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Nel 1375 il "Mons
belli" è sotto il dominio dei Malatesta.
Ugolinuccio Malatesta, signore di Montebello, è fuori in battaglia e ha
affidato la sua bambina, Guendalina, a due guardie di fiducia. Perché
una fanciulla in tenera età (tra i sei e gli otto anni) si trova in una
fortezza da guerra qual era il Castello di Montebello, con la sola
compagnia di uomini armati? Guendalina era
nata albina, quindi chiara di
pelle, capelli e occhi; bianca come la neve. Nel Medioevo questa
caratteristica era ritenuta espressione del demonio, le donne con i
capelli bianchi o rossi erano ritenute streghe, perciò i genitori della
bambina per proteggerla, la nascosero agli occhi maligni con una tintura
per capelli e l'isolamento nella fortezza. Il particolare effetto
azzurrato dei capelli, dopo la tintura vegetale a cui erano sottoposti,
accompagnato all'azzurro limpido degli occhi, le valse il soprannome di
Azzurrina.
Come abbiamo detto, in quei giorni il padre era assente, in guerra.
Corrono i giorni del solstizio d'estate, scoppia un forte temporale e
Azzurrina è costretta a giocare all'interno del castello, guardata a
vista dalle guardie. La piccola si sta trastullando con una palla di
stracci che fa rotolare per corridoi e scale, finché le sfugge di mano
e precipita giù nel sotterraneo dove si conservano i cibi. La bambina
insegue la palla e scende le strette e lunghe scale che conducono alla
ghiacciaia. I due armigeri non si preoccupano più di tanto e la
lasciano andare, da lì non si può raggiungere nessun altro posto del
castello. Succede tutto in un attimo: una corsa, un grido e la bambina
scompare per sempre. Le guardie richiamate dall'urlo, accorrono nei
sotterranei ma non trovano traccia di anima viva. La bambina è
scomparsa nel nulla e da allora non viene più ritrovata. Il Malatesta
si dispera e fa condannare a morte i due armigeri, unici testimoni della
misteriosa disgrazia, a cui non crede, come tanti altri nel corso dei
secoli. La misteriosa scomparsa di Guendalina Malatesta però non è una
favola ma un fatto realmente avvenuto; è narrata in una cronaca del'600,
custodita nella biblioteca del castello.
Così nasce la leggenda di Azzurrina, la bimba che da quel lontano 1375
continua ad abitare le stanze del Castello di Montebello. Giunta fino a
noi in un'eco tra il pianto e il riso dalle registrazioni delle troupe
televisive effettuate nel 1990 e nel 1995, nel castello disabitato, a
porte chiuse, con microfoni ultrasensibili, la voce di Azzurrina
continua a farsi sentire avvincendoci con il suo intrigante mistero e
attirandoci tra le mura del suo castello, diventato monumento nazionale
e custodito fino al 1998 dalla professoressa Welleda Villa Tiboni,
recentemente scomparsa.
L'ultima "castellana di Montebello" sarà anche l'ultima
custode del segreto celato dietro la scomparsa di Azzurrina, di cui
finalmente sveleremo il mistero.
La versione ufficiale della storia è la versione propinata dagli unici
testimoni della tragedia, i due soldati addetti alla scorta della
bambina. È quella che viene raccontata ai visitatori del castello, da
quando questo è diventato un monumento d'interesse nazionale e di
singolare attrazione.
Queste mura hanno custodito per sei secoli il segreto di quella tragica
giornata.
Alcuni anni fa un medium, durante una seduta tenutasi nel castello, si
è messo in contatto con lo spirito di Azzurrina, la quale ha finalmente
raccontato come sono andate realmente le cose.
Fu un incidente. Guendalina, nel rincorrere la palla, cascò dalle scale
e morì sul colpo. I due guardiani accorsero troppo tardi e trovarono la
bambina ormai senza vita. Spaventati, rei di negligenza, essendo i
responsabili dell'incolumità della figlia del loro signore e temendo
una terribile punizione o la morte stessa, occultarono il cadavere,
seppellendolo nel giardino e raccontando poi a tutti la versione della
leggendaria sparizione.
I due sventurati andarono incontro alla morte lo stesso e si portarono
nella tomba il terribile fardello. Quante persone allora piansero la
scomparsa della bimba e quanti ancora si commuovono a sentire narrare la
sua storia, ma Azzurrina ha detto di essere felice e di voler continuare
a vivere dentro l'amato Castello di Montebello, assieme ai suoi amici di
ieri e di oggi. Lasciamola riposare in pace sotto il verde di quello che
fu il suo giardino, lasciamola abitare le stanze di quella che fu la sua
breve dimora; azzurro angelo custode del Borgo di Montebello.
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