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LE STREGHE DI OGGI

I MOTIVI DI UN  FENOMENO  ANCORA  VIVO

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Anche oggi, quasi arrivati al terzo millennio, capita di trovare nelle librerie manuali sulla stregoneria moderna, si è a conoscenza del fatto che esistono gruppi (congreghe) di streghe che si riuniscono con cadenze prefissate per eseguire

 

 rituali magici; INTERNET  pullula di siti sull’argomento, dove si ritrovano persone che dibattono questi problemi ed altre che approfittano dei mercati offerti dalla rete per vendere attrezzature e marchingegni adatti ad eseguire incantesimi.

Al di là di un facile sarcasmo c’è da chiedersi come mai questo “stile di vita”  trovi adepti ancora oggi, quando i motivi che resero la stregoneria un fenomeno sociale importante nei secoli passati sembrerebbero ormai caduti.

La strega che curava disinteressatamente i propri compaesani con l’utilizzo delle erbe, la strega ribelle all’ordine sociale e portatrice di antiche conoscenze, quella che difendeva le donne dalla prepotenza dei mariti e, in genere,  dalla struttura maschile del potere è sparita nel momento in cui è nata la società intesa in senso moderno. Gli scienziati, i propugnatori della parità dei diritti delle donne, i liberi pensatori dovrebbero aver reso superata questa figura.

 

Ma non solo questi personaggi, tutto sommato positivi, hanno reso superata la strega. Purtroppo per esse, ma anche per noi, ben altre figure sono sorte ad invadere nicchie sociali prima occupate dalle streghe, e con ben altro impatto.

Ciarlatani, cartomanti, astrologi, medium, si sono riversati a fiumi su una folla di persone insicure, spaventate, desiderose di essere rassicurate; come le streghe hanno assunto il ruolo di “guida” di questa umanità impaurita ed ansiosa, ma a differenza di queste senza lo spirito altruistico che le contraddistingueva.

Le streghe del passato si accontentavano di compensi commisurati alla possibilità economiche dei beneficiati; gli attuali “operatori dell’occulto” sono invece particolarmente legati all’aspetto economico delle loro prestazioni, secondo una visione più “imprenditoriale” che “altruistica”.  Il giro d’affari di questi gruppi è così importante (e quasi sempre accompagnato da compensi irregolari) da aver richiamato l’attenzione degli organi dello stato.

 

Allora come si spiega il riemergere della strega nella cultura contemporanea? Perchè, nonostante tutto quello che abbiamo detto, esistono ancora persone che si autodefiniscono streghe e che si dedicano a pratiche di stregoneria?

Per tentare di rispondere a queste domande occorre analizzare tanto quel fenomeno che possiamo chiamare “bisogno del magico” quanto la figura della strega nel corso della storia, figura che è stata molto più complessa e sfaccettata di quanto si creda comunemente.

Premettiamo inoltre che la figura che ci interessa è comunque la strega “vera”, quella che non fa mercato del proprio operato e quindi non va confusa con la miriade di approfittatori sopra ricordati.

 

IL BISOGNO DEL MAGICO

Si dice che la storia nasce quando nasce la scrittura. 

Indubbiamente saper scrivere ci ha permesso di recuperare dati sui nostri progenitori che non avremmo potuto recuperare in altro modo, ma sicuramente l’attività intellettuale dell’uomo (nel suo significato più nobile) è esistita anche prima di questa invenzione.

Ne sono prova i manufatti ritrovati e che datano a tempi precedenti a quelli in cui l’uomo riuscì a trasmettere il proprio pensiero grazie a piccoli segni riportati su una roccia o su una tavoletta incerata. Un bisonte impresso a colori sulle pareti di una caverna ci racconta di paure, di tentativi di ingraziarsi gli spiriti della caccia, di ammirazione per la potenza dell’animale cacciato molto di più di quanto possa fare un resoconto scritto.

E così disegni raffiguranti il sole e la luna, monumenti e cippi infissi nel terreno per controllare il movimento degli astri ci raccontano del desiderio degli uomini di capire il mondo che li circondava.

Ed ancora monili che raffiguravano animali, espressioni totemiche, graffiti e disegni di cervi, di pesci, di uccelli, sono la testimonianza di uomini che si guardavano attorno, che cercavano di capire quanto le altre forme animali fossero parte dell’universo, quanto le altre forme animali avessero anch’esso quel senso di qualcosa di più della semplice vita fisica, quel qualcosa di più che i nostri progenitori cominciavano a sentire nella propria coscienza.

Tutto questo  era l’ansia della conoscenza: l’uomo voleva sapere cosa erano le forme che lo circondavano, fossero esse animate o meno, capire quali erano i meccanismi che le  facevano muovere.

Oggi noi datiamo la nascita della scienza in senso moderno con Galileo, ma gli uomini cominciarono molto prima a tentare indagini sulla natura, facendolo con metodiche abbastanza lontane dall’attuale rigore della logica scientifica ma con le uniche che possedeva, ossia dando per scontato che quel “senso della vita” che sentiva in sè stesso non poteva che essere posseduto anche dalle altre forme di vita da cui si vedeva circondato.

 

E  forme vitali erano indubbiamente gli animali, che era facile paragonare a sè stessi in quanto dotate di movimento e di un corpo fisico molto simile a quello umano, ma erano forme vitali anche le piante,  i fiumi, le nubi, dato che anch’esse erano dotate di movimento; e poichè con il loro movimento avevano un’influenza sulle attività dell’uomo (le nubi oscuravano il sole e portavano la pioggia, il vento distruggeva i raccolti) dovevano anche avere una logica in tutto quello che facevano, dovevano avere una mente pensante.

Inoltre certe entità dovevano possedere anche una enorme potenza, visti i danni che riuscivano a procurare alle attività umane.

E’ questo il principio fondamentali che porta alla nascita dell’animismo, fase religiosa presente in tutte le culture antiche: l’attribuzione di un’anima a tutte le forme che circondano l’uomo in quanto ritenute sede di vita.

Da questo punto nasce il passo successivo: se ciò che ci circonda ha una sua vita è possibile entrare in contatto con esso, così come, per l’uomo, è possibile entrare in contatto con i propri simili, anche se non necessariamente il contatto deve essere come quello che hanno due persone che dialogano tra loro; l’uomo primitivo si rende comunque conto di una grande differenza tra le varie forme di vita, e si accontenta, all’inizio, di quel semplice contatto che è rappresentato dalla consapevolezza dell’esistenza di una forma di vita universale.

Quando l’uomo non si accontenterà più di questo semplice contatto comincerà ad elaborare riti, manipolazioni, tecniche interpretative dell’universo che diventano il tramite con forme vitali diverse dalla sua: nasce così la lettura dei simboli, siano essi volo di uccelli o interpretazione delle lingue del fuoco, lettura di sassi fatti cadere a terra o interpretazione dalle interiora di animali sacrificati.

Tutte queste tecniche hanno in comune il fatto di essere il sistema “traduttivo” tra forme vitali differenti.

 

Nell’animismo non esiste una “forma ” dell’anima. L’anima è solo una entità spirituale incorporea e senza forma che pervade ogni essere.

Solo più tardi si tenderà ad antropomorfizzare questa entità rivestendola di una sua corporalità molto simile al corpo dell’essere in cui essa è presente: così l’anima di un uomo assomiglia all’uomo stesso, quella di un animale all’animale stesso, pur mantenendo una sostanzialità incorporea; metodo questo che risponde ad una necessità semplificativa del rapporto tra uomini: è più facile parlare di queste cose e di intendersi se si può dare all’anima una rappresentazione fisica.

Il sistema animistico antropoformizzato si trasforma poi in quello politeistico ed infine, per alcune culture, in monoteistico, ma questa evoluzione non ci interessa molto; quello che ci interessa è che il sistema animistico, antropomorfizzato o meno che fosse, aveva una caratteristica specifica di quel tipo di fenomeno religioso: il contatto tra forme vitali non aveva bisogno di intermediari.

L’uomo valutava personalmente, tramite l’interpretazione, i segnali che gli venivano dalle altre forme; non aveva bisogno di chiedere l’aiuto ad altri uomini per la traduzione di tali segnali o, se tale aiuto era necessario, era un aiuto limitato nel tempo, una “prima volta”, un aiuto dato da un anziano ad una persona più giovane ed inesperta, che si esauriva nell’atto di questo unico aiuto. Un po’ come oggi si aiutano i bambini a fare i primi passi, quando un’anziano aveva insegnato ad un giovane le tecniche interpretative il suo compito era terminato.

 

Non esisteva quindi una casta privilegiata che facesse da intermediaria tra le varie forme vitali, e questa logica si è mantenuta per molto tempo, deteriorandosi mano a mano che si passava dai culti animisti a quelli monoteisti.

Le religione monoteiste sono tipiche di culture più avanzate, più organizzate e risentono pertanto della cultura della quale fanno parte; l’organizzazione della società civile comporta la suddivisione dei compiti, e la religione non fa eccezione: nelle religioni monoteiste nacque perciò la casta sacerdotale, che è quella che fa da tramite tra l’uomo e il dio.

In questo modo il mondo reale e quello del dio vengono ad essere separati.

Fino a quando l’uomo non ha bisogno di mediatori vive continuamente il contatto con dio e di conseguenza i due mondi sono, se non coincidenti, sempre presenti nella sua vita, ma nel momento in cui è un’altra persona ad avere i contatti con il soprannaturale questa coincidenza si perde.

E’ quanto vediamo nelle società attuali: più queste sono lontane dalla nostra cultura, come quelle degli aborigeni australiani, più si avvicinano alle religione animiste, e più il senso del magico fa parte della vita di tutti i giorni.

L’uomo sente comunque la dissoluzione di questa coincidenza come una perdita, tanto è vero che tutte le forme religiose venute dopo quelle animiste hanno mantenuto, in un modo o nell’atro, traccia della voglia di essere soggetti principali nel rapporto con dio; il rapporto diretto non si perde del tutto nelle tradizione politeiste, dove il sacerdote è sempre e solo un aiuto al contatto, o in quelle di area sciamanica.

Anche una religione monoteista, l’Islam, privilegia sostanzialmente un rapporto diretto tra il credente ed Allah.

Possiamo pertanto dire che il rapporto privilegiato uomo-dio è qualcosa di innato nei desideri umani, un desiderio che l’uomo possiede sin dall’antichità, qualcosa che non ha mai dimenticato, ma magari solo sostituito con rapporti con altre strumenti che si proponevano come alternativi ai suoi desideri di indagine conoscitiva della la natura, ad esempio la scienza.

La scienza però non è un sostituto completo, non lascia spazi all’immaginazione, inquadra la vita in schemi rigidi oltre ai quali non si può andare; quando poi essa sembra non riuscire neppure a dare delle risposte ed a migliorare la vita, come un certo tipo di positivismo aveva fatto sperare, il ritorno alle forme antiche di rapporto con la natura è abbastanza normale. Ma a questo punto la delusione è tale che non si fa un passo indietro, ma se ne fanno tre: delusi dalla scienza non si torna al rapporto con dio mediato da altri uomini, ma si passa direttamente a quello personale con la natura.

A questo punto l’immaginazione è più libera, si può tornare a sperare. Si può sperare che esiste un modo di conoscere quel futuro che fa paura, che ci sia un modo per liberarci di cose e persone che ci opprimono, per avere un rapporto migliore con gli altri.

Se la scienza non conosce questi modo forse li conosce la natura, basta saperne cogliere la voce.

 

LA STREGA NELLA STORIA:  UNA FIGURA COMPLESSA

Con la comparsa dell’uomo e soprattutto con il suo interrogarsi circa i misteri della natura e dell’esistenza (il bisogno del magico, prima ricordato) si cominciò a venerare figure che identificavano i cicli vitali dell’uomo stesso e della terra sulla quale cui viveva e dalla quale traeva nutrimento. Così nacquero culti per la terra, la Grande Madre e per tutto ciò che l’uomo vedeva circondare il suo mondo: il sole, la luna, gli astri, ma anche entità più alla sua portata, come i fiumi, le montagne, gli alberi.

Proprio a questo  desiderio di capire ed interpretare il mondo ed i suoi segni si può far risalire il termine “strega”; infatti la radice del nome si ritrova nel latino “strix” (gufo, civetta). Nel mondo anglosassone invece nel gaelico “wicca” (da cui l’inglese moderno “witch”). In ogni caso il termine  ha sempre comunque un riferimento a quanto riguarda la conoscenza, intesa soprattutto come conoscenza della natura e dell’animo dell’uomo: la civetta rappresentava la sapienza (era il simbolo di Minerva), mentre l’antico termine gaelico contiene in sè la radice della parola “conoscere”.

 

Legata principalmente a culti di dei negativi veniva considerata come un essere in combutta con le forze del male, e nella migliore delle ipotesi una povera pazza visionaria; in realtà la strega è passata attraverso una trasformazione molto complessa, ed in questa evoluzione ha cristallizzato alcune forme esteriori e di comportamento che si sono mantenute nei secoli, e che sovrapponendosi le une alle altre hanno finito per creare una figure dalle mille sfaccettature.

Così si ritrova in lei l’antica sacerdotessa di culti pagani pre-cristiani, legati all’adorazione della natura in tutte le sue forme; si ritrova l’esperta erborista le cui nozioni non avevano un fondamento teorico ma erano il risultato di centinaia di anni di esperimenti e prove tramandate per via orale (da cui la necessità del rito, che aiuta, tramite il gesto ed il suono delle parole, a meglio memorizzare le parole stesse); si ritrova la bàlia del villaggio che aiuta le donne nelle loro pene e sofferenze tipicamente femminili, ne diventa l’amica e confidente al punto da erigersi a loro difesa contro le prepotenze dei mariti; ma si ritrova anche la serva pasticciona che per compiacere la padrona si inventa filtri d’amore, il cui risultato, quando è positivo, è più dovuto agli intrighi della serva stessa che all’efficacia del filtro; ed anche la povera pazza, che odia il mondo intero, ne è ricambiata, e tenta di provocare sofferenze e morte di tutti quelli che odia mediante  sortilegi, ed ancora la ragazza sveglia ed emancipata che utilizza le sue arti per il soddisfacimento dei propri capricci, o semplicemente per desiderio di protagonismo o di voglia di libertà.

La strega aveva quindi in sè un po’ tutti questi aspetti, più o meno pronunciati; di volta in volta uno di questi aspetti era prevalente rispetto agli altri, ma fondamentalmente tutti erano sempre presenti perchè tutti erano espressione di una filosofia di vita ben precisa: innanzitutto il desiderio di vivere la vita secondo regole proprie, regole scelte secondo la propria logica ed esperienza e non secondo principi imposti, con autorità, da altri; in secondo luogo il desiderio di rendere partecipi di questa scelta anche altre persone.

La volontà, il desiderio della conoscenza, il trascendere e passare al di là dei limiti usuali imposti dalla cultura del momento è il significato più profondo della figura della strega.

 

Questa figura della strega passa attraverso diversi momenti nel corso della storia, in ognuno dei quali crea una diversa immagine nella fantasia popolare e soprattutto ha un diverso impatto sulla realtà sociale.

Come già detto la figura della strega nasce con il concetto stesso di religione.

L’idea di un dio buono crea sempre, come contraltare, quella di un dio cattivo, ed entrambe queste entità soprannaturali hanno i loro collegamenti con la vita naturale, gli intermediari che permettono loro di potersi manifestare con fenomeni interpretabili dagli uomini comuni: questi intermediari sono i sacerdoti, i preti, le sacerdotesse per i dei positivi, mentre sono le streghe e gli stregoni per quelli negativi.

 

Fino a questo momento sono le culture pagane quelle ispiratrici di questo fenomeno, con le loro torme di dei buoni e dei cattivi, più o meno sullo stesso livello di potere. Vale ancora il principio duale del bene che è nato nello stesso momento in cui è nato il male, e, appunto, con la stessa valenza nella forza e nel potere. Sarà la religione cristiana a sostenere, molto tempo dopo, una visione sostanzialmente diversa, che vede innanzitutto la nascita del bene, e solo di quello; il male è un “incidente di percorso” che si manifesta solo perchè il bene lo permette, e comunque mai e poi mai potrà risultare vittorioso. Il diavolo è diventato nemico del bene per sua scelta e perchè, comunque, il bene gli ha lasciato questa possibilità.

E’ in questo periodo che le streghe riversano la loro venerazione su dei greci e romani, in particolare sulle divinità dei mondi inferiori e delle tenebre.

Diana, la dea della caccia e degli animali, era riconosciuta anche come personificazione della fertilità e del parto, era detta “la triforme”, la dea delle tre nature, ed era chiamata con tre nomi diversi: Diana celeste, terrestre, “la dea dai molti seni”, Ecate infera e infine Artemide, la casta dea selenica. In seguito i pagani tentarono di spiegare razionalmente l’esistenza di tre diverse divinità lunari osservando che la luna è il simbolo della fertilità e della femminilità e che dunque possedeva tre aspetti: piena, nuova e falciata.

 In questo modo Artemide era la giovinetta casta e illibata, Diana simboleggiava la madre feconda,  Ecate, infine, era la donna che non poteva più generare, e rappresentava la morte.

Fu proprio questa dea, in quanto rappresentava la natura nel suo evolversi, ad essere assunta dalle streghe come l’immagine di riferimento più importante.

  

Questa situazione si mantiene fino a quel particolare momento della storia europea che è la fine dell’impero romano, o per meglio dire della sua cultura, e l’inizio del più antico medioevo.

In questo periodo in tutta Europa vengono a mancare gli ideali ed i valori portati dalla romanità e vacillano quelli espressi dal cristianesimo, che faceva della romanità uno dei suoi pilastri.

In Italia questo fatto si sente fortemente, in quanto viene a mancare totalmente una cultura che aveva annullato tutte quelle che l’avevano preceduta; nell’Europa continentale e nelle Isole Britanniche subiscono un duro colpo le neo-culture galliche e celtiche che, avvicinatesi alla cultura romana e cristiana e pur interpretandone gli insegnamenti in una forma propria, avevano fatto nascere un nuovo stile di vita.

La perdita di questi valori mette in crisi il modo di vivere la vita, compreso quello usuale, di tutti i giorni. Quando non si ha più fiducia nelle religioni e nelle leggi imposta per lungo tempo da una istituzione consolidata si passa a prendere in considerazione il ritorno a religioni e leggi risalenti ad istituzioni precedenti, dato che queste rimangono comunque nel proprio patrimoni culturale.

Questo fenomeno si nota di più nelle campagne che nelle città, dato che proprio le campagne sono le zone che prima di altre risentono dell’abbandono delle istituzioni e perchè è più facile che qui si mantengano vecchie tradizioni.

Ecco che in Italia si cominciano a fare largo altri dei, più antichi e pagani, e nei paesi di area celtica e germanica tornano a fare capolino quegli dei che il cristianesimo non era mai riuscito a cacciare completamente.

Poiché la crisi di valori non riguarda solo la religione ma anche altre forme istituzionali, oltre a nuovi dei si riaffacciano modi diversi di considerare le leggi, i rapporti sociali, la medicina, in quanto non c’è più fiducia in quel vecchio apparato che era portatore proprio di queste forme istituzionali.

Quindi accanto ai nuovi ( o forse vecchi ) dei compaiono nuovi (o forse vecchi) sistemi di farsi giustizia, per tenere i rapporti sociali con gli altri, per curarsi.

La pratica di questi nuovi (o antichi ) sistemi viene facilitata dal fatto di adorare dei  molto spesso latori di una religiosità basata sulla natura e sul suo potere benefico.

Si instaura così un circolo sinergico deità-atti sociali-deità che si autoalimenta.

Anche questa volta si evidenzia, nei portatori di questo fenomeno; un ruolo femminile ben diverso da quello degli uomini. Il ruolo delle donne diventa centrale, annullando quasi completamente quello dell’altro sesso, ed in questa differenziazione ci sono altri motivi, oltre a quelli già ricordati, per comprendere i quali occorre fare un passo indietro nella storia.

Nell’antichità il ruolo della donna aveva una diversa dignità rispetto a quella dei tempi ai quali ci siamo riferiti parlando della strega medioevale.

E’ molto probabile che le società primitive fossero in massima parte matriarcali, in quanto la mancanza di conoscenza dei meccanismi biologici del concepimento faceva si che il fenomeno della maternità desse alla donna un’aura di mistero e di potere che la rendevano, agli occhi degli appartenenti al suo gruppo sociale, superiore agli uomini,

Con il consolidarsi di strutture sociali più avanzate, basate sul potere conquistato anche con la forza, l’uomo tende ad impossessarsi del ruolo di leader e, una volta raggiunto il potere, è desideroso di legittimarlo con atti formali. Tali atti sono la creazione dei miti e delle leggende dai quali la sua superiorità risulta palese, e li legittima con la religione, imponendo ad essi il suggello dell’autorità divina.

Nascono quindi in tutte le culture miti che parlano di un dio che crea l’uomo a sua immagine e lo impone alle altre forme viventi come signore incontrastato del mondo, e solo successivamente crea la donna, come sua compagna o comunque in un ruolo subalterno.

Tracce di una parità con l’uomo rimangono solo in antiche leggende, come in quella di Lilith, prima moglie di Adamo e da lui ripudiata perchè non voleva accettare il ruolo di moglie sottomessa.

La battaglia tra uomini e donne procede comunque in maniera diversa e disomogenea nelle varie culture, ma sempre con la sconfitta del ruolo femminile.

La vittoria dell’uomo è più rapida nelle culture del bacino del mediterraneo e meno in quelle dell’Europa continentale, probabilmente a causa del diverso livello delle due: in una società più primitiva l’aiuto che la donna dà all’uomo nella conduzione della famiglia è ancora più sentito; la donna lavora duramente al fianco del marito e questo fatto le viene riconosciuto accordandole un ruolo di un certo livello.

Quindi nell’Europa continentale si nota, ancora nei primi secoli D.C., un ruolo femminile ancora importante: ci sono donne guerriere, donne regine con  effettivo potere, donne sacerdote. I druidi accettavano donne nella loro istituzione, ed i druidi erano, oltre che sacerdoti, anche consiglieri politici e militari.

Tornando alla strega medioevale ci rendiamo conto che la differenziazione dei ruoli maschile e femminile viene alimentata quindi anche dal fenomeno appena ricordato, ossia dall’affiorare alla memoria di un antico importante ruolo delle donne, soprattutto in quelle cultura, come quella celtica, dove il ricordo di questo ruolo non si era mai sopito.

L’ultima ragione che alimenta la differenziazione dei ruoli dipende da un fatto più pratico ed umano. La necessità del sottoporsi a pratiche mediche spinge le donne che ne hanno bisogno a preferire guaritrici piuttosto che guaritori, soprattutto quando la necessità delle cure è dovuta a problemi legati alla natura femminile (problemi di parto, aborto, dolori mestruali).

La differenziazione dei ruoli è tale che ad un certo punto la strega è solo donna.

Non a caso quando la chiesa cercherà delle persone che portino aiuto a chi era rimasto vittima di malefici mediante la sottoposizione a riti che dovevano annullare i risultati delle arti malefiche, si rivolge solo a uomini. E questo non solo perchè la classe sacerdotale importante a quel punto è formata da soli uomini. Infatti usa i sacerdoti, come esorcisti, solo nelle città. Nelle campagne si rivolge ad uomini comuni, ad una sorta di “stregoni buoni” che, con il beneplacito della chiesa,  girano la campagna con lo scopo di cui si è detto.

In Italia questi personaggi sono noti come “benandanti”.

Il quadro è ora abbastanza chiaro. In giro per l’Europa ci sono donne che, in mancanza di potere istituzionali, tentano di far sopravvivere il proprio gruppo sociale mediante  nozioni che sono state loro tramandata da tempi ancestrali, e quindi utilizza il buon senso per risolvere liti, usa erbe e decotti per curare le malattie, ed il tutto alimentato e tenuto vivo dalla fede in antichi dei, molto spesso identificabili con la natura stessa, con il mondo delle piante e degli animali.

 

Ma le guaritrici non si limitano ai consigli ed alle cure. A forza di dialogare con le proprie assistite cominciano a rendersi conto che la malattia della moglie del mugnaio non è dovuta al sangue che, a detta del medico ufficiale, è stato infettato dalla vicina palude, ma più probabilmente dai patimenti che la poveretta ha subito a causa dei quindici parti, e che la pazzia della moglie del contadino si deve forse alle botte che subisce dal marito quando questo torna ubriaco dalla taverna, dove è andato a spendere i pochi soldi lasciando senza mangiare la propria famiglia.

Queste donne cominciano a rendersi conto di un disagio di tutta una classe sociale e ne diventano i difensori, le portatrici di una richiesta di cambiamento di uno stato sociale di inferiorità.

Se esse non avevano sufficienti nemici oltre ai preti ed ai medici, che nel tentativo di recuperare il loro ruolo le osteggiavano ferocemente, con questa nuova funzione sociale vengono a scontrarsi con tutti gli uomini.

Sarà proprio l’odio feroce degli uomini, che si vedevano derubati del loro potere di padroni nei confronti delle proprie mogli, a far sì che la lotta portata alle guaritrici dai preti e dai medici avesse successo, ed i risultati saranno l’inquisizione, i processi sommari, le torture ed i roghi.

Da questo momento in poi non si contarono i notabili, fossero essi religiosi o laici, che si lanciarono in queste azioni con fervore da “santa crociata” creando una strategia e gli strumenti metodologici per combattere le streghe.

In realtà il comportamento iniziale della Chiesa nei confronti delle streghe fu molto diverso. Si ritenne probabilmente che era più opportuno ignorare questa realtà piuttosto che avere un nuovo avversario, per cui tutte quelle donne dei villaggi rurali che ritenevano di poter guarire le malattie mediante l’invocazioni di antichi dei vennero definite delle “pazze visionarie” o “donne con scarsa cultura”, per cui si comminavano ad esse lievi pene.

Fu solo in un secondo tempo, quando il fenomeno divenne troppo importante per essere accantonato, che si cominciò a combatterlo, prima classificando la stregoneria come una delle tante sette eretiche e successivamente come una categoria a parte.

Fu  il  Papa Giovanni XXII a far partire questa guerra con grandi mezzi, e poi tutta una serie di persecutori, da Bernardo Guy a Nicholas Remy, da Henry Bouget a Pierre de Lancre, a Torquemada, a Philipp Adolf di Ehremberg, Johann Georg Fuchs, Matthew Hopkins.

Il Malleus  Maleficarum, pubblicato nel 1486, fu il più popolare fra i manuali per cacciatori di streghe durante il XVI e XVII secolo. La sua stesura si deve a due frati tedeschi, Jacob Sprenger e Heinrich Kramer, dapprima persecutori di eretici.

 

A voler essere sinceri ci furono anche persone intelligenti ed oneste che capirono l’effettivo ruolo di queste donne e cercarono di difenderle, ma non riuscirono a contrapporsi ad una campagna di odio che aveva un obiettivo troppo importante per chi l’aveva decisa.

In Francia comparvero i primi libelli che mettevano in dubbio alcuni aspetti della stregoneria.  Nel 1631 un gesuita di Wurzburg, Friedrich Von Spee,  pubblica anonimamente (per non affrontare l'ira dei fanatici) "Cautio Criminalis", un libro che condanna la tortura nei processi alle streghe.

Ma la lotta contro le streghe, oltre ad essere la difesa delle istituzioni sopra menzionate, si inquadrava in una battaglia molto più ampia ed antica, in un tentativo di colonizzazione culturale portato dal cristianesimo contro i popoli dell’Europa continentale.

Già i romani, per difendere la diffusione della loro cultura e la loro espansione territoriale, avevano usato la tecnica di screditare certe figure, ad esempio i druidi, sia in quanto portatori di una diversa religiosità ma soprattutto perchè anima della coesione del mondo celtico. A questa fase dura fecero poi seguire altre strategie, come quella di sovrapporre dei del pantheon latino a quelli dei Celti.

Così il dio Lug diviene Mercurio, Belenus diventa Apollo e Atio si trasformò in Diana.

La cristianità continuò su questa strada di discredito di alcuni dei (Cernumnos diventa Satana, grazie anche al fatto che il dio celtico si ornava di corna di cervo) o di sovrapposizione di altri con santi cristiani (la dea Birgit diventa Santa Brigida).

La strategia continuò con le solennità religiose: Beltane, che festeggiava l’arrivo della primavera fu praticamente dimenticata, in quanto le fu sovrapposto una serie di feste sia cristiane che laiche, fino all’attuale trasformazione nella festa del Primo Maggio, mentre Samain diventò la festa di Ognissanti.

Questo fenomeno, conosciuto come “sincretismo religioso” è  il risultato di un piano preordinato, ma sul quale poi si innesta un meccanismo quasi automatico, per cui tutta una serie di atteggiamenti, riti, nozioni, leggende popolari si accodano alle  informazioni fornite volutamente creando un sistema che a lungo andare sostituisce, compenetrandolo, il sistema religioso precedente.

E’ questo il periodo della demonizzazione generalizzata di tutto ciò che non era cristiano, già iniziata nei primi secoli dopo Cristo con la creazione della definizione teologica del demonio da parte degli scrittori patristi e continuata fino ai giorni nostri;  questa operazione identificava con le pratiche demoniache tutto ciò che non ricadeva nei canoni della cristianità ufficiale, dagli scritti fino alle attività più comuni ed usuali, con degli eccessi tali che alla luce delle moderne conoscenze di psichiatria si potrebbe benissimo interpretare l’operazione come una patologia identificata con il nome di “pratica ossessiva”: così diventavano simboli demoniaci le lettere dall’alfabeto runico, o altri legati alle tradizioni ermetiche o numerologiche, come il pentacolo (anche oggi, nei filmetti “horror” di quart’ordine, gli appartenenti a sette sataniche vengono sempre mostrati nell’atto di utilizzare le rune per scrivere le formule magiche).

E’ in questo stesso periodo che nasce una nuova interpretazione di un antico termine che tanto spesso verrà legato alla figura delle streghe: “paganesimo”.

Il termine discende dal latino “pagus”, che significa molto semplicemente “villaggio”, e che pertanto veniva utilizzato per identificare gli abitanti dei villaggi in contrapposizione a quelli che vivevano nelle città (“civitas”); data la maggiore diffusione e persistenza di culti animisti (comunque non cristiani) nelle zone rurali e montane, quindi fuori dalle città, il termine cominciò ad essere usato per indicare tutti quelli che aderivano a tali culti, ed il suo significato si caricò pertanto di una connotazione negativa.

Il termine venne utilizzato per indicare tanto le streghe che gli eretici (non bisogna dimenticare infatti che l’Inquisizione nasce innanzitutto come strumento per combattere gli eretici, catari ed albigesi in particolare) è si è portata dietro questa connotazione negativa fino ai nostri giorni (chi scrive ricorda una definizione dialettale romagnola per indicare una donna vecchia e brutta : “brota com una paghéna”, ed il termine sottointendeva che oltre ad essere brutta questa persona dovesse essere anche cattiva).

Anche con l’Epifania c’è stato un fenomeno di sincretismo religioso; la vecchia festa pagana prevedeva un sacrificio simbolico: un fantoccio con le sembianze di una  strega veniva bruciato, a simbolizzare l’abbandono del vecchio anno.

La sovrapposizione ha creato una immagine legata alla ricorrenza cristiana dell’apparizione (epifania in greco, da cui l’italianizzazione in “befana”) e la strega è stata trasformata in una buona donnetta dispensatrice di doni, ma a testimoniare della derivazione da una diversa cultura, demonizzata dalla cultura imperante, è rimasto l’aspetto di vecchia, quindi un aspetto slegato dalle bellezza, secondo la logica : bello = buono, brutto = cattivo.

 

Quando il vuoto degli ideali comincia ad essere colmato da nuovi valori, quando la scienza comincia a riconquistare il terreno perduto nei secoli bui e ad analizzare la natura in maniera più seria e critica, quando filosofi e pensatori rivedono con prospettiva più ampia le loro idee circa l’uomo e la ragione, la strega medioevale scompare.

Con il rinascimento e fino all’illuminismo nascono nuove figure che indagano la scienza e lo studio dell’uomo in maniera più critica: scienziati, medici, astronomi, botanici, naturalisti..

Questi uomini riescono a dare alla natura una interpretazione che, in piccola parte, le streghe avevano fatta propria secoli prima. Il testimone della difesa della ragione passa a questi uomini e la strega non ha più motivo di esistere, almeno come portatrice di un modo di ragionare non ottenebrato da superstizioni e preconcetti.

Rimane sempre la strega dispensatrice di filtri e di fatture, questa volta però non più relegata, come quella antica, ad un ruolo di emarginata.

La società non la teme più, un po’ la considera matta e un po’ la cerca per  tutte quelle piccole pratiche legate a problemi amorosi, a questioni di sesso non sempre confessabili, a pratiche abortive.

La strega di questo periodo si occupa di questioni così poco significative da non rappresentare più un problema né per i medici    per i preti, né per la classe maschile in generale.

Il sempre minor credito che gli conferisce la società la relega ad un pubblico sempre più identificato nelle persone di scarsa cultura o in quello che, a causa di momenti particolarmente difficili della propria vita emozionale, cercano disperatamente qualcuno al quale aggrapparsi, o che possa fornire loro qualcosa in cui credere.

La loro popolarità è altalenante in sincrono con lo stato di malessere ed insicurezza della società.

In questa situazione cade  anche il motivo della differenziazione dei ruoli, così che cominciano a ritrovarsi tanto streghe che stregoni.

Le minime possibilità di intervento che viene loro imposto dalla scienza moderna, soprattutto dalla medicina, fa si che le loro pratiche si rivolgono prevalentemente alla predizione attraverso l'interpretazione di una presunta realtà superiore mediata dall’uso di elementi usuali o comunque appartenenti al mondo reale (predizione del  futuro mediante interpretazione delle carte da gioco, posizione degli astri, lettura della mano).

 

 

 

Questa l’immagine popolare della strega fino ad oggi.

In realtà già negli ultimi due secoli (come avremo modo di vedere meglio più avanti) diversi studiosi di antropologia e dei fenomeni religiosi avevano cominciato ad interessarsi delle streghe facendone oggetto di uno studio un po’ più serio di quanto la cultura popolare tramandava.

Oggi stiamo assistendo ad una serie di fenomeni che potrebbero inserirsi in una ulteriore valutazione della figura della strega, principalmente per due aspetti, uno di carattere negativo e l’altro positivo.

Sappiamo che crisi di valori, associati a particolari stati emozionali, sono un fertile campo per imbroglioni e truffatori che vogliono trarre da ciò un interesse personale; nella nostra società troppe persone sono attente a cogliere opportunità economiche scorrette e la povera vecchia strega comincia ad avere tanti concorrenti.

Nascono singoli o gruppi che offrono la stessa mercanzia delle antiche streghe, ma rivestono la loro proposta commerciale con un abito più adatto a tempi moderni: esistono medici veri (nel senso di persone fornite di laurea) che aprono studi basando le loro cure su metodi non sperimentati, spesso derivanti da  teorie cervellotiche e non provate, o sedicenti streghe (magari si definiscono in altro modo) che offrono, naturalmente a pagamento, i propri servigi per le più svariate necessità.

Dall’attività di tali figuri si dissociano le “streghe”, quelle che danno un’altra interpretazione, più nobile, del fenomeno e, come vedremo, molto più legato al ruolo sociale della strega medioevale di quanto si possa supporre in prima analisi.

Abbiamo detto della strega come portatrice di conoscenze antiche e difensore dei diritti delle donne. Questo aspetto è stato rivalutato negli ultimi anni e portato all’attenzione di un certo tipo di pubblico, ha destato curiosità e interesse per un fenomeno che era stato mal interpretato.

 

 

LA  STREGA  OGGI

Arrivati a questo punto possiamo cercare di capire chi sono le streghe oggi, e quali le motivazione che le spingono a ricercare un diverso modo di vivere attraverso una  particolare interpretazione della vita e delle regole della società.

Poiché stiamo parlando di persone che si esprimono soprattutto con scritti e non si prestano, generalmente, ad un dibattito pubblico, abbiamo ritenuto opportuno riportare il più integralmente possibile (compatibilmente con la necessità di non far diventare questo articolo un’opera enciclopedica) il materiale che si trova in circolazione, soprattutto in siti INTERNET; certi brani potranno apparire troppo lunghi, ma ciò era necessario per non essere  accusati di omettere parti che avrebbero potuto modificare completamente il senso del discorso.

Lasciamo pertanto  la parola a loro.

In uno dei tanti siti  dedicati a questo argomento troviamo:

 

 

Streghe...chi siamo?

Rispondere a questa domanda non e' facilissimo, in estrema sintesi potremmo dire che la stregoneria e' una religione basata sul culto della natura, e sull'adorazione di due divinità, una maschile ed una femminile, nonche' su un viaggio nel proprio interiore che finisce col cambiare completamente la persona. Ma se questo e' un buon discorso teorico, cosa significa questo nel concreto?

Facciamo un esempio:

Supponete per un attimo di vivere in una societa' molto arretrata e di essere una donna, una ragazza facciamo di 17 anni. Ad un certo punto la vostra famiglia accorda un matrimonio tra voi ed una persona che vi fa ribrezzo, che ha 35 anni piu' di voi e che la vostra famiglia accetta solo per la sua ricchezza: e' un "buon partito". Questo messere prova lo stesso nulla per voi, e qualche volta, per cavarsi una voglia o per avere un erede, vi violenta, appellandosi al "dovere coniugale".

Ora, a questo punto, per le regole di quella societa', voi dovete subire e basta. Quella societa' ha delle regole costruite ad HOC in modo che una determinata classe di persone abbia di diritto e la possibilita' di appropriarsi di voi, del vostro corpo, della vostra vita. In breve, con quelle regole voi, 17enne povera avete perso in partenza, avete una sola vita e le regole vi danno perdente. Congratulazioni.

Pero', improvvisamente andate in una stanza buia, tracciate un pentacolo, pregate una Dea , e qualche ora dopo apprendete che il marito e' deceduto , rendendo voi una ricca, libera  e giovane vedova.

Ora, questo e' un esempio un po' crudo, e forse verremo criticati per aver usato proprio questo come esempio. Nel contesto, ci si potra' obiettare che la societa' e' cambiata. (per quanto a noi sembra cambiata solo nell'aspetto, ed esiste ancora una classe di "definiti perdenti", solo che questi qui pur di non farlo vedere sono disposti a soffrire in silenzio). Se pensate che certe cose non succedano piu', beati ingenui!.

Comunque, lo scopo dell'esempio  era di  dire la seguente cosa: le regole di qualsiasi sistema sociale hanno dei "vincitori in partenza" e dei "perdenti in partenza". La stregoneria e' un potere, tipicamente diffuso tra i "perdenti in partenza" , il quale permette di vincere anche se si e' sfavoriti e anche se le regole del gioco dicono che perdete.

Certo, nell'ultimo secolo sono nate ideologie che propongono di cambiare le regole del gioco a favore di quelli "definiti come perdenti", ma , alla fine dei conti, visto che abbiamo i mezzi per vincere comunque, perche' mai investire energie per modificare le regole del gioco (che non rispettiamo comunque)?

Vediamo, di approfondire quello che la ragazza 17 enne dell'esempio ha fatto. Innanzitutto, si e' trovata in balia di regole sociali che le impedivano la felicita'. E senza alcuna speranza di uscirne. Avrebbe potuto pazientare, ma...quante volte si vive? Presa cosi', a 17 anni, la sua vita era finita li'. Avrebbe potuto rimediare dopo? No, il matrimonio e', guarda caso, un diritto di proprieta' "finche' morte non vi separi".

A quel punto, la disperata ricerca  di un conforto, nelle ore di solitudine, nel buio di un angolo di casa.. Improvvisamente, una percezione ,uno spiraglio. Esiste una divinita', ne esistono molte, per la gente come lei. E non e' il dio cristiano dei potenti e dei faudatari, quello che sta sempre col piu' forte , e' una Dea che e' parte di lei, che parla con lei, che la consola. 

A quel punto, la richiesta di aiuto: come posso fare? E l'unica risposta e' "la magia". Usa oggetti che vedi intorno  a te che, che puoi raccogliere fuori, cerca di sentire la volonta' che una cosa accada, pronuncia delle parole, disponi degli oggetti, e...puf, "Tana (dialettale per Diana) libera tutti! " 

 

 

Ci si apre una prima finestra su una situazione  sufficientemente chiara per  identificare la psicologia di alcune di quelle persone che si rivolgono a questo tipo di modo di vivere e di relazionarsi con esso per combattere la società, una società che non  piace e che non saprebbero come contrastare.

Una persona insicura (o almeno sicura della propria debolezza di essere nei confronti di altri che sono più forti), talmente insicura che non pensa neanche per un momento di opporsi a ciò che non gli piace, ma preferisce aggirare l’ostacolo avendone l’opportunità (…visto che ne abbiamo i mezzi per vincere comunque, perché mai investire energie per modificare le regole del gioco…).

L’insicurezza nasce all’inizio da una sensazione esistenziale, non analizzata criticamente, delle proprie angosce, da una macerazione interna delle proprie paure: i termini utilizzati lo indicano chiaramente  (..perdenti..sfavoriti..pazientare..disperata ricerca..solitudine…buio..). Alla fine diventa comunque conscia la chiarezza che la risoluzione è quella tipica delle persone che non hanno la forza di combattere (..La stregoneria è un potere tipicamente diffuso tra i perdenti in partenza..), ma nonostante questo è l’unica soluzione trovata.

D’altro canto è una soluzione nata da un’analisi del proprio stato non condivisa con nessuno, nasce da un senso di insicurezza “solitario”.

Quando però comincia a farsi strada la consapevolezza che questo stato è comune ad altri, quando ci si confida con altre persone, si scambia con esse sensazioni e speranze, allora la situazione si modifica: non si è più soli, ed allo scoraggiamento subentra prima un senso di sollievo e di sicurezza, poi un senso di potere che si fa via via più aggressivo mano a mano che ci si accorge che assieme a tanti altri si è forti, e che si può addirittura fare paura.

Torniamo al seguito de testo precedente:

 

Il terrore di ogni classe dirigente. Chiunque, il popolo, l'oppresso, ha un mezzo che gli permette di vendicarsi o di batterli. Un mezzo individuale, incontrollabile. Un mezzo che crea una nuova classe di "potenti", di "liberi", e, cosa PEGGIORE, di "felici". La felicita' e' il nemico di ogni classe dirigente. Una persona felice e' una persona incontrollabile. L'unico vero status symbol e' la felicita'.

 

Si è passati dalla ricerca di qualcosa che permette di vincere la propria  insicurezza personale quasi all’esaltazione  (…Una persona felice e' una persona incontrollabile. L'unico vero status symbol e' la felicita'….). Ma immediatamente dopo nasce anche la consapevolezza che se si fa paura si deve aspettare una reazione dal campo avverso, e allora ci si prepara a capire quali saranno le accuse.

 

Ed ecco, pronta l'accusa: le streghe adorano il demonio! Come poter godere delle giovani fanciulle, comperate dalle famiglie contro la loro volonta', se esse sono in grado di ucciderci con una magia? Come espropriare il raccolto ai poveri, se poi essi mandano la grandine a distruggerlo? A chi tramandare la ricca eredita', se il nostro seme diventa sterile? Chi fara' offerte alla chiesa contro le pestilenze se loro sanno incidere i bubboni?

Quale il "nostro" potere, se "esse" dispongono di un potere maggiore?

 

La sempre maggiore consapevolezza di sè conduce, da una prima forma di ribellismo spontaneo ed istintivo,  ad una definizione filosofica sempre più precisa del proprio credo e del proprio ruolo.

Comincia a delinearsi una vera e propria filosofia di vita.

La persona insicura che abbiamo visto all’inizio  è diventata una persona che ha accettato non tanto il  modo di aggirare le proprie angoscie, ma comincia a chiedersi se quelle angoscie erano proprio tali e non, piuttosto, il risultato di una forma oppressiva dovuta ad altri, quelli che vogliono sempre vincere ed imporre  la propria visione del mondo e le proprie regole.

Torniamo ad alcuni esempi tratti da INTERNET.

 

Così la stregoneria si configura nella societa'. Un mezzo individuale per infischiarsene di regole assurde ed ottenere cio' che si vuole, un mezzo per guarire dove il medico primario chiede centinaia di milioni per operare, un mezzo per difendersi dalle molestie del capo... o credete davvero che non vi siano piu' soprusi?

Ma anche un mezzo per essere felici, che il mondo ce ne dia il permesso o meno. Un mezzo per conoscerci dentro, per capire cosa vuole dire essere donne e poter creare la vita.

 

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Ed e' una religione, fatta di divinita' con cui parliamo, di cui l'adepto ha percezione diretta, senza bisogno di una casta di sacerdoti: l'adepto e' egli stesso sacerdote.

Ecco, sostanzialmente, la  stregoneria, comporta un cammino fatto circa cosi': rendersi conto di cosa si vuole e di cosa non si vuole: senza volonta' si perde, si subisce  e basta. Indagare dentro se stessi e cercare le proprie VERE pulsioni, ambizioni, volonta'.

Cercare in se stessi il potere di ottenere quello che si vuole. Questo porta alla percezione di due divinita', una Dea ed un Dio, che emerge in questo cammino, e che saranno la nostra interfaccia verso la magia: quindi si tratta di una religione a tutti gli effetti. Un viaggio nella PROPRIA spiritualita' interiore.

Imparare ad usare simboli e attrezzi, preghiere e capacita' magiche al fine di ottenere quanto si vuole. Questi attrezzi e questi simboli vengono prelevati direttamente dalla natura che ci circonda, in questo senso la stregoneria e' una religione "basata sulla natura". Un'altra fonte di informazioni e' la tradizione, perche' essa contiene gia' le cose che cercate, che altri hanno gia' estratto dalla natura.

Tornando al piano teologico, noi disponiamo di una forte mistica della morte , ma non di una MITOLOGIA della morte, nel senso che non veniamo a dirvi che i macellai finiscono nel paradiso dei macellai dove le strade sono di vitello e nei fiumi scorre lo strutto....

la nostra mistica della morte deriva dall'identificare l' "Anima" con la stessa Vita, e nell'associare alla vita stessa , al suo concepimento e al suo svolgimento, ai suoi ritmi, un attributo di Sacro.

 

 

 

Abbiamo detto di una filosofia che comincia a delineare i propri punti fondamentali, ed in questo si notano forti similitudini con la stregoneria antica, culto animista e senza intermediari (……fatta di divinita' con cui parliamo, di cui l'adepto ha percezione diretta, senza bisogno di una casta di sacerdoti: l'adepto e' egli stesso sacerdote….),…..(…..indagare dentro sè stessi e cercare le proprie VERE pulsioni, ambizioni, volonta'….), legato ai culti della natura e della terra (…… in questo senso la stregoneria e' una religione "basata sulla natura".…), e soprattutto, come la antica stregoneria, disposto a combattere perché le cause che determinarono insicurezza vengano in qualche modo rimosse, in quanto le cause esistono ancora (... o credete davvero che non vi siano piu' soprusi?….).

E’ ovvio che una filosofia di questo tipo attrae anche altri “tipi psicologici”: tutti quelli che, in un modo o nell’altro, tendono a ”subire” la vita più che ad affrontarla, e consci di questo cercano soluzioni “non abituali”, ma anche quelli che si pongono lo stesso problema in maniera più aggressiva, ed arrivano a conclusioni esistenziali ed a proporre stili di vita che scandalizzano la maggior parte dei cosidetti “benpensanti”.

La forte componente libertaria di questo credo non rifiuta nessuno; rifiutando qualcuno si porrebbe infatti dalla parte di chi giudica, e giudicare vuol dire aver posto delle regole su quello che è buono e conveniente, ossia porsi dalla parte di quel potere calato dall’alto che è proprio quello si vuole  combattere.

 

Alcuni esempi di persone con queste caratteristiche psicologiche si deducono da brani raccolti in rete; si va da poeti che si esprimono secondo tematiche e forme tra il morboso e l’horror di quarta serie, a chi si pone problematiche teologiche, a chi propone una visione del piacere che ricorda molto da vicino gli scritti di Reich tanto cari a chi ha vissuto il  periodo della contestazione giovanile del “68, a chi invece rivede proprio questo periodo in chiave critica. Non manca chi si appella all’amore universale utilizzando un frasario tipico degli esponenti della  new age.

 

"Assapora la notte./ Gusta l’ oscurità./ Prendi sulle labbra/ ogni momento/ a occhi chiusi./ Profanerò il buio/ e lo colorerò di bianco".

 

"Vivi questi attimi,/ lascia che il mio corpo/ sprizzi fuori dall' anima,/ lascia che questa aleggi intorno/ e che guardi i muscoli/ guizzare nel peccato./ Lei giudicherà,/ ma solo sé stessa.

 

"Giaciglio tremante/ nella mia mente;/ ombra nei miei pensieri;/ terrore nel mio orrore;/ regina nelle mie tenebre;/ fatti sepolcro/ per il mio scettro/ e l'estasi sarà/ eterna".

 

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Vide la sagoma sempre più vicina e notò che si trattava di un uomo giovane, ma orrendo. Avrebbe voluto gridare, ma aveva come la sensazione che non le sarebbe servito a niente; e poi sapeva di essere inabissata in un incubo e voleva vedere che cosa avrebbe fatto la figura avvolta nel mantello lucido e nero. Lucidi e neri erano anche i capelli lunghi e lisci come olio di lino. La pelle del volto era bluastra e si contorceva in due pieghe arcigne agli angoli della sottile bocca vermiglio. Il naso affilato lo faceva somigliare ad un' aquila reale e qualcosa di aristocratico si spandeva, in verità, per tutto il suo essere.

L' orrore si tramutò rapidamente in desiderio e, ricordando ancora una volta di essere in sogno, pensò compiaciuta che avrebbe potuto approfittare dell' occasione.

Gli occhi del demone erano di carbone, ma si tramutarono in tizzoni ardenti quando la preda fece capire di essere a completa disposizione.

 

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Le donne erano incatenate e gli uomini, in verità, apparivano come i veri dominatori dello scenario. Si prostravano davanti ad un idolo dalla testa d’oro, munito di quattro piedi ed invocavano Baphomet.  Ad un certo punto, una guardia aprì la gabbia del serpente; questo montò sulla tavola e si attorcigliò intorno ai pani

 

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Parlando di religione tutti prima o poi arrivano a chiedersi se stanno sognando, se si stanno inventando tutto, o se quello che sentono e provano sia vero o meno. Esistono diverse soluzioni a questo dilemma ,alcune di basso livello, altre un po piu' evolute.

Gli Wicca considerano al semplice fede come un basso espediente per superare un problema , quello dalla mancanza di un rapporto personale con il divino.

Iniziamo dal basso, ovvero dalla cosiddetta fede.

Molte religioni (tra cui NON noi) basano la religione sul concetto di fede.

Fede significa di fatto "credere", credere per quanto assurdo, credere anche quando tutto il resto dice che sia tutto falso. Questo tipo di approccio NON comprende nessun tipo di contatto , di visione o di percezione della divinita', tranne per determinate "prove" che sarebbero i cosiddetti miracoli. Tuttavia, persino in queste religioni, resistono le figure di coloro (pochi) che hanno la visione di una divinita', come quelli che vanno alla mecca e sulla strada incontrano Maometto, o che vedono la Madonna nel cielo.

Importante notare il fatto che la fede venga considerata piu' forte laddove essa si oppone all' evidenza. Non basta il fatto di credere che qualcosa sia vero. E' istruttivo l'esame del comportamento di Tommaso, il quale chiese al suo signore di mostrargli le ferite. Ora, dopo averne avuto prova, CERTAMENTE egli credeva a quando aveva  visto, e ne aveva certezza incrollabile, avendone avuto le prove. Ma questo comportamento viene criticato duramente, in quando egli poneva la prova come condizione per credere, mentre la fede si suppone incondizionata aprioristicamente.

Un'altra figura tipica e' il profeta, colui che ha la visione del divino. Egli ha fede, in quanto la visione arriva SEMPRE inaspettatamente e , a (curiosa coincidenza) CONTRO la volonta' del profeta e comunque senza essere stata richiesta. Questa condizione, che sembra banale, e' fondamentale per permettere al profeta di rimanere uno che "ha fede": in altre parole, se anche la visione non fosse arrivata egli avrebbe creduto comunque.  Persino nel cinema, c'e' la figura di Don Camillo, che parla col crocifisso e lui gli risponde. In quel caso, la fede e' superata, visto che esiste una percezione del cristo, percezione che toglie al prete l'esigenza di credere senza alcun sostegno.

E' interessante porsi adesso la domanda: Don Camillo, aveva fede? Apparentemente, stando alla visione cui sopra, NO, in quanto, una volta percepito il suo signore, egli aveva prova sensoriale della sua esistenza. Perche' questo fosse comunque un atto di fede e' necessario che Don Camillo, paradossalmente, dubitasse del fatto che la voce venisse davvero dal suo cristo, e che la attribuisse a lui come atto di fede, ovvero logicamente ingiustificato. Si realizza quindi un curioso paradosso secondo cui l'unico metodo per avere fede e' di NON sapere, in quanto SAPENDO con certezza di avere la visione del dio, allora si crede ma non si ha fede.....la figura come quella del sacerdote che parla con dio e' da un lato necessaria per sostenere la sua figura, ma dall'altro e' deleteria perche' fa pensare che esiste un livello di contatto al quale non serve piu' fede perche' c'e' contatto. La fede NON e' l'approccio Wicca, anzi, e' cosi' distante da noi che per parlarne abbiamo dovuto trattare una teologia del tutto estranea come quella cristiana.

Ora, quello che nello Wicca si tenta e' quello di dare ad OGNUNO la possibilita' di avere un contatto del genere con le divinita'.

Lo Wicca non "crede", lo wicca "vede".

Questo NON e' un approccio strano nel mondo delle religioni.  Pensiamo all'indio amazzonico per il quale Dio altro non e' che il fiume, visto come acqua che scorre e dal quale poter trarre vita. Egli NON ha bisogno di alcuna fede, in quanto vede come esperienza quotidiana il proprio dio, e non gli attribuisce alcuna personalita', ma solo la facolta' SUPPOSTA DIVINA, di essere   eterno e di donare la vita al villaggio senza chiedere nulla in cambio.

L'atteggiamento che noi consideriamo piu' che lecito, se non dovuto, e' un "bene, voglio parlare con gli dei". E lo scopo del cammino Wicca e' quello di avere una visione diretta e CERTA degli dei, un dialogo privo di intermediari, con una percezione delle divinita' simile a qella di don Camillo....ovvero PRIVA di fede...e fatta di una percezione diretta del divino. Ma a questo punto il problema e' : e se Don Camillo ( e quindi... io) stessimo avendo le allucinazioni? E se quello che io vedo non fosse vero ma solo un parto della mia fantasia?

Iniziamo da un esempio. Per intenderci, siamo su un treno, guardiamo dal finestrino e vediamo qualcosa, che so, la madonna che fa joggin' correndo dietro un intercity con tanto di  walkman (con su l'LP del papa) alle orecchie. Ora, se vogliamo sapere se e' un'allucinazione o meno , generalmente chiediamo agli altri passeggeri "vedete nulla voi?" Se loro rispondono "no", allora e' chiaro che riteniamo di avere un'allucinazione. Il primo problema che il profeta cristiano, o il comune wicca, si pone e' proprio "che cosa sia questa esperienza". Le culture sciamaniche NON si ponevano questo problema, in quanto lo sciamano era spesso il pazzo, e la pazzia era considerata una forma di visione superiore o divina. Con l'arrivo della mentalita' razionale, questo diviene un imperativo: l'esperienza che mi accingo a provare e' "reale?"

L'approccio che si segue e' quello scientifico, ovvero si fa un "esperimento" per stabilire se anche altri misurino la stessa esperienza. Al no, concludiamo che la nostra esperienza NON e' "reale". Ma questo ha alcune curiose eccezioni.....Adesso supponiamo di avere un'improvvisa fitta di dolore al basso ventre, sulla destra , oppure, che so, un mal di testa fortissimo, o un prurito.

Lì per lì, potremmo chiedere agli altri passeggeri se sentono la stessa cosa, e se non la sentono, dovremmo dedurre che si tratti di un'allucinazione.....(e magari schiattiamo in treno di peritonite, mentre gli altri stanno proprio bene. Che allucinati che siamo.)

Ma invece ci crediamo e chiamiamo un'ambulanza o chiediamo l'aspirina o ci grattiamo. Interessante notare come IN OGNI CASO esiste una zona, quella delle percezioni corporee, che viene comunque strappata al mondo razionale, e a quello sperimentale, divenendo un territorio in cui TUTTE le percezioni sono "realtà", a prescindere dal fatto che essere possano essere confrontate con quelle di altri. E' il caso del dolore, o del prurito, o dell'orgasmo...tutto io' che e' percezione di SE STESSI e' di fatto REALTA', a prescindere da ogni altra prova e NON ci curiamo di stabilire se gli altri provino lo stesso. Abbiamo quindi definito un territorio nel quale la percezione di un qualsiasi Dio e' IPSO FACTO verita'. Le stesse argomentazioni che potremmo usare verso la percezione SENSORIALE di Dio potrebbero essere usate per smentire un mal di testa, un orgasmo, un prurito, come semplice frutto della suggestione. Ma la verita' e' che nessuno di noi sente il bisogno di mettere in DUBBIO la percezione sensoriale del proprio corpo e dei propri stati sensoriali.

La differenza tra e due esperienze sta nel fatto che la prima riguarda un evento sicuramente FUORI da noi, ovvero l'esistenza della madonna fuori dal finestrino tutta sudata perche' corre dietro ad un intercity, mentre il secondo evento, l'emicrania o l'appendicite, riteniamo siano eventi "interni" , eventi che appartengono SOLO a noi, ma non per questo MENO reali.

Ecco, la percezione che noi vogliamo raggiungere e' la stessa percezione che abbiamo del dolore, di quando abbiamo caldo, o freddo, o la nausea o un orgasmo, ovvero una sensazione FISICA, che vive ed esiste a livello percettivo, nel nostro corpo.

Allora, quando si dice di stendersi a terra per percepire il movimento del ciclo della natura, non si intende "pensare" il movimento, o "immaginare" il movimento, ma rilassarsi e guardare le stelle, finche' non si sente la SENSAZIONE del movimento, sensazione FISICA e sensoriale.

In questo modo, come accade del dolore o dell'orgasmo, NON chiediamo ad altri conferma delle nostre sensazioni, in quanto SAPPIAMO di averle provate, ed il fatto di averle provate costituisce IN SE' l'esperienza che cercavamo.

Per questo TUTTO il percorso Wicca e' imperniato sul "provare" le cose, su cio' che si prova e si sente, sui colori, sui sapori, sulle sensazioni dei riti, sulle magie dei simboli e delle emozioni per produrre una o piu SENSAZIONI intime, PERSONALI e  percettive.

In questa fase quindi notiamo un vero e proprio processo di somatizzazione della religione, ovvero della religione che viene vissuta come "anima-corpo". Superato il rifiuto del corpo tipico dei cristiani, si arriva a riunire il corpo e lo spirito in un UNICO ambito percettivo, facendo coincidere le percezioni SENSORIALI con delle percezioni RELIGIOSE. La simbiosi con la Natura e la visione di una NATURA-DEA creano un ulteriore asse religione-corpo-natura, in cui al corpo viene chiesto di percepire , dalla visione della natura, la visione della Dea. L'abbattimento degli ostacoli percettivi tra il corpo e la natura porta la PERCEZIONE fisica e somatica della divinita', e beneficio dello spirito, il quale NON mette in dubbio la  "realta" di questa percezione essendo essa una percezione di uno stato FISICO del corpo MESSO A CONTATTO DIRETTO con la natura.

Questo spiega la necessita' sentita da alcuni della nudita' rituale durante i riti  nei boschi, e spiega come mai tutto il percorso insista in continuazione nell'affinare la percezione SOMATICA di se stessi e delle proprie divinita'. L'appiattimento del divino-natura come percezione del PROPRIO corpo rende il DIVINO una esperienza PERSONALE, FISICA e VISSUTA IN PRIMA PERSONA.

Ovvero, REALE.

 

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Qualcuno si stara' chiedendo come mai, nell'identificarci, usiamo sempre , come nel caso del sabbah, degli atteggiamenti libidici. Cioe' come mai stiamo identificando la liberta' con la liberta' di godere, di provare piacere, e non, come dicono alcuni idioti, con la liberta' di NON farlo.

Occorre quindi giustificare una presa di posizione IDEOLOGICA nei confronti del piacere.

Il concetto e' complesso da spiegare, e investe il mondo della relazione tra piacere e potere.

Partiamo da un esempio banale.

Voi siete una re, una persona potente, ma non sapete se i vostri sudditi vi ubbidiscono. A questo punto, potreste prendere qualcuno di loro, portarlo nella reggia, e dire "ecco, questo e' il tesoro reale, ti ordino di prenderlo e portarlo a casa". Siete abbastanza certi che vi ubbidira', ma ( non sapete il perche') la cosa vi lascia insoddisfatti.

Perche' nessuno vi dice che il tipo non fosse contento di farlo e che lo abbia fatto non-volontariamente.

Appare quindi evidente che non gia' il potere stesso, ma la sua PERCEZIONE, abbiano bisogno di un conflitto di VOLONTA', risolto a vostro favore.

Dall'altro lato, supponete di essere il famoso suddito, e chiedetevi se il vostro re e' effettivamente cosi' potente. Potreste chiedervi se abbia il potere di ORDINARVI di arricchire del suo tesoro, ma questo NON vi convincerebbe molto. Lo fareste comunque se ne aveste la possibilita'.

La verita' e' che vi convincete del fatto che lui sia potente quando vi rendete conto che se volesse POTREBBE obbligarvi a fare qualcosa che non volete fare.

IL che diventa complesso: se infatti i sudditi NON percepissero il potere del governo, inizierebbe il caos.

Il potere cioe' e' un'illusione, quello che esiste e' LA PERCEZIONE del potere.

Perche' essi non dubitino del potere, e seguano le leggi, occorre costringerli a fare qualcosa che NON vogliono, o VIETARE loro di fare qualcosa che vogliono.

Ora, costringere TUTTI a fare qualcosa che non vogliono impone una enorme struttura di controllo, che vada caso per caso a controllare le eccezioni, una per una, ovvero qualcosa che cerchi MANCANZE nel comportamento altrui.

Considerato il fatto che le dittature piu' organizzate della storia controllavano direttamente il 30-35% della popolazione, direi che la prima impresa vi riesce impossibile. E controproducente: infatti, se la maggior parte delle persone sfugge al vs controllo, si iniziera' a pensare che il governo NON e' cosi' potente come sembra.

Occorre un conflitto di volonta' vinto da voi.

Rimane il "vietare qualcosa".

Anche qui le cose si fanno ardue. Se si vieta qualcosa di cui importa poco, la percezione del potere sara' scarsa. Se si vieta qualcosa di indispensabile, come mangiare, entro breve avverra' la rivoluzione per protesta e per necessita'.

Occorre quindi, al fine di creare il potere, ovvero la sua percezione, vietare qualcosa che sia

 

1)Molto desiderato, in modo da vincere un VERO conflitto di volonta'.

 

2)Non indispensabile, in modo da non causare una rivolta generale.

 

E' evidente che la cosa da vietare e' il PIACERE.

Se vieto alla gente di mangiare una rivoluzione mi uccidera', ma se vieto loro di mangiare cose BUONE allora le cose cambiano. Cambiano perche' non ho dato un motivo di rivolta, ma la gente sottoposta al divieto SENTE, PERCEPISCE in lui il mio POTERE.

E quindi riga dritto.

Ecco, questa e' sostanzialmente la tecnica usata dalla scuola cristiana per mantenere il potere. Mentre grandi governi, come quello Imperiale Romano, mostravano il loro potere mediante la realizzazione di una Roma grandiosa, eterna, spettacolare, il cristianesimo introdusse dal medio oriente la tecnica della manifestazione di potere per conflitto di volonta'.

A prescindere dall'origine di questa bislacca teoria del governo, quello che occorre fare e' un punto della situazione.

 

1) L'establishment governativo cerca di farmi percepire il suo potere.

 

2) Lo fa per limitare le mie liberta', ovvero per mantenere i suoi privilegi.

 

3) Lo fa vietandomi il piacere, e realizzando un sistema sociale in cui esso e' demonizzato, degradato, disprezzato.

 

4) Finche' io saro' limitato in questo, e' evidente che mi sentiro' oppresso, mi comportero' come tale e quindi lo saro'.

 

A quel punto, e' evidente che

LIBERTA'  =  LIBERO  PIACERE

Ecco, in questa "equazione" si trova la risposta alla vostra domanda.

Consideriamo la libera libidine, la libera espressione del piacere, della sua ricerca, della sua messa in essere, come l'espressione massima di ogni possibile liberta', politica e sociale.

Chi non gode e' un oppresso.

 

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Femministe...a chi?

(questa pagina vuole essere una risposta a chi ci scrive dicendo che siamo solo delle femministe , e associando la stregoneria al motto "le streghe sono tornate").

Mi dicono che molta gente crede che alla fine il nostro sia solo un circolo esoterico per femministe che si richiama a coloro che negli anni 70 andavano in giro gridando "tremate tremate le streghe son tornate".

Per questo motivo rispondero' io, dall' "alto" dei miei 49 anni, (un consiglio gente: NON invecchiate!) io che ero tra quelle, negli anni 70, che andavano in piazza a gridare cose come "le streghe son tornate" o "col dito, col dito"....

Io penso che l'esperienza femminista sia stata importante per le leggi che siamo riuscite a far approvare, come il divorzio, l'aborto, i 5 mesi di ferie pagate in maternita' (qualcuno ricorda mai questo?) , le leggi contro le molestie sessuali sul lavoro, contro il "dovere coniugale", contro il "delitto d'onore".... 

La ritengo invece totalmente da cancellare sul piano culturale.

Per diversi motivi. Innanzitutto, abbiamo lasciato fuori il "maschio" ( e allora "maschio" era un insulto, ve  lo assicuro) dal cambiamento che volevamo iniziare. Pensavamo di fare una rivoluzione, di farla con la forza, e loro malgrado.

Quello che non volevamo vedere era che il "maschio" veniva e viene educato ( da NOI donne, NOI DONNE, come madri) con DUE soli modelli di rapporto verso la donna. Il modello che chiamero' del "Padre", quello di potere e di sciovinismo, che noi combattevamo. E il modello che chiamero' del "Figlio" , un modello subordinato, che richiama il ruolo del figlio (appunto) verso la madre , un rapporto di dipendenza e di subordinazione. Amorevole, ma subordinazione e'.

Me ne sono accorta avendo due figli......credo di poterlo dire a pieno diritto.

Quello che e' successo , e che succede, e' che quando si contesta il modello comportamentale di "Padre", il maschio passa allora all'UNICO altro modello che conosce, quello del figlio. Otteniamo allora un'ameba   piagnucolante, dipendente da noi, cui siamo costrette a fare da balie..... non vi e' mai capitato?

La verita' e' che nessuna all'epoca parlava di un modello di educazione paritario da dare al maschio. La concezione di quei tempi era di fare la rivoluzione e COSTRINGERE il "maschio" a cambiare atteggiamento con la forza delle "lotte". Non ci importava che cosi' facendo  avremmo fatto loro del male e che avrebbero reagito in qualche modo , che si sarebbero ritirati in un loro mondo non IMPORTAVA a nessuno. Ecco, il problema era che NON ci importava di loro. Loro rappresentavano l'avversario, lo sfruttatore, il nemico sciovinista. Era facile allora odiarli.

Meno facile odiarli e' adesso che due dei miei figli sono "maschi"....

...e forse la verita' e' che noi non VOLEVAMO odiare il "maschio", e che quella fu una strada culturalmente sbagliata. Ma a quei tempi, anche solo dirlo era come essere scomunicate, bandite: in questo il PCI dell'epoca non era diverso dalla chiesa dell'Inquisizione.

Di dover "educare" i figli ai nuovi modelli "paritari" non se ne parlava. L'educazione dei figli spettava (come TUTTO il resto) allo Stato. L'idea che la donna educasse i figli era vista come "essere incatenate al focolare, da un parto imposto , dentro un matrimonio prigione, voluto dal maschio patriarcale".

Per cui, anche se ci fosse importato qualcosa del destino del "maschio", certamente non avremmo affidato a NOI STESSE il compito di educare i nuovi "maschi" con dei modelli diversi da quelli del "padre e/o del figlio". Educare i figli semplicemente era un compito dal quale lo stato socialista doveva liberarci.

Ecco un altro motivo per cui ho scelto di abbandonare il progetto femminista dell'epoca, e per cui come "anziana" del gruppo cerco di proporre ALTRO.  Fu proprio la sua matrice politica-marxista.

Forse i giornali NON raccontano piu' di che cos'era negli anni 70 una riunione di femministe. Non lo raccontavano nemmeno allora, del resto. Era innanzitutto la riunione di una sezione del PCI. Sezione che aveva i suoi capi  e i suoi ideologi. Gente che ti diceva cosa pensare.

Adesso le compagne non ricordano, (o non vogliono ricordare) cosa si diceva dentro quelle sedi.

Io c'ero, e ve lo racconto.

Innanzitutto, come ho gia' detto il maschio andava odiato. Le riunioni erano SEMPRE tutte a porte chiuse, perche' lo spazio doveva essere autogestito da noi. Ovvero autogestito da coloro che erano designate dal PCI come "capi" (il femminile non si usava, era simbolo di sciovinismo).....

Si iniziava a parlare di liberare le nostre fantasie sessuali. E fin qui bene. Solo che non e' che si potessero "liberare" ....bisognava sognare quello che dicevano loro.

Non si potevano sognare, nelle nostre fantasie, uomini con un grosso ****** perche' significava "sottomettersi ad una visione fallocratica,  maschiocentrica e priapica della societa'". Quando una donna vi dice che la lunghezza non conta MENTE. Semplicemente venivano programmate per pensare cosi', perche' se non la pensavi cosi' eri una "fallocrate", o peggio, una "pornografa". In seguito questo diktat del PCI e' diventato un luogo comune. Lo giustifico perche' salva l'orgoglio degli uomini meno "armati". Ecco, si , il pene veniva visto come un'arma.

Quindi , niente stalloni nelle nostre fantasie.

Niente situazioni un po' forti. Ricordo una compagna che oso' dire che sognava , quando si masturbava, di essere presa con forza da molti uomini. Fu quasi cacciata , la linciarono a parole,  era "grazie a quelle come te che ogni donna puo' essere impunemente stuprata dal maschio". L'opinione piu' morbida fu quella di una compagna che disse che "forse non era stata educata a ribellarsi a quei modelli e che nello stupro cercava la deresponsabilizzazione del rapporto, come dire "io lo faccio ma non e' colpa mia"."

Poi c'erano delle cose come le "riunioni di autocoscienza": immaginate una tipa che si mette su un lettino da ginecologo a gambe aperte e con uno speculo mostra come "autogestirsi la ginecologia"... ridicolo? Beh, noi non ridevamo, nessuna ammettera' mai che andavamo dal ginecologo di nascosto dalle compagne......bello, eh?

Questa era l'atmosfera che si respirava. nella migliore delle ipotesi, perche' un po' piu' a sinistra c'erano i collettivi di lesbiche separatiste, che predicavano un mondo senza uomini, che predicavano il "sesso clitorideo" e non so che altro. Sloagan come "col dito , col dito, l'orgasmo e' garantito", sono opera loro.

I piu' giovani ovviamente non li ricordano e nessuno verra' mai a raccontarveli: forse le ex "compagne" adesso se ne vergognano.....forse si vuole cancellare quelle cose.

Posso dire con assoluta sicurezza che i cosiddetti movimenti di "liberazione" della donna non volevano liberare proprio nulla, anzi volevano dirci come DOVEVAMO essere se volevamo essere libere. Come dire "sei libera se sei come dico io", senno' sei solo "una casalinga oppressa, incatenata al focolare, stuprata dal marito durante il dovere coniugale, rinchiusa in un matrimonio-prigione." Ho ancora i volantini dell'epoca, da qualche parte,   potrei persino trascriverne qualcuno qui sul web. Se solo non la pensavi cosi' c'era del "maschilismo strisciante in te".

Ecco, questa e' l'esperienza che come "anziana" dell' ODF voglio portare loro. Per questo sono arrivata qui. Perche' le "streghe" non erano poi qualcosa che il maschio deve temere, e perche' noi siamo RESPONSABILI , dobbiamo produrre un TERZO modello, diverso da quello di maschio dominante, diverso da quello di maschio-bambino, un modello paritario, che permetta al "maschio"  di uscire dal modello di potere SENZA ridursi ad un bamboccio infantile e dipendente.

E , quello che conta, un modello che potrei proporre ai miei figli convinta di non aver offeso la loro dignita'. Cosa di cui negli anni 70 non ci curavamo.

E lo ripeto: NON-CE-NE-CURAVAMO.

Ecco, non so se esistano ancora femministe come quelle sopra, (la mia militanza e' terminata da anni) e se esistono so che mi considerano una "maschia", una che si e' venduta (belle parole giravano all'epoca, eh?).

Comunque, riassumendo , noi streghe siamo "femministe" se essere femministe e' creare un mondo paritario per la donna.

NON siamo femministe se questo implica farlo MALGRADO i "maschi", ovvero SENZA coinvolgerli e senza cercare di definire un modello paritario che permetta loro di conservare le dignita' pur PERDENDO il ruolo dominante. Ovvero SENZA sconfiggere il "maschio". "Maschio" che poi sarebbero i miei figli.

 

 

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E la Signora dominerà sulla congrega come la rappresentazione della Dea. E il Maestro l’aiuterà come rappresentazione del Dio. E la Signora sceglierà chi vorrà, se ha sufficiente rango, come il suo Maestro. Poiché il Dio baciò i suoi piedi col bacio quintuplice di saluto, disponendo il suo potere ai piedi della Dea, per la sua giovinezza e bellezza, la sua dolcezza e grazie, la sua saggezza e la sua giustizia, la sua umiltà e gentilezza e generosità. Così rassegnò a lei il suo potere…….Negli antichi giorni, quando le streghe erano diffuse nei luoghi, eravamo liberi e adoravamo pienamente in tutti i grandi templi….. Ogni signora governi la congrega con giustizia e amore, con l’aiuto e supporto del Maestro e degli Anziani, sempre facendo attenzione al consiglio al Messaggero degli Dèi se presente. Lei accoglierà i reclami di tutti i Fratelli e si sforzerà di sistemare tutte le controversie tra loro…..Se avrai un libro sia pure scritto a mano, lascerai ai fratelli e alle sorelle copiare ciò che vogliono, ma non lascerai mai che il libro sia fuori dalle tue mani e mai terrai gli scritti di un altro. Vigila sui tuoi scritti, e distruggili ogni volta che il pericolo li minaccia. Impara tanto quanto può il cuore, e quando il pericolo è passato, riscrivi il tuo libro e tienilo al sicuro…… Possa la benedizione della Dea e del Dio essere su tutti quelli che tengono queste leggi come comandamenti….Se c’è qualche querela o disputa tra Fratelli, la Signora la risolverà adunando gli Anziani per la faccenda ed essi sentiranno entrambe le parti, prima sole, poi insieme. E poi decideranno giustamente, non in favore di una o dell’altra parte. Sempre ricordando che non ci sono persone che potranno sempre andare d’accordo e lavorare sotto la direzione di altre.. Ma, allo stesso tempo ci siano persone che non possono decidere giustamente. A quelli che sempre devono essere i primi, non c’è risposta. Escano dalla congrega, o ne cerchino un’altra o ne fondino una per proprio conto prendendo con sé chi li vuole seguire……Negli antichi giorni, quando avevamo il potere, noi usavamo l’Arte contro chi maltrattava i nostri fratelli. Ma in questi giorni cattivi, noi non dobbiamo farlo! …..Possa la maledizione della Dea cadere su chi rompe questa legge…...Sempre donne e uomini hanno cercato nuovo amore. Non rimproverarli per questo.

   

 

 

 

L’ORGANIZZAZIONE DELLE STREGHE NELLE SOCIETA’ DI OGGI

Un universo estremamente variegato che però mostra chiaramente, ormai possiamo dirlo,  una vera e propria filosofia, fatta di presupposti (la consapevolezza della propria debolezza e/o diversità), di soluzioni (il rivolgersi ad  entità diverse da quelle ormai codificate dalla cultura ufficiale e che trova, grazie al bisogno del magico, un ambiente legato alla nostre passate culture e quindi radicato in esse), di definizione filosofica del proprio credo (l’accettazione del proprio non conformismo e la voglia di lottare per non nasconderlo) e, come vedremo, fatta anche di desiderio di organizzazione, sia in termini di gruppi che di metodiche, ma anche di aperto contrasto ideologico tra gruppi, con accanite discussioni sui concetti fondamentali del significato “di essere strega”.

Ancora una volta, così come era accaduto nel passato, le cosiddette streghe (concediamoci ancora questo termine) sono un coacervo di persone che, sebbene accomunate da un sentimento di ribellione nei confronti della cultura dominante, estrinsecano questo sentimento in maniere molto differenti  (abbiamo visto dai pochi esempi della pubblicistica): si passa da chi intende l’esser strega come un fatto provocatorio, e con molto autoironia cerca di diffondere attraverso il proprio comportamento un messaggio che spinga a ribellarsi alla piattezza della vita di tutti i giorni, fino a chi crede molto candidamente che si possa intervenire sulla vita degli altri mediante incantesimi e pozioni…….o chi crede al fatto che una sorte di spirito aleggi in ogni essere di questo mondo, animato o inanimato che sia.

D’altro canto è pur vero che anche diverse religioni diffuse nel nostro pianeta esprimono gli stessi concetti, e non per questo definiamo “streghe” le persone che credono in esse.

 

Chiaramente come tutti i gruppi nati in maniera spontanea e che fanno della ribellione e del desiderio di libertà la loro bandiera, anche questi hanno attirato personaggi ambigui, al limite del patologico. Le cronache hanno spesso parlato di organizzazioni dedite a riti sanguinari e violenti che si rifacevano alla stregoneria.

In realtà, quando questi fatti erano veri e non gonfiati da campagne di stampa, l’analisi socioantropologica del fenomeno ha sempre mostrato come i protagonisti di queste imprese fossero soggetti a cui dedicare più le cure dello psichiatra  che l’interesse  dello storico e del sociologo.

 

Giunti a questo punto della nostra analisi se dovessimo giudicare le streghe da quanto abbiamo visto non possiamo fare altro di ammettere che si tratta  perlomeno di persone che esprimono un desiderio legittimo: vivere la propria vita senza costrizioni.

In realtà la loro filosofia è ancora più complessa e profonda; se si limitassero alla ricerca di una “vita senza costrizioni” questa  non sarebbe diversa da quella ricerca edonistica di tanti gruppi sociali che si sono visti nel corso della storia; il loro modo di intendere la vita è anche più interiore, è una ricerca di unione profonda tra il vivere la propria vita ed il viverla secondo una coscienza che porti alla felicità; la felicità quindi come un bene da perseguire ad ogni costo, anche se ciò può apparire sconveniente a qualcuno, una felicità da perseguire purchè non crei danno ad altri.

Le stesse streghe cercano, attraverso i loro scritti, di mostrarsi scevre da interessi che non siano nobili, cercano di far capire che dedicarsi alla stregoneria è dedicarsi alla ricerca della verità e della conoscenza, e cominciano sconsigliando questa scelta se deve essere considerata una moda o una “voglia” passeggera. Vogliono cioè far capire che questo modo di essere deve essere inteso come una ricerca spirituale.

Ecco come recita uno dei siti che parla di iniziazione:

 

Forse non sei una strega

Accettalo. Ci rendiamo conto che un sacco di filmetti sulle streghe dicono che basta un'iniziazione indolore, e puff, sei una strega e fai le magie.

Beh, non e' cosi'. Streghe si nasce. Casualmente, ma o lo sei o non lo sei.

E la maggior parte delle persone NON lo sono. E se non lo sono, nulla al mondo porta' farle diventare tali. Potete imparare i rituali, la religione, il modo  di vedere, ma o lo siete gia' o non lo siete.

Ci spieghiamo meglio.

Ci sono persone che ad in certo punto, nella vita, hanno iniziato a sentire una voce. O meglio, hanno iniziato a sentire vicino a se "qualcuno". Una presenza. Una presenza con un carattere, una presenza che parla, che consola, che ci da' coraggio.

Una presenza preziosa, importante. Molti (anche dei nostri) prima si rifugiano in un ateismo stretto, per tenerla a bada. E' come un'interferenza sul cellulare: tu stai pensando alla religione e qualcosa si inserisce nei tuoi pensieri.

Da quel momento inizia il tuo cammino. Arrenditi, non avrai pace fino a quando non farai cio' che dice, e fino a quando non imboccherai la strada giusta.

E' cosi' che si diventa streghe. Non ci sono maestri. Non ci sono scuole. Non ci sono libri. Questa voce piano piano vi spieghera' tutto. Potreste anche rimanere soli, e arriverete comunque alla meta, solo che ci metterete di piu'.

Questa e' la differenza tra la nostra religione e le altre. E' spontanea. Mille persone che da sole sentissero questa voce e che si riunissero, si racconterebbero che questa voce gli ha detto delle cose, e scoprirebbero che le cose che questa voce dice sono le stesse.

Senza bisogno di maestri, senza bisogno di guide.

Semmai, quello che sentirete e' il bisogno di COMPAGNI. Compagni con cui dividere la difficolta' del cammino, lo smarrimento di una cosa di cui non avete mai sentito parlare, e perche' no, la paura di un'esperienza a cui nessuno vi aveva mai preparato.

Ecco, noi siamo coloro che sentono questa voce. Nel medievo eravamo accusati di parlare con gli spiriti o col demonio. Niente di piu' falso. Sapete bene che chi vi sta parlando e' ....

Comunque, ecco lo scopo di queste pagine.

Vogliamo raggiungere quelle persone, E SOLO QUELLE, che improvvisamente sentono questa voce, e che si sentono incompleti, impauriti, disorientati, per far sapere loro che esistono compagni di viaggio, e che non sono soli.

Questo non significa "arruolarli". Quando avrete finito il percorso con noi, e vi sentirete "completi", potrete essere dei solitari, degli eclettici e fare della vostra vita cio' che vorrete.

Questo e' un sito di soccorso, vi dara' aiuto fino ad un certo punto, poi sarete nuovamente liberi.

Cio' che e' scritto qui non e' casuale. Noterete subito che quello che c'e' scritto e' IDENTICO a quello che questa voce vi dice. Ed infatti, qui e' scritto SOLO e soltanto quello che vi convincera' che siamo noi quelli che cercate.

Potrebbe succedere che, spinti da una moda di voler apparire qualcosa che non siete voi cerchiate di mentire e di cercare di accedere ai nostri corsi.

Non arrivereste da nessuna parte. A parte la mancanza di rispetto nei NOSTRI confronti, buttereste via un sacco del vostro tempo. Ne avete cosi' tanto a disposizione?

Quindi, ricapitolando, se avete gia' un contatto con la divinita', entrare pure e  cercateci. Se non lo avete, questo sito non fa per voi.

Il fatto che lo cerchiate, o che vi piacerebbe averlo, non cambia nulla: se non lo avete, non lo avete.

Ecco, se non sai gia' gran parte delle cose che diciamo su questo sito, evita di contattarci. E' come se questo fosse un sito per cinesi, o che so io, per ciechi, o per neri. Tutti gli altri non lo sono, possono ammirarci, avere rispetto di noi, ma non lo sono

 

 

Con lo stesso spirito tutti gli scritti pubblicati dalle streghe prendono nettamente le distanze da quanti (cartomanti, maghi, astrologi o presunti tali) si applicano allo studio della magia per interessi economici; molti siti INTERNET diffidano tali personaggi ad usare il termine “strega” e “stregone” e  si fanno promotori di campagne contro chi utilizza il desiderio di conoscenza per lucro.

Un sito riporta questo appello:

 

 

Campagna per la non proliferazione dei ciarlatani.

 

C'e' poco da fare. Siamo di moda.

Il newage non fa piu' business, non si riesce piu' a chiedere 20 milioni per avere il master di Reiki.

Un bel guaio, per chi era abituato a incassare....

Questo rischia di lasciare disoccupata una schiera di patetici pagliacci, ec guru, ex arancioni, ex baha'i, ex satanisti, ex buddisti.....gente che cambia pelle e rimane costante solo in una cosa: la tariffa.

Come se non bastasse , un paio di ridicoli filmetti (niente in contrario ai telefilm, per carita', ma imparate a non confondere i telefilm con la realta') stanno facendo di tutto per rendere di moda la stregoneria e lo wicca.

Da un lato, riceviamo migliaia di email di persone che "cianno voglia di fare la strega anche loro" ...ma questo non e' un problema, siamo qui anche per selezionare.

Dall'altro, una schiera di ciarlatani, buffoni, gli "ex" delle mode esoterica tramontate , si sta lanciando sul mercato , alla ricerca di polli da spennare.

Questo, ovviamente, e' tipico do ogni religione , basti pensare al Business del Giubileo (oddio, poi quello non c'e' stato, ma le intenzioni erano quelle), o al business di Padre Pio...

Cio' non toglie, che bisogna in qualche modo scoraggiare questi personaggi dall'appropriarsi di una etichetta che non appartiene loro.

Dal momento che TUTTO cio' che noi facciamo e che offriamo e' gratuito, e che non ci interessa farci sopra dei soldi, abbiamo deciso di lanciare una campagna "no money".

Essenzialmente per chiarire che cosa siamo e in cosa crediamo, e per non essere confusi con chiunque si dica "Wicca".

 

Iniziamo col chiarire che:

 

1)FA PARTE DELLA DOTTRINA WICCA IL FATTO CHE NOI NON SIAMO PROPRIETARI DELLA MAGIA CHE USIAMO E QUINDI NON ABBIAMO DIRITTO DI VENDERLA

 

2)LA MAGIA SI BASA SULLA VOLONTA' E SE VOGLIO E POSSO AIUTARE UNA PERSONA LO FACCIO A PRESCINDERE DAL FATTO CHE MI PAGHI   

 

E' evidente quindi, che se uno wicca acconsente ad aiutarvi, non lo fa per soldi, ma solo perche' vi vuole aiutare.

 

Va da se' che nessuno wicca chiede soldi per aiutare gli altri.

 

Quindi, se incontrate persone, gruppo, associazioni culturali le quali chiedono soldi per cio' che vi danno,

 

AVETE LA CERTEZZA MATEMATICA DI NON AVERE DAVANTI DEGLI WICCA, MA SOLO DEI CIARLATANI CHE CERCANO DEI POLLI DA SPENNARE.

 

Per questo motivo, abbiamo creato questo banner, e proponiamo a TUTTI i seri Wicca che mettono in piedi dei siti web di adottarlo, o di adottarne uno equivalente: serviranno a distinguere NOI dai ciarlatani spennapolli.L'informazione puo' salvare le cose in cui crediamo.

 

Tieni pulito lo Wicca: combatti i ciarlatani!

 

Il messaggio è molto chiaro: il ruolo di strega deve essere un modo “di vivere”, non un modo “per vivere”.

 

Una volta che ci si assicura di essere ascoltati solo da chi è interessato veramente a questa scelta di vita si può cominciare a parlare seriamente del proprio credo; il primo passo di tutti le associazioni, prima di fare dei proseliti, è quello di presentare la propria filosofia.

Avevamo già visto, nei brani riportati precedentemente, la filosofia delle streghe. Avevamo già visto come fosse intrisa di animismo, di ribellione per i poteri costrittivi.

I brani che riportiamo mostrano ancora questi elementi fondamentali, ma si comincia a delineare anche un certo desiderio di forme organizzative: 

 

Innanzitutto, quello che ci distingue dalle altre religioni, e' che siamo una religione spontanea; le altre religioni basano la propria esistenza sul fatto che qualcuno insegna agli altri tutta la dottrina e la teologia.

Noi no. Potrebbero ammazzarci tutti, o potremmo morire tutti, e tra dieci anni qualcuno inizierebbe a sentire una voce dentro di se' che gli spiega queste cose, e il culto rinascerebbe tale e quale. Potrebbero distruggere tutti i nostri BOS, e i bos di altre persone sarebbero assolutamente identici.

Questo fenomeno  e' chiamato dagli americani "NBW", che significa "natural born witches". Mentre negli USA permettono l'accesso a chiunque l'accesso al culto, noi lo permettiamo SOLO alle N.B.W, cioe' a chi sente questa voce.

Anche per questo, noi siamo definiti da loro "Il gruppo dei soli sacerdoti/esse".

Questo e' un principio che diventa difficile da capire. Difficile perche' tutti gli altri parlano di una religione per tutti, e guai a chi sgarra. Noi no. La nostra religione e' solo per chi viene chiamato, e chi sgarra...faccia pure.

Conosciamo bene la Madre, e lei non vi sbatte certo all'inferno: "non e' il tipo" che fa queste cose katanga.  Tranquillizatevi.

Ed ecco, arriva un'altra caratteristica. Noi ci basiamo su un rapporto personale con la divinita'. Noi non abbiamo tramiti. Non abbiamo MAESTRI. Se vogliamo sapere cosa e' e cosa non e', chiediamo direttamente a Lei/Lui/Loro.

Ma c'e' di piu'.

Facciamo un esempio: diciamo che vostra madre naturale sia viva e che abbiate un fratello di nome Carlo.

Un giorno, vi arriva un telegramma che dice "Uccidi  Carlo. Io voglio cosi'. Mamma".

In un caso del genere, voi non vi perdete certo nel chiedervi se e' giusto o meno, o se vostra madre ha il diritto di chiedervelo.

Secondo noi, voi fareste questo:

 

1)Pensate che non sia stata vostra madre a spedire quel telegramma: lei non farebbe MAI una cosa simile.

 

2)Pensate che forse per via dell'eta' sta male: lei normalmente non vi chiederebbe MAI una cosa simile.

 

3)Vi chiedete se sia o meno uno scherzo: lei normalmente NON vi chiederebbe MAI una cosa simile.

 

In tutti e tre i casi, rimane una costante: lei non vi chiederebbe MAI una cosa simile. Lo sapete. Ne siete certi. Mettereste la mano sul fuoco.

Perche' lo sapete? Perche' la conoscete.

Ma anche il vostro vicino di casa la conosce. Eppure lui non giurerebbe come voi.

Cosa cambia? Cambia che voi avete un RAPPORTO con vostra madre, un rapporto speciale, che ve ne fa conoscere le qualita' umane.

Che ve ne fa SENTIRE le qualita' umane. Voi SENTITE che vostra madre non puo' inviare un telegramma cosi'.

Ora, sostituite vostra madre con la divinita', e il telegramma con le "sacre scritture".

Quello che abbiamo detto e' impressionante. Significa che se trovate qualcosa che vi viene spacciato come "sacre scritture", voi potete prenderlo , munirvi di cancellino e dire "no, questa non e' la Madre che conosco, lei non farebbe questo", ad esempio.

E voi siete "infallibili" in materia di fede.

In breve, la nostra religione ' basata sul RAPPORTO con la divinita'.

Lo scopo degli altri e del cammino e di portarvi da LEI. O meglio. Se iniziate il cammino, Lei gia' vi parla. Adesso dovete imparare bene ad aprire quel canale, ed ascoltarla ed a rispondere. Quando lo avrete fatto, non avrete piu' "superiori", che non lei.

Nessun "sacerdote" sara' mai in grado piu' alto di voi, e vi potra' dire come e' lei e cosa vuole, perche' potrete saperlo da voi. nessuna sacra scrittura potra' dirvi come e' e come si fa e come dovete fare, perche' ve lo dira' lei.

Dentro di voi.

Potremmo fare un altro esempio, sperando di non offendere nessuno: se Abramo avesse avuto una religione come la nostra, quando YHWH gli ha chiesto in sacrificio il figlio, avrebbe dovuto dire "no, conosco bene YHWH, lui è un dio di infinito amore e saggezza, e non mi chiederebbe mai una cosa simile. Quindi, questa voce non e' la sua. Pussa via".

Non avrebbe ubbidito, come voi non ubbidireste al telegramma dell'esempio sopra.

Ecco, questo e' un punto centrale della nostra religione. Nessuno vi dira' MAI che cosa la divinita' vuole,  e nessuno pretendera' mai di saperlo meglio di voi.

Per questo noi votiamo le decisioni con il metodo del veto assoluto: siamo tra pari, e quello che senti tu vale quanto quello che sentono gli altri, e quindi il tuo NO e' sufficiente a bloccare la decisione.

Anche altre religioni ipotizzano il contatto con la divinita', ma loro o lo limitano ad una piccola cerchia di persone, o ai dirigenti della "chiesa".

Inoltre, essi lo considerano un effetto collaterale che arriva con lo studio delle sacre scritture, che sono intoccabili. Se un "ispirato" di un'altra religione contraddice le sacre scritture, le sacre scritture hanno la priorita' e la sua opinione e' fuori "dal magistero".

Al contrario, per noi il centro e' nel rapporto tra la persona e la divinita'.

In caso di conflitto, perdono le scritture: il valore che diamo alla vita fa si che chi e' VIVO e' la scrittura piu' grande, e il pezzo di carta viene dopo.

Questo e' quando va saputo, a nostro avviso, con le basi.

 

 

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.Il paganesimo è un modo spirituale di vivere la propria vita che affonda le proprie radici nelle antiche religioni della natura di tutto il mondo. Il pagano celebra la santità della natura, riconosce l’esistenza della divinità che, in tutte le cose conosciute (ai cinque sensi) e non, permea con la propria essenza. Il pagano vede questo come un’eredità; interpretando le proprie credenze e forme ancestrali basate sul folclore, miti o prove archeologiche e adattandole alla sua realtà moderna. Non è necessaria la prova dell’attendibilità storica, per il paganesimo è importante il canale che, per mezzo della natura, riesce a liberare il proprio potenziale umano e creativo.

I pagani onorano la divinità in tutti i suoi aspetti, maschili o femminili, che considerano sacri in un tutto. In questo modo ogni persona, uomo o donna, vecchio o bambino, è considerato come un essere magnifico e unico. Essi riconoscono con la natura un forte legame con cui vivono un stretto legame spirituale per mezzo dei suoi spazi, boschi, animali che essi esplorano e amano. Per il pagano, l’incontro col divino avviene personalmente, senza intermediari, e, laddove ci sia la possibilità di condividere con altri pagani questa esperienza, insegnamenti, aiuto e sostegno vengono condivisi da parte di tutti lasciando libera la via di arrivare a considerazioni proprie del contatto col divino, con differenti celebrazioni, diversi nomi, diverse cerimonie.

Per questo motivo i pagani hanno credenze ineguali fra di loro, di cui ognuna meritevole di rispetto, in quanto rispecchia la differenza umana dei diversi modi di sentire, e vivere, la propria comunione con la natura.

Per questo fine, i riti pagani sono in armonia con i cicli naturali, con quelli del sole e delle stelle, e con il mistero e la transizione della vita stessa.

La figura della strega è una figura pagana. E’ pagana per il modo in cui percepisce la natura e il mondo, per i riti che pratica e che affondano le proprie radici nella natura e nei suoi cicli. Ma è strega, cioè capace di non reprimere in se pulsioni e istinti e, opportunamente, indirizzare con tecniche magiche la propria volontà per renderla operante a livello reale. Non riconosce l’esistenza e la dualità di un potere ‘positivo’ o ‘negativo’ come alcune religioni affermano, indipendentemente dal fatto che queste patteggino per l’uno o per l’altro, ma crede nelle proprie azioni in accordo alla propria volontà, e crede che ogni azione provochi delle conseguenze ritenute erroneamente buone, o cattive, a seconda degli intenti , del momento sociale, o dei punti di vista. Mentre la parola ‘pagano’ riunisce in sé una pluralità di correnti, la parola ‘strega’ delimita i suoi confini. Essa non lega la sua immagine a determinate correnti politiche, o sociali, come "l’ecologismo" (verso cui comunque è naturalmente portata) o a elementi di credenze orientali come il karma, lo yoga e discipline affini che (nel caso della strega italiana) vede come estranee perché non facenti parte del suo retaggio culturale.

Tende a vivere bisogni e passioni nel modo più pieno possibile, E RITIENE DI AVERE IL DOVERE DI FARLO.

Molti confondono la figura della/o strega/one con quella del mago in quanto tutti e due praticano la magia. Pur se per molti versi il loro cammino è identico, vi sono delle differenze. E non come si pensa comunemente perché la stregoneria sia una forma di magia ‘cattiva’.

In Stregoneria non vi sono, come invece nella Magia, rigorose allegorie, simboli da decifrare, ritiri magici, umiliazioni e restrizioni, o regole ferree da applicare scrupolosamente. Essa nasce dall’istinto e dalle pulsioni della Strega e dalla sua capacità di ‘rompere ,in sé, le catene’ morali.

 

Le basi fondamentali della stregoneria ci sono ancora. La natura animistica ed il senso di ribellione vengono fuori da ogni frase, ma il desiderio dell’organizzazione tende a stemperare questi sentimenti.

Frasi come ….. Mentre negli USA permettono l'accesso a chiunque l'accesso al culto, noi lo permettiamo SOLO alle N.B.W, cioe' a chi sente questa voce…….fanno pensare che un po’ di senso libertario si sia perso.

Poi il discorso diventa ancora  più organizzativo, più “politico”, si  cominciano a delineare una serie di regole.

 

 

Noi sappiamo che su scala internazionale la nostra comunita' e' costituita dal riemergere di culture DIVERSE ognuna delle quali ha propri valori. Poiche' chi sente la voce delle streghe cerca di onorare sia la Dea che la sana interazione tra i membri dell'organizzazione , abbiamo adottato una serie di linee guida COMUNI riguardanti l'argomento etico. In particolare, le uniche grandi regole sono due: la legge del tre, che e' una legge di natura, e il REDE, la Regola.

 

Il culto wicca e' una organizzazione orientata alla individualita' dei propri membri, che si dedica a propagare e raggiungere una maggiore e piu' profonda comprensione e coordinazione tra i membri della comunita' Pagana. Noi indichiamo una serie di materiale bibliografico sulle basi del cuto della Stregoneria/Wicca per dissipare quell'insieme di stereotipi propagati dai mass-media e da secoli di ignoranza pianificata, cioe' propaganda. Noi sottoscriviamo le liberta' di culto e di espressione, nonche' la dichiarazione dei diritti fondamentali dell'uomo, garantiti dalla Costituzione democratica del paese e resisteremo ATTIVAMENTE contro chi vuole negare tali diritti.

 

I punti fondamentali:

 

Sincerita' e buona fede: Ogni individuo ha diritto di vivere una vita allineata con i propri valori. Noi incoraggeremo tutti a decidere con quale grado di partecipazione supportare l'organizzazione. Nel fare questo, noi speriamo che le persone sviluppino una reale passione per i propri valori. La sincerita' e' importante per una organizzazione in quanto da' una visione chiara ai propri adepti e permette di operare partendo da un insieme di valori chiari e sottoscritti. In questo modo incoraggiamo la crescita individuale e la formazione di nuovi gruppi da parte di nuovi capi. I capi, tuttavia, "camminano sulle proprie parole", ovvero vengono giudicati dagli adepti che possono abbandonare un singolo capo e unirsi al gruppo di un altro . Se invece un gruppo funziona e cresce, ognuno sa che si e' lavorato bene e che i contributi sono stati quelli giusti.

 

Diritti Civili: I diritti civili comprendono tutta quella sfera di diritti fondamentali dell'uomo. Mentre l'esercizio di questi diritti e' disciplinato dalle leggi di ogni nazione, in un gruppo multinazionale (aperto) tutto e' vastamente dipendente dai valori che ogni persona ritiene fondamentali. In passato, gruppi di persone hanno cercato, anche con la violenza, di negare questi diritti. In una societa' multietnica e multirazziale quale noi ci apprestiamo a vivere, questo non e' pensabile, e noi cerchiamo attivamente di promuovere i valori e i diritti DEL SINGOLO al di sopra di ogni cosa, e di promuovere la realizzazione di essi a partire dal solo fatto che il singolo decida di adottare tali valori. In questo modo, preserviamo anche al nostro interno una struttura tollerante e comprensiva: qui NON si fanno processi. Mai.

 

Liberta' di culto: Noi riconosciamo la liberta' di culto come valore fondamentale dell'uomo. Diversi stati in diversi periodi hanno cercato di arrivare ad una maggiore diffusione o ad una facilitazione dei culti "di maggioranza". Noi riteniamo che la religione sia un fatto INDIVIDUALE e che anche la religione di UN SOLO UOMO sia importante come un culto seguito da milioni di persone. Al nostro interno stanno riemergendo i culti precristiani piu' vari, ognuno di essi con un pantheon diverso, e con una serie di riti che per quanto convergenti, a volte differiscono pesantemente. Questa tolleranza e' quindi un valore NECESSARIO E INTERNO oltre che rivolto ai fedeli di altri culti. Questo non significa certo che ci si lascia calpestare dagli integralisti di altri culti, sia chiaro , e NON ci tireremo certo indietro se c'e' da combattere per la NOSTRA liberta'.......

 

Liberta' di espressione: La cultura che ci stiamo faticosamente e pazientemente apprestando a ricostruire e' stata quasi annientata, nei secoli scorsi, da una spietata CENSURA, che ha distrutto molti dei nostri testi, delle nostre espressioni artistiche, delle nostre idee. Grazie ai contributi di tutti gli studiosi che a livello accademico e storico stanno studiando il periodo, la situazione NON e' grave come sembra, ma questo ci deve insegnare che la CENSURA e' MORTE. Noi ci opponiamo attivamente a qualsiasi restrizione del diritto di libera espressione degli individui.

 

Integrita': Per quanto ci si sforzi, puo' SEMPRE nascere una diatriba tra due membri/capi locali : siamo umani. In questo caso, e nel caso l'intera comunita' debba dare un giudizio sul comportamente dei singoli, noi NON useremo metodi di indagine ne' responsi che risultino UMILIANTI o VESSATORI per il singolo individuo.

 

Responsabilita' Personale: Sebbene non tutte le streghe o i pagani ritengano che sia necessario riconoscere il REDE , tutti noi sentiamo che e' necessario un comportamento responsabile nei rapporti con gli altri. Questo per evitare culti della personalita' verso un singolo capo, o l'irrigidimento delle posizioni dottrinali in regole di gruppo inaccettabili o vessatorie.

 

 

 

Ogni gruppo redige un codice secondo stili diversi, ma i concetti fondamentali sono sempre molto simili:

 

 

Principi di Religiosita' Wicca 

 

 

1) Noi pratichiamo riti che ci accordano con i ritmi naturali della Natura, cosi' come sono espressi dalle fasi della Luna e dai trimestri stagionali, nonche' dalle feste di mezza stagione.

 

2) Noi riconosciamo che essere intelligenti ci da una responsabilita' unica nei confronti dell'ambiente che ci ha creati. Noi cerchamo l'armonia con la natura, fino alla coscienza piena della sua estensione, del suo equilibrio e della sua evoluzione.

 

3) Noi riconosciamo un livello di potere molto lontano da quello delle persone comuni. Poiche' e' molto superiore a quello delle persone normali viene chiamato "soprannaturale". Noi non siamo in accordo con questa definizione poiche' questo potere ci e' messo a disposizione dalla Natura.

 

4) Noi riteniamo che il potere creazionale nell'universo si manifesta attraverso due polarita', quella maschile e quella femminile, riconosciamo che esso sia presente in tutte le persone, attraverso l'interazione di maschio e femmina. Noi non valutiamo nessuno dei due come superiore, e sappiamo che ognuno dei due deve valorizzare l'altro. Noi riteniamo il sesso come piacere, come fonte di vita e come fonte di energia per i nostri riti, nella pratica religiosa come nella magia pratica.

 

5) Noi riconosciamo sia il mondo esterno che quello interiore, o come dicono gli psicologia, parole come "subconscio, piani interiori, ecc" e riteniamo essere nel contatto tra questi due mondi la base di tutti quei fenomeni definiti "paranormali"  e degli esercizi magici. Noi non privilegiamo alcuna delle due dimensioni a favore dell'altra, semplicemente rivolgendoci a quella che troviamo necessaria alla nostra soddisfazione.

 

6) Noi non riconosciamo alcuna gerarchia autoritaria, ma ci attribuiamo onore a coloro che insegnano, condividendo conoscenza e potere, e siamo in accordo con coloro che cercano di guidare senza opprimere.

 

7) Noi vediamo religione, magia e liberta' personali come unite nella visione di un mondo che li comprende , riunendo queste cose in una filosofia di vita che identifichiamo come stregoneria Wicca.

 

8) Sebbene chiamare se stessi "Wicca" non implica che si sia veramente Wicca, ma nessuno eredita tale titolo, ne alcuno colleziona gradi, posizioni o iniziazioni....non vi sono diritti ad alcuna posizione di potere. La strega cerca di controllare le forze dentro e fuori da se, cosa che le permette di vivere piu' felice, senza danneggiare gli altri e  in armonia con la natura.

 

 9) Noi riteniamo che l'esistenza e lo sviluppo della vita sul pianeta come fuori siano l'espressione dell'evoluzione e dello sviluppo di una filosofia che deve renderci coscienti del nostro ruolo nell'universo.

 

10) La nostra sola animosita' nei riguardi della Cristianita' come nei riguardi di altre religioni deriva dal fatto che le loro istituzioni hanno proclamato di essere "la sola via", per poi perseguire coscientemente politiche di annientamento degli altri culti, per mezzo della negazione agli adepti del diritto di culto, perseguita con mezzi politici, giudiziari, sociali, economici.

 

11) Come Wicca, non siamo interessati a discutere l'origine, sulla storia della stregoneria, l'origine dei vari termini, o addirittura la legittimita' dei vari culti o riti. Noi siamo interessati Solo al nostro presente ed al nostro futuro.

 

12) Noi non accettiamo alcun concetto di "male assoluto", ne' adoriamo entita' meglio note come "Satana" o "il diavolo", cosi' come definiti dalla religione cristiana. Noi non cerchiamo di ottenere potere per mezzo della sofferenza altrui, ne accettiamo che la nostra felicita' debba essere ottenuta per mezzo di quella altrui.

 

13) Noi crediamo che dovremmo cercare nella Natura e nella sue filosofia l'insegnamento per raggiungere salute e benessere.

 

 

Le regole fondamentali  a cui si attengono le streghe sono il REDE e la “legge del tre”

 

A differenza di molte religioni di massa, le streghe non hanno lunghissimi elenchi di divieti alla base. Le streghe di ogni parte del mondo, (sara' una coincidenza?) credono in DUE regole fondamentali.

 

Una e' il REDE, la Regola, l'altra e' LA LEGGE DEL TRE .

 

Questi due principi sono alla base del comportamento di tutte le streghe .

Molte critiche sono venute riguardo alla Regola Wicca da coloro che ne sono fuori, perche' leggendo il testo superficialmente, si puo' pensare che essa autorizzi a fare qualsiasi cosa che alla fine dei conti, secondo noi "suoni bene", senza implicare responsabilita' alcuna. Niente di piu' falso.

 

La Regola  (REDE) dice:

 

Se non offende nessuno, fai cio' che vuoi.

 

Si potrebbe pensare, erroneamente, che questa regola sia una qualcosa di quietistico , qualcosa che ci lega le mani poiche' il timore di offendere qualcuno ci porta a subire qualsiasi cosa. Bene, iniziamo a chiarire un attimo il concetto di offesa. Noi vediamo ogni singolo essere umano all'interno di un "ambito individuale". Potremmo vedere questo come un "territorio" che potremmo soprannominare come "spazio delle liberta' individuali".  In breve, ognuno di noi comprende, come parte della sua stessa persona, tutto uno spazio di interazione. Sarebbe come individuare "casa propria". Il concetto di non "offendere" alcuno, significa non sconfinare imponendo la propria volonta' a qualcosa che si trova nell' ambito individuale altrui.

 

Un esempio pratico potrebbe essere quello delle "fatture d'amore". Il loro principio base sarebbe quello di far si che una persona che NON vuole stare con un'altra ne' la AMA vada in qualche modo COSTRETTA dall'incantesimo a stare con lei/lui. A parte che questo NON mostra da parte di chi lo richiede un grande rispetto verso il partner desiderato, si tratterebbe di una PESANTE violazione dei diritti di libero arbitrio della vittima. In breve, pensiamo che questo "offenda" la vittima di questo rito, e quindi NON ne facciamo.

 

Ma allora, non facciamo incantesimi d'amore? Li facciamo, ma i nostri sono espressi in questa forma: supponi che ANCHE lui/lei ti ami, e che VI SIANO IMPEDIMENTI, il rito mira a rimuovere tali impedimenti. Ma se la "vittima" di questo rito NON vi ama, noi non le faremo certo perdere la testa con cio' che sappiamo : sarebbe una GROSSA privazione della SUA liberta'.

 

In breve, il punto e' che siamo liberi di influenzare qualsiasi energia atta a facilitare una impresa, ma MAI di manipolare persone.

 

Un altro motivo di confusione sta in una interpretazione di questa regola. Essa significa forse che noi accettiamo qualsiasi sopruso senza difenderci? Significa che dobbiamo porgere l'altra guancia? No. Porgere l'altra guancia e' da idioti: se l'avversario ti colpisce sul naso, che cosa gli porgi? La strega e' una qualche forma di "individuo potenziato". Certamente il cammino che ci ha portato fino qui ci porta ad una serenita' ed a una conoscenza di noi stessi notevole. Ma questo significa che sappiamo difenderci. Il concetto e' che se qualcuno "sconfina" nel nostro ambito individuale, ha scelto un' approccio "ostile", e come tale va combattuto finche' il suo approccio non termina. Certo, e' preferibile il dialogo: ma noi pensiamo che O si dialoga, O si combatte. E poiche' "sconfinare" nello spazio individuale altrui e' UN ATTO OSTILE, ovvero l'inizio di un combattimento, non si dialoga fino a che l'atto ostile non termina.

 

Per meglio capire quanto detto presentiamo la Regola per esteso.

 

Ascolta adesso la parola delle streghe, il segreto che abbiamo nascosto nella

notte.

Quando il buio fu reso il nostro destino, che adesso noi portiamo verso la luce

Acqua e fuoco misteriosi, la Terra e la sconfinata aria,

per mezzo della loro nascosta essenza le abbiamo conosciute,

e le conserveremo in silenzio e coraggio.

La nascita e la rinascita di tutta la Natura, il passare di Inverni e Primavere

noi condividiamo con il tutto, e gioiamo nell'Anello magico.

Quattro volte nell'anno il Grande Sabbah ritorna, e le streghe vengono viste

il giorno di Lammas e di Candlemass danzare, e Beltaine e Shamain

Quando il giorno e la notte sono uguali, quando il sole e' piu' grande e meno

grande, i quattro Sabbah minori vengono celebrati, perche' le streghe non

dimentichino le feste.

Tredici lune d'argento in un anno sono, di tredici e' la congrega

tredici volte in Esbat siamo felici, per ogni anno dorato e un giorno.

Il potere e' passato attraverso le ere, ogni volta attraverso donna e uomo

ogni secolo sopra l'altro, sono arrivati i tempi e le ere.

Quando tracciamo il cerchio magico, con la spada i l'athame del potere,

il suo compasso attraverso i due mondi giace, nella terra delle ombre di quell'ora.

Il nostro mondo non ha diritto di conoscerlo, e il mondo attorno a noi non ci dira'

nulla

La piu' vecchia delle dee e' invocata qui, la grande impresa della magia e' scritta

Due sono i pilastri mistici, che stanno ai cancelli del santuario

Due sono i poteri della Natura, le forme e le forze divine

Fai cio' che vuoi e' la sfida, cosi ama cio' che non offende nessuno,

poiche' questo e' il solo comandamento, per la magia degli antichi ci e' stato dato

 

 E' di otto parole la regola:

 

Se non offende nessuno, fai cio' che vuoi.

 

 

 

………………………………………………………………………………….

 

La vera legge di base della stregoneria e' la legge del tre.

Con questa regola, le streghe/oni accettano la propria responsabilita' in merito alle proprie azioni e ai propri riti.

 

Questa regola, la legge del tre, ci spiega che nell'uso della magia dobbiamo stare attenti.

 

Il principio e' il seguente: quando si fa qualcosa, si sta perturbando una grande ragnatela, quello che alcune religioni chiamano “wyrd”.  Questa perturbazione si comporta come se fosse un pendolo: oscilla AVANTI e INDIETRO (ovvero ANCHE verso di noi) almeno 3 volte. Il che significa che se facciamo qualcosa, almeno tre volte tornera' a noi cosi' come lo abbiamo mandato a qualcun altro.

 

Questo viene presentato da molti come un principio morale, ma non lo e'.

 

Sarebbe un principio morale SE qualcuno avesse detto che COMUNQUE questi "ritorni" sono da evitare. Ora, supponiamo che qualcuno faccia un incantesimo di lussuria verso qualcuno, quale male ne dovrebbe avere, se anche esso ritornasse indietro coinvolgendolo nella stessa lussuria?

 

Ne' e' detto che anche un atto negativo, tornando indietro, sia un prezzo troppo alto da pagare. Per esempio, potremmo pensare ai cosiddetti "kamikaze": essi sapevano che lanciandosi sulle portaerei nemiche sarebbero morti, ma lo facevano ugualmente. Cosi', uno potrebbe fare del male, a patto che se ne accolli il prezzo.

 

Si tratta quindi di una legge A-Morale , che impone delle linee guida che sono qualcosa di simile ad una "antiinfortunistica" per chi lavora.

 

Cosi' come chi salda il ferro deve proteggere gli occhi dalle schegge, ecco che la strega deve prendere delle precauzioni per evitare questi "ritorni".

 

Il mondo e' pieno di idioti che si sono messi a pasticciare di stregoneria senza sapere cosa facevano e poi hanno pagato.

 

Noi invece SIAMO A CONOSCENZA di questa legge e quando facciamo le cose prendiamo le dovute precauzioni, e VALUTIAMO comunque il rischio che le precauzioni falliscano. Per questo, TENDENZIALMENTE non facciamo del male alla gente. Ma questo NON significa che non ne facciamo MAI: dopotutto, potrebbe anche valere la pena di pagarne 3 volte il prezzo. Chi non si sarebbe fatto uccidere tre volte pur di fermare la crescita di Hitler dodicenne?

 

 

Naturalmente, visto che i tempi cambiano e che si è sempre più giudicati anche per le prese di posizione nei confronti dei problemi proposti dalla società attuale, e soprattutto nell’ottica di presentarsi come gruppi “politicaly correct” le streghe odierne non possono esimersi dall’esprimersi su problemi come l’aborto:

 

 

Aborto....prendiamo posizione.

Spesso tra le e-mail che ci arrivano dai cattolici c'e' contenuta quasi una sfida: come se qualcuno ci stesse "sfidando" a parlare dell' aborto, come se per noi fosse una trappola pericolosa, o come se ci attendessero al varco. Anche chi ci stima ci chiede di parlare di questo tema, quasi a voler sentire un'opinione chiara ed "ufficiale" sulla materia.

Vista l'importanza e la delicatezza dell'argomento, abbiamo riunito tutti e 4 i gruppi per cercare di sottoscrivere un documento comune, quello che segue.

 

Per quanto riguarda una presa di posizione sull'aborto, occorre innanzitutto distinguere due cose: la liberta' di abortire e l'aborto in se come azione. Si tratta di due problemi diversi, entrambi molto complessi, che vanno trattati sempre separatamente, chiarendo SEMPRE se si sta parlando dell'uno o dell'altro.

Parliamo prima della nostra posizione riguardo alla liberta' o meno di abortire, vista nell'ottica di un inquadramento legislativo del problema.

La nostra posizione e' che lo Stato NON deve occuparsi del problema, ne' in un modo, ne' nell'altro.

Questa presa di posizione e' legata a due considerazioni di base:

 

1) Non abbiamo certezza dell'orientamento politico culturale dello stato nei prossimi decenni. Senza ipotizzare la caduta della democrazia (per la quale occorrerebbe ipotizzare la sua esistenza), e' chiaro che lasciare allo Stato, (ovvero alla Polizia) la facolta' di decidere  a riguardo e' una pericolosissima arma a doppio taglio. Una volta sancito il diritto dello stato di intervenire, positivamente o meno, nei confronti di una gravidanza, si e' aperta la strada a tutta una serie di possibili abusi, a partire dall'eugenetica e a finire con la selezione classistica delle nascite. Nessuno, puo' GARANTIRE che nei prossimi anni l'orientamento dello stato non POSSA essere, a livello di ipotesi, pesantemente influenzato da culture come quella eugenetica, la quale vorrebbe sterminare ogni feto non sia conforme a determinati standard genetici. A quel punto, una volta accettato e sancito il diritto di INTERFERENZA dello Stato nella gravidanza, si apre la strada ad OGNI possibile aberrazione, se non semplice MALCOSTUME, derivato dalla trasformazione e dalle (SCARSE) qualita' dello stato stesso.

 

2) Quando parliamo dello "stato", nella fattispecie dell'intervento sulla donna in gravidanza, parliamo di due particolari enti: Polizia e Magistratura. A loro spetterebbe il compito di far rispettare, COMUNQUE, ogni possibile legge in vigore a riguardo. Ora, pensare anche lontanamente di affidare la "chiave" dell'utero di ogni donna ad un poliziotto o ad un magistrato, a loro volta donne e uomini, significa esporci ad ogni possibile conflitto di interesse personale e sociale, da parte di magistrati e poliziotti che COMUNQUE sono donne e uomini, e come tali hanno la possibilita' di essere interessati personalmente dal problema.

 

Auspichiamo quindi la cancellazione della attuale legislazione, e la sanzione, in via DEFINITIVA, anche a livello costituzionale, del principio secondo cui lo Stato NON ha parola in merito al proseguimento di una gravidanza, fatta eccezione per la persecuzione dei  casi di reati contro la persona della madre o del feto da parte di terzi.

 

Veniamo adesso la nostra posizione nei confronti dell'aborto  in se stesso, inteso come eliminazione volontaria del feto.

Partiamo dalla posizione teologica per commentare la situazione attuale.

Sul piano teologico, noi Wicca identifichiamo completamente la vita con quella che i cattolici chiamano anima. Non riusciamo ad immaginare anima in un corpo senza vita, ne' vita in un corpo inanimato. E' evidente che l'anima, come la vita, siano un attributo INSCINDIBILE della vita in se stessa, dell'essere vivente in quanto biologicamente tale, e NON riteniamo scindibile il concetto di vita dal concetto di anima.

Riteniamo anzi che l'equivoco secondo cui il feto possa non avere "anima" fino al terzo mese sia una COLPA della cultura cristiana, la quale ha introdotto il concetto di anima come ente distinto e autonomo dal corpo biologico degli esseri viventi, creando cosi' la possibilita' -culturale- di tali aberranti affermazioni.

La domanda "un feto di 3 minuti di eta' ha "anima"? trova da noi una risposta unanime : ha vita OVVERO anima.

Per cui , riteniamo l'aborto come un omicidio a tutti gli effetti, senza ombra di dubbio.

La divinita' che noi adoriamo e' descritta come un archetipo femminile, e la sua divinita' COINCIDE con l'attributo -femminile ma non solo- della fertilita'. Riteniamo che la INCARNAZIONE di tale divinita' sia da ritrovarsi appunto in ogni donna ,  con particolare riferimento e materializzazione nelle donne impegnate nella piu' potente "forza magica" che conosciamo: la capacita' di dare luogo ad una nuova vita. Non conosciamo infatti "magia" piu' potente di quella della nascita di una nuova vita. Gli stessi cristiani , come tutte le altre religioni, del resto si inchinano di fronte ad essa definendola "miracolo", segno , semmai ce ne fosse bisogno, che la nostra -adorazione- del concepimento della vita  non e' frutto solo  di una mera sperequazione filosofica, ma di un sentire comune a tutta la specie.

La gravidanza, che per noi comprende il momento del concepimento, rappresenta per noi la piu' DIVINA delle manifestazioni di potenza della natura e della sua magia, e in senso lato la metafora stessa di OGNI possibile creazione, oltre che CREAZIONE in se stessa.

Riteniamo NON sia un caso , se ad ogni aborto (anche involontario) segue nella donna una orribile  sensazione di vuoto e di mutilazione. Riteniamo, avendo ascoltato le testimonianze di coloro che hanno perso figli in gravidanza, di poter affermare che esiste non solo "anima" (ovvero vita) nel feto, ma un particolare legame PERSONALE con la madre, la cui fine e' stata PERCEPITA NITIDAMENTE, percezione la quale NON puo' essere frutto solo della presenza di pochi grammi di cellule. Questo presume oltre che una non meglio distinta "anima" anche una PERSONALITA', tale da poter stabilire un rapporto PERSONALE se non PROTO-AFFETTIVO con la madre, a livello cosciente.

Va da se' che , sebbene NON vogliamo affidare questo compito allo stato che troviamo inaffidabile, ognuno di noi si impegna a convincere OGNI donna in gravidanza a continuare la propria gravidanza, qualora fosse chiara l'intenzione di abortire.

Precisiamo che il desiderio di togliere allo stato ogni potere in merito NON ha a che fare con la convinzione espressa sopra, in quanto AFFIDIAMO ai singoli l'IMPEGNO di convincere ogni donna di quanto diciamo, ESSENDO CONVINTI DELLA GIUSTIZIA di quanto abbiamo detto. Riteniamo inammissibile un atteggiamento DELEGANTE , sia pur nei confronti dello stato, di qualcosa che comunque tocca OGNUNO di noi (essendo noi tutti NATI da una donna ) , oltre che ognuno di noi come SPECIE.

Affidiamo quindi ai singoli il DOVERE di parlare, aiutare, convincere, PERSONALMENTE ogni singola madre, forti di argomentazioni che , siamo convinti, troveranno eco nell'interiore di ogni donna in gravidanza. Riteniamo segno di DEBOLEZZA IDEOLOGICA la posizione dei cristiani, che chiedono la DELEGA del compito di impedire l'aborto allo stato, DERESPONSABILIZZANDO completamente i singoli : quando si e' certi delle proprie argomentazioni, si e' certi di poterle portare nei cuori di ognuno senza usare i carabinieri.

L'esempio degli stati scandinavi inoltre DIMOSTRA come la liberta' di abortire NON aumenti il numero di aborti , se seguita da una EFFICIENTE educazione sessuale, ma anzi ne riduca il numero MEGLIO E PIU' di qualsiasi proibizione. Stando agli ultimi rilevamenti, in Scandinavia il numero di aborti e' INFERIORE percentualmente a quello degli aborti CLANDESTINI che avvengono nei paesi dove esso e' vietato.

E' evidente quindi che e' possibile e attuabile una politica di ISTRUZIONE della popolazione tale da poter spazzare via questo fenomeno SENZA affidare ad uno stato corrotto e in preda al malcostume un momento cosi' delicato della vita.

Troviamo ridicolo l'intento di proibire l'aborto con una legge di stato. Si finirebbe comunque col proibirlo SOLO ai piu' poveri, dato che i piu' ricchi riuscirebbero comunque a emigrare per praticarlo. Il RIDICOLO fallimento delle leggi in materia negli stati arabi, le cui donne vengono ad abortire in Europa, ne sia l'esempio definitivo. Inoltre, siamo coscienti del fatto che un raschiamento e' praticabile con attrezzature oggi alla portata di qualsiasi laureato in medicina o veterinaria, e con una conoscenza medica di un infermiere professionale esperto: i medici e i laureati in medicina sono MOLTO piu' comuni che nel passato , cosi' come la capacita' finanziaria delle famiglie di pagare tali interventi clandestini.

E' quindi evidente che la proibizione dell'aborto per legge porterebbe solo ad un traffico di aborti clandestini, con l'ennesimo calo di rispetto nei confronti delle leggi dello stato.

In appendice a quanto detto, possiamo ragionevolmente pensare che l'aborto NON sia in realta' MAI stato proibito, ma solo reso piu' costoso.

E' PAZZESCA l'attribuzione della vita del feto ai 3 mesi di eta'. Non si vede quale precisa MEZZANOTTE dovrebbe segnare l'ingresso della "personalita'" in un feto, ne' si vedono ragioni biologiche di questa legge. Che peraltro non e' applicata allo stesso modo in tutto l'ambiente scientifico: e' il caso dell'Inghilterra, dove e' permesso l'aborto fino a 5 mesi di eta' del feto.

Riteniamo questa attribuzione un ipocrita tentativo di "sbrigarsi finche' non sembra un uomo", ovvero di liberare chi esegue l'aborto da eventuali sensi di colpa derivanti dal cestinare un essere che ha occhi, mani e piedi visibili nonche' antropomorfi.

Riteniamo che sia stato possibile far digerire questa legge all'opinione pubblica SOLO grazie al concetto CRISTIANO di anima , concetto distinto ed autonomo da quello del corpo vivente, concetto che permette di pensare a corpi viventi senza anima come -sarebbe- il feto prima dei 90 giorni di vita. Riteniamo questo concetto aberrante come la principale fonte di debolezza dei cattolici di fronte al problema, e come il principale motivo di fallimento culturale del cristianesimo nel proteggere la vita, protezione che crolla proprio grazie ad un corollario della concezione CRISTIANA di anima distinta ed autonoma dal corpo vivente.

Riteniamo ASSURDA e MOSTRUOSA ogni teoria strettamente o "sui generis" EUGENETICA, che vorrebbe dimostrare come sia AUSPICABILE se non NECESSARIO impedire di nascere a quei bambini che dimostrassero tare genetiche o comunque infermita' di ogni genere.

Invitiamo OGNUNO di noi a mettersi NUDO di fronte ad uno specchio, e a giudicare CON I PROPRI OCCHI  se quanto vede e'  ALLINEATO   con un'idea di PERFEZIONE FISICA ed ESTETICA (perche' di questo si parla in fondo).

Siete tutti perfetti? Niente calvizie, niente obesi, tutti belli anche da vecchi? Niente  malattie, niente disturbi? Ce lo auguriamo, perche' altrimenti sareste FUORI dagli STANDARD genetici ed INDUSTRIALI (e ribadiamo INDUSTRIALI perche' questo e' il centro del problema)  e qualcuno troverebbe auspicabile la vostra eliminazione. Non si vede infatti come mai una persona con tare o infermita' possa essere annientata prima della nascita e NON DOPO....

Dunque, credere in teorie che presumono l'eliminazione di ogni feto che non rispecchi una certa "qualita' genetica minima" , presume ALLO STESSO MODO ED INEVITABILMENTE  l'eliminazione di coloro che non rispondono a questa QUALITA' MINIMA anche successivamente....

E ripetiamo: mettetevi nudi di fronte ad uno specchio: siete l'immagine della salute e della bellezza  genetica?

Precisiamo che la nostra posizione e' DISTINTA e prende le distanze da quella della chiesa, che troviamo COMPLICE di quella che ipocritamente chiama "cultura della morte".

Basti fare, a nostro avviso l'esempio di una concezione che attinge dal repertorio culturale cristiano, che vuole l'esistenza di figli ILLEGITTIMI, arrogando al prete e non ALLA NATURA il compito di decidere quali figli debbano o possano nascere COI CRISMI di legittimita'.

Un bambino e' sempre LEGITTIMO in quanto VIVO. La natura NON ha bisogno di un prete che celebra un matrimonio per creare la vita. Chiamare ILLEGITTIMO un bambino addormenta la coscienza qualora si  parli di ucciderlo.

Inoltre, quella che IPOCRITAMENTE  i cristiani chiamano "cultura della morte" attinge ancora piu' pesantemente nella cultura cristiana quando diventa motivo di VERGOGNA per una donna essere incinta senza avere un marito, atteggiamento che la chiesa ha sempre FOMENTATO se non ISPIRATO COSCIENTEMENTE.

Questa colpevolizzazione della gravidanza ha diffuso l'opinione che POSSANO ESISTERE gravidanze "COLPEVOLI", e da qui a dire che la gravidanza COLPEVOLE vada interrotta il passo e' breve.

Essendo ARBITRARIO culturalmente il concetto di gravidanza "COLPEVOLE", va da se che questo concetto ha creato una zona d'ombra che legittima l'aborto, se non, peggio, l'abbandono del neonato dopo un parto PERICOLOSO e SOLITARIO.

Inoltre, la DEMONIZZAZIONE del sesso, ovvero del concepimento, effettuata COSCIENTEMENTE dalla chiesa ha portato a trasferire gli attributi NEGATIVI riversati sul sesso al suo prodotto naturale piu' immediato, ovvero la vita. Demonizzare il sesso significa demonizzare l'attivita' riproduttiva, e quindi demonizzare la gravidanza.

Riteniamo quindi la chiesa IPOCRITA quando parla di "cultura della vita" mentre cerca di reprimere in tutti i modi la libera sessualita', sessualita' che e' alla base DELLA VITA, (casomai qualcuno abbia mai spiegato loro come nascono i bambini, ovviamente).

Abbiamo inoltre acquistato il noto libro  della Fallaci che parla dell'argomento. Attendiamo l'uscita dell'altra meta' dell'opera (ovvero la risposta del bambino mai nato) per iniziare la lettura: vogliamo ascoltare entrambe le campane. Fino a tale momento quel libro rimarra' chiuso in uno scaffale.

 

 

Quando si creano delle regole c’è inevitabilmente chi le critica, e nasce quindi una contestazione interna: nascono i contrasti tra i gruppi, ed il frazionamento

 

 

In nessun caso gli scritti qui presentati vogliono entrare in polemica con alcune tradizioni o discutere riguardo quale credo sia da accettare e quale no. Ho cercato, qui, solo di analizzare le mie scelte e le differenze che esistono tra stregoneria (in particolare quella italiana) e quella moderna comunemente intesa come ‘Tradizionale’ a livello mondiale. Ho cercato di parlare in base alle mie conoscenze e lasciando ampia libertà di scelta a chi legge. Per contro, chi si avvicina a questa materia per la prima volta (o chi è comunque all’inizio del cammino) potrebbero, alcune differenze, risultare fuorvianti e poco chiare e di conseguenza la comprensione degli scritti poco immediata.

Raccomando di leggere i contenuti nell’ordine in cui sono presentati, senza saltare le sezioni e confrontandoli, eventualmente, anche con scritti elaborati da altri gruppi e con materiale reperibile su altri siti. Questo permetterà al lettore di avere una panoramica più completa sull’argomento e di trovare risposta a quei interrogativi che avrà, via, via, trovato.

Quasi tutti, oggigiorno, associano la parola Wicca alla parola stregoneria spesso identificandole e scambiandole. Entrambe fanno uso di riti magici, spesso chiamano allo stesso modo i propri Dei, quasi sempre celebrano ricorrenze comuni anche se con nomi differenti.

 

 

Non staremo ad insistere particolarmente sull’aspetto del contrasto tra gruppi (anche se riprenderemo poi questo punto quando parleremo delle differenze tra streghe antiche e moderne) perchè non interessa molto l’argomento che stiamo trattando, ma, come semplice fatto informativo, riporteremo che gli stessi siti web sono ripartiti in funzione di queste differenziazioni tra gruppi, principalmente tra quelli che si rifanno alla tradizione europea e quelli che si riferiscono invece alla interpretazione che ne danno le streghe nordamericane.

 

 

 

DIFFERENZE  E  SIMILITUDINI TRA STREGHE ANTICHE E MODERNE

Con quello che abbiamo visto possiamo, per il momento, definire le streghe come un gruppo di persone che perseguono uno stile di vita basato su un libero e corretto rapporto tra le persone, basato sulla mancanza di imposizioni sociali e finalizzato alle ricerca della felicità, felicità che va raggiunta anche a costo di sembrare sconveniente ma purchè questa non crei problemi ad altri, felicità che va raggiunta anche lottando per le proprie idee ed aiutando altri, che da soli potrebbero non farcela, a condurre positivamente questa lotta.

Ma c’è allora qualcosa di diverso, tra le streghe del passato e quelle attuali, in questo modo di vivere?

 

La prima cosa che colpisce è una differenza fondamentale: le streghe del passato tendevano a non rendere troppo manifesto il loro modo di vivere, non tendevano a ricercare adepti, il loro culto era esoterico. Anche quando non era in pericolo la loro vita (cosa che capitava nel periodo dell’Inquisizione) ma l’essere “streghe” era una figura sociale accettata, anche se derisa, le streghe avevano della magia una visione di ricerca della verità, come abbiamo già visto per i ricercatori magico-scientifici del Rinascimento, o quella  dei mezzi per gestire una sorta di giustizia  popolare.  Le loro allieve nascevano per caso, o erano le allieve stesse che andavano a cercare le streghe per ricevere da esse gli insegnamenti sulla magia.

Oggi questo non succede. Le streghe tendono a manifestarsi verso un certo pubblico, anche se in verità è un modo di “rendersi pubbliche” molto discreto.

Forse perchè il nostro mondo è un mondo della comunicazione le streghe hanno le loro pubblicazioni, i loro siti web. Sentono la necessità di spiegare il loro modo di vedere le cose a tutti quelli che lo vogliono conoscere (lo abbiamo già visto con l’articolo riguardante l’aborto, tratto appunto da un sito web italiano). Arrivano addirittura a pubblicare un “bignamino” della loro filosofia, dandogli l’aspetto di quelle F.A.Q. che tanto spesso si vedono a proposito di problematiche tecniche, e nelle quali si parla tanto di questiono di un certo livello etico che di semplici curiosità.

Da uno di questi siti riproponiamo:

 

 

D: Ci sono "streghe buone e streghe cattive", "magia bianca" e "magia nera"?

R: Questa definizione e' troppo morale. Presume un qualcuno che decide che cosa sia il "buono" e che cosa sia il "cattivo". Noi non accettiamo questo tipo di suddivisione del mondo di per se, e in particolare quando viene fatta e imposta da altri. Per cui, chi pensa che esiste il "buono" e il "cattivo" e' semplicemente incapace di capire alcunche' della nostra visione del mondo.

 

D: Adorate Satana?

R: Satana e' un'invenzione dei cristiani. Serve ai loro preti come minaccia , quando e' capo dell'inferno, e ai loro seguaci come giustificazione, quando devono spiegare come mai hanno fatto qualcosa che non va , e allora tirano fuori la storiella che erano sotto l'influsso di satana. Si tratta di una panzana bella e buona: il dio cristiano, onnipotente e onniscente, avrebbe creato secondo loro una creatura il cui nome significa "l'avversario"? Se lo ha fatto , un dio simile direi che non sia ne' onniscente ne' onnipotente.....

 

D: Allora perche' usate un simbolo "satanico"?

R: Il pentagramma (o pentacolo) non e' un simbolo satanico perche' satana NON esiste. Anche se esistesse, il pentagramma e' COMUNQUE piu' bello di un uomo inchiodato ad una croce , insanguinato, agonizzante e tormentato. Loro gettano ombra sui simboli altrui, chiamandoli satanici, per nascondere l'ORRORE sadico, la perversione e la disumanita' del loro idolo preferito.

 

D: Sacrificate animali?

R:  La filosofia di un "sacrificio" sarebbe che si dona qualcosa di PROPRIO per indicare amore e devozione verso la Dea. Noi crediamo che la vita dell'animale NON appartenga a noi bensi' a lui (cioe' all'animale), e quindi non avrebbe senso sacrificare qualcosa che NON ci appartiene. La streghe quindi NON sacrificano animali o altre creature: e non ci stupisce sapere che la maggior parte di noi sia vegetariana.

 

D: Le streghe fanno le evocazioni?

R: Si, ma non bisogna fraintendere.

Evocare, cosi' come pregare, e' usato per cambiare la nostra vita rivolgendoci al potere di qualcosa al di fuori. Le preghiere sono delle richieste che noi facciamo ad una divinita' ESTERNA a noi. Ma noi NON crediamo che le divinita' siano FUORI di noi, e non crediamo che siano DISTINTE da noi. Le evocazioni, quindi, non fanno altro che evocare cose che sono DENTRO DI NOI, che esistono DENTRO il nostro spirito. Per questo le streghe NON evocano lo spirito di qualcuno di cui non hanno il permesso. Le evocazioni, richiamando parti della persona che possono essere dormienti, vengono viste come "manipolative" e quindi non sono MAI usate se non con il permesso della persona.

 

D: La stregoneria e' una dottrina?

R: La dottrina per definizione e' qualcosa che viene dall'alto e in cui credere ciecamente. Noi non riconosciamo alcuna cosa al di sopra della nostra volonta' e del nostro desiderio. E se anche vediamo qualcosa al di sopra, ci crediamo perche' lo abbiamo visto NOI STESSI, non certo CIECAMENTE o "PER FEDE".

 

D: Fate orgie rituali?

R: SI. E a volte NOI ci chiediamo se la vita in castita' sia una scelta REALISTICA e/o "NORMALE": abbiamo il dubbio che certe scelte contro natura come la castita' possano essere fatte solo da persone sessualmente disturbate, ovvero potenziali maniaci, stupratori e pedofili. Chi altri sceglierebbe di negarsi una funzione biologica assolutamente normale?

 

D: Perche' le streghe vestono di nero?

R: Immagino tu lo abbia visto in qualche film. Noi non diciamo alla gente come vestirsi (non siamo la tua madre severa) , e molti di noi preferiscono il verde e/o il violetto. (celtismo)

 

D: Le streghe sono tutte donne??

R: No. Le streghe possono essere sia uomini che donne.

 

D: Perche' la gente diventa strega?

R: La gente e' attratta da noi per diverse ragioni. Molte donne vengono da noi perche' la loro religione di famiglia NON ha divinita' femminili e quindi non tiene in debita considerazione la donna. Negli USA, nei campus, la gran parte di coloro che si avvicinano a noi sono ragazze che vengono da famiglie islamiche/cristiane. Per queste donne, che si sono sempre sentite dire "no" nella crescita spirituale, la possibilita' di divenire qualcosa di piu' di una semplice adepta e' una occasione bellissima di accrescimento spirituale. Poiche' siamo una religione fortemente legata alla natura, molti sono attratti da quello che potrei definire un "ritorno alla terra", alla Dea Madre, e il nostro culto piace molto agli ambientalisti. Altri vengono da noi per via della nostra tolleranza sia verso le idee personali/politiche (non tutte le religioni sono cosi') e verso le scelte sessuali. Un'altra ragione e' che noi NON manipoliamo le persone in nessun modo, per cui molto trovano da noi un rispetto verso la personalita' che altrove non trovano. Infine il culto della liberta' e del self-respect e' una cosa piu' unica che rara.

 

D: Con quali canali fate proselitismo?

R: Noi NON facciamo proselitismo. Noi pensiamo che "convicere" sia una forma di manipolazione , e il fatto che i "predicatori" studino e usino la psicologia ce lo conferma. Semplicemente, lasciamo che le gente legga i nostri siti e poi quando LORO, da soli, si convertono, FORSE li accettiamo. Fine.

 

D: Allora, cosa fanno le streghe?

R: Noi viviamo. Noi muoriamo. La maggior parte di noi paga le tasse. Noi semplicemente pratichiamo la nostra religione, celebriamo le nostre feste, e tentiamo di conoscere quelle forze e quei simboli che ci aiutano nella vita.

Non tutte le streghe partecipano alle attivita' di gruppo: la gran parte di noi si incontra solo per le feste, e prosegue da sola il proprio cammino. Un'altra parte preferisce affidarsi a guide piu' esperte, e partecipa alle riunioni di gruppo.

Noi teniamo le nostre cerimonie all'aperto, in quanto non pensiamo che la Dea sia abbastanza piccola da entrare in un tempio, per quanto grande. Inoltre, questo ci da' un certo contatto con la natura.

 

D: Conosco una strega nel mio paese ma non e' come vi descrivete voi. E' veramente una strega?

R: Molti usano la magia per altri scopi, o per nessuno, e la religione cristiana li chiama "streghe" come tutti gli altri. Tuttavia essi possono NON appartenere al nostro culto. Cosi' come la gran parte dei maghi e santoni, o cartomanti, che vedi sui giornali NON sono streghe , e se dicono di esserlo MENTONO. Noi non siamo una associazione a scopo di lucro, non vendiamo la magia perche' NON APPARTIENE A NOI

 

 

Alcune di queste precisazioni si spingono anche a diffondere la conoscenze delle differenze organizzative e storiche della stregoneria:

 

 

Celtica: La tradizione celtica e' basata sui riti del mondo celtico pre-cristiano. Molto diffuso in Irlanda, Scozia, e in alcuni casi si sovrappone ai riti teutonici. Ci sono una moltitudine di Druidi che praticano questi riti, e in alcuni casi essi condividono con la tradizione teutonica l'uso delle stesse rune. Si tratta di culti estremamente basati sulla terra e molto forti riguardo ai diversi aspetti della magia.

 

Alexandriana: Si tratta di una tradizione riemersa per decisione  di tale Alex Sanders, nel 1960. I rituali sono leggermente diversi da quelli Gardneriani. Alex Sanders faceva riferimento a se stesso come ad un "re" delle "sue" streghe. Sebbene sia simile allo wicca Gerdneriano, questo culto e' meno rigido , e tende ad essere piu' eclettico. Alcune strette regole Gardneriane, ad esempio la nudita' rituale, vengono spesso emendate.

 

Eclettici: Uno wicca eclettico e' uno che non si ferma alle forme tradizionali di magia, non si lega ad un gruppo, e spazia continuamente in una ricerca personale nel campo dei riti e della magia. Sono in gran parte solitari, ma si conoscono anche gruppi di eclettici , i quali condividono con gli altri solo il REDE e le feste, per il resto decidono da soli come e cosa fare.

 

Faerie Wicca: Vedi "celtica".

 

Gardneriana:  Quella gardneriana e' stata la prima delle tradizioni wicca a venire pubblicamente alla luce, per decisione di Gerald Gardner. Si tratta di un culto estremamente tradizionale e gerarchico. I loro gruppi si tengono nel segreto e sono molto selettivi nelle iniziazioni. In realta si tratta del primo passo del ritorno del moderno wicca. Nonostante vi siano molte congreghe gardneriane , specialmente in Europa, e' molto difficile localizzarle e quasi impossibile aderirvi, in quanto contattano loro i membri prescelti. Il culto in se non e' orientato alle pratiche solitarie, me hanno un certo numero di studi per i gardneriani solitari.

 

Dianica: Tradizione proveniente dall'Europa occidentale, riemersa all'inizio del 1900 per decisione di Margareth  Murray. Viene indicato come il movimento "femminista" dello wicca, per via della struttura e della composizione rigidamente femminile/saffica. Sul piano teologico si rifa' molto ai riti Saturnali romani.

 

Solitari: Individui che pur aderendo ad una tradizione preferiscono praticare da soli senza entrare in una congrega. A differenza degli eclettici, essi non tendono a ridefinire e a sperimentare, ma si attengono comunque ad una tradizione fissata. Sporadicamente si uniscono ai gruppi , ma solo per eventi importanti.

 

Stregoneria tradizionale inglese:   Ha in comune tradizioni sia con i Gardneriani che con i Celtici. Il culto e' emerso principalmente per decisione di Farrar , la congrega piu' famosa e' la "International Red Garters".

 

Streghe del focolare: Queste persone praticano a in casa e sulla propria terra, concentrandosi sul lato pratico della religione, come l'erboristeria e divinazione. Poco diffusa nelle aree urbane.

 

Pictish: E' una tradizione praticata in Scozia solo in maniera solitaria. Richiede una forte connessione con la natura in tutte le sue forme.

 

Seax-Wicca: emerso ultimanente, per decisione di Raymond Buckland. Si tratta di una branca di quella gardneriana, autorizzata e riconosciuta da quest'ultima, ma e' caratterizzata da una grande determinazione allo studio e alla filologia magica. I loro adepti pubblicano in continuazione scritti di grande valore.

 

Stregheria: Tradizione iniziata nel 1353 in Italia, da una donna chiamata Aradia. Emersa negli anni 70 per decisione di Raven Grimassi. Interessante specialmente per chi vuole una visione storica del fenomeno. In Italia formano gruppi chiusi e difficilmente raggiungibili. Hanno una diversa interpretazione del Rede e aggiungono la presenza di un gruppo di difensori.

 

Teutonica/Nordica: Molto antica, non ancora emersa pubblicamente, si tratta di tutti quei gruppi che celebrano riti in lingua e tradizione tedesca, Islandese, Danese, Norvegese, Danese, Svedese. Stanno discutendo in questi anni se emergere pubblicamente. Il dibattito interno e' tuttavia lontano dall'arrivare alla fine.

 

Ne emerge, e questa è un’altra differenza con le streghe del passato,  una visione quasi “politica” di gruppi e gruppuscoli in lotta tra di loro, un po’ come certi fenomeni tipici dei movimenti extraparlamentari del “68 (e, d’altro canto, potrebbe non essere un caso).

Certo fa un po’ sorridere pensare ad una strega che dice: “il dibattito interno è tuttavia lontano dall’arrivare alla fine”. Vengono alla memorie segreterie politiche, auto ministeriali, assemblee, votazioni, qualcosa insomma un po’ lontano da quell’idea gotica (e romantica) che di solito si ha di queste signore.

Abbiamo già notato, commentando alcuni testi, di una certa perdita di senso libertario, che viene fuori quando si pongono certi divieti di pubblicare su determinati siti.

Con questo non possiamo certo dire che le odierne streghe non anelino a quella libertà di esprimersi che era la base fondamentale della filosofia delle loro antenate; semplicemente vivono in un mondo diverso, basato fortemente sulla comunicazione e dove è facile intrufolarsi e farsi passare per streghe anche se dell’etica fondamentale non si è pienamente convinti, per cui sono state costrette a cercare un antidoto a questa contaminazione.

Una volta non ce ne sarebbe stato bisogno: erano sufficienti i roghi a tenere lontano chi non era pienamente convinto di queste idee.

E’ lo stesso problema nato in Italia con la guerra partigiana: nel dopoguerra tutti erano diventati partigiani, mentre nel periodo bellico le fucilazioni erano un efficace “filtro” per i partigiani di comodo.

Naturalmente l’organizzazione e le proibizioni fanno proliferare i gruppi ed i “dibattiti interni”, in effetti, ci sono e a volte gli scontri raggiungono vette molto alte, soprattutto tra la tradizione “wicca” tipicamente statunitense, e la tradizione di origine italiana.

Riportiamo da uno dei siti:

 

Vi sono molti malintesi riguardo all'appartenenza nostra al movimento Wicca, e derivano dal fatto che si conosce poco la storia reale del movimento Wicca stesso...

Tutti quelli che finiscono su questo sito finiscono con l'osservare che alla fine, noi siamo diversi dal classico modello di Wicca americano. Nella media, ce lo fanno notare con toni che vanno dallo scandalizzato al curioso.

In realta', il problema e' che la gran parte di quei signori vengono dal newage, e che quando girano per i siti wicca statunitensi, girano per i siti wicca che sono nati DOPO che il governo statunitense ha riconosciuto lo Wicca come religione.

E' successo questo: quando il governo USA ha deciso che lo Wicca era una religione, ha concesso, oltre a cose come il diritto di dare il conforto religioso ospedaliero, e nell'esercito, anche alcune facilitazioni fiscali.

Questo ha fatto si che migliaia di ex newager abbiano deciso di mischiare il tutto e dichiararsi Wicca per pagare meno tasse.

Questo, in pratica, ha fatto si che se giriamo per i siti Wicca, troviamo in gran parte degli impasti stravaganti di un pizzico di stregoneria mitologica e...tutto il resto che un newager possa immaginare.

Noi che pratichiamo lo Wicca dai primi anni 80 come congreghe, (e la stregoneria da prima), conoscevamo il movimento Wicca originario, quello che si mantiene in segreto che ha le sue regole rigide, i suoi rituali immutabili, eccetera.

E' chiaro che gli ultimi arrivati, i riciclandi, dovendo aggiornarsi in questi giorni, vanno in giro per la rete a vedere cosa si dice in giro per imparare a travestirsi da Wicca.

E' chiaro che trovando queste persone dei siti essenzialmente newage, dicano "oh che bello, dai che mi ci ficco anche io".

MA questi non sono "gli Wicca". Purtroppo non esiste una autorita' centralizzata che dica chi e' Wicca e chi no, ma certamente sarebbe consigliabile leggersi cosa sia lo Wicca nelle parole del suo fondatore moderno, e dei capi delle principali congreghe mondiali.

Qual'e' il guaio?

Il guaio e' che i Gardneriani sono MOLTO rigidi nel segreto, MOLTO rigidi sui cerimoniali, e TUTTO tranne "politicamente corretti". Stessa cosa per le dianiche, o per gli altri gruppi.

E' difficilissimo essere ammessi a parlare con loro, veramente molto difficile.

Ora, invitiamo tutti quelli che ci accusano di essere "dei bigotti", o "dei tradizionalisti spinti" a fare due chiacchiere, se riescono, con qualche gardneriano. Siamo curiosi di sapere se quest'ultimo gli rompe in testa un candelabro o se gli spezza i chakra uno ad uno dalla rabbia, nel sentire quante cretinate newage stanno venendo immischiate nella sua dottrina.

Tutta questa gente che ci parla di come lo Wicca sia "pace e bene", dovrebbe andare a vedere cos'era il movimento "woodcraft", da cui lo Wicca moderno deriva in parte.

Ma per instillare nelle loro monolitiche nonche' assolute certezze celestine un qualche dubbio, dovrebbero semplicemente farsi un giro per il panorama Wiccan EUROPEO, dove l'ondata newage non e' ancora arrivata, e che puo' assomigliare allo Wicca americano originale e dare loro un'idea.

Niente buonismo, niente correttezza politica, segretezza assoluta, regole rigidissime, tradizionalismo estremo.

E questo e' lo Wicca "puro", delle origini. prima che la scellerata decisione del governo USA facesse piombare su di loro l'immenso branco di falliti newager.

Adesso andiamo sul concreto: noi e lo Wicca.

Come quasi tutti i "vecchi" Wicca europei, abbiamo adottato il Rede come filosofia di vita, ma non come precetto religioso.

Questo per due motivi:

 

1) Non potevamo adottarlo come precetto religioso perche' non fa parte della nostra esperienza religiosa ne' della nostra tradizione.

 

2) Somigliava comunque alla Regola delle nostra congreghe italiane, dove i Buoni Vicini hanno tutti diritto di veto, e il cerchio di una persona o gruppo non puo' essere violato.

 

Quando parlate di Rede con uno Wicca Europeo o con una strega "all'antica'" (e come potrebbe una strega NON essere "all'antica?") sappiate quindi che NON avete a che fare con un precetto religioso, ma con una filosofia che e' stata VOTATA come filosofia da applicare all'interno dei gruppi. E che e' stata adottata in quanto era praticamente IDENTICA a quella GIA' IN USO.

Una medesima votazione potrebbe decidere di mettere in disuso questa Regola, per quanto la tradizione sia gia' praticamente identica, per quanto riguarda il metodo di gestione delle congreghe.

Ed ecco una ulteriore distinzione tra noi e gli americani: gli americani ritengono che il Rede vada praticato riguardo a TUTTI, wicca e non. Noi abbiamo deciso di adottarlo perche' somigliava al metodo con cui gestiamo da molto prima le congreghe. Questo significa che vale TRA DI NOI, essendo una legge NOSTRA.

A nostro avviso, infatti, non possiamo certo applicare le nostre leggi su tutti: sarebbe la stessa presunzione con cui le religioni monoteiste credono di avere la verita' assoluta. Il Rede , che abbiamo adottato, lo abbiamo adottato perche' era GIA' lo stesso meccanismo di gestione che usavamo DENTRO le congreghe, lo stesso usato dalle varie Signore per disporre della magia nel risolvere i conflitti, e vale SOLO dentro il cerchio, ovvero per "i buoni vicini", e per "la nostra gente".

Discorso simile vale per la cosiddetta "Legge del Tre".

Presa all'americana, e' qualcosa che sembra di un buonismo esasperato. Cioe', se fai del male, riceverai tre volte tanto, ed e' giusto cosi'.

Questa legge vi sembra buonista?

Bene, sappiate che secondo la stessa legge se mi fate del male, sono autorizzata a farvene tre volte tanto e che quando officio come Signora sono autorizzata a punire con la magia chi (esterno alla congrega) ha fatto del male a chiunque della congrega, con una pena tre volte maggiore del danno subito!

Vi sembra ancora "buonista" questa regola ?

Ecco, la cosa che andrebbe chiarita e' che negli ultimi anni, negli USA, lo Wicca e' stato ricoperto da un ammasso di newager in cerca di riciclaggio, e ridipinto con un mantello di correttezza politica e di buonismo newage.

Ma questo fenomeno, SIA CHIARO, riguarda solo gli USA ed e' in esaurimento. Tra qualche anno, gli wiccan usa torneranno ad essere soltanto quelli che erano prima dell'ondata , ovvero rimarra' solo il nucleo originario, quello che precedeva tutto questo bailamme sincretista newage.

Quindi, non illudetevi troppo: la nudita' rituale e' la regola fissa ed assoluta per i gardneriani e per la gran parte degli wicca non newager, e in Italia la tradizione vuole il sabbah terminare in un'orgia, secondo un rito nato 700 anni fa e chiamato "Rito del cero di Benevento".

Vorremmo che quando vi rivolgete a noi teniate sempre presente QUESTA parte della nostra storia: poiche' noi precediamo cronologicamente il newage come fondazione, consideriamo il newage stesso e le sue filosofia come un intruso dalla vita breve.

Non vi meravigliate quindi se di fronte a certe affermazioni vedrete reazioni assai poco "politicamente corrette" o "poco buoniste".

Noi siamo Wicca. Puri e duri.

Certo, molti pensano che ammorbidendo questa dottrina si potrebbe facilmente far digerire alle masse. Noi personalmente pensiamo che e' meglio che la dottrina Wicca NON sia digerita dalle masse.

Per le cose digerite dalla massa ci sono gia' le fognature.

Il nostro obiettivo e' di creare al massimo una congrega o due per ogni regione geografica, selezionando SOLO quelli/e che sono a nostro avviso , "100% puro Wicca".

In altre parole, le congreghe che scrivono su questo sito sono "streghe che hanno deciso di adottare il Rede degli Wicca" , e questo spiega, come ci chiedono in tanti, il perche' abbiamo registrato il dominio www.STREGHE.com e non altri tipo "www.wiccaitalia.com".

Quando finira' l'ondata di sincretismo newage che si sta abbattendo sul web e sullo wicca, allora forse torneremo ad essere indistinguibili dallo Wicca reale. Senza essere cambiati di una virgola.

 

 

A volte le diatribe riguardano argomenti molto più legati alle filosofie fondamentali, a volte riguardano problemi legati al rituale. Sono differenze che non interessano particolarmente gli aspetti che stiamo trattando, ma soprattutto le differenze tra le odierne stregonerie di tipo nordamericano ed italiano (“stregheria”) ci danno modo di discutere della più importante similitudine tra le streghe di ieri e di oggi.

 

La stregoneria nordamericana prende avvio (o sarebbe il caso di dire “riprende rinnovato vigore”) dalle opere di Margareth Murray sullo studio dell’antico culto del dio celtico Cernumnos (il dio “cornuto) che, a detta dell’antropologa, si sarebbe tramandato nei secoli fino ai nostri giorni.  Da tale idea e dalle opere di autori successivi ( Gimbutas, Gardner..) discendono le linee concettuali e metodologiche fondamentali che hanno fatto nascere la stregoneria nordamericana attuale.

Da una strada diversa viene la “stregheria”.

Charles Godfrey Leland, studioso americano di folklore (aveva pubblicato negli Stati Uniti diversi lavori sui nativi americani) arriva in Europa nel 1870; per qualche anno studia i rituali religiosi degli zingari della Gran Bretagna e, nel 1888, si stabilisce a Firenze dove continua i suoi studi occupandosi delle religioni pre-romane e pubblicando un lavoro sul sincretismo delle stesse (Etruscan Roman Remains).

A Firenze conosce una cartomante, Maddalena Zaleni, che diviene la sua collaboratrice nella ricerca di materiali per i suoi studi.

Leland conosce così personaggi di un mondo contadino e montanaro legato ad antiche tradizioni (in particolare di quella terra che lui stesso chiama, in una lettera alla nipote, la “romagna toscana”) arrivando alla conclusione che in quelle terre continuava ad esistere una antica religione, la “stregheria” appunto, i cui riti facevano riferimento a Diana e non al demonio, come comunemente si era abituati a pensare (cosa che, d’altro canto, risultava anche dai resoconti di molti processi dell’Inquisizione).

In particolare, grazie ai racconti di una vecchia contadina presentatagli dalla Zaleni, viene in possesso di antichi testi dai quali risulta che la religione nasce dal culto di Aradia, figlia di Diana.

Il risultato di queste ricerche fu riportato in un libro (Aradia: Gospel of the Witches) da cui traiamo i brani che seguono:

 

 

Diana amava ardentemente suo fratello  Crono ed a Lui genero'  una figlia che fu chiamata Aradia.

In quel tempo, v'erano sulla terra molti uomini ricchi e molti uomini poveri. E i ricchi resero schiavi i poveri.

In quel tempo v'erano molti schiavi, i quali venivano crudelmente trattati: in ogni palazzo regnava la tortura, in ogni castello languivano prigionieri.

Alcuni schiavi fuggirono e si diedero alla macchia: vennero chiamati ladri e malfattori. A notte, invece di dormire, essi complottavano nuove evasioni e derubavano i loro padroni e li uccidevano. Cosi` presero dimora tra i monti e nelle foreste, come banditi ed assassini, al fine di sfuggire alla schiavitu'.

 

………………………………………………………………………………….

 

Un giorno, Diana disse a sua figlia Aradia (e questo è il canto di Aradia):

 

Vero e' che tu sei spirito ma per essere mortale nascesti,

e a retro andare in terra, maestra sarai a omini e donne

se vonno imparar la tu' scuola,  che di sortilegio sara' fatta.

Lungi dalla figlia di Hermes tu sarai ne' della razza scellerata e infame

che schiavitu' rese ladri e briganti ne' Zingara ne' Giudea, no, tu non diverrai.

Prima delle streghe sarai tu, la prima d'esse al mondo conosciuta.

Nei palazzi avvelenare i signori, l'arte che insegnerai.

Dell'oppressor legar lo spirito.

Rovinera' il raccolto del ricco avaro, per la scuola delle streghe,

rovinera' il suo raccolto, con tempesta folgore et baleno,con grandine e con vento.

E se un prete benediceti, danno ti reca , doppio danno gli renderai.

Nel mio nome, Diana delle Streghe la Regina.

Et nobili et preti ti diranno,  "Credi in Padre, Spirito e Maria"

rispondi sempre "Vostro Dio padre, Figlio et Maria,

per noi diavoli sono".

Falso Padre il vostro Dio, a distruggere i malvagi sono venuta,

e li distruggero'.

Fame voi poveri patite, spesso e duramente laorate

prigione avete visto, non possedete un'anima dunque?

Di lunga piu' pulcra a oltre conoscerete gioia,

ma tormento sara' per chi vi opprime.

E' vero che tu sei uno spirito, ma sei nata per essere ancora mortale,

e devi andare sulla terra a far da maestra a donne e uomini

che avranno volonta' di imparare  alla tua scuola che sara' fatta di sortilegio.

Non devi essere come la figlia di Hermes ne' della razza scellerata e infame

che la schiavitu' ha trasformato in ladri e briganti, ne' Zingara ne' Giudea tu diverrai.

Tu sarai la prima delle streghe la prima che il mondo conoscera'.

Insegnerai l'arte di avvelenare i signori nei loro palazzi,

e a legare la volonta' dell oppressore.

E se incontri un contadino avaro e ricco,

insegnerai alle streghe come mandare in rovina il suo raccolto,

con tempeste, tuoni e lampi, con vento e grandine.

E se un prete di benedice, poiche' ti reca danno, tu gliene renderai il doppio.

Nel mio nome, Diana, la regina delle streghe.

Nobili e Preti ti diranno

Credi nella Trinita', rispondi sempre

che la Trinita' per noi e' fatta di demoni.

Il vostro Dio non e' nostro padre,

sono venuta a distruggere i malvagi e li distruggero'.

Voi poveri patite la fame, lavorate spesso e duramente

la maggior parte di voi e' stata in prigione non avete anche voi un'anima?

Di gran lunga piu' bella e pura (la vostra anima) nell'altra vita conoscerete la gioia

ma per i vostri padroni vi sara' tormento.

Quando io avro' lasciato questo mondo, di qualsiasi cosa abbisognate,

Una volta al mese, quando la luna e' piena, venite in un luogo deserto

Nella Selva, tutte insieme. E adorate lo spirito possente,di mia madre Diana;

e colei che voglia apprendere la stregoneria,

e ancor non abbia penetrato d'essa i profondi segreti,

Mia madre gliel'insegnera',i segreti di tutte le cose sconosciute

E cosi' dal feudo sarete liberi, Liberi in ogni cosa voi sarete

E in segno di liberta', nudi vi mostrerete, uomini e donne.

e questo fino a quando l'ultimo dei signori non sia morto,

e celebrerete il rito del Cero di Benevento

estinguendo le luci, quindi appronterete una cena in tal guisa.

 

 

Può darsi benissimo, come qualcuno ha scritto, che Leland fosse il solito americano ingenuo caduto nella rete di qualche imbroglione che lo riempiva di presunte antichità per spillargli soldi; la sua casa era un andirivieni di personaggi che gli portavano di tutto, e la stessa Zaleni continuò ad inviargli materiale (a pagamento) anche quando, dopo essersi sposata, si trasferì con il marito negli Stati Uniti. La stessa nipote di Leland, Elisabeth Robin Pennel, famosa per essersi poi dedicata all’editoria e per aver curato per molti anni la Libreria del Congresso degli Stati Uniti, scrisse una biografia sulla vita dello studioso da cui risulta una sua facile propensione ad accostarsi al  mondo del soprannaturale (aveva passato l’infanzia tra domestici irlandesi, che gli parlavano di fate  e folletti, e camerieri afro-americani che gli raccontavano di riti voodoo, aveva scritto un testo su Ermete Trismegisto quando aveva diciotto anni, era convinto che nella sua famiglia una componente stregonesca fosse un fatto atavico, provenendogli da parte di madre).

Indipendentemente da tutto questo, e sebbene il materiale da lui raccolto fosse molto eterogeneo, che i testi riportati dal libro su Aradia fossero di antica  origine popolare è un fatto certo, ed è questa la cosa che ci interessa.

Non ci interessa sapere se  Aradia fosse un “capopopolo” o una semplice fattucchiera, così come non ci interessa neppure sapere se il culto avesse origini etrusche, come Leland sosteneva, o nordeuropee, come hanno invece sostenuto quelli che, in riferimento a Diana, legano tutto ciò che riguarda questa dea ai popoli celti (e la Murray è tra questi).

Studi successivi hanno messo poi in evidenza una possibile realtà storica di questa figura, identificata con una contadina nata a Volterra nel 1313, che fondò una setta, ebbe diversi seguaci e fu costretta a rifugiarsi in Serbia per sfuggire alle persecuzioni della Chiesa: le conferme sembrano venire dall’esistenza di una setta con caratteristiche analoghe studiata appunto in Serbia (i “calusari di Arada”) e dal fatto che una donna di questo nome sia ricordata nel Tractatus De Strigibus, scritto nel 1503 da Bernardo Rategno, un inquisitore lombardo.

 

Il valore di questi testi è duplice. Da una parte si torna ad identificare in Diana, come già detto, la deità di riferimento delle streghe, e questo mette in rapporto la stregoneria studiata da Leland con gli antichi culti di origine agraria, dall’altra l’esame del testo mette in evidenza quello che le streghe ritenevano fosse la loro missione fondamentale: la difesa dei poveri e degli deboli, in particolare contro i ricchi e contro la religione ed il potere dominanti.

L’analisi del testo mostra questo fatto in maniera molto evidente; anche i riferimenti a certe entità, come il commentatore del testo originale fa notare, sono tipiche di una cultura che si oppone al potere costituito (Hermes era il dio dei ladri, gli zingari ed i giudei avevano la fama di essere ladri ed usurai).

 

Ancora una volta, quindi, ci sono delle donne che si oppongono, come possono e con le armi che sanno usare, all’ingiustizia delle classi dominanti; una lotta che si scaglia più contro i ricchi e prepotenti che contro chi commette crimini per necessità (per inciso anche nel vangelo, secondo un’analisi statistica, sono molte di più le invettive di Cristo contro i ricchi che contro i ladri).

Questo sentimento di rabbia che pervade il testo su Aradia è lo stesso delle streghe più antiche, ed è lo stesso sentimento che, in altre forme e secondo altro modo di scrivere, abbiamo ritrovato in tutti i testi originali odierni che sono stati riportati.

E’ il desiderio di scuotersi da posizioni di sottomissione e, con i propri atti, essere di esempio e stimolo ad altri; è la voglia di esprimere i propri sentimenti, la propria sessualità, il modo di vivere la propria vita nella maniera che si è scelta infischiandosene completamente dei giudizi della cultura dominante.

E questo modo di intendere la vita non può non andare in sincrono con una visione più intima della natura di quanto non faccia la gente comune, attribuendo pertanto ad ogni essere vivente, pianta o uomo o animale, una propria spiritualità ed una propria dignità.

Da questo ad identificarsi con questo insieme di spiritualità, ritenere di avere amica la stessa spiritualità e di poterne perciò chiedere favori e privilegi,  il passo è breve.

Il “bisogno del magico” che tutti ci portiamo dentro comincia a fare la sua parte.

 

 

CONCLUSIONI

Scrive Giuseppe Faggin:

 

“…..l’uomo, insoddisfatto della creazione divina crea un’evasione che gli dia l’illusione di essere creatore come Dio. L’ebbrezza gioiosa, l’immaginazione sfrenata, le allucinazioni incoerenti, il torpore piacevole, le impressioni di serenità e di benessere formano il paradiso artificiale dell’uomo insaziabile che non trova più il piacere nell’ambito della normalità, nonché dell’infelice che la fortuna ha maltrattato: la strega ha le chiavi di tutto questo paradiso assurdo, al quale appartiene e che essa apre a chiunque voglia entrarvi. Le pomate, i decotti, gli infusi che essa prepara creano l’irreale; quell’irreale che, non essendo divino, è considerato demoniaco e, come demoniaco, realissimo: l’abuso degli stupefacenti è un’iniziazione. La donna che prima di partire per la tregenda si unge tutto il corpo con un unguento a base di mandragora e belladonna, compie un rito; e quando essa cade in un sonno profondo  nel sogno o nel delirio vede le più stravaganti immagini; le sue visioni sono l’epifania dell’invisibile. Qui ritrova tutto ciò che nella veglia ha temuto o desiderato: vi trova il Sabba, i demoni, le orgie, le danze diaboliche, di cui tanto ha sentito parlare in chiesa dal suo parroco; vi rivede con sorpresa i volti di persone conosciute, persino di eleganti dame e sacerdoti; qui il silenzio della notte si riempie di ossessionanti ronzii che sembrano il fragore di acquazzoni e grandinate lontane. E quando risvegliandosi si trova ancora nel suo letto si sente pervasa da una snervante spossatezza e in bocca ha un sapore disgustoso: essa è tornata ancora nel vecchio mondo aborrito, dove comandano i ricchi ed i potenti, lontana dal suo signore.

Le sue manipolazioni sono effettive, come le sue conoscenze botaniche: perciò essa diventa la confidente segreta non soltanto di coloro che vogliono consumare una vendetta ed hanno bisogno di un veleno infallibile, ma soprattutto delle ragazze sedotte che intendono liberarsi di un frutto illecito o riconquistare l’amante perduto, delle sposate sterili che desiderano un figlio, di giovanotti delusi e degli anziani ormai abbandonati da Venere.  Essa è il loro confessore, ma non per condannarli o assolverli, ma per apprestare loro un filtro amoroso, una droga afrodisiaca, un rimedio contro la sterilità o contro la gravidanza. Essa va incontro a tutti coloro che non oserebbero confessare nè al medico nè al sacerdote le loro turpi passioni e le loro vergognose malattie, perchè sanno che difficilmente troverebbero un conforto o un farmaco dal momento che la religione e la scienza hanno bollato le loro infermità col marchio dell’infamia. Tutto ciò che appartiene all’ambito dell’erotismo rientra in loro potere: la terapia delle malattie sessuali ha inizio soprattutto da lei, che gli avversari chiamano la concubina di Satana..”

 

Meglio di nessun altro Faggin ha 

saputo descrivere, con questo brano, la commistione di sentimenti che agitava l’anima della strega medioevale, anche se l’autore citato si limita al solo aspetto “serioso”  di questa figura.

Probabilmente, in una società così cupa e piena di terrori come doveva essere quella medioevale “ufficiale” (e come sarà, per esempio, anche quella puritana), anche la voglia di divertirsi, di ridere, la passionalità che rende felice la gente veniva considerata come qualcosa di demoniaco.

E quindi anche l’ironia beffarda verso gli altri, soprattutto se potenti, veniva vista come un’opera di stregoneria; ne sono un esempio letterario la zingara Esmeralda di Hugo o la bella immagine offerta da Isidora  in “La strega Innamorata” di Pasquale Festa Campanile.

In questo romanzo Isidora è una ragazza di campagna che decide, per miseria, di trasferirsi nella Roma di papa Urbano VIII; qui, da prostituta ad amante di personaggi famosi, vive la sua battaglia quotidiana con le sole armi che conosce e che le provengono dalla sua cultura di popolana  campagnola, e quindi con la furbizia, l’ironia, anche la cattiveria quando serve, ma sempre finalizzata a sopravvivere, e non a dominare gli altri.

Alla fine ne viene fuori una figura dalla personalità forte, positiva, quasi solare, in definitiva completamente in antitesi con quella della strega tramandataci dalla tradizione.

 

Queste caratteristiche delle streghe medioevali le ritroviamo tutte negli scritti originali che abbiamo riportato.

Il senso di ribellione, l’amore per la libertà (propria e degli altri), l’odio per il conformismo, la volontà di non erigersi a giudice, il desiderio di usare il raziocinio per valutare i fatti della vita (salvo poi decidere di usare la passionalità per risolvere quegli stessi fatti), ma anche l’ironia, la voglia di vivere felicemente la propria vita,  il desiderio dell’avventura, dell’inconsueto, la tentazione di violare i limiti definiti come “normali” dalla comunità, o per semplice piacere della trasgressione, ma anche quando questi limiti sono ritenuti ingiusti, o quando questo ha come scopo finale l’aumento della conoscenza (Faust rischia la propria anima non per denaro, ma per amore della “conoscenza”), sono tutte caratteristiche che risultano dall’analisi dei brani.

Dal punto di vista “folkloristico” poi, o di immagine, si spiegano i riferimento a Satana, servo ribelle al potere costituito (lo avevano già fatto tanti letterati, da Baudelaire a Carducci). Prometeo non è forse  l’eroe che sfida gli dei per portare il fuoco agli uomini, perché non può esserlo anche Lucifero, che reca nel proprio nome il significato della sua missione? Non era, nell’antichità, un dio assiro che “portava la luce del mattino”?

 

Questo fare della ribellione al sistema costituito il punto fondamentale della propria vita è l’unica e la più importante similitudine tra le streghe del passato e quelle di oggi.

L’altra importante funzione delle streghe medioevali come custodi di un certo tipo di scienza che si basava sugli studi naturalistici ed aveva come fine l’applicazione della medicina è ormai scomparsa. Altre figure si sono sostituite a lei in questa funzione, nel bene e, come abbiamo purtroppo visto, anche nel male.

Il residuo dei tempi passati sta quindi solo in quella forma di ribellione che però è tipica di tante altre persone con forte carattere, e che “streghe” non si definiscono.

Oggi esistono persone che hanno queste stesse caratteristiche e che le mostrano pubblicamente, facendosi portatrici, con il loro esempio, di un modo di vita più libero e più ribelle; i mezzi di comunicazione di massa ci portano tutti i giorni, fin dentro le nostre abitazioni, immagini di questi comportamenti ed è perciò proprio grazie ai “media” che l’incidenza sulla nostra cultura di tali comportamenti assume una valenza sociale molto più importante di quanto possano fare le streghe con i loro brani su INTERNET.

Naturalmente questo non significa che non si apprezzi lo spirito di indagine e volontà di non fermarsi alla superficialità delle cose che risulta dai loro scritti; ben vengano i loro articoli se servono comunque a dare quel minimo di sveglia in più anche a quei pochi lettori che  possono trovare in rete.

La strega del passato, pur tenendo segrete le sue conventicole, riuscì ad essere custode del sapere ragionato e ribelle; oggi il mondo così aperto e globalizzato fa sì che sia proprio la mancanza di segretezza sia il migliore  alleato del non-conformismo.

E’ pur vero che tra i personaggi pubblici ci sono anche quelli che con i loro comportamenti vorrebbero suggerire uno stile di vita completamente opposto a quello desiderato dalle streghe, ma probabilmente il pubblico sa comunque distinguere tra i diversi messaggi che tali comportamenti suggeriscono, e la cosa importante è che, comunque, l’atteggiamento non-conformista di certi personaggi pubblici non passi sotto silenzio.

Le streghe direbbero che queste persone sono, pur senza saperlo, “streghe” anch’esse.

Anche questo, per usare una metafora  utilizzando una figura geometrica che a loro tanto piace, è un modo “per chiudere il cerchio”.

 

 

Bibliografia  consigliata:

 

ABBIATI (et al.) : “La stregoneria, diavoli, streghe, inquisitori dal trecento al Settecento” – Mondadori –

BRIL, J. : "Lilith, l'aspetto inquietante del femminile" - Edizioni ECIG -

BULZONI, F.       : “Le streghe in Italia” – Cappelli, Bologna –

CARDINI, F.        : “Magia, stregoneria e superstizione nell’occidente medioevale” – La Nuova Italia

CHADWICK, N.  : “The Celts” – Penguin Books, N.Y. - 

DE ANGELIS, V.: "Le streghe" - PM Editore -

DEL OSO, F. J. : "Streghe: le amanti del diavolo" - Fenice 2000, Milano

DI NOLA, A.        : “Il diavolo” – Newton Compton, Roma –

FAGGIN, G. : “Le Streghe “  - Neri Pozza Edit. -

FESTA CAMPANILE, P.: “La strega innamorata”  - Bompiani -

FOGLIA, S. : “Il libro delle streghe” – Rusconi –

FRATE  GUACCIO. : "Trattato di Demonologia" - Fratelli Melita Editori -

GIMBUTAS, M.: “Il nome della dea” - Neri Pozza Edit. -

GINZBURG,  C.: "I benandanti: stregoneria e culti agrari tra 500 e 600" – Einaudi -

GINZBURG,  C.: "Storia Notturna – Una interpretazione del Sabba" – Einaudi -

LELAND, C. G. : "Aradia, il vangelo delle Streghe" - Edizioni Franco Spinardi -

MICHELET, J.  : “La sorcière” – Julliard, Parigi –

MURRAY, M.: “Il dio delle streghe” – Ubaldini Editore -

MURRAY, M.: “Le streghe nell’Europa Occidentale” – Longanesi -

MUSI, C. C.: "Vampiri Europei e Vampiri dell'Area Sciamanica" - Edizioni Rubbettino - 

PAGELS, E.: “Satana ed i suoi angeli. La demonizzazione di ebrei, pagani ed eretici nei primi secoli del cristianesimo” - Mondadori -

PAZZINI, A.: "Demoni, Streghe e Guaritori" - Bompiani-

ROMANELLO, M. : "La stregoneria in Europa"  - Il mulino - Bologna.

ROSS, A  : “The everday life of the pagan Celts” – Transword - London –

RUTHEFORD, W.  : “Celtic mythology: Nature and influence of celtic myth. From druidism to Arthurian legend” – Wellingborougth, The Acquarian Press –

TASSONI, G : “Folklore e società. Studi di demonologia padana” – OLSCHKI, Firenze –

VEZAILLES, D. : "Gli sciamani e i loro poteri" - Edizioni Paoline -

VISCONTI, G.: "Lamiarum sive striarum opusculum" - Edizioni Paoline -

ZANELLI, G. : “Streghe e società dell’Emilia-Romagna nel Cinque e Seicento” – Longo Editore, Ravenna -

 

 

 

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