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(Articolo edito anche dal mensile Hera)
Ed ora, visto e considerato che del fenomeno Cerchi vi
sarete fatti un’ idea direi” ufficiale” credo sia giunto il momento di
proporvi la “ mia” di teoria la quale , vorrete scusarmi , pur
dimostrandosi piuttosto eterogenea credo sia una delle poche a poter
inserire il fenomeno in questione in un ambito temporale direi “
allargato”. Si perché ridurre il caso in questione agli ultimi decenni
esaminati sarebbe un errore madornale, un errore al quale secondo me
l’umanità stessa dovrà porre rimedio volente o no, per capire come la
sua storia sia collegata a presunti misteri , oggi, mantenuti tali per
ragioni tutto sommato obsolete.
Quindi fin da ora ammetterò che non so, per ora,” CHI ”
crea i Cerchi, pur avendo una minima idea del “COME” del loro
apparire, ma aggiungerò con “ mia” assoluta certezza che il SISTEMA
CONOSCITIVO da essi utilizzato è oggi in qualche modo decifrabile,
soprattutto la motivazione del loro apparire non andrà ricercata nelle
ultime cronache , spesso inaffidabili, di alcuni media ma negli eventi
millenari delle civiltà umane, contestualmente alle loro scelte
religiose, costruttive e non ultime tecnologiche. Spero , di
conseguenza, abbiate una sana dose di pazienza e curiosità poiché il
modo con cui dovrò rendervi partecipi del “perché” delle mie conclusioni
sarà sicuramente insolito , penso inatteso, visti i mezzi indagativi
utilizzati da alcuni miei “colleghi” per decifrare lo stesso fenomeno .
Ma non me ne vogliate e non lasciate che il dubbio vi colga poiché
vedrete , qualsiasi cosa scriverò apparterrà infine nel fenomeno Crop,
in tutto e per tutto.
Permettetemi , di conseguenza un ultimo inciso, il seguente
: quando la nostra Scienza capirà , e lo sta faticosamente facendo, che
cosa è il Tempo allora completamente alzeremo l’ultimo velo che ci
separa da un sapere millenario, mai abbandonato dai “ costruttori” di
Cerchi , mai veramente dimenticato dall’uomo , in grado di dirci e darci
il permesso di entrare nel ristretto novero di quelle razze che sanno
come DIO CREA, che conoscono il sapere supremo dell’OTTAVA !
Infine , la “STORIA” dei Cerchi può iniziare.
UN PRISMA FATTO DI TANTI ANNI
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(F 1. Il Prisma di Blundell ) |
E’ il 1932 quando una spedizione archeologica inglese
condotta dal capitano Weld Blundell giunge nell’attuale Iraq per
condurre degli scavi con lo scopo dichiarato di riportare alla luce
luoghi fino ad allora ritenuti biblicamente “leggendari” e non storici.
La sua campagna inizialmente , non esattamente fortunata grazie , come
al solito, al caso , riesce a portare alla luce nei pressi dell’antica
città di Larsa numerosissimi reperti fra i quali spicca inatteso un “
prisma in pietra .Il reperto inciso in tutti i suoi lati da caratteri
“cuneiformi” dimostrerà subito al primo vaglio interpretativo una
spiccata capacità criptica soprattutto a causa della dettagliata
descrizione di DUE “LISTE SUMERE DEI RE” , le quali sconcerteranno gli
esperti di allora a causa delle interminabili frazioni temporali “
concesse” ai periodi regnanti, appannaggio di mitici RE mesopotamici.
Sempre gli esperti non avendo elementi altri, ritennero e
qualificarono il reperto come la “solita testimonianza" , folcloristica,
elaborata da storici locali piuttosto compiacenti verso la regale
discendenza . Vero era comunque che uno degli ultimi storici della terra
Sumera , il grande Beroso o Berosso, già al tempo della dominazione
romana , giunta fin sulle rime dell’Eufrate , decantasse agli storici
della città eterna, al seguito delle centurie imperiali , il fatto che
la sua nazione avesse avuto diverse Liste di RE, leggendarie per la loro
immensa durata .Non solo , egli stesso propose agli increduli “
reporter” una “TERZA” lista anche questa contraddistinta da periodi
temporali immensi, destinata comunque a cadere nell’ilarità storica
generale per millenni .Visti tali presupposti, la scoperta ,passata alla
storia come “PRISMA DI BLUNDELL
(F1) “venne
dimentica ad OXFORD dove le “DUE LISTE” ,dal legittimo scopritore,
vennero contrassegnate come WB 144 e WB 62 .Alle “stesse” si aggiunse
in seguito la TERZA LISTA del Berosso ricomponendo così la millenaria
struttura regnante , per quanto discutibile, del mondo
Mesopotamico.Appariva in tale reperto certa sola una cosa , esso datato
al carbonio , sembrava rivelare un età esecutiva compresa fra i 4500 e i
5000 anni fa . Volendo essere pignoli delle DUE LISTE, una soprattutto
ha continuato a turbare le valenti menti archeologiche che da allora
hanno voluto occuparsene : la WB 144. Tale lista, incisa da uno
sconosciuto scriba il cui nome è giunto fino a noi come “ Nurninsubur”,
ancora oggi così riferisce ai posteri :
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Dopo la discesa della regalità dai cieli,
la regalità fu a Eridu,
in Eridu Alulim divenne re,
egli regnò per 28800 anni.
Alalgar regnò per 36000anni
"Due" re;
essi regnarono per 64800 anni.
Poi Eridu cadde
E la regalità fu spostata a Bad-Tibira
Divenne re a Bad-Tibira Enmenluanna;
egli regnò per 43200anni.
Enmengalanna regnò per 28800 anni.
Dumuzi il pastore regnò per 36000anni.
"Tre" re essi regnarono 108000 anni.
Bad -ti-bira cadde
E la regalità fu spostata a Larak.
A Larak, Ensipadzidanna regnò 28800 anni.
"Un" re ……. Egli regnò per 28800 anni.
Larak cadde
E la regalità fu spostata a Sippar.
A Sippar Enmeduranna divenne re
E governò per 21000 anni
Poi Sippar cadde
E la regalità fu spostata a Shuruppak.
Ubaratutu divenne re,
egli governò per 18600 anni.
"Un" re … egli governò per 18600 anni..
In "Cinque" città “Otto” re,
essi regnarono per” 241200” anni,
Poi il Diluvio “travolse tutto”.
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A questo punto vi prego , anzi vi consiglio, di leggere e
rileggere tale descrizione perché vi assicuro ,ogni parola della WB144 è
stata meditata e resa pregna di una” scienza e un sapere “ che
indifferente al passare delle epoche vedrete essere all’interno dei Crop.
Per quanto riguarda me dovrò spiegarvi come e cosa mi
spinse sulle coste perigliose di un reperto discutibile come quello
inglese , per potervi delineare lentamente un filo logico conoscitivo a
me per primo celato agli inizi, dal caso, come dal mio intuito.
UNA CITTA’, UN RE , UN EREMITA
Scrivo da sfollato aquilano dalla riviera abruzzese , in
questo momento , e devo dire che non è affatto piacevole pensare ad
alcuni personaggi storici ,oggi inesistenti, quasi come la mia città.
Ma conosco abbastanza bene il potere delle parole come la forza della
storia che esse spesso sono in grado di sorreggere, quindi il mio sarà
sicuramente uno dei tanti modi di tenere in vita una “luogo” che oggi
lotta disperatamente per non :” scomparire” .Utilmente farò quindi
riferimento ad un periodo storico in cui il futuro capoluogo abruzzese
,appena nato, già era in grado di lasciare un indelebile traccia in una
storia destinata, a distanza di secoli, a ritornare fra noi
inaspettatamente utile e attuale.
Immaginate quindi la fine del 1300, in Europa, e
immedesimatevi nei poteri “forti” di allora gettati nel caos più totale
da un ostinato vuoto “papale “ dettato dalle gelosie patrizie di quelle
poche famiglie romane ormai da anni abituate a stabilire, fra le mura
capitoline, il Santo Padre del mondo cristiano. Ora mentre concepite con
la fantasia le corti di tutta Europa immobilizzate nelle “loro”
successioni regali ,da più di due anni , di incertezza pontificia , un
RE francese, Carlo D’Angiò e suo figlio Carlo Martello, affrontando un
lungo e periglioso viaggio si recheranno , quasi in pellegrinaggio,
alle falde di uno dei luoghi più selvaggi e solitari d’Abruzzo, la
Maiella .Tutto ciò per un unico motivo : convincere un Eremita, ormai
famoso presso tutte le corti europee e non solo , Pietro da Morrone , a
diventare il futuro PAPA di un Soglio, in quel momento, ostaggio del
potere temporale.
La storia vorrà quindi un RE e un futuro RE ,“supplicare”,
un recalcitrante Eremita ormai vecchio e sazio della sua pia opera
religiosa , allo scopo di superare il “distruttivo” impasse Pontificio
. La storia non dice però ,COME e PERCHE’ ,su un eremo scosceso e
selvaggio della Maiella probabilmente presero inizio gli eventi che
portarono a diventare l’Aquila la vera custode di un sapere oggi
destinato a diventare sempre più “scienza” , di quello stesso sapere,
oggi dimenticato, che da decenni ci ha fatto definire i Cerchi nel
Grano : un MISTERO.
“Vagheggiate” ora una persona qualsiasi come me, che colta
da un sano interesse storico, seguito da un presupposto insano
interesse esoterico, comincia a sfogliare e leggere tutto ciò che
riguarda questo futuro Papa cittadino, passato alla storia come
Celestino V, il quale , comincia a notare delle strane coincidenze
temporali , storicamente verificabili , ed inizia ad esaminarle ,
accostarle , unirle . Fino a quando un inaspettato filo logico numerico
si profila in tutti gli eventi di un Eremita pressoché ancora oggi
sconosciuto ai più.
“E probabilmente sorgerà anche in voi la mia stessa
curiosità quella che mi permise di rendermi conto di come dal momento
in cui Pietro da Morrone decise di accettare la proposta regale tutto
nella sua vita avvenne rispettando un “PIANO TEMPORALE” partorito e
seguito secondo canoni che allora non mi erano affatto chiari . Intanto
tenacemente ottenne dalla CHIESA stessa ,il permesso di diventare
Papa, non a San Pietro, ma , unico nel suo genere , nella basilica di
Collemaggio a L’AQUILA
(F2) da “lui” fortemente voluta e
costruita.
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(F2 Basilica di Collemaggio - Prima del sisma
) |
Una tenacia costruttiva sottolineata dalla
“lungimirante” data di consacrazione della basilica stessa,decisa, ben
al di là del termine dei suoi lavori, di fronte ad OTTO vescovi nel
Giugno del “1288”. Data , che non mi colse del tutto impreparato
poiché stranamente,veniva scelta, anche in Francia dove,avevo
appreso, era stata nuovamente consacrata e consegnata ai fedeli la
cattedrale di AMIENS, dopo che sfortunate vicissitudini , un terribile
incendio,avevano indotto i suoi costruttori a rimettere mano in tempi
record, per allora , all’iniziale progetto portandolo al temine
rispettando l’ inaspettata concomitanza temporale italiana .Concomitanza
che durante il brevissimo periodo di investitura papale di Pietro da
Morrone sembrò ripetersi con una certa ricercata frequenza.
Forse non tutti sanno infatti che il vecchio eremita
trascorse all’Aquila esattamente “72” giorni papali , ma soprattutto
pochi hanno osservato le date da “lui” scelte per la sua investitura.
Egli infatti divenne Vicario di Cristo il giorno “28\8 “del 1294, non
solo, durante la sua investitura vennero eletti “8” vescovi mentre ,
sempre quella data , venne prescelta per indire l’unica ricorrenza
religiosa rispettata dalla città dell’Aquila per secoli fino ad
arrivare ai giorni nostri , con il nome di Perdonanza. Se poi si
aggiunge che tale ricorrenza religiosa nonchè temporale poteva
avvalersi a Collemaggio dell’Apertura della Prima Porta Santa del Mondo,
voluta espressamente dal piccolo eremita, credo possiate capire come e
quanto Celestino abbia ottenuto in un arco di tempo ben preciso".
Quindi fui costretto a domandarmi perché una tale massa
di eccelsi eventi rispettassero tempi e date così precise da sembrare
numericamente multipli e frazioni di sé stessi”. Una domanda che non
ebbe chiaramente risposta fino a quando la mia vita non venne travolta
dalla bellezza di un Rosone
(F3), quello
centrale della basilica celestiniana , che diede inizio a quella corsa
conoscitiva che ancora oggi perdura con grande amore ,corsa destinata
ad approdare nei campi di grano inglesi.
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(F3 Rosone Centrale ) |
UN ROSONE PARLANTE
Per chi non lo sapesse, accanto alla basilica aquilana un
tempo vi era la sede di ciò che fino a pochi anni fa era definito:
manicomio. Ebbene, proprio nell’imminenza della sua chiusura , presi a
visitare con una certa frequenza Collemaggio, rapito più dal suddetto
rosone che dalle sue meravigliose geometrie interne .Converrete con
me come la mia assidua presenza in loco non passasse completamente
inosservata, specialmente agli occupanti dell’ospedale psichiatrico , i
quali furono tremendamente attratti da un soggetto costantemente in
piedi con la testa in su e lo sguardo fisso , rapito, a loro insaputa,
da un gioiello costruttivo medievale capace di creare stati d’animo in
me ,simili probabilmente a quelli prodotti da un “mandala”.
Fu così che nel giro di pochi mesi le mie assidue
osservazioni divennero meta di molti “pazienti” del luogo a cui non
tardarono ad affiancarsi le indulgenti presenze di infermieri e dottori
incuriositi anche loro dalla “mia” strana forma di “pazzia”.
Sostanzialmente appena potevo trascorrevo ore nell’attenta osservazione
di ogni particolare di quel Rosone, il quale , ne ero superbamente
sicuro, era in grado di nascondere qualcosa di eccelso , unico , quasi
divino .Ancora non sapevo infatti come alcuni processi cognitivi direi
“ eccezionali” potevano essere attivati da determinate forme
geometriche e simboliche, soprattutto non coglievo quale tipo di
rapporto poteva esserci fra quel Rosone e le date Celestiniane .
Morale: per mesi non oltrepassai, se non raramente, la soglia della
basilica poiché “sentivo” che ciò che cercavo era da secoli custodito
da quelle Braccia in Pietra.
Fino a quando, un mattino d’estate, improvvisamente
cominciai a: CONTARE.
Si, presi una spuntata matita dalle mie tasche , e dopo
aver ripetuto più volte il conteggio, all’inizio stentato, delle
braccia di quel testardo rosone, presi nota di tutto sul raffinato
opuscolo divulgativo dell’imminente Perdonanza . Era l’Agosto del 2004
e nulla poteva presagire cosa sarebbe successo da li a poco , nella mia
mente , forse più nel mio cuore, sicuramente nella mia vita. Esaminai
con molta attenzione i “dati” da me colti e lentamente mi resi conto
del progetto , numerico-simbolico, celato ormai da secoli all’interno di
quella meravigliosa e sferica opera medioevale.
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(F4 Parte centrale del Rosone) |
Semplicemente il
Rosone risultava suddiviso in 5 parti così ripartite : una “prima”parte
centrale, contraddistinta da OTTO PETALI raccolti intorno ad un
riferimento sferico
(F4), a cui faceva seguito una “seconda” costituita da 12
Braccia .(F5)
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(F5. I MezziBusti al termine delle braccia) |
La “terza” parte
appariva , chiara, al termine delle Braccia stesse , costituita da dei
“buchi” particolari, che allora definii MezziBusti
per la loro rassomiglianza televisiva Di seguito, la
“quarta “ parte era costituita da 24 braccia , mentre la “quinta”
sezione nuovamente appariva contrassegnata dai già citati “Mezzibusti”.
Numericamente il rosone appariva quindi costituito da 12 + 24 Braccia
a cui corrispondevano 24 + 48 Mezzibusti .Appariva quindi chiaro come
numericamente l’opera Celestiniana poteva essere riassunta in 36 Braccia
e 72 Mezzibusti entrambi suddivisi in 1\3 e 2\3 della loro rispettiva
somma.
Era quindi ravvisabile nella” sua” esecuzione un progetto
numerico, ma quale poteva essere il fine?
Parte della risposta non tardò ad arrivare. Incrociai
infatti i dati moltiplicandoli ed ottenni un risultato sinceramente
inaspettato . Numericamente le Braccia per i Mezzibusti erano in grado
di darmi un riferimento numerico pari a : 2592 unità . Fu un attimo ,
direi una frazione di secondo, quella che mi servì per rendermi conto di
come quel Rosone fosse in grado di PARLARE, “pronunciando ” attraverso i
numeri poche ma incredibili parole :” Precessione degli Equinozi”. I
25920 anni precessionali del nostro pianeta erano stati magnificamente
riassunti in modo anche architettonico durante il medioevo e posti sulla
facciata centrale della creatura Celestiniana: perché?
Perché la lentissima corsa assiale pari ad un grado
celeste ogni 72 anni veniva computato attraverso un articolata opera
architettonica di più di 700anni fa? Che senso poteva avere tutto ciò
alla luce del fatto che nulla per caso il piccolo Eremita aveva voluto e
fatto per costruire la “sua “ Basilica e portare a termine il “suo”
brevissimo incarico papale . Ripensavo ai 72 giorni Celestiniani ,
inaspettatamente condivisi dal Rosone come dall’Asse Terrestre e mi
rendevo conto di come invece di ricevere risposte sempre più
affastellavo domande , sul momento irrimediabilmente senza risposte . Vi
vedo allibiti , quasi preoccupati , vi state chiedendo se quello che
avete acquistato sia un numero speciale dedicato ai Cerchi o un inutile
cronaca di “fatti “ medioevali intrisi di piccole vicissitudini
personali a sfondo esoterico.
Benissimo allora voglio farvi un piccolo esempio. Nel 1999
a Windmill Hill, nello Wilthshire , Inghilterra , appare un Crop
definito allora, vista la sua stentata similitudine, Croce Templare
(F6).
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(F6. Crop di Windmill Hill) |
Nessuno può o riesce a dare altri significati a quel Crop,
e fu un vero peccato poiché le 4 zone in cui era suddivisa la presunta
Croce custodivano 288 piccoli cerchi suddivisi in gruppi di 72 .Un
caso? No cari signori , un fatto, il cui significato parte da molto ,
molto lontano come vi avevo preannunciato, quindi tranquilli la rivista
è quella giusta ,avete fatto un ottimo acquisto e probabilmente se
avrete pazienza alla fine di Agriglifi ne saprete sicuramente di più.

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