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La cattedrale di
Chartres fu costruita negli anni successivi al ritorno dei
Templari dalle Crociate nel 1128.
Nello stesso luogo furono edificati in precedenza altri 5
edifici sacri: il primo edificio fu distrutto da un incendio
appiccato nel 743 dal Duca di Aquitania; il secondo fu incendiato dai
Danesi nell’858; il terzo e il quarto furono anch’essi distrutti dal
fuoco rispettivamente nel 962 e nel 1020; in seguito fu costruita la
prima cattedrale, distrutta anch’essa da un incendio nel 1194.
Oggi possiamo ammirare la meravigliosa Cattedrale di Chartres, che è
una delle costruzioni più misteriose del mondo.Sul
luogo dove sorge la Cattedrale, circa 4.000 anni fa i
costruttori dei cerchi megalitici del tipo di Stonehenge avevano eretto
un dolmen e un pozzo all’interno di un
tumulo di terra.
Si pensava che un punto sotto la costruzione fosse fonte di
energia emanante dalla terra. Queste correnti telluriche
montavano e si affievolivano a seconda delle stagioni, e rivitalizzavano
chiunque ne venisse in contatto.
Fu così che il tumulo, il pozzo e il dolmen cominciarono ad essere
venerati come suolo sacro.
Più tardi i Druidi fondarono un collegio a Chartres, e
la località divenne un centro di insegnamento druidico.
Il tumulo e il dolmen acquistarono nuovo significato: quando una
visione profetica informò i sacerdoti che una vergine stava per
dare alla luce un bambino, essi intagliarono nel tronco di un pero
un’immagine della fanciulla con l’infante seduto sulle ginocchia. Dopo
di che collocarono la statua accanto al pozzo e alla fonte di
energia all’interno dei dolmen, e la battezzarono ‘Vergine
Sotterranea’.
L’iscrizione venne modificata più tardi in ‘Virgini pariturae’,
ossia la Vergine che partorirà un bambino.
Allorché i primi cristiani
giunsero a Chartres, nel II secolo, videro la scultura della
Vergine, ormai annerita dal tempo e situata in una grotta, e la
adorarono come la Vergine Nera.
La chiesa che costruirono sul luogo venne consacrata alla
Madonna, come tutte le altre chiese e cattedrali erette
successivamente. La nicchia fu detta ‘Grotta dei Druidi’
e venne inglobata nella cripta della chiesa, e, per ragioni che
ignoriamo, il pozzo accanto ad essa venne denominato ‘Pozzo dei
Forti’.
Sul luogo sorsero successivamente sei chiese; le prime
cinque furono distrutte da incendi, come abbiamo visto nell'introduzione,
ma ogni volta ne veniva eretta una nuova a testimonianza della
fede e della sconfinata energia di pellegrini,
cittadini, costruttori ed architetti.
La costruzione della sesta e ultima
chiesa, la cattedrale gotica odierna, è avvolta nel mistero.
Non esiste infatti alcun resoconto esauriente della progettazione o
dell’edificazione di uno dei massimi capolavori architettonici
del mondo.
Dove furono attinte le conoscenze indispensabili alla costruzione?
Da varie informazioni frammentarie si delinea una vicenda assai
singolare.
La storia ha inizio con Bernardo di Chiaravalle,
fondatore dell’ordine monacale dei cistercensi, che ispirò nove
cavalieri di Francia ad abbandonare i loro possedimenti mondani e ad
andare in cerca dei segreti che si riteneva giacessero
sepolti nel sancta sanctorum, sotto le rovine del Tempio di
Salomone a Gerusalemme.
I nove, che passarono alla storia come i Templari,
trascorsero quasi dieci anni in Terra Santa, facendo ritorno in Francia
nel 1128 altrettanto misteriosamente come ne erano
partiti.
L’architettura gotica cominciò a
fiorire proprio in quell’epoca, ma nessuno sa dove e come
venne gettato il primo seme di questo stile.
Forse i Templari
scoprirono la chiave di qualche arcana conoscenza?
Ritornarono in Francia serbando segreti che tradussero
in pratica con l’aiuto dei cistercensi?
Lo stile gotico, di cui Chartres rappresenta una delle espressioni più
sublimi, fu il diretto risultato della loro ricerca?
Sull’argomento sono state presentate tesi controverse,
a favore e contrarie, ma la verità continua a sfuggirci. E possibile che
i Templari abbiano disseppellito i resti dell’Arca dell’Alleanza
di Mosè o i segreti in essa racchiusi, la Legge Divina che
governa il Numero, il Peso e la Misura?
Se ne fossero stati effettivamente a conoscenza, i migliori studiosi
dell’ordine cistercense avrebbero dovuto dedicare molti anni a
decifrare e analizzare
questi segreti e a distillarne i
principi di geometria sacra che vi sono contenuti in codice.
Qualunque sia stata la natura della scoperta, sembra certo che quando un
incendio distrusse nel 1194 gran parte della prima cattedrale
di Chartres (ma non la tunica della Vergine), i cistercensi
ne sapevano abbastanza da applicare in pratica i principi di ingegneria
sacra.
In soli trent’anni,
muratori, vetrai, scultori, geometri, astronomi e altri esperti e
artigiani riuscirono a creare un santuario così straordinario
che solo pochi entrando non ne restano commossi: le proporzioni,
l‘orientamento, la posizione e il simbolismo, tutto è stato concepito
per risvegliare la psiche e ritemprare lo spirito.
Il sacro centro della cattedrale cade tra la seconda e
la terza campata del coro e coincide con l’ubicazione dell’altare
originario, sistemato altrove nel XVI secolo.
Il livello dell’acqua del pozzo è a circa 37 m di
profondità sotto quel punto.
Sopra di esso, alla stessa distanza, torreggia il pinnacolo della
volta gotica dove le ogive incrociate, gli archi
appuntiti caratteristici dell’architettura gotica, sono così
perfettamente proporzionate da dare l’impressione di non reggere
alcun peso.
La venerata cattedrale è un centro
di azione spirituale. Si dice che abbia il potere di trasformare gli
uomini, di farli assurgere a uno stato spirituale più elevato, proprio
come gli alchimisti trasmuterebbero il vile metallo in oro. Giunti alla
Grande Porta Ovest, ossia alla soglia della cattedrale, alcuni
pellegrini scoprono di aver assunto una positura più eretta, con il capo
sollevato. Pare infatti che la struttura interna della chiesa produca
sul corpo un tangibile effetto di innalzamento, quasi a preparano a
ricevere le emanazioni telluriche dal basso e l’ispirazione divina
dall’alto. Louis Charpentier, il ricercatore francese che indaga sui
misteri di Chartres, afferma che “dal punto di vista fisiologico, le
correnti, telluriche o di altro genere, possono penetrare nell’uomo solo
attraverso una colonna vertebrale diritta e verticale. L’uomo può
innalzarsi di stato solo mantenendosi ben ritto”.
Il pellegrino avanzava
senza scarpe lungo la navata fino al labirinto largo 13 m
iscritto nelle lastre del pavimento.
Danzando in tondo fino a raggiungerne il centro, un rituale che ricorre
spesso nelle quattro fiere annuali tenute in onore della Vergine, il
devoto diventava sempre più sensibile all’energia accumulata nel
vasto spazio della cattedrale.
Nella sua progressione verso il punto mediano, dove i transetti
incrociano la navata, si riteneva che il devoto fosse investito dalla
forza alchemica dell’intensa luce che traspariva dai tre rosoni
a vetri colorati.
Se avvertiva pienamente il fascino solenne della cattedrale, voleva dire
che i suoi sensi avevano colto tutte le
proporzioni musicali e geometriche e tutti i
numeri e le linee espressi
dall’interno dell’edificio.
Scopo del visitatore infatti non era tanto adorare la Vergine Maria o
inginocchiarsi in segno di ossequio, quanto attingere tramite la Madonna
a una maggiore consapevolezza, ricaricarsi di
energia spirituale e ritemprare la sua anima.
Il grande lastrone rettangolare è
posto di traverso sul pavimento dell’ala ovest del transetto sud.
Nessuno sa perché sia lì, nessuno sa quale sia la sua
funzione.
Ma a mezzogiorno del solstizio d’estate viene
illuminato da un raggio di sole che filtra attraverso il vetro
trasparente della finestra a pannelli decorati colorati di Sant’Apollinare
(oggi, con gli spostamenti astronomici ciclici e con l’ora legale ciò
accade verso le 14).
Tutto ciò da quasi 900 anni. La pianta della Cattedrale inoltre è stata
concepita su precise regole matematiche derivanti dalla
regola del Numero Aureo (1,618): le distanze tra le
varie istallazioni interne (colonne, transetti, il coro, ma anche della
navata stessa) sono tutte multiplo del Numero Aureo.
Ma cosa c’era nelle intenzioni dell’architetto, del vetraio, del
tagliapietre e dell’astronomo? Possiamo fare delle soltanto delle
congetture, nulla più, e anche piuttosto banali: un calendario
astrale per segnare ogni l’inizio dell’estate?
Parrebbe la soluzione più plausibile. Ma in un contesto come quello
della Cattedrale di Chartres nulla è immediato, chiaro
e scontato.
Probabilmente dovremo accontentarci di questa superficiale ma
logica interpretazione, non abbiamo altri elementi che ci
aiutino a scoprire la realtà.
Se di realtà possiamo parlare per la Cattedrale di Chartres.
Al centro della navata c’è lo
schema di un labirinto, il cui tracciato è lungo 262 metri,
simbolo del tortuoso cammino che intraprende il fedele che intende
raggiungere la conoscenza.
Un tempo, ma succede ancora oggi, il labirinto veniva percorso
in ginocchio dai pellegrini per ottenere dalle autorità
ecclesiastiche indulgenze.
In alcune epoche aveva addirittura lo stesso valore spirituale di un
viaggio in Terra Santa.
Ancora oggi, come già accennato, i pellegrini percorrono a piedi nudi il
tracciato del labirinto durante le celebrazioni in onore della Vergine.
All’interno della chiesa troviamo
simboli esoterici ovunque, rappresentazioni allegoriche
della morte e della vita ricoprono i capitelli e le colonne di tutta la
Cattedrale.
Inoltre troviamo simboli della peste, della carestia, di animali feroci
(leoni, serpenti, draghi). Un vero e proprio pozzo di simbolismi
che richiamano violentemente l’attenzione di coloro che sono
per natura sensibili alla scienza esoterica: la struttura e la posizione
stessa della Cattedrale sono un
capolavoro di esoterismo
applicato all’architettura.
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