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Anche
oggi, quasi arrivati al terzo millennio, capita di trovare nelle librerie
manuali sulla stregoneria moderna, si è a conoscenza del fatto che
esistono gruppi (congreghe) di streghe che si riuniscono con cadenze
prefissate per eseguire
rituali magici; INTERNET
pullula di siti sull’argomento, dove si ritrovano persone che
dibattono questi problemi ed altre che approfittano dei mercati offerti
dalla rete per vendere attrezzature e marchingegni adatti ad eseguire
incantesimi.
Al
di là di un facile sarcasmo c’è da chiedersi come mai questo “stile
di vita” trovi adepti
ancora oggi, quando i motivi che resero la stregoneria un fenomeno sociale
importante nei secoli passati sembrerebbero ormai caduti.
La
strega che curava disinteressatamente i propri compaesani con l’utilizzo
delle erbe, la strega ribelle all’ordine sociale e portatrice di antiche
conoscenze, quella che difendeva le donne dalla prepotenza dei mariti e,
in genere, dalla struttura
maschile del potere è sparita nel momento in cui è nata la società
intesa in senso moderno. Gli scienziati, i propugnatori della parità dei
diritti delle donne, i liberi pensatori dovrebbero aver reso superata
questa figura.
Ma
non solo questi personaggi, tutto sommato positivi, hanno reso superata la
strega. Purtroppo per esse, ma anche per noi, ben altre figure sono sorte
ad invadere nicchie sociali prima occupate dalle streghe, e con ben altro
impatto.
Ciarlatani,
cartomanti, astrologi, medium, si sono riversati a fiumi su una folla di
persone insicure, spaventate, desiderose di essere rassicurate; come le
streghe hanno assunto il ruolo di “guida” di questa umanità impaurita
ed ansiosa, ma a differenza di queste senza lo spirito altruistico che le
contraddistingueva.
Le
streghe del passato si accontentavano di compensi commisurati alla
possibilità economiche dei beneficiati; gli attuali “operatori
dell’occulto” sono invece particolarmente legati all’aspetto
economico delle loro prestazioni, secondo una visione più
“imprenditoriale” che “altruistica”.
Il giro d’affari di questi gruppi è così importante (e quasi
sempre accompagnato da compensi irregolari) da aver richiamato
l’attenzione degli organi dello stato.
Allora
come si spiega il riemergere della strega nella cultura contemporanea?
Perchè, nonostante tutto quello che abbiamo detto, esistono ancora
persone che si autodefiniscono streghe e che si dedicano a pratiche di
stregoneria?
Per
tentare di rispondere a queste domande occorre analizzare tanto quel
fenomeno che possiamo chiamare “bisogno del magico” quanto la figura
della strega nel corso della storia, figura che è stata molto più
complessa e sfaccettata di quanto si creda comunemente.
Premettiamo
inoltre che la figura che ci interessa è comunque la strega “vera”,
quella che non fa mercato del proprio operato e quindi non va confusa con
la miriade di approfittatori sopra ricordati.
IL
BISOGNO DEL MAGICO
Si
dice che la storia nasce quando nasce la scrittura.
Indubbiamente
saper scrivere ci ha permesso di recuperare dati sui nostri progenitori
che non avremmo potuto recuperare in altro modo, ma sicuramente
l’attività intellettuale dell’uomo (nel suo significato più nobile)
è esistita anche prima di questa invenzione.
Ne
sono prova i manufatti ritrovati e che datano a tempi precedenti a quelli
in cui l’uomo riuscì a trasmettere il proprio pensiero grazie a piccoli
segni riportati su una roccia o su una tavoletta incerata. Un bisonte
impresso a colori sulle pareti di una caverna ci racconta di paure, di
tentativi di ingraziarsi gli spiriti della caccia, di ammirazione per la
potenza dell’animale cacciato molto di più di quanto possa fare un
resoconto scritto.
E
così disegni raffiguranti il sole e la luna, monumenti e cippi infissi
nel terreno per controllare il movimento degli astri ci raccontano del
desiderio degli uomini di capire il mondo che li circondava.
Ed
ancora monili che raffiguravano animali, espressioni totemiche, graffiti e
disegni di cervi, di pesci, di uccelli, sono la testimonianza di uomini
che si guardavano attorno, che cercavano di capire quanto le altre forme
animali fossero parte dell’universo, quanto le altre forme animali
avessero anch’esso quel senso di qualcosa di più della semplice vita
fisica, quel qualcosa di più che i nostri progenitori cominciavano a
sentire nella propria coscienza.
Tutto
questo era l’ansia della
conoscenza: l’uomo voleva sapere cosa erano le forme che lo
circondavano, fossero esse animate o meno, capire quali erano i meccanismi
che le facevano muovere.
Oggi
noi datiamo la nascita della scienza in senso moderno con Galileo, ma gli
uomini cominciarono molto prima a tentare indagini sulla natura, facendolo
con metodiche abbastanza lontane dall’attuale rigore della logica
scientifica ma con le uniche che possedeva, ossia dando per scontato che
quel “senso della vita” che sentiva in sè stesso non poteva che
essere posseduto anche dalle altre forme di vita da cui si vedeva
circondato.
E
forme vitali erano indubbiamente gli animali, che era facile
paragonare a sè stessi in quanto dotate di movimento e di un corpo fisico
molto simile a quello umano, ma erano forme vitali anche le piante,
i fiumi, le nubi, dato che anch’esse erano dotate di movimento; e
poichè con il loro movimento avevano un’influenza sulle attività
dell’uomo (le nubi oscuravano il sole e portavano la pioggia, il vento
distruggeva i raccolti) dovevano anche avere una logica in tutto quello
che facevano, dovevano avere una mente pensante.
Inoltre
certe entità dovevano possedere anche una enorme potenza, visti i danni
che riuscivano a procurare alle attività umane.
E’
questo il principio fondamentali che porta alla nascita dell’animismo,
fase religiosa presente in tutte le culture antiche: l’attribuzione di
un’anima a tutte le forme che circondano l’uomo in quanto ritenute
sede di vita.
Da
questo punto nasce il passo successivo: se ciò che ci circonda ha una sua
vita è possibile entrare in contatto con esso, così come, per l’uomo,
è possibile entrare in contatto con i propri simili, anche se non
necessariamente il contatto deve essere come quello che hanno due persone
che dialogano tra loro; l’uomo primitivo si rende comunque conto di una
grande differenza tra le varie forme di vita, e si accontenta,
all’inizio, di quel semplice contatto che è rappresentato dalla
consapevolezza dell’esistenza di una forma di vita universale.
Quando
l’uomo non si accontenterà più di questo semplice contatto comincerà
ad elaborare riti, manipolazioni, tecniche interpretative dell’universo
che diventano il tramite con forme vitali diverse dalla sua: nasce così
la lettura dei simboli, siano essi volo di uccelli o interpretazione delle
lingue del fuoco, lettura di sassi fatti cadere a terra o interpretazione
dalle interiora di animali sacrificati.
Tutte
queste tecniche hanno in comune il fatto di essere il sistema
“traduttivo” tra forme vitali differenti.
Nell’animismo
non esiste una “forma ” dell’anima. L’anima è solo una entità
spirituale incorporea e senza forma che pervade ogni essere.
Solo
più tardi si tenderà ad antropomorfizzare questa entità rivestendola di
una sua corporalità molto simile al corpo dell’essere in cui essa è
presente: così l’anima di un uomo assomiglia all’uomo stesso, quella
di un animale all’animale stesso, pur mantenendo una sostanzialità
incorporea; metodo questo che risponde ad una necessità semplificativa
del rapporto tra uomini: è più facile parlare di queste cose e di
intendersi se si può dare all’anima una rappresentazione fisica.
Il
sistema animistico antropoformizzato si trasforma poi in quello
politeistico ed infine, per alcune culture, in monoteistico, ma questa
evoluzione non ci interessa molto; quello che ci interessa è che il
sistema animistico, antropomorfizzato o meno che fosse, aveva una
caratteristica specifica di quel tipo di fenomeno religioso: il contatto
tra forme vitali non aveva bisogno di intermediari.
L’uomo
valutava personalmente, tramite l’interpretazione, i segnali che gli
venivano dalle altre forme; non aveva bisogno di chiedere l’aiuto ad
altri uomini per la traduzione di tali segnali o, se tale aiuto era
necessario, era un aiuto limitato nel tempo, una “prima volta”, un
aiuto dato da un anziano ad una persona più giovane ed inesperta, che si
esauriva nell’atto di questo unico aiuto. Un po’ come oggi si aiutano
i bambini a fare i primi passi, quando un’anziano aveva insegnato ad un
giovane le tecniche interpretative il suo compito era terminato.
Non
esisteva quindi una casta privilegiata che facesse da intermediaria tra le
varie forme vitali, e questa logica si è mantenuta per molto tempo,
deteriorandosi mano a mano che si passava dai culti animisti a quelli
monoteisti.
Le
religione monoteiste sono tipiche di culture più avanzate, più
organizzate e risentono pertanto della cultura della quale fanno parte;
l’organizzazione della società civile comporta la suddivisione dei
compiti, e la religione non fa eccezione: nelle religioni monoteiste
nacque perciò la casta sacerdotale, che è quella che fa da tramite tra
l’uomo e il dio.
In
questo modo il mondo reale e quello del dio vengono ad essere separati.
Fino
a quando l’uomo non ha bisogno di mediatori vive continuamente il
contatto con dio e di conseguenza i due mondi sono, se non coincidenti,
sempre presenti nella sua vita, ma nel momento in cui è un’altra
persona ad avere i contatti con il soprannaturale questa coincidenza si
perde.
E’
quanto vediamo nelle società attuali: più queste sono lontane dalla
nostra cultura, come quelle degli aborigeni australiani, più si
avvicinano alle religione animiste, e più il senso del magico fa parte
della vita di tutti i giorni.
L’uomo
sente comunque la dissoluzione di questa coincidenza come una perdita,
tanto è vero che tutte le forme religiose venute dopo quelle animiste
hanno mantenuto, in un modo o nell’atro, traccia della voglia di essere
soggetti principali nel rapporto con dio; il rapporto diretto non si perde
del tutto nelle tradizione politeiste, dove il sacerdote è sempre e solo
un aiuto al contatto, o in quelle di area sciamanica.
Anche
una religione monoteista, l’Islam, privilegia sostanzialmente un
rapporto diretto tra il credente ed Allah.
Possiamo
pertanto dire che il rapporto privilegiato uomo-dio è qualcosa di innato
nei desideri umani, un desiderio che l’uomo possiede sin dall’antichità,
qualcosa che non ha mai dimenticato, ma magari solo sostituito con
rapporti con altre strumenti che si proponevano come alternativi ai suoi
desideri di indagine conoscitiva della la natura, ad esempio la scienza.
La
scienza però non è un sostituto completo, non lascia spazi
all’immaginazione, inquadra la vita in schemi rigidi oltre ai quali non
si può andare; quando poi essa sembra non riuscire neppure a dare delle
risposte ed a migliorare la vita, come un certo tipo di positivismo aveva
fatto sperare, il ritorno alle forme antiche di rapporto con la natura è
abbastanza normale. Ma a questo punto la delusione è tale che non si fa
un passo indietro, ma se ne fanno tre: delusi dalla scienza non si torna
al rapporto con dio mediato da altri uomini, ma si passa direttamente a
quello personale con la natura.
A
questo punto l’immaginazione è più libera, si può tornare a sperare.
Si può sperare che esiste un modo di conoscere quel futuro che fa paura,
che ci sia un modo per liberarci di cose e persone che ci opprimono, per
avere un rapporto migliore con gli altri.
Se
la scienza non conosce questi modo forse li conosce la natura, basta
saperne cogliere la voce.
LA
STREGA NELLA STORIA: UNA
FIGURA COMPLESSA
Con
la comparsa dell’uomo e soprattutto con il suo interrogarsi circa i
misteri della natura e dell’esistenza (il bisogno del magico, prima
ricordato) si cominciò a venerare figure che identificavano i cicli
vitali dell’uomo stesso e della terra sulla quale cui viveva e dalla
quale traeva nutrimento. Così nacquero culti per la terra, la Grande
Madre e per tutto ciò che l’uomo vedeva circondare il suo mondo: il
sole, la luna, gli astri, ma anche entità più alla sua portata, come i
fiumi, le montagne, gli alberi.
Proprio
a questo desiderio di capire
ed interpretare il mondo ed i suoi segni si può far risalire il termine
“strega”; infatti la radice del nome si ritrova nel latino “strix”
(gufo, civetta). Nel mondo anglosassone invece nel gaelico “wicca” (da
cui l’inglese moderno “witch”). In ogni caso il termine
ha sempre comunque un riferimento a quanto riguarda la conoscenza,
intesa soprattutto come conoscenza della natura e dell’animo
dell’uomo: la civetta rappresentava la sapienza (era il simbolo di
Minerva), mentre l’antico termine gaelico contiene in sè la radice
della parola “conoscere”.
Legata
principalmente a culti di dei negativi veniva considerata come un essere
in combutta con le forze del male, e nella migliore delle ipotesi una
povera pazza visionaria; in realtà la strega è passata attraverso una
trasformazione molto complessa, ed in questa evoluzione ha cristallizzato
alcune forme esteriori e di comportamento che si sono mantenute nei
secoli, e che sovrapponendosi le une alle altre hanno finito per creare
una figure dalle mille sfaccettature.
Così
si ritrova in lei l’antica sacerdotessa di culti pagani pre-cristiani,
legati all’adorazione della natura in tutte le sue forme; si ritrova
l’esperta erborista le cui nozioni non avevano un fondamento teorico ma
erano il risultato di centinaia di anni di esperimenti e prove tramandate
per via orale (da cui la necessità del rito, che aiuta, tramite il gesto
ed il suono delle parole, a meglio memorizzare le parole stesse); si
ritrova la bàlia del villaggio che aiuta le donne nelle loro pene e
sofferenze tipicamente femminili, ne diventa l’amica e confidente al
punto da erigersi a loro difesa contro le prepotenze dei mariti; ma si
ritrova anche la serva pasticciona che per compiacere la padrona si
inventa filtri d’amore, il cui risultato, quando è positivo, è più
dovuto agli intrighi della serva stessa che all’efficacia del filtro; ed
anche la povera pazza, che odia il mondo intero, ne è ricambiata, e tenta
di provocare sofferenze e morte di tutti quelli che odia mediante
sortilegi, ed ancora la ragazza sveglia ed emancipata che utilizza
le sue arti per il soddisfacimento dei propri capricci, o semplicemente
per desiderio di protagonismo o di voglia di libertà.
La
strega aveva quindi in sè un po’ tutti questi aspetti, più o meno
pronunciati; di volta in volta uno di questi aspetti era prevalente
rispetto agli altri, ma fondamentalmente tutti erano sempre presenti perchè
tutti erano espressione di una filosofia di vita ben precisa: innanzitutto
il desiderio di vivere la vita secondo regole proprie, regole scelte
secondo la propria logica ed esperienza e non secondo principi imposti,
con autorità, da altri; in secondo luogo il desiderio di rendere
partecipi di questa scelta anche altre persone.
La
volontà, il desiderio della conoscenza, il trascendere e passare al di là
dei limiti usuali imposti dalla cultura del momento è il significato più
profondo della figura della strega.
Questa
figura della strega passa attraverso diversi momenti nel corso della
storia, in ognuno dei quali crea una diversa immagine nella fantasia
popolare e soprattutto ha un diverso impatto sulla realtà sociale.
Come
già detto la figura della strega nasce con il concetto stesso di
religione.
L’idea
di un dio buono crea sempre, come contraltare, quella di un dio cattivo,
ed entrambe queste entità soprannaturali hanno i loro collegamenti con la
vita naturale, gli intermediari che permettono loro di potersi manifestare
con fenomeni interpretabili dagli uomini comuni: questi intermediari sono
i sacerdoti, i preti, le sacerdotesse per i dei positivi, mentre sono le
streghe e gli stregoni per quelli negativi.
Fino
a questo momento sono le culture pagane quelle ispiratrici di questo
fenomeno, con le loro torme di dei buoni e dei cattivi, più o meno sullo
stesso livello di potere. Vale ancora il principio duale del bene che è
nato nello stesso momento in cui è nato il male, e, appunto, con la
stessa valenza nella forza e nel potere. Sarà la religione cristiana a
sostenere, molto tempo dopo, una visione sostanzialmente diversa, che vede
innanzitutto la nascita del bene, e solo di quello; il male è un
“incidente di percorso” che si manifesta solo perchè il bene lo
permette, e comunque mai e poi mai potrà risultare vittorioso. Il diavolo
è diventato nemico del bene per sua scelta e perchè, comunque, il bene
gli ha lasciato questa possibilità.
E’
in questo periodo che le streghe riversano la loro venerazione su dei
greci e romani, in particolare sulle divinità dei mondi inferiori e delle
tenebre.
Diana,
la dea della caccia e degli animali, era riconosciuta anche come
personificazione della fertilità e del parto, era detta “la
triforme”, la dea delle tre nature, ed era chiamata con tre nomi
diversi: Diana celeste, terrestre, “la dea dai molti seni”, Ecate
infera e infine Artemide, la casta dea selenica. In seguito i pagani
tentarono di spiegare razionalmente l’esistenza di tre diverse divinità
lunari osservando che la luna è il simbolo della fertilità e della
femminilità e che dunque possedeva tre aspetti: piena, nuova e falciata.
In
questo modo Artemide era la giovinetta casta e illibata, Diana
simboleggiava la madre feconda, Ecate,
infine, era la donna che non poteva più generare, e rappresentava la
morte.
Fu
proprio questa dea, in quanto rappresentava la natura nel suo evolversi,
ad essere assunta dalle streghe come l’immagine di riferimento più
importante.
Questa
situazione si mantiene fino a quel particolare momento della storia
europea che è la fine dell’impero romano, o per meglio dire della sua
cultura, e l’inizio del più antico medioevo.
In
questo periodo in tutta Europa vengono a mancare gli ideali ed i valori
portati dalla romanità e vacillano quelli espressi dal cristianesimo, che
faceva della romanità uno dei suoi pilastri.
In
Italia questo fatto si sente fortemente, in quanto viene a mancare
totalmente una cultura che aveva annullato tutte quelle che l’avevano
preceduta; nell’Europa continentale e nelle Isole Britanniche subiscono
un duro colpo le neo-culture galliche e celtiche che, avvicinatesi alla
cultura romana e cristiana e pur interpretandone gli insegnamenti in una
forma propria, avevano fatto nascere un nuovo stile di vita.
La
perdita di questi valori mette in crisi il modo di vivere la vita,
compreso quello usuale, di tutti i giorni. Quando non si ha più fiducia
nelle religioni e nelle leggi imposta per lungo tempo da una istituzione
consolidata si passa a prendere in considerazione il ritorno a religioni e
leggi risalenti ad istituzioni precedenti, dato che queste rimangono
comunque nel proprio patrimoni culturale.
Questo
fenomeno si nota di più nelle campagne che nelle città, dato che proprio
le campagne sono le zone che prima di altre risentono dell’abbandono
delle istituzioni e perchè è più facile che qui si mantengano vecchie
tradizioni.
Ecco
che in Italia si cominciano a fare largo altri dei, più antichi e pagani,
e nei paesi di area celtica e germanica tornano a fare capolino quegli dei
che il cristianesimo non era mai riuscito a cacciare completamente.
Poiché
la crisi di valori non riguarda solo la religione ma anche altre forme
istituzionali, oltre a nuovi dei si riaffacciano modi diversi di
considerare le leggi, i rapporti sociali, la medicina, in quanto non c’è
più fiducia in quel vecchio apparato che era portatore proprio di queste
forme istituzionali.
Quindi
accanto ai nuovi ( o forse vecchi ) dei compaiono nuovi (o forse vecchi)
sistemi di farsi giustizia, per tenere i rapporti sociali con gli altri,
per curarsi.
La
pratica di questi nuovi (o antichi ) sistemi viene facilitata dal fatto di
adorare dei molto spesso
latori di una religiosità basata sulla natura e sul suo potere benefico.
Si
instaura così un circolo sinergico deità-atti sociali-deità che si
autoalimenta.
Anche
questa volta si evidenzia, nei portatori di questo fenomeno; un ruolo
femminile ben diverso da quello degli uomini. Il ruolo delle donne diventa
centrale, annullando quasi completamente quello dell’altro sesso, ed in
questa differenziazione ci sono altri motivi, oltre a quelli già
ricordati, per comprendere i quali occorre fare un passo indietro nella
storia.
Nell’antichità
il ruolo della donna aveva una diversa dignità rispetto a quella dei
tempi ai quali ci siamo riferiti parlando della strega medioevale.
E’
molto probabile che le società primitive fossero in massima parte
matriarcali, in quanto la mancanza di conoscenza dei meccanismi biologici
del concepimento faceva si che il fenomeno della maternità desse alla
donna un’aura di mistero e di potere che la rendevano, agli occhi degli
appartenenti al suo gruppo sociale, superiore agli uomini,
Con
il consolidarsi di strutture sociali più avanzate, basate sul potere
conquistato anche con la forza, l’uomo tende ad impossessarsi del ruolo
di leader e, una volta raggiunto il potere, è desideroso di legittimarlo
con atti formali. Tali atti sono la creazione dei miti e delle leggende
dai quali la sua superiorità risulta palese, e li legittima con la
religione, imponendo ad essi il suggello dell’autorità divina.
Nascono
quindi in tutte le culture miti che parlano di un dio che crea l’uomo a
sua immagine e lo impone alle altre forme viventi come signore
incontrastato del mondo, e solo successivamente crea la donna, come sua
compagna o comunque in un ruolo subalterno.
Tracce
di una parità con l’uomo rimangono solo in antiche leggende, come in
quella di Lilith, prima moglie di Adamo e da lui ripudiata perchè non
voleva accettare il ruolo di moglie sottomessa.
La
battaglia tra uomini e donne procede comunque in maniera diversa e
disomogenea nelle varie culture, ma sempre con la sconfitta del ruolo
femminile.
La
vittoria dell’uomo è più rapida nelle culture del bacino del
mediterraneo e meno in quelle dell’Europa continentale, probabilmente a
causa del diverso livello delle due: in una società più primitiva
l’aiuto che la donna dà all’uomo nella conduzione della famiglia è
ancora più sentito; la donna lavora duramente al fianco del marito e
questo fatto le viene riconosciuto accordandole un ruolo di un certo
livello.
Quindi
nell’Europa continentale si nota, ancora nei primi secoli D.C., un ruolo
femminile ancora importante: ci sono donne guerriere, donne regine con
effettivo potere, donne sacerdote. I druidi accettavano donne nella
loro istituzione, ed i druidi erano, oltre che sacerdoti, anche
consiglieri politici e militari.
Tornando
alla strega medioevale ci rendiamo conto che la differenziazione dei ruoli
maschile e femminile viene alimentata quindi anche dal fenomeno appena
ricordato, ossia dall’affiorare alla memoria di un antico importante
ruolo delle donne, soprattutto in quelle cultura, come quella celtica,
dove il ricordo di questo ruolo non si era mai sopito.
L’ultima
ragione che alimenta la differenziazione dei ruoli dipende da un fatto più
pratico ed umano. La necessità del sottoporsi a pratiche mediche spinge
le donne che ne hanno bisogno a preferire guaritrici piuttosto che
guaritori, soprattutto quando la necessità delle cure è dovuta a
problemi legati alla natura femminile (problemi di parto, aborto, dolori
mestruali).
La
differenziazione dei ruoli è tale che ad un certo punto la strega è solo
donna.
Non
a caso quando la chiesa cercherà delle persone che portino aiuto a chi
era rimasto vittima di malefici mediante la sottoposizione a riti che
dovevano annullare i risultati delle arti malefiche, si rivolge solo a
uomini. E questo non solo perchè la classe sacerdotale importante a quel
punto è formata da soli uomini. Infatti usa i sacerdoti, come esorcisti,
solo nelle città. Nelle campagne si rivolge ad uomini comuni, ad una
sorta di “stregoni buoni” che, con il beneplacito della chiesa,
girano la campagna con lo scopo di cui si è detto.
In
Italia questi personaggi sono noti come “benandanti”.
Il
quadro è ora abbastanza chiaro. In giro per l’Europa ci sono donne che,
in mancanza di potere istituzionali, tentano di far sopravvivere il
proprio gruppo sociale mediante nozioni
che sono state loro tramandata da tempi ancestrali, e quindi utilizza il
buon senso per risolvere liti, usa erbe e decotti per curare le malattie,
ed il tutto alimentato e tenuto vivo dalla fede in antichi dei, molto
spesso identificabili con la natura stessa, con il mondo delle piante e
degli animali.
Ma
le guaritrici non si limitano ai consigli ed alle cure. A forza di
dialogare con le proprie assistite cominciano a rendersi conto che la
malattia della moglie del mugnaio non è dovuta al sangue che, a detta del
medico ufficiale, è stato infettato dalla vicina palude, ma più
probabilmente dai patimenti che la poveretta ha subito a causa dei
quindici parti, e che la pazzia della moglie del contadino si deve forse
alle botte che subisce dal marito quando questo torna ubriaco dalla
taverna, dove è andato a spendere i pochi soldi lasciando senza mangiare
la propria famiglia.
Queste
donne cominciano a rendersi conto di un disagio di tutta una classe
sociale e ne diventano i difensori, le portatrici di una richiesta di
cambiamento di uno stato sociale di inferiorità.
Se
esse non avevano sufficienti nemici oltre ai preti ed ai medici, che nel
tentativo di recuperare il loro ruolo le osteggiavano ferocemente, con
questa nuova funzione sociale vengono a scontrarsi con tutti gli uomini.
Sarà
proprio l’odio feroce degli uomini, che si vedevano derubati del loro
potere di padroni nei confronti delle proprie mogli, a far sì che la
lotta portata alle guaritrici dai preti e dai medici avesse successo, ed i
risultati saranno l’inquisizione, i processi sommari, le torture ed i
roghi.
Da
questo momento in poi non si contarono i notabili, fossero essi religiosi
o laici, che si lanciarono in queste azioni con fervore da “santa
crociata” creando una strategia e gli strumenti metodologici per
combattere le streghe.
In
realtà il comportamento iniziale della Chiesa nei confronti delle streghe
fu molto diverso. Si ritenne probabilmente che era più opportuno ignorare
questa realtà piuttosto che avere un nuovo avversario, per cui tutte
quelle donne dei villaggi rurali che ritenevano di poter guarire le
malattie mediante l’invocazioni di antichi dei vennero definite delle
“pazze visionarie” o “donne con scarsa cultura”, per cui si
comminavano ad esse lievi pene.
Fu
solo in un secondo tempo, quando il fenomeno divenne troppo importante per
essere accantonato, che si cominciò a combatterlo, prima classificando la
stregoneria come una delle tante sette eretiche e successivamente come una
categoria a parte.
Fu
il Papa Giovanni XXII
a far partire questa guerra con grandi mezzi, e poi tutta una serie di
persecutori, da Bernardo Guy a Nicholas Remy, da Henry Bouget a Pierre de
Lancre, a Torquemada, a Philipp Adolf di Ehremberg, Johann Georg Fuchs,
Matthew Hopkins.
Il
Malleus Maleficarum,
pubblicato nel 1486, fu il più popolare fra i manuali per
cacciatori di streghe durante il XVI e XVII secolo. La sua stesura si
deve a due frati tedeschi, Jacob Sprenger e Heinrich Kramer, dapprima
persecutori di eretici.
A
voler essere sinceri ci furono anche persone intelligenti ed oneste che
capirono l’effettivo ruolo di queste donne e cercarono di difenderle, ma
non riuscirono a contrapporsi ad una campagna di odio che aveva un
obiettivo troppo importante per chi l’aveva decisa.
In
Francia comparvero i primi libelli che mettevano in dubbio alcuni aspetti
della stregoneria. Nel 1631 un gesuita di Wurzburg, Friedrich Von
Spee, pubblica anonimamente
(per non affrontare l'ira dei fanatici) "Cautio Criminalis", un
libro che condanna la tortura nei processi alle streghe.
Ma
la lotta contro le streghe, oltre ad essere la difesa delle istituzioni
sopra menzionate, si inquadrava in una battaglia molto più ampia ed
antica, in un tentativo di colonizzazione culturale portato dal
cristianesimo contro i popoli dell’Europa continentale.
Già
i romani, per difendere la diffusione della loro cultura e la loro
espansione territoriale, avevano usato la tecnica di screditare certe
figure, ad esempio i druidi, sia in quanto portatori di una diversa
religiosità ma soprattutto perchè anima della coesione del mondo
celtico. A questa fase dura fecero poi seguire altre strategie, come
quella di sovrapporre dei del pantheon latino a quelli dei Celti.
Così
il dio Lug diviene Mercurio, Belenus diventa Apollo e Atio si trasformò
in Diana.
La
cristianità continuò su questa strada di discredito di alcuni dei (Cernumnos
diventa Satana, grazie anche al fatto che il dio celtico si ornava di
corna di cervo) o di sovrapposizione di altri con santi cristiani (la dea
Birgit diventa Santa Brigida).
La
strategia continuò con le solennità religiose: Beltane, che festeggiava
l’arrivo della primavera fu praticamente dimenticata, in quanto le fu
sovrapposto una serie di feste sia cristiane che laiche, fino
all’attuale trasformazione nella festa del Primo Maggio, mentre Samain
diventò la festa di Ognissanti.
Questo
fenomeno, conosciuto come “sincretismo religioso” è
il risultato di un piano preordinato, ma sul quale poi si innesta
un meccanismo quasi automatico, per cui tutta una serie di atteggiamenti,
riti, nozioni, leggende popolari si accodano alle
informazioni fornite volutamente creando un sistema che a lungo
andare sostituisce, compenetrandolo, il sistema religioso precedente.
E’
questo il periodo della demonizzazione generalizzata di tutto ciò che non
era cristiano, già iniziata nei primi secoli dopo Cristo con la creazione
della definizione teologica del demonio da parte degli scrittori patristi
e continuata fino ai giorni nostri; questa
operazione identificava con le pratiche demoniache tutto ciò che non
ricadeva nei canoni della cristianità ufficiale, dagli scritti fino alle
attività più comuni ed usuali, con degli eccessi tali che alla luce
delle moderne conoscenze di psichiatria si potrebbe benissimo interpretare
l’operazione come una patologia identificata con il nome di “pratica
ossessiva”: così diventavano simboli demoniaci le lettere
dall’alfabeto runico, o altri legati alle tradizioni ermetiche o
numerologiche, come il pentacolo (anche oggi, nei filmetti “horror” di
quart’ordine, gli appartenenti a sette sataniche vengono sempre mostrati
nell’atto di utilizzare le rune per scrivere le formule magiche).
E’
in questo stesso periodo che nasce una nuova interpretazione di un antico
termine che tanto spesso verrà legato alla figura delle streghe:
“paganesimo”.
Il
termine discende dal latino “pagus”, che significa molto semplicemente
“villaggio”, e che pertanto veniva utilizzato per identificare gli
abitanti dei villaggi in contrapposizione a quelli che vivevano nelle città
(“civitas”); data la maggiore diffusione e persistenza di culti
animisti (comunque non cristiani) nelle zone rurali e montane, quindi
fuori dalle città, il termine cominciò ad essere usato per indicare
tutti quelli che aderivano a tali culti, ed il suo significato si caricò
pertanto di una connotazione negativa.
Il
termine venne utilizzato per indicare tanto le streghe che gli eretici
(non bisogna dimenticare infatti che l’Inquisizione nasce innanzitutto
come strumento per combattere gli eretici, catari ed albigesi in
particolare) è si è portata dietro questa connotazione negativa fino ai
nostri giorni (chi scrive ricorda una definizione dialettale romagnola per
indicare una donna vecchia e brutta : “brota com una paghéna”, ed il
termine sottointendeva che oltre ad essere brutta questa persona dovesse
essere anche cattiva).
Anche
con l’Epifania c’è stato un fenomeno di sincretismo religioso; la
vecchia festa pagana prevedeva un sacrificio simbolico: un fantoccio con
le sembianze di una strega
veniva bruciato, a simbolizzare l’abbandono del vecchio anno.
La
sovrapposizione ha creato una immagine legata alla ricorrenza cristiana
dell’apparizione (epifania in greco, da cui l’italianizzazione in
“befana”) e la strega è stata trasformata in una buona donnetta
dispensatrice di doni, ma a testimoniare della derivazione da una diversa
cultura, demonizzata dalla cultura imperante, è rimasto l’aspetto di
vecchia, quindi un aspetto slegato dalle bellezza, secondo la logica :
bello = buono, brutto = cattivo.
Quando
il vuoto degli ideali comincia ad essere colmato da nuovi valori, quando
la scienza comincia a riconquistare il terreno perduto nei secoli bui e ad
analizzare la natura in maniera più seria e critica, quando filosofi e
pensatori rivedono con prospettiva più ampia le loro idee circa l’uomo
e la ragione, la strega medioevale scompare.
Con
il rinascimento e fino all’illuminismo nascono nuove figure che indagano
la scienza e lo studio dell’uomo in maniera più critica: scienziati,
medici, astronomi, botanici, naturalisti..
Questi
uomini riescono a dare alla natura una interpretazione che, in piccola
parte, le streghe avevano fatta propria secoli prima. Il testimone della
difesa della ragione passa a questi uomini e la strega non ha più motivo
di esistere, almeno come portatrice di un modo di ragionare non
ottenebrato da superstizioni e preconcetti.
Rimane
sempre la strega dispensatrice di filtri e di fatture, questa volta però
non più relegata, come quella antica, ad un ruolo di emarginata.
La
società non la teme più, un po’ la considera matta e un po’ la cerca
per tutte quelle piccole
pratiche legate a problemi amorosi, a questioni di sesso non sempre
confessabili, a pratiche abortive.
La
strega di questo periodo si occupa di questioni così poco significative
da non rappresentare più un problema né per i medici
né per i preti, né
per la classe maschile in generale.
Il
sempre minor credito che gli conferisce la società la relega ad un
pubblico sempre più identificato nelle persone di scarsa cultura o in
quello che, a causa di momenti particolarmente difficili della propria
vita emozionale, cercano disperatamente qualcuno al quale aggrapparsi, o
che possa fornire loro qualcosa in cui credere.
La
loro popolarità è altalenante in sincrono con lo stato di malessere ed
insicurezza della società.
In
questa situazione cade anche
il motivo della differenziazione dei ruoli, così che cominciano a
ritrovarsi tanto streghe che stregoni.
Le
minime possibilità di intervento che viene loro imposto dalla scienza
moderna, soprattutto dalla medicina, fa si che le loro pratiche si
rivolgono prevalentemente alla predizione attraverso l'interpretazione di
una presunta realtà superiore mediata dall’uso di elementi usuali o
comunque appartenenti al mondo reale (predizione del
futuro mediante interpretazione delle carte da gioco, posizione
degli astri, lettura della mano).
Questa
l’immagine popolare della strega fino ad oggi.
In
realtà già negli ultimi due secoli (come avremo modo di vedere meglio più
avanti) diversi studiosi di antropologia e dei fenomeni religiosi avevano
cominciato ad interessarsi delle streghe facendone oggetto di uno studio
un po’ più serio di quanto la cultura popolare tramandava.
Oggi
stiamo assistendo ad una serie di fenomeni che potrebbero inserirsi in una
ulteriore valutazione della figura della strega, principalmente per due
aspetti, uno di carattere negativo e l’altro positivo.
Sappiamo
che crisi di valori, associati a particolari stati emozionali, sono un
fertile campo per imbroglioni e truffatori che vogliono trarre da ciò un
interesse personale; nella nostra società troppe persone sono attente a
cogliere opportunità economiche scorrette e la povera vecchia strega
comincia ad avere tanti concorrenti.
Nascono
singoli o gruppi che offrono la stessa mercanzia delle antiche streghe, ma
rivestono la loro proposta commerciale con un abito più adatto a tempi
moderni: esistono medici veri (nel senso di persone fornite di laurea) che
aprono studi basando le loro cure su metodi non sperimentati, spesso
derivanti da teorie
cervellotiche e non provate, o sedicenti streghe (magari si definiscono in
altro modo) che offrono, naturalmente a pagamento, i propri servigi per le
più svariate necessità.
Dall’attività
di tali figuri si dissociano le “streghe”, quelle che danno un’altra
interpretazione, più nobile, del fenomeno e, come vedremo, molto più
legato al ruolo sociale della strega medioevale di quanto si possa
supporre in prima analisi.
Abbiamo
detto della strega come portatrice di conoscenze antiche e difensore dei
diritti delle donne. Questo aspetto è stato rivalutato negli ultimi anni
e portato all’attenzione di un certo tipo di pubblico, ha destato
curiosità e interesse per un fenomeno che era stato mal interpretato.
LA
STREGA OGGI
Arrivati
a questo punto possiamo cercare di capire chi sono le streghe oggi, e
quali le motivazione che le spingono a ricercare un diverso modo di vivere
attraverso una particolare
interpretazione della vita e delle regole della società.
Poiché
stiamo parlando di persone che si esprimono soprattutto con scritti e non
si prestano, generalmente, ad un dibattito pubblico, abbiamo ritenuto
opportuno riportare il più integralmente possibile (compatibilmente con
la necessità di non far diventare questo articolo un’opera
enciclopedica) il materiale che si trova in circolazione, soprattutto in
siti INTERNET; certi brani potranno apparire troppo lunghi, ma ciò era
necessario per non essere accusati
di omettere parti che avrebbero potuto modificare completamente il senso
del discorso.
Lasciamo
pertanto la parola a loro.
In
uno dei tanti siti dedicati a
questo argomento troviamo:
Streghe...chi
siamo?
Rispondere
a questa domanda non e' facilissimo, in estrema sintesi potremmo dire che
la stregoneria e' una religione basata sul culto della natura, e
sull'adorazione di due divinità, una maschile ed una femminile, nonche'
su un viaggio nel proprio interiore che finisce col cambiare completamente
la persona. Ma se questo e' un buon discorso teorico, cosa significa
questo nel concreto?
Facciamo
un esempio:
Supponete
per un attimo di vivere in una societa' molto arretrata e di essere una
donna, una ragazza facciamo di 17 anni. Ad un certo punto la vostra
famiglia accorda un matrimonio tra voi ed una persona che vi fa ribrezzo,
che ha 35 anni piu' di voi e che la vostra famiglia accetta solo per la
sua ricchezza: e' un "buon partito". Questo messere prova lo
stesso nulla per voi, e qualche volta, per cavarsi una voglia o per avere
un erede, vi violenta, appellandosi al "dovere coniugale".
Ora,
a questo punto, per le regole di quella societa', voi dovete subire e
basta. Quella societa' ha delle regole costruite ad HOC in modo che una
determinata classe di persone abbia di diritto e la possibilita' di
appropriarsi di voi, del vostro corpo, della vostra vita. In breve, con
quelle regole voi, 17enne povera avete perso in partenza, avete una sola
vita e le regole vi danno perdente. Congratulazioni.
Pero',
improvvisamente andate in una stanza buia, tracciate un pentacolo, pregate
una Dea , e qualche ora dopo apprendete che il marito e' deceduto ,
rendendo voi una ricca, libera e giovane vedova.
Ora,
questo e' un esempio un po' crudo, e forse verremo criticati per aver
usato proprio questo come esempio. Nel contesto, ci si potra' obiettare
che la societa' e' cambiata. (per quanto a noi sembra cambiata solo
nell'aspetto, ed esiste ancora una classe di "definiti
perdenti", solo che questi qui pur di non farlo vedere sono disposti
a soffrire in silenzio). Se pensate che certe cose non succedano piu',
beati ingenui!.
Comunque,
lo scopo dell'esempio era di dire la seguente cosa: le regole
di qualsiasi sistema sociale hanno dei "vincitori in partenza" e
dei "perdenti in partenza". La stregoneria e' un potere,
tipicamente diffuso tra i "perdenti in partenza" , il quale
permette di vincere anche se si e' sfavoriti e anche se le regole del
gioco dicono che perdete.
Certo,
nell'ultimo secolo sono nate ideologie che propongono di cambiare le
regole del gioco a favore di quelli "definiti come perdenti", ma
, alla fine dei conti, visto che abbiamo i mezzi per vincere comunque,
perche' mai investire energie per modificare le regole del gioco (che non
rispettiamo comunque)?
Vediamo,
di approfondire quello che la ragazza 17 enne dell'esempio ha fatto.
Innanzitutto, si e' trovata in balia di regole sociali che le impedivano
la felicita'. E senza alcuna speranza di uscirne. Avrebbe potuto
pazientare, ma...quante volte si vive? Presa cosi', a 17 anni, la sua vita
era finita li'. Avrebbe potuto rimediare dopo? No, il matrimonio e',
guarda caso, un diritto di proprieta' "finche' morte non vi
separi".
A
quel punto, la disperata ricerca di un conforto, nelle ore di
solitudine, nel buio di un angolo di casa.. Improvvisamente, una
percezione ,uno spiraglio. Esiste una divinita', ne esistono molte, per la
gente come lei. E non e' il dio cristiano dei potenti e dei faudatari,
quello che sta sempre col piu' forte , e' una Dea che e' parte di lei, che
parla con lei, che la consola.
A
quel punto, la richiesta di aiuto: come posso fare? E l'unica risposta e'
"la magia". Usa oggetti che vedi intorno a te che, che
puoi raccogliere fuori, cerca di sentire la volonta' che una cosa accada,
pronuncia delle parole, disponi
degli oggetti, e...puf, "Tana (dialettale per Diana) libera tutti!
"
Ci
si apre una prima finestra su una situazione
sufficientemente chiara per identificare
la psicologia di alcune di quelle persone che si rivolgono a questo tipo
di modo di vivere e di relazionarsi con esso per combattere la società,
una società che non piace e
che non saprebbero come contrastare.
Una
persona insicura (o almeno sicura della propria debolezza di essere nei
confronti di altri che sono più forti), talmente insicura che non pensa
neanche per un momento di opporsi a ciò che non gli piace, ma preferisce
aggirare l’ostacolo avendone l’opportunità (…visto
che ne abbiamo i mezzi per vincere comunque, perché mai investire energie
per modificare le regole del gioco…).
L’insicurezza
nasce all’inizio da una sensazione esistenziale, non analizzata
criticamente, delle proprie angosce, da una macerazione interna delle
proprie paure: i termini utilizzati lo indicano chiaramente
(..perdenti..sfavoriti..pazientare..disperata
ricerca..solitudine…buio..). Alla fine diventa comunque conscia la
chiarezza che la risoluzione è quella tipica delle persone che non hanno
la forza di combattere (..La
stregoneria è un potere tipicamente diffuso tra i perdenti in partenza..),
ma nonostante questo è l’unica soluzione trovata.
D’altro
canto è una soluzione nata da un’analisi del proprio stato non
condivisa con nessuno, nasce da un senso di insicurezza “solitario”.
Quando
però comincia a farsi strada la consapevolezza che questo stato è comune
ad altri, quando ci si confida con altre persone, si scambia con esse
sensazioni e speranze, allora la situazione si modifica: non si è più
soli, ed allo scoraggiamento subentra prima un senso di sollievo e di
sicurezza, poi un senso di potere che si fa via via più aggressivo mano a
mano che ci si accorge che assieme a tanti altri si è forti, e che si può
addirittura fare paura.
Torniamo
al seguito de testo precedente:
Il
terrore di ogni classe dirigente. Chiunque, il popolo, l'oppresso, ha un
mezzo che gli permette di vendicarsi o di batterli. Un mezzo individuale,
incontrollabile. Un mezzo che crea una nuova classe di
"potenti", di "liberi", e, cosa PEGGIORE, di
"felici". La felicita' e' il nemico di ogni classe dirigente.
Una persona felice e' una persona incontrollabile. L'unico vero status
symbol e' la felicita'.
Si
è passati dalla ricerca di qualcosa che permette di vincere la propria
insicurezza personale quasi all’esaltazione (…Una
persona felice e' una persona incontrollabile. L'unico vero status symbol
e' la felicita'….). Ma immediatamente dopo nasce anche la
consapevolezza che se si fa paura si deve aspettare una reazione dal campo
avverso, e allora ci si prepara a capire quali saranno le accuse.
Ed
ecco, pronta l'accusa: le streghe adorano il demonio! Come poter godere
delle giovani fanciulle, comperate dalle famiglie contro la loro volonta',
se esse sono in grado di ucciderci con una magia? Come espropriare il
raccolto ai poveri, se poi essi mandano la grandine a distruggerlo? A chi
tramandare la ricca eredita', se il nostro seme diventa sterile? Chi fara'
offerte alla chiesa contro le pestilenze se loro sanno incidere i bubboni?
Quale
il "nostro" potere, se "esse" dispongono di un potere
maggiore?
La
sempre maggiore consapevolezza di sè conduce, da una prima forma di
ribellismo spontaneo ed istintivo, ad
una definizione filosofica sempre più precisa del proprio credo e del
proprio ruolo.
Comincia
a delinearsi una vera e propria filosofia di vita.
La
persona insicura che abbiamo visto all’inizio
è diventata una persona che ha accettato non tanto il
modo di aggirare le proprie angoscie, ma comincia a chiedersi se
quelle angoscie erano proprio tali e non, piuttosto, il risultato di una
forma oppressiva dovuta ad altri, quelli che vogliono sempre vincere ed
imporre la propria visione
del mondo e le proprie regole.
Torniamo
ad alcuni esempi tratti da INTERNET.
Così
la stregoneria si configura nella societa'. Un mezzo individuale per
infischiarsene di regole assurde ed ottenere cio' che si vuole, un mezzo
per guarire dove il medico primario chiede centinaia di milioni per
operare, un mezzo per difendersi dalle molestie del capo... o credete
davvero che non vi siano piu' soprusi?
Ma
anche un mezzo per essere felici, che il mondo ce ne dia il permesso o
meno. Un mezzo per conoscerci dentro, per capire cosa vuole dire essere
donne e poter creare la vita.
…………………………………………………………………………………..
Ed
e' una religione, fatta di divinita' con cui parliamo, di cui l'adepto ha
percezione diretta, senza bisogno di una casta di sacerdoti: l'adepto e'
egli stesso sacerdote.
Ecco,
sostanzialmente, la stregoneria, comporta un cammino fatto circa
cosi': rendersi conto di cosa si vuole e di cosa non si vuole: senza
volonta' si perde, si subisce e basta. Indagare dentro se stessi e
cercare le proprie VERE pulsioni, ambizioni, volonta'.
Cercare
in se stessi il potere di ottenere quello che si vuole. Questo porta alla
percezione di due divinita', una Dea ed un Dio, che emerge in questo
cammino, e che saranno la nostra interfaccia verso la magia: quindi si
tratta di una religione a tutti gli effetti. Un viaggio nella PROPRIA
spiritualita' interiore.
Imparare
ad usare simboli e attrezzi, preghiere e capacita' magiche al fine di
ottenere quanto si vuole. Questi attrezzi e questi simboli vengono
prelevati direttamente dalla natura che ci circonda, in questo senso la
stregoneria e' una religione "basata sulla natura". Un'altra
fonte di informazioni e' la tradizione, perche' essa contiene gia' le cose
che cercate, che altri hanno gia' estratto dalla natura.
Tornando
al piano teologico, noi disponiamo di una forte mistica della morte , ma
non di una MITOLOGIA della morte, nel senso che non veniamo a dirvi che i
macellai finiscono nel paradiso dei macellai dove le strade sono di
vitello e nei fiumi scorre lo strutto....
la
nostra mistica della morte deriva dall'identificare l' "Anima"
con la stessa Vita, e nell'associare alla vita stessa , al suo
concepimento e al suo svolgimento, ai suoi ritmi, un attributo di Sacro.
Abbiamo
detto di una filosofia che comincia a delineare i propri punti
fondamentali, ed in questo si notano forti similitudini con la stregoneria
antica, culto animista e senza intermediari (……fatta
di divinita' con cui parliamo, di cui l'adepto ha percezione diretta,
senza bisogno di una casta di sacerdoti: l'adepto e' egli stesso
sacerdote….),…..(…..indagare dentro sè stessi e cercare le proprie
VERE pulsioni, ambizioni, volonta'….), legato ai culti della natura
e della terra (…… in questo
senso la stregoneria e' una religione "basata sulla
natura".…), e soprattutto, come la antica stregoneria, disposto
a combattere perché le cause che determinarono insicurezza vengano in
qualche modo rimosse, in quanto le cause esistono ancora (...
o credete davvero che non vi siano piu' soprusi?….).
E’
ovvio che una filosofia di questo tipo attrae anche altri “tipi
psicologici”: tutti quelli che, in un modo o nell’altro, tendono a
”subire” la vita più che ad affrontarla, e consci di questo cercano
soluzioni “non abituali”, ma anche quelli che si pongono lo stesso
problema in maniera più aggressiva, ed arrivano a conclusioni
esistenziali ed a proporre stili di vita che scandalizzano la maggior
parte dei cosidetti “benpensanti”.
La
forte componente libertaria di questo credo non rifiuta nessuno;
rifiutando qualcuno si porrebbe infatti dalla parte di chi giudica, e
giudicare vuol dire aver posto delle regole su quello che è buono e
conveniente, ossia porsi dalla parte di quel potere calato dall’alto che
è proprio quello si vuole combattere.
Alcuni
esempi di persone con queste caratteristiche psicologiche si deducono da
brani raccolti in rete; si va da poeti che si esprimono secondo tematiche
e forme tra il morboso e l’horror di quarta serie, a chi si pone
problematiche teologiche, a chi propone una visione del piacere che
ricorda molto da vicino gli scritti di Reich tanto cari a chi ha vissuto
il periodo della
contestazione giovanile del “68, a chi invece rivede proprio questo
periodo in chiave critica. Non manca chi si appella all’amore universale
utilizzando un frasario tipico degli esponenti della
new age.
"Assapora
la notte./ Gusta l’ oscurità./ Prendi sulle labbra/ ogni momento/ a
occhi chiusi./ Profanerò il buio/ e lo colorerò di bianco".
"Vivi
questi attimi,/ lascia che il mio corpo/ sprizzi fuori dall' anima,/
lascia che questa aleggi intorno/ e che guardi i muscoli/ guizzare nel
peccato./ Lei giudicherà,/ ma solo sé stessa.
"Giaciglio
tremante/ nella mia mente;/ ombra nei miei pensieri;/ terrore nel mio
orrore;/ regina nelle mie tenebre;/ fatti sepolcro/ per il mio scettro/ e
l'estasi sarà/ eterna".
……………………………………………………………
Vide
la sagoma sempre più vicina e notò che si trattava di un uomo giovane,
ma orrendo. Avrebbe voluto gridare, ma aveva come la sensazione che non le
sarebbe servito a niente; e poi sapeva di essere inabissata in un incubo e
voleva vedere che cosa avrebbe fatto la figura avvolta nel mantello lucido
e nero. Lucidi e neri erano anche i capelli lunghi e lisci come olio di
lino. La pelle del volto era bluastra e si contorceva in due pieghe
arcigne agli angoli della sottile bocca vermiglio. Il naso affilato lo
faceva somigliare ad un' aquila reale e qualcosa di aristocratico si
spandeva, in verità, per tutto il suo essere.
L'
orrore si tramutò rapidamente in desiderio e, ricordando ancora una volta
di essere in sogno, pensò compiaciuta che avrebbe potuto approfittare
dell' occasione.
Gli
occhi del demone erano di carbone, ma si tramutarono in tizzoni ardenti
quando la preda fece capire di essere a completa disposizione.
………………………………………………………………………………………
Le
donne erano incatenate e gli uomini, in verità, apparivano come i veri
dominatori dello scenario. Si prostravano davanti ad un idolo dalla testa
d’oro, munito di quattro piedi ed invocavano Baphomet.
Ad un certo punto, una guardia aprì la gabbia del serpente; questo
montò sulla tavola e si attorcigliò intorno ai pani
……………………………………………………………..
Parlando
di religione tutti prima o poi arrivano a chiedersi se stanno sognando, se
si stanno inventando tutto, o se quello che sentono e provano sia vero o
meno. Esistono diverse soluzioni a questo dilemma ,alcune di basso
livello, altre un po piu' evolute.
Gli
Wicca considerano al semplice fede come un basso espediente per superare
un problema , quello dalla mancanza di un rapporto personale con il
divino.
Iniziamo
dal basso, ovvero dalla cosiddetta fede.
Molte
religioni (tra cui NON noi) basano la religione sul concetto di fede.
Fede
significa di fatto "credere", credere per quanto assurdo,
credere anche quando tutto il resto dice che sia tutto falso. Questo tipo
di approccio NON comprende nessun tipo di contatto , di visione o di
percezione della divinita', tranne per determinate "prove" che
sarebbero i cosiddetti miracoli. Tuttavia, persino in queste religioni,
resistono le figure di coloro (pochi) che hanno la visione di una
divinita', come quelli che vanno alla mecca e sulla strada incontrano
Maometto, o che vedono la Madonna nel cielo.
Importante
notare il fatto che la fede venga considerata piu' forte laddove essa si
oppone all' evidenza. Non basta il fatto di credere che qualcosa sia vero.
E' istruttivo l'esame del comportamento di Tommaso, il quale chiese al suo
signore di mostrargli le ferite. Ora, dopo averne avuto prova, CERTAMENTE
egli credeva a quando aveva visto, e ne aveva certezza incrollabile,
avendone avuto le prove. Ma questo comportamento viene criticato
duramente, in quando egli poneva la prova come condizione per credere,
mentre la fede si suppone incondizionata aprioristicamente.
Un'altra
figura tipica e' il profeta, colui che ha la visione del divino. Egli ha
fede, in quanto la visione arriva SEMPRE inaspettatamente e , a (curiosa
coincidenza) CONTRO la volonta' del profeta e comunque senza essere stata
richiesta. Questa condizione, che sembra banale, e' fondamentale per
permettere al profeta di rimanere uno che "ha fede": in altre
parole, se anche la visione non fosse arrivata egli avrebbe creduto
comunque. Persino nel cinema, c'e' la figura di Don Camillo, che
parla col crocifisso e lui gli risponde. In quel caso, la fede e'
superata, visto che esiste una percezione del cristo, percezione che
toglie al prete l'esigenza di credere senza alcun sostegno.
E'
interessante porsi adesso la domanda: Don Camillo, aveva fede?
Apparentemente, stando alla visione cui sopra, NO, in quanto, una volta
percepito il suo signore, egli aveva prova sensoriale della sua esistenza.
Perche' questo fosse comunque un atto di fede e' necessario che Don
Camillo, paradossalmente, dubitasse del fatto che la voce venisse davvero
dal suo cristo, e che la attribuisse a lui come atto di fede, ovvero
logicamente ingiustificato. Si realizza quindi un curioso paradosso
secondo cui l'unico metodo per avere fede e' di NON sapere, in quanto
SAPENDO con certezza di avere la visione del dio, allora si crede ma non
si ha fede.....la figura come quella del sacerdote che parla con dio e' da
un lato necessaria per sostenere la sua figura, ma dall'altro e' deleteria
perche' fa pensare che esiste un livello di contatto al quale non serve
piu' fede perche' c'e' contatto. La fede NON e' l'approccio Wicca, anzi,
e' cosi' distante da noi che per parlarne abbiamo dovuto trattare una
teologia del tutto estranea come quella cristiana.
Ora,
quello che nello Wicca si tenta e' quello di dare ad OGNUNO la
possibilita' di avere un contatto del genere con le divinita'.
Lo
Wicca non "crede", lo wicca "vede".
Questo
NON e' un approccio strano nel mondo delle religioni.
Pensiamo all'indio amazzonico per il quale Dio altro non e' che il
fiume, visto come acqua che scorre e dal quale poter trarre vita. Egli NON
ha bisogno di alcuna fede, in quanto vede come esperienza quotidiana il
proprio dio, e non gli attribuisce alcuna personalita', ma solo la
facolta' SUPPOSTA DIVINA, di essere eterno e di donare la vita
al villaggio senza chiedere nulla in cambio.
L'atteggiamento
che noi consideriamo piu' che lecito, se non dovuto, e' un "bene,
voglio parlare con gli dei". E lo scopo del cammino Wicca e' quello
di avere una visione diretta e CERTA degli dei, un dialogo privo di
intermediari, con una percezione delle divinita' simile a qella di don
Camillo....ovvero PRIVA di fede...e fatta di una percezione diretta del
divino. Ma a questo punto il problema e' : e se Don Camillo ( e quindi...
io) stessimo avendo le allucinazioni? E se quello che io vedo non fosse
vero ma solo un parto della mia fantasia?
Iniziamo
da un esempio. Per intenderci, siamo su un treno, guardiamo dal finestrino
e vediamo qualcosa, che so, la madonna che fa joggin' correndo dietro un
intercity con tanto di walkman (con su l'LP del papa) alle orecchie.
Ora, se vogliamo sapere se e' un'allucinazione o meno , generalmente
chiediamo agli altri passeggeri "vedete nulla voi?" Se loro
rispondono "no", allora e' chiaro che riteniamo di avere
un'allucinazione. Il primo problema che il profeta cristiano, o il comune
wicca, si pone e' proprio "che cosa sia questa esperienza". Le
culture sciamaniche NON si ponevano questo problema, in quanto lo sciamano
era spesso il pazzo, e la pazzia era considerata una forma di visione
superiore o divina. Con l'arrivo della mentalita' razionale, questo
diviene un imperativo: l'esperienza che mi accingo a provare e'
"reale?"
L'approccio
che si segue e' quello scientifico, ovvero si fa un
"esperimento" per stabilire se anche altri misurino la stessa
esperienza. Al no, concludiamo che la nostra esperienza NON e'
"reale". Ma questo ha alcune curiose eccezioni.....Adesso
supponiamo di avere un'improvvisa fitta di dolore al basso ventre, sulla
destra , oppure, che so, un mal di testa fortissimo, o un prurito.
Lì
per lì, potremmo chiedere agli altri passeggeri se sentono la stessa
cosa, e se non la sentono, dovremmo dedurre che si tratti di
un'allucinazione.....(e magari schiattiamo in treno di peritonite, mentre
gli altri stanno proprio bene. Che allucinati che siamo.)
Ma
invece ci crediamo e chiamiamo un'ambulanza o chiediamo l'aspirina o ci
grattiamo. Interessante notare come IN OGNI CASO esiste una zona, quella
delle percezioni corporee, che viene comunque strappata al mondo
razionale, e a quello sperimentale, divenendo un territorio in cui TUTTE
le percezioni sono "realtà", a prescindere dal fatto che essere
possano essere confrontate con quelle di altri. E' il caso del dolore, o
del prurito, o dell'orgasmo...tutto io' che e' percezione di SE STESSI e'
di fatto REALTA', a prescindere da ogni altra prova e NON ci curiamo di
stabilire se gli altri provino lo stesso. Abbiamo quindi definito un
territorio nel quale la percezione di un qualsiasi Dio e' IPSO FACTO
verita'. Le stesse argomentazioni che potremmo usare verso la percezione
SENSORIALE di Dio potrebbero essere usate per smentire un mal di testa, un
orgasmo, un prurito, come semplice frutto della suggestione. Ma la verita'
e' che nessuno di noi sente il bisogno di mettere in DUBBIO la percezione
sensoriale del proprio corpo e dei propri stati sensoriali.
La
differenza tra e due esperienze sta nel fatto che la prima riguarda un
evento sicuramente FUORI da noi, ovvero l'esistenza della madonna fuori
dal finestrino tutta sudata perche' corre dietro ad un intercity, mentre
il secondo evento, l'emicrania o l'appendicite, riteniamo siano eventi
"interni" , eventi che appartengono SOLO a noi, ma non per
questo MENO reali.
Ecco,
la percezione che noi vogliamo raggiungere e' la stessa percezione che
abbiamo del dolore, di quando abbiamo caldo, o freddo, o la nausea o un
orgasmo, ovvero una sensazione FISICA, che vive ed esiste a livello
percettivo, nel nostro corpo.
Allora,
quando si dice di stendersi a terra per percepire il movimento del ciclo
della natura, non si intende "pensare" il movimento, o
"immaginare" il movimento, ma rilassarsi e guardare le stelle,
finche' non si sente la SENSAZIONE del movimento, sensazione FISICA e
sensoriale.
In
questo modo, come accade del dolore o dell'orgasmo, NON chiediamo ad altri
conferma delle nostre sensazioni, in quanto SAPPIAMO di averle provate, ed
il fatto di averle provate costituisce IN SE' l'esperienza che cercavamo.
Per
questo TUTTO il percorso Wicca e' imperniato sul "provare" le
cose, su cio' che si prova e si sente, sui colori, sui sapori, sulle
sensazioni dei riti, sulle magie dei simboli e delle emozioni per produrre
una o piu SENSAZIONI intime, PERSONALI e percettive.
In
questa fase quindi notiamo un vero e proprio processo di somatizzazione
della religione, ovvero della religione che viene vissuta come
"anima-corpo". Superato il rifiuto del corpo tipico dei
cristiani, si arriva a riunire il corpo e lo spirito in un UNICO ambito
percettivo, facendo coincidere le percezioni SENSORIALI con delle
percezioni RELIGIOSE. La simbiosi con la Natura e la visione di una
NATURA-DEA creano un ulteriore asse religione-corpo-natura, in cui al
corpo viene chiesto di percepire , dalla visione della natura, la visione
della Dea. L'abbattimento degli ostacoli percettivi tra il corpo e la
natura porta la PERCEZIONE fisica e somatica della divinita', e beneficio
dello spirito, il quale NON mette in dubbio la "realta" di
questa percezione essendo essa una percezione di uno stato FISICO del
corpo MESSO A CONTATTO DIRETTO con la natura.
Questo
spiega la necessita' sentita da alcuni della nudita' rituale durante i
riti nei boschi, e spiega come mai tutto il percorso insista in
continuazione nell'affinare la percezione SOMATICA di se stessi e delle
proprie divinita'. L'appiattimento del divino-natura come percezione del
PROPRIO corpo rende il DIVINO una esperienza PERSONALE, FISICA e VISSUTA
IN PRIMA PERSONA.
Ovvero,
REALE.
………………………………………………………………………………
Qualcuno
si stara' chiedendo come mai, nell'identificarci, usiamo sempre , come nel
caso del sabbah, degli atteggiamenti libidici. Cioe' come mai stiamo
identificando la liberta' con la liberta' di godere, di provare piacere, e
non, come dicono alcuni idioti, con la liberta' di NON farlo.
Occorre
quindi giustificare una presa di posizione IDEOLOGICA nei confronti del
piacere.
Il
concetto e' complesso da spiegare, e investe il mondo della relazione tra
piacere e potere.
Partiamo
da un esempio banale.
Voi
siete una re, una persona potente, ma non sapete se i vostri sudditi vi
ubbidiscono. A questo punto, potreste prendere qualcuno di loro, portarlo
nella reggia, e dire "ecco, questo e' il tesoro reale, ti ordino di
prenderlo e portarlo a casa". Siete abbastanza certi che vi ubbidira',
ma ( non sapete il perche') la cosa vi lascia insoddisfatti.
Perche'
nessuno vi dice che il tipo non fosse contento di farlo e che lo abbia
fatto non-volontariamente.
Appare
quindi evidente che non gia' il potere stesso, ma la sua PERCEZIONE,
abbiano bisogno di un conflitto di VOLONTA', risolto a vostro favore.
Dall'altro
lato, supponete di essere il famoso suddito, e chiedetevi se il vostro re
e' effettivamente cosi' potente. Potreste chiedervi se abbia il potere di
ORDINARVI di arricchire del suo tesoro, ma questo NON vi convincerebbe
molto. Lo fareste comunque se ne aveste la possibilita'.
La
verita' e' che vi convincete del fatto che lui sia potente quando vi
rendete conto che se volesse POTREBBE obbligarvi a fare qualcosa che non
volete fare.
IL
che diventa complesso: se infatti i sudditi NON percepissero il potere del
governo, inizierebbe il caos.
Il
potere cioe' e' un'illusione, quello che esiste e' LA PERCEZIONE del
potere.
Perche'
essi non dubitino del potere, e seguano le leggi, occorre costringerli a
fare qualcosa che NON vogliono, o VIETARE loro di fare qualcosa che
vogliono.
Ora,
costringere TUTTI a fare qualcosa che non vogliono impone una enorme
struttura di controllo, che vada caso per caso a controllare le eccezioni,
una per una, ovvero qualcosa che cerchi MANCANZE nel comportamento altrui.
Considerato
il fatto che le dittature piu' organizzate della storia controllavano
direttamente il 30-35% della popolazione, direi che la prima impresa vi
riesce impossibile. E controproducente: infatti, se la maggior parte delle
persone sfugge al vs controllo, si iniziera' a pensare che il governo NON
e' cosi' potente come sembra.
Occorre
un conflitto di volonta' vinto da voi.
Rimane
il "vietare qualcosa".
Anche
qui le cose si fanno ardue. Se si vieta qualcosa di cui importa poco, la
percezione del potere sara' scarsa. Se si vieta qualcosa di
indispensabile, come mangiare, entro breve avverra' la rivoluzione per
protesta e per necessita'.
Occorre
quindi, al fine di creare il potere, ovvero la sua percezione, vietare
qualcosa che sia
1)Molto
desiderato, in modo da vincere un VERO conflitto di volonta'.
2)Non
indispensabile, in modo da non causare una rivolta generale.
E'
evidente che la cosa da vietare e' il PIACERE.
Se
vieto alla gente di mangiare una rivoluzione mi uccidera', ma se vieto
loro di mangiare cose BUONE allora le cose cambiano. Cambiano perche' non
ho dato un motivo di rivolta, ma la gente sottoposta al divieto SENTE,
PERCEPISCE in lui il mio POTERE.
E
quindi riga dritto.
Ecco,
questa e' sostanzialmente la tecnica usata dalla scuola cristiana per
mantenere il potere. Mentre grandi governi, come quello Imperiale Romano,
mostravano il loro potere mediante la realizzazione di una Roma grandiosa,
eterna, spettacolare, il cristianesimo introdusse dal medio oriente la
tecnica della manifestazione di potere per conflitto di volonta'.
A
prescindere dall'origine di questa bislacca teoria del governo, quello che
occorre fare e' un punto della situazione.
1)
L'establishment governativo cerca di farmi percepire il suo potere.
2)
Lo fa per limitare le mie liberta', ovvero per mantenere i suoi privilegi.
3)
Lo fa vietandomi il piacere, e realizzando un sistema sociale in cui esso
e' demonizzato, degradato, disprezzato.
4)
Finche' io saro' limitato in questo, e' evidente che mi sentiro' oppresso,
mi comportero' come tale e quindi lo saro'.
A
quel punto, e' evidente che
LIBERTA'
= LIBERO
PIACERE
Ecco,
in questa "equazione" si trova la risposta alla vostra domanda.
Consideriamo
la libera libidine, la libera espressione del piacere, della sua ricerca,
della sua messa in essere, come l'espressione massima di ogni possibile
liberta', politica e sociale.
Chi
non gode e' un oppresso.
……………………………………………………………………………………………….
Femministe...a
chi?
(questa
pagina vuole essere una risposta a chi ci scrive dicendo che siamo solo
delle femministe , e associando la stregoneria al motto "le streghe
sono tornate").
Mi
dicono che molta gente crede che alla fine il nostro sia solo un circolo
esoterico per femministe che si richiama a coloro che negli anni 70
andavano in giro gridando "tremate tremate le streghe son
tornate".
Per
questo motivo rispondero' io, dall' "alto" dei miei 49 anni, (un
consiglio gente: NON invecchiate!) io che ero tra quelle, negli anni 70,
che andavano in piazza a gridare cose come "le streghe son
tornate" o "col dito, col dito"....
Io
penso che l'esperienza femminista sia stata importante per le leggi che
siamo riuscite a far approvare, come il divorzio, l'aborto, i 5 mesi di
ferie pagate in maternita' (qualcuno ricorda mai questo?) , le leggi
contro le molestie sessuali sul lavoro, contro il "dovere
coniugale", contro il "delitto d'onore"....
La
ritengo invece totalmente da cancellare sul piano culturale.
Per
diversi motivi. Innanzitutto, abbiamo lasciato fuori il
"maschio" ( e allora "maschio" era un insulto, ve
lo assicuro) dal cambiamento che volevamo iniziare. Pensavamo di fare una
rivoluzione, di farla con la forza, e loro malgrado.
Quello
che non volevamo vedere era che il "maschio" veniva e viene
educato ( da NOI donne, NOI DONNE, come madri) con DUE soli modelli di
rapporto verso la donna. Il modello che chiamero' del "Padre",
quello di potere e di sciovinismo, che noi combattevamo. E il modello che
chiamero' del "Figlio" , un modello subordinato, che richiama il
ruolo del figlio (appunto) verso la madre , un rapporto di dipendenza e di
subordinazione. Amorevole, ma subordinazione e'.
Me
ne sono accorta avendo due figli......credo di poterlo dire a pieno
diritto.
Quello
che e' successo , e che succede, e' che quando si contesta il modello
comportamentale di "Padre", il maschio passa allora all'UNICO
altro modello che conosce, quello del figlio. Otteniamo allora
un'ameba piagnucolante, dipendente da noi, cui siamo costrette
a fare da balie..... non vi e' mai capitato?
La
verita' e' che nessuna all'epoca parlava di un modello di educazione
paritario da dare al maschio. La concezione di quei tempi era di fare la
rivoluzione e COSTRINGERE il "maschio" a cambiare atteggiamento
con la forza delle "lotte". Non ci importava che cosi' facendo
avremmo fatto loro del male e che avrebbero reagito in qualche modo , che
si sarebbero ritirati in un loro mondo non IMPORTAVA a nessuno. Ecco, il
problema era che NON ci importava di loro. Loro rappresentavano
l'avversario, lo sfruttatore, il nemico sciovinista. Era facile allora
odiarli.
Meno
facile odiarli e' adesso che due dei miei figli sono
"maschi"....
...e
forse la verita' e' che noi non VOLEVAMO odiare il "maschio", e
che quella fu una strada culturalmente sbagliata. Ma a quei tempi, anche
solo dirlo era come essere scomunicate, bandite: in questo il PCI
dell'epoca non era diverso dalla chiesa dell'Inquisizione.
Di
dover "educare" i figli ai nuovi modelli "paritari"
non se ne parlava. L'educazione dei figli spettava (come TUTTO il resto)
allo Stato. L'idea che la donna educasse i figli era vista come
"essere incatenate al focolare, da un parto imposto , dentro un
matrimonio prigione, voluto dal maschio patriarcale".
Per
cui, anche se ci fosse importato qualcosa del destino del
"maschio", certamente non avremmo affidato a NOI STESSE il
compito di educare i nuovi "maschi" con dei modelli diversi da
quelli del "padre e/o del figlio". Educare i figli semplicemente
era un compito dal quale lo stato socialista doveva liberarci.
Ecco
un altro motivo per cui ho scelto di abbandonare il progetto femminista
dell'epoca, e per cui come "anziana" del gruppo cerco di
proporre ALTRO. Fu proprio la sua matrice politica-marxista.
Forse
i giornali NON raccontano piu' di che cos'era negli anni 70 una riunione
di femministe. Non lo raccontavano nemmeno allora, del resto. Era
innanzitutto la riunione di una sezione del PCI. Sezione che aveva i suoi
capi e i suoi ideologi. Gente che ti diceva cosa pensare.
Adesso
le compagne non ricordano, (o non vogliono ricordare) cosa si diceva
dentro quelle sedi.
Io
c'ero, e ve lo racconto.
Innanzitutto,
come ho gia' detto il maschio andava odiato. Le riunioni erano SEMPRE
tutte a porte chiuse, perche' lo spazio doveva essere autogestito da noi.
Ovvero autogestito da coloro che erano designate dal PCI come
"capi" (il femminile non si usava, era simbolo di
sciovinismo).....
Si
iniziava a parlare di liberare le nostre fantasie sessuali. E fin qui
bene. Solo che non e' che si potessero "liberare" ....bisognava
sognare quello che dicevano loro.
Non
si potevano sognare, nelle nostre fantasie, uomini con un grosso ******
perche' significava "sottomettersi ad una visione fallocratica,
maschiocentrica e priapica della societa'". Quando una donna
vi dice che la lunghezza non conta MENTE. Semplicemente venivano
programmate per pensare cosi', perche' se non la pensavi cosi' eri una
"fallocrate", o peggio, una "pornografa". In seguito
questo diktat del PCI e' diventato un luogo comune. Lo giustifico perche'
salva l'orgoglio degli uomini meno "armati". Ecco, si , il pene
veniva visto come un'arma.
Quindi
, niente stalloni nelle nostre fantasie.
Niente
situazioni un po' forti. Ricordo una compagna che oso' dire che sognava ,
quando si masturbava, di essere presa con forza da molti uomini. Fu quasi
cacciata , la linciarono a parole, era "grazie a quelle come te
che ogni donna puo' essere impunemente stuprata dal maschio".
L'opinione piu' morbida fu quella di una compagna che disse che
"forse non era stata educata a ribellarsi a quei modelli e che nello
stupro cercava la deresponsabilizzazione del rapporto, come dire "io
lo faccio ma non e' colpa mia"."
Poi
c'erano delle cose come le "riunioni di autocoscienza":
immaginate una tipa che si mette su un lettino da ginecologo a gambe
aperte e con uno speculo mostra come "autogestirsi la
ginecologia"... ridicolo? Beh, noi non ridevamo, nessuna ammettera'
mai che andavamo dal ginecologo di nascosto dalle compagne......bello, eh?
Questa
era l'atmosfera che si respirava. nella migliore delle ipotesi, perche' un
po' piu' a sinistra c'erano i collettivi di lesbiche separatiste, che
predicavano un mondo senza uomini, che predicavano il "sesso
clitorideo" e non so che altro. Sloagan come "col dito , col
dito, l'orgasmo e' garantito", sono opera loro.
I
piu' giovani ovviamente non li ricordano e nessuno verra' mai a
raccontarveli: forse le ex "compagne" adesso se ne
vergognano.....forse si vuole cancellare quelle cose.
Posso
dire con assoluta sicurezza che i cosiddetti movimenti di
"liberazione" della donna non volevano liberare proprio nulla,
anzi volevano dirci come DOVEVAMO essere se volevamo essere libere. Come
dire "sei libera se sei come dico io", senno' sei solo "una
casalinga oppressa, incatenata al focolare, stuprata dal marito durante il
dovere coniugale, rinchiusa in un matrimonio-prigione." Ho ancora i
volantini dell'epoca, da qualche parte, potrei persino
trascriverne qualcuno qui sul web. Se solo non la pensavi cosi' c'era del
"maschilismo strisciante in te".
Ecco,
questa e' l'esperienza che come "anziana" dell' ODF voglio
portare loro. Per questo sono arrivata qui. Perche' le "streghe"
non erano poi qualcosa che il maschio deve temere, e perche' noi siamo
RESPONSABILI , dobbiamo produrre un TERZO modello, diverso da quello di
maschio dominante, diverso da quello di maschio-bambino, un modello
paritario, che permetta al "maschio" di uscire dal modello
di potere SENZA ridursi ad un bamboccio infantile e dipendente.
E
, quello che conta, un modello che potrei proporre ai miei figli convinta
di non aver offeso la loro dignita'. Cosa di cui negli anni 70 non ci
curavamo.
E
lo ripeto: NON-CE-NE-CURAVAMO.
Ecco,
non so se esistano ancora femministe come quelle sopra, (la mia militanza
e' terminata da anni) e se esistono so che mi considerano una
"maschia", una che si e' venduta (belle parole giravano
all'epoca, eh?).
Comunque,
riassumendo , noi streghe siamo "femministe" se essere
femministe e' creare un mondo paritario per la donna.
NON
siamo femministe se questo implica farlo MALGRADO i "maschi",
ovvero SENZA coinvolgerli e senza cercare di definire un modello paritario
che permetta loro di conservare le dignita' pur PERDENDO il ruolo
dominante. Ovvero SENZA sconfiggere il "maschio".
"Maschio" che poi sarebbero i miei figli.
…………………………………………………………………………………….
E
la Signora dominerà sulla congrega come la rappresentazione della Dea. E
il Maestro l’aiuterà come rappresentazione del Dio. E la Signora
sceglierà chi vorrà, se ha sufficiente rango, come il suo Maestro. Poiché
il Dio baciò i suoi piedi col bacio quintuplice di saluto, disponendo il
suo potere ai piedi della Dea, per la sua giovinezza e bellezza, la sua
dolcezza e grazie, la sua saggezza e la sua giustizia, la sua umiltà e
gentilezza e generosità. Così rassegnò a lei il suo potere…….Negli
antichi giorni, quando le streghe erano diffuse nei luoghi, eravamo liberi
e adoravamo pienamente in tutti i grandi templi….. Ogni signora governi
la congrega con giustizia e amore, con l’aiuto e supporto del Maestro e
degli Anziani, sempre facendo attenzione al consiglio al Messaggero degli
Dèi se presente. Lei accoglierà i reclami di tutti i Fratelli e si
sforzerà di sistemare tutte le controversie tra loro…..Se avrai un
libro sia pure scritto a mano, lascerai ai fratelli e alle sorelle copiare
ciò che vogliono, ma non lascerai mai che il libro sia fuori dalle tue
mani e mai terrai gli scritti di un altro. Vigila sui tuoi scritti, e
distruggili ogni volta che il pericolo li minaccia. Impara tanto quanto può
il cuore, e quando il pericolo è passato, riscrivi il tuo libro e tienilo
al sicuro…… Possa la benedizione della Dea e del Dio essere su tutti
quelli che tengono queste leggi come comandamenti….Se c’è qualche
querela o disputa tra Fratelli, la Signora la risolverà adunando gli
Anziani per la faccenda ed essi sentiranno entrambe le parti, prima sole,
poi insieme. E poi decideranno giustamente, non in favore di una o
dell’altra parte. Sempre ricordando che non ci sono persone che potranno
sempre andare d’accordo e lavorare sotto la direzione di altre.. Ma,
allo stesso tempo ci siano persone che non possono decidere giustamente. A
quelli che sempre devono essere i primi, non c’è risposta. Escano dalla
congrega, o ne cerchino un’altra o ne fondino una per proprio conto
prendendo con sé chi li vuole seguire……Negli antichi giorni, quando
avevamo il potere, noi usavamo l’Arte contro chi maltrattava i nostri
fratelli. Ma in questi giorni cattivi, noi non dobbiamo farlo! …..Possa
la maledizione della Dea cadere su chi rompe questa legge…...Sempre
donne e uomini hanno cercato nuovo amore. Non rimproverarli per questo.
L’ORGANIZZAZIONE
DELLE STREGHE NELLE SOCIETA’ DI OGGI
Un
universo estremamente variegato che però mostra chiaramente, ormai
possiamo dirlo, una vera e
propria filosofia, fatta di presupposti (la consapevolezza della propria
debolezza e/o diversità), di soluzioni (il rivolgersi ad
entità diverse da quelle ormai codificate dalla cultura ufficiale
e che trova, grazie al bisogno del magico, un ambiente legato alla nostre
passate culture e quindi radicato in esse), di definizione filosofica del
proprio credo (l’accettazione del proprio non conformismo e la voglia di
lottare per non nasconderlo) e, come vedremo, fatta anche di desiderio di
organizzazione, sia in termini di gruppi che di metodiche, ma anche di
aperto contrasto ideologico tra gruppi, con accanite discussioni sui
concetti fondamentali del significato “di essere strega”.
Ancora
una volta, così come era accaduto nel passato, le cosiddette streghe
(concediamoci ancora questo termine) sono un coacervo di persone che,
sebbene accomunate da un sentimento di ribellione nei confronti della
cultura dominante, estrinsecano questo sentimento in maniere molto
differenti (abbiamo visto dai
pochi esempi della pubblicistica): si passa da chi intende l’esser
strega come un fatto provocatorio, e con molto autoironia cerca di
diffondere attraverso il proprio comportamento un messaggio che spinga a
ribellarsi alla piattezza della vita di tutti i giorni, fino a chi crede
molto candidamente che si possa intervenire sulla vita degli altri
mediante incantesimi e pozioni…….o chi crede al fatto che una sorte di
spirito aleggi in ogni essere di questo mondo, animato o inanimato che
sia.
D’altro
canto è pur vero che anche diverse religioni diffuse nel nostro pianeta
esprimono gli stessi concetti, e non per questo definiamo “streghe” le
persone che credono in esse.
Chiaramente
come tutti i gruppi nati in maniera spontanea e che fanno della ribellione
e del desiderio di libertà la loro bandiera, anche questi hanno attirato
personaggi ambigui, al limite del patologico. Le cronache hanno spesso
parlato di organizzazioni dedite a riti sanguinari e violenti che si
rifacevano alla stregoneria.
In
realtà, quando questi fatti erano veri e non gonfiati da campagne di
stampa, l’analisi socioantropologica del fenomeno ha sempre mostrato
come i protagonisti di queste imprese fossero soggetti a cui dedicare più
le cure dello psichiatra che
l’interesse dello storico e
del sociologo.
Giunti
a questo punto della nostra analisi se dovessimo giudicare le streghe da
quanto abbiamo visto non possiamo fare altro di ammettere che si tratta
perlomeno di persone che esprimono un desiderio legittimo: vivere
la propria vita senza costrizioni.
In
realtà la loro filosofia è ancora più complessa e profonda; se si
limitassero alla ricerca di una “vita senza costrizioni” questa
non sarebbe diversa da quella ricerca edonistica di tanti gruppi
sociali che si sono visti nel corso della storia; il loro modo di
intendere la vita è anche più interiore, è una ricerca di unione
profonda tra il vivere la propria vita ed il viverla secondo una coscienza
che porti alla felicità; la felicità quindi come un bene da perseguire
ad ogni costo, anche se ciò può apparire sconveniente a qualcuno, una
felicità da perseguire purchè non crei danno ad altri.
Le
stesse streghe cercano, attraverso i loro scritti, di mostrarsi scevre da
interessi che non siano nobili, cercano di far capire che dedicarsi alla
stregoneria è dedicarsi alla ricerca della verità e della conoscenza, e
cominciano sconsigliando questa scelta se deve essere considerata una moda
o una “voglia” passeggera. Vogliono cioè far capire che questo modo
di essere deve essere inteso come una ricerca spirituale.
Ecco
come recita uno dei siti che parla di iniziazione:
Forse
non sei una strega
Accettalo.
Ci rendiamo conto che un sacco di filmetti sulle streghe dicono che basta
un'iniziazione indolore, e puff, sei una strega e fai le magie.
Beh,
non e' cosi'. Streghe si nasce. Casualmente, ma o lo sei o non lo sei.
E
la maggior parte delle persone NON lo sono. E se non lo sono, nulla al
mondo porta' farle diventare tali. Potete imparare i rituali, la
religione, il modo di vedere, ma o lo siete gia' o non lo siete.
Ci
spieghiamo meglio.
Ci
sono persone che ad in certo punto, nella vita, hanno iniziato a sentire
una voce. O meglio, hanno iniziato a sentire vicino a se
"qualcuno". Una presenza. Una presenza con un carattere, una
presenza che parla, che consola, che ci da' coraggio.
Una
presenza preziosa, importante. Molti (anche dei nostri) prima si rifugiano
in un ateismo stretto, per tenerla a bada. E' come un'interferenza sul
cellulare: tu stai pensando alla religione e qualcosa si inserisce nei
tuoi pensieri.
Da
quel momento inizia il tuo cammino. Arrenditi, non avrai pace fino a
quando non farai cio' che dice, e fino a quando non imboccherai la strada
giusta.
E'
cosi' che si diventa streghe. Non ci sono maestri. Non ci sono scuole. Non
ci sono libri. Questa voce piano piano vi spieghera' tutto. Potreste anche
rimanere soli, e arriverete comunque alla meta, solo che ci metterete di
piu'.
Questa
e' la differenza tra la nostra religione e le altre. E' spontanea. Mille
persone che da sole sentissero questa voce e che si riunissero, si
racconterebbero che questa voce gli ha detto delle cose, e scoprirebbero
che le cose che questa voce dice sono le stesse.
Senza
bisogno di maestri, senza bisogno di guide.
Semmai,
quello che sentirete e' il bisogno di COMPAGNI. Compagni con cui dividere
la difficolta' del cammino, lo smarrimento di una cosa di cui non avete
mai sentito parlare, e perche' no, la paura di un'esperienza a cui nessuno
vi aveva mai preparato.
Ecco,
noi siamo coloro che sentono questa voce. Nel medievo eravamo accusati di
parlare con gli spiriti o col demonio. Niente di piu' falso. Sapete bene
che chi vi sta parlando e' ....
Comunque,
ecco lo scopo di queste pagine.
Vogliamo
raggiungere quelle persone, E SOLO QUELLE, che improvvisamente sentono
questa voce, e che si sentono incompleti, impauriti, disorientati, per far
sapere loro che esistono compagni di viaggio, e che non sono soli.
Questo
non significa "arruolarli". Quando avrete finito il percorso con
noi, e vi sentirete "completi", potrete essere dei solitari,
degli eclettici e fare della vostra vita cio' che vorrete.
Questo
e' un sito di soccorso, vi dara' aiuto fino ad un certo punto, poi sarete
nuovamente liberi.
Cio'
che e' scritto qui non e' casuale. Noterete subito che quello che c'e'
scritto e' IDENTICO a quello che questa voce vi dice. Ed infatti, qui e'
scritto SOLO e soltanto quello che vi convincera' che siamo noi quelli che
cercate.
Potrebbe
succedere che, spinti da una moda di voler apparire qualcosa che non siete
voi cerchiate di mentire e di cercare di accedere ai nostri corsi.
Non
arrivereste da nessuna parte. A parte la mancanza di rispetto nei NOSTRI
confronti, buttereste via un sacco del vostro tempo. Ne avete cosi' tanto
a disposizione?
Quindi,
ricapitolando, se avete gia' un contatto con la divinita', entrare pure e
cercateci. Se non lo avete, questo sito non fa per voi.
Il
fatto che lo cerchiate, o che vi piacerebbe averlo, non cambia nulla: se
non lo avete, non lo avete.
Ecco,
se non sai gia' gran parte delle cose che diciamo su questo sito, evita di
contattarci. E' come se questo fosse un sito per cinesi, o che so io, per
ciechi, o per neri. Tutti gli altri non lo sono, possono ammirarci, avere
rispetto di noi, ma non lo sono
Con
lo stesso spirito tutti gli scritti pubblicati dalle streghe prendono
nettamente le distanze da quanti (cartomanti, maghi, astrologi o presunti
tali) si applicano allo studio della magia per interessi economici; molti
siti INTERNET diffidano tali personaggi ad usare il termine “strega” e
“stregone” e si fanno
promotori di campagne contro chi utilizza il desiderio di conoscenza per
lucro.
Un
sito riporta questo appello:
Campagna
per la non proliferazione dei ciarlatani.
C'e'
poco da fare. Siamo di moda.
Il
newage non fa piu' business, non si riesce piu' a chiedere 20 milioni per
avere il master di Reiki.
Un
bel guaio, per chi era abituato a incassare....
Questo
rischia di lasciare disoccupata una schiera di patetici pagliacci, ec
guru, ex arancioni, ex baha'i, ex satanisti, ex buddisti.....gente che
cambia pelle e rimane costante solo in una cosa: la tariffa.
Come
se non bastasse , un paio di ridicoli filmetti (niente in contrario ai
telefilm, per carita', ma imparate a non confondere i telefilm con la
realta') stanno facendo di tutto per rendere di moda la stregoneria e lo
wicca.
Da
un lato, riceviamo migliaia di email di persone che "cianno voglia di
fare la strega anche loro" ...ma questo non e' un problema, siamo qui
anche per selezionare.
Dall'altro,
una schiera di ciarlatani, buffoni, gli "ex" delle mode
esoterica tramontate , si sta lanciando sul mercato , alla ricerca di
polli da spennare.
Questo,
ovviamente, e' tipico do ogni religione , basti pensare al Business del
Giubileo (oddio, poi quello non c'e' stato, ma le intenzioni erano
quelle), o al business di Padre Pio...
Cio'
non toglie, che bisogna in qualche modo scoraggiare questi personaggi
dall'appropriarsi di una etichetta che non appartiene loro.
Dal
momento che TUTTO cio' che noi facciamo e che offriamo e' gratuito, e che
non ci interessa farci sopra dei soldi, abbiamo deciso di lanciare una
campagna "no money".
Essenzialmente
per chiarire che cosa siamo e in cosa crediamo, e per non essere confusi
con chiunque si dica "Wicca".
Iniziamo
col chiarire che:
1)FA
PARTE DELLA DOTTRINA WICCA IL FATTO CHE NOI NON SIAMO PROPRIETARI DELLA
MAGIA CHE USIAMO E QUINDI NON ABBIAMO DIRITTO DI VENDERLA
2)LA
MAGIA SI BASA SULLA VOLONTA' E SE VOGLIO E POSSO AIUTARE UNA PERSONA LO
FACCIO A PRESCINDERE DAL FATTO CHE MI PAGHI
E'
evidente quindi, che se uno wicca acconsente ad aiutarvi, non lo fa per
soldi, ma solo perche' vi vuole aiutare.
Va
da se' che nessuno wicca chiede soldi per aiutare gli altri.
Quindi,
se incontrate persone, gruppo, associazioni culturali le quali chiedono
soldi per cio' che vi danno,
AVETE
LA CERTEZZA MATEMATICA DI NON AVERE DAVANTI DEGLI WICCA, MA SOLO DEI
CIARLATANI CHE CERCANO DEI POLLI DA SPENNARE.
Per
questo motivo, abbiamo creato questo banner, e proponiamo a TUTTI i seri
Wicca che mettono in piedi dei siti web di adottarlo, o di adottarne uno
equivalente: serviranno a distinguere NOI dai ciarlatani spennapolli.L'informazione
puo' salvare le cose in cui crediamo.
Tieni
pulito lo Wicca: combatti i ciarlatani!
Il
messaggio è molto chiaro: il ruolo di strega deve essere un modo “di
vivere”, non un modo “per vivere”.
Una
volta che ci si assicura di essere ascoltati solo da chi è interessato
veramente a questa scelta di vita si può cominciare a parlare seriamente
del proprio credo; il primo passo di tutti le associazioni, prima di fare
dei proseliti, è quello di presentare la propria filosofia.
Avevamo
già visto, nei brani riportati precedentemente, la filosofia delle
streghe. Avevamo già visto come fosse intrisa di animismo, di ribellione
per i poteri costrittivi.
I
brani che riportiamo mostrano ancora questi elementi fondamentali, ma si
comincia a delineare anche un certo desiderio di forme organizzative:
Innanzitutto,
quello che ci distingue dalle altre religioni, e' che siamo una religione
spontanea; le altre religioni basano la propria esistenza sul fatto che
qualcuno insegna agli altri tutta la dottrina e la teologia.
Noi
no. Potrebbero ammazzarci tutti, o potremmo morire tutti, e tra dieci anni
qualcuno inizierebbe a sentire una voce dentro di se' che gli spiega
queste cose, e il culto rinascerebbe tale e quale. Potrebbero distruggere
tutti i nostri BOS, e i bos di altre persone sarebbero assolutamente
identici.
Questo
fenomeno e' chiamato dagli americani "NBW", che significa
"natural born witches". Mentre negli USA permettono l'accesso a
chiunque l'accesso al culto, noi lo permettiamo SOLO alle N.B.W, cioe' a
chi sente questa voce.
Anche
per questo, noi siamo definiti da loro "Il gruppo dei soli
sacerdoti/esse".
Questo
e' un principio che diventa difficile da capire. Difficile perche' tutti
gli altri parlano di una religione per tutti, e guai a chi sgarra. Noi no.
La nostra religione e' solo per chi viene chiamato, e chi sgarra...faccia
pure.
Conosciamo
bene la Madre, e lei non vi sbatte certo all'inferno: "non e' il
tipo" che fa queste cose katanga.
Tranquillizatevi.
Ed
ecco, arriva un'altra caratteristica. Noi ci basiamo su un rapporto
personale con la divinita'. Noi non abbiamo tramiti. Non abbiamo MAESTRI.
Se vogliamo sapere cosa e' e cosa non e', chiediamo direttamente a
Lei/Lui/Loro.
Ma
c'e' di piu'.
Facciamo
un esempio: diciamo che vostra madre naturale sia viva e che abbiate un
fratello di nome Carlo.
Un
giorno, vi arriva un telegramma che dice "Uccidi
Carlo. Io voglio cosi'. Mamma".
In
un caso del genere, voi non vi perdete certo nel chiedervi se e' giusto o
meno, o se vostra madre ha il diritto di chiedervelo.
Secondo
noi, voi fareste questo:
1)Pensate
che non sia stata vostra madre a spedire quel telegramma: lei non farebbe
MAI una cosa simile.
2)Pensate
che forse per via dell'eta' sta male: lei normalmente non vi chiederebbe
MAI una cosa simile.
3)Vi
chiedete se sia o meno uno scherzo: lei normalmente NON vi chiederebbe MAI
una cosa simile.
In
tutti e tre i casi, rimane una costante: lei non vi chiederebbe MAI una
cosa simile. Lo sapete. Ne siete certi. Mettereste la mano sul fuoco.
Perche'
lo sapete? Perche' la conoscete.
Ma
anche il vostro vicino di casa la conosce. Eppure lui non giurerebbe come
voi.
Cosa
cambia? Cambia che voi avete un RAPPORTO con vostra madre, un rapporto
speciale, che ve ne fa conoscere le qualita' umane.
Che
ve ne fa SENTIRE le qualita' umane. Voi SENTITE che vostra madre non puo'
inviare un telegramma cosi'.
Ora,
sostituite vostra madre con la divinita', e il telegramma con le
"sacre scritture".
Quello
che abbiamo detto e' impressionante. Significa che se trovate qualcosa che
vi viene spacciato come "sacre scritture", voi potete prenderlo
, munirvi di cancellino e dire "no, questa non e' la Madre che
conosco, lei non farebbe questo", ad esempio.
E
voi siete "infallibili" in materia di fede.
In
breve, la nostra religione ' basata sul RAPPORTO con la divinita'.
Lo
scopo degli altri e del cammino e di portarvi da LEI. O meglio. Se
iniziate il cammino, Lei gia' vi parla. Adesso dovete imparare bene ad
aprire quel canale, ed ascoltarla ed a rispondere. Quando lo avrete fatto,
non avrete piu' "superiori", che non lei.
Nessun
"sacerdote" sara' mai in grado piu' alto di voi, e vi potra'
dire come e' lei e cosa vuole, perche' potrete saperlo da voi. nessuna
sacra scrittura potra' dirvi come e' e come si fa e come dovete fare,
perche' ve lo dira' lei.
Dentro
di voi.
Potremmo
fare un altro esempio, sperando di non offendere nessuno: se Abramo avesse
avuto una religione come la nostra, quando YHWH gli ha chiesto in
sacrificio il figlio, avrebbe dovuto dire "no, conosco bene YHWH, lui
è un dio di infinito amore e saggezza, e non mi chiederebbe mai una cosa
simile. Quindi, questa voce non e' la sua. Pussa via".
Non
avrebbe ubbidito, come voi non ubbidireste al telegramma dell'esempio
sopra.
Ecco,
questo e' un punto centrale della nostra religione. Nessuno vi dira' MAI
che cosa la divinita' vuole, e nessuno pretendera' mai di saperlo
meglio di voi.
Per
questo noi votiamo le decisioni con il metodo del veto assoluto: siamo tra
pari, e quello che senti tu vale quanto quello che sentono gli altri, e
quindi il tuo NO e' sufficiente a bloccare la decisione.
Anche
altre religioni ipotizzano il contatto con la divinita', ma loro o lo
limitano ad una piccola cerchia di persone, o ai dirigenti della
"chiesa".
Inoltre,
essi lo considerano un effetto collaterale che arriva con lo studio delle
sacre scritture, che sono intoccabili. Se un "ispirato" di
un'altra religione contraddice le sacre scritture, le sacre scritture
hanno la priorita' e la sua opinione e' fuori "dal magistero".
Al
contrario, per noi il centro e' nel rapporto tra la persona e la divinita'.
In
caso di conflitto, perdono le scritture: il valore che diamo alla vita fa
si che chi e' VIVO e' la scrittura piu' grande, e il pezzo di carta viene
dopo.
Questo
e' quando va saputo, a nostro avviso, con le basi.
……………………………………………………………………
.Il
paganesimo è un modo spirituale di vivere la propria vita che affonda le
proprie radici nelle antiche religioni della natura di tutto il mondo. Il
pagano celebra la santità della natura, riconosce l’esistenza della
divinità che, in tutte le cose conosciute (ai cinque sensi) e non, permea
con la propria essenza. Il pagano vede questo come un’eredità;
interpretando le proprie credenze e forme ancestrali basate sul folclore,
miti o prove archeologiche e adattandole alla sua realtà moderna. Non è
necessaria la prova dell’attendibilità storica, per il paganesimo è
importante il canale che, per mezzo della natura, riesce a liberare il
proprio potenziale umano e creativo.
I
pagani onorano la divinità in tutti i suoi aspetti, maschili o femminili,
che considerano sacri in un tutto. In questo modo ogni persona, uomo o
donna, vecchio o bambino, è considerato come un essere magnifico e unico.
Essi riconoscono con la natura un forte legame con cui vivono un stretto
legame spirituale per mezzo dei suoi spazi, boschi, animali che essi
esplorano e amano. Per il pagano, l’incontro col divino avviene
personalmente, senza intermediari, e, laddove ci sia la possibilità di
condividere con altri pagani questa esperienza, insegnamenti, aiuto e
sostegno vengono condivisi da parte di tutti lasciando libera la via di
arrivare a considerazioni proprie del contatto col divino, con differenti
celebrazioni, diversi nomi, diverse cerimonie.
Per
questo motivo i pagani hanno credenze ineguali fra di loro, di cui ognuna
meritevole di rispetto, in quanto rispecchia la differenza umana dei
diversi modi di sentire, e vivere, la propria comunione con la natura.
Per
questo fine, i riti pagani sono in armonia con i cicli naturali, con
quelli del sole e delle stelle, e con il mistero e la transizione della
vita stessa.
La
figura della strega è una figura pagana. E’ pagana per il modo in cui
percepisce la natura e il mondo, per i riti che pratica e che affondano le
proprie radici nella natura e nei suoi cicli. Ma è strega, cioè capace
di non reprimere in se pulsioni e istinti e, opportunamente, indirizzare
con tecniche magiche la propria volontà per renderla operante a livello
reale. Non riconosce l’esistenza e la dualità di un potere
‘positivo’ o ‘negativo’ come alcune religioni affermano,
indipendentemente dal fatto che queste patteggino per l’uno o per
l’altro, ma crede nelle proprie azioni in accordo alla propria volontà,
e crede che ogni azione provochi delle conseguenze ritenute erroneamente
buone, o cattive, a seconda degli intenti , del momento sociale, o dei
punti di vista. Mentre la parola ‘pagano’ riunisce in sé una pluralità
di correnti, la parola ‘strega’ delimita i suoi confini. Essa non lega
la sua immagine a determinate correnti politiche, o sociali, come
"l’ecologismo" (verso cui comunque è naturalmente portata) o
a elementi di credenze orientali come il karma, lo yoga e discipline
affini che (nel caso della strega italiana) vede come estranee perché non
facenti parte del suo retaggio culturale.
Tende
a vivere bisogni e passioni nel modo più pieno possibile, E RITIENE DI
AVERE IL DOVERE DI FARLO.
Molti
confondono la figura della/o strega/one con quella del mago in quanto
tutti e due praticano la magia. Pur se per molti versi il loro cammino è
identico, vi sono delle differenze. E non come si pensa comunemente perché
la stregoneria sia una forma di magia ‘cattiva’.
In
Stregoneria non vi sono, come invece nella Magia, rigorose allegorie,
simboli da decifrare, ritiri magici, umiliazioni e restrizioni, o regole
ferree da applicare scrupolosamente. Essa nasce dall’istinto e dalle
pulsioni della Strega e dalla sua capacità di ‘rompere ,in sé, le
catene’ morali.
Le
basi fondamentali della stregoneria ci sono ancora. La natura animistica
ed il senso di ribellione vengono fuori da ogni frase, ma il desiderio
dell’organizzazione tende a stemperare questi sentimenti.
Frasi
come ….. Mentre negli USA
permettono l'accesso a chiunque l'accesso al culto, noi lo permettiamo
SOLO alle N.B.W, cioe' a chi sente questa voce…….fanno pensare che
un po’ di senso libertario si sia perso.
Poi
il discorso diventa ancora più
organizzativo, più “politico”, si
cominciano a delineare una serie di regole.
Noi
sappiamo che su scala internazionale la nostra comunita' e' costituita dal
riemergere di culture DIVERSE ognuna delle quali ha propri valori.
Poiche' chi sente la voce delle streghe cerca di onorare sia la Dea
che la sana interazione tra i membri dell'organizzazione , abbiamo
adottato una serie di linee guida COMUNI riguardanti l'argomento etico. In
particolare, le uniche grandi regole sono due: la legge del tre, che e'
una legge di natura, e il REDE, la Regola.
Il
culto wicca e' una organizzazione orientata alla individualita' dei propri
membri, che si dedica a propagare e raggiungere una maggiore e piu'
profonda comprensione e coordinazione tra i membri della comunita' Pagana.
Noi indichiamo una serie di materiale bibliografico sulle basi del cuto
della Stregoneria/Wicca per dissipare quell'insieme di stereotipi
propagati dai mass-media e da secoli di ignoranza pianificata, cioe'
propaganda. Noi sottoscriviamo le liberta' di culto e di espressione,
nonche' la dichiarazione dei diritti fondamentali dell'uomo, garantiti
dalla Costituzione democratica del paese e resisteremo ATTIVAMENTE contro
chi vuole negare tali diritti.
I
punti fondamentali:
Sincerita'
e buona fede: Ogni individuo ha diritto di vivere una vita allineata con i
propri valori. Noi incoraggeremo tutti a decidere con quale grado di
partecipazione supportare l'organizzazione. Nel fare questo, noi speriamo
che le persone sviluppino una reale passione per i propri valori. La
sincerita' e' importante per una organizzazione in quanto da' una visione
chiara ai propri adepti e permette di operare partendo da un insieme di
valori chiari e sottoscritti. In questo modo incoraggiamo la crescita
individuale e la formazione di nuovi gruppi da parte di nuovi capi. I
capi, tuttavia, "camminano sulle proprie parole", ovvero vengono
giudicati dagli adepti che possono abbandonare un singolo capo e unirsi al
gruppo di un altro . Se invece un gruppo funziona e cresce, ognuno sa che
si e' lavorato bene e che i contributi sono stati quelli giusti.
Diritti
Civili: I diritti civili comprendono tutta quella sfera di diritti
fondamentali dell'uomo. Mentre l'esercizio di questi diritti e'
disciplinato dalle leggi di ogni nazione, in un gruppo multinazionale
(aperto) tutto e' vastamente dipendente dai valori che ogni persona
ritiene fondamentali. In passato, gruppi di persone hanno cercato, anche
con la violenza, di negare questi diritti. In una societa' multietnica e
multirazziale quale noi ci apprestiamo a vivere, questo non e' pensabile,
e noi cerchiamo attivamente di promuovere i valori e i diritti DEL SINGOLO
al di sopra di ogni cosa, e di promuovere la realizzazione di essi a
partire dal solo fatto che il singolo decida di adottare tali valori. In
questo modo, preserviamo anche al nostro interno una struttura tollerante
e comprensiva: qui NON si fanno processi. Mai.
Liberta'
di culto: Noi riconosciamo la liberta' di culto come valore fondamentale
dell'uomo. Diversi stati in diversi periodi hanno cercato di arrivare ad
una maggiore diffusione o ad una facilitazione dei culti "di
maggioranza". Noi riteniamo che la religione sia un fatto INDIVIDUALE
e che anche la religione di UN SOLO UOMO sia importante come un culto
seguito da milioni di persone. Al nostro interno stanno riemergendo i
culti precristiani piu' vari, ognuno di essi con un pantheon diverso, e
con una serie di riti che per quanto convergenti, a volte differiscono
pesantemente. Questa tolleranza e' quindi un valore NECESSARIO E INTERNO
oltre che rivolto ai fedeli di altri culti. Questo non significa certo che
ci si lascia calpestare dagli integralisti di altri culti, sia chiaro , e
NON ci tireremo certo indietro se c'e' da combattere per la NOSTRA
liberta'.......
Liberta'
di espressione: La cultura che ci stiamo faticosamente e pazientemente
apprestando a ricostruire e' stata quasi annientata, nei secoli scorsi, da
una spietata CENSURA, che ha distrutto molti dei nostri testi, delle
nostre espressioni artistiche, delle nostre idee. Grazie ai contributi di
tutti gli studiosi che a livello accademico e storico stanno studiando il
periodo, la situazione NON e' grave come sembra, ma questo ci deve
insegnare che la CENSURA e' MORTE. Noi ci opponiamo attivamente a
qualsiasi restrizione del diritto di libera espressione degli individui.
Integrita':
Per quanto ci si sforzi, puo' SEMPRE nascere una diatriba tra due
membri/capi locali : siamo umani. In questo caso, e nel caso l'intera
comunita' debba dare un giudizio sul comportamente dei singoli, noi NON
useremo metodi di indagine ne' responsi che risultino UMILIANTI o
VESSATORI per il singolo individuo.
Responsabilita'
Personale: Sebbene non tutte le streghe o i pagani ritengano che sia
necessario riconoscere il REDE , tutti noi sentiamo che e' necessario un
comportamento responsabile nei rapporti con gli altri. Questo per evitare
culti della personalita' verso un singolo capo, o l'irrigidimento delle
posizioni dottrinali in regole di gruppo inaccettabili o vessatorie.
Ogni
gruppo redige un codice secondo stili diversi, ma i concetti fondamentali
sono sempre molto simili:
Principi
di Religiosita' Wicca
1)
Noi pratichiamo riti che ci accordano con i ritmi naturali della Natura,
cosi' come sono espressi dalle fasi della Luna e dai trimestri stagionali,
nonche' dalle feste di mezza stagione.
2)
Noi riconosciamo che essere intelligenti ci da una responsabilita' unica
nei confronti dell'ambiente che ci ha creati. Noi cerchamo l'armonia con
la natura, fino alla coscienza piena della sua estensione, del suo
equilibrio e della sua evoluzione.
3)
Noi riconosciamo un livello di potere molto lontano da quello delle
persone comuni. Poiche' e' molto superiore a quello delle persone normali
viene chiamato "soprannaturale". Noi non siamo in accordo con
questa definizione poiche' questo potere ci e' messo a disposizione dalla
Natura.
4)
Noi riteniamo che il potere creazionale nell'universo si manifesta
attraverso due polarita', quella maschile e quella femminile, riconosciamo
che esso sia presente in tutte le persone, attraverso l'interazione di
maschio e femmina. Noi non valutiamo nessuno dei due come superiore, e
sappiamo che ognuno dei due deve valorizzare l'altro. Noi riteniamo il
sesso come piacere, come fonte di vita e come fonte di energia per i
nostri riti, nella pratica religiosa come nella magia pratica.
5)
Noi riconosciamo sia il mondo esterno che quello interiore, o come dicono
gli psicologia, parole come "subconscio, piani interiori, ecc" e
riteniamo essere nel contatto tra questi due mondi la base di tutti quei
fenomeni definiti "paranormali" e degli esercizi magici.
Noi non privilegiamo alcuna delle due dimensioni a favore dell'altra,
semplicemente rivolgendoci a quella che troviamo necessaria alla nostra
soddisfazione.
6)
Noi non riconosciamo alcuna gerarchia autoritaria, ma ci attribuiamo onore
a coloro che insegnano, condividendo conoscenza e potere, e siamo in
accordo con coloro che cercano di guidare senza opprimere.
7)
Noi vediamo religione, magia e liberta' personali come unite nella visione
di un mondo che li comprende , riunendo queste cose in una filosofia di
vita che identifichiamo come stregoneria Wicca.
8)
Sebbene chiamare se stessi "Wicca" non implica che si sia
veramente Wicca, ma nessuno eredita tale titolo, ne alcuno colleziona
gradi, posizioni o iniziazioni....non vi sono diritti ad alcuna posizione
di potere. La strega cerca di controllare le forze dentro e fuori da se,
cosa che le permette di vivere piu' felice, senza danneggiare gli altri e
in armonia con la natura.
9)
Noi riteniamo che l'esistenza e lo sviluppo della vita sul pianeta come
fuori siano l'espressione dell'evoluzione e dello sviluppo di una
filosofia che deve renderci coscienti del nostro ruolo nell'universo.
10)
La nostra sola animosita' nei riguardi della Cristianita' come nei
riguardi di altre religioni deriva dal fatto che le loro istituzioni hanno
proclamato di essere "la sola via", per poi perseguire
coscientemente politiche di annientamento degli altri culti, per mezzo
della negazione agli adepti del diritto di culto, perseguita con mezzi
politici, giudiziari, sociali, economici.
11)
Come Wicca, non siamo interessati a discutere l'origine, sulla storia
della stregoneria, l'origine dei vari termini, o addirittura la
legittimita' dei vari culti o riti. Noi siamo interessati Solo al nostro
presente ed al nostro futuro.
12)
Noi non accettiamo alcun concetto di "male assoluto", ne'
adoriamo entita' meglio note come "Satana" o "il
diavolo", cosi' come definiti dalla religione cristiana. Noi non
cerchiamo di ottenere potere per mezzo della sofferenza altrui, ne
accettiamo che la nostra felicita' debba essere ottenuta per mezzo di
quella altrui.
13)
Noi crediamo che dovremmo cercare nella Natura e nella sue filosofia
l'insegnamento per raggiungere salute e benessere.
Le
regole fondamentali a cui si
attengono le streghe sono il REDE e la “legge del tre”
A
differenza di molte religioni di massa, le streghe non hanno lunghissimi
elenchi di divieti alla base. Le streghe di ogni parte del mondo, (sara'
una coincidenza?) credono in DUE regole fondamentali.
Una
e' il REDE, la Regola, l'altra e' LA LEGGE DEL TRE .
Questi
due principi sono alla base del comportamento di tutte le streghe .
Molte
critiche sono venute riguardo alla Regola Wicca da coloro che ne sono
fuori, perche' leggendo il testo superficialmente, si puo' pensare che
essa autorizzi a fare qualsiasi cosa che alla fine dei conti, secondo noi
"suoni bene", senza implicare responsabilita' alcuna. Niente di
piu' falso.
La
Regola (REDE) dice:
Se
non offende nessuno, fai cio' che vuoi.
Si
potrebbe pensare, erroneamente, che questa regola sia una qualcosa di
quietistico , qualcosa che ci lega le mani poiche' il timore di offendere
qualcuno ci porta a subire qualsiasi cosa. Bene, iniziamo a chiarire un
attimo il concetto di offesa. Noi vediamo ogni singolo essere umano
all'interno di un "ambito individuale". Potremmo vedere questo
come un "territorio" che potremmo soprannominare come
"spazio delle liberta' individuali". In breve, ognuno di
noi comprende, come parte della sua stessa persona, tutto uno spazio di
interazione. Sarebbe come individuare "casa propria". Il
concetto di non "offendere" alcuno, significa non sconfinare
imponendo la propria volonta' a qualcosa che si trova nell' ambito
individuale altrui.
Un
esempio pratico potrebbe essere quello delle "fatture d'amore".
Il loro principio base sarebbe quello di far si che una persona che NON
vuole stare con un'altra ne' la AMA vada in qualche modo COSTRETTA
dall'incantesimo a stare con lei/lui. A parte che questo NON mostra da
parte di chi lo richiede un grande rispetto verso il partner desiderato,
si tratterebbe di una PESANTE violazione dei diritti di libero arbitrio
della vittima. In breve, pensiamo che questo "offenda" la
vittima di questo rito, e quindi NON ne facciamo.
Ma
allora, non facciamo incantesimi d'amore? Li facciamo, ma i nostri sono
espressi in questa forma: supponi che ANCHE lui/lei ti ami, e che VI SIANO
IMPEDIMENTI, il rito mira a rimuovere tali impedimenti. Ma se la
"vittima" di questo rito NON vi ama, noi non le faremo certo
perdere la testa con cio' che sappiamo : sarebbe una GROSSA privazione
della SUA liberta'.
In
breve, il punto e' che siamo liberi di influenzare qualsiasi energia atta
a facilitare una impresa, ma MAI di manipolare persone.
Un
altro motivo di confusione sta in una interpretazione di questa regola.
Essa significa forse che noi accettiamo qualsiasi sopruso senza
difenderci? Significa che dobbiamo porgere l'altra guancia? No. Porgere
l'altra guancia e' da idioti: se l'avversario ti colpisce sul naso, che
cosa gli porgi? La strega e' una qualche forma di "individuo
potenziato". Certamente il cammino che ci ha portato fino qui ci
porta ad una serenita' ed a una conoscenza di noi stessi notevole. Ma
questo significa che sappiamo difenderci. Il concetto e' che se qualcuno
"sconfina" nel nostro ambito individuale, ha scelto un'
approccio "ostile", e come tale va combattuto finche' il suo
approccio non termina. Certo, e' preferibile il dialogo: ma noi pensiamo
che O si dialoga, O si combatte. E poiche' "sconfinare" nello
spazio individuale altrui e' UN ATTO OSTILE, ovvero l'inizio di un
combattimento, non si dialoga fino a che l'atto ostile non termina.
Per
meglio capire quanto detto presentiamo la Regola per esteso.
Ascolta
adesso la parola delle streghe, il segreto che abbiamo nascosto nella
notte.
Quando
il buio fu reso il nostro destino, che adesso noi portiamo verso la luce
Acqua
e fuoco misteriosi, la Terra e la sconfinata aria,
per
mezzo della loro nascosta essenza le abbiamo conosciute,
e
le conserveremo in silenzio e coraggio.
La
nascita e la rinascita di tutta la Natura, il passare di Inverni e
Primavere
noi
condividiamo con il tutto, e gioiamo nell'Anello magico.
Quattro
volte nell'anno il Grande Sabbah ritorna, e le streghe vengono viste
il
giorno di Lammas e di Candlemass danzare, e Beltaine e Shamain
Quando
il giorno e la notte sono uguali, quando il sole e' piu' grande e meno
grande,
i quattro Sabbah minori vengono celebrati, perche' le streghe non
dimentichino
le feste.
Tredici
lune d'argento in un anno sono, di tredici e' la congrega
tredici
volte in Esbat siamo felici, per ogni anno dorato e un giorno.
Il
potere e' passato attraverso le ere, ogni volta attraverso donna e uomo
ogni
secolo sopra l'altro, sono arrivati i tempi e le ere.
Quando
tracciamo il cerchio magico, con la spada i l'athame del potere,
il
suo compasso attraverso i due mondi giace, nella terra delle ombre di
quell'ora.
Il
nostro mondo non ha diritto di conoscerlo, e il mondo attorno a noi non ci
dira'
nulla
La
piu' vecchia delle dee e' invocata qui, la grande impresa della magia e'
scritta
Due
sono i pilastri mistici, che stanno ai cancelli del santuario
Due
sono i poteri della Natura, le forme e le forze divine
Fai
cio' che vuoi e' la sfida, cosi ama cio' che non offende nessuno,
poiche'
questo e' il solo comandamento, per la magia degli antichi ci e' stato
dato
E'
di otto parole la regola:
Se
non offende nessuno, fai cio' che vuoi.
………………………………………………………………………………….
La
vera legge di base della stregoneria e' la legge del tre.
Con
questa regola, le streghe/oni accettano la propria responsabilita' in
merito alle proprie azioni e ai propri riti.
Questa
regola, la legge del tre, ci spiega che nell'uso della magia dobbiamo
stare attenti.
Il
principio e' il seguente: quando si fa qualcosa, si sta perturbando una
grande ragnatela, quello che alcune religioni chiamano “wyrd”.
Questa perturbazione si comporta come se fosse un pendolo: oscilla
AVANTI e INDIETRO (ovvero ANCHE verso di noi) almeno 3 volte. Il che
significa che se facciamo qualcosa, almeno tre volte tornera' a noi cosi'
come lo abbiamo mandato a qualcun altro.
Questo
viene presentato da molti come un principio morale, ma non lo e'.
Sarebbe
un principio morale SE qualcuno avesse detto che COMUNQUE questi
"ritorni" sono da evitare. Ora, supponiamo che qualcuno faccia
un incantesimo di lussuria verso qualcuno, quale male ne dovrebbe avere,
se anche esso ritornasse indietro coinvolgendolo nella stessa lussuria?
Ne'
e' detto che anche un atto negativo, tornando indietro, sia un prezzo
troppo alto da pagare. Per esempio, potremmo pensare ai cosiddetti
"kamikaze": essi sapevano che lanciandosi sulle portaerei
nemiche sarebbero morti, ma lo facevano ugualmente. Cosi', uno potrebbe
fare del male, a patto che se ne accolli il prezzo.
Si
tratta quindi di una legge A-Morale , che impone delle linee guida che
sono qualcosa di simile ad una "antiinfortunistica" per chi
lavora.
Cosi'
come chi salda il ferro deve proteggere gli occhi dalle schegge, ecco che
la strega deve prendere delle precauzioni per evitare questi
"ritorni".
Il
mondo e' pieno di idioti che si sono messi a pasticciare di stregoneria
senza sapere cosa facevano e poi hanno pagato.
Noi
invece SIAMO A CONOSCENZA di questa legge e quando facciamo le cose
prendiamo le dovute precauzioni, e VALUTIAMO comunque il rischio che le
precauzioni falliscano. Per questo, TENDENZIALMENTE non facciamo del male
alla gente. Ma questo NON significa che non ne facciamo MAI: dopotutto,
potrebbe anche valere la pena di pagarne 3 volte il prezzo. Chi non si
sarebbe fatto uccidere tre volte pur di fermare la crescita di Hitler
dodicenne?
Naturalmente,
visto che i tempi cambiano e che si è sempre più giudicati anche per le
prese di posizione nei confronti dei problemi proposti dalla società
attuale, e soprattutto nell’ottica di presentarsi come gruppi
“politicaly correct” le streghe odierne non possono esimersi
dall’esprimersi su problemi come l’aborto:
Aborto....prendiamo
posizione.
Spesso
tra le e-mail che ci arrivano dai cattolici c'e' contenuta quasi una
sfida: come se qualcuno ci stesse "sfidando" a parlare dell'
aborto, come se per noi fosse una trappola pericolosa, o come se ci
attendessero al varco. Anche chi ci stima ci chiede di parlare di questo
tema, quasi a voler sentire un'opinione chiara ed "ufficiale"
sulla materia.
Vista
l'importanza e la delicatezza dell'argomento, abbiamo riunito tutti e 4 i
gruppi per cercare di sottoscrivere un documento comune, quello che segue.
Per
quanto riguarda una presa di posizione sull'aborto, occorre innanzitutto
distinguere due cose: la liberta' di abortire e l'aborto in se come
azione. Si tratta di due problemi diversi, entrambi molto complessi, che
vanno trattati sempre separatamente, chiarendo SEMPRE se si sta parlando
dell'uno o dell'altro.
Parliamo
prima della nostra posizione riguardo alla liberta' o meno di abortire,
vista nell'ottica di un inquadramento legislativo del problema.
La
nostra posizione e' che lo Stato NON deve occuparsi del problema, ne' in
un modo, ne' nell'altro.
Questa
presa di posizione e' legata a due considerazioni di base:
1)
Non abbiamo certezza dell'orientamento politico culturale dello stato nei
prossimi decenni. Senza ipotizzare la caduta della democrazia (per la
quale occorrerebbe ipotizzare la sua esistenza), e' chiaro che lasciare
allo Stato, (ovvero alla Polizia) la facolta' di decidere a riguardo
e' una pericolosissima arma a doppio taglio. Una volta sancito il diritto
dello stato di intervenire, positivamente o meno, nei confronti di una
gravidanza, si e' aperta la strada a tutta una serie di possibili abusi, a
partire dall'eugenetica e a finire con la selezione classistica delle
nascite. Nessuno, puo' GARANTIRE che nei prossimi anni l'orientamento
dello stato non POSSA essere, a livello di ipotesi, pesantemente
influenzato da culture come quella eugenetica, la quale vorrebbe
sterminare ogni feto non sia conforme a determinati standard genetici. A
quel punto, una volta accettato e sancito il diritto di INTERFERENZA dello
Stato nella gravidanza, si apre la strada ad OGNI possibile aberrazione,
se non semplice MALCOSTUME, derivato dalla trasformazione e dalle (SCARSE)
qualita' dello stato stesso.
2)
Quando parliamo dello "stato", nella fattispecie dell'intervento
sulla donna in gravidanza, parliamo di due particolari enti: Polizia e
Magistratura. A loro spetterebbe il compito di far rispettare, COMUNQUE,
ogni possibile legge in vigore a riguardo. Ora, pensare anche lontanamente
di affidare la "chiave" dell'utero di ogni donna ad un
poliziotto o ad un magistrato, a loro volta donne e uomini, significa
esporci ad ogni possibile conflitto di interesse personale e sociale, da
parte di magistrati e poliziotti che COMUNQUE sono donne e uomini, e come
tali hanno la possibilita' di essere interessati personalmente dal
problema.
Auspichiamo
quindi la cancellazione della attuale legislazione, e la sanzione, in via
DEFINITIVA, anche a livello costituzionale, del principio secondo cui lo
Stato NON ha parola in merito al proseguimento di una gravidanza, fatta
eccezione per la persecuzione dei casi di reati contro la persona
della madre o del feto da parte di terzi.
Veniamo
adesso la nostra posizione nei confronti dell'aborto in se stesso,
inteso come eliminazione volontaria del feto.
Partiamo
dalla posizione teologica per commentare la situazione attuale.
Sul
piano teologico, noi Wicca identifichiamo completamente la vita con quella
che i cattolici chiamano anima. Non riusciamo ad immaginare anima in un
corpo senza vita, ne' vita in un corpo inanimato. E' evidente che l'anima,
come la vita, siano un attributo INSCINDIBILE della vita in se stessa,
dell'essere vivente in quanto biologicamente tale, e NON riteniamo
scindibile il concetto di vita dal concetto di anima.
Riteniamo
anzi che l'equivoco secondo cui il feto possa non avere "anima"
fino al terzo mese sia una COLPA della cultura cristiana, la quale ha
introdotto il concetto di anima come ente distinto e autonomo dal corpo
biologico degli esseri viventi, creando cosi' la possibilita' -culturale-
di tali aberranti affermazioni.
La
domanda "un feto di 3 minuti di eta' ha "anima"? trova da
noi una risposta unanime : ha vita OVVERO anima.
Per
cui , riteniamo l'aborto come un omicidio a tutti gli effetti, senza ombra
di dubbio.
La
divinita' che noi adoriamo e' descritta come un archetipo femminile, e la
sua divinita' COINCIDE con l'attributo -femminile ma non solo- della
fertilita'. Riteniamo che la INCARNAZIONE di tale divinita' sia da
ritrovarsi appunto in ogni donna , con particolare riferimento
e materializzazione nelle donne impegnate nella piu' potente "forza
magica" che conosciamo: la capacita' di dare luogo ad una nuova vita.
Non conosciamo infatti "magia" piu' potente di quella della
nascita di una nuova vita. Gli stessi cristiani , come tutte le altre
religioni, del resto si inchinano di fronte ad essa definendola
"miracolo", segno , semmai ce ne fosse bisogno, che la nostra
-adorazione- del concepimento della vita non e' frutto solo di
una mera sperequazione filosofica, ma di un sentire comune a tutta la
specie.
La
gravidanza, che per noi comprende il momento del concepimento, rappresenta
per noi la piu' DIVINA delle manifestazioni di potenza della natura e
della sua magia, e in senso lato la metafora stessa di OGNI possibile
creazione, oltre che CREAZIONE in se stessa.
Riteniamo
NON sia un caso , se ad ogni aborto (anche involontario) segue nella donna
una orribile sensazione di vuoto e di mutilazione. Riteniamo, avendo
ascoltato le testimonianze di coloro che hanno perso figli in gravidanza,
di poter affermare che esiste non solo "anima" (ovvero vita) nel
feto, ma un particolare legame PERSONALE con la madre, la cui fine e'
stata PERCEPITA NITIDAMENTE, percezione la quale NON puo' essere frutto
solo della presenza di pochi grammi di cellule. Questo presume oltre che
una non meglio distinta "anima" anche una PERSONALITA', tale da
poter stabilire un rapporto PERSONALE se non PROTO-AFFETTIVO con la madre,
a livello cosciente.
Va
da se' che , sebbene NON vogliamo affidare questo compito allo stato che
troviamo inaffidabile, ognuno di noi si impegna a convincere OGNI donna in
gravidanza a continuare la propria gravidanza, qualora fosse chiara
l'intenzione di abortire.
Precisiamo
che il desiderio di togliere allo stato ogni potere in merito NON ha a che
fare con la convinzione espressa sopra, in quanto AFFIDIAMO ai singoli
l'IMPEGNO di convincere ogni donna di quanto diciamo, ESSENDO CONVINTI
DELLA GIUSTIZIA di quanto abbiamo detto. Riteniamo inammissibile un
atteggiamento DELEGANTE , sia pur nei confronti dello stato, di qualcosa
che comunque tocca OGNUNO di noi (essendo noi tutti NATI da una donna ) ,
oltre che ognuno di noi come SPECIE.
Affidiamo
quindi ai singoli il DOVERE di parlare, aiutare, convincere, PERSONALMENTE
ogni singola madre, forti di argomentazioni che , siamo convinti,
troveranno eco nell'interiore di ogni donna in gravidanza. Riteniamo segno
di DEBOLEZZA IDEOLOGICA la posizione dei cristiani, che chiedono la DELEGA
del compito di impedire l'aborto allo stato, DERESPONSABILIZZANDO
completamente i singoli : quando si e' certi delle proprie argomentazioni,
si e' certi di poterle portare nei cuori di ognuno senza usare i
carabinieri.
L'esempio
degli stati scandinavi inoltre DIMOSTRA come la liberta' di abortire NON
aumenti il numero di aborti , se seguita da una EFFICIENTE educazione
sessuale, ma anzi ne riduca il numero MEGLIO E PIU' di qualsiasi
proibizione. Stando agli ultimi rilevamenti, in Scandinavia il numero di
aborti e' INFERIORE percentualmente a quello degli aborti CLANDESTINI che
avvengono nei paesi dove esso e' vietato.
E'
evidente quindi che e' possibile e attuabile una politica di ISTRUZIONE
della popolazione tale da poter spazzare via questo fenomeno SENZA
affidare ad uno stato corrotto e in preda al malcostume un momento cosi'
delicato della vita.
Troviamo
ridicolo l'intento di proibire l'aborto con una legge di stato. Si
finirebbe comunque col proibirlo SOLO ai piu' poveri, dato che i piu'
ricchi riuscirebbero comunque a emigrare per praticarlo. Il RIDICOLO
fallimento delle leggi in materia negli stati arabi, le cui donne vengono
ad abortire in Europa, ne sia l'esempio definitivo. Inoltre, siamo
coscienti del fatto che un raschiamento e' praticabile con attrezzature
oggi alla portata di qualsiasi laureato in medicina o veterinaria, e con
una conoscenza medica di un infermiere professionale esperto: i medici e i
laureati in medicina sono MOLTO piu' comuni che nel passato , cosi' come
la capacita' finanziaria delle famiglie di pagare tali interventi
clandestini.
E'
quindi evidente che la proibizione dell'aborto per legge porterebbe solo
ad un traffico di aborti clandestini, con l'ennesimo calo di rispetto nei
confronti delle leggi dello stato.
In
appendice a quanto detto, possiamo ragionevolmente pensare che l'aborto
NON sia in realta' MAI stato proibito, ma solo reso piu' costoso.
E'
PAZZESCA l'attribuzione della vita del feto ai 3 mesi di eta'. Non si vede
quale precisa MEZZANOTTE dovrebbe segnare l'ingresso della "personalita'"
in un feto, ne' si vedono ragioni biologiche di questa legge. Che peraltro
non e' applicata allo stesso modo in tutto l'ambiente scientifico: e' il
caso dell'Inghilterra, dove e' permesso l'aborto fino a 5 mesi di eta' del
feto.
Riteniamo
questa attribuzione un ipocrita tentativo di "sbrigarsi finche' non
sembra un uomo", ovvero di liberare chi esegue l'aborto da eventuali
sensi di colpa derivanti dal cestinare un essere che ha occhi, mani e
piedi visibili nonche' antropomorfi.
Riteniamo
che sia stato possibile far digerire questa legge all'opinione pubblica
SOLO grazie al concetto CRISTIANO di anima , concetto distinto ed autonomo
da quello del corpo vivente, concetto che permette di pensare a corpi
viventi senza anima come -sarebbe- il feto prima dei 90 giorni di vita.
Riteniamo questo concetto aberrante come la principale fonte di debolezza
dei cattolici di fronte al problema, e come il principale motivo di
fallimento culturale del cristianesimo nel proteggere la vita, protezione
che crolla proprio grazie ad un corollario della concezione CRISTIANA di
anima distinta ed autonoma dal corpo vivente.
Riteniamo
ASSURDA e MOSTRUOSA ogni teoria strettamente o "sui generis"
EUGENETICA, che vorrebbe dimostrare come sia AUSPICABILE se non NECESSARIO
impedire di nascere a quei bambini che dimostrassero tare genetiche o
comunque infermita' di ogni genere.
Invitiamo
OGNUNO di noi a mettersi NUDO di fronte ad uno specchio, e a giudicare CON
I PROPRI OCCHI se quanto vede e' ALLINEATO con
un'idea di PERFEZIONE FISICA ed ESTETICA (perche' di questo si parla in
fondo).
Siete
tutti perfetti? Niente calvizie, niente obesi, tutti belli anche da
vecchi? Niente malattie, niente disturbi? Ce lo auguriamo, perche'
altrimenti sareste FUORI dagli STANDARD genetici ed INDUSTRIALI (e
ribadiamo INDUSTRIALI perche' questo e' il centro del problema) e
qualcuno troverebbe auspicabile la vostra eliminazione. Non si vede
infatti come mai una persona con tare o infermita' possa essere annientata
prima della nascita e NON DOPO....
Dunque,
credere in teorie che presumono l'eliminazione di ogni feto che non
rispecchi una certa "qualita' genetica minima" , presume ALLO
STESSO MODO ED INEVITABILMENTE l'eliminazione di coloro che non
rispondono a questa QUALITA' MINIMA anche successivamente....
E
ripetiamo: mettetevi nudi di fronte ad uno specchio: siete l'immagine
della salute e della bellezza genetica?
Precisiamo
che la nostra posizione e' DISTINTA e prende le distanze da quella della
chiesa, che troviamo COMPLICE di quella che ipocritamente chiama
"cultura della morte".
Basti
fare, a nostro avviso l'esempio di una concezione che attinge dal
repertorio culturale cristiano, che vuole l'esistenza di figli
ILLEGITTIMI, arrogando al prete e non ALLA NATURA il compito di decidere
quali figli debbano o possano nascere COI CRISMI di legittimita'.
Un
bambino e' sempre LEGITTIMO in quanto VIVO. La natura NON ha bisogno di un
prete che celebra un matrimonio per creare la vita. Chiamare ILLEGITTIMO
un bambino addormenta la coscienza qualora si parli di ucciderlo.
Inoltre,
quella che IPOCRITAMENTE i cristiani chiamano "cultura della
morte" attinge ancora piu' pesantemente nella cultura cristiana
quando diventa motivo di VERGOGNA per una donna essere incinta senza avere
un marito, atteggiamento che la chiesa ha sempre FOMENTATO se non ISPIRATO
COSCIENTEMENTE.
Questa
colpevolizzazione della gravidanza ha diffuso l'opinione che POSSANO
ESISTERE gravidanze "COLPEVOLI", e da qui a dire che la
gravidanza COLPEVOLE vada interrotta il passo e' breve.
Essendo
ARBITRARIO culturalmente il concetto di gravidanza "COLPEVOLE",
va da se che questo concetto ha creato una zona d'ombra che legittima
l'aborto, se non, peggio, l'abbandono del neonato dopo un parto PERICOLOSO
e SOLITARIO.
Inoltre,
la DEMONIZZAZIONE del sesso, ovvero del concepimento, effettuata
COSCIENTEMENTE dalla chiesa ha portato a trasferire gli attributi NEGATIVI
riversati sul sesso al suo prodotto naturale piu' immediato, ovvero la
vita. Demonizzare il sesso significa demonizzare l'attivita' riproduttiva,
e quindi demonizzare la gravidanza.
Riteniamo
quindi la chiesa IPOCRITA quando parla di "cultura della vita"
mentre cerca di reprimere in tutti i modi la libera sessualita',
sessualita' che e' alla base DELLA VITA, (casomai qualcuno abbia mai
spiegato loro come nascono i bambini, ovviamente).
Abbiamo
inoltre acquistato il noto libro della Fallaci che parla
dell'argomento. Attendiamo l'uscita dell'altra meta' dell'opera (ovvero la
risposta del bambino mai nato) per iniziare la lettura: vogliamo ascoltare
entrambe le campane. Fino a tale momento quel libro rimarra' chiuso in uno
scaffale.
Quando
si creano delle regole c’è inevitabilmente chi le critica, e nasce
quindi una contestazione interna: nascono i contrasti tra i gruppi, ed il
frazionamento
In
nessun caso gli scritti qui presentati vogliono entrare in polemica con
alcune tradizioni o discutere riguardo quale credo sia da accettare e
quale no. Ho cercato, qui, solo di analizzare le mie scelte e le
differenze che esistono tra stregoneria (in particolare quella italiana) e
quella moderna comunemente intesa come ‘Tradizionale’ a livello
mondiale. Ho cercato di parlare in base alle mie conoscenze e lasciando
ampia libertà di scelta a chi legge. Per contro, chi si avvicina a questa
materia per la prima volta (o chi è comunque all’inizio del cammino)
potrebbero, alcune differenze, risultare fuorvianti e poco chiare e di
conseguenza la comprensione degli scritti poco immediata.
Raccomando
di leggere i contenuti nell’ordine in cui sono presentati, senza saltare
le sezioni e confrontandoli, eventualmente, anche con scritti elaborati da
altri gruppi e con materiale reperibile su altri siti. Questo permetterà
al lettore di avere una panoramica più completa sull’argomento e di
trovare risposta a quei interrogativi che avrà, via, via, trovato.
Quasi
tutti, oggigiorno, associano la parola Wicca alla parola stregoneria
spesso identificandole e scambiandole. Entrambe fanno uso di riti magici,
spesso chiamano allo stesso modo i propri Dei, quasi sempre celebrano
ricorrenze comuni anche se con nomi differenti.
Non
staremo ad insistere particolarmente sull’aspetto del contrasto tra
gruppi (anche se riprenderemo poi questo punto quando parleremo delle
differenze tra streghe antiche e moderne) perchè non interessa molto
l’argomento che stiamo trattando, ma, come semplice fatto informativo,
riporteremo che gli stessi siti web sono ripartiti in funzione di queste
differenziazioni tra gruppi, principalmente tra quelli che si rifanno alla
tradizione europea e quelli che si riferiscono invece alla interpretazione
che ne danno le streghe nordamericane.
DIFFERENZE
E SIMILITUDINI TRA
STREGHE ANTICHE E MODERNE
Con
quello che abbiamo visto possiamo, per il momento, definire le streghe
come un gruppo di persone che perseguono uno stile di vita basato su un
libero e corretto rapporto tra le persone, basato sulla mancanza di
imposizioni sociali e finalizzato alle ricerca della felicità, felicità
che va raggiunta anche a costo di sembrare sconveniente ma purchè questa
non crei problemi ad altri, felicità che va raggiunta anche lottando per
le proprie idee ed aiutando altri, che da soli potrebbero non farcela, a
condurre positivamente questa lotta.
Ma
c’è allora qualcosa di diverso, tra le streghe del passato e quelle
attuali, in questo modo di vivere?
La
prima cosa che colpisce è una differenza fondamentale: le streghe del
passato tendevano a non rendere troppo manifesto il loro modo di vivere,
non tendevano a ricercare adepti, il loro culto era esoterico. Anche
quando non era in pericolo la loro vita (cosa che capitava nel periodo
dell’Inquisizione) ma l’essere “streghe” era una figura sociale
accettata, anche se derisa, le streghe avevano della magia una visione di
ricerca della verità, come abbiamo già visto per i ricercatori
magico-scientifici del Rinascimento, o quella
dei mezzi per gestire una sorta di giustizia
popolare. Le loro
allieve nascevano per caso, o erano le allieve stesse che andavano a
cercare le streghe per ricevere da esse gli insegnamenti sulla magia.
Oggi
questo non succede. Le streghe tendono a manifestarsi verso un certo
pubblico, anche se in verità è un modo di “rendersi pubbliche” molto
discreto.
Forse
perchè il nostro mondo è un mondo della comunicazione le streghe hanno
le loro pubblicazioni, i loro siti web. Sentono la necessità di spiegare
il loro modo di vedere le cose a tutti quelli che lo vogliono conoscere
(lo abbiamo già visto con l’articolo riguardante l’aborto, tratto
appunto da un sito web italiano). Arrivano addirittura a pubblicare un
“bignamino” della loro filosofia, dandogli l’aspetto di quelle
F.A.Q. che tanto spesso si vedono a proposito di problematiche tecniche, e
nelle quali si parla tanto di questiono di un certo livello etico che di
semplici curiosità.
Da
uno di questi siti riproponiamo:
D:
Ci sono "streghe buone e streghe cattive", "magia
bianca" e "magia nera"?
R:
Questa definizione e' troppo morale. Presume un qualcuno che decide che
cosa sia il "buono" e che cosa sia il "cattivo". Noi
non accettiamo questo tipo di suddivisione del mondo di per se, e in
particolare quando viene fatta e imposta da altri. Per cui, chi pensa che
esiste il "buono" e il "cattivo" e' semplicemente
incapace di capire alcunche' della nostra visione del mondo.
D: Adorate
Satana?
R:
Satana e' un'invenzione dei cristiani. Serve ai loro preti come minaccia ,
quando e' capo dell'inferno, e ai loro seguaci come giustificazione,
quando devono spiegare come mai hanno fatto qualcosa che non va , e allora
tirano fuori la storiella che erano sotto l'influsso di satana. Si tratta
di una panzana bella e buona: il dio cristiano, onnipotente e onniscente,
avrebbe creato secondo loro una creatura il cui nome significa
"l'avversario"? Se lo ha fatto , un dio simile direi che non sia
ne' onniscente ne' onnipotente.....
D:
Allora perche' usate un simbolo "satanico"?
R:
Il pentagramma (o pentacolo) non e' un simbolo satanico perche' satana NON
esiste. Anche se esistesse, il pentagramma e' COMUNQUE piu' bello di un
uomo inchiodato ad una croce , insanguinato, agonizzante e tormentato.
Loro gettano ombra sui simboli altrui, chiamandoli satanici, per
nascondere l'ORRORE sadico, la perversione e la disumanita' del loro idolo
preferito.
D:
Sacrificate animali?
R: La
filosofia di un "sacrificio" sarebbe che si dona qualcosa di
PROPRIO per indicare amore e devozione verso la Dea. Noi crediamo che la
vita dell'animale NON appartenga a noi bensi' a lui (cioe' all'animale), e
quindi non avrebbe senso sacrificare qualcosa che NON ci appartiene. La
streghe quindi NON sacrificano animali o altre creature: e non ci stupisce
sapere che la maggior parte di noi sia vegetariana.
D:
Le streghe fanno le evocazioni?
R:
Si, ma non bisogna fraintendere.
Evocare,
cosi' come pregare, e' usato per cambiare la nostra vita rivolgendoci al
potere di qualcosa al di fuori. Le preghiere sono delle richieste che noi
facciamo ad una divinita' ESTERNA a noi. Ma noi NON crediamo che le
divinita' siano FUORI di noi, e non crediamo che siano DISTINTE da noi. Le
evocazioni, quindi, non fanno altro che evocare cose che sono DENTRO DI
NOI, che esistono DENTRO il nostro spirito. Per questo le streghe NON
evocano lo spirito di qualcuno di cui non hanno il permesso. Le
evocazioni, richiamando parti della persona che possono essere dormienti,
vengono viste come "manipolative" e quindi non sono MAI usate se
non con il permesso della persona.
D:
La stregoneria e' una dottrina?
R:
La dottrina per definizione e' qualcosa che viene dall'alto e in cui
credere ciecamente. Noi non riconosciamo alcuna cosa al di sopra della
nostra volonta' e del nostro desiderio. E se anche vediamo qualcosa al di
sopra, ci crediamo perche' lo abbiamo visto NOI STESSI, non certo
CIECAMENTE o "PER FEDE".
D:
Fate orgie rituali?
R:
SI. E a volte NOI ci chiediamo se la vita in castita' sia una scelta
REALISTICA e/o "NORMALE": abbiamo il dubbio che certe scelte
contro natura come la castita' possano essere fatte solo da persone
sessualmente disturbate, ovvero potenziali maniaci, stupratori e pedofili.
Chi altri sceglierebbe di negarsi una funzione biologica assolutamente
normale?
D:
Perche' le streghe vestono di nero?
R:
Immagino tu lo abbia visto in qualche film. Noi non diciamo alla gente
come vestirsi (non siamo la tua madre severa) , e molti di noi
preferiscono il verde e/o il violetto. (celtismo)
D:
Le streghe sono tutte donne??
R:
No. Le streghe possono essere sia uomini che donne.
D:
Perche' la gente diventa strega?
R:
La gente e' attratta da noi per diverse ragioni. Molte donne vengono da
noi perche' la loro religione di famiglia NON ha divinita' femminili e
quindi non tiene in debita considerazione la donna. Negli USA, nei campus,
la gran parte di coloro che si avvicinano a noi sono ragazze che vengono
da famiglie islamiche/cristiane. Per queste donne, che si sono sempre
sentite dire "no" nella crescita spirituale, la possibilita' di
divenire qualcosa di piu' di una semplice adepta e' una occasione
bellissima di accrescimento spirituale. Poiche' siamo una religione
fortemente legata alla natura, molti sono attratti da quello che potrei
definire un "ritorno alla terra", alla Dea Madre, e il nostro
culto piace molto agli ambientalisti. Altri vengono da noi per via della
nostra tolleranza sia verso le idee personali/politiche (non tutte le
religioni sono cosi') e verso le scelte sessuali. Un'altra ragione e' che
noi NON manipoliamo le persone in nessun modo, per cui molto trovano da
noi un rispetto verso la personalita' che altrove non trovano. Infine il
culto della liberta' e del self-respect e' una cosa piu' unica che rara.
D:
Con quali canali fate proselitismo?
R:
Noi NON facciamo proselitismo. Noi pensiamo che "convicere" sia
una forma di manipolazione , e il fatto che i "predicatori"
studino e usino la psicologia ce lo conferma. Semplicemente, lasciamo che
le gente legga i nostri siti e poi quando LORO, da soli, si convertono,
FORSE li accettiamo. Fine.
D:
Allora, cosa fanno le streghe?
R:
Noi viviamo. Noi muoriamo. La maggior parte di noi paga le tasse. Noi
semplicemente pratichiamo la nostra religione, celebriamo le nostre feste,
e tentiamo di conoscere quelle forze e quei simboli che ci aiutano nella
vita.
Non
tutte le streghe partecipano alle attivita' di gruppo: la gran parte di
noi si incontra solo per le feste, e prosegue da sola il proprio cammino.
Un'altra parte preferisce affidarsi a guide piu' esperte, e partecipa alle
riunioni di gruppo.
Noi
teniamo le nostre cerimonie all'aperto, in quanto non pensiamo che la Dea
sia abbastanza piccola da entrare in un tempio, per quanto grande.
Inoltre, questo ci da' un certo contatto con la natura.
D:
Conosco una strega nel mio paese ma non e' come vi descrivete voi. E'
veramente una strega?
R:
Molti usano la magia per altri scopi, o per nessuno, e la religione
cristiana li chiama "streghe" come tutti gli altri. Tuttavia
essi possono NON appartenere al nostro culto. Cosi' come la gran parte dei
maghi e santoni, o cartomanti, che vedi sui giornali NON sono streghe , e
se dicono di esserlo MENTONO. Noi non siamo una associazione a scopo di
lucro, non vendiamo la magia perche' NON APPARTIENE A NOI
Alcune
di queste precisazioni si spingono anche a diffondere la conoscenze delle
differenze organizzative e storiche della stregoneria:
Celtica:
La tradizione celtica e' basata sui riti del mondo celtico pre-cristiano.
Molto diffuso in Irlanda, Scozia, e in alcuni casi si sovrappone ai riti
teutonici. Ci sono una moltitudine di Druidi che praticano questi riti, e
in alcuni casi essi condividono con la tradizione teutonica l'uso delle
stesse rune. Si tratta di culti estremamente basati sulla terra e molto
forti riguardo ai diversi aspetti della magia.
Alexandriana:
Si tratta di una tradizione riemersa per decisione di tale Alex
Sanders, nel 1960. I rituali sono leggermente diversi da quelli
Gardneriani. Alex Sanders faceva riferimento a se stesso come ad un
"re" delle "sue" streghe. Sebbene sia simile allo
wicca Gerdneriano, questo culto e' meno rigido , e tende ad essere piu'
eclettico. Alcune strette regole Gardneriane, ad esempio la nudita'
rituale, vengono spesso emendate.
Eclettici:
Uno wicca eclettico e' uno che non si ferma alle forme tradizionali di
magia, non si lega ad un gruppo, e spazia continuamente in una ricerca
personale nel campo dei riti e della magia. Sono in gran parte solitari,
ma si conoscono anche gruppi di eclettici , i quali condividono con gli
altri solo il REDE e le feste, per il resto decidono da soli come e cosa
fare.
Faerie
Wicca: Vedi "celtica".
Gardneriana:
Quella gardneriana e' stata la prima delle tradizioni wicca a
venire pubblicamente alla luce, per decisione di Gerald Gardner. Si tratta
di un culto estremamente tradizionale e gerarchico. I loro gruppi si
tengono nel segreto e sono molto selettivi nelle iniziazioni. In realta si
tratta del primo passo del ritorno del moderno wicca. Nonostante vi siano
molte congreghe gardneriane , specialmente in Europa, e' molto difficile
localizzarle e quasi impossibile aderirvi, in quanto contattano loro i
membri prescelti. Il culto in se non e' orientato alle pratiche solitarie,
me hanno un certo numero di studi per i gardneriani solitari.
Dianica:
Tradizione proveniente dall'Europa occidentale, riemersa all'inizio del
1900 per decisione di Margareth Murray.
Viene indicato come il movimento "femminista" dello wicca, per
via della struttura e della composizione rigidamente femminile/saffica.
Sul piano teologico si rifa' molto ai riti Saturnali romani.
Solitari:
Individui che pur aderendo ad una tradizione preferiscono praticare da
soli senza entrare in una congrega. A differenza degli eclettici, essi non
tendono a ridefinire e a sperimentare, ma si attengono comunque ad una
tradizione fissata. Sporadicamente si uniscono ai gruppi , ma solo per
eventi importanti.
Stregoneria
tradizionale inglese: Ha in comune tradizioni sia con i
Gardneriani che con i Celtici. Il culto e' emerso principalmente per
decisione di Farrar , la congrega piu' famosa e' la "International
Red Garters".
Streghe
del focolare: Queste persone praticano a in casa e sulla propria terra,
concentrandosi sul lato pratico della religione, come l'erboristeria e
divinazione. Poco diffusa nelle aree urbane.
Pictish:
E' una tradizione praticata in Scozia solo in maniera solitaria. Richiede
una forte connessione con la natura in tutte le sue forme.
Seax-Wicca:
emerso ultimanente, per decisione di Raymond Buckland. Si tratta di una
branca di quella gardneriana, autorizzata e riconosciuta da quest'ultima,
ma e' caratterizzata da una grande determinazione allo studio e alla
filologia magica. I loro adepti pubblicano in continuazione scritti di
grande valore.
Stregheria:
Tradizione iniziata nel 1353 in Italia, da una donna chiamata Aradia.
Emersa negli anni 70 per decisione di Raven Grimassi. Interessante
specialmente per chi vuole una visione storica del fenomeno. In Italia
formano gruppi chiusi e difficilmente raggiungibili. Hanno una diversa
interpretazione del Rede e aggiungono la presenza di un gruppo di
difensori.
Teutonica/Nordica:
Molto antica, non ancora emersa pubblicamente, si tratta di tutti quei
gruppi che celebrano riti in lingua e tradizione tedesca, Islandese,
Danese, Norvegese, Danese, Svedese. Stanno discutendo in questi anni se
emergere pubblicamente. Il dibattito interno e' tuttavia lontano
dall'arrivare alla fine.
Ne
emerge, e questa è un’altra differenza con le streghe del passato,
una visione quasi “politica” di gruppi e gruppuscoli in lotta
tra di loro, un po’ come certi fenomeni tipici dei movimenti
extraparlamentari del “68 (e, d’altro canto, potrebbe non essere un
caso).
Certo
fa un po’ sorridere pensare ad una strega che dice: “il
dibattito interno è tuttavia lontano dall’arrivare alla fine”.
Vengono alla memorie segreterie politiche, auto ministeriali, assemblee,
votazioni, qualcosa insomma un po’ lontano da quell’idea gotica (e
romantica) che di solito si ha di queste signore.
Abbiamo
già notato, commentando alcuni testi, di una certa perdita di senso
libertario, che viene fuori quando si pongono certi divieti di pubblicare
su determinati siti.
Con
questo non possiamo certo dire che le odierne streghe non anelino a quella
libertà di esprimersi che era la base fondamentale della filosofia delle
loro antenate; semplicemente vivono in un mondo diverso, basato fortemente
sulla comunicazione e dove è facile intrufolarsi e farsi passare per
streghe anche se dell’etica fondamentale non si è pienamente convinti,
per cui sono state costrette a cercare un antidoto a questa
contaminazione.
Una
volta non ce ne sarebbe stato bisogno: erano sufficienti i roghi a tenere
lontano chi non era pienamente convinto di queste idee.
E’
lo stesso problema nato in Italia con la guerra partigiana: nel dopoguerra
tutti erano diventati partigiani, mentre nel periodo bellico le
fucilazioni erano un efficace “filtro” per i partigiani di comodo.
Naturalmente
l’organizzazione e le proibizioni fanno proliferare i gruppi ed i
“dibattiti interni”, in effetti, ci sono e a volte gli scontri
raggiungono vette molto alte, soprattutto tra la tradizione “wicca”
tipicamente statunitense, e la tradizione di origine italiana.
Riportiamo
da uno dei siti:
Vi
sono molti malintesi riguardo all'appartenenza nostra al movimento Wicca,
e derivano dal fatto che si conosce poco la storia reale del movimento
Wicca stesso...
Tutti
quelli che finiscono su questo sito finiscono con l'osservare che alla
fine, noi siamo diversi dal classico modello di Wicca americano. Nella
media, ce lo fanno notare con toni che vanno dallo scandalizzato al
curioso.
In
realta', il problema e' che la gran parte di quei signori vengono dal
newage, e che quando girano per i siti wicca statunitensi, girano per i
siti wicca che sono nati DOPO che il governo statunitense ha riconosciuto
lo Wicca come religione.
E'
successo questo: quando il governo USA ha deciso che lo Wicca era una
religione, ha concesso, oltre a cose come il diritto di dare il conforto
religioso ospedaliero, e nell'esercito, anche alcune facilitazioni
fiscali.
Questo
ha fatto si che migliaia di ex newager abbiano deciso di mischiare il
tutto e dichiararsi Wicca per pagare meno tasse.
Questo,
in pratica, ha fatto si che se giriamo per i siti Wicca, troviamo in gran
parte degli impasti stravaganti di un pizzico di stregoneria mitologica e...tutto
il resto che un newager possa immaginare.
Noi
che pratichiamo lo Wicca dai primi anni 80 come congreghe, (e la
stregoneria da prima), conoscevamo il movimento Wicca originario, quello
che si mantiene in segreto che ha le sue regole rigide, i suoi rituali
immutabili, eccetera.
E'
chiaro che gli ultimi arrivati, i riciclandi, dovendo aggiornarsi in
questi giorni, vanno in giro per la rete a vedere cosa si dice in giro per
imparare a travestirsi da Wicca.
E'
chiaro che trovando queste persone dei siti essenzialmente newage, dicano
"oh che bello, dai che mi ci ficco anche io".
MA
questi non sono "gli Wicca". Purtroppo non esiste una autorita'
centralizzata che dica chi e' Wicca e chi no, ma certamente sarebbe
consigliabile leggersi cosa sia lo Wicca nelle parole del suo fondatore
moderno, e dei capi delle principali congreghe mondiali.
Qual'e'
il guaio?
Il
guaio e' che i Gardneriani sono MOLTO rigidi nel segreto, MOLTO rigidi sui
cerimoniali, e TUTTO tranne "politicamente corretti". Stessa
cosa per le dianiche, o per gli altri gruppi.
E'
difficilissimo essere ammessi a parlare con loro, veramente molto
difficile.
Ora,
invitiamo tutti quelli che ci accusano di essere "dei bigotti",
o "dei tradizionalisti spinti" a fare due chiacchiere, se
riescono, con qualche gardneriano. Siamo curiosi di sapere se quest'ultimo
gli rompe in testa un candelabro o se gli spezza i chakra uno ad uno dalla
rabbia, nel sentire quante cretinate newage stanno venendo immischiate
nella sua dottrina.
Tutta
questa gente che ci parla di come lo Wicca sia "pace e bene",
dovrebbe andare a vedere cos'era il movimento "woodcraft", da
cui lo Wicca moderno deriva in parte.
Ma
per instillare nelle loro monolitiche nonche' assolute certezze celestine
un qualche dubbio, dovrebbero semplicemente farsi un giro per il panorama
Wiccan EUROPEO, dove l'ondata newage non e' ancora arrivata, e che puo'
assomigliare allo Wicca americano originale e dare loro un'idea.
Niente
buonismo, niente correttezza politica, segretezza assoluta, regole
rigidissime, tradizionalismo estremo.
E
questo e' lo Wicca "puro", delle origini. prima che la
scellerata decisione del governo USA facesse piombare su di loro l'immenso
branco di falliti newager.
Adesso
andiamo sul concreto: noi e lo Wicca.
Come
quasi tutti i "vecchi" Wicca europei, abbiamo adottato il Rede
come filosofia di vita, ma non come precetto religioso.
Questo
per due motivi:
1)
Non potevamo adottarlo come precetto religioso perche' non fa parte della
nostra esperienza religiosa ne' della nostra tradizione.
2)
Somigliava comunque alla Regola delle nostra congreghe italiane, dove i
Buoni Vicini hanno tutti diritto di veto, e il cerchio di una persona o
gruppo non puo' essere violato.
Quando
parlate di Rede con uno Wicca Europeo o con una strega
"all'antica'" (e come potrebbe una strega NON essere
"all'antica?") sappiate quindi che NON avete a che fare con un
precetto religioso, ma con una filosofia che e' stata VOTATA come
filosofia da applicare all'interno dei gruppi. E che e' stata adottata in
quanto era praticamente IDENTICA a quella GIA' IN USO.
Una
medesima votazione potrebbe decidere di mettere in disuso questa Regola,
per quanto la tradizione sia gia' praticamente identica, per quanto
riguarda il metodo di gestione delle congreghe.
Ed
ecco una ulteriore distinzione tra noi e gli americani: gli americani
ritengono che il Rede vada praticato riguardo a TUTTI, wicca e non. Noi
abbiamo deciso di adottarlo perche' somigliava al metodo con cui gestiamo
da molto prima le congreghe. Questo significa che vale TRA DI NOI, essendo
una legge NOSTRA.
A
nostro avviso, infatti, non possiamo certo applicare le nostre leggi su
tutti: sarebbe la stessa presunzione con cui le religioni monoteiste
credono di avere la verita' assoluta. Il Rede , che abbiamo adottato, lo
abbiamo adottato perche' era GIA' lo stesso meccanismo di gestione che
usavamo DENTRO le congreghe, lo stesso usato dalle varie Signore per
disporre della magia nel risolvere i conflitti, e vale SOLO dentro il
cerchio, ovvero per "i buoni vicini", e per "la nostra
gente".
Discorso
simile vale per la cosiddetta "Legge del Tre".
Presa
all'americana, e' qualcosa che sembra di un buonismo esasperato. Cioe', se
fai del male, riceverai tre volte tanto, ed e' giusto cosi'.
Questa
legge vi sembra buonista?
Bene,
sappiate che secondo la stessa legge se mi fate del male, sono autorizzata
a farvene tre volte tanto e che quando officio come Signora sono
autorizzata a punire con la magia chi (esterno alla congrega) ha fatto del
male a chiunque della congrega, con una pena tre volte maggiore del danno
subito!
Vi
sembra ancora "buonista" questa regola ?
Ecco,
la cosa che andrebbe chiarita e' che negli ultimi anni, negli USA, lo
Wicca e' stato ricoperto da un ammasso di newager in cerca di riciclaggio,
e ridipinto con un mantello di correttezza politica e di buonismo newage.
Ma
questo fenomeno, SIA CHIARO, riguarda solo gli USA ed e' in esaurimento.
Tra qualche anno, gli wiccan usa torneranno ad essere soltanto quelli che
erano prima dell'ondata , ovvero rimarra' solo il nucleo originario,
quello che precedeva tutto questo bailamme sincretista newage.
Quindi,
non illudetevi troppo: la nudita' rituale e' la regola fissa ed assoluta
per i gardneriani e per la gran parte degli wicca non newager, e in Italia
la tradizione vuole il sabbah terminare in un'orgia, secondo un rito nato
700 anni fa e chiamato "Rito del cero di Benevento".
Vorremmo
che quando vi rivolgete a noi teniate sempre presente QUESTA parte della
nostra storia: poiche' noi precediamo cronologicamente il newage come
fondazione, consideriamo il newage stesso e le sue filosofia come un
intruso dalla vita breve.
Non
vi meravigliate quindi se di fronte a certe affermazioni vedrete reazioni
assai poco "politicamente corrette" o "poco buoniste".
Noi
siamo Wicca. Puri e duri.
Certo,
molti pensano che ammorbidendo questa dottrina si potrebbe facilmente far
digerire alle masse. Noi personalmente pensiamo che e' meglio che la
dottrina Wicca NON sia digerita dalle masse.
Per
le cose digerite dalla massa ci sono gia' le fognature.
Il
nostro obiettivo e' di creare al massimo una congrega o due per ogni
regione geografica, selezionando SOLO quelli/e che sono a nostro avviso ,
"100% puro Wicca".
In
altre parole, le congreghe che scrivono su questo sito sono "streghe
che hanno deciso di adottare il Rede degli Wicca" , e questo spiega,
come ci chiedono in tanti, il perche' abbiamo registrato il dominio www.STREGHE.com
e non altri tipo "www.wiccaitalia.com".
Quando
finira' l'ondata di sincretismo newage che si sta abbattendo sul web e
sullo wicca, allora forse torneremo ad essere indistinguibili dallo Wicca
reale. Senza essere cambiati di una virgola.
A
volte le diatribe riguardano argomenti molto più legati alle filosofie
fondamentali, a volte riguardano problemi legati al rituale. Sono
differenze che non interessano particolarmente gli aspetti che stiamo
trattando, ma soprattutto le differenze tra le odierne stregonerie di tipo
nordamericano ed italiano (“stregheria”) ci danno modo di discutere
della più importante similitudine tra le streghe di ieri e di oggi.
La
stregoneria nordamericana prende avvio (o sarebbe il caso di dire
“riprende rinnovato vigore”) dalle opere di Margareth Murray sullo
studio dell’antico culto del dio celtico Cernumnos (il dio “cornuto)
che, a detta dell’antropologa, si sarebbe tramandato nei secoli fino ai
nostri giorni. Da tale idea e
dalle opere di autori successivi ( Gimbutas, Gardner..) discendono le
linee concettuali e metodologiche fondamentali che hanno fatto nascere la
stregoneria nordamericana attuale.
Da
una strada diversa viene la “stregheria”.
Charles
Godfrey Leland, studioso americano di folklore (aveva pubblicato negli
Stati Uniti diversi lavori sui nativi americani) arriva in Europa nel
1870; per qualche anno studia i rituali religiosi degli zingari della Gran
Bretagna e, nel 1888, si stabilisce a Firenze dove continua i suoi studi
occupandosi delle religioni pre-romane e pubblicando un lavoro sul
sincretismo delle stesse (Etruscan
Roman Remains).
A
Firenze conosce una cartomante, Maddalena Zaleni, che diviene la sua
collaboratrice nella ricerca di materiali per i suoi studi.
Leland
conosce così personaggi di un mondo contadino e montanaro legato ad
antiche tradizioni (in particolare di quella terra che lui stesso chiama,
in una lettera alla nipote, la “romagna toscana”) arrivando alla
conclusione che in quelle terre continuava ad esistere una antica
religione, la “stregheria” appunto, i cui riti facevano riferimento a
Diana e non al demonio, come comunemente si era abituati a pensare (cosa
che, d’altro canto, risultava anche dai resoconti di molti processi
dell’Inquisizione).
In
particolare, grazie ai racconti di una vecchia contadina presentatagli
dalla Zaleni, viene in possesso di antichi testi dai quali risulta che la
religione nasce dal culto di Aradia, figlia di Diana.
Il
risultato di queste ricerche fu riportato in un libro (Aradia:
Gospel of the Witches) da cui traiamo i brani che seguono:
Diana
amava ardentemente suo fratello Crono
ed a Lui genero' una figlia
che fu chiamata Aradia.
In
quel tempo, v'erano sulla terra molti uomini ricchi e molti uomini poveri.
E i ricchi resero schiavi i poveri.
In
quel tempo v'erano molti schiavi, i quali venivano crudelmente trattati:
in ogni palazzo regnava la tortura, in ogni castello languivano
prigionieri.
Alcuni
schiavi fuggirono e si diedero alla macchia: vennero chiamati ladri e
malfattori. A notte, invece di dormire, essi complottavano nuove evasioni
e derubavano i loro padroni e li uccidevano. Cosi` presero dimora tra i
monti e nelle foreste, come banditi ed assassini, al fine di sfuggire alla
schiavitu'.
………………………………………………………………………………….
Un
giorno, Diana disse a sua figlia Aradia (e questo è il canto di Aradia):
Vero
e' che tu sei spirito ma per essere mortale nascesti,
e
a retro andare in terra, maestra sarai a omini e donne
se
vonno imparar la tu' scuola, che
di sortilegio sara' fatta.
Lungi
dalla figlia di Hermes tu sarai ne' della razza scellerata e infame
che
schiavitu' rese ladri e briganti ne' Zingara ne' Giudea, no, tu non
diverrai.
Prima
delle streghe sarai tu, la prima d'esse al mondo conosciuta.
Nei
palazzi avvelenare i signori, l'arte che insegnerai.
Dell'oppressor
legar lo spirito.
Rovinera'
il raccolto del ricco avaro, per la scuola delle streghe,
rovinera'
il suo raccolto, con tempesta folgore et baleno,con grandine e con vento.
E
se un prete benediceti, danno ti reca , doppio danno gli renderai.
Nel
mio nome, Diana delle Streghe la Regina.
Et
nobili et preti ti diranno, "Credi
in Padre, Spirito e Maria"
rispondi
sempre "Vostro Dio padre, Figlio et Maria,
per
noi diavoli sono".
Falso
Padre il vostro Dio, a distruggere i malvagi sono venuta,
e
li distruggero'.
Fame
voi poveri patite, spesso e duramente laorate
prigione
avete visto, non possedete un'anima dunque?
Di
lunga piu' pulcra a oltre conoscerete gioia,
ma
tormento sara' per chi vi opprime.
E'
vero che tu sei uno spirito, ma sei nata per essere ancora mortale,
e
devi andare sulla terra a far da maestra a donne e uomini
che
avranno volonta' di imparare alla
tua scuola che sara' fatta di sortilegio.
Non
devi essere come la figlia di Hermes ne' della razza scellerata e infame
che
la schiavitu' ha trasformato in ladri e briganti, ne' Zingara ne' Giudea
tu diverrai.
Tu
sarai la prima delle streghe la prima che il mondo conoscera'.
Insegnerai
l'arte di avvelenare i signori nei loro palazzi,
e
a legare la volonta' dell oppressore.
E
se incontri un contadino avaro e ricco,
insegnerai
alle streghe come mandare in rovina il suo raccolto,
con
tempeste, tuoni e lampi, con vento e grandine.
E
se un prete di benedice, poiche' ti reca danno, tu gliene renderai il
doppio.
Nel
mio nome, Diana, la regina delle streghe.
Nobili
e Preti ti diranno
Credi
nella Trinita', rispondi sempre
che
la Trinita' per noi e' fatta di demoni.
Il
vostro Dio non e' nostro padre,
sono
venuta a distruggere i malvagi e li distruggero'.
Voi
poveri patite la fame, lavorate spesso e duramente
la
maggior parte di voi e' stata in prigione non avete anche voi un'anima?
Di
gran lunga piu' bella e pura (la vostra anima) nell'altra vita conoscerete
la gioia
ma
per i vostri padroni vi sara' tormento.
Quando
io avro' lasciato questo mondo, di qualsiasi cosa abbisognate,
Una
volta al mese, quando la luna e' piena, venite in un luogo deserto
Nella
Selva, tutte insieme. E adorate lo spirito possente,di mia madre Diana;
e
colei che voglia apprendere la stregoneria,
e
ancor non abbia penetrato d'essa i profondi segreti,
Mia
madre gliel'insegnera',i segreti di tutte le cose sconosciute
E
cosi' dal feudo sarete liberi, Liberi in ogni cosa voi sarete
E
in segno di liberta', nudi vi mostrerete, uomini e donne.
e
questo fino a quando l'ultimo dei signori non sia morto,
e
celebrerete il rito del Cero di Benevento
estinguendo
le luci, quindi appronterete una cena in tal guisa.
Può
darsi benissimo, come qualcuno ha scritto, che Leland fosse il solito
americano ingenuo caduto nella rete di qualche imbroglione che lo riempiva
di presunte antichità per spillargli soldi; la sua casa era un
andirivieni di personaggi che gli portavano di tutto, e la stessa Zaleni
continuò ad inviargli materiale (a pagamento) anche quando, dopo essersi
sposata, si trasferì con il marito negli Stati Uniti. La stessa nipote di
Leland, Elisabeth Robin Pennel, famosa per essersi poi dedicata
all’editoria e per aver curato per molti anni la Libreria del Congresso
degli Stati Uniti, scrisse una biografia sulla vita dello studioso da cui
risulta una sua facile propensione ad accostarsi al
mondo del soprannaturale (aveva passato l’infanzia tra domestici
irlandesi, che gli parlavano di fate
e folletti, e camerieri afro-americani che gli raccontavano di riti
voodoo, aveva scritto un testo su Ermete Trismegisto quando aveva diciotto
anni, era convinto che nella sua famiglia una componente stregonesca fosse
un fatto atavico, provenendogli da parte di madre).
Indipendentemente
da tutto questo, e sebbene il materiale da lui raccolto fosse molto
eterogeneo, che i testi riportati dal libro su Aradia fossero di antica
origine popolare è un fatto certo, ed è questa la cosa che ci
interessa.
Non
ci interessa sapere se Aradia
fosse un “capopopolo” o una semplice fattucchiera, così come non ci
interessa neppure sapere se il culto avesse origini etrusche, come Leland
sosteneva, o nordeuropee, come hanno invece sostenuto quelli che, in
riferimento a Diana, legano tutto ciò che riguarda questa dea ai popoli
celti (e la Murray è tra questi).
Studi
successivi hanno messo poi in evidenza una possibile realtà storica di
questa figura, identificata con una contadina nata a Volterra nel 1313,
che fondò una setta, ebbe diversi seguaci e fu costretta a rifugiarsi in
Serbia per sfuggire alle persecuzioni della Chiesa: le conferme sembrano
venire dall’esistenza di una setta con caratteristiche analoghe studiata
appunto in Serbia (i “calusari di Arada”) e dal fatto che una donna di
questo nome sia ricordata nel Tractatus De Strigibus, scritto nel 1503 da
Bernardo Rategno, un inquisitore lombardo.
Il
valore di questi testi è duplice. Da una parte si torna ad identificare
in Diana, come già detto, la deità di riferimento delle streghe, e
questo mette in rapporto la stregoneria studiata da Leland con gli antichi
culti di origine agraria, dall’altra l’esame del testo mette in
evidenza quello che le streghe ritenevano fosse la loro missione
fondamentale: la difesa dei poveri e degli deboli, in particolare contro i
ricchi e contro la religione ed il potere dominanti.
L’analisi
del testo mostra questo fatto in maniera molto evidente; anche i
riferimenti a certe entità, come il commentatore del testo originale fa
notare, sono tipiche di una cultura che si oppone al potere costituito
(Hermes era il dio dei ladri, gli zingari ed i giudei avevano la fama di
essere ladri ed usurai).
Ancora
una volta, quindi, ci sono delle donne che si oppongono, come possono e
con le armi che sanno usare, all’ingiustizia delle classi dominanti; una
lotta che si scaglia più contro i ricchi e prepotenti che contro chi
commette crimini per necessità (per inciso anche nel vangelo, secondo
un’analisi statistica, sono molte di più le invettive di Cristo contro
i ricchi che contro i ladri).
Questo
sentimento di rabbia che pervade il testo su Aradia è lo stesso delle
streghe più antiche, ed è lo stesso sentimento che, in altre forme e
secondo altro modo di scrivere, abbiamo ritrovato in tutti i testi
originali odierni che sono stati riportati.
E’
il desiderio di scuotersi da posizioni di sottomissione e, con i propri
atti, essere di esempio e stimolo ad altri; è la voglia di esprimere i
propri sentimenti, la propria sessualità, il modo di vivere la propria
vita nella maniera che si è scelta infischiandosene completamente dei
giudizi della cultura dominante.
E
questo modo di intendere la vita non può non andare in sincrono con una
visione più intima della natura di quanto non faccia la gente comune,
attribuendo pertanto ad ogni essere vivente, pianta o uomo o animale, una
propria spiritualità ed una propria dignità.
Da
questo ad identificarsi con questo insieme di spiritualità, ritenere di
avere amica la stessa spiritualità e di poterne perciò chiedere favori e
privilegi, il passo è breve.
Il
“bisogno del magico” che tutti ci portiamo dentro comincia a fare la
sua parte.
CONCLUSIONI
Scrive
Giuseppe Faggin:
“…..l’uomo,
insoddisfatto della creazione divina crea un’evasione che gli dia
l’illusione di essere creatore come Dio. L’ebbrezza gioiosa,
l’immaginazione sfrenata, le allucinazioni incoerenti, il torpore
piacevole, le impressioni di serenità e di benessere formano il paradiso
artificiale dell’uomo insaziabile che non trova più il piacere
nell’ambito della normalità, nonché dell’infelice che la fortuna ha
maltrattato: la strega ha le chiavi di tutto questo paradiso assurdo, al
quale appartiene e che essa apre a chiunque voglia entrarvi. Le pomate, i
decotti, gli infusi che essa prepara creano l’irreale; quell’irreale
che, non essendo divino, è considerato demoniaco e, come demoniaco,
realissimo: l’abuso degli stupefacenti è un’iniziazione. La donna che
prima di partire per la tregenda si unge tutto il corpo con un unguento a
base di mandragora e belladonna, compie un rito; e quando essa cade in un
sonno profondo nel sogno o
nel delirio vede le più stravaganti immagini; le
sue visioni sono l’epifania
dell’invisibile. Qui ritrova tutto ciò che nella veglia ha temuto o
desiderato: vi trova il Sabba, i demoni, le orgie, le danze diaboliche, di
cui tanto ha sentito parlare in chiesa dal suo parroco; vi rivede con
sorpresa i volti di persone conosciute, persino di eleganti dame e
sacerdoti; qui il silenzio della notte si riempie di ossessionanti ronzii
che sembrano il fragore di acquazzoni e grandinate lontane. E quando
risvegliandosi si trova ancora nel suo letto si sente pervasa da una
snervante spossatezza e in bocca ha un sapore disgustoso: essa è tornata
ancora nel vecchio mondo aborrito, dove comandano i ricchi ed i potenti,
lontana dal suo signore.
Le
sue manipolazioni sono effettive, come le sue conoscenze botaniche: perciò
essa diventa la confidente segreta non soltanto di coloro che vogliono
consumare una vendetta ed hanno bisogno di un veleno infallibile, ma
soprattutto delle ragazze sedotte che intendono liberarsi di un frutto
illecito o riconquistare l’amante perduto, delle sposate sterili che
desiderano un figlio, di giovanotti delusi e degli anziani ormai
abbandonati da Venere. Essa
è il loro confessore, ma non per condannarli o assolverli, ma per
apprestare loro un filtro amoroso, una droga afrodisiaca, un rimedio
contro la sterilità o contro la gravidanza. Essa va incontro a tutti
coloro che non oserebbero confessare nè al medico nè al sacerdote le
loro turpi passioni e le loro vergognose malattie, perchè sanno che
difficilmente troverebbero un conforto o un farmaco dal momento che la
religione e la scienza hanno bollato le loro infermità col marchio
dell’infamia. Tutto ciò che appartiene all’ambito dell’erotismo
rientra in loro potere: la terapia delle malattie sessuali ha inizio
soprattutto da lei, che gli avversari chiamano la concubina di Satana..”
Meglio
di nessun altro Faggin ha
saputo
descrivere, con questo brano, la commistione di sentimenti che agitava
l’anima della strega medioevale, anche se l’autore citato si limita al
solo aspetto “serioso” di
questa figura.
Probabilmente,
in una società così cupa e piena di terrori come doveva essere quella
medioevale “ufficiale” (e come sarà, per esempio, anche quella
puritana), anche la voglia di divertirsi, di ridere, la passionalità che
rende felice la gente veniva considerata come qualcosa di demoniaco.
E
quindi anche l’ironia beffarda verso gli altri, soprattutto se potenti,
veniva vista come un’opera di stregoneria; ne sono un esempio letterario
la zingara Esmeralda di Hugo o la bella immagine offerta da Isidora
in “La strega Innamorata” di Pasquale Festa Campanile.
In
questo romanzo Isidora è una ragazza di campagna che decide, per miseria,
di trasferirsi nella Roma di papa Urbano VIII; qui, da prostituta ad
amante di personaggi famosi, vive la sua battaglia quotidiana con le sole
armi che conosce e che le provengono dalla sua cultura di popolana
campagnola, e quindi con la furbizia, l’ironia, anche la
cattiveria quando serve, ma sempre finalizzata a sopravvivere, e non a
dominare gli altri.
Alla
fine ne viene fuori una figura dalla personalità forte, positiva, quasi
solare, in definitiva completamente in antitesi con quella della strega
tramandataci dalla tradizione.
Queste
caratteristiche delle streghe medioevali le ritroviamo tutte negli scritti
originali che abbiamo riportato.
Il
senso di ribellione, l’amore per la libertà (propria e degli altri),
l’odio per il conformismo, la volontà di non erigersi a giudice, il
desiderio di usare il raziocinio per valutare i fatti della vita (salvo
poi decidere di usare la passionalità per risolvere quegli stessi fatti),
ma anche l’ironia, la voglia di vivere felicemente la propria vita,
il desiderio dell’avventura, dell’inconsueto, la tentazione di
violare i limiti definiti come “normali” dalla comunità, o per
semplice piacere della trasgressione, ma anche quando questi limiti sono
ritenuti ingiusti, o quando questo ha come scopo finale l’aumento della
conoscenza (Faust rischia la propria anima non per denaro, ma per amore
della “conoscenza”), sono tutte caratteristiche che risultano
dall’analisi dei brani.
Dal
punto di vista “folkloristico” poi, o di immagine, si spiegano i
riferimento a Satana, servo ribelle al potere costituito (lo avevano già
fatto tanti letterati, da Baudelaire a Carducci). Prometeo non è forse
l’eroe che sfida gli dei per portare il fuoco agli uomini, perché
non può esserlo anche Lucifero, che reca nel proprio nome il significato
della sua missione? Non era, nell’antichità, un dio assiro che
“portava la luce del mattino”?
Questo
fare della ribellione al sistema costituito il punto fondamentale della
propria vita è l’unica e la più importante similitudine tra le streghe
del passato e quelle di oggi.
L’altra
importante funzione delle streghe medioevali come custodi di un certo tipo
di scienza che si basava sugli studi naturalistici ed aveva come fine
l’applicazione della medicina è ormai scomparsa. Altre figure si sono
sostituite a lei in questa funzione, nel bene e, come abbiamo purtroppo
visto, anche nel male.
Il
residuo dei tempi passati sta quindi solo in quella forma di ribellione
che però è tipica di tante altre persone con forte carattere, e che
“streghe” non si definiscono.
Oggi
esistono persone che hanno queste stesse caratteristiche e che le mostrano
pubblicamente, facendosi portatrici, con il loro esempio, di un modo di
vita più libero e più ribelle; i mezzi di comunicazione di massa ci
portano tutti i giorni, fin dentro le nostre abitazioni, immagini di
questi comportamenti ed è perciò proprio grazie ai “media” che
l’incidenza sulla nostra cultura di tali comportamenti assume una
valenza sociale molto più importante di quanto possano fare le streghe
con i loro brani su INTERNET.
Naturalmente
questo non significa che non si apprezzi lo spirito di indagine e volontà
di non fermarsi alla superficialità delle cose che risulta dai loro
scritti; ben vengano i loro articoli se servono comunque a dare quel
minimo di sveglia in più anche a quei pochi lettori che
possono trovare in rete.
La
strega del passato, pur tenendo segrete le sue conventicole, riuscì ad
essere custode del sapere ragionato e ribelle; oggi il mondo così aperto
e globalizzato fa sì che sia proprio la mancanza di segretezza sia il
migliore alleato del
non-conformismo.
E’
pur vero che tra i personaggi pubblici ci sono anche quelli che con i loro
comportamenti vorrebbero suggerire uno stile di vita completamente opposto
a quello desiderato dalle streghe, ma probabilmente il pubblico sa
comunque distinguere tra i diversi messaggi che tali comportamenti
suggeriscono, e la cosa importante è che, comunque, l’atteggiamento
non-conformista di certi personaggi pubblici non passi sotto silenzio.
Le
streghe direbbero che queste persone sono, pur senza saperlo,
“streghe” anch’esse.
Anche
questo, per usare una metafora utilizzando
una figura geometrica che a loro tanto piace, è un modo “per chiudere
il cerchio”.
Bibliografia
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Firenze –
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D. : "Gli sciamani e i loro poteri" - Edizioni Paoline -
VISCONTI,
G.: "Lamiarum sive striarum opusculum" - Edizioni Paoline -
ZANELLI,
G. : “Streghe e società dell’Emilia-Romagna nel Cinque e Seicento”
– Longo Editore, Ravenna -

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