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Molti
di voi sicuramente non sanno che intorno a loro esiste una miriade di piccole
creature orribili e splendide, affascinanti e ripugnanti, malvagie, buone o
solamente un po' dispettose..
ecco, questo è il Piccolo Popolo:
Le
Fate
Il
termine "Fata" deriva dall'antico "faunoe o fatuoe", che
significa creatura selvatica, abitante del mondo naturale, ma anche dal latino
"fatum", cioè destino, ed era associato a TRIA FATA, nome con cui
venivano chiamate le PARCHE (o MOIRE), divinità che filavano sul fuso i fili
del destino umano, arrotolandolo sul rocchetto, per tagliarlo infine con le
forbici quando ne fosse venuta l'ora.
Sono esseri soprannaturali dotati di potere magico, possono cambiare aspetto e
farlo cambiare agli altri esseri. L'iconografia fiabesca le vuole alate e
leggiadre, ma esistono infinite varietà di fate, anche orribili e
deformi.
Sono sempre pronte a correre in aiuto degli innocenti perseguitati. Ma i
modelli generali di comportamento delle Fate cambiano in modo considerevole:
alcune sono sicuramente cattive per natura e sono rese ancora più pericolose
dall'aspetto bellissimo con cui adescano gli uomini ignari di andare incontro a
una morte orribile. Secondo alcune tradizioni presenziano alla nascita degli
uomini per conferire loro doni particolari ed influenzarne l'esistenza in modo
benevolo o malevolo. Sono esseri primitivi che non provano sentimenti, e per
questo invidiano il genere umano. Come Gnomi e Folletti, anch'esse custodiscono
incredibili ricchezze.
Le
Fate frequentano e vivono in tutti i luoghi naturali come rocce, fonti, boschi
e soprattutto i cespugli di biancospino: alberi di biancospino su una collina
sono indizio sicuro della presenza delle Fate. E' chiaro che non si può
invadere o dissacrare per futili motivi il luogo scelto dalle Fate per vivere:
è imprudente chi decide di costruire sul terreno delle Fate; infatti questo
piccolo popolo è capacissimo di spostare case, chiese e addirittura castelli
se ne contesta la posizione. Le case incautamente costruite lungo un sentiero
delle Fate vengono disturbate.
Esistono vari tipi di fate. Nell'aria dimorano le SILFIDI, amanti delle
scienze, sottili, officiose con i saggi, nemiche degli sciocchi e degli
ignoranti; nelle acque dimorano le ONDINE, bellissime fanciulle generalmente
malefiche, che si offrono di condurre i viaggiatori attraverso le brume, le
paludi e le foreste, ma poi li sperdono e li annegano;anche le GLAISTIG non
sono da meno, infatti la loro natura ambivalente le porta ad essere dolci e
gentili con vecchi e bambini, ma malvagie e terribili con gli uomini che si
lasciano sedurre dal loro aspetto.
La
protezione contro le Fate:
L'accorta
gente di campagna ha trovato vari sistemi per scoraggiare le premure delle Fate
più moleste. Chi cammina di notte da solo è particolarmente vulnerabile, ma
sono stati sperimentati diversi metodi di autoprotezione per i vari tipi di
rischi. I sistemi e gli oggetti efficaci sono i seguenti:
-rivoltare
i vestiti (un guanto rivoltato disperde i festaioli se viene buttato
all'interno di un cerchio delle fate;
-campane;
-ferro: per esempio, un coltello sulla soglia di una porta, un chiodo in tasca,
un paio di forbici aperte sul lettino di un neonato;
-la Bibbia;
-acqua corrente;
-pane;
-un crocifisso o una croce (tracciando una croce sulla superficie di una torta
si dissuadono le Fate dal ballarvi sopra);
-sale;
-preghiere sacre;
-sorbo selvatico e filo rosso;
-la terra di un vecchio cimitero;
-ghirlande di margherite;
-pietre forate (per la protezione dei cavalli);
-ferri di cavallo (ferro e simbolo della luna combinati insieme);
-lino sul pavimento;
-scarpe disposte con la punta in direzione opposta al letto;
-una calza sotto il letto;
-un coltello sotto il cuscino;
-un rametto di erica;
-la testa di un maiale o un pentagramma disegnati sulla porta;
-l'iperico (erba di San Giovanni).
Ecco
un tipico cocktail antielfo della tradizione medica anglosassone: sciogliere
nel vino un po' di mirra e un'uguale quantità di incenso bianco; grattare
un'agata e aggiungere la polvere al vino; bere l'intruglio dopo una notte di
digiuno, o tre mattine, o nove, o dodici.
Nei
tempi passati, durante i riti della fertilità di calendimaggio, si usava la
margherita, simbolo del sole, per proteggere i partecipanti dal popolo delle
Fate, particolarmente attivo durante questo momento dell'anno.
Tra gli altri sistemi di protezione ricordiamo le campanelle che gli uomini si
legano alle gambe quando ballano.
Elfi
e Folletti
Ci
sono diversi tipi di folletti, buoni e cattivi. Ecco i più noti:
Bo Men
Folletti che vivono nelle paludi della contea di Dawn. Seviziano con giochi
pericolosi gli imprudenti che si avventurano da quelle parti. Si possono
allontanare colpendoli in faccia con una qualità particolare di alga.
Origine: Irlandese
Boggart
Piccolo elfo malefico che ha ispirato il romanzo di R.L. Stevenson "Lo
strano caso del Dott. Jeckyll e Mr. Hyde". È l'antagonista speculare del
Brownie, che fisicamente è uguale a lui ma ha un carattere benevolo.
Origine: Britannica
Brownie
Elfi domestici. Sono spesso accomunati agli Elfi del crepuscolo, ai nani o ai
folletti. Sono alti dai venti ai sessanta centimetri ed hanno la carnagione
scura. Di solito sono nudi od indossano vestiti marroni stracciati. Quelli di
montagna non hanno dita nè ai piedi nè alle mani; quelli di pianura non hanno
naso. Sono i primi giardinieri e distillatori di whisky delle Glen (lunghe
valli scozzesi). Di notte sorvegliano le greggi e mietono per gli uomini.
Come ricompensa chiedono solo una scodella di panna o del latte e una focaccia
spalmata di miele. Erano amici dei Picti e degli Scoti a cui raccontavano le
loro storie fantastiche. Anticamente si potevano trovare sotto i picchi delle
montagne, vicino a menhir o dolmen. In seguito si sono trasferiti in granai,
pollai, fienili e cavità di muri, camini diroccati. Sono grandi bevitori di
birra e si dilettano a rendere fertili le regioni aride. Il suo doppio malefico
è il Boggart.
Origine: Britannica
Buggane
Folletti dispettosi che vivono sull'isola di Man. Possono cambiare forma e
spesso diventano vitelli neri o cavalli. Se assumono sembianze umane sono
riconoscibili comunque perché mantengono gli zoccoli o le orecchie da cavallo.
Origine: Britannica
Bwca
Folletto domestico gallese, alto cinquanta centimetri e caratterizzato da un
lungo naso. Socievole servizievole, è esperto nel preparare burro e formaggi.
Sono permalosi e se offesi come dispetto fanno inacidire il latte, rivelano i
segreti della gente, pizzicano i dormienti e strappano i vestiti. Non amano le
persone astemie.
Origine: Britannica
Cluricauno
(Clurichaun)
Folletto godereccio dall'aspetto grassoccio, la faccia rubiconda, con una
vistosa pancia e il naso forucoloso. È alto trenta centimetri e ha sempre lo
sguardo perso nel vuoto. Detentore del segreto della fabbricazione del whisky,
rivelato agli uomini in cambio dell'ospitalità ricevuta in una bufera nel 1620
sulle coste della Scozia. L'habitat per incontrarlo è la cantina di un pub
irlandese. Si nutre di piccoli topolini domestici arrosto, pezzetti di
formaggio e poche briciole di pane accompagnati da litri di whisky. È molto
permaloso ed armato di un appuntito coltellaccio.
Origine: Irlandese
Dukko
Folletto alto cinquanta centimetri, mingherlino, ben proporzionato e con la
pelle biancastra. L'occhio è ardente, i capelli lunghi e ondulati. I suoi modi
affettuosi nascondono un'anima inquieta. Si diverte a raccontare storie
divertenti. Se ne va a zonzo nelle campagne a caccia dell'odiato nemico: il
folletto ingannatore Voghee Lyno. Il limaccioso Dukko (così chiamato dal suo
antagonista), restituisce il maltolto ai derubati dal Voghee Lyno (previo un
minimo compenso). Si nutre di bacche e di piccoli frutti della terra. Ama
suonare l'arpa o il violino e adora distendersi sui prati con graziose follette
di varie specie.
Origine: Irlandese
Dullahan
Folletto raccapricciante, spesso conduce una carrozza nera trainata da cavalli
senza testa. È un presagio di morte per gli uomini che avessero la sventura di
incontrarlo.
Origine: Irlandese
Elfi
Entità dalle fattezze umane intermedie tra gli dei e gli uomini. Abitatori
della luce e dell'aria, si trovano anche nei fiori, nelle piante, nelle acque.
La razza elfica, nella mitologia celtica, non include solo creature belle e
buone, ma anche cattive e grottesche. Alcuni sono dispettosi e si divertono a
fare smarrire la strada ai viandanti. Anche i sidhe (il popolo magico e biondo
della tradizione celtica) possono essere spietati, essi sono ciò che rimane
dei Tuatha De Danaan, gli antichi dei d'Irlanda decaduti ma ancora in possesso
di poteri sovrannaturali. Secondo il mito essi erano più alti e belli degli
esseri umani. Di norma sono immortali. Sono dotati di preveggenza e controllano
la magia. I sidhe non interferiscono con il mondo degli uomini. Adorano la
musica, cantare e danzare. Vivono in vari luoghi: a TirNanOg principalmente, ma
anche nel mondo dei mortali (sotto terra, in fondo al mare...).
Origine: Nordica e Irlandese
Elfi di AshGrove
Abili cantanti e produttori di idromele. Tranquilli e tolleranti tengono sotto
controllo i bambini umani che giocano nel loro territorio.
Origine: Britannica
Far Darrig
Malvagio Folletto dalla pelle rossa che ama presiedere gli incubi degli uomini
durante le ore del sonno.
Origine: Irlandese
Far Gorta
Gracile Folletto che chiede l'elemosina nelle campagne, e porta fortuna a chi
è generoso con lui.
Origine: Irlandese
Fifinella
Folletto femminile dispettoso e dal viso animalesco. Ha i piedi palmati e le
orecchie appuntite e pelose.
Origine: Britannica
Folletti
Generalmente hanno sangue nero e occhi rossi rilucenti di notte. Sono
giocherelloni e spesso spietati e dispettosi. Non hanno poteri magici ma
conoscono arti arcane. Sono amici degli animali: prediligono cavalcare rane,
intrecciare le criniere dei cavalli, liberare le bestie dalle stalle
(soprattutto nelle notti di luna piena). Si nutrono di polenta con salsicce
alla griglia o con formaggio fuso, di mozzarella con le acciughe e di salumi di
montagna.
Origine: Europea
Gancanagh
Folletto simile al Leprecauno, ma, a differenza di quest'ultimo, è uno
scansafatiche. Abita in sperdute vallate solitarie. Ha sempre una pipa in
bocca. Trascorre la maggior parte del tempo a fare l'amore con le pastorelle e
le mungitrici.
Origine: Irlandese
Jinn
Piccolo Folletto legato alla tradizione medievale inglese. È un tranquillo
ometto che vive nelle vecchie soffitte delle case coloniche della zona del
Sussex.
Origine: Britannica
Leprecauno
(Leprechaun)
È il più popolare Folletto d'Irlanda, noto anche come Leith Bhrogan. Per lui
molti lasciano un bicchiere di latte sul davanzale della finestra. Il suo
ritratto è presente in tutte le botteghe ed i negozi, ed è proprio la sua
maschera ad aprire le sfilate nel giorno di San Patrizio. È un Folletto
ciabattino e quando non lavora si dedica solo a fare scherzi. Si burla
soprattutto degli avari e costruisce trappole geniali per i ladri. Custodisce
molte pignatte piene d'oro, che sposta in continuazione. Per scoprirle bisogna
trovare l'inizio dell'arcobaleno. Ha il naso a patata, lungo e con la punta
rossa. La faccia è del colore della terra bruciata, l'occhio è malizioso.
Porta i capelli lunghi e la barba a punta. È gracile ma molto forte, è anche
molto sospettoso, per avvicinarlo è consigliabile offrirgli una presa di
tabacco.
Origine: Irlandese
Lurikeen
Creatura minuscola che molti considerano un Cluricauno errante alla ricerca del
paradiso perduto. Secondo altri è un discendente degli antichi bardi che nella
notte dei tempi girovagavano tra le brughiere cantando e ballando.
Origine: Irlandese
Pixie
Folletto irascibile e scontroso, ha testa voluminosa, folta capigliatura rosso
ocra, occhi leggermente strabici e fosforescenti, naso alla francese, bocca
carnosa e piccole orecchie a punta. In genere evita gli altri esseri fatati e
la razza umana, però ascoltando le canzoni d'amore si commuove. Goloso e
insaziabile, si nutre di latte di pecora e tutto ciò che riesce a rubare da
dispense, orti e frutteti. Durante l'estate va ghiotto dei mirtilli alla panna
del Devonshire.
Origine: Britannica
Red
Cap
Folletto simpatico e spensierato, porta il classico cappuccio rosso a cono. È
alto un metro e venti centimetri e vive nei vecchi castelli dell'Inghilterra e
del Galles. È vecchio e tarchiato, con lunghi denti, dita rugose, grandi occhi
rossi, capelli folti e ispidi. Burlone e dispettoso, ama dormire sull'erba per
intere giornate.
Origine: Britannica
Robin Goodfellow
Folletto nato da un germoglio di quercia, alto sessanta centimetri, ha
carnagione rossastra, occhi vivaci e orecchie aguzze. Indossa sempre un
cappello ornato con una piuma multicolore. Vive nella campagna e nei boschi
inglesi, dove costruisce capanne di felci nascondendole fra alberi e rocce. Si
nutre di selvaggina, formaggio, birra e cedro. Come gli altri Folletti è di
natura schiva e dispettosa, e durante Maggio si diverte a pizzicare le ragazze
e a suonare la cornamusa. Odia la cattiveria e l'ingiustizia, e per questo
deruba e trafigge con le sue frecce gli uomini di malaffare e gli scellerati.
Origine: Britannica
Sheoques
Folletti che infestano i cespugli di biancospino e le piante rampicanti delle
vecchie fortezze irlandesi. Sono generalmente spiriti benevoli, ma hanno una
pessima abitudine: rapiscono i bambini e lasciano al loro posto un Folletto
decrepito vecchio di mille anni.
Origine: Irlandese
Voghee Lyno
Alto trenta centimetri, è carino d'aspetto e quasi completamente calvo. Corpo
asciutto con una piccola pancetta. Si nutre di carne, birra e alcool in genere.
Passeggia ubriaco lungo le strade sempre in compagnia ed il suo aspetto è
comunque sempre molto curato. Esegue incisioni sulla roccia e sa scrivere.
Passa le giornate a chiedere in prestito pignatte d'oro ad altri Folletti, per
poi non restituirle, e a fuggire dai derubati. Si nasconde in anfratti di
roccia dove non è difficile sorprenderlo mentre sorseggia birra e legge libri
smarriti dall'uomo. È il nemico giurato del Dukko.
Origine: Irlandese
Gnomi
e altre creature
Gnomi
Sono alti poco più di un palmo, abitano grotte cristalline, miniere d'oro,
d'argento o di diamanti e tronchi cavi. Fanno da guardiani ai tesori della
natura. Allevano capre, preparano biscotti ai licheni ed erbe, coltivano grossi
funghi. I maschi sono brutti e deformi, le femmine bellissime e dalla voce
angelica, sono abilissimi minatori ed orafi.
Erba
dello smarrimento
Erba piccolissima e sconosciuta ai più, viene seminata dai Folletti intorno ai
luoghi da loro frequentati. Chi la calpesta comincia a vagare per campagne e
boschi perdendo completamente l'orientamento. Secondo altri è essa stessa un
Folletto burlone. In questi casi è nota come Piota Vagante.
Origine: Irlandese
Fanfrelon
Sono Nani Picchiettanti (come i Wichtlein). Sono pazzi e si aggirano nel
sottosuolo rovinando le gallerie dei minatori umani. Quando trovano una pepita
d'ora la spendono in birra nel pub più vicino e ballano a più non posso.
Origine: Gallese
Grogach
Ha le dimensioni di un piccolo bambino. Solitamente passeggia nudo. Spalle
larghe, corpo peloso e flessibile (non ha la colonna vertebrale). È molto
servizievole con gli esseri umani nei lavori domestici e nella cura dei campi.
Origine: Irlandese
Hobgoblin
Essere fatato dalle caratteristiche simili a quelle dei folletti, a volte
benevolo, altre maligno. Il nome deriva dall'unione di "gobelin"
(creatura fatata francese) e "hob", termine inglese riferito a Robin
Goodfellow, il giullare di Oberon il re della corte delle Fate presente nel
testo teatrale di Shakespeare "Sogno di una notte di mezza estate".
Origine: Britannica
Leanhaun
Shee
Bellissimo spirito femminile che vaga in cerca dell'amore degli uomini. Chi
cede alle sue effusioni diventa suo schiavo, ma respingendola è lei stessa a
diventare schiava d'amore. Lasciarsi andare al suo corteggiamento è molto
pericoloso, i suoi amanti avvizziscono perché si nutre della loro linfa
vitale, ed infine muoiono.
Origine: Irlandese
Pooka
Dal termine celtico "Pok" (capra) è a metà strada fra una creatura
spettrale e un personaggio fiabesco. Folle e allegro, ma spesso inventa scherzi
terribili, strappa le teste per giocarci a palla, corre in mezzo ai mercati e
prende a calci le giovani donne, rapisce i bambini per divertirsi a vederli
piangere. Appare quasi sempre in forma di cavallo, toro, capra, asino o aquila.
Si diverte a fingersi docile per essere cavalcato, ma appena montato parte in
un galoppo spericolato affrontando dirupi e fiumi gelati. Le sue vittime
preferite sono in genere gli ubriaconi, che poi lascia liberi all'alba. Vive
dappertutto. Il suo cibo preferito sono il bestiame e i bambini, ma risparmia i
Nani e gli Elfi.
Origine: Irlandese
Sostituti
Il più grande desiderio del Piccolo Popolo è quello di possedere e allevare
un bambino. Soprattutto gli Spriggan spesso scambiano i loro neonati (brutti e
deformi) con i bei figli degli umani. I sostituti sono vegetariani ma non
disdegnano il latte materno. Si affezionano molto ai genitori umani adottivi.
Sono silenziosi e inclini alla meditazione. Amano la compagnia delle ragazzine,
di cui sono grandi amici, ma poi le ragazze crescono e preferiscono ragazzi
normali.
Origine: Irlandese
Spriggan
Tetri, brutti e dall'aspetto grottesco, sono piccoli ma riescono a gonfiarsi
moltissimo (al punto da essere creduti spettri di antichi giganti). Sono i
guardiani dei tesori delle colline. Sono malefici (derubano e rapiscono i
bambini degli umani, sostituendoli con i loro figli - vedi
"sostituti" - ), provocano trombe d'aria e distruggono i raccolti).
Origine: Irlandese
Troll
Secondo antiche leggende norvegesi, i troll sono i folletti della terra e
possono essere giganteschi o piccoli. I giganti sarebbero i primi abitatori
umani del nostro pianeta, che conservano la forza primordiale sprigionatasi
all'inizio dei tempi, sono infatti presenti nelle manifestazioni naturali più
terrificanti: eruzioni vulcaniche, terremoti, grandinate, uragani e fulmini. I
piccoli, invece, sono i custodi degli ambienti naturali. I troll hanno lunghi
nasi ricurvi, quattro dita per mano e per piede, ed una lunga coda pelosa;
alcuni hanno un solo occhio, altri due o tre teste, ma il loro aspetto temibile
non deve trarre in inganno, poiché sono, di solito, buoni e ingenui, anche se
la loro ira è senza limiti.Sono creature notturne, per cui la luce del sole può
trasformarli in pietra o farli spaccare, e vivono nelle foreste oscure o sulle
cime gelide delle montagne.
TirNanOg
Terra dell'eterna giovinezza, un'isola incantata nell'estremo ovest del mondo.
Conosciuta anche come Hy Breasail, Tirfo Thuinn (la terra sotto le onde), Tire
Nam Beo (la terra della vita), Tirn Aill (l'altro mondo), Mag Mor (la grande
pianura), Mag Mell (la pianura del piacere), Tir Tairngire (la pianura della
felicità).
Testi tratti da:
Elfi, Gnomi, Nani e Folletti (dizionario del Piccolo Popolo) di Giorgio
Schottler, edizioni "Domino Avallardi" e Fiabe Irlandesi di W.B.
Yeats, edizioni Newton.
Inutile
negare che tutte queste informazioni, possano lasciarci un "qualche
vuoto"... Qui si è parlato di creature originarie dei territori
britannici ed irlandesi. Ma in Italia? Abbiamo anche noi colonie o
rappresentanti del Piccolo Popolo?
I
FOLLETTI ITALIANI
Ammutandori, Ammutantori,
Ammuttatori:
Gracili Folletti sardi che
vivono nel Logudoro, in provincia di Sassari. Abituati a combinare scherzi e
burle agli uomini, ma soprattutto alle belle ragazze in età da marito, sono
considerati dei veri e propri Incubi. Sono alti un paio
di spanne e sulla fronte riccioluta portano un cappello rosso che non
abbandonano mai. Secondo la tradizione popolare, chi riesce ad impossessarsi
di uno di questi berretti potrà barattarlo con una piccola pignatta piena
d'oro. Simili agli Ammutandori sardi sono gli Ammutandori che vivono in
Sicilia, che però portano in testa ben sette berretti, uno dei quali è zeppo
di monete d'oro.
Ana Sosana:
Diffuso nella provincia
di Bergamo, è uno dei tanti folletti italiani, di cui si è persa ogni
traccia. Si racconta che era solito nascondersi sotto i comignoli e che si
divertiva a gettare rametti e foglie secche nelle pentole dove cuoceva la
polenta o dove bolliva la minestra. In provincia di Brescia questo genere di
folletti è chiamato anche
Ana Sonana.
Augurie:
Folletto della famiglia degli
Augurielli che vive in provincia di Bari.
Augurielli:
Folletti domestici
molto popolari in gran parte dell'Italia meridionale, in special modo in
Calabria, nella provincia di Catanzaro. Spiritelli paffuti con i piedi rotondi
a forma di zoccolo di cavallo e un berretto rosso sulla testa riccioluta,
vivono nelle case coloniche abitate da sette famiglie.
Gli Augurielli, che stando al loro nome dovrebbero portare fortuna a chi li
incontra, sono molto gelosi della loro casa e, quando gli inquilini cambiano,
i nuovi arrivati sono bersaglio per molto tempo di scherzi e dispetti. Gli
Augurielli sono attratti da tutto ciò che luccica; quindi, per farseli amici
è bene regalare loro piccoli pezzi di metallo ed oggetti di piccole
dimensioni, che verranno subito nascosti in depositi segreti. Quando si scopre
uno di questi depositi conviene controllare ciò che contiene: potrebbero
infatti esserci anche oggetti di un certo valore.
Baffardello:
Folletto toscano con
caratteristiche simili al Linchetto. Vive vicino alle
case dei contadini o alle stalle dove sono custoditi gli animali della
fattoria. Spiritello dispettoso, si diverte a fare complicate trecce al pelo
degli animali e, in particolar modo, alle chiome delle belle ragazze.
E' talmente abile, ad intrecciare capelli impastandoli con la saliva, che
è praticamente impossibile sciogliere il groviglio che ne deriva.
Barabanèn:
Folletto benevolo, ma anche
molto fastidioso, che vive nei pressi di Imola in provincia di Bologna. Il
Barabanèn da alcuni è conosciuto anche con il nome di Cardinalèn in quanto
indossa un saio rosso, molto simile a quello pretalizio dei vescovi, e un
berretto del medesimo colore. Alto dai 40 ai 50 centimetri, il Barabanèn è
dispettoso e impertinente e, come tutti i Folletti, ama nascondersi e spostare
gli oggetti, costruire ostacoli invisibili in cui fare inciampare la gente,
architettare situazioni imbarazzanti, suggerire sogni bizzarri e inquietanti
e, naturalmente, di notte rumoreggiare fino a tarda ora.
Barabao:
Folletto di origine
veneta di cui non si hanno più tracce. Nessuna delle leggende che lo
riguardano racconta perché, un bel giorno, senza nessuna ragione apparente,
decise di abbandonare il mondo degli uomini. Ancora oggi, però, questa
piccola creatura viene evocata dai genitori per far quietare i bambini
cattivi. Le sembianze del Barabao non sono delle più rassicuranti: ha il
volto brutto e irto di peli, indossa abiti vecchi e rammendati, ai piedi porta
due enormi zoccoli e sulla folta capigliatura inalbera un cappello rosso a
cono. Simile a un gigante in miniatura, il Barabao abitava in campagna e
spesso trovava fissa dimora nelle case dei contadini. Per ricompensarli
dell'ospitalità, sovente li aiutava nei lavori più duri della cura dei
campi.
Il Barabao era una gran lavoratore e, se veniva trattato con il dovuto
rispetto, poteva lavorare anche per giorni interi senza mai fermarsi. Al
contrario, se offeso o maltrattato diventava cattivo e dispettoso. In
provincia di Venezia, il Barabao è chiamato anche Baraban, mentre in quella
di Treviso è chiamato Barbarù.
Barabio:
Folletto molto brutto diffuso
nelle Langhe e in provincia di Cuneo. Ha l'abitudine di inseguire e, grazie al
suo aspetto demoniaco, spaventare i bambini che non tornano a casa prima del
tramonto.
Barbariccia:
Vedi: Luo
Barabicchou.
Barbaricciu:
Vedi: Luo
Barabicchou.
Barbariciu Cutel:
Folletto veneto con
caratteristiche simili al Barabao, solo molto più
brutto e cattivo. Il Barbariciu Cutel ha gli occhi fiammeggianti, un grosso
naso e in spalla porta un sacco dove mette i bambini capricciosi che cattura.
Quando ha fame, con il gran coltellaccio che porta alla cintola taglia a fette
le sue prede e se le mangia.
Basadone:
Folletti volanti che si
lasciano trasportare dalla brezza leggera del vento e, come tutte le
cosiddette "creature del vento", sono quasi sempre invisibili. Il
nome deriva dal dialetto trentino e significa "baciadonne". Sono
spiritelli di natura benevola e solitamente trattengono i fanciulli in casa
quando è imminente la bufera. Secondo la tradizione fantastico-popolare della
valle dell'Adige e della Val di Non, invece, il Basadone personifica l'Ostro,
il vento che soffia dal sud, e nella stessa Val d'Adige si racconta che
avrebbe al suo seguito parecchi servi, brutti e buffi, con i quali scorrazza
per i campi.
Beilhund:
Folletto trentino
caratterizzato dal fatto di non aver braccia né gambe. Il suo corpo è simile
al manico di un'ascia e la testa ha forma di scure. Il Beilhund si diverte a
sostituirsi all'accetta del boscaiolo e a scappare ridendo quando qualcuno
tenta di usarlo per spaccare la legna. Dal carattere mutevole, come tutti i
Folletti, il Beilhund può trasformarsi in una vera ascia affilata e inseguire
i suoi molestatori.
Berbéch:
Folletto dispettoso molto
diffuso nel bergamasco. Il Berbéch insieme ai suoi inseparabili compagni, Malésen
e Sblésen, combina scherzi di ogni tipo; secondo altre
credenze il trio di Folletti fa parte della vasta schiera di diavoletti che
ancora oggi popolano le campagne italiane.
Bérlic:
Folletto dalle
caratteristiche ambigue, diffuso in Val d'Aosta. Durante la notte assume la
forma di un'ombra, e penetra nelle stalle rendendo la vita difficile a mucche
e capre. Una volta scoperto, si fissa al soffitto sotto forma di una luna
splendente.
Bobboi:
Folletto decisamente brutto e
cattivo che vive nel nuorese. Simile nell'aspetto al Barabio
e nei comportamenti al Barbariciu Cutel, ha
l'abitudine di rapire i bambini cattivi e mangiarseli.
Bragöla:
Folletti che abitano la
valle comasca di Cavargna. Dal carattere imprevedibile, hanno occhi piccoli e
scintillanti come tizzoni ardenti, le braccia corte e sono ricoperti di peli.
Sono i signori di quella gran parte del giorno che va dal crepuscolo all'alba.
Anche se sono molto bravi nel nascondersi tra i cespugli, è facile scovarli
seguendo i borbottii e i bisbigli che continuano a emettere. Il loro scherzo
preferito consiste nel nascondersi e improvvisamente lanciarsi addosso agli
incauti viandanti.
I Bragöla hanno anche l'abitudine di assumere la forma di palla pelosa e
lasciarsi scivolare lungo i pendii della valle. Un'altra loro cattiva
abitudine consiste nell'intrufolarsi nelle case per rubare castagne e latte. I
Bragöla non sopportano le meschinità umane; al contrario, sono disponibili
ad aiutare nei lavori dei campi le persone che ritengono simpatiche e che
lasciano pronte per loro la falce insieme a un poco di cibo.
Bügn:
Creatura fantastica, molto
simile ad un Folletto, che solo pochi sventurati hanno visto. Solitamente il Bügn
abita nei laghi, nei fiumi e nelle pozze di acqua stagnante della provincia di
Mantova. Il Bügn si manifesta quando vengono gettati dei sassi nell'acqua e,
solo allora, si può scorgere a malapena la sua bocca irta di denti.
Cà di Bragöla:
Secondo la tradizione della
Val Cavargna, il grande roccione bianco che domina il sentiero che porta a
Tavagnago è considerato l'abitazione dei Folletti Bragöla.
Ai più fortunati può capitare, nel primo mattino, di vedere stesi ad
asciugare, sotto la Cà di Bragöla, dei piccoli rettangoli di stoffa bianca:
sono i pannolini dei bragoletti che le mamme hanno steso ad asciugare.
Calcaròt:
Feroce Folletto
notturno, molto vicino alla specie degli Incubi. Vive in
Veneto e nell'Alto Adige.
Il Calcaròt e praticamente invisibile e nessuno è mai riuscito a
descriverlo. Di lui si sa solo che si diverte a turbare il sonno dei dormienti
sedendosi sul loro petto.
Calcatrapole:
Folletto notturno, parente
del Calcaròt, che vive nelle campagne del veronese e
del bresciano.
Calcaveggh:
Folletto notturno, simile
agli Incubi, molto diffuso nella Valle Anzasca e nella
provincia di Novara.
Calcutt:
Folletto friulano fastidioso
come gli Incubi.
Carcaveja:
Folletto piemontese che ha
tutte le caratteristiche degli Incubi. Non si hanno, però,
notizie certe della sua attuale sfera d'azione.
Chiusini:
Sono dei buffi Folletti
conosciuti nel Senese che arrivano la sera nelle case a far chiudere gli occhi
ai bambini capricciosi che non vogliono addormentarsi. Probabilmente il nome
deriva da questa bizzarra attività.
Cialciut:
Creatura errante della
notte, conosciuta in Veneto e in Friuli, piccola e ricoperta di peli ispidi.
Come tutti gli Incubi turba il sonno degli uomini
sedendosi sul loro petto.
Il Cialciut, secondo alcune leggende, sarebbe una specie di vampiro che
succhia il sangue a chi sorprende addormentato sul ciglio delle strade.
Ciappin:
Folletto diabolico che
imperversa in Lombardia e Piemonte.
Crocchia-Ossa:
Repellente nano notturno che
nei tempi antichi era facile incontrare accanto ai patiboli o ai margini dei
campi di battaglia. Oggi questa razza degenere di nani, come molte altre genie
di Folletti e di esseri fatati, ha abbandonato il mondo degli uomini per
sprofondare nel sottosuolo dei cimiteri. Si dice che il Crocchia-Ossa scavi
gallerie interminabili, anche di parecchie centinaia di chilometri, collegando
tra loro diversi cimiteri della regione dove dimora. Il Crocchia-Ossa si nutre
di cadaveri e di vipere, e dal loro veleno ricava un distillato, tanto
inebriante, quanto schifoso al palato.
Crüsc:
Piccoli Folletti di
indole benevola diffusi soprattutto sulle Alpi Lepontine. Chiamati anche
Ometti, sono alti più o meno come un bambino di tre anni, hanno le dita dei
piedi accavallate e sono molto forti. Amano rubacchiare nelle dispense degli
alpeggi, ma spesso in cambio del cibo lasciano monete o pezzi d'oro. Come
tutti i Folletti sono molto permalosi e possono arrabbiarsi per un nonnulla.
Per non incorrere nella loro ira basta fingere di non vederli,
l'indifferenza è sempre la migliore arma per liberarsi dei Folletti
dispettosi.
Cules:
folletto piemontese che ha le
sembianze di una fiammella danzante. Spesso è considerato uno degli aspetti
che assume il Servan.
Cuscu:
Folletto calabrese
particolarmente maligno.
Derscialet:
Folletti notturni che amano
aggirarsi per i boschi delle Alpi della Svizzera italiana. Come tutti i
Folletti simili agli Incubi, amano entrare furtivamente
nelle case degli uomini e sistemarsi sulla pancia degli ignari dormienti. In
questa anomala posizione, premendo con tutte le loro forze all'altezza dello
stomaco, provocano sogni angosciosi e impediscono una corretta e distesa
digestione.
Encof:
Singolari Folletti
notturni dalle sembianze femminili.
Si racconta (pochi lo fanno ad alta voce) che amano aggirarsi nelle
campagne con il favore dell'oscurità, per combinare scherzi terribili agli
uomini che hanno la malaugurata sorte di incontrarli. Lo scherzo consiste nel
provocare terribili incubi ai dormienti. L'Encof può vantare solo pessime
azioni; talvolta ostruisce il condotto del fumo per asfissiare i contadini con
l'ossido di carbonio prodotto dalla combustione del legno. Il cibo di cui si
nutre è quello della fattoria dove compie le sue malefatte. Apprezza
soprattutto i dolci appena sfornati. Talvolta gioca brutti scherzi anche a
cavalli e asini, evitandone accuratamente gli zoccoli.
Esprit Follett:
Diffusa genia di Folletti
abitanti della Val d'Aosta e del sud della Francia. Su di loro è viva una
curiosa tradizione popolare: si racconta che in particolari periodi dell'anno,
durante le bufere più violente, le stalle vengano assalite da questi spiriti
Folletti che si divertono a liberare le mucche e a farle correre sotto la
pioggia fino a condurle in luoghi lontani, di cui non è dato sapere
l'esatta locazione, per riportarle poi nelle stalle dopo qualche ora; altre
volte si limitano a mungerle e a rubare il latte.
Fajetti:
Folletti molto simili nelle
abitudini alla famiglia degli Augurielli. I Fajetti
sono diffusi in tutta la Calabria e sono assidui frequentatori delle cantine e
dei solai delle case di campagna. Approfittando del favore dell'oscurità,
penetrano nelle case e si divertono a procurare un frastuono assordante.
Talvolta si dilettano a nascondere gli oggetti nei posti più disparati, tanto
che risulta un vero problema ritrovarli. Sono soliti prendersela con le
ragazze, ma bisogna far finta di nulla per fare in modo che il Folletto, non
divertendosi, vada in cerca di un'altra vittima.
Fantasima:
Folletto dispettoso
dall'aspetto di una scimmia pelosa; questa bizzarra creatura entra
furtivamente di notte nelle abitazioni per sedersi con violenza sulle pance
degli uomini e provocare ai poveri malcapitati terribili incubi.
Farfarelli:
Folletti alti 40 centimetri e
diffusi nella tradizione popolare dell'Italia del centro-nord. Le dimensioni
dei loro discendenti si sono ridotte con il passare del tempo a quelle di un
maggiolino. I suoi vestiti ben fatti e fastosi del passato sono ormai ridotti
a miseri stracci; il Folletto Farfarello non ha mai voluto dimenticare il
proprio nobile passato. I Farfarelli sono di indole coraggiosa fino alla
temerarietà; un tempo litigiosi e fracassoni, oggi sono divenuti taciturni e
solitari. Entrano in casa e bevono tutta la birra che trovano nel frigorifero
e come ringraziamento per l'ospitalità ricevuta, spalmano il burro sui
gradini delle scale.
Faunet:
Poco diffusa genia di
Folletti dei boschi, i Faunet sono molto popolari o meglio lo erano, poiché
sono quasi tutti estinti. Sono di piccole dimensioni, alti poco meno di 30
centimetri, hanno due orecchie assai appuntite e un gran ciuffo di capelli
sulla fronte, sono velocissimi ed è molto difficile incontrarli poiché si
accorgono della presenza dell'uomo anche a grande distanza. E' possibile,
tuttavia, trovarseli di fronte lungo un sentiero e, in questo caso,
converrebbe fingere la massima indifferenza e proseguire il cammino con grande
naturalezza: questo è l'unico modo di evitare i loro scherzi.
Foleto Marin:
Folletto dalla natura
maligna diffuso lungo la costa triestina. La caratteristica principale è
quella di divertirsi a stracciare le vele dei natanti dei pescatori che si
trovano in mare aperto durante un fortunale e di rovesciare le barche
provocando tremende ondate. Non tralascia di scatenare violente trombe d'aria
sulle campagne vicine alla costa, proprio mentre i contadini rincasano al
tramonto dopo aver seminato. Piccolo e brutto emana un agretto odore di
salsedine.
Follat:
Nei pressi di Pinerolo
vive una piccola genia di Folletti che ama fare scherzi alle fanciulle delle
locande. I Follat non amano farsi vedere dagli altri esseri umani e
prediligono nascondersi sotto le gonne delle donne per spiarne le gambe.
Folletti del Lanternino:
Nome immaginario con cui
vengono talvolta chiamati gli spiriti collegati al fenomeno dei fuochi fatui
o, molto raramente, legati al fuoco di Sant'Elmo. Sono detti anche: Spiriti,
Nani del Lanternino, Omini del Lanternino, Fiammette, Fiammella sacra ecc.
Folletto dei Muschi:
Normalmente quando si
frequentano i boschi si è poco attenti alle creature che li abitano. I
Folletti dei Muschi hanno dimensioni microscopiche, alcuni sono erbivori,
altri insettivori e altri ancora carnivori. Sognatori e cupi, si ritrovano
attorno agli alberi più antichi dei boschi in cui abitano per ascoltare le
voci della natura e osservarne l'evolversi in religioso silenzio.
Fràgoa:
Anche questa variante di
Folletto notturno ama intrufolarsi durante la notte nelle case degli ignari
contadini per provocare incubi e indigestioni. E' diffuso nella fantasia
popolare della Toscana.
Fuddettu:
Folletto legato alla
tradizione popolare di Reggio Calabria. Ha le caratteristiche dei Folletti
italici, con in più una lunga barba, solitamente bianca. Il tipico Fuddettu
è ghiotto d'uova di gallina, molto fresche, che ruba nei pollai. Ama farsi
trasportare sulla groppa dei ranocchi e giocare con i bambini che dormono
ponendoli nelle posizioni più strane, mettendoli a dormire in terra, oppure
sotto il letto. Conosce il sito di tesori dimenticati e non vuole che si
sparli di lui, altrimenti si vendica con un'infinità di estenuanti scherzi,
che talvolta raggiungono spaventosi eccessi. Inoltre, si diverte a scambiare
il contenitore del sale con quello dello zucchero, dell'olio con l'aceto, del
lardo con la marmellata e anche la cioccolata con gli escrementi di mucca.
Gaguro:
Bizzarro Folletto della
tradizione marinara. Ha una struttura minuta e la faccia nera. Orribile a
vedersi, ama saltellare e sgambettare sulle imbarcazioni dei pescatori.
Gambarétol:
Folletti legati alla
tradizione popolare del Veneto, quella dei Gambarétol è una specie che vive
nella valle del Biòis. Sono piccoli esseri deformi, completamente vestiti di
rosso e vivono prevalentemente vicino a foreste di conifere; sono molto
curiosi e trascorrono il tempo a spiare gli uomini. Amano inoltre rubare gli
attrezzi di lavoro agli ignari contadini durante la semina dei campi; l'unico
modo di evitare gli scherzi di questi ilari Folletti, è quello di fingere la
massima indifferenza e dare loro a voce alta dello stupido.
Gambastorta:
E' un bizzarro Folletto
diffuso nelle campagne bergamasche dall'aspetto minuto e dal corpo tozzo e
peloso; gli occhi sono piccoli e rossicci; il viso è rugoso e lo sguardo
pieno di malizia. Si diletta a nascondere gli oggetti delle giovani donne e
durante la notte fa tintinnare i vetri delle case. Ogni tanto agita catene sui
tetti spostando le tegole. Il Folletto Gambastorta è chiamato così per il
suo tipico andamento sbilenco.
Ghignarelli:
Benevoli Folletti che
amano far divertire i bambini con i più disparati giochi. Si mantengono quasi
sempre in stato d'invisibilità, per questo motivo è impossibile descriverne
le fattezze fisiche. Si racconta che solo pochi bambini siano riusciti a
vederli completamente, ma una volta cresciuti ne abbiano dimenticato
l'aspetto.
Giosalpino:
E' un Folletto che dimora
nelle vicinanze di Lucca e che vive divertendosi ad assumere le sembianze più
originali e strampalate. Questo simpatico Folletto a volte diventa un foglio
di carta che si lascia trasportare dal vento o una pietra ferma sul ciglio di
una strada; più spesso è un palo di attracco lungo i fiumi e coloro che
incautamente vi legano la barca finiscono per trovare l'imbarcazione in mezzo
alla corrente. Il Giosalpino, Folletto burlone, vive lungo la costa tirrenica
nella macchia mediterranea, alcune volte si spinge anche nell'interno; durante
le notti di luna piena ama ballare illuminato dalla fredda luce argentea.
Gottwjarchi:
Curioso Folletto
dispettoso, ma di indole buona, custode di inaccessibili tesori nascosti. Non
ama essere riconosciuto e, quindi, qualora lo si scorgesse, bisogna far finta
di niente per riuscire a passare indenni da scherzi e bizzarrie. Ha l'aspetto
di un nano rugoso e le dimensioni di un bambino; inoltre, ha i piedi palmati e
rivolti al contrario.
Grandinili:
Folletti che amano
lasciarsi trasportare dal vento. Dei loro usi e costumi non si conosce nulla
perché si sono estinti nelle tradizioni popolari della Toscana.
Guehillon di Loo:
E' un Folletto benevolo e
molto simpatico, che vive in Piemonte. Il Guehillon di Loo è vestito con una
tunica rossa tutta rammendata e indossa un cappellino a cono dello stesso
colore. Spesso lo si sente ridere di gusto quando ci sono gruppi di mucche al
pascolo, anche perché si ritiene un provetto mandriano.
Hausgeister:
Folletti domestici diffusi
nell'Alto Adige. Il loro nome significa "spirito della casa". Gli
Hausgeister sono bonaccioni e dei gran lavoratori e passano gran parte della
loro giornata a mettere in ordine la casa e le stalle. Ma se vengono offesi o
provocati ne combinano di tutti i colori.
Incubi o Inui:
Impropriamente chiamate
Folletti della notte, queste creature notturne non sono altro che demoni
caratterizzati dall'abitudine di turbare nei modi più diversi il sonno degli
uomini. Alcuni sono soliti sedersi sul petto delle persone addormentate e
provocare incubi terribili. Altri, come dei vampiri, amano rubare il respiro
ai bambini e agli anziani. Altri ancora invece si limitano a praticare ogni
tipo di scherzo. Nell'antica Roma l'Incubo era un'entità soprannaturale
custode di tesori e ricchezze nascoste.
Juffri:
Il Folletto Juffri vive
negli angoli delle strade cittadine. Si diverte a tendere trabocchetti ai
passanti ignari della sua presenza. Solitamente invisibile ai più, talvolta
si materializza e inizia a parlare molto velocemente facendo perdere
l'orientamento al passante. Le vittime di questa ipnotica chiacchiera non si
rendono più conto del trascorrere del tempo e solo quando il Juffri smette di
parlare si accorgono che, invece di minuti, sono passati giorni. Dorme gran
parte della giornata e si nutre principalmente di uva e mandarini senza semi.
Il volto è sempre sorridente e i capelli sono arruffati a riccio.
Karket:
Razza poco diffusa di
Folletti che derivano direttamente dagli Incubi
dell'antica Roma. I Karket vivono nel circondario di Biella e in provincia di
Vercelli nascosti in piccole grotte sulle pendici delle montagne. Poiché, a
quanto si dice, hanno i piedi a forma di zampa d'anatra, e si vergognano molto
di questa malformazione, non amano mostrarsi agli occhi dell'uomo. Come gran
parte delle razze del Piccolo Popolo anche loro amano danzare alla luce fredda
della luna.
Lauri:
Pittoresca tribù di
Folletti pugliesi diffusa principalmente nella provincia di Taranto. I Lauri
sono spiritelli domestici alti fino a 30 centimetri, gradevoli e proporzionati
che assomigliano a bimbi di due o tre anni. Hanno gli occhi lucenti e neri, i
capelli dolcemente arricciati e un sorriso malizioso sempre pronto. Sono
vestiti con una piccola tunica di velluto rosso e hanno sul capo un berrettino
a cono dello stesso colore. Questi folletti sono decisamente burloni e
dispettosi, specialmente durante la notte. Dopo il tramonto infatti si
divertono a legare le code e le criniere dei cavalli in un groviglio di nodi
indissolubile, oppure a strappare via di colpo le coperte ai bambini mentre
dormono, o ancora ad arruffare i capelli alle ragazze graziose. Si dice che
talvolta i Lauri appaiano alle persone e domandino loro se desiderano una
pentola di monete d'oro o un cesto di carbone. Ovviamente, per ottenere questa
preziosa pentola, occorre rispondere che si preferisce il carbone: dispettosi
come la maggior parte dei Folletti, infatti, i Lauri fanno il contrario di
quel che si dice. Tutti i Lauri amano alla follia gli animali anche se spesso
e volentieri li sottopongono ad ogni sorta di scherzi.
Lauro:
Folletto decisamente
dispettoso e amante del caos. Si diletta a intrecciare in maniera
indissolubile le code e le criniere dei cavalli e come gli Incubi
usa sedersi sul petto degli uomini addormentati per trasmettere paure e
angosce e render loro difficile il sonno. Il Lauro vive nell'Italia
meridionale ed è per questo che la sua pelle appare sempre abbronzata. Il
corpo è mingherlino, ma ben proporzionato, e i capelli sono ondulati e
corvini. Curioso e amante degli scherzi, ama assumere l'aspetto di cane, lupo
o gallo. Ma poiché non si separa mai dal suo berrettino rosso è facile
scoprire l'inganno. Pigro come nessun altro Folletto, ama gli animali e si
prende cura di loro con passione ma evita scrupolosamente ogni tipo di lavoro
domestico. Alcune vecchie dicerie raccontano che il Lauro ha il potere di
ridare la verginità alle donne che l'hanno perduta, qualunque sia la loro età.
Linchetto:
Folletto diffuso in
Toscana. Nel 1897 G. Giannini nel suo "Canti popolari della montagna
lucchese" lo descrisse così: "...E' uno spirito allegro e bizzarro
che si nasconde nei tini al tempo della vendemmia, arriccia i crini ai cavalli
e si prende il gusto di bussare la notte alla porta di quelli che dormono,
spingendo alle volte lo scherzo al punto di entrare nella camera da letto e di
buttare per terra le lenzuola o di mettersi a sedere sul petto dell'ignaro
dormiente, impedendogli di respirare. In questo caso bisogna levarsi e andare
a mangiare in un cantuccio un poco di pane e di formaggio facendo al tempo
stesso i propri bisogni e pronunciando la frase: "alla faccia del
Linchetto mangio e caco questo cacetto". Pare che il Folletto, di fronte
a un simile oltraggio, se ne vada via offeso e sdegnato proferendo insulti e
minacce di ritorsione verso l'incauto".
Luo Barabicchou:
Folletto che vive in
Piemonte, in particolare nelle province di Torino e Cuneo. Il nome deriva
dalla curiosa barbetta caprina che porta sul mento; la sua predilezione per lo
spaventare i bambini lo annovera tra i Folletti più dispettosi e cattivi
della regione. Come tutti gli esseri incantati della sua stirpe, cambia
repentinamente umore, trasformandosi in un buon compagno di giochi per bambini
in tenera età.
Maget:
Folletti della Valtellina.
Abilissimi minatori, lavorano indefessamente in profonde miniere d'oro. Una
volta estratto questo prezioso metallo, lo nascondono in luoghi sicuri e
irraggiungibili dall'uomo. Infatti giudicano l'uomo troppo avido per meritarsi
questi tesori della natura. I Maget sono molto permalosi e quando l'uomo li
scorge sono molto abili nel far perdere le loro tracce. Quando nevica
abbondantemente provocano pericolosissime valanghe quasi sempre all'origine di
ingenti danni a cose e, in diversi casi, anche a persone. I Maget però non
sono malvagi e cercano sempre di evitare che questi disastri facciano vittime
tra gli esseri umani.
Malésen.
Folletto dispettoso, molto
diffuso nel bergamasco, compagno di scherzi del Berbéch
e dello Sblésen.
Mamucca:
Folletti che vivono nel
circondario di Castroreale, vicino a Messina. I Mamucca sono abilissimi nel
nascondere gli oggetti di casa. Quando prendono di mira un essere umano,
fortunatamente succede di rado, lo fanno con tale accanimento da costringerlo
a cercarsi una nuova casa. L'unico sistema per farli desistere è quello di
fingere la massima indifferenza. Anche questa razza di Folletti ha un
carattere decisamente incostante.
Manteillons:
Singolare razza di
Folletti che non ha eguali nel mondo del Piccolo Popolo e che vive sulle
irraggiungibili cime innevate del Monte Bianco. I Manteillons sono strani
esseri senza gambe e indossano un ampio mantello che nasconde la loro anomalia
fisica. Naturalmente, come ogni Folletto che si rispetti, anche loro sono
soliti infastidire i valligiani con ogni genere di scherzo: saccheggiano senza
ritegno le dispense, legano le mucche a due a due per la coda, strappano le
coperte dai letti, schiaffeggiano sonoramente i poveretti che dormono della
grossa. Creature notturne per eccellenza, si divertono a rompere i vetri delle
finestre delle case in cui trovano le luci accese. Tempo fa i Manteillons
erano soliti frequentare, spostandosi dall'uno all'altro con il favore delle
tenebre, i rifugi di montagna nei dintorni di Aosta e se per caso incontravano
un uomo si trasformavano in esseri feroci e terribilmente pericolosi.
Marrauchicchi:
Folletti tranquilli e
amici dell'uomo (ben volentieri lo aiutano nei piccoli lavori domestici) che
abitano sulla costa jonica della Calabria. I Marrauchicchi hanno piccoli occhi
ardenti color vermiglio e indossano un cappuccio rosso da cui non si separano
mai. Secondo la tradizione popolare questi Folletti conoscono tutti i luoghi
dove nel passato sono stati sepolti tesori e pignatte piene di monete d'oro.
Per farsi confidare queste informazioni occorre rubargli il berrettino rosso
che portano sul capo (azione molto difficile in quanto i Marrauchicchi sono più
rapidi di una lepre e capaci di nascondersi nei buchi più inaccessibili) e
minacciarli di non renderglielo mai più.
Marrauchini:
Folletti calabresi che
abitano i monti della Sila. Sono creature minute e di aspetto gracile vestite
con una piccola tunica nera da monaco completa di cappuccio. Per sopravvivere
si sono ridotti a rubare galline nei pollai.
Massariòl:
Vicini ai Salvanelli,
sono diffusi principalmente in Veneto.
I Massariòl sono alti 30 centimetri, sono vigorosi e dall'aspetto
tracagnotto, hanno il volto rubicondo e gioviale e portano sempre un cappuccio
verde ben calato sopra la fronte. Durante il periodo della semina, e talvolta
anche durante il raccolto primaverile, organizzano alle spalle degli ignari
contadini scherzi fastidiosissimi. Spesso seguono i pastori e le greggi dando
del filo da torcere ai cani che accompagnano le bestie al pascolo. A volte si
introducono nelle stanze da letto dei giovani sposi e dopo essersi ben
nascosti dietro i mobili disturbano le loro notti d'amore.
Mazarûl:
Folletti tranquilli e
golosi diffusi in Veneto, sono parenti stretti dei Massariòl.
Voraci e insaziabili i Mazarûl adorano le grandi abbuffate a base di
insaccati e maccheroni al sugo.
Mazzamorelli:
Agguerriti Folletti che
vivono nelle campagne circostanti Macerata. Creature notturne, assomigliano a
delle piccole scimmie pelose e sono all'origine di quei fastidiosi rumori che
animano le case di campagna. Il loro nome deriva dallo spagnolo "mazziquin",
un termine arabo con il quale erano chiamati i geni.
Mazzamureddi:
Folletti sardi molto
simili, nei comportamenti, agli Augurielli. Una
leggenda racconta che fino ad oggi un solo ragazzo è riuscito a divenire loro
amico e a farsi condurre dov'era sepolto un tesoro. In cambio di questa
inaspettata ricchezza i Mazzamureddi vollero però una corona del rosario.
Mazzaròt di Bòsc:
Piccolo Folletto
dall'aspetto un po' selvaggio e ribelle.
Il Mazzaròt di Bòsc ha il pelo, la pelle e i vestiti completamente rossi, e
la sua statura raggiunge i 50 centimetri. Calza zoccoli di legno grezzo e vaga
per i boschi, armato di mazza di legno, spaventando gli animali e i viandanti.
Quando è molto arrabbiato o nervoso ha la particolare abitudine di colpire
con la sua mazza tutte le pietre che incontra. Questo permette di sentirlo
arrivare ed evitare così di incontrarlo. Il Mazzaròt di Bòsc non ha un
carattere molto docile ma, in fondo, non arreca molti danni all'attività
degli uomini. Anzi, passa la maggior parte del suo tempo a ripulire i sentieri
dai rami secchi e dagli sterpi.
Mercanti:
Folletti siciliani dalla
statura tarchiata e la barba folta caratterizzati da una particolarità
agghiacciante: la parte posteriore del loro corpo è cava. Anche i Mercanti
come tutti i Folletti del sud portano il classico berrettino rosso. Solo che
il loro ha un grosso fiocco al suo apice. Parsimoniosi, possiedono tesori di
valore inestimabile costituiti da pezzi d'oro foggiati a forma di piante e
animali esotici. Come sottolinea il loro nome amano commerciare e per questo,
una volta l'anno, durante il periodo natalizio, si incontrano in un luogo
nascosto e danno vita a un mercato dove vengono esposti tesori di rarissima
bellezza. Gli umani che riescono a scoprire dove si tiene questo mercato
possono acquistare oggetti molto preziosi a prezzi ridicoli.
Monacello:
Folletto scherzoso e
burlone dalle fattezze identiche ai Monacielli
diffuso nelle regioni dell'Italia meridionale. Nel "Pragmatica de locato
et conducto" (una raccolta delle leggi e delle consuetudini che
regolavano gli affitti delle case pubblicato a Napoli nel 1587) vi è un
intero articolo di legge dedicato ai Monacelli in cui si dice esplicitamente
che qualora il locatario venisse assalito dagli spiritelli maligni chiamati
Monacelli, gli è permesso abbandonare l'abitazione senza il pagamento della
pigione.
Monachicchio:
Folletto lucano molto
simile al Munaciello.
Monachidd:
Vedi: Munaciello.
Monachieddi:
Vedi: Marrauchini.
Monachiello:
Vedi: Munaciello.
Monacidd:
Folletto molto diffuso
nella provincia di Bari. Il Monacidd è chiamato anche monaco-uccello e si
crede sia capace di provocare la pioggia. Il Monacidd ha la stessa radice
etimologica del Munaciello.
Monacielli:
Paffuti e rubicondi
Folletti semicalvi con l'occhietto vispo e cerchiato di blu. Una volta
insediati in una casa fanno un tale baccano da costringere gli inquilini ad
andarsene. Conosciuti anche come i guardiani dei tesori, questi Folletti
passano trecento giorni all'anno vegliando su tesori sepolti e miniere
abbandonate. Nei rimanenti sessantacinque giorni scorrazzano su e giù per
l'Italia, la Grecia e qualche volta la Svizzera.
Monaci Folletti:
Folletti conosciuti
soprattutto in Calabria. Dispettosi e burloni come tutti i loro parenti hanno
però una peculiarità che molti invidiano loro: possono trasformarsi in
gatti. Così trasformati, durante le ore notturne, vanno a sedersi sul petto
di chi dorme provocandogli sogni angosciosi. I Monaci Folletti preferiscono
vivere nelle case dei poveri e pur aiutandoli non sono mai degli ottimi
coinquilini. Infatti oltre al loro aiuto regalano sonni infelici. Ogni Monaco
Folletto possiede una pignatta piena d'oro da cui non si separa mai e che
solitamente nasconde dentro un vecchio muro o sotterra vicino a un albero in
un luogo solitario. I Monaci Folletti sono particolarmente avidi e
difficilmente se la lasciano portare via. L'unico momento per derubarlo è
quando segue i suoi padroni di casa verso la loro nuova dimora. Attenzione però:
il Monaco Folletto è vendicativo, soprattutto la notte.
Morkies:
Folletti diffusi in Alto
Adige, i Morkies sono creature solitarie che amano vivere nei boschi. Per
tenere lontano gli uomini dalle loro case sono soliti trasformarsi in radici
rinsecchite o in rami secchi e contorti, e appostarsi lungo gli stretti
sentieri di montagna fissando con occhi inquietanti i viandanti. Questi non
riconoscendo i Folletti nascosti tra la vegetazione, si sentono a disagio e si
allontanano il più velocemente possibile. Secondo altre tradizioni orali i
Morkies sono esseri fantastici molto simili ai Fauni, ma con lo sguardo sempre
fisso nel vuoto.
Munaciello:
Folletto pugliese curioso
e dispettoso che deve il suo nome al saio da monaco che indossa. In genere è
piuttosto benevolo verso gli uomini, ma il suo aiuto cessa nell'istante stesso
in cui un uomo svela i suoi poteri magici. In Calabria è chiamato Monachiello
o Monachidd. Come molti suoi simili è attratto in modo maniacale dall'oro e
custodisce gelosamente una pignatta piena di tesori.
Nani del Ghiaccio:
Creature misteriose,
chiamate anche Eismandl, che dimorano in Alto Adige. Alti circa 40 centimetri
hanno l'aspetto di piccoli vecchi barbuti e sono caratterizzati da un cappello
a larga tesa. I Nani del Ghiaccio vivono nel più tranquillo isolamento,
incuranti delle tormente, delle valanghe e delle tempeste di vento. Abitano
nei cunicoli che scavano nei ghiacciai e in questi veri e propri labirinti
custodiscono immensi tesori.
Nani del Vino:
Chiamati anche Nörgel,
hanno pressappoco le stesse caratteristiche fisiche dei Nani
del Ghiaccio e vivono nelle valli dell'Alto Adige fin dai tempi in cui Noè
vi portò la vite. Allegri e di compagnia, amano cantare e ballare e
partecipare alle bevute che caratterizzano il periodo della vendemmia. E'
facile incontrarli mentre, completamente ubriachi, dormono vicino alle cantine
o nei prati circostanti le vigne.
Nani Minatori:
Simili ai Nani delle
Montagne del resto d'Europa, questi che dimorano in Alto Adige, secondo alcune
tradizioni locali, a volte sono scambiati per i fuochi fatui dei cimiteri.
(Vedi: Ometti).
Ometti:
Questo è uno dei tanti
nomi che vengono attribuiti a dei nani che vivono nelle valli dell'Alto Adige.
(Nani Minatori). La tradizione popolare alto
atesina racconta che Dio creò queste particolari creature perché i monti
erano aridi e scarsamente abitati. E, poiché in queste montagne vi erano
immense ricchezze, ecco che gli Ometti furono plasmati per raccogliere e
lavorare tali straordinari tesori. Molto somiglianti all'uomo, generalmente
gli Ometti si fanno vedere solo nei luoghi dove abbonda l'oro o l'argento e la
loro presenza è sempre considerata di buon auspicio. Qualcuno li chiama anche
Monaci della Montagna a causa del piccolo saio marrone che indossano durante
la lavorazione dei metalli estratti. Degli Ometti si parla in un antico testo
di G. Agricola - "De animantibus subterraneis" - pubblicato intorno
al 1550 a Basilea. Agricola scrive che comparivano davanti ai minatori uomini
vestiti come loro e si mettevano a giocare; ballando, ridendo, facendo smorfie
e sberleffi e spesso lanciando sassolini ai lavoranti. Altri autori raccontano
che gli Ometti, durante i mesi estivi, mettevano all'ingresso delle caverne
una scodella con dentro qualche moneta, oppure qualche pietra pregiata in modo
che i pastori potessero sostituirla con del latte. Oggi degli Ometti si è
persa ogni traccia, anche se in provincia di Novara, in Val Cannobina, vive
una razza molto affine a quella degli Ometti (Vedi anche: Sanguanelli,
Crüsc.).
Omino della Rena:
Esserino notturno che,
secondo la tradizione senese, fa addormentare i bambini capricciosi. Ci riesce
grazie a un espediente poco grazioso: lanciando nei loro occhi un pizzico di
sabbia per costringerli a chiuderli. Non sempre il bambino si addormenta
felicemente, anzi, spesso scoppia in lacrime per il troppo bruciore. Questa
creatura è anche conosciuta con il nome di Sabbiolino. (Vedi anche: Omino
del Sonno).
Omino del Sonno:
E' un piccolo Folletto che
si aggira per le campagne durante le ore notturne. Indossa un cappello a
cilindro e penetra nelle case di campagna attraverso i muri. Con se porta
sempre un sacchetto di sabbia che non si esaurisce mai. La sabbia gli serve
per lanciarla a pizzichi negli occhi dei bambini che non vogliono dormire o
stentano a prendere sonno. E' conosciuto un po' ovunque nella nostra penisola,
ma soprattutto al nord dove è chiamato Sabbiolino.
Papòlo:
Piccolo Folletto domestico
che vive nella zona di Massa Carrara. Predilige abitare nelle soffitte delle
vecchie case coloniche abbandonate, nascosto sotto le travi di legno e negli
angoli più reconditi delle polverose mansarde . Folletto molto ordinato e
pignolo accudisce con estrema precisione l'ambiente dove vive e si considera
il vero padrone di quel luogo. Se qualcuno osa scacciarlo o prova soltanto ad
importunarlo è capace di scatenare una terribile rappresaglia a base di
scherzi molto pesanti.
Pavarò:
Folletto decisamente
maligno e orrendo a vedersi. Il suo nome deriva da "pavor" - paura -
e ha aspetto assai poco rassicurante: la testa simile a quella di un grosso
cane, con occhi color vermiglio che lanciano bagliori di fuoco, denti di ferro
e bocca enorme. Le unghie sono artigli simili a quelli del nibbio e in più è
dotato di una coda saettante che somiglia ad un serpente. Questa creatura
abita preferibilmente nei campi appena seminati a fagioli o a fave e infatti
vive solo per incutere terrore e spavento ai ragazzini che calpestano
impunemente i terreni coltivati. Il Pavarò è vestito di stracci che ruba
agli spaventapasseri e indossa un cappellaccio largo di paglia intrecciata. I
Pavarò portano sempre con loro un falcetto acuminato che usano per colpire
con violenza le gambe dei curiosi che entrano nel campo seminato.
Palendròns:
Folletto diffuso in
Lombardia ha delle abitudini decisamente discutibili. Passa la maggior parte
del tempo nascosto o in uno stato di invisibilità completa che gli permette
di stuzzicare gli ignari viandanti.
Pesàntole:
Razza di Folletti legata
alla tradizione popolare della penisola istriana. Sono creature piuttosto
maligne che provocano danni a non finire alle coltivazioni e alle case
coloniche dei contadini. Amano anche entrare, durante la notte, nelle
abitazioni allo scopo di impedire agli uomini di vivere sonni tranquilli.
Pisano:
Vedi: Chiusini.
Quagg:
Folletto notturno del
bresciano. Piccolo e terribilmente dispettoso, si diverte ad affliggere le
persone assopite con grida e scherzi insopportabili. Talvolta si siede sul
petto dell'ignaro dormiente rubandogli il respiro e provocandogli degli incubi
incredibili. Per allontanarlo bastano dei semplici scongiuri o degli amuleti.
In alcune zone si usava infilare sotto al letto una croce di Sant'Andrea.
Rurel:
Simpatico Folletto
abitatore dei passi alpini, vive sulla catena dolomitica nella zona del fiume
Brenta. Amico della gente che visita le sue montagne, aiuta i turisti che si
smarriscono lungo i sentieri. Amico degli animali e dei contadini il Rurel di
solito è invisibile e assiste a ogni mungitura badando a che nulla vada
storto. Quando le bestie sono agitate e irrequiete, è sufficiente che il
Folletto si metta vicino a loro, rimanendo sempre invisibile, perché si
calmino all'istante.
Sabbiolino:
Vedi: Omino
del Sonno.
Salbanelli:
Folletti piuttosto
maligni, diffusi in Veneto e in Emilia, non hanno nulla a che vedere con la
stirpe dei Salvanelli, simili nel nome, ma dal
carattere completamente diverso. I Salbanelli sono soliti ipnotizzare le loro
vittime per indurle a commettere le azioni più strane e impensate. Alti poco
meno di un metro, questi folletti hanno un testone enorme e le mani e i piedi
sono grandi e deformi. I capelli, grigi e ricci, scendono selvaggi fin sulle
spalle e formano un tutt'uno con la barbaccia che gli cresce fitta sul viso.
Il petto è villoso ed emana un cattivo odore. Gli occhi sono due piccole
fessure che celano uno sguardo acuto e penetrante. Decisamente brutti a
vedersi, i Salbanelli se ne vanno in giro completamente nudi. Solo nei mesi
invernali indossano piccole tuniche rosse rotte e sdrucite. I Salbanelli non
amano parlare e comunicano fra di loro soltanto con rudimentali gesti delle
mani. Di tanto in tanto lanciano stridule risate in grado di provocare danni
all'apparato uditivo dell'uomo.
Salvanelli:
Folletti alti 70-80
centimetri, di corporatura snella e scarna, hanno una pelle irsuta e coperta
da una fitta peluria rossiccia. Amano i colori forti e di solito si vestono di
rosso. Come tutti i Folletti della tradizione folcloristica italiana, anche i
Salvanelli prediligono spaventare il bestiame delle fattorie e amano inseguire
le mucche nei prati, impedendo loro di dormire. Di tanto in tanto si
avventurano all'interno delle case dei contadini per spaventare i bambini che
recitano le preghiere prima di addormentarsi. Spesso, ai viaggiatori che, nel
cuore della notte, percorrono gli isolati sentieri di montagna, può accadere
di essere affiancati da queste creature saltellanti ed essere accompagnati per
lunghi tratti delle loro camminate.
Salvani:
Variopinta casata di
Folletti diffusa nel nord Italia. Brutti e deformi nell'aspetto, come la
maggior parte dei loro simili, durante la notte si agitano senza tregua e
spaventano i contadini rendendo loro impossibile dormire. Da molti sono
considerati una sorta di nani dei boschi.
Sand Man:
Vedi: Omino
del Sonno.
Sandmann:
Vedi: Omino
del Sonno.
Sanguanelli:
Sono Folletti alti 50-60
centimetri e hanno corporatura snella; il colore della pelle molto bianco li
rende quasi spettrali. Si aggirano nelle campagne durante le notti senza luna,
per giocare brutti scherzi ai poveri viandanti.
Sblésen:
Folletto dispettoso, molto
diffuso nel bergamasco, compagno di scherzi e birichinate del Berbéch
e del Malésen.
Servan:
pittoresca casata di
Folletti abitatori delle regioni del nord-ovest dell'Italia, specialmente
nella provincia di Cuneo. Piccoli, svelti e agilissimi, sono dotati di una
forza incredibile e si mantengono quasi sempre invisibili. I Servan sono
soliti frequentare le campagne e le case dei contadini, oppure baite di
montagna. Quando vengono offesi o scacciati si vendicano combinando una lunga
serie di scherzi che costringe gli occupanti a lasciare l'abitazione.
Solitamente, come quasi tutti i Folletti della tradizione italica, smorzano la
virulenza dei loro scherzi in presenza di una bella fanciulla. Anzi, si
racconta che in molti casi alcuni Servan rinuncino alla loro indole dispettosa
per aiutare le ragazze nelle faccende domestiche, in cambio della loro
compagnia. I Servan desiderano oltre ogni cosa assomigliare all'uomo e perciò
spesso scambiano i loro piccoli con i bambini appena nati.
Sgranf:
Folletto dai costumi
licenziosi e un po' frivoli che vive nella provincia di Bergamo. Voyeur
impertinente, lo Sgranf ama spiare le belle donne mentre si cambiano d'abito,
oppure mentre fanno il bagno. Spesso, sfruttando le sue minute dimensioni, si
raggomitola su se stesso e si nasconde sotto le gonne per guardare le gambe
delle ignare malcapitate. Altre volte, per spiare ancor meglio le ragazze, si
trasforma in un piccolo gomitolo di lana e si fa raccogliere e nascondere nel
seno. Solo allora si lascia andare ed è facile sentirlo sghignazzare di
piacere.
Sluagh:
Folletto la cui esistenza
si perde nella memoria umana. Si racconta che si aggirasse nelle campagne del
Piemonte e facesse scherzi ai contadini e agli animali delle fattorie.
L'aspetto fisico e le peculiarità del carattere sono ormai dimenticate.
Squass:
Nel paese di Clusone, in
provincia di Bergamo, si racconta di uno Squass, piccolo Folletto pestifero,
che era solito mettersi a cavalcioni sui tronchi che costeggiavano la strada e
ridere a squarciagola degli ubriachi che il lunedì sera tornavano dal
mercato. Di questo particolare Folletto non si ricordano però le fattezze.
Tockji:
Piccolo Folletto
conosciuto nelle campagne circostanti Torino e Cuneo. Il Tockji è una
creatura dispettosa e antipatica. L'unico modo per non subire i suoi scherzi
è quello d'ignorarlo completamente.
U' augurie:
Folletto che dimora nella
zona di Bari, ma che è possibile incontrare in altre zone della Puglia
meridionale. Questa creatura ormai convive abitualmente a contatto con l'uomo
nelle abitazioni cittadine, ed è considerata uno spirito domestico. E' un
genietto della casa, un nume tutelare della famiglia e dispensatore di favori,
ma anche burlone artefice di guazzabugli improvvisi. Infatti, se trova
l'abitazione di suo gradimento ne favorisce benevolmente il padrone, arrivando
anche a procurargli piccole somme di denaro, ma se invece la casa non è di
suo gusto, non smetterà mai di mettere in atto fastidiosi scherzi, tanto che,
alla lunga, chi vi abita sarà costretto ad andarsene. Gli U' augurie sono però
molto indulgenti e particolarmente benevoli con le belle fanciulle in età da
marito. Gli U' augurie sono parenti molto stretti dei Folletti Augurielli.
Yulin:
Folletto con le dimensioni
di un bambino di quattro anni. Ha il viso molto florido dall'espressione
allegra, ma solcato da profonde rughe che talvolta lo deformano
irrimediabilmente. Barba e capelli bianchi, corpo armonioso e molto muscoloso,
testa grossa rischiarata da un bel sorriso e da occhietti vividi. Vive in casa
sotto il fuoco del caminetto e si ciba di burro, cereali e formaggi rubati
durante le ore notturne nella dispensa. Buono e servizievole, tiene pulita la
canna fumaria del caminetto.
Zampa del Gal:
Creatura fatata che
risulta essere un incrocio tra un Elfo e un Folletto. Dimora nella Val di
Genova nei pressi di Trento.
Lo Zampa del Gal è un giovane di bell'aspetto ed è solito appostarsi
all'imbocco della sua valle ad aspettare il passaggio di fanciulle che cerca
immancabilmente di sedurre. L'unico segno che permette di riconoscere la sua
natura magica è la mano a forma di zampa di gallo a cui, con malinconia, non
riesce a dare un aspetto umano. Secondo alcune fonti pare che una creatura
simile allo Zampa del Gal, che era solita sedurre belle ragazze per poi farle
scomparire, risiedesse tra le Alpi Cozie.
Zuerghie:
Folletti che dimorano tra
i boschi della Val Formazza in provincia di Novara. Scivolare con slitte di
legno lungo i declivi innevati dei monti è il loro passatempo preferito. Non
è una specie violenta o maligna e, spesso e volentieri, aiutano i valligiani
nei lavori dei campi. Molti raccontano che una volta uno Zuerghie abbia
prestato servizio, come servitore, presso una nobile famiglia dell'Ossola.
Purtroppo però, un giorno, venne incolpato di aver insidiato la moglie del
padrone e, per vendetta, venne ucciso. Da allora gli Zuerghie sono diventati
molto più guardinghi nei confronti degli uomini e tali sono rimasti fino ai
giorni nostri.

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