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Maria non era semplicemente un nome ma un
titolo di distinzione, essendo una variazione di Miriam (il nome della
sorella di Mosè e Aronne). Le Miriam (Marie) partecipano a un ministero
formale all'interno di ordini spirituali. Mentre i "Mosè" guidavano gli
uomini nelle cerimonie liturgiche, le "Miriam" facevano altrettanto con
le donne.
Un ritratto molto bello
di Maria Maddalena ( o Maria di Magdala) è quello che ci riportano Anne
e Daniel Meurois-Givaudan dalle loro letture delle cronache dell’Akasha,
così ricca di amore e sapienza.
Ella è consapevole che solo le donne rappresentano un ponte permanente
fra il mondo delle forze vitali e il nostro, capaci di assorbire
dall’aria, ad ogni istante della vita, grandi quantità di energie
sottili e di orientarle, liberandosi ad ogni lunazione delle sue ceneri.
Il corpo di una donna più di ogni altro corpo può condensare forze
capaci di aprire la materia e di trasformarla, così la Maddalena nei
loro testi è anche una potente guaritrice dedita allo studio degli olii
e alla ricerca dell’olio sacro in grado di trasformare l’animo umano
aprendolo all’essenza dei Kristos.
La storia di Maria Maddalena ci racconta una vita da viandante: prima
-secondo alcuni- immersa in studi sacri presso gli esseni o al
sacerdozio di Iside, poi al seguito di Gesù di villaggio in villaggio,
poi nella predica in Palestina, quindi esule in Francia e ancora in
viaggio a predicare. Una donna che cammina sulla terra di luogo in
luogo, ma sa anche fermarsi a meditare (in una grotta in Francia si
ferma per anni, nutrendosi esclusivamente delle energie angeliche).
Maria di Magdala, prima fra gli apostoli, ci appare solenne
nell’incedere e negli abiti (la tunica nera, il manto rosso).
Nei secoli Maria Maddalena viene identificata inoltre con la peccatrice,
la prostituta che lava e unge i piedi di Gesù (e che, come vedremo, è
invece
un’altra donna) e in questo errore storico c’è qualcosa di
estremamente affascinante ed importante che appartiene alla Maddalena.
Si tratta della dimensione dell’autenticità assoluta, che apre lo spazio
del sacro. Non è tanto importante nella storia l’umile e bassa
condizione cui la prostituta appartiene, quanto la perfetta autenticità
ed integrità del suo gesto, che vien messa a confronto con il manierismo
degli altri discepoli.
È grazie a questa sua autenticità che alla Maddalena Gesù affida il suo
messaggio più importante (la buona novella e -secondo alcuni- il suo
insegnamento esoterico) ed è ancora in virtù di questa autenticità che
Maria Maddalena può essere il canale che connette la terra e il cielo,
il divino e il corporeo e apre la dimensione del sacro, della parola che
trasforma, del rito, della guarigione.
Qui di seguito troverete alcune notizie su Maria di Magdala raccolte
nella rete
Le tre Marie
Con l'espressione « questione delle tre Marie » la critica denomina il
problema dell'identità di tre donne che compaiono nei testi evangelici.
La Chiesa latina era solita accomunare nella liturgia le tre distinte
donne di cui parla il Vangelo e che la liturgia greca commemora
separatamente: Maria di Betania, sorella di Lazzaro e di Marta,
l'innominata peccatrice "cui molto è stato perdonato perché molto ha
amato" (Lc. 7, 36-50), e Maria Maddalena o di Magdala, l'ossessa
miracolata da Gesù, che ella seguì e assistette con le altre donne fino
alla crocifissione ed ebbe il privilegio di vedere risorto.
I versetti di Lc. 8, 1-3, dove si nomina Maria di Magdala come donna
guarita da Gesù, « dalla quale erano usciti sette demoni », si trovano
nel racconto di Luca subito dopo l'episodio della donna innominata (7,
36-50) che, entrata nella casa di Simone il fariseo, si avvicina a Gesù
e gli cosparge i piedi di olio profumato. Questo è l'unico riferimento
che l'evangelista fa a unzioni da parte di una donna nei confronti di
Gesù; Luca non rivela la sua identità, ma afferma solo che si tratta di
una « peccatrice ». L'episodio di un'unzione è presente anche in Marco
(14, 3-9) e Matteo (26, 6-13). 1 due racconti concordano nel porre
l'avvenimento a Betania, in casa di Simone il lebbroso, e nel riferire
l'unzione ad una donna senza indicarne il nome. In Giovanni (12, 1-8)
infine è narrata un'unzione che viene collocata sempre a Betania, senza
indicare in casa di chi,bensì nominando tra i presenti Marta e Lazzaro e
identificando in Maria la donna che unge Gesù.
Ora questi due brani sono concordemente ritenuti paralleli e relativi
allo stesso episodio. Nel quarto vangelo, in una sezione precedente, si
trova però anche questo riferimento: « Maria era quella che aveva
cosparso di olio profumato il Signore e gli aveva asciugato i piedi con
i suoi capelli; suo fratello Lazzaro era ammalato » (Gv.11,2).
In breve i problemi principali che questi testi pongono sono:
1) Gv. 11, 2 si riferisce all'unzione narrata poi in 12, 1-8 oppure a
quella narrata da Lc. 7, 36-50?
2) Si deve ritenere che ci sia stato un solo episodio di unzione oppure
due?
3) Chi è la donna senza nome di Lc. 7, 36-50?
4) Quale interpretazione dare circa l'espressione riferita a Maria di
Magdala “erano usciti sette demoni”?
Le possibili diverse risposte agli interrogativi hanno conseguenze
molteplici per le identità delle donne coinvolte. La risposta ai primi
due quesiti, nel senso che Gv. 11, 2 si riferisce allo stesso episodio
di Lc. 7, 36-50 di cui in tal modo viene attribuita a Giovanni la
conoscenza, porta a fare di Maria di Betania una sola persona con la
peccatrice di Lc. 7, 36-50. A tale risultato si perviene anche ritenendo
che Gesù sia stato oggetto di un'unica unzione: quella narrata in Gv.
12, 1-8 e in Lc. 7, 36-50. La risposta agli altri due problemi può
condurre, attraverso la connotazione del demonio quale causa di peccato,
a identificare Maria di Magdala, dalla quale secondo Lc. 8, 2 « erano
usciti sette demoni », con la peccatrice di Lc. 7, 36-50.
I procedimenti relativi alla problematica delle unzioni e alla
interpretazione dell'espressione « sette demoni », che di per sé
sarebbero separati e indipendenti, confluiscono perché la peccatrice è
figura comune ai due percorsi. Ne risulta una sintesi che conduce a
identificare Maria di Magdala con Maria di Betania e a fare di tre donne
una sola. Questo travisamento esegetico porta Maria di Magdala, la prima
donna nominata nel seguito di Gesù, a essere considerata una prostituta
e come tale ad essere ricordata per secoli nel culto, nella letteratura,
nell'arte. Questi percorsi di errata interpretazione dei testi si sono
sviluppati nell'arco della storia dell'esegesi forse a partire da
Girolamo che per primo fece l'accostamento tra il concetto di
possessione e quello di peccato.
In Oriente è stata mantenuta la distinzione, rilevabile anche dalle tre
diverse date in cui vengono celebrate le feste: peccatrice innominata di
Lc.7,36-50 il 31 marzo, Maria di Betania il 18 marzo, Maria di Magdala
il 22 luglio. La convinzione prevalente degli studiosi oggi è a favore
della distinzione.
Maria Maddalena evangelica
Maria chiamata Maddalena, dalla quale erano usciti sette demoni" (Lc.8,2)
è la prima donna del gruppo delle discepole itineranti con Gesù ad
essere nominata nel Vangelo di Luca. Sempre prima la ritroviamo nella
lista dei sinottici quando viene descritta la crocifissione e si nomina
la presenza del gruppo delle donne, fedeli seguaci del Nazareno fin
dalla predicazione sulle strade della Galilea, che assiste alla Passione
(Mc 15,40;Mt 27,56; Lc 23,49-55;24,10)
Nel racconto giovanneo la troviamo menzionata sotto la croce con
la"madre, la sorella di sua madre, Maria di Cleofa "(Gv 19,25). Se nelle
altre liste ha il privilegio di essere la prima, qui ha quello di essere
associata al gruppo delle parenti strette. Già dalla lettura di questi
primi testi biblici emergono elementi che indicano un primato di Maria
di Magdala nel gruppo. Essa è il solo nome ad essere comune a tutte le
liste: le altre donne ricordate cambiano, lei sola è presente in tutte
le fonti. Che questi dati suppongano anche un rapporto particolare e
privilegiato con Gesù è confermato dal seguito delle narrazioni
evangeliche.
La Maddalena è inconfondibilmente "presso la croce di Gesù", poi in
veglia amorosa "seduta di fronte al sepolcro", infine, all'alba del
nuovo giorno è la prima a recarsi di nuovo al sepolcro, dove ella rivede
e riconosce il Cristo risorto da morte. Alla Maddalena, in lacrime per
aver scorto il sepolcro vuoto e la grossa pietra ribaltata, Gesù si
rivolge chiamandola semplicemente per nome: "Maria!" e a lei affida
l'annuncio del grande mistero: "Va' a dire ai miei fratelli: io salgo al
Padre mio e Padre vostro, al mio Dio e vostro Dio".
E' di grande rilevanza che in un tempo nel quale la testimonianza delle
donne, e quindi la loro parola, non aveva valore giuridico, il Cristo
affidi il messaggio di resurrezione, a Maria di Magdala, facendo di lei
la prima mediatrice della Parola, del Logos incarnato, rendendola
apostola degli apostoli.
Il matrimonio di Maria e Gesù
Secondo alcuni studiosi (fra cui L. Gardner) la Maddalena fu la sposa
sacra di Gesù in pieno rispetto delle procedure del matrimonio ebraico
per i discendenti della sirpe di Davide e le nozze di Canaan (in cui
Gesù era lo sposo) sarebbero appunto il primo atto di tale matrimonio.
Da Maria e Gesù sarebbero nati, secondo tale tradizione, in cui
credevano anche i Catari, tre figli, dando luogo ad una dinastia che si
protrae nei secoli.
Maria Maddalena nella Gnosi
In alcune sette gnostiche tra il 2° e il 5°secolo dC, Maria Maddalena
giocava un ruolo simbolico molto importante. Si riteneva che per la sua
vicinanza con Gesù avesse ricevuto una rivelazione speciale da Lui e
conoscenze che in seguito Ella avrenbbe trasmesso agli altri discepoli.
Maria Maddalena era anche l’archetipo del sacerdozio femminile.
Vi è un gruppo di fonti gnostiche che afferma di aver ricevuto una
tradizione di insegnamenti segreti da Gesù tramite Giovanni e Maria
Maddalena. Una parte di tale rivelazione aveva a che vedere con il
concetto che il divino è sia maschile che femminile. Essi interpretarono
ciò nel senso simbolico e astratto in cui il divino consiste da una
parte dell’Ineffabile, del Profondo, del Padre Primo e dall’altra della
Grazia, del Silenzio, della Madre di ogni cosa.
Nel “Vangelo di Maria” si racconta di quando gli apostoli, spaventati e
disorientati dalla crocifissione, chiesero a Maria di infondere loro
coraggio parlando degli insegnamenti segreti trasmessi a lei da Gesù. La
Maddalena acconsentì e parlò loro fino a che Pietro, furioso, la
interruppe chiedendo: “davvero Egli ha parlato privatamente di queste
cose ad una donna e non apertamente con noi? Ci tocca ora davvero
ascoltare Lei? Gesù preferiva dunque lei a noi?” Maria replicò: “Stai
dicendo che dico cose che ho inventato io stessa o che sto mentendo a
proposito del mio Signore? A questo punto Levi intervenì dicendo
“Pietro, sei sempre stato impulsivo. Ora stai parlando con lei come con
un avversario. Se il Signore l’ha considerata degna, chi sei tu per
rifiutarla? Sicuramente il Signore l’ha conosciuta molto bene. E questa
è la ragone per cui l’ha amata più di noi.” Al che gli altri furono
d’accordo per accettare l’insegnamento di Maria e, incoraggiati dalle
sue parole, uscirono a predicare. Vangelo di Maria 17.18 - 18.15.
Maria Maddalena, la Francia e i Catari
Secondo alcune fonti Maria Maddalena morì nel 63 d.C, all'età di 60
anni, in quella che oggi è St.Baume, nella Francia meridionale. Il suo
esilio venne raccontato da Giovanni, nella "Rivelazione" (12:1-17), in
cui descrive Maria e suo figlio e narra della sua persecuzione, della
sua fuga e della caccia al resto del suo seme (i suoi discendenti)
condotta senza tregua dai Romani. Oltre a Maria Maddalena, fra gli
emigrati in Gallia nel 44 d.C, c'erano Marta e la sua serva Marcella.
C'erano anche l'apostolo Filippo, Maria Iacopa (moglie di Cleofa) e
Maria Salomè (Elena). Il luogo dove sbarcarono in Provenza era Ratis,
divenuto poi noto come Les Saintes Maries de la Mer.
Tra le fonti scritte sulla vita di Maria Maddalena in Francia troviamo
"La vita di Maria Maddalena", di Raban Maar (776-856), arcivescovo di
Magonza (Mainz) e abate di Fuld.
In Francia Maria Maddalena avrebbe continuato l’opera di predica e di
guarigione e trascorso lunghi anni in meditazione e in digliuno (nutrndosi
esclusiamente dell apresenza degli angeli) in una grotta.
Il culto più attivo della Maddalena s'insediò poi a Rennes-le-Chateau,
nella regione della Linguadoca. Ma anche altrove, in Francia, sorsero
molti santuari dedicati a S.te Marie de Madelaine, fra cui il luogo
della sepoltura a Saint Maximin-la-Sainte Baume, dove i monaci
dell'ordine di san Cassiano vegliarono sul suo sepolcro e tomba in
alabastro dall'inizio del 400. Un'altra importante sede del culto della
Maddalena fu Gellone, dove l'Accademia di Studi Giudaici fiorì durante
il IX° secolo. La chiesa a Rennes-le-Chateau fu consacrata a Maddalena
nel 1059 e nel 1096, l'anno della Prima Crociata, ebbe inizio la
costruzione della grande Basilica di santa Maria Maddalena a Vézelay.
Nel redigere la Costituzione dell'Ordine dei Cavalieri Templari nel
1128, san Bernardo menzionò specificatamente il dovere di "obbedienza a
Betania, il castello di Maria e Marta". E' quindi molto probabile che le
grandi cattedrali di "Notre Dame" in Europa, tutte sorte per volere dei
Cistercensi e dei Templari, fossero in realtà dedicate a Maria
Maddalena.
Nel 1209 un esercito papale di 30.000 soldati al comando di Simone di
Montfort calò sulla regione dela Linguadoca. Erano stati mandati a
sterminare la setta ascetica dei catari (i Puri) che, secondo il Papa e
Filippo II° di Francia, erano eretici. Il massacro, durato 35 anni,
costò decine di migliaia di vite umane e culminò con l'orrendo eccidio
al seminario di Montségur, dove oltre 200 ostaggi furono bruciati sul
rogo nel 1244. In termini religiosi la dottrina dei catari era
essenzialmente gnostica: erano persone dotate di grande spiritualità e
credevano che lo spirito fosse puro, ma che la materia fisica fosse
contaminata. Sebbene le loro convinzioni fossero poco ortodosse, il
timore del papa in realtà era causato da qualcosa di molto più
minaccioso. Si diceva che i catari fossero i custodi di un grande e
sacro tesoro, associato ad un'antica e fantastica conoscenza. La regione
della Linguadoca corrispondeva sostanzialmente a quello che era stato il
regno ebraico di Septimania nell'VIII° secolo, sotto il merovingio
Guglielmo de Gellone. Tutta la zona della Linguadoca e della Provenza
era impregnata delle antiche tradizioni di Lazzaro (Simone Zelota) e di
Maria Maddalena e gli abitanti consideravano Maria la "Madre del Graal"
del vero cristianesimo occidentale. Ai pari dei Templari, i catari erano
apertamente tolleranti verso la cultura ebraica e musulmana e
sostenevano anche l'uguaglianza dei sessi. Come livello di apprendimento
e di educazione, i catari erano tra i più colti nell'Europa di quel
periodo, permettendo uguale accesso all'istruzione ai ragazzi e alle
ragazze. Di tutti i culti religiosi nati in epoca medievale, il
catarismo era il meno minaccioso, ma la tradizione sviluppata in
Provenza, già dal I° secolo, sulla storia dei discendenti di Gesù alla
Chiesa romana non piaceva. Al pari dei Templari i catari non volevano
assolutamente sostenere la tesi che Gesù fosse morto sulla croce. Si
riteneva così che possedessero sufficienti informazioni attendibili per
smentire clamorosamente la storia della crocifissione. C'era soltanto
una soluzione per un regime disperato che aveva paura di perdere
credibilità. Dalla Chiesa di Roma fu impartito un ordine: "Uccideteli
tutti".
La Maddalena medioevale
Dal Medioevo si afferma la figura della Maddalena come contro-eroina in
un mondo di oppressione maschile.
Ella era ammirata come
- la donna che fu la prima testimone della resurrezione
- la donna che insegnava agli apostoli quando questi si distraevano
- la donna che predicava - in un momento in cui alle done era vietato
predicare;
- la donna che sconfisse l’opposizione maschile.
La devozione alla Maddalena cominciò a diffondersi. La troviamo in
statue, dipinti, fregi, pannelli dell’altare e illustrazioni dei
manoscritti. Era usualmente rappresentata o al momento di ricevere
l’incarico da Gesù o mentre predicava alle folle.
Si diffuse in tutta europa il racconto del suo arrivo in Francia
attraverso la “Legenda Aurea”, un testo del XIII° secolo sulle vite dei
santi che veniva letto in ogni chiesa e monastero.
Iconografia di Maria Maddalena
Nell'iconografia classica Maria Maddalena veste di nero e porta un
mantello rosso, oppure, come appare in molti dipinti, sotto la tunica
nera ne indossa una rossa, segno della sua dignità sacerdotale.
Probabilmente, come Gesù, ella apparteneva alla prisca setta dei Nazirei.
Nazireo deriva da " Netzah " figura associata alla lunare Iside egizia e
gli appartenenti alla setta vestivano tuniche nere. Maddalena trova la
sua etimologia in Magdalha, "Torre", e proprio Maria Maddalena spesso
veniva indicata dai Templari come Madre del Graal e sposa del Messia. Da
questi i simboli si intuisce anche un legame fra il culto di Maria
Maddalena e le celebri Madonne Nere, presenti non a caso soprattutto in
Francia.
Altri attributi iconografici di Maria Maddalena:
Il Vaso - Il Teschio - Il Cilicio o la Sferza - La Croce - Il Libro - La
Stuoia - Lo Specchio rotto - I Capelli Lunghi - La Nudità - Le Gioie
disprezzate collana di perle rotta - Le Radici amare - La Grotta - Gli
Angeli
Un miracolo di Maria Maddalena
Dal momento che Maria Maddalena rappresentava la prostituta sacra, ella
era la mediatrice fra il mondo del divino e il mondo umano e ci sono
diversi miti in cui si parla della capacità di Maria Maddalena di
operare miracoli. In uno di essi si racconta di quando per prima ella
vide e comunicò di aver visto Gesù risorto. Mentre correva a raccontarlo
agli altri discepoli, ella incontrò Ponzio Pilato e gli disse della
meravigliosa notizia. “Provalo!” rispose Pilato. In quel momento stava
passando una donna con un cestino di uova e Maria Maddalena ne prese uno
in mano. Come lo mostrò a Pilato, l’uovo divenne di colore rosso
brillante.
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