tratto da HIRAM, n.5-6,
Dicembre 1982 – Ed. Soc. Erasmo, Roma
Sovente chi si accosta allo studio
dell'Alchimia ne riceve un vero e proprio impatto negativo e
scoraggiante; tutto ciò a causa di espressioni astruse o contraddittorie
che caratterizzano questa Tradizione e che valsero dure critiche
(francamente le argomentazioni che possono essere sollevate a carico
dell'Alchimia sono molte, e non a torto) già nel passato, come dimostra
lo scritto di Sebastian Brant, vissuto tra il XV ed il XVI secolo, che
così si esprimeva valutando l'argomento:
"E qui per non dimenticare
la brutta menzogna dell'Alchimia
che evoca argento ed oro
previamente nascosti nella mazza per mescolare;
E’ tutto trucco e ciurmeria.
Ve ne mostrano come prova un blocco
e tosto, vedete, ne esce un rospo!
Questa cecità scaccia di casa
colui che sedeva comodo e caldo;
ha rimpiazzato con le sue ricchezze l'alambicco
ed ora non ha che polvere e ceneri-
Ed alla fine perde anche il senno.
Molti uomini sono finiti così,
e nessuno ha raggiunto la ricchezza,
perchè Aristotele dichiara:
"La forma delle cose non si muterà mai."
Ancora prima, tra il XIV ed il XV
secolo, Geoffrey Chaucer prendendo di mira gli alchimisti scriveva:
"Promettono di rivoltare
tutta la terra tra Southwark e Canterburie,
e di pavimentarla d'argento e d'oro...
ma non concludono mai nulla,
d illudono molta gente,
E dissipano rapidamente ogni avere,
ed alla fine si riducono a mendicare,
e con quest'arte non riescono a nulla, e
si vuotano la borsa ed il cervello."
Non sono, questi, che due esempi
dei molti scritti. Nè mancarono dipinti ed incisioni volti a
rappresentare, anche visivamente, il dissenso mordente sul medesimo
argomento.
lo stesso, che pure credo
profondamente nella Tradizione alchemica, rimasi assai perplesso, al mio
primo approccio con l'Alchimia, di fronte ad espressioni come "Solfo,
Mercurio e Sale sono i tre che compongono l’uomo". Oppure: "Il Fuoco
contenuto nell'Acqua". Non posso quindi negare che la prima impressione
che ne riportai mi stava sospingendo ad occuparmi d'altro:"Tutte bugie -
pensai - buone solo per gli illusi!" Ma fu proprio il termine "bugie"
che mi fermò in tempo: quelle "bugieche hanno le gambe corte", come recita
il
proverbio. E come mai, invece, queste
bugie si
presentavano con le gambe lunghe come i secoli? E se si fosse trattato,
al contrario, di critiche ed impressioni dalla vista corta? Ecco
un'ipotesi sulla quale val ben la pena meditare.
Gli Alchimisti sostengono da
sempre che l'Opera di trasmutazione del Piombo in Oro parte dalla PRIMA
MATERIA.
Questa espressione astrusa può
cominciare ad essere accettabile al buon senso se la si suppone
volutamente "ermetica". Lo fa intuire chiaramente Paracelso allorchè,
in proposito, scrve:"E’ manifesto a tutti gli uomini che i poveri ne
hanno più dei ricchi. La gente ne scarta la parte buona e ne conserva
la cattiva. E’ visibile ed è invisibile, ed i bambini giocano con essa
per la strada..." Basta riflettere un momento: che cosa usano i
bambini nei loro giochi se non la "semplicità"? Non sono forse i
ricchi proclivi a fuggire la semplicità? E non è forse vero che è la
"condizione di primordiale semplicità", la "naturalezza dell'essere
che la gente getta per l'essere artefatto? E non è talmente evidente
da essere visibile e talmente nota da non essere più scorta?
Questa ipotesi prende maggiore
evidenza a proposito dei bambini. Si legge infatti in Matteo
(11.25-26):
"In quel tempo Gesù prese a dire:
Io Ti rendo lode, o Padre... perchè hai nascosto queste cose ai savi ed
agli intelligenti, e le hai rivelate ai piccoli fanciulli." Ed ancora in
Marco (10.
15-16): "In
verità io vi dico che chiunque non avrà ricevuto il Regno di Dio come un
piccolo fanciullo, non entrerà punto in esso".
Ecco l'accostamento: regno di Dio
- fanciulli - semplicità primordiale - primitivo stato dell'essere -
puro esistere -MATERIA PRIMA. E se così non fosse, se questo ed altre
cose ancora celate nei simboli e nelle allegorie alchemiche non avesse
voluto significare la sapienza di Ermete, Lattanzio non avrebbe
esclamato, nel III secolo: "Herrnes (Trismegistus) ha trovato, non so
come, quasi tutta la verità".
L'insegnamento alchemico, dunque,
affermando che il lavoro di trasmutazione del Piombo in Oro deve partire
dall'estrazione della MATERIA PRIMA, intende significare che la prima
operazione per conquistare il Regno dei Cieli consiste nel trovare in
noi stessi la "condizione primordiale della esistenza". Condizione,
questa, più evidente nei fanciulli e citabile, quindi, quale sicuro
esempio e riferimento.
A questo punto ci si potrebbe
chiedere come mai la Tradizione alchemica abbia sentito la necessità di
ricoprirsi di tanto ermetismo, di occultarsi con tanta cura, rischiando
il discredito e la calunnia. E perchè, poi, gli alchimisti conoscendo
ciò che agli altri era ignoto invece di diffonderlo, di spiegarlo, lo
occultavano rendendone ostica la comprensione?
Il perchè lo ricorda il Libro
della Sacra Legge dove leggiamo (Matteo, 13.10-13):"Allora i discepoli,
accostatisi, gli dissero: Perchè parli loro in parabole? Ed egli rispose
loro: Perchè a voi è dato di conoscere il mistero del Regno dei Cieli;
ma a loro non è dato. Perchè a chiunque ha, sarà dato, e sarà
nell'abbondanza; ma a chiunque non ha, sarà tolto anche quello che ha.
Perciò parlo loro in parabole, perchè, vedendo, non vedono; e udendo,
non odono e non intendono.
Due sono le Vie, e bene lo
sappiamo noi iniziati: una "lunga" ed una "breve";una "profana- ed una
"iniziatica". Riveliamo noi forse i nostri misteri al mondo profano?
All'umanità, per il cui Bene e Progresso tuttavia lavoriamo?
Infine, v'è, in tutto ciò, un
profondo senso di rispetto verso la natura degli altri; natura che deve
seguire i suoi ritmi senza turbative, senza forzature: solo chi ha
orecchie per intendere può intendere, senza traumi, tra i simboli, tra
le allegorie, nelle parabole. V'è un tempo per tutto, una stagione per
ogni frutto: ogni stagione chiama il suo frutto, non gli altri. E la
Natura tutti li custodisce nel suo grembo.
Si è, dunque, chiarito che le
mutazioni delle quali si occupa l'Alchimia non sono operazioni volte al
mutamento dei metalli, ma operazioni che hanno per oggetto l'UOMO:questo e
soltanto questo esse tendono a mutare, dallo stato plumbeo dell’egoità a
quello aureo dell'universalità.
Questo il fine della Tradizione
Alchemica che è anche un messaggio per coloro che avendo orecchie per
intendere, intendano. Si tratta di un messaggio di "autonomia", di
liberazione da ogni sorta di dipendenza e che potrebbe risuonare in
questi termini: "Rialzati, Gigante in sonno, e riconosciti in quell'Immane
che adori nei tuoi sogni."
Dobbiamo ora chiarire la
simbologia alchemica, cioè capire su quali principi e concetti essa si
fonda.
Dal CAOS fu tratto l'ORDINE, ossia
un insieme armonico e definito. Ma cos'è il Caos? Si tratta di una
situazione letteralmente di "confusione" nella quale le cose (per così
dire) sono "fuse insieme" come in un crogiuolo. Caos è anche "non
manifestazione","principio-non-in-atto","possibilità potenziale non
espressa". E ciò che nel pensiero Induista è detto "il Brahrnan","l'Immanifesto",
l'Origine di tutto ciò che esiste: impensabile ed indicibile, Esso si
pone oltre l’"Essere" ed il "Non-Essere".
La Tradizione alchemica gli
attribuisce moltissimi nomi, ma il significato non cambia: Notte,
Matrice, Acqua mercurio, Materia indifferenziata, Veleno, Vipera, Aceto
filosofale, Materia prima, Abisso, Albero, Madre, Solvente universale,
Donna; tutti stanno ad indicare il Caos. Una delle espressione definenti
il Caos, l’"Albero", la troviamo con carattere di universalità, in
moltissimi miti a cominciare da quello biblico relativo alla caduta di
Adamo. La troviamo anche nei classici dell'India, come nei Veda, nelle
Upanishad dove appare come "Albero del Mondo", a volte capovolto per
significare che in alto, ossia in "cielo", affonda le sue radici e trae
origine la sua forza, mentre in basso, cioè nel Mondo, si presentano i
suoi frutti manifesti.
Secondo la Tradizione indiana
dall'Albero del Mondo stilla il "soma", o "Amrtà", bevanda d'immortalità
che illumina e dà conoscenza; ma allo stesso tempo, tra le fronde
dell'Albero, si cela Yama che è tanto il dio della morte, quanto il
signore dello "stato primordiale", di ciò che è oltre la Manifestazione,
quindi YAMA E’ DIO IMMANIFESTO DI SE STESSO. In tutto ciò v'é un punto
molto interessante che troviamo anche in altre Tradizioni, compresa -
ben inteso - quella alchemica, e cioè: nello stesso elemento, l'Albero,
si fondono due aspetti, l'uno relativo a concetti d'immortalità e di
conoscenza, l'altro ad idee di morte e distruzione. A volte il pericolo
mortale, celato tra le fronde dell'Albero, è il Serpente, o il Dragone.
Gli alchimisti, ad esempio, fanno chiaro riferimento a ciò definendo il
Caos, come già detto, anche con i termini di "Veleno",
"Vipera","Solvente universale".
Questo è il Caos.
Esso è "femminile", cioè
caratterizzato dalla passività, dalla tendenza a non manifestarsi, a non
individuarsi, a non conoscersi, a mantenersi come possibilità, ad
esistere in potenza e non in atto. Tuttavia esso contiene tutte le
possibilità:, anche quella di mutarsi in atto, al fine di conoscersi. La
mitologia greca riferisce di questo Dio primordiale - Saturno - che
divorava la propria progenie, il frutto di se stesso. Ecco la tendenza
alla "non manifestazione"; tendenza che emerge anche dalla figura del
serpente UROBOROS che attacca se stesso e si divora. Sempre rifacendosi
al mito ellenico di Saturno, sappiamo che uno dei suoi figli, Zeus,
sottratto alle fameliche fauci del padre, lo "uccide", ne assume il
regno e si congiunge con la madre Rhea. Qui tutto preannuncia un
mutamento dello stato primordiale: un principio, insito nel medesimo
Tutto, prevale sulla condizione di stasi vincendola (uccisione del padre
Saturno) e dominando -conoscendola - la forza universale (congiunzione
con la madre Rhea, allegoria dell "' incesto filosofale").
Si determina così l'UNO, manifesto
a sè stesso, trionfatore di sè stesso. Egli è l'AUTOGENO, generatore di
sè stesso e più di sè stesso antico.
Il segno designato dagli
alchimisti a simboleggiare il Caos, il Tutto - il cerchio ¡ - viene
arricchito di un punto centrale
¤
per indicare l'UNO
manifesto. Ma non solo (e questo è
importantissimo): tale segno indica anche la perfetta UNITA’ tra l'UNO e
il TUTTO. Importante è rendersi conto che questa UNITA non è "unione" la
più perfetta di substanzialità estranee, sebbene equilibrate. Le
espressioni "padre", "madre", "figlio" sono solamente espressioni umane,
adottate onde definire, per nostro uso ed a causa della nostra
limitatezza, una Realtà che è UNITA’ per sua propria natura.Si legge in proposito nel "Trionfoermetico":
"Si uccide da sè, poi da sè si risuscita. Sposa di sè stessa, impregna
sè stessa, si risolve da sè stessa nel suo proprio sangue".
Nel momento in cui l'Uno,
potenzialmente contenuto nel Tutto, prevarica il Tutto e si manifesta,
nella natura del Caossi determinano due "poli" o principi
di opposte tendenze: uno avrà carattere di fissità, di stabilità e verrà
indicato con il geroglifico del Sole
¤ , l'altro si
distinguerà per mutevolezza e gli corrisponderà il simbolo femminile
della Luna.ƒ
Quindi, a questo punto è possibile presentare un
primo schema riassuntivo. di quanto esposto.
Per quanto concerne le due
possibilità contenute rispettivamente nei relativi principi Sole
, Luna
, ricordiamo solo di sfuggita il simbolo cinese Yin-Yang
nel quale le due polarità opposte "ma non antagoniste" coesistono in
perfetto equilibrio di forze. Nel momento in cui l'equilibrio si rompe
ed un principio prevale sull'altro, ecco che si determina il "moto",il
"divenire". In una parola: la Manifestazione.
Dunque il Serpente UROBOROS
si
sdoppia e, così sdoppiato, si oppone a se stesso.
E’ il conflitto tra due tendenze,
tra due direzioni di cui una cerca di involversi indefinitamente in sè
stessa, mentre l'altra protende ad evolversi definitamente in sè stessa.
E’ la così detta "coppia degli opposti" che caratterizza tutta la
manifestazione ad ogni livello; è la binarietà di ciò che si è reso
palese, esterno eppure contenuto, avversario ed alleato a sè medesimo.
Lo stesso accade nella figura della Trimurti indiana dove il manifesto
Brahma possiede due aspetti, due polarità peculiarissime ed INSITE NELLA
SUA NATURA, e cioè: Shiva e Vishnu.
Mentre Shiva è l'aspetto
antagonista alla manifestazione, ossia la possibilità del Dio di
distruggere ciò che ha creato, di riassorbirlo nell'Origine, Vishnu è il
conservatore, l'amorevole custode di quanto è venuto in essere. La
medesima osservazione può esser fatta a proposito di Osiride intorno al
quale si muovono le due figure, antagoniste per eccellenza, di Horus il
radioso e di Seth il tenebroso. Ma il carattere di bipolarità accennato,
lungi dal costituire una separazione del Principio, rappresenta al
contrario una NECESSITA’ FUNZIONALE DELLA MANIFESTAZIONESTESSA.
Ciò detto, poniamo in evidenza
alcuni aspetti di fondo dei due principi differenziati e che la
Tradizione alchemica definisce Luna e Sole.
Accennando al segno cinese del
Tutto, definito YinYlang
, abbiamo detto che esso significa il Caos, cioè il Tutto non manifesto.
Abbiamo anche detto che la sua non manifestazione, ossia la non
differenziazione dei due principi - è dovuto al perfetto stato di
equilibrio dei contrari recanti - sia qui aggiunto -ognuno il seme del
principio contrario, ma non - lo si ricordi sempre - antagonista;
infatti i due principi ricordati sono considerati dal pensiero cinese
come generatori potenziali l'uno dell'altro.
Allorchè si determina la
differenziazione per la rottura dell'equilibrio nello Yin-Yang, ossia
nel rapporto tra la tendenza alla "non-differenziazione" e quella
portata alla "differenziazione", si possono avere due casi, e cioè: o la
Luna domina il Sole, o il Sole domina la Luna, come dallo schema che
segue.
=
Primo caso:
La Luna domina il Sole.
E' la legge del
"divenire",il "Karma" degli Induisti. Questa situazione è detta delle
ACQUE FLUENTI, cioè delle forze allo stato selvaggio. t anche la
ricerca, il percorso, gli stadi che devono essere attraversati, le
mutazioni verso l'individuazione.
=
Secondo caso:
Il Sole domina la Luna.
E’ l'Opera IMMUTABILE E COMPIUTA.
Questa situazione è
detta delle ACQUE GELATE, cioè delle forze fissate dal Sole. In una
parola: NDIVIDUAZIONE, o Pietra Filosofale.
Potremmo anche riassumere quanto precede ancor
più sinteticamente nel seguente modo:
facendolo seguire da una
dichiarazione che gli alchimisti hanno fatto giungere fino a noi,
attraverso i tempi.
Eccola: "Il fine dell'arte nostra
preciosa è nascosto... i nostri elementi sono invisibili, non quelli che
il volgo conosce".
Fino a questo punto ci siamo
occupati della DUALITA’ per il cui tramite la Manifestazione si
trasforma da potenzialità in atto.
E’ ora il momento di occuparci
della TRIADE, cioè del TERZO aspetto della Manifestazione.
Si è detto che l'INSTABILITA’, e
quindi tutto ciò che è "brama" e -"godimento-, ", è assimilato alle
ACQUE DISCENDENTI o FLUENTI, IRROMPENTI: queste vengono rappresentate
dal geroglifico
. Il suo contrario, cioè la FISSITA’, la STABILITA’, il DURATURO, il
REALE, è indicato dal geroglifico
, principio del Fuoco ascendente, assimilabile al Sole.
Il segno
, considerato "ferriminile", unito a quello delFuoco
"maschile", produce il risultato di quella che può essere definita come
una equazione simbolica: il segno che rappresenta la Terra, elemento
fisso
E’ il così detto e riconosciuto Sigillo di Salomone.
Considerando ancora i due principi
come "femmina " e "maschio ", è possibile un'analogia interessante con
altri due regni, e cioè:
= ¾ e
= ½ . L'orizzontale femminile unita con la verticale maschile porta alla
generazione di un nuovo regno, risultato dalla congiunzione dei due:
la
Croce.
Anticipando un concetto alchemico
che troveremo più oltre, diremo che l'ideogramma del Sale
nasce
dall'unione del regno della Materia prima indifferenziata
con la orizzontale femminile
¾
il cui insieme suggerisce il senso di ciò che è "corporeo", di ciò che è
"imprigionato"; il cadavere ermetico, cioè l'umana prigione: il corpo
umano, creatura terragna.
In sintesi, quindi, ecco ancora una triade formata da
Sole-Fuoco
; Luna-Acqua
; Terra-Sale;
LA TRIADE METAFISICA
Come il Binario, o DIADE, ha
generato simbolicamente la TRIADE, così lo stesso BINARIO, unito al
segno femminile ¾ della orizzontale, unito al segno
- le Acque fluenti - ed al segno
il Fuoco ascendente ¾ ci porterà al QUATERNARIO:
dei quali due principali (ACQUA e
FUOCO) e due derivati (TERRA e ARIA) che possono anche essere
identificati con i bracci della Croce.
In questo caso parliamo di "Croce
degli Elementi" il cui punto di intersezione - unione dei quattro
Elementi - genera la Quintessenza, principio di Vita.
Questo regno, la Croce,
, nella Tradizione alchemica ben di rado appare rappresentato da solo;
infatti esso è associato ad altri simboli a dar loro un significato
specifico. Per esempio, associato al simbolo dell'Elemento Fuoco
dà
,.
che viene a rappresentare il Solfo. Il suo significato è di principio
ancora in stato d'impurità poichè vincolato dagli Elementi del
Quaternario terrestre.
Lo stesso dicasi per il simbolo
del Mercurio terrestre, simboleggiato dal geroglifico
dove la lettura sarà: i quattro Elementi
generati dall'indifferenziato Tutto
giacciono ancora sotto il dominio della Luna
principio instabile del divenire.
Più dettagliatamente rappresentando:
Esiste un'enunciazione ermetica
che, sunteggiando il contenuto della Tavola Smeralgdina, afferma:"Tutto
ciò che il Macrocosmo ha, anche l'uomo lo possiede".
Poichè nell'Universo Solfo
Mercurio
e
Sale
rappresentano
il cosidetto TRIMUNDIO, predetto Trimundio si manifesta anche nell'uomo
che è a sua volta un Microcosmo, un universo in miniatura.
Perciò avremo le seguenti corrispondenti:
Questo "trimundio" presentato come
costituente l'uomo ha bisogno di una spiegazione. Mi riferisco in
particolare al termine SPIRITO rappresentato dal Mercurio ; quì per
"spirito" gli alchimisti intendono L'INSIEME DELLE FORZE VITALI LE QUALI
COSTITUISCONO UNA DIMENSIONE INTERMEDIA TRA IL CORPOREO E L'INCORPOREO.
Tali forze, o energie "psicovitali", sono la "vita",ossia il principio
energetico animatore della forma. Lo "spirito", nel senso sottolineato,
corrisponde al Ka
¾ il doppio ¾
della Tradizione egizia, all’"ob" dell'esoterismo ebraico, al "corpo
sottile" ed al "prana" della Tradizione induista.
Alla luce di quanto detto possiamo
meglio comprendere come per gli alchimisti avesse senso affermare che:
a) nell'ANIMA l'uomo porta la forza solare, dove
€
=;
b) nello SPIRITO la forza Lunare o Mercuriale, dove
€
=
c) nel CORPO la fissità del Sale
.
Vediamo ora come i quattro Elementi entrino nella
costituzione dell'uomo. L'Alchimia vede nell'uomo la presenza di quattro
enti, e cioè:
1) un ente TERRESTRE (o Saturno)
nel quale agisce la forza della Terra
(Piombo alchemico)
2) un ente ACQUEO (o Mercurio)
equivalente al "Ka" egizio (il "doppio"),all’"ob" ebraico. E’ anche
detto ente LUNARE, sede della sensitività, dell'attività paranormale.
Il simbolo corrispondente è
s
.
3) un ente FLUIDICO (Mercurio
congiunto al Fuoco)
dove
è sostituito dal segno dell'Ariete
(solare): donde la trasformazione di
in
E’ l'ANIMA. Ha corrispondenza con l'Elemento ARIA
quale arresto del Fuoco.
4) un ente intellettuale che è il SOLE
, ovvero ORO
nell'uomo. Centro di stabilità spirituale che dà luogo all'ESSERE
individuato. Il suo simbolo è r
.
Gli enti di cui ai punti 2), 3), e 4) sono
commisti a quello terrestre in uno stato IMPURO,
detto MISTO che potremmo rappresentare
così:
I quattro enti ora menzionati, e
corrispondenti ai quattro Elementi e ad altri simboli, hanno a loro
volta corrispondenza in quattro colori, e precisamente:
NERO = Terra, Piombo, Saturno, Sale
BIANCO Acqua, Luna, Venere, Mercurio impuro
ROSSO Aria, Mercurio solare, congiunto al Fuoco
AUREO o ORO = Fuoco, Sole e Solfo
,
.
Abbiamo cosi visto, in una rapida
scorsa, la simbologia alchemica principale, cioè quei simboli che la
Tradizione di cui si stà dicendo usava onde adombrarvi i significati
"iniziatici" dell'Arte.
Conoscendo ormai i significati di
alcuni simboli di base, possiamo dire che l'Opera alchemica può
condensarsi nell'espressione "Senza Sale non si può ottenere la Pietra
filosofale"; frase che potremmo esprimere ideograficamente nel seguente
modo:
e che potremmo tradurre in
linguaggio corrente: l'esperienza del Corpo
è
indispensabile per completare l'attività di individuazione dell'UNO
che attraverso il molteplice torna consapevolmente al TUTTO.
In questa Opera che si inizia,
come detto, dal momento umano
e , si
devono distinguere diverse fasi operativeil cui
risultato. corrisponde a successivi stadi dell'ESSERE IN DIVENIRE. Tali
fasi sono quattro, e precisamente:
La fase del NERO
¾ detta anche
"putrefazione" ¾
che si esercita specificatamente sull'aspetto umano (
Sale); la
fase del BIANCO che vede il proprio campo d'azione sul "Primo Mercurio"
,
cioè nel mondo delle forze lunari (il Ka); quella del ROSSO che opera
sul Mercurio trasformato da lunare in solare
, ossia sull'Anima; infine la fase AUREA che vive nel divino mondo di
quella cosciente realizzazione dell'Essere chiamata dai Greci "en to
pan".
Dicevano gli alchimisti:"Dopo la
semina nel corpo della Terra, durante il NERO inverno, succede la BIANCA
primavera, la ROSSA estate e l'AUREO autunno nel quale il frutto è
maturo e può essere colto".
Ben chiedemmo noi la nostra semina
nel corpo della Terra quando accettammo la sollecitazione "Visita
Interiora Terrae Rectificandoque Inveniens Occultum Lapidem". Ognuno di
noi sa, nel segreto della propria coscienza, se entrammo profondamente
tra le scure zolle o se rimarremo, impauriti ed incerti, sull'orlo
dell'Opera a sognare.