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La
leggenda degli “Uomini in Nero”
(dall’inglese Men in Black), nasce nei
primi anni cinquanta negli Stati Uniti, per opera
d’Albert K. Bender un modesto impiegato di Bridgeport
nel Connecticut. Nel 1952, Bender fondò un’associazione
ufologica la:”International Flyng Saucer Bureau “ (IFSB),
una delle prime associazioni nel mondo nata con lo scopo
di studiare il fenomeno dei cosiddetti” Dischi Volanti”.
L’associazione divulgava le proprie idee tramite un
proprio bollettino – lo Space Review – e sullo stesso
erano pubblicate anche le investigazioni dei propri
associati, riguardo gli avvistamenti dei misteriosi
oggetti volanti.
Nel
‘53, Bender confidò a Gray Barker, membro molto attivo
dell’IFSB, e direttore
delle investigazioni, di aver ricevuto una visita da
parte di tre uomini che rivelandogli il segreto degli
Ufo, lo ammonirono nel non rivelare ad alcuno, pena il
carcere, il loro segreto. Inoltre i tre uomini, che
furono identificati dal Bender come agenti del governo,
gli consigliarono di sciogliere l’associazione; cosa che
regolarmente fece chiudendo l’IFSB e abbandonando per
sempre la ricerca ufologica. Negli anni successivi,
altri ricercatori e studiosi del fenomeno dei dischi
volanti, rinunciarono improvvisamente ai loro studi.
Iniziò quindi a circolare voce, secondo cui gli ufologi
di allora, furono costretti ad abbandonare la loro
attività a causa delle intimidazioni, e delle minacce,
da parte di misteriosi individui che vestivano con
abiti scuri. Nel ‘56, Gray Barker raccolse questi
insoliti episodi in un libro dal titolo: ”They knew too
much about Flyng Saucers”(Sapevano troppo sui Dischi
Volanti”).
Nel
suo libro Barker sosteneva che i misteriosi Uomini in
Nero, non erano nient’altri che agenti segreti
governativi, il cui compito era quello di zittire
chiunque si occupasse del fenomeno in maniera
approfondita, nel timore che gli ufologi potessero
arrivare a scoprire la verità sugli Ufo. Gray Barker,
continuò ad occuparsi del caso Bender, e quando nel 1962
lo stesso gli inviò un manoscritto in cui era riportata
la sua esperienza, scrisse un secondo libro: ”Flyng
Saucers and the three men”(I dischi volanti e i
tre uomini). Nel suo manoscritto, Bender cambiò la
versione originale, asserendo che in realtà, i tre
uomini vestiti di nero da lui incontrati, non erano
agenti del governo, ma alieni in missione sulla Terra,
travestiti da terrestri. La loro missione consisteva nel
raccogliere acqua di mare, da cui ricavare dopo una
serie d’operazioni un prezioso elemento utile alla
sopravvivenza nel loro Pianeta. Con il caso Bender,
nacque quindi il mito di quei fantomatici uomini vestiti
di scuro, conosciuti come i MIB (Men in Black
= Uomini in Nero).
Il
termine fu coniato per la prima volta negli anni
sessanta dal ricercatore e scrittore John Keel,
assertore della teoria parafisica, secondo cui i MIB non
erano degli extraterrestri, ma degli abitanti della
Terra che vivono in una specie d’universo parallelo.
Dalla metà degli anni sessanta il fenomeno degli Uomini
in Nero è stato considerato dagli ufologi secondo due
tipi d’ipotesi. La prima è quella riguardante l’azione
d’intimidazione da parte d’agenti segreti governativi,
allo scopo di bloccare la ricerca degli ufologi
finalizzata alla scoperta della verità sugli Ufo.

L’altra ipotesi identifica i MIB, come creature aliene
in visita sulla Terra per scopi a noi sconosciuti. Il
mistero sugli Uomini in Nero, rimane a tuttora insoluto.
Ogni ipotesi rimane valida, chissà che la ricerca
ufologica non ci riservi qualche sorpresa nel futuro,
magari con la scoperta della vera origine dei mitici
“Men in Black”. 
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