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Sarebbe nascosta in Vaticano la macchina del tempo inventata da padre Pellegrino Ernetti La notizia ha del sensazionale: in Vaticano verrebbe tenuta gelosamente nascosta una macchina capace di vedere il passato, attraverso una sorta di televisore.
A rivelare la
scoperta è un libro "bomba" appena pubblicato in Francia, a Parigi,
dalle Edizioni Albin Michel: "Le noveau mystère du Vatican" (Il nuovo
mistero del Vaticano") del teologo francese padre Francois Brune. Brune
è un personaggio assai noto in Francia: professore di teologia, ha
pubblicato libri di notevole impegno, accolti sempre con grande
interesse anche dalla stampa laica. Il suo nome, come quello della casa
editrice, sono una garanzia di serietà scientifica e per questo il
volume che ha dedicato al cronovisore ha riaperto congetture e
discussioni infuocate, diventando una miscela esplosiva. Della sconvolgente
apparecchiatura aveva già parlato intorno agli anni '70 lo stesso padre
Ernetti in numerose interviste e pubblicazioni, e ai suoi allievi di
prepolifonia al Conservatorio Benedetto Marcello di Venezia. La scoperta
aveva suscitato un putiferio. Da una parte c'erano infatti sostenitori
entusiasti: se era possibile rivedere il passato, la macchina avrebbe
sciolto definitivamente tutti i dubbi restanti su eventi fondamentali
che avevano cambiato la storia del mondo. Poi improvvisamente
il benedettino si trincerò in un rigoroso silenzio, spiegando che aveva
ricevuto ordini in proposito dal Vaticano, l'interesse andò lentamente
scemando e dopo qualche anno della “macchina del tempo" non si parlò
più. Il volume dimostra
con dovizia di prove che il cronovisore è realmente esistito, anche se
l’argomento è, a detta dello stesso autore, ai limiti della
fantascienza.
che passano i secondi, nelle ore, nei giorni, nei mesi e negli anni della vita presente, lascia dietro di sé come una doppia scia, "visiva e sonora", poiché ogni uomo altro non è che energia visiva e sonora. «Tutta la nostra ''fisionomia" -spiega Ernetti nel saggio "Bibbia, teologia; magia e scienza" del 1987- è energia visiva che si sprigiona da noi, dalla nostra epidermide, e tutte le parole che noi diciamo sono energia sonora. Ora, ogni energia,
una volta emessa, non si distrugge più semmai si trasforma, però resta
eterna nello spazio aereo. Occorrono strumenti che captino queste
energie e le ricostruiscano in maniera tale da ridarci la persona o
l'evento storico ricercato: quindi noi avremo tutto il presente nel
tempo e nello spazio». Con il cronovisore, racconta Brune, il gruppo di
scienziati guidato dal monaco benedettino fece ricerche dapprima su
Mussolini, poi su Napoleone, quindi passò ad avvenimenti dell'età romana
e assistette alla rappresentazione di alcune famose tragedie. Di una di
queste, scritta da Quinto Ennio, che si intitolava "Thiestes" della
quale si conosceva solo qualche breve citazione, trascrisse l'intero
testo come venne recitato a Roma nel 169 a.C., durante i giochi pubblici
in onore di Apollo. Padre Ernetti raccontò a padre Brune di aver visto
anche tutto lo svolgimento della Passione, della morte e della
Resurrezione di Cristo. Nel suo libro Brune
afferma che la macchina, composta da tre gruppi di elementi, si trova
“sequestrata" in Vaticano. Padre Ernetti, spaventato dall'importanza
incredibile della sua scoperta, si era confidato con i propri superiori
e con le autorità vaticane C'era stata una riunione segreta con il papa
e poi, di comune accordo, la macchina era stata ritirata e nascosta in
Vaticano. A padre Ernetti era stato imposto di non fare più pubbliche
dichiarazioni su quell'argomento, ma non gli era stato proibito di
parlarne con gli amici in privato. E così aveva confidato tutto
all'amico teologo francese. Chi scrive ha
conosciuto personalmente padre Ernetti, era un sacerdote dotato di
grande carisma e umanità. Una persona semplice e onesta, tutta dedita ai
sudi studi sulla prepolifonia, sulla pneumofonia e all’attività di
esorcista della diocesi di Venezia, carica che ha ricoperto per quasi
trent'anni. Non mi ha mai parlato della macchina del tempo. Del resto
oggi nessuno ne sa più niente e tutta la vicenda ha assunto un aspetto
davvero misterioso. Forse il volume di Brune porterà finalmente alla
luce la realtà. Daniela Ghio - Il Gazzettino del 3 agosto 2002
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