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Ci siamo abituati a
considerare immutabili le orbite dei pianeti del nostro sistema solare.
In realtà, esse (come l'inclinazione degli assi dei vari corpi celesti)
sono il frutto di complessi rapporti tra i reciproci campi
gravitazionali: una situazione di equilibrio instabile, che potrebbe
mutare in favore di equilibri diversi.
I geologi che studiano
il passato della Terra hanno riscontrato che i mutamenti del clima hanno
quasi sempre coinciso con cambiamenti nel campo magnetico del
nostro
pianeta. Che rapporto ci sia tra i due fenomeni non è chiaro; ma c'è chi
avanza l'ipotesi che l'estinzione improvvisa di intere specie viventi -
i dinosauri ne sono un esempio - verificatasi più volte nel passato, sia
da far coincidere con le brusche alterazioni del campo magnetico.
Che queste alterazioni si siano verificate, è ormai provato
scientificamente.
Non si tratta di eventi avvenuti in remote ere geologiche. Secondo
alcuni ricercatori, in tempi relativamente recenti, misurabili in
migliaia di anni, la posizione dei poli era molto diversa dall'attuale.
C'è anche chi parla di uno scambio di posizione fra Polo Nord e Polo
Sud. Un nuovo rovesciamento improvviso dei poli magnetici, come quello
che pare sia avvenuto in passato, provocherebbe forti terremoti lungo le
faglie della crosta terrestre e gigantesche ondate di marea, generatte
da movimenti dei fondali oceanici.
Si delineerebbe uno
scenario di isole inghiottite dai flutti, coste spazzate dalle onde,
porzioni di continenti sommerse mentre, al contrario, parte dei fondali
potrebbe emergere alla luce.
Una prospettiva da Diluvio Universale. Alcuni profeti moderni, tra i
quali Edgar Cayce, hanno diffuso, fra l'incredulità generale, visioni di
questo tipo; ma forse, dopo le scoperte della scienza a proposito del
campo magnetico terrestre, sarebbe bene considerare le future possibili
catastrofi con minore scetticismo.
Se - come già descritto
da certe leggende - l'asse della Terra dovesse ribaltarsi completamente,
tutto il pianeta sarebbe squassato da uragani e onde di marea. Ci sono
indizi che conforterebbero quanto detto dalle leggende a proposito di
questi cataclismi. I grandi depositi di carbone in Inghilterra indicano
che un tempo quelle regioni dovevano avere clima tropicale, con grandi
foreste e paludi. Anche vaste aree del Nord America erano analogamente
ricoperte da foreste pluviali. Per contrasto, l'Australia occidentale e
l'America meridionale erano sepolte sotto una coltre di ghiaccio. Una
possibile spiegazione a queste anomalie venne offerta negli anni '20 da
Alfred Wegener con la teoria della "deriva dei confinenti", che tuttavia
presuppone che enormi masse continentali siano col tempo spostate di
migliaia di chilometri dalle loro posizioni originali. Secondo alcuni,
l'ipotesi di un ribaltamento dell'asse terrestre costituisce una
spiegazione più semplice. Sarebbe risolto anche il problema del
ritrovamento di mammuth (i grandi elefanti primigeni) nella gelida
Siberia, in un ambiente non certo in grado di supportare l'abbondante
vegetazione necessaria per il sostentamento degli enormi mammiferi.
Prima che i poli si spostassero, la Siberia aveva un clima tropicale, e
i mammuth vi prosperavano. La coltre di gelo cadde così rapidamente da
intrappolare nel ghiaccio mammuth interi, la cui carne si è conservata
praticamente intatta per decine di migliaia di anni.
Un esemplare venne
ritrovato con nello stomaco fiori non ancora digeriti. Se si dà una
botta sufficientemente forte all'asse di un giroscopio, l'apparecchio
può ribaltarsi completamente, continuando a girare nella nuova posizione
di equilibrio. La Terra può essere vista come un enorme giroscopio, al
quale l'avvicinarsi di qualche corpo celeste, o l'influsso combinato di
diversi campi gravitazionali, può aver fornito in passato una "botta"
abbastanza forte da ribaltarsi.
Un ingegnere americano
di nome Hugh Brown ha ipotizzato nel 1967 che l'asse terrestre abbia
subìto un'oscillazione di 90 gradi, non più tardi di settemila anni fa.
Secondo Brown queste oscillazioni avrebbero carattere periodico; questo
sembra del tutto improbabile: ma non implausibile è che spostamenti
occasionali si siano effettivamente verificati nel passato.
Un sostenitore delle
teorie di Brown, Adam Barber, ha avanzato una profezia in un volume
dall'ottimistico titolo Il prossimo cataclisma, peggiore della bomba
H. Secondo lui, nei prossimi dieci anni, comunque prima del 2005,
l'asse terreste subirà un nuovo spostamento di ben 135 gradi, con
conseguenze incalcolabili. La prospettiva è stata presa seriamente in
esame da un geofisico, Peter Warlow, in un articolo pubblicato
dall'autorevole Journal of Physics nel 1978. Secondo Warlow, lo
spostamento sarà di 180 gradi: vale a dire un ribaltamento completo, con
il Polo Nord al posto del Polo Sud. I suoi calcoli dimostrerebbero
inoItre che questo evento si verifica all'incirca ogni due/tremila anni.
Come Immanuel
Velikovsky, Warlow ha analizzato le narrazioni mitiche in cerca di prove
per la sua teoria. Secondo lui, gli antichi Egizi hanno registrato
quattro diversi ribaltamenti, in seguito ai quali il Sole è apparso
mutare la direzione del suo corso nei cieli. I più recenti si sarebbero
verificati nel 700 avanti Cristo, e prima ancora nel 1500 a.C.
Quest'ultimo evento corrisponderebbe alla data dell'estinzione della
civiltà minoica a Creta, secondo Velikovsky.
Fonte: I misteri
n. 9 - settembre 95 
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