STREGHE: CHIESTA LA RIABILITAZIONE DOPO
300 ANNI
La donna aveva osato ridere in faccia
ai suoi accusatori
«Non era una fattucchiera» ripetono i discendenti di Susannah Martin,
impiccata nel 1692 per stregoneria, a Salem
SALEM (Massachusetts) - Susannah Martin fu impiccata nel
1692 a Salem (Massachusetts) per stregoneria. Ora, più di trecento anni
dopo, i suoi discendenti cercano di ottenere dal Parlamento del
Massachusetts la riabilitazione della loro ava e di altre quattro donne
che rimasero vittime della spirale di paura, ignoranza, superstizione e
rivalità politiche che originò la caccia alle streghe.
La caccia alle streghe di Salem costò la vita a venti persone tra uomini
e donne. E da allora la città del New England è stata identificata con
quel fenomeno che si esaurì senza un vero motivo quattro mesi dopo la
prima esecuzione. Il peso di quelle morti continua a gravare sulla
comunità, come dimostra il fatto che nel 1957 il parlamento dello Stato
del Massachusetts approvò una risoluzione che riabilitava alcune delle
presunte streghe attestandone l’innocenza.
Tra i promotori della richiesta di riabilitazione c'è Craig Martin,
ingegnere: l’ultimo erede di Susannah Martin, la donna che aveva osato
ridere i faccia ai suoi accusatori. Oggi lui non rinnega il gesto
dell’antenata: «Era una donna che diceva quello che pensava». Certo non
una strega. Quello che la comunità chiusa e puritana del New England
definì come «stregoneria» e possessione diabolica, forse era soltanto
una forma diffusa di isteria. O forse, hanno argomentato alcuni
scienziati, si trattò di un’intossicazione allucinogena determinata dal
consumo del fungo da cui viene estratto l’Lsd.
Una storia tutta terrena, quindi. Niente diavoli o streghe, possessioni.
Qualcosa di strano. Certamente niente di soprannaturale o misterioso.
Anche Paula Keen, una maestra di scuola a Salem, storica dilettante,
trova che l’iniziativa di Craig Martin sia perfettamente ragionevole.
«Dopo 309 anni è giusto che la loro innocenza venga riconosciuta, nero
su bianco. Per quanto mi riguarda non vorrei trovare il mio nome
associato a quell’episodio, legato alle stigmate della stregoneria».
Stregoneria, isterismo e repressione. Le 20 persone uccise durante il
«processo di Salem» furono probabilmente vittime della repressione dei
signorotti della zona. Una scrittrice e storica inglese, Frances Hill,
non ha dubbi al riguardo. L’autrice di «The full story of the Salem
Witch Trials» è convinta che i veri motivi delle condanne fossero
strettamente politici: «E’ assolutamente ovvio che le persone impiccate
erano nemiche dei boss locali, dei signorotti della zona. In tutta
quella vicenda gli unici innocenti sono senz’altro gli impiccati».
Nel 1957, le autorità del Massachussets avevano già approvato una
risoluzione che riscattava la memoria di alcune delle vittime dei
processi. La petizione di oggi chiede che tra gli innocenti siano adesso
inclusi anche i nomi di Susannah Martin, Bridget Bishop, Alice Parker,
Margaret Scott e Wilmot Redd.