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ROMA,
capitale d'Italia (ma in
passato anche
CAPUT MUNDI), è
oggi una
città
internazionale, volta allo
sviluppo civile
grazie anche alla sua importanza
storica. Per
quanto riguarda
Arte e
folclore, nonostante
questi siano
in parte repressi
dal Caos
di una città
moderna, Roma è
senza ombra di
dubbio la Regina
fra le
principesse. Chi si
aspetterebbe però
di trovare in
essa solo Ministeri
ed uffici,
si sbaglierebbe di grosso. La città, come
tutto il
"Vecchio" Lazio è
pregna di Magia,
accerchiata da
un'antica aurea
di tradizione e
da un nuovo
alone di Mistero.
Questo clima,
invisibile alle
persone che
non vi abitano,
denso per chi, come me, la vive, perde oggi la sua
serena immagine
storica, alla
quale vengono
attribuite
visioni di fantasmi "simpatici" e
diventa giorno
dopo giorno sempre
più cupa,
più nera. Cosi,
vicino ai fantasmi
buontemponi come il
Frate di
Montecitorio che si aggira per
i corridoi
del Palazzo
dando schiaffoni
a chi dice parolacce, vi sono case
"infestate" e
riti più o
meno ortodossi che
incutono due
sentimenti paralleli: timore
e curiosità.
Questa è Roma "ESOTERICA", una città
nella quale è presente un
contorno di
Demoni ed affini
ma che non può
rinnegare le sue
radici con il
passato.
Proprio su
queste radici mi voglio
basare per
parlare di una nota apparizione
fantomatica
romana, quella della
PIMPACCIA. Donna
Olimpia (Olimpia
Madalchini)
divenne Pamphili dopo le
nozze con l'anziano
Panfilio,
fratello del futuro Papa
Innocenzo X.
Soggetta a scandali
dovuti alla sua
cattiva fama (una
relazione con il
venerabile cognato?) ed alla sua
lussuriosa attraenza Donna Olimpia
fu soggetta ai
pettegolezzi popolari e
perfino alle
pasquinate, come in quella dove era
scritto "OLIM PIA,
NUNC IMPIA",
e venne definita
cosi: La PIMPACCIA. Astuta e
spregiudicata, la fece da
padrona nella
Roma del I6OO,
accumulando grandi
ricchezze per la sua
casata arrivando
addirittura a
rubare due casse di denaro
nascoste sotto
il letto del
pontefice in punto di morte
(leggenda o
verità).
Ancora oggi, nel
1995 c'è chi giura di
averla vista
aggirarsi con un
cocchio nero,
trainato da
cavalli neri dagli
occhi di bragia,
intorno alla sua villa
suburbana di San
Pancrazio od attraversare di corsa
ponte Milvio,
forse carica delle due casse di denaro
rubate. Vederla
(seconde le
dicerie) può essere
presagio di morte o di
sciagure, ma può essere anche
un'indicazione per avere
dei numeri
da giocare al
lotto; scherzi a parte, a
noi la figura della
Pimpaccia, piace cosi com'è,
circondata dalla sua aurea
misteriosa e
malvagia, anche se in fondo la
colpa di Donna Olimpia era quella di
essere una "compiacente" e
ricca nobildonna
romana, in un momento
storico di non
facili possibilità
economiche.
Adesso scusatemi, ma
sento arrivare
la carrozza...
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