari. Secondo Cockell, la strada per la sterilizzazione totale dovrebbe passare per il riscaldamento progressivo delle sonde nel corso del loro tragitto verso nuovi mondi: questo permetterebbe la distruzione di eventuali clandestini perché altererebbe in modo irreparabile il loro Dna.

Ma che cosa succederebbe se i nostri strumenti di rilevazione osservassero un veicolo alieno che si avvicina alla Terra? Come ci dovremmo comportare? Dovremmo accoglierli a braccia aperte per entrare in contatto con nuovi mondi o distruggerli finché sono a distanza di sicurezza per evitare che un virus sconosciuto distrugga ogni forma di vita sulla Terra? La questione è aperta...

 

 

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