TITOLO

GLI INDIANI APACHE

DAL SITO

http://www.pellirosse.it/

AUTORE

GOYATHLAY

 

 

 

 

(...) esisteva una seconda classe di persone che aveva il potere. Probabilmente, per rendere pił sopportabile la sfortuna, tutte le tribł Apache credevano nella stregoneria. Lo stregone era colui che aveva volto i suoi poteri contro un individuo o la comunitą. Stregone era sia una persona che aveva acquisito un certo potere, ma teneva segreta la cosa, oppure un di-yin conosciuto che, oltre alle cerimonie pubbliche, lanciava in segreto incantesimi. Faceva parte della dualitą dell'universo che una persona potesse venire avvicinata da un potere per ottenere fini malvagi, cosģ come accadeva per quelli buoni. Questo era uno dei modi per diventare stregone. L'altro consisteva nell'acquisire un potere buono e usarlo per fini malvagi. Non si poteva mai dire chi fosse uno stregone, si tenevano d'occhio le persone e si mormorava alle loro spalle. Era difficile averne le prove. una delle caratteristiche pił sicure era la pratica dell'incesto e il venir colto nell'atto sessuale con un parente equivaleva all'ammissione di colpevolezza. La stregoneria era di due tipi- Uno chiamato "magia d'amore" consisteva nell'influenzare i desideri sessuali di altre persone. La pratica non era considerata colpa grave se

 

 non si esagerava. Presso i Chiricahua vi era una variante della cerimonia per far giungere i daini, che veniva impiegata per far tornare i mariti dalle donne che si sentivano abbandonate e sole. I giovani Jicarilla, al culmine della passione, potevano suonare un particolare tipo di flauto il cui suono, se giungeva all'orecchio della ragazza desiderata, si riteneva fosse irresistibile. Il secondo tipo di stregoneria, quello malvagio, era considerato una vera e propria diavoleria. Non c'era accusa pił grave per una persona che essere accusata di stregoneria. La punizione per questa, che si consumava nell'incesto come prima detto, consisteva nel bruciare vivo il colpevole, sia esso uomo o donna. Lo stesso veniva legato per i polsi al ramo di un albero, mentre i piedi toccavano a malapena la catasta di legna da ardere.

 

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