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Sappiamo
oggi che il sogno è una funzione vitale. Di recente sono stati fatti
esperimenti che dimostrano come l'impedire a un individuo di godere di
quella fase del sonno detta "sonno paradosso" (che corrisponde
allo stato fisiologico atto a favorire la comparsa del sogno, secondo i
neurofìsiologi), provochi una perdita delle funzioni vitali e psichiche
del soggetto in esame. Ognuno di noi ha bisogno di sognare, ma il sapere
che si tratta di una funzione
vitale non spiega il motivo per cui si debba sognare. Sappiamo anche che
gli animali sognano. Tuttavia, se gli psicanalisti trattano l'analisi
dei sogni come un modo per
esaminare le nevrosi e le psicosi di cui sono
vittime gli uomini, non comprendiamo come questo metodo possa essere
applicato agli animali che sono del tutto incapaci di riferire i propri
sogni, anche se la figura dello psicologo per animali non è estranea,
per esempio, agli Stati Uniti. Nel caso dell'uomo è tutt'altro
discorso, perché egli ha la capacità di ricordare determinati sogni e
di comunicarli agli altri. Come abbiamo visto, l'oniromanzia è una
forma antichissima d'interpretazione di sogni che gli uomini certamente
praticavano ben prima di compilare i formulari sui sogni a cui si
rifacevano gli indovini e gli oniromanti delle antiche civiltà, in
Mesopotamia, in Egitto e in Cina in particolare, ma anche in India, in
Persia, in Giappone, in Arabia e in Europa e quindi nel mondo intero.
Per entrare a far parte della corretta continuità di questa tradizione,
orale e scritta, che risale alla notte dei tempi, ma considerando
d'altro canto il fatto che è un peccato privarsene o contestarla con il
pretesto che oggi tendiamo a interpretare i sogni sotto un'altra
angolatura, vi proponiamo un esempio di sogno, cosiddetto ricorrente,
che potrà essere interpretato secondo i principi stabiliti dall'oniromanzia.
Cosa
è un sogno ricorrente?
Secondo
la psicanalisi, si tratta di un sogno a contenuto ossessivo, ad esempio,
vedersi fare sempre gli stessi gesti oppure ritrovarsi di fronte a
un'identica situazione, nel corso di una serie di sogni che facciamo a
intervalli di più settimane, mesi o perfino anni. In tal senso Carl
Gustav Jung racconta il seguente aneddoto, una delle sue pazienti gli
riferì un sogno che faceva frequentemente:
"Se
ne stava andando a spasso a Parigi, lungo le rive della Senna e là,
senza un motivo apparente, sapeva di essere sul punto di morire. A
questo punto si svegliava repentinamente piena di angoscia".
Nel
corso delle sedute che lo psicanalista ebbe con lei per oltre dodici
anni, sconsigliò vivamente alla sua paziente di recarsi a Parigi, città
che da lungo tempo lei desiderava visitare e che quindi sognava in modo
ossessivo. Qualche anno più tardi, quando la paziente sembrò al
termine del suo trattamento psicoanalitico, non avendo avuto più
notizie di lei, apprese del tutto occasionalmente che costei si era
finalmente decisa a fare un viaggio a Parigi e che realmente vi aveva
trovato la morte mentre passeggiava lungo le rive della Senna, poiché
il ramo di un albero le era caduto sulla testa e le aveva fracassato il
cranio.
La
duplice interpretazione di un sogno ricorrente
Se
ci si avventura nell'interpretazione del sogno della paziente del grande
psicanalista, si tende a pensare che questa donna fece un miscuglio tra
l'idea che si era fatta della sua morte e quella di un viaggio
meraviglioso in un luogo che desiderava conoscere. Da un punto di vista
psicanalitico, si potrebbe pensare che questo sogno fosse un modo, per
lei, di compensare l'angoscia della propria morte, una sorta di
esorcismo. Da ciò è facile concludere che lei era angosciata in modo
ossessivo dalla morte e che aveva dunque un temperamento morboso.
In un caso del genere, sempre dal punto di vista psicanalitico, non vi
è ragione di ritenere di essere in presenza di un sogno premonitore e
cioè di un sogno che mette in scena una situazione che si concretizzerà
in un futuro, prossimo o remoto, nella vita del sognatore.
Se
invece ci si mette nell'ottica di colui che si rifà alla tradizione
dell'oniromanzia, si vede la possibilità che un tale sogno sia stato
pienamente premonitore, poiché ha presentato un evento probabile che si
è concretizzato nel futuro della donna. Pertanto, oltre ad aiutare
questa donna a comprendere la causa profonda delle proprie angosce
morbose rivelate da questo sogno ricorrente, non è solo
interessante, ma importante, a nostro parere, svelarne i suoi aspetti
premonitori, ed è quello che fece lo psicanalista, avendo intuito nel
sogno della sua paziente un messaggio, un'informazione, una rivelazione
che si riferiva alle regole in
uso presso gli oniromanti.
Come
interpretare un sogno ricorrente
Sogno
e realtà possono essere in rapporto molto più stretto di quello che
normalmente si crede. Questo è almeno ciò che pensavano i nostri
antenati, i quali si sottoponevano a rituali rigorosi e prendevano
infinite precauzioni prima di rivelare la loro interpretazione di un
sogno.
Pertanto,
se fate un sogno ricorrente, non confidatene il contenuto a chiunque. «Il
sogno vale quel che vale l'interpretazione che ne viene data», fa
notare il ricercatore Toufì Fahd. «Deve essere riferito solo a uno
studioso, un consulente e in nessun caso a una persona non colta od
ostile (...) poiché in tal caso il sogno perde tutto il suo valore
(...). L'interprete dei sogni deve possedere buone qualità, religione,
memoria, indulgenza, ineccepibile senso morale, pietà, tolleranza,
discrezione, capacità di tacere di fronte a ciò che ignora; deve
evitare la vanagloria e il parlare a vanvera e non deve mai riferire
quanto gli viene confidato.» (Libera
traduzione da Toufi Fahd, Les Songes et leur Interprétation selon l'Isiam,
éditions du Seuil, 1959).

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