ha notizia
che quando il Vescovo Giovanni di Amalfi si recò in pellegrinaggio in
Terrasanta. fu ospitato nel luogo nel quale pochi anni prima gli
Amalfitani avevano fondato l'Ospedale.
Aumentato l'Ordine di importanza, il
Santo Patrono Giovanni venne sostituito da S. Giovanni l'Evangelista.
All'Ordine furono concesse terre dai privati e quote di decime da parte
di tutti i dignitari ecclesiastici.
Gli operatori, tutti Amalfitani, che
avevano preso i voti monastici di castità, povertà ed obbedienza,
restarono prima, come Ordine Indipendente, sotto il controllo delle
autorità dei Patriarca di Gerusalemme, mentre successivamente. con la
bolla diretta al Venerabili Filio Geraudo institutori ac praeposito
Hiersolomitani Xenodochii eiusque legittimis successoribus in perpetuum
", passarono, nel 1113, sotto l'obbedienza dei Papa Pasquale II e
Callisto II.
L'Ordine degli Ospitalieri, che
accoglieva sino a circa diecimila viaggiatori, ebbe come primo Gran
Maestro il nobile fra' Gerardo Sasso da Scala, del comprensorio
territoriale della Repubblica di Amalfi.
Quando in uno scambio di prigionieri,
nonostante si fosse consegnato come ostaggio, fra' Gerardo fu preso dai
Turchi, questi lo torturarono e lo appesero in croce per conoscere il
luogo in cui i Cristiani tenevano nascosto il tesoro. Ma era solamente
l'oro che i Turchi andavano cercando?
Quando morì il 1 Luglio li 1118, fu
pianto dai cristiani e dagli infedeli ed allorchè l'Ordine abbandonò la
Terrasanta, le sue spoglie furono prima trasferite a Rodi (il 15 Agosto
1319) e poi, dopo la cacciata dei Turchi del 1521 furono trasportate nel
Duomo di Manosca, in Provenza, ove ancora oggi si venerano.
Nel tempo molti furono i pellegrini
che collaborarono alla gestione ed al governo dell'ospizio, compresi
quelli che erano stati in precedenza ospitati, il cui numero crebbe
proporzionai mente al bisogno ed all'arrivo dei visitatori.
Nel passato, alcuni studiosi hanno
creato grande confusione tra l'Ordine Gerosolimitano, di fondazione
amalfitana , e l’Ordine dei Templari. fondato nel 1118 da Ugo de Payens
o Payns, che erroneamente traducono Ugo da Pagani, citando un'altra
località del comprensorio repubblicano che si chiama tuttora Pagani,
(vicino Salerno), mentre questi era di origine francese, signore di
Montigny ed appartenente alla famiglia dei Conti della Champagne.
Secondo un esame delle frammentarie
notizie dell'epoca, si ritiene che l'Ordine di Ugo de Payns fu fondato
tra il Gennaio dee 1120 ed il 13 Gennaio 1121 o in senso più restrittivo
tra il Gennaio ed il Settembre del 1120.
Altro motivo di comprensibile
confusione fu il fatto che i Templari perseguivano le stesse identiche
finalità dell'Ordine degli Ospitalieri, cioè quelle di tutelare i
pellegrini ed il territorio dei S. Sepolcro dai Turchi Selgiuchidi,
chiamati così dal loro capo Selgiuk. Sin dal VII secolo, sotto il potere
mussulmano, Gerusalemme era stata frequentata da ebrei e cristiani.
L'intolleranza dei pellegrini e delle autorità religiose cristiane,
invece, indusse i Selgiuchidi a conquistare, nel 1071, la Terrasanta. In
tal modo il territorio divenne altamente pericoloso per i cristiani che
lo attraversavano.
Altra coincidenza fu che dopo la morte
di Fra' Gerardo l'Ospitaliere, subentrò Raimondo di Le Puy, altro
francese, il quale per difendere l'Ordine Gerosolimitano e soprattutto
la causa cristiana., certamente sollecitato da una realtà pericolosa e
perennemente bellicosa ed ostile, costituì un Ordine Militare in tempo
di guerra, mentre in tempo di pace continuò ad essere un Ordine
Religioso che proseguiva le iniziali funzioni di aiuto e di tutela degli
infermi, dei pellegrini e del sacro luogo.
Così anche l'Ordine dei Templari,
quasi in contemporanea con gli Ospitalieri. aveva identiche funzioni
religiose e mililari per la difesa dei suolo sacro e dei pellegrini
contro i mussulmani. Gli adepti di entrambi gli Ordini, secondo le
circostanze e le necessità di difesa o di interventi sul territorio,
erano nel contempo rivali o alleati.
L'Ordine dei Templari, che restò per
molti anni nelle mani dei nove cavai ieri fondatori, all'inizío si
chiamò "Ordine dei Poveri Cavalieri di Cristo e
del Tempio diSalomone ".
Baldovino Il di Edessa, Re dei Franchi
e di Gerusalemme, che era un uomo politico, astuto ed un competente
amministratore, per interessi prettamente personali , così come tutti i
Capi occidentali che si erano recati nelle diverse epoche a Gerusalemme
per incrementare il loro potere politico, appoggiò la costituzione di
questo Ordine Templare, offrendo parimenti ospitalità ai nove cavalieri
nell'antica mosquea di Al-‘Aqsà, ove esisteva il Tempio di
Salomone, da cui derivò il nome di " Cavalieri
del Tempio o Templari ".
Così mentre i Tempiari si limitavano a
controllare e a difendere militarmente, contro i Mussulmani, il
territorio dalla Giudea sino a Gerusalemme, l'Ordine degli Ospedalieri,
combatteva anche i nemici invisibili, come la lebbra e le altre malattie
che colpivano i crociati ed i nemici della Fede, oppure rifocillava e
proteggeva i pellegrini.
Però nella fondazione dell'Ordine dei
Templari vi era un Mistero. Intanto ci si chiede come mai i nove
Cavalieri Templari che, come si crede, erano tutti partiti direttamente
dalla Francia già con un preciso e mirato intento e che erano rimasti
con questo numero ristretto per nove anni a controllare militarmente il
territorio della Giudea. non vennero mai annientati dai Turchi che
avrebbero potuto avere su di essi facile ed immediata supremazia?
Inoltre, il servizio di protezione dei
pellegrini da parte dei Templari difettava, per cui anche per questo
motivo sicuramente l'Ordine degli Ospitalieri proseguì nel proprio
celebrativo intento, preoccupandosi solo di tutelare militarmente le
zone pericolose, non pensando, invece, di consolidarsi e fondersi con un
ordine, altrettanto povero, ma che perseguiva probabilmente in modo non
condiviso gli stessi obbiettivi. Apparentemente sembrava che vi fosse
un'evidente duplicazione. però qualcosa di diverso c'era.
Infatti. mentre i Templari difettavano
da una parte nell'assistenza, contestualmente dall'altra effettuavano
grandi scavi, esplorazioni e ricerche nell'area archeologica ove essi
avevano avuto in assegnazione la loro sede. Quindi l'obbiettivo dei
Templari non era nè la tutela dei pellegrini, nè del luogo sacro, quanto
quello di scoprire qualcosa di misterioso, di cui essi avevano avuto
notizie sicuramente in Francia e che in parte certamente trovarono. Ciò
spiegherebbe anche la compattezza dei cavalieri, che per così lungo
tempo, ed in un territorio notevolmente pericoloso, restarono in nove,
sin dalla loro partenza dalla Francia.
Su un sigillo dell'Ordine dei Templari
vi è rappresentato il Santo Sepolcro, (che non è il Tempio di
Gerusalemme), il cui simbolo vuole ricordare che essi tutelavano quel
sacro luogo, mentre a tergo, sull'altra faccia, sono incisi due
cavalieri in sella su di un unico cavallo, che vorrebbero simboleggiare
che nella loro povertà i Templari dividevano anche la cavalcatura.
Secondo altri il significato sarebbe diverso, per il fatto che ogni
cavaliere, anche se povero, ha il suo cavallo, per cui quel simbolo
rappresenterebbe invece l'unione e la devozione fra i Templari. Comunque
questo fu il primo sigillo dell'Ordine Templare.
All'epoca si ebbe conoscenza che essi
setacciarono le volte sotterranee del Tempio di Erode, rinvenendo
probabilmente, dislocati in punti diversi, il tesoro degli Ebrei, ma
trovarono pure e portarono alla luce interessanti reperti e manoscritti
come quelli interrati dai seguaci della Chiesa di Giacomo il Giusto.,
fratello di Gesù e riguardanti le antiche tradizioni del giudaismo,
dell'Antico Egitto e del Tempio di Mosè e che furono rinvenute da un
pastore arabo, con i suoi fratelli, in un'olla rossa sigillata e sepolta
sotto terra nell'Alto Egitto, nei pressi di Nag Flammadi. Questi ultimi
rinvenimenti, di grandissima importanza, dovrebbero dare gran luce alla
verità storica, alla quale sino ad oggi si è creduto solo per fede.
Nell'evoluzione del sapere vi deve essere anche la piena coscienza e
consapevolezza di eliminare gli errori della Storia, se si vuole
arrivare ad una Verità che non sia fondata sul dubbio e sull'incertezza.
Nei tempi moderni, con l'esame dei
loro scavi e con il rinvenimento di oggetti di loro appartenenza, vi è
stata la conferma delle loro esplorazioni e delle loro ricerche. Infatti
nel 1894, alcuni ufficiali britannici, con in testa il Capitano Charles
Wilson, con l'intento di tracciare la carta dei cunicoli sotto il
Tempio, trovarono dopo 740 anni, un pezzo di lancia, parte di una spada,
uno sperone ed una piccola croce templare. Oggi questi oggetti sono
custoditi in Scozia nell'Archivio dell'Ordine dei Templari. Ma perchè in
Scozia?
Anche attraverso questi rinvenimenti
si potrà forse meglio comprendere il motivo per cui Giacomo, che
dovrebbe essere l'uomo passato alla Storia come colui che fu graziato
dal popolo, era invece l'ideologo Giacomo, fratello di Gesù. Infatti nel
Vangelo secondo S. Marco, allorchè Gesù è nella Sinagoga, si legge: "i
più", meravigliandosi della sua sapienza affermano: "Non è egli il
falegname, il figlio di Maria e fratello di
Giacomo, di Giuseppe, di Giuda, di Simone ? e le sue sorelle non sono
qui fra noi? "
Ciò comprova anche che tutti, forse,
conoscevano più Giacomo che Gesù e che di conseguenza il popolo
sosteneva più l'ideologia di Giacomo, meno radicale e da più anni
conosciuto, piuttosto che quella di Gesù che godeva, invece, sia in
Gerusalemme che in Qumràm, minore popolarità, perchè meno noto, più
intransigente e quindi con un minor numero di seguaci. L'attività
sovversiva di Gesù si compì nell'arco di un anno, e cioè dalla morte di
Giovanni Battista alla Crocifissione, per cui era normale che in
confronto a Giacomo il Giusto, pochi conoscessero Lui e la Sua attività.
Nella sua strategia Gesù aveva pensato
di istigare lentamente e clandestinamente le masse contro i Romani ed i
sadducci di Gerusalemme, pregando con i suoi fedeli in luoghi deserti e
lontani da ogni possibile controllo. L'architettato ingresso in
Gerusalemme, che doveva essere l'inizio della missione iniziata da Gesù,
contrariamente a quanto viene sostenuto dal mondo cristiano, fu un
fallimento e divenne anche la causa della fine dell'avviata attività
antiromana. Un normale ingresso in Gerusalemme in groppa ad un asino,
non avrebbe arrecato alcun effetto, mentre secondo un piano
prestabilito, i rami di palma agitati in segno di festosità, o i
mantelli adagiati a terra, sulla strada, in segno di riverenza,
avrebbero fatto molto più effetto e scalpore. In Gerusalemme Gesù potè
entrare con l'appoggio dei nucleo familiare, dei nobili influenti e
ricchi e del popolo che attendeva la liberazione dal giogo romano. Gesù
aveva inoltre bisogno di un messaggio forte ed allargato e fu quello di
offrire aiuto e speranza ai poveri, agli infelici ed ai diseredati. Una
notevole cultura, carisma ed intelligenza servirono a rendere
comprensibili e chiare, a tutti, le parabole ed i suoi precetti morali.
Con questi obbiettivi di pubblicità, che richiamavano senza dubbio
l'attenzione di tutti, Gesù intendeva contestualmente mirare a creare
conflitti e a generare un'insurrezione popolare, oltre che dimostrare
con la provocazione una certa temerarietà. Le autorità romane ed
ebraiche reagirono, intervenendo subito, prima che tutto precipitasse in
un disordine ingovernabile.
Giacomo fu immediatamente arrestato,
mentre, per poter individuare Gesù, le Autorità pensarono di mettere
subito in circolazione dei manifesti con la descrizione delle sue
caratteristiche, che comparandole oggi con le fattezze che la Chiesa nei
secoli ci ha rappresentato di Lui, le sue sembianze e le sue dimensioni
non corrisponderebbero affatto a quelle riportate nelle fonti storiche.
Infatti non ci troviamo innanzi ad un uomo alto, magro, giovane,
attraente e con i capelli lunghi, ma Gesù, in questo citato primordiale
identikit, fu descritto come un uomo di età matura, basso di statura,
con capelli radi e barba poco folta e con un viso torvo, lungo e col
naso prominente.
Tradito da Giuda, fu arrestato ed
insieme al fratello Giacomo, perchè ritenuti i pericolosi sovversivi
della Setta, furono entrambi condannati alla crocifissione, non sulla
Croce a quattro braccia. perchè la vera croce aveva la forma del " tau".
Non sarebbe veritiero il fatto che nel
calendario ebraico antico esisteva la tradizione che nel giorno di
Pasqua ebraica un prigioniero doveva essere messo in libertà, mentre il
piano che Pilato invece attuò, fu quello di far decidere al popolo e far
ricadere su esso la responsabilità della scelta, pienamente consapevole
che l'eliminazione di entrambi i sovversivi, non avrebbe in alcun modo
risolto il problema. Per accattivarsi il popolo e per non fare scoppiare
altri tumulti, comprese che quella ipotesi era l'unica in grado di
gestire una situazione così delicata ed esplosiva. Fu un vero fatto di
ballottaggio, così come vien fatto politicamente oggi, per cui il
popolo. costituito da varie "correnti", -all'epoca sette-,
salvando Giacomo il Giusto, votò contro Gesù, "il Re dei
Giudei", perchè meno noto e con minore forza e seguito.
Secondo un'altra versione, Gesù
Barabba era forse figlio di Gesù, per cui il popolo preferì sacrificare
il condannato Gesù e lasciare libero il più giovane per pietà e perchè
di maggiori speranze. Infatti " Barabba" in ebraico
significherebbe "figlio del Padre" (bar=figlio + rabbi=padre),
oppure perchè appartenente alla razza dei
"Rabbi".
Giacomo inizialmente non aveva
condiviso i metodi rivoluzionari di Gesù. però dopo la sua
Crocifissione, si uniformò al suo convincimento, tra cui anche quello di
ricoprire e di riunificare nella stessa persona il ruolo di Sacerdote e
quello di Re. Questa riunificazione potrebbe probabilmente far
comprendere meglio il Mistero dello Spirito Santo, nel senso che in Dio,
Uno e Trino, si ricongiunge l'attività del Sacerdote e quella del Re.
Però, quando nel 62 d.c., nella
qualità di Vescovo di Gerusalemme, ad imitazione dell'ingresso del
fratello Gesù, entrò nel Tempio, Giacomo fu dai Sacerdoti afferrato,
calpestato e lapidato a morte.
Questi riporti sulla vita di Gesù.,
sono essenziali per comprendere l'importanza dei documenti rinvenuti,
perchè potrebbero chiarire veramente tanti dubbi e tante perplessità
della Storia di Cristo.
Lì sotto il Palazzo del Tempio, i
Templari segretamente sembrava che mirassero non solo a scoprire un
ricco tesoro, ma quanto ad individuare "rotoli" ed i "Sacri
Resti di Gesù", che se rinvenuti, con la motivazione di
salvaguardarli dalla minaccia turca, sarebbero stati senza dubbio
trafugati dalla Terrasanta e trasferiti in Francia, così come avveniva
con tutte le sacre reliquie dell'epoca ed in considerazione anche che
quelle di Gesù erano sicuramente le più desiderate ed ambite di tutte.
Quale grande conquista sarebbe stata per tutto il Mondo Cristiano,
soprattutto per quello francese, riuscire a recuperare e a custodire
gelosamente e nel modo più sacrale i Resti del Figlio di Dio e far sì
che contestualmente i Pellegrinaggi, che annualmente si dirigevano verso
Gerusalemme, venissero dirottati sul territorio francese?
Nell'importanza del rinvenimento storico-religioso, e nella
soddisfazione massima di urla tale conquista, vi era anche l'agitazione
del possibile, incalcolabile e grosso affare economico che si poteva
perseguire. D'altro canto, con una tale perdita, Gerusalemme, come Terra
del S. Sepolcro, avrebbe sicuramente perso la storica importanza, perchè
i Fedeli Cristiani sarebbero andati a visitare le Reliquie Sacre in
Francia e non più quindi nella Città Santa. Probabilmente in un secondo
momento, i pellegrini avrebbero visitato anche Gerusalemme, ma
certamente senza la carica interiore e l'intensità della fede con cui
oggi corrono, nonostante i pericoli, da tutto il Mondo. Privando,
quindi, la Terrasanta delle Sacre Spoglie, chissà che inimmaginabile
rivoluzione storica ci sarebbe stata in Europa o presso i popoli del
bacino del Mediterraneo, anch'essi interessati a proteggere, come lo
sono oggi, con ideologie religiose diverse, quel sacro luogo!
Era forse questo il "Tesoro"
dei cristiani che i Mussulmani andavano cercando per un eventuale ricco
riscatto da contrabbandare col Mondo Occidentale? Escluderei
categoricamente ogni ipotesi così venale e scadente di stile, però sarei
più propenso a credere che gli Arabi temessero molto di più il frenetico
fanatismo religioso degli Europei, che in quell'epoca, con la scusa di
sottrarre tutte le reliquie sacre dalla dissacrazione dalle mani dei
Turchi, trasferivano tutti i "resti dei martiri" nelle chiese di
tutta Europa. Perciò i mussulmani, nella preoccupazione di un
trafugamento così memorabile ed appetibile, temevano anche che
Gerusalemme, senza quelle reliquie, non avrebbe più avuto quel fascino
misterioso e quel rispetto sacro che con la fede i pellegrini le davano,
per cui, per custodire quei nobili resti andavano rinvenuti e nascosti
per sempre nel luogo più segreto della Terra.
Non a caso si può citare l'esempio di
Amalfi che, bellezza a parte dei luoghi, diventò nei secoli meta di
pellegrinaggio religioso da palle dei fedeli di tutto il Mondom
soprattutto grazie alle "Sacre Ossa" dell'Apostolo Andrea, nato a
Cafarnao e che il Cardinale Pietro Capuano trafugò a Costantinopoli l'8
Maggio 1208, dove erano stati trasferiti dal luogo del martirio. Senza
dubbio se le "Reliquie" fossero rimaste custodite nella Terra
dell'Apostolo, il traffico dei fedeli che avrebbe invaso la terra di
Galilea non avrebbe ugualmente raggiunto la Città Repubblicana.
A ciò v'è da aggiungere che
sicuramente fra' Gerardo Sasso di Scala, che viveva con le elargizioni
dei mercanti amalfitani e dei suoi assistiti ed apparteneva ad un Ordine
povero, non poteva minimamente conoscere il luogo ove fosse stato
nascosto il vero "tesoro" dei cristiani che i Selgiukidi
cercavano allorchè fu torturato dai Turchi.
Secondo alcuni le "Sacre Ossa"
furono trasferite dai Templari in Francia e nascoste probabilmente sul
Monte Cardou, storpiatura di "Corp de Dieu" (pronuncia in
francese " Cor
diè " ` storpiato
in "Cardu"), nel territorio di Rennes le Chateau,
ove oggi si crede che siano,
anche se dopo tanti secoli si sono
perse forse in assoluto le tracce.
Anche le Reliquie di S. Andrea si
persero per secoli dopo essere state nascoste a regola d'arte nella
Cattedrale, ove furono nel tempo ritrovate casualmente, e che si
ripersero ancora successivamente, ma il luogo era particolarmente
circoscritto, per cui era prevedibile che o in quel sito o in qualche
altra Chiesa di Amalfi, o prima o dopo sarebbero stati rinvenuti. Con i
Resti di Gesù Cristo, invece, mettendo per un momento da parte l'evento
della Resurrezione, chi si chiedeva dove potevano trovarsi, non poteva
azzardare alcuna ipotesi, perchè l'area di ricerca era tanto vasta ed
impossibile da individuare, che i timidi ed incerti segnali di possibile
ed incerta individuazione che si ipotizzavano, erano in egual modo
molto, ma molto vaghi. Si andava veramente per tentativi e chi li aveva
nascosti certamente non aveva lasciato in giro alcun documento per un
eventuale possibile ritrovamento.
Secondo un'altra ipotesi è che i
Templari cercavano nell'Ossario del Tempio, la prova riguardante la vera
fine di Gesù. Si vuole anche ipotizzare che il Suo ritorno in vita non
sia stato, secondo il Credo Cristiano, una "Resurrezione post mortem",
ma quanto che sia invece stata una "Resuscitazione" da
rianimazione dopo la Crocifissione, ad opera delle intense ed amorevoli
cure messe in atto dall'ignaro Giuseppe di Arimatea, il quale, dopo aver
ottenuto il corpo regolarmente richiesto ai Romani, sembra che abbia
fatto miracolosamente rivivere un corpo quasi senza vita, nel mentre che
intendeva deporlo nel suo sepolcro.
Ricordiamo in sintesi questi momenti:
"Giuseppe di Arimatea si fece coraggio e si presentò a Pilato per
chiederne il Corpo". Pilato: "si meravigliò che fosse già
morto" (n.d.a. perchè questa perplessità ? perchè riteneva per
esperienza che le agonie per crocifissione fossero più lunghe nel tempo
Ed inoltre: "Ma Pilato sapeva anche che per la legge romana
dell'epoca il corpo di un giustizialo non meritava alcuna
sepoltura e che quindi il disfacimento del corpo era affidato agli
elementi atmosferici ed ai corvi. Comunque chiamò il Centurione per
domandarglielo. Il Centurione lo rassicurò e così il Corpo fu
consegnato a Giuseppe d'Arimatea.". V'è da chiedersi: "Ma il
Centurione disse la verità a Pilato, oppure disse una pietosa bugia
innanzi ad un lauto compenso e ad un corpo che apparentemente sembrava
ormai senza vita? "
Pilato però, essendo un uomo corrotto
e corruttibile, avrebbe anche potuto liberamente decidere di risparmiare
la vita ad un uomo ancora vivo dietro un lauto compenso, o
alternativamente autorizzare. in perfetta buona fede, la riconsegna del
corpo. Nel Vangelo di Pietro (apocrifo), scoperto nel 1887, risulta che
Giuseppe di Arimatea sarebbe stato amico di Pilato e del Signore, per
cui questa amicizia avrebbe probabilmente semplificato le cose nel
pattuire la restituzione dell'Uomo ancora morente. Di solito, dopo le
crocifissioni, ma quest'intervento non veniva fatto mai dai Romani, per
far soffrire meno il condannato e farli morire prima della notte, o
anche per non consentire che i parenti trafugassero il corpo o lo
salvassero se ancora in vita, veniva effettuata la rottura delle gambe
("Crurifragium"). Si ricorda che il condannato, per non morire
soffocato, spingendo i piedi verso l'alto, riusciva faticosamente a far
respirare i polmoni e ad allungare la sopravvivenza finchè non fosse
subentrato un collasso cardiocircolatorio. Per non consentire questo
"privilegio", con le gambe spezzate, il povero infelice perdeva la
possibilità di un appoggio e quindi moriva soffocato in breve tempo.
A Gesù questo intervento non fu fatto,
perchè fu sceso subito dalla Croce.
Alcune volte si ha il timore che la
messinscena della giornata delle Palme abbia avuto un seguito anche
nelle successive fasi. Infatti, innanzi alla richiesta di voler bere,
viene offerto a Gesù su una canna dell'aceto, che invece di eccitarlo,
come di solito avviene nelle rianimazioni, ebbe l'effetto letale di
farlo immediatamente soccombere. Scientificamente quest'effetto l'aceto
non lo dà, quindi se la spugna era imbevuta di qualche sostanza
soporifera,allora sì, senza dubbio avrebbe dato un effetto immediato e
profondo da farlo sembrare quasi una morte istantanea e particolarmente
celere, sulla cui immediatezza si meravigliò, o finse, lo stesso Pilato.
Nel Vangelo di Nicodemo (apocrifo), si
rileva che Pilato disse: "Io non trovo nessuna colpa in lui.
Pigliatelo voi e giudicatelo secondo le vostre leggi" . La colpa
quindi doveva essere non di Pilato, ma degli Ebrei, i quali innanzi a
Pilato diranno: "Chi bestemmia contro Dio deve essere lapidato, ma
noi vogliamo che sia crocifisso". Ma a decidere non fu il popolo, ma
gli anziani.
Pertanto Pilato aveva raggiunto il suo
risultato con l'esecuzione disposta in alternativa direttamente dal
popolo, come pure fu per lui ugualmente vantaggioso dare il corpo a
Giuseppe di Arimatea perchè venisse immediatamente seppellito, perchè
sottraendolo subito alla visione di qualche fanatico della setta,
significava anche ridurre le possibilità di clamori e di ribellioni che
i Romani non volevano ulteriormente far ingenerare.
Giuseppe di Arimatea, una volta
avutolo, raccolse il corpo in "una mistura di mirra e d'aloe, quasi
cento libbre" e lo avvolse nelle bende di lino con aromi. Ma fu un
vero seppellimento o altro?
Anche secondo la dottrina islamica Dio
amava troppo il figlio di Maria per vederlo morire in croce, per cui vi
può essere il sospetto che il sacrificio di Gesù, sotto il profilo
cristiano, attraverso la Crocifissione, sia materialmente avvenuto, ma
non compiuto sino alla fine della nota agonia. Il Corano parla anche di
una probabile sostituzione con un Uomo simile a Lui. Infatti si è
sospettato persino che la finta crocifissione sia avvenuta in un
giardino privato, di notte, innanzi a pochi scelti e col popolo tenuto a
distanza, sostituendo la stessa persona con un'altra e che poi quel
corpo fu portato, sempre di notte, nella tomba più vicina e che sarebbe
stata quindi quella di Giuseppe di Arimatea. Ma se così fu dove andò
Gesù? Andò in Francia, da vivo però, con la Maddalena ed i suoi fedeli?
Maddalena, probabilmente con un solo
figlio, dopo la crocifissione, andò in Gallia, ove sicuramente vi era
una comunità di ebrei che li ospitarono. Forse la Stirpe di Gesù, nel V
secolo, si imparentò, con un matrimonio, con i Franchi, per cui da tale
connubio nacque la dinastia dei Merovingi. Con lei si accompagnò
Lazzaro, che si dice sia morto a Marsiglia e con Giuseppe di Arimatea,
che poi in Inghilterra fondò una Chiesa. Maddalena si narra che sia
morta in Aix-en Provence. Quando si recò in Gallia portò con lei il
"Sangue Reale", ("Sang -real) da cui sorse la storia del "Santo
Graal". Ma di chi era il Sangue, se non era quello di Gesù?
Gesù doveva essere sposato, non perchè
i Vangeli lo dichiarano, ma perchè si rileva da una serie di congetture.
Egli non predicò mai il celibato. Nel costume ebraico il matrimonio era
obbligatorio, diveniva deplorevole e sospettabile il contrario, perchè
non poteva essere un diverso, cioè un non sposato. Se tutti si
sposavano. il celibato sarebbe stato sicuramente un motivo di attacco
per i sospetti che avrebbe ingenerato.
Le sue donne erano due: Maddalena,
denigrata dai detrattori di Gesù e che è sempre presente anche quando
Gesù è crocifisso e Maria di Betania, sorella di Lazzaro, ma si crede
anche che queste due donne siano una stessa ed unica persona. Anche la
morte di Lazzaro andrebbe inquadrata non in una morte fisica, ma
piuttosto come un risveglio, un assonnamento iniziatico, la cui
resurrezione avvenne nell'isolamento di una tomba, ove era prassi che
avvenisse la catarsi, come nascita per una superiore vita di perfezione.
Nel Vangelo di Filippo (apocrifo) v'è
scritto: "Vi erano tre donne che camminavano sempre col Signore:
Maria sua Madre, la sorella di Gesù Maria e Maddalena, colei che era
chiamata la sua compagna", che sta per "sposa"". E poi ancora:"
La compagna del Salvatore è Maria Maddalena, ma
Cristo l'amava più di tutti i Discepoli e spesso la baciava sulla bocca
".
Prima della nascita di Gesù, il quadro
storico della Palestina era disastroso: dopo la conquista di Pompeo, i
Romani, impossibilitati ad organizzare amministrativamente il
territorio, pensarono di far regnare, sotto l'egida romana, la dinastia
di Erode. Nel 6° anno d.c. il territorio conquistato fu diviso in due
province: la Giudea e la Galilea. Fu un particolare momento di terrore:
i ribelli venivano giustiziati sommariamente, le tasse erano
particolarmente onerose, la tortura era grandemente usata. Pilato. in
contrasto col ritratto che ne fa la Bibbia, era corrotto e crudele, gli
Ebrei, in Terrasanta, erano divisi in numerose sette. Gesù visse in
questo clima di guerre, di terrore, di disordine, di massacri, di
rivolte che proseguirono sino al 140 circa d.c., per cui, tutti
auspicavano che, o prima o dopo, un Messia avrebbe dovuto liberare il
popolo dalle persecuzioni romane. In aramaico-siriaco "meshihà",
cioè Messia, vuoi dire "unto", ed in greco "Xpistòs"
(leggi "Cristòs"), significa anch'esso "unto", cioè il Re
consacrato per mezzo dell'unzione. Pertanto Messia e Cristo significano
la stessa cosa, cioè "unto". Come pure la parola "Nazareno"
può derivare da "natzar" (= segreto, nascosto) o da "nèzer"
(= rampollo o ramo) o da "nasayà" (= protetto da Dio"), non
da Nazareth. che probabilmente ai tempi di Gesù nemmeno esisteva. La
parola Gesù invece, da "Jahve", vuoi dire "Salvatore o il
Redentore". Queste terminologie erano ovviamente riferite più ad un
Re, discendente dalla stirpe di Davide, che ad un uomo dei popolo.
Si attendeva tanto un Messia, che
l'isteria ed il desiderio del Messia, di un Salvatore di un popolo,
rimasero anche dopo la Crocifissione.
La Crocifissione non fece scomparire
il messaggio lanciato da Gesù, perchè poi su questo fu creato
l'impalcatura della Chiesa e del Cristianesimo, come pure la
Crocifissione fu il mezzo per scagionare Pilato ed i Romani e di
incriminare gli ebrei che avevano mandato a morte il Redentore. Ogni
scritto, così pure i Vangeli, furono impostati su questa logica, perchè
chi scriveva per ingraziarsi Roma ed i Romani, deificava Gesù,
condannava gli Ebrei e discolpava i Romani. Anche il messaggio dei
Vangeli Apocrifi, sebbene alcune pagine sono sconvolgenti, servirono a
divinizzare ma anche ad umanizzare Gesù.
Però prima di andare nel Mondo questo
messaggio doveva essere recepito nel territorio d'origine. La morte
doveva essere per Lui, come lo era stato anche per gli Dei pagani, un
passaggio obbligatorio per gli Inferi, per poter poi risorgere, nella
festa di Pasqua, che è il periodo della Primavera, secondo alcuni riti
orfici. La tradizione pagana regnava ancora e Gesù doveva vivere per
conquistare il popolo ancora con l'idea pagana che per una completezza
dei suo processo doveva passare dalla morte, cioè dagli Inferi. Infine
un Dio non poteva essere nè politico e nè essere uno del popolo.
Chi si trovava fuori da questa
impostazione veniva considerato un eretico e come tale fuori dalla
Chiesa, mentre le ipotesi di critica, per non essere discusse, si
dovevano far passare come dogmi.
Il Vescovo Ireneo, nel 180 d.c. fu il
primo a creare, filtrando tutte le parti ed escludendo quelle che non
confermavano il suo pensiero, la prima impalcatura del Cristianesimo,
che sopravvisse e trionfò e che fu il Messaggio per il Mondo intero.
Comunque non si può credere che un
Uomo di tale elevatura come Gesù, sia poi scomparso definitivamente
dalla Terra, rinunciando ad una predeterminata Missione Divina, senza
lasciare da "Uomo", nessuna traccia e disinteressandosi persino del
destino dei suoi Apostoli che affidò al fratello Giacomo e che andarono
a morire per diffondere le parole dello stesso Cristo, seguendo però le
metodologie di Giacomo? Con la crocefissione cessava forse il suo Divino
mandato o era stato un sacrificio irripetibile per la crudezza e
l'atrocità anche per un Uomo di grande forza interiore, temerario e
coraggioso? La sua Crocifissione fu vera oppure fu vero lo stratagemma
messo in atto?
Però se Gesù viveva in una Setta, non
è più certo che si sia trattata di una morte spirituale e di una
resurrezione, come catarsi e purificazione dei suo stato di Uomo avviato
sulla via della perfezione? Sono le illazioni ed i dubbi della Storia
dei soliti farisei, dei separati della Chiesa, degli incerti e dei
dubbiosi che sino ad ora non hanno trovato nella scienza fondamento e
consistenza, mentre la verità. oggi, la si può trovare ancora soltanto
nella fede.
Però in effetti i Vangeli si
presentano pieni di contraddizioni e di avvenimenti differenziati. In
sintesi ci si può soffermare sulle parti che riguardano l’ingresso in
Gerusalemme sino alla Resurrezione.
- Matteo scrive che Gesù era un
aristocratico, probabilmente un Re autentico e discendente da Davide o
da Salomone. era cioè il vero "Re dei Giudei". Se nel Tempio fu
apprezzato per la sua cultura, non poteva essere figlio di un povero
falegname., ma doveva senza dubbio appartenere ad una gens
aristocratica, colta e nobile, un Re Sacerdote della Stirpe di Davide.
Inoltre indica che all'atto della nascita era stato visitato da tre Re
in una casa perchè i genitori di Gesù erano benestanti e stavano a
Betlemme.
- Luca lo fa sempre discendente da una
famiglia nobile, però da un casato meno illustre e sostiene che appena
nato il Messia ebbe la visita di alcuni pastori in una mangiatoia a
Betlemme, ove i genitori si erano recati per un censimento, che poi è
risultato che storicamente questo censimento non sia mai avvenuto.
- Marco racconta la leggenda del
povero falegname.
- Secondo Giovanni, la Crocifissione
avvenne il giorno prima della Pasqua ebraica, secondo Marco, Luca e
Matteo fu il giorno dopo, secondo il Vangelo di Pietro (apocrifo),
avvenne proprio il giorno di Pasqua.
Sulle ultime parole pronunciate da
Gesù sulla Croce, vi è un disaccordo totale:
- Matteo e Marco dicono:
Mio Dio, Mio Dio perchè mi hai abbandonato?
- Giovanni: "Tutto è
compiuto"
- Pietro (apocrifo) dice : " 0
Forza mia, Forza mia, mi hai abbandonato".
- Nicodemo ( apocrifo) Nelle
tue mani rimetto lo spirito mio ".
- Luca: " Padre,
perdonali perchè non sanno quello che fanno ".
Le discordanze sono anche spiegabili
perchè i Vangeli furono scritti in varie epoche e cioè dal 66 al 135 d.c.,
su narrazioni orali, probabilmente su scritti andati distrutti e che
furono compilati per un pubblico romano, da discepoli di Gesù che non
avevano direttamente vissuto i fatti, per cui alcuni riferimenti furono
redatti stando lontani, come quello di Marco, che si dice che sia stato
scritto a Roma e che ovviamente insieme agli altri, non presentò Gesù
come un politico o un Uomo ucciso da Roma, cioè come decisione di
Regime, ma dagli stessi Giudei.
Per concludere i fatti evangelici si
richiamano infine i documenti trovati in Francia a Rennes-le-Château,
che comproverebbero che Gesù sia morto nel 45 d.c., perchè nella chiave
crittografica trovata sulla pergamena, vi è la frase "Il est là mort
" (= Egli è morto là).
Come pure il tesoro di Saunière
potrebbe essere il tesoro depredato da Tito a Gerusalemme nel 70 d.c.,quale
il candeliere d'oro a sette braccia, sacro agli ebrei e forse anche
l'Arca dell'Alleanza, che nel 410 d.c., a sua volta fu saccheggiato dai
Visigoti di Alarico. Ai tempi di Dagoberto, Rennes-le-Château era
roccaforte dei Visigoti, per cui è possibile che Saunière abbia trovato
uno dei tesori di Gerusalemme, perchè i Visigoti avevano nascosto il
bottino trafugato.
Intanto da parte dei Templari la
ricerca non poteva essere portata a compimento senza una sostanziosa
disponibilità economica, in quanto gli unici aiuti che essi ricevevano,
li avevano avuti da Baldovino II.
La fondazione templare, costituitasi
il 1118, ebbe la copertura del Papa dell'epoca, perchè la "Regola",
assoggettata a quella di S. Benedetto e modificata da S. Bernardo,
fu approvata e concessa al Concilio di Troyes il 31 Gennaio 1128, ove
con essa veniva data ampia legittimazione all'Ordine all'interno della
Chiesa, per cui i Cavalieri, in avvenire, ad esclusione dei fondatori,
potevano., come gli affiliati dell'Ordine Amalfitano, divenire monaci
vincolati dai voti di povertà, di castità e di obbedienza.
Il Gran Maestro dei Templari Ugo di
Payens ed il giovane André di Montbard, uno dei nove, sicuramente scelto
non a caso, perchè era nipote dei francese Fontaines lès Dijou, alias
San Bernardo di Chiaravalle, perseguiva con il suo ritorno in Europa,
due importanti obbiettivi, quello di ricevere una Regola per far
rientrare l'Ordine legittimamente nella Chiesa e quello di reclutare
nuovi e ricchi affiliati.
San Bernardo fu colui che espresse
giudizi favorevoli nel relazionare il Papa Onorio II e nel pregarlo che
quel gruppo meritava una normativa che ne legittimasse l'esistenza, la
vita e gli obbiettivi. L'Ordine professava la Regola di S. Agostino, che
San Bernardo esaminò per cui nella votazione per l'approvazione ebbe
anche il voto favorevole dello stesso San Bernardo.
La cosa strana è che nella Regola non
v'era alcun riferimento al Vero fine per cui era stata fondata: infatti
non si parlava affatto che l'Ordine avrebbe dovuto tutelare e proteggere
i pellegrini sul territorio di Gerusalemme. Però in essa si stabiliva
che il templare neofita non doveva avere vincoli nella Società., doveva
essere nobile, donare all'Ordine tutto il suo patrimonio, fare un
periodo di prova di un anno e mettere a disposizione solo la propria
spada.
L'Ordine si distingueva in tre classi:
vi erano i Cavalieri, che erano nobili di nascita, i guerrieri, gli
ecclesiastici che avevano solo funzioni religiose e non militari ed
infine i sergenti di estrazione borghese, che erano gli inservienti
della Comunità. In aggiunta v'è da dire che i sacerdoti erano gli unici
della Setta che avessero una notevole istruzione, in quanto parlavano la
lingua dei Templari, svolgevano in latino le loro funzioni religiose,
leggevano in ebraico l'Antico Testamento ed in greco il Nuovo Testamento
ed infine parlavano in arabo nei contatti con gli abitanti del luogo.
I Cavalieri sulla loro tunica bianca,
i sergenti sulla loro tunica nera ed i religiosi sulla loro tunica
verde, portavano, come emblema, sul petto, la croce rossa.
Con il riconoscimento papale, l'Ordine
ebbe da tutto il Mondo Cristiano elargizioni e donazioni. per cui
divenne l'Ordine più ricco e potente, tanto che vi aderirono oltre 300
nobili ed acquisì un potere superiore a quello dei Sovrani europei.
Dieci anni dopo, la "Regola in
latino" subì delle modifiche nel testo con una "Regola in
francese", però anche in questo caso, se si fosse trattato di
dimenticanza, non sarebbe stato omesso nuovamente che il fine unico era
la tutela dei pellegrini.
Il Venerdi 13 Ottobre 1307, (n.d.a. da
questa data il Venerdì 13 per i superstiziosi divenne una giornata di
sventura), il Papa Gregorio V ed il Re Filippo IV di Francia, detto il
Bello, in 24 ore, distrussero l'Ordine dei Templari, accusando tutti gli
adepti di dissolutezza, di avarizia, di omosessualità, di superbia e
soprattutto di eresia.
L'Ordine dei Templari fu la vittima
sacrificale del potere temporale dei Sovrani e del Papa col suo potere
spirituale, per goderne tutti sul piano patrimoniale.
Filippo il Bello, Re di Francia, per
la sua ingordigia, si impadronì prima dei beni degli Ebrei e poi di
quelli dei banchieri fiorentini in Francia, accusati di praticare
l'usura. Poi pensò anche ai beni dei Templari. Il motivo politico
scatenante si ebbe quando l'ultimo Gran Maestro Templare, Jacques de
Molay di Borgogna, trasferì a Parigi la sede principale dell'Ordine, il
"Magisterio Generale". Ciò fece paura al Re perchè lo vide sul
suolo di Francia come un piccolo Stato con grandissime disponibilità
economiche, anche perchè il Tempio con le quattro torri, ove vi era la
sede, costituiva veramente una sfida per le torri più modeste del Re.
Inoltre in Francia furono edificate a
cura dei Templari circa ottanta cattedrali e quasi cinquecento abbazie,
con strutture architettoniche particolari e faraoniche. Il possesso di
tanto oro in mano fecero insospettire tutti, per cui fu facile credere
che essi, predicando l'alchimia, avessero trovato il sistema per
fabbricare l'oro.
Il Gran Maestro De Molay, quando
arrivò in Francia, portò con sè 150.000 fiorini e dieci muli carichi di
preziosi. In più v’erano da riscuotere molti crediti in Europa di somme
date in prestito dai Templari a Principi e a Re. In tutta Europa avevano
fondato oltre novemila case.
Più Filippo il Bello bramava avere
denari e più pensava ai Templari con odio e bramosia. Le finanze del Re
erano talmente disastrose che solo con una consistente confisca poteva
uscirne fuori.
Lo stesso De Molay, cui erano arrivate
alcune strane voci, grandemente turbato ed avvilito, pregò il Papa
Clemente V di intervenire, per far cessare quelle calunniose illazioni.
Il Papa non effettuò alcun intervento perchè sicuramente considerò false
ed infondate le dicerie diffamatorie circolanti, al contrario
tranquillizzò persino il Gran Maestro di continuare nell'opera
elogiativa e cristiana del suo Ordine. E quando il Re, avendo avuto
conoscenza della lamentela del De Molay, invitò il Papa a nominare
subito una commissione d'inchiesta, e per il fatto che il Pontefice non
volle assecondarlo, Filippo il Bello depose da cancelliere il Santo
Vescovo di Narbona, che si era fermamente opposto ad ogni richiesta ai
danni dei Templari e nominò Nogaret, il nemico dell'Ordine.
Si dice che l'odio di Nogaret fosse
legato al fatto che i Templari avevano messo al rogo, come eretico,
proprio suo nonno.
I beni non potevano essere confiscati
perchè appartenenti ad un Ordine militare ed ecclesiastico, per cui
occorreva un'accusa pesante e scandalosa. Avendo avuto modo di conoscere
i rapporti con i Saraceni., il Ministro del Re Guglielmo di Nogaret
formulò l'accusa di eresia. Il Nogaret convocò subito in seduta
straordinaria la Commissione, cui partecipò anche il Re, e dopo una
seduta particolarmente tempestosa, venne deciso per il 13 Ottobre 1307,
in gran segreto. l'arresto simultaneo di tutti i Templari di Francia. Si
ritiene che all'epoca in Francia ci potessero essere circa 15.000
Templari.
I plichi furono mandati sigillati con
l'ordine di aprirli solo la sera del 12 Ottobre.
Per non far sorgere alcun sospetto e
fugando ogni illazione o fughe di notizie, il Re, elargendo doni ed
elogi, convocò per il 12 Ottobre a Parigi il Gran Maestro Molay ed il
Gran Maestro degli Ospedalieri, William de Villaret, con tutti i
fratelli per discutere su una nuova crociata da inviare a Gerusalemme.
Villaret non partecipò perchè impegnato contro i Saraceni. Dato che vi
erano stati dei contrasti tra i due Ordini, il De Molay pensava più ad
una convocazione per una eventuale unificazione tra i due Ordini, quello
cioè deiTemplari e quello dei Gerosolomitani, sotto un'unica
Confraternita denominata "Cavalieri di Gerusalemme".
Temendo un tumulto popolare, il Re
assicurò il popolo che il loro arresto era avvenuto solo a scopo
cautelativo e cioè sino a quando non si sarebbe accertata la verità dei
fatti e l'eventuale responsabilità delle singole persone. Altri oratori,
egregiamente preparati, pensavano di diffondere le opportune notizie
sulle nefandezze, sui sacrifici che facevano ai démoni, sulle pratiche
di rinnegazione di Cristo, sulla sodomia, sulla bestialità delle loro
azioni inique, ingannevoli e laide.
Da quel momento, nelle prigioni di
Parigi, si sentivano solo grida atroci dei cavalieri torturati,
fracassati nelle ossa o sventrati. Gli inquisitori furono di una ferocia
inenarrabile.
La tortura non doveva servire tanto
per conoscere la verità, quanto per stilare atti di accusa estorti
ferocemente con le confessioni, da esibire al Papa ed al popolo come
prova della loro vera colpevolezza e pericolosità. Si narra che un
Templare andò a deporre pubblicamente con i piedi completamente bruciati
e con le ossa ridotte in cenere. Il Papa doveva essere messo al corrente
del massimo delle prove schiaccianti, perchè se ne convincesse.
Anche il DE Molay confessò quello che
gli Inquisitori volevano, per non far soffrire gli altri fratelli, viste
le sofferenze atroci che lui aveva subìto.
Sotto gli atroci spasmi della tortura
i Templari dichiararono quello che non avevano commesso, ma dopo
ritrattarono anche quello che avevano ammesso nei supplizi. Venne fuori,
ovviamente in modo mendace e falso, che i Templari, tutti eretici e
sacrileghi. depravati e criminali, avevano stretto un segreto patto con
i saraceni per consegnare loro la Terrasanta, che avevano rinnegato Dio,
il Cristo e la Madonna, che odiavano il Papa ed il Clero, disprezzavano
i Sacramenti ed il Credo cristiano, sputavano sulla Croce, istruivano le
donne ad abortire ed uccidevano in segreto i neonati.
Molti furono i "relapsi", cioè coloro
che ritrattando le confessioni estorte, furono poi mandati al rogo.
Come Gesù Cristo, nelle mani del
carnefice inquisitore Guillume Imbert, Jacques de Molay subì alle spalle
ed alle gambe la flagellazione con staffili con sfere di metallo
attaccate, poi venne incoronato con una corona di spine e poi con chiodi
quadrati fu crocifisso sii una croce a forma di "Tau",come quella del
Figlio di Dio. Con un unico chiodo gli fu inchiodato il piede sinistro
su quello destro. Per potere espellere l'aria dai polmoni e per
respirare un po’, fu costretto a spingere i piedi inchiodati per
sollevare il torace verso l'alto per non soffocare, ma il dolore era
peggiore dell'aria che gli mancava e viceversa. L'inquisitore non gli
risparmiò nemmeno lo straccio imbevuto di aceto e ricevette persino, in
sostituzione della famosa lancia inserita nel costato da un soldato
romano, un pugnale nel torace.
Dopo la confessione fu tolto dalla
croce ed in senso di scherno, fu avvolto in un candido lenzuolo . Per le
ferite ricevute. per il sudore e per il sangue,il corpo di de Molay,
come un dipinto, si stampò sul panno. Fu curato dai congiunti del
Maestro Terriplare di Norniandia Geoffrey de Charney.
Probabilmente i Cristiani hanno
imparato ad amare il lenzuolo che riproduce il volto di Jacques de Molay,
torturato quasi sino alle soglie della morte e poi in extremis levato
dalla croce e resuscitato. Sul panno, detto della "Sacra Sindone",
che il Vaticano disconosce come sacra reliquia, rimase impresso la
figura di un uomo di un metro e ottanta, col lungo naso, i capelli con
la scriminatura al centro e lunghi sino alle spalle, con barba
biforcuta. Se il lenzuolo è del 1300 allora ci troveremmo più
verosimilmente innanzi alla riproduzione delle sembianze del de Molay,
se invece il panno è dell'anno zero, allora l'immagine su impressa,
sarebbe quindi quella di Gesù Cristo, anch'esso tolto dalla croce,
allorchè alla fine. Ma se fosse quest'ultima l'ipotesi vera e se le
caratteristiche fisiche "non cristiane" di Gesù fossero diverse
da quelle indicate dalla Chiesa, allora dovremmo concludere, salvo
diversa nuova soluzione, che i tratti riportati sui lenzuolo della Sacra
Sindone apparterebbero ad una terza sconosciuta persona. Un giorno,
attraverso l'esame approfondito, serio e soprattutto scientifico delle
diverse analisi e dei vari ed ultimi elementi in possesso, si dovrà
arrivare a conoscere di quest'altro mistero, l'ultima vera verità.
Quando Jacques de Molav, dopo le
atrocità subite, in una deposizione davanti al Papa, che nella
circostanza non si presentò, dichiarò con fierezza nel portale di Notre
Dame a Parigi che " L'Ordine è puro, è santo; le accuse sono assurde,
le confessioni false.... queste parole furono per lui e per
Guglielmo di Charney una vera condanna a morte, perchè la ritrattazione
tracciò la via verso il rogo, che subirono sull'isoletta degli Ebrei, a
"Pointe du Vert-Galant". Lo stesso giorno della dichiarazione, il
13 Marzo 1314, la ritrattazione fu considerata dal Re un oltraggio
personale e l'invio al rogo fu un assassinio vero e proprio. Inoltre il
fuoco fu volutamente acceso lentamente proprio per farli soffrire il più
possibile.
Anche nelle fiamme, Molay e Guglielmo
di Charney, gridavano la loro innocenza e difendevano la santità
dell'Ordine dei Templari, per cui ad un certo punto, il popolo che
assisteva, ruppe i cordoni e si precipitò verso il rogo per salvare
qualche reliquia, ancora fumante dei due martiri, imprecando contro il
Papa e contro il Re.
Si ha motivo di ritenere che Jacques
de Molay, poco prima di morire, nella qualità di Gran Maestro dei
Templari, passò l'eredità iniziatica al nobile Cavaliere John Mark
Larmenius, per cui da quel momento il posto di Gran Maestro non restò
mai vacante e che tutta l'eredità spirituale dell'Ordine dei Templari
passò definitivamente in Massoneria.
La soppressione dell'ordine dei
Templari fu imputabile esclusivamente all'avidità di Filippo il Bello ed
al servilismo al Re di Francia di Clemente V. Quest'ultimo, che era
stato il fantoccio del Re di Francia, soppresse l'Ordine cancellandolo
con la bolla "Voc Clamantis in excelso" il 3 Aprile 1312,
dopo 193 anni di attività in Terrasanta.
Quella notte molti Templari,
subodorando qualcosa o segretamente informati, partirono dal porto di La
Rochelle, dove era alla fonda la flotta dei Templari. La bandiera che
essi issarono aveva il simbolo del teschio e dei due femori incrociati.
Non vi era alcun richiamo con le Ossa di Gesù? Non vi fu alcuno scontro
con le navi francesi.
Arrivati al largo probabilmente una
parte andò verso il Portogallo e la restante andò in Scozia per fare
rifornimento presso persone amiche, dopo di che iniziarono un lungo
viaggio che non avevano nel passato mai potuto fare, perchè impegnati a
Gerusalemme.
Dai manoscritti dei Nazarei avevano
appreso che vi era una Terra lontana sotto la stella chiamata "Merika",
per cui giunsero in America a Capo Cod o nella zona di Rhode Island,
oggi New England, all'inizio del 1308, un secolo e mezzo prima di
Cristoforo Colombo. Da ciò ne deriva quindi che la notizia che ha dato
il nome America dal navigatore Amerigo Vespucci sarebbe dunque
chiaramente falsa, come pure quando il Gran Maestro Ugo di Payns
rinvenne sotto il Tempio di Salomone in Gerusalemme i preziosi
manoscritti seppelliti dai nazarei attorno al 69 d.c., fece
appositamente costruire in Scozia una Cappella che non fu mai destinata
ad un culto cristiano, anche perchè non vi era eretta alcun altare. La
"Cappella di Rosslyn così si chiama, riproduceva
fedelmente lo stesso luogo in cui erano stati trovati i manoscritti con
le stesse identiche dimensioni sotterranee e con una superficie maggiore
delle volumetrie superiori.
In Italia, nelle zone in cui la
tortura non fu usata, come Ferrara, Cremona, Pisa e Firenze, dato che
negli incarti nulla si trovò, il Papa Clemente V comandò agli
inquisitori che venisse usata la tortura per farli confessare. Invece
quelli che furono imprigionati vissero nelle carceri in logorante attesa
con atroci torture e crudeli interrogatori. Molti si nascosero in grotte
e lasciarono tracce del loro passaggio e dei loro simboli, anche se
nello stesso tempo, nelle grotte in cui essi dimorarono, si narra che vi
siano tesori nascosti, convincimento che fu fondato sul fatto che gli
inquisitori nulla trovarono nei loro templi, nè oggetti d'oro, nè
paramenti o arredi preziosi e nè documenti.
Il Re di Napoli Carlo II, degno
cugino di Filippo il Bello, dopo aver fatto imprigionare i Templari del
suo Regno, diffidò più volte i consegnatari di 40 buoi, di carri vari e
di una campana a consegnare detti beni ai giudici competenti, perchè non
ottemperando all'ordine, avevano continuato a fare i sordi. I Templari
ebbero una loro sede in Calabria e precisamente a Castrovillari, come si
rileva dalle bolle papali dei 1178/1179 - 1191/1198 che suggerivano ai
Vescovi locali di agevolare i Templari, mentre nella bolla dell'11
Agosto 1311, dopo la repressione, si dispose invece di prendere in
carico tutti i loro beni mobili ed immobili.
I Templari furono arrestati in Italia,
in Germania, in Portogallo, in Spagna ed in Inghilterra, ma quasi
ovunque riconosciuti innocenti. A Sens in Francia l'arcivescovo bruciò
vivi 54 Templari.
Sui beni confiscati ai Templari vi
furono numerose ipotesi. Il Papa inizialmente ritenne di voler devolvere
i beni dei Templari agli Ospitalieri. I Sovrani Europei erano d'accordo,
a condizione che una parte del patrimonio lo tenessero per loro stessi,
pienamente consapevoli che non potevano impadronirsi di tutto perchè
riconoscevano che buona parte doveva andare anche alla Chiesa.
Vi fu il veto generale che i beni
andassero agli Ospitalieri, anzi qualcuno propose altresì di sottrarre
anche i beni agli Ospitalieri e di creare un Ordine nuovo con i fondi di
tutti gli Ordini, perchè gli Ospitalieri non erano migliori dei
Templari. Probabilmente vi era anche un altro progetto, dopo quello
architettato ai danni dei Templari, che avrebbe mirato altresì a colpire
l'Ordine degli Opitalieri, perchè in prevalenza gli Ordini militari
venivano considerati un grande ostacolo allo sviluppo delle monarchie
assolute esistenti, per cui o dovevano sottomettersi o sparire. Questa
seconda operazione non fu possibile portarla a compimento perchè non si
riuscì, per le lungaggini, a chiudere subito quella dei Tempiari.
I padri, intanto, non erano convinti
della colpevolezza dei Templari ed optavano per un nuovo Ordine.
Il 2 Maggio 1312, un compromesso tra
il Re ed il Papa, nella bolla " Ad providam ", venne decretata la
consegna dei beni agli Ospedalieri, che non entrarono mai in possesso,
perchè il concetto è che non si doveva sopprimere un Ordine per
potenziarne un altro. Solo una parte in alcuni territori andò agli
Ospitalieri.
I Tempiari dell'epoca, come si è
visto, non ebbero in Europa vita facile. Il metodo era all'incirca
identico in tutti i Paesi. Gli inquisitori prospettavano a priori al
Templare arrestato che se confessava e diceva la verità, riceveva il
perdono e ritornava libero, in caso contrario veniva condannato a morte.
Era quindi comprensibile quale soluzione i Templari erano portati a
scegliere, che ovviamente era sempre quella meno traumatizzante.
Oggi alcuni storici sostengono che
Filippo il Bello non si sia tanto mosso per un fatto prettamente venale,
ma che sicuramente vi dovevano essere dei motivi ben più gravi e che
sicuramente lo coinvolgevano sul piano emozionale. Il motivo principale,
probabilmente sarebbe stato il potere e la paura di perdere questo
potere, perchè quando un ordine diventa troppo potente, per non generare
più paura, deve essere soppresso, così il potere si riequilibra, traendo
ovviamente dei vantaggi patrimoniali o in denaro. Ma v'è da aggiungere
che a Filippo il Bello le ricchezze ed il denaro gli servivano anche per
organizzare la IV Crociata che nel Concilio di Vienne aveva
ufficialmente promesso al papa di finanziare.
Vi era una frase che correva all'epoca
di Filippo il Bello: " Il Re ha due problemi: il suo potere ed i suoi
mezzi finanziari ". L'Ordine dei Templari glieli risolse entrambi.
In prevalenza i beni confiscati ai
Templari furono incamerati o da Filippo il Bello o dal Papa e parte
servirono per finanziare la promessa crociata. Come pure molti beni,
come feudi e casali, una volta confiscati in nome del Papa, andarono a
finire nelle mani di privati, di ecclesiatici e di Ordini Monastici.
Alcuni Templari per salvarsi si fecero
iscrivere nell'Ordine degli Ospedalieri. Il popolo però sapeva ed era
convinto che i Cavalieri Templari erano veramente innocenti.
I Templari ebbero 124 capi d'accusa e
furono sottoposti a due diversi interrogatori, uno contro l'Ordine e
l'altro contro i fratelli, anche quando l'Ordine fu soppresso.
Intanto l'Ordine degli Ospitalieri,
che era stato fondato dal beato fra' Gerardo Sasso da Scala, quando il
Sultano Salah Ad-Din Yùsuf, europeizzato Saladino, cacciò i Cristiani
dalla Città Santa, allontanò da Gerusalemme anche gli Ospedalieri, anzi
i superstiti che erano sopravvissuti alla battaglia di Hittin .
L'esercito di Saladino, che si trovava in prossimità della collina che
per le due cime si chiamava le "Corna di Hittin". che a sua volta
dava anche il nome al Villaggio, aveva a disposizione alle spalle la
fertile pianura e le acque dei lago Tiberiade. In Luglio, in quella
zona, non vi erano altre sorgenti o pozzi, per cui i Franchi furono
sconfitti prima dal caldo, dalla sete e poi dagli attacchi continui dei
soldati mussulmani. Questi, convinti che i Franchi si sarebbero dati
alla fuga, con un esercito avevano pensato anche di tagliare agli
eventuali sopravvissuti la ritirata. Accerchiati, assetati i Cavalieri
Franchi, consapevoli che non v'era più alcuna possibilità di salvezza,
ogni tanto spingevano i loro attacchi con forza e coraggio nella
speranza di crearsi un varco. Per gli Occidentali fu una grande
sconfitta, ebbero il totale annientamento degli eserciti e la
spoliazione di quasi tutti i territori che nel tempo avevano occupato.
Anche i Gerosolomitani furrono massacrati. Nella circostanza fu
catturata ai Franchi la "Vera Croce", ove Cristo era stato probabilmente
crocifisso, anche se si dice che effettivamente la vera Croce sia stata
invece rinvenuta da S. Elena, mamma di Costantino il Grande.
Gli Ospitalieri, dopo un breve periodo
in Cipro, pensarono di impossessarsi dell'isola di Rodi, dominio dei
Saraceni, che occuparono con uno stratagemma, perchè aiutati anche dalla
nebbia e coperti con una pelle di montone, si mescolarono col gregge ed
entrarono nella città.
Il 1522 Solimano II riconquistò
l'isola di Rodi, per cui l'Ordine andò ramingo, sin quando Carlo V, il
25 Aprile 1530 donò in feudo perpetuo l'isola di Malta e di Gozo.
Così proprio a causa dei vari
possedimenti, l'Ordine Ospedaliero di S. Giovanni di Gerusalemme fu
chiamato, prima di Rodi e poi dei Cavalieri di Malta. Nel XIX secolo,
allorchè Napoleone conquistò la Valletta (dal nome del suo Gran Maestro
Jean de la Valletta che guidava i Cavalieri), l'Ordine abbandonò l'isola
e si ricostituì nel 1798 a Roma sull'Aventino sotto la protezione della
S. Sede.
I Cavalieri dell'Ordine di Malta sul
loro mantello portavano la stella ad otto punte, simbolo dell'Eternità,
della Solidarietà e dell'Amore, segno che sembrerebbe derivato dalla
rappresentazione della bussola, come si sa perfezionata dagli Amalfitani,
dopo aver probabilmente conosciuto l'ago calamitato dagli Arabi.
Il Gran Maestro dell'Ordine ha attorno
al collo il "Toson d'Oro", la più grande onorificenza cattolica
riservata ai monarchi. Esso è formato da nove panoplie,dieci figurine
che riproducono la effige dell'Apostolo S. Andrea con la sua Croce
decussata e 18 fiordalisi. Al Centro v'è un rubino incastonato, dal
quale pende un vello di caprone.
Un Amalfitano che voleva essere
iniziato nell'Ordine Gerosolimitano non doveva sottoporsi a nessuna
"prova di nobiltà": essi erano esenti perchè fondatori dell'Ordine.
Il privilegio fu rubato dai pisani nell'incursione del 1135.
A questo punto non si può continuare
all'infinito a parlare di Ordine degli Ospitalieri e di Templarismo. E'
necessario porre un punto fermo. Nell'inoppugnabilità dei documenti e
nella scientificità dello studio, la ragione vacilla. Il mio pensiero di
uomo moderno annulla ai miei occhi due millenni di fede, sono lunghi
secoli ove la scienza e la fede si sono lottati perchè nella debolezza
dell'uomo, ognuno ha creduto fortemente in una "Verità".
Tutte le forze dell'universo convivono
in grande equilibrio, perchè pongono il loro destino passato e futuro
nel bilanciamento delle forze negative e positive e sulle differenti e
molteplici energie.
Probabilmente il pilastro su cui gli
uomini hanno fondato la loro Religione, con la perizia di controllo, non
dà più all'uomo la possibilità di determinare la consistenza, la qualità
e la robustezza della materia. Però nella solidità e nell'apporto dei
secoli, " l'antimateria ", intesa come Fede, si è sviluppata e si
è inserita, come amalgama necessario, nella vita degli uomini in modo
preponderante e forte.
L'uomo nel suo travaglio non può
disperarsi, quello che probabilmente non c'era nei millenni passati, è
stato introdotto, perchè l'Uomo doveva trovare in se stesso la forza e
la vita per continuare il suo eletto cammino.
lo credo che per non incorrere nella
sua autodistruzione, Egli, -ancora in cerca della sua immortale
personalità-, abbia bisogno della Ragione e della Fede, del Dubbio e
della Verità, dei Dogmi e delle sue Ricerche. Per non correre il
rischio che la sua Ragione si squilibri e non dia più le risposte giuste
ai dubbi che si pone, deve vivere eternamente nell'equilibrio dei suoi
valori interiori.
L'uomo non potrà mai sentirsi completo
e forte con la sola Ragione, l'uomo ha bisogno anche della Fede, come
elemento di equilibrio, di rasseneramento, di tranquillità e di pace,
per poter continuare a trovare in se stesso la forza dei suo quotidiano
coraggio e della sua Vita.