|
(articolo pubblicato sul mensile "Hera" n.
102)
INANNA
viene considerata nel mito antico come una Dea duplice...lealtà e
vendetta, bellezza e austerità , passione e tormento, estrema
grandiosità e sacrificio!
Dea del ciclo
della vita e della fecondità, ,sposa di DUMUZI - TUMUZ, Signora di URUK.
A lei e' dedicata
una delle porte principali della grande Babilonia e a lei sono associati
i rituali sacri dedicati alla sensualità e alla fertilità della TERRA
MADRE!
Nella Mesopotamia
meridionale, dove sorgeva il suo maestoso tempio, l' EANNA, la Casa del
Cielo, era raffigurata nuda con a fianco una colomba,il suo regale
simbolo,per dono divino!
Nelle grandi saghe
dell'epoca, il suo mito rinasce soprattutto nella lunga discesa negli
inferi alla ricerca del suo amato sposo!
Il coraggio e la
perdita di ogni voluttà dovuta al dominio dell'istinto la portano alla
ricerca del perduto amore nella terra desolata degli inferi ove la
grande INANNA promette battaglia,calamita' e distruzioni pur di
raggiungere il suo obiettivo.
Sicura di sé e
munita del suo credo inespugnabile, essa riteneva che chi come lei ,
aveva decretato, che tutte le cose muoiono, finendo in polvere,
delusione e disperazione, non può che essere temuto e quindi avere la
vittoria!
Armata di queste
convinzioni,a nulla potrà la sorella ERESHKIGAL se non trattenerla nel
suo regno, priva di vita.
La vita e' un
ciclo e tutto ciò che e' ciclico, cambia ed e' incerto!
Perduto l'amore ,
il suo desiderio di vendetta e di riconquista la portano a idealizzare
un
mondo come un
campo di battaglia ove regna la contraddizione e gli opposti si fanno
una guerra infinita.
Sopratutto nel
culto Sumero,nel racconto mitologico della grande Dea ISHTAR – INANNA
la Dea viene descritta in procinto di avventurarsi alla conquista del
regno sotterraneo,dominato dalla sorella, Dea della morte ,, dove vi
soggiornerà come un cadavere appeso ad un palo per 3 giorni e 3 notti
,fino a che gli Dei mossi a pietà le restituiscono la vita.
Metafora
fondamentale , se si prende in considerazione che, per continuare ad
esistere,la vita ha necessita' di rigenerarsi continuamente anche
attraverso sacrifici estremi....

Molte
interpretazioni sono state attribuite a questo mito,decisamente la più
conveniente e' quella del concetto forzato della supremazia della vita
sulla morte..vita e morte sono complementari e inscindibili, nessuno ha
il predominio sull'altro,nessuno dei due ha esistenza se uno dei due
cessa di essere.
Il ciclo della
vita come delle stagioni...e' un ciclo costante ...nascita e morte sono
inevitabili affinché il mondo continui nella sua rigenerazione cosmica.
Il risveglio della
Dea dal sonno della morte,rappresenta la luce di una pallida primavera
dopo il freddo gelido dell'inverno....La vita viene ora riconosciuta
come salvezza e come dono meritato del sacrificio ...resurrezione non
come supremazia...ma come consapevolezza della morte e affermazione
della vita .
Ma se prendiamo in
considerazione da un altro punto di vista, la storia che ci viene
tramandata ,in realtà INANNA nella ricerca del suo sposo nel mondo di
ERESHKIGAL , va alla ricerca di una parte perduta di se...IL SUO
MASCHILE. La delusione per il suo perduto amore la rende furiosa e
funesta,confusa e squilibrata, spingendo la divinità ad usare la sua
estrema bellezza come arma di seduzione e di morte....la perdita la
porta ad esprime lati del suo carattere decisamente dominanti,ne e' un
esempio ,il fatto che la stessa INANNA seduce e poi uccide uomini che
vengono ammaliati dalla sua bellezza,e neppure gli Dei sono immuni al
suo fascino , a tal punto che lei stessa ottiene, meriti e favori.
Il mondo in
superficie,dopo la discesa della Dea nei mondi inferiori,appassisce e
muore ,la divinità non si da pace ,abbandona tutto pur di ritrovare l'
amato...e quindi se stessa!.Il viaggio diviene per alcuni un imposizione
ad ottenere ,ciò che secondo lei,le apparteneva per diritto
divino,l'amore del suo amato DUMUZI - TUMUZ e per questo si assoggetta
alle regole infernali senza lunghe opposizioni,ma con una determinazione
sviscerata... per altri il percorso di INANNA diviene la
rappresentazione di un percorso iniziatico,in cui la Dea come
rappresentazione della vita terrena si spoglia della materialità della
sua esistenza sino al raggiungimento della coscienza più pura ....
INANNA / ISHTAR attraversa sette cancelli, sette livelli e ad ognuno le
viene richiesto di togliere un indumento o un ornamento così che al
settimo cancello rimane completamente nuda.....condizione necessaria al
raggiungimento dello stadio evolutivo finale!
La
discesa negli inferi ,viene allora,associata ad un percorso, una discesa
nel proprio inconscio più remoto,un mondo sconosciuto all'interno del
quale essa stessa deve affrontare i suoi timori più profondi(un esempio
di metafora mitologica e' rappresentata dai demoni e i malefici che
ERESHKIGAL
le
scaglia contro)...e soprattutto l'affronto diretto con la paura più
radicata e profonda rappresentata dalla sorella ...quella della MORTE.
Proprio come due
opposti,vita-morte, luce-ombra-paradiso e inferno le due sorelle si
temono a vicenda ,pur non comprendendosi,si completano
inconsapevolmente!
E per poterla
superare la affronta direttamente ,provandola su se stessa!
INANNA viene
privata della vita, rinascendo poi per volere divino insieme all'amato
sposo.
Ma le leggi
infernali erano ferree e neppure la potenza delle divinità superiori
potevano raggirarle così che' DUMUZI - TUMUZ per sei mesi l'anno aveva
la concessione di tornare sulla terra e giacere con INANNA (il ciclo
primavera – estate) e sei mesi l'anno tornare nelle terre desolate degli
inferi ( lasciando sulla terra il freddo e il gelo dell'inverno)
Esisteva un antico
culto rituale nella città di URUK,dedicata alla figura della Dea INANNA,
in cui venivano celebrati grandi feste e banchetti in onore della
primavera, allo sbocciare dei primi germogli..proprio a onorare il
ritorno all'unione cosmica delle due Divinità ..un ciclo che si rinnova
,la vita che si rigenera dopo aver sopportato l'ombra della notte.
Dio e Dea si
riuniscono in superficie ,riportando armonia e prosperità nel ciclo
della vita e della natura.

TOP
|