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Il
mese appena trascorso non ha confermato pienamente le nostre speranze
per il nuovo anno, soprattutto a causa dei disastrosi eventi naturali
che hanno colpito Haiti con un grave sisma, la Cina con una temporanea
“glaciazione” e buona parte dell’Europa con gravi inondazioni.
I fautori del catastrofismo targato “2012” potranno
certamente vedere in queste calamità i sintomi di un progressivo
aggravamento dei già precari equilibri dell’habitat terrestre e,
sinceramente, non trovo validi argomenti per smentirli se non l’umana
speranza che tutto ciò sia riconducibile a sfortunate coincidenze. Se
“la speranza è l’ultima a morire”, vorrei però evitare di vederla come
unica superstite di questo pianeta a causa della trascuratezza ecologica
ed ambientale e dell’apparente superficialità con cui sono studiati questi
fenomeni geofisici.
L’Essere Umano possedeva un dono naturale che il progresso
scientifico e le convinzioni epistemologiche hanno lentamente ma
inesorabilmente depotenziato se non atrofizzato: l’intuito.
Attraverso questo “sesto senso” ogni animale presente sul
pianeta, riesce a sopravvivere pur se privo di evoluzione intellettiva.
Non sto parlando di un “potere” paranormale ma di una sensibilità
intuitiva e deduttiva propria del nostro apparato cerebrale che
anticamente poneva l’uomo in stretto contatto con la Terra ed i suoi
cambiamenti. La testimonianza di un tale retaggio è ancora oggi presente
nelle popolazioni contadine dove la tradizione orale tramanda le
tecniche attraverso cui “sentire” l’avvicinarsi della pioggia, del gelo,
di un temporale o della nebbia, semplicemente annusando l’aria ed
osservando il comportamento degli uccelli.
Leggendo le antiche cronache di autori classici, notiamo
–ad esempio- la “normale” frequenza con cui Etruschi e Romani
percepivano eventi sismici. Ora, seppur due millenni fa, la Terra
tremasse con maggiore ciclicità rispetto ad oggi, in assenza di
eclatanti notizie su disastri e vittime (fatta eccezione per le eruzioni
del Vesuvio o i terremoti nell’Egeo), si può ipotizzare che la
sensibilità di queste popolazioni fosse ancora tale da far percepire
quelle che ai nostri giorni consideriamo “scosse strumentali”.
E’ vero che molti animali possiedono uno spettro di
capacità uditive maggiore dell’Uomo ma, viene da chiedersi il perché
questi percepiscano in anticipo della variazioni geofisiche o
geomagnetiche rispetto a noi che –fino a prova contraria- dovremmo
rappresentare la perfezione genetica su questo pianeta.
Riflettiamo su un dato di fatto: sulla Terra tutto è creato
a proporzione dell’Essere Umano, quasi a confermarne la centralità e la
predominanza evolutiva. Perché proprio gli eventi più catastrofici della
Natura, dovrebbero sfuggire a questa logica? Forse perché l’Uomo ha
perduto la capacità innata di saper ascoltare “i segni”, precludendosi
ogni possibilità di prevederne le conseguenze e quindi porsi
anticipatamente in salvo?
Pensiamo sempre che un sisma non è causa diretta di morte:
le vittime sono causate dai crolli degli edifici.
Percepire sensorialmente l’avvicinarsi di una calamità
(come cani, gatti, cavalli, uccelli, ecc.) potrebbe con grande
naturalità farci confluire in spazi aperti… Ed io sinceramente, pur
rispettandone ogni peculiarità, perché dovrei essere meno di un gatto o
di un uccello?
Eppure, sin dall’antichità, una corrente filosofica e di
pensiero ha contribuito alla soppressione dell’intuito e della
"semplice" osservazione.
Qualche giorno fa, vicino Roma, una scoperta
archeologica di estrema rilevanza ha riempito le pagine dei quotidiani: è stato infatti ritrovato il “capus aquae” (la fonte) di uno dei più importanti acquedotti di epoca romana
(109 d.C) che portava l’acqua dall’area Lago di Bracciano al quartiere
di Roma “Trastevere”.
Per anni gli archeologi hanno collocato teoricamente la
fonte nello stesso lago o presso uno dei suoi affluenti, poiché il papa
Paolo V, nel restaurarne un tratto (quello che ancora oggi porta l’acqua
al noto Fontanone del Gianicolo), decise di prelevare l’acqua
direttamente dal bacino lacustre.

Due persone, non accontentandosi di questa deduzione
teorica e non avendo trovato esaurienti pubblicazioni sull’argomento,
hanno deciso di seguire il più elementare degli intuiti: seguire le
tracce dell’acquedotto a piedi, per giungere all’origine. Una scelta
talmente ovvia e scontata, penserete voi! Eppure un tentativo
evidentemente mai praticato prima. Come non bastasse l’ovvietà di tale
rapporto intuizione/deduzione, le due persone non sono eminenti
archeologi ma padre e figlio di nazionalità inglese che stavano girando
un documentario amatoriale!! Essi sono giunti ad una cappella diroccata
dietro la quale si erge una grotta artificiale del XVIII secolo
(completamente celata dalla vegetazione); all’interno di questa, lo
spettacolo. Un ninfeo dedicato al dio delle sorgenti o alle stesse ninfe
che l’Università di Bologna ha definito stupefacente. Opus reticolatum,
volte a botte ed a crociera colorate di blu egizio, fanno di questo
ambiente uno delle più importanti testimonianze dell’epoca di Traiano.
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Il "Caput Aquae"
ritrovato |
Con apparente ingenuità, uno dei due documentaristi Michael
O’Neill, fa notare che l’immagine di questo ninfeo si poteva ritrovare
proprio su una moneta che l’imperatore fece coniare per l’occasione. Gli
archeologi accademici, dopo aver tenuto per ore la bocca aperta “ad
ospitar mosche”, non hanno potuto far altro che riconoscere la scoperta,
esprimendo meraviglia e ammirazione…
Ho citato questo recente episodio a testimonianza
dell’importanza dell’intuizione come sensazione scatenante per il
raggiungimento della prova empirica.
Non mi stancherò mai di ribadire che l’80% delle scoperte
archeologiche e scientifiche sono partite dall’intuizione, solo
successivamente approfondite e confermate dalla teoria e dallo studio.
In campo archeologico, poi, non possiamo nascondere che tali intuizioni
o casualità siano scaturite da personaggi che poco o nulla avevano a che
fare con l’archeologia o da semplici appassionati della materia.
L’ipotetica città di Troya, la Stele di Rosetta, i Bronzi
di Riace, i Rotoli del Mar Morto o i Teschi di Cristallo, sono solo una
piccolissima parte di queste scoperte “casuali”.
Alla luce di ciò, non dovremmo forse rivedere i nostri
canoni di valutazione, approccio e studio all’universo che ci circonda?
Non sarebbe dunque opportuno un passo indietro nella nostra
presunta evoluzione che probabilmente ci ha fatto perdere qualche
importante componente genetico per strada?
Lo status delle cose che oggi governa il mondo scientifico,
credo non sarebbe disposto a mettere in discussione l’epistemologia di
intere generazioni di studiosi, ponendo in bilico carriere, notorietà e
prestigio.
Un primo passo alla portata di tutti potrebbe essere una
ritrovata o riscoperta “umiltà”, altro importante sentimento di cui
abbiamo perso la memoria…
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Non è stato giudicato un film di qualità, ma ci ha offerto
una nuova ed ulteriore interpretazione del fenomeno denominato "Abduction":
"Il Quarto Tipo". Prendendo spunto dalla trama del film, apriremo una
finestra su questa inquietante casistica di persone in tutto il mondo
che sostengono di essere state rapite da... qualcosa.
SU “SPECIALE
VEDETTA”
Karma,
ipnosi regressiva, vite precedenti ed oblio. Maria Antonietta
Pirrigheddu analizza la relazione tra esperienze di vita attuali e
passate, non per rispondere unilateralmente alle nostre domande ma bensì
per stimolare nuovi quesiti e riflessioni. "La ricerca delle vite
passate".
SU “IL
CARTIGLIO”
Non
molto tempo fa anche un noto programma televisivo ha ripreso
l'argomento, filtrando il servizio a causa delle immagini purtroppo
cruente.
Sin
dall'antichità si registrano fenomeni di "Combustione spontanea umana".
Per la nostra rassegna stampa dalla rete, questo mese abbiamo scelto un
curatissimo articolo di Laura Cherri direttamente dal sito (e mai nome
fu più appropriato) "Horror Magazine".
SU “LA
VEDETTA”
IN EDICOLA
Sel mensile Hera, "la tradizione esoterica nelle opere
letterarie" è egregiamente spiegata da Stefano Mayorca. Inoltre
interessanti articoli sui "Templari d'Oltreoceano", "Il
segreto dei Sinclair", "Le radici indoeuropee di Roma" e
molto altro. Interessante l'articolo di Michele Proclamato "Quando le
stelle fanno l'amore", autore di cui vi segnaliamo anche l'omonimo
ultimo libro.
Il sommario e le tematiche di molti altri
interessantissimi articoli, sono anticipati su: “HERA
PAGE”.
Torna anche il bimestrale
"I Misteri di Hera", questo mese dedicato agli affascianti "Segreti e
Misteri del Perù".
Il sommario completo è anticipato su: “I
MISTERI DI HERA PAGE”.
Durante questo mese, pubblicheremo un link per effettuare un sondaggio.
Desideriamo conoscere quanti di voi avrebbero piacere di incontrarsi al
previsto "Mysteries Party" ed a quali condizioni. In questo modo,
oltre ad ottenere un numero indicativo di possibili aderenti, potremmo
anche calibrare le nostre iniziative secondo le vostre esigenze.
Per coloro che gestiscono sit Internet dedicati alle
materie del Mistero, ricordo che ogni mese Il Portale del Mistero cura
una rubrica sul mensile Hera dedicata proprio a queste opere su web. Chi
volesse segnalare il proprio sito, può contattarmi direttamente all’email
"angelheart@ilportaledelmistero.net"
Buona
consultazione a tutti.
Angel
Heart (Jerry)
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