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PRIMO TESTO Il Malleus Maleficarum [Tratto da "L'Inquisizione" di Michael Baigent e Richard Leigh, Marco Tropea Editore, Milano ~] Per secoli, la Chiesa
conservò un atteggiamento piuttosto confuso nei riguardi della
stregoneria.
donna del villaggio esercitasse poteri occulti, mandasse in
rovina un raccolto, causasse malattie al bestiame e, addirittura, che
fosse responsabile di tutte le morii apparentemente senza spiegazione.
Che osservassero o no il voto di celibato, non dovevano sapere granché
in tema di ginecologia e molti provavano repulsione per quelle che
dovevano sembrar loro le impure complicanze del corpo femminile. Per il
suo modo di affrontare quei problemi, per la fiducia e la sicurezza che
ispirava alle altre donne, l'anziana del villaggio, quasi
quotidianamente, metteva il prete di fronte alla prova pratica ed
evidente della sua inadeguatezza e inferiorità. Per quei sacerdoti,
quindi, la stregoneria era una realtà inconfutabile, una realtà che
favoriva rivalità e risentimento. [...] Recentemente, è infatti arrivato alle nostre orecchie, non senza procurarci grande pena, che in certe regioni della Germania settentrionale, come pure nelle province, città e territori di Magonza, Colonia, Treviri, Salisburgo e Brema, numerose persone dell'uno e dell'altro sesso, incuranti della loro salvezza e deviando dalla fede cattolica, si sono abbandonati a demoni, succubi e incubi, e facendo ricorso ad incantesimi, sortilegi, congiure, altre infami attività superstiziose e pratiche magiche, hanno sgozzato bambini ancora nel grembo della madre, vitellini e bestiame, hanno fatto seccare i raccolti, reso uomini impotenti e donne sterili, di modo che i mariti non potessero andare con le mogli e le mogli non potessero ricevere i loro mariti [...] (Bolla di Innocenzo VIII, "Summis desiderantibus affectibus", 1484). Sette anni dopo, nel 1491, dall'università di
Colonia fu diramato un documento con la notifica che qualunque
affermazione contro la realtà della stregoneria, "sarebbe incorsa
nella colpa di ostacolare l'Inquisizione". Numerose persone sono state arse per aver preso parte al Sabba, la qual cosa non si sarebbe potuta fare senza l'assenso del papa, nel che consiste la bastevole prova che l'eresia era reale, perché la Chiesa punisce soltanto le colpe evidenti (Lea, H.Ch., A History of the Inquisition of the Middle Ages). Secondo uno storico moderno: Insoddisfatti delle semplici accuse di stregoneria, e del fatto che a essa si facesse risalire qualsiasi pratica di magia, i giudici volevano ora rappresentare lo stregone come appartenente a una cospirazione demoniaca contro la religione e i suoi fedeli. Lo stregone, dedito a mirate e singole azioni di malvagità rivolte nemici particolari, cedeva il passo a una confraternita di streghe impegnata nella distruzione della cristianità (Kieckhefer, Magic of the Middle Ages). In passato credere
nella stregoneria era un eresia; ora improvvisamente, diventava
un'eresia non crederci. Nella Bolla del 1484, che dava ufficialità alla stregoneria papa Innocenzo VIII faceva due nomi: E anche se i nostri diletti figli, Heinrich Kramer e Johann Sprenger [...] sono stati delegati come inquisitori con lettera apostolica [...] decretiamo che ai suddetti inquisitori venga data potestà di giusta riprensione, incarcerazione e punizione di chiunque, senza permesso e senza limitazione (Bolla di Innocenzo VIII, "Summis desiderantibus affectibus", 1484). Heinrich Kramer era un domenicano che, intorno al
1474, era già stato nominato inquisitore per il Tirolo e per la città di
Salisburgo, dove fu direttore spirituale della chiesa domenicana. Nel
1500 sarebbe stato nominato nunzio apostolico e inquisitore per la
Boemia e la Moravia. Il suo collega, Johann Sprenger, anche lui
domenicano, era il priore del convento dell'ordine, a Colonia. Nel 1480
divenne preside della facoltà di teologia, un anno più tardi fu nominato
inquisitore delle province di Colonia, Magonza e Treviri e, nel 1488, fu
messo a capo dell'intera regione. È un'opera che cattura irresistibilmente l'attenzione di tutti coloro che pensano, vedono, o stanno cercando dì vedere, la realtà ultima che sta alla base degli eventi della materia, del tempo e dello spazio. Non esitando a entrare nei sinistri e spesso pornografici particolari, il Malleus si incarica di descrivere tutte le supposte manifestazioni di stregoneria, nella pretesa di rappresentare un esaustivo manuale fai-da-te non solo per gli inquisitoli, ma anche per giudici, magistrati e autorità secolari di ogni livello, e, per estensione, per qualunque cittadino abbastanza anormale da trovare una ragione o una "sragione" sufficiente a fargli sospettare la presenza di stregoneria attorno a sé. Ma, in verità, il libro sembra piuttosto rappresentare un compendio di psicopatologia sessuale e l'illuminante descrizione di una sfrenata fantasia deviante. Con un'ossessività che salterebbe immediatamente agli occhi di qualunque psicologo moderno, il testo si concentra o, meglio, si fissa in modo maniacale sulla copulazione con il diavolo, su congiungimenti carnali con incubi e succubi, e su varie altre forme di esperienze erotiche e di attività (o di passività) sessuale, che un'immaginazione malata attribuisce alle forze demoniache. Inoltre, offre tecniche di diagnosi e prognosi delinea procedure terapeutiche e punizioni riabilitatone, fornisce formule e ricette per gli esorcismi, e tutto ciò con classico spirito e ambizione enciclopedici. Effettivamente, per gli inquisitori, e non solo per loro, divenne una specie di surrogato della Bibbia. Come dice Montague Summers - una volta tanto, a ragione - nella sua mal riposta apologia, il Malleus si trovava sul banco di ogni giudice e sullo scrittoio di ogni magistrato: era l'autorità ultima, irrefutabile, indiscutibile. Veniva riconosciuto non solo dall'assemblea legislativa cattolica ma anche da quella protestante. Il Malleus inizia affermando
esplicitamente: Si tratta evidentemente di un'eco della Bolla
papale del 1484, che rovesciava la precedente opinione della Chiesa
riconoscendo ufficialmente l'esistenza della stregoneria. Questo è ciò che proponiamo: i diavoli, con le loro arti, causano alcuni effetti per mezzo della stregoneria, eppure è vero che senza l'assistenza di un qualche mediatore, non possono fare niente [...] non sosteniamo che possono causare danni senza l'assistenza di un mediatore, ma che per suo tramite possono portare infermità, e qualunque altra pena, e che tutto ciò è reale. In altre parole, le forze demoniache sono prive di
poteri autonomi e possono fare il male solo tramite un agente umano. Di
conseguenza, sono gli esseri umani i veri colpevoli delle sventure che
prima venivano attribuite o all'imperscrutabile volontà divina, o
all'attività della natura, o alla malvagità del demonio; tutte cose al
di fuori della portata dell'Inquisizione. Ma ormai, per qualsiasi
infortunio nell'ordinato funzionamento dell'esistenza, ci sarebbe stato
un colpevole da punire. non possono causare ingiuria agli inquisitori o ad altri funzionari perché essi sono i dispensatori della pubblica giustizia. Si potrebbero addurre molti esempi come prova, ma il tempo a disposizione non lo permette. Il tempo era davvero poco: gli autori del Malleus dovevano ancora scrivere cinquecento pagine per sviluppare le loro tesi. Perciò si limitarono a offrire un altro briciolo di rassicurazione: Ci sono tre classi di uomini benedetti da Dio, a cui quella razza detestabile non può fare del male con la propria arte diabolica. La prima è quella di coloro che amministrano la giustizia contro i mediatori del demonio, e per l'autorità del proprio ufficio li perseguono. La seconda è quella di coloro i quali, secondo i riti tradizionali e santi della Chiesa, fanno legittimo uso del potere e della virtù che la Chiesa tramite il suo esorcismo concede con l'aspersione dell'acqua santa, con l'offerta del sale consacrato, con l'accensione delle candele benedette [...] la terza classe è quella degli uomini che, in modi diversi e innumerevoli, sono benedetti dai santi angeli. In altre parole, anche la Chiesa si serve di superstizioni, di pratiche e di rituali magici, ma essi sono sostanzialmente rispettabili proprio perché nella Chiesa hanno la loro derivazione. Nei "santi angeli" la Chiesa riconosce i propri misteriosi e incorporei alleati, che sono immensamente più potenti dei misteriosi e incorporei alleati della strega: Perché gli esorcismi della Chiesa hanno lo scopo preciso, essendo rimedi assolutamente efficaci, di difendere se stessi dalla malvagità delle streghe. Il Malleus è pragmaticamente, anzi,
psicoticamente, misogino. Per quanto coraggiosi potessero mostrarsi
nella lotta contro i poteri invisibili, gli autori avevano un terrore
delle donne che rasentava la follia; le consideravano intrinsecamente
deboli e, per definizione "peccatrici". La donna "è un animale
imperfetto, che inganna per natura";"incline a vacillare in materia di
fede religiosa", "istintivamente bugiarda", "bella a guardarsi,
contaminante a toccarsi e mortale a possedersi"; è biasimevole in tutto,
perché "ogni stregoneria deriva dal desiderio carnale, che nella femmina
è insaziabile". Quando una giovane è stata corrotta, ed è stata disdegnata dal suo amante dopo che ha copulato con lui senza pudore nella speranza e con la promessa di matrimonio, e si è ritrovata delusa in tutte le sue speranze e sprezzata da tutti, si rivolge all'aiuto e alla protezione dei diavoli. Naturalmente, il seduttore non è stigmatizzato in
alcun modo e, anzi, fa intendere il Malleus, è una vittima
potenziale della stregoneria. Spesso le streghe sono state viste sdraiate sulla schiena nei prati o nei boschi, nude sino all'ombelico, ed era evidente dalla disposizione degli arti e degli organi relativi alle parti veneree e all'orgasmo, come anche dal movimento delle gambe e delle cosce, che stavano copulando con i demoni noti come Incubi, anche se questi erano invisibili agli astanti. Il libro offre anche una spiegazione razionale, che deve aver lenito l'orgoglio ferito di molti mariti traditi: È pur certo che possa essersi verificato quanto segue. Vari mariti hanno effettivamente visto un Incubo accoppiarsi con la propria moglie, anche se in un primo momento hanno ritenuto che non si trattasse di un diavolo ma di un uomo. E quando hanno afferrato un'arma, per cercare di trapassarlo da parte a parte, il diavolo è improvvisamente scomparso, rendendosi invisibile. Il Malleus cita altre presunte manifestazioni e pratiche stregonesche. Menziona l'uccisione di bambini, con conseguente cottura e consumo delle loro carni. Descrive i vari modi in cui le streghe si legavano alle forze demoniache. Discute della pratica di infilare spilli in immagini di cera. Più volte, con fissazione ossessiva, torna su argomenti sessuali. Non di rado le ossessioni sessuali si trasformano in fantasie farneticanti; per esempio, si racconta di streghe che [...] raccolgono organi maschili in gran numero, fino a venti o trenta membri insieme, e li mettono nel nido di un uccello, o li chiudono in una scatola, dove si muovono come vivi, e vengono nutriti a orzo e grano.Immagini come queste vengono attribuite a
un'illusione demoniaca, causata "dalla confusione procurata
all'organo della vista mediante la trasformazione dell'immaginazione
mentale in facoltà visiva", tuttavia, non possiamo fare a meno di
chiederci se gli autori dell'opera, anche solo per concepirle, non
abbiano fatto uso essi stessi di sostanze allucinogene, oppure se non
disponessero di una fantasia persino più tormentata e anomala di quella
di Hieronymus Bosch. se credeva o no che esistesse la stregoneria, e che si potessero scatenare tempeste o affatturare uomini e animali. È da notare che, inizialmente, la maggior parte delle streghe affermava di no. Se la persona imputata negava di crederci, la
domanda successiva arrivava con la violenza di una trappola che scatta:
«Allora, le streghe bruciate sono state condannate ingiustamente? E il
malcapitato, o la malcapitata, era costretto a dare una risposta». E
neanche importava quale fosse, perché la colpevolezza era certa, dal
momento che non credere nella stregoneria era già di per sé un'eresia. che l'accusato sia denudato o, se è femmina, che venga prima condotta nelle celle penali e lì denudata da donne oneste e di buona reputazione. Successivamente, i giudici potevano "interrogarla con moderazione, senza spargimento di sangue", ma solo dopo avere tenuto l'accusata in uno stato di attesa, rinviando continuamente il giorno dell'interrogatorio, e usando spesso la persuasione verbale. L'inquisitore era incoraggiato a utilizzare una strategia che è oggi ben nota, quella di un poliziotto "inflessibile" e di uno "malleabile" che ordini agli incaricati di legarla con corde a una macchina di tortura; e che essi obbediscano prontamente ma non con gioia, anzi mostrando di essere turbati dal loro compito. Che venga poi liberata di nuovo, portata da un'altra parte, e che si provi ancora a persuaderla; e nel persuaderla, le si dica che può evitare la pena di morte. Il Malleus consiglia una palese doppiezza: a un'accusata si poteva anche promettere la vita, ma la vita sarebbe stata in carcere, a pane e acqua. E che non le si dica, quando le si promette la vita, che così sarà messa in prigione; ma venga condotta a credere che le sarà imposta qualche altra penitenza, come l'esilio. Comunque, per ottenere quelle dubbie concessioni, doveva denunciare e rivelare l'identità di altre streghe. Del resto, si affretta a chiarire il Malleus, la promessa di avere salva la vita non doveva essere davvero mantenuta: non c'era alcun obbligo di rispettare la parola data a una strega. Molti inquisitoli infatti pensano che, dopo essere stata messa in carcere, la promessa di risparmiarle la vita dovrebbe essere mantenuta per un po', ma dopo un certo periodo la donna dovrebbe essere bruciata. O, in alternativa, il giudice può promettere, senza rischi, la vita all'accusata, ma in modo tale da liberarsi dell'incombenza di pronunciare la sentenza di morte, deputandola a un altro giudice al posto suo. Quando una strega veniva riportata in cella dopo una seduta di tortura, il giudice doveva assicurarsi che nel tempo di pausa ci [fossero] sempre delle guardie con lei, in modo da non lasciarla mai sola, per paura che il diavolo la [spingesse] a suicidarsi. In altre parole, anche un suicidio o un tentato suicidio, causato dallo strazio o dal terrore, veniva interpretato come un'ispirazione del demonio, e perciò come un'ulteriore prova di colpevolezza. In tal modo, gli inquisitori discolpavano se stessi. Quando qualche sventurata donna tentava di suicidarsi infilandosi nella testa gli spilloni con cui fermava sui capelli la cuffia, dicevano: "L'abbiamo trovata in questo stato, come se avesse voluto infilarli nelle nostre teste" . Anche quei folli atti di disperazione venivano attribuiti a intenzioni malevole e aberranti, al fine di produrre prove di colpevolezza.I suicidi e i tentati suicidi erano ovviamente piuttosto comuni. Il Malleus riferisce di streghe che "dopo avere confessato i loro crimini sotto tortura, [hanno cercato] di impiccarsi", oppure che "approfittando della disattenzione delle guardie, si sono impiccate con i lacci delle scarpe o con gli abiti". Se, nonostante la tortura, la strega si rifiutava ancora di confessare, il Malleus consigliava stratagemmi mi più cervellotici. L'accusata, per esempio, poteva essere portata in una casa, i cui proprietari dovevano "fare finta di partire per un lungo viaggio e di lasciarla sola". E poi Si faccia in modo che qualcuno di sua conoscenza [...] vada a trovarla e le prometta che sarà messa in completa libertà se gli insegnerà come si effettuano certe magie. E il giudice ponga mente che in questo modo molte hanno confessato e sono state condannate. Come ultima risorsa, il Malleus consiglia il più sfacciato e incredibilmente spudorato imbroglio: E che, infine, il giudice entri e prometta che avrà misericordia, con la segreta, intima intenzione che ciò che intende è che sarà misericordioso verso se stesso e verso lo Stato; perché tutto quello che viene fatto per lo Stato è un atto di misericordia. Ai giorni nostri, abbiamo tutti esperienza di come un qualche "timore" collettivo possa crescere progressivamente, come per contagio psicologico, e assumere proporzioni di vera e propria isteria di massa. Durante gli anni cinquanta, negli Stati Uniti, ci fu l'ossessiva crociata del senatore Joseph McCarthy per scovare presunti comunisti. Nel dramma Il crogiolo il commediografo Arthur Miller attaccò la campagna di McCarthy usando, per analogia, la metafora dei processi di stregoneria svoltisi a Salem nel XVII secolo. Grazie all'opera di Miller l'espressione "caccia alle streghe" è diventata un diffuso modo di dire moderno, per indicare qualunque tentativo di snidare presunti nemici instillando e diffondendo la paura collettiva. Ancora più di recente, abbiamo conosciuto altre forme di panico di massa. In seguito alle tensioni con la Libia, sotto la presidenza di Ronald Reagan, parecchi turisti americani hanno modificato i loro progetti di vacanza per evitare, terrorizzati, i voli internazionali. Si è verificato il caso, in Gran Bretagna, di intere comunità di cittadini sospettate di avere compiuto violenza sui minori durante riti satanici, con il risultato che decine e decine di genitori sono stati allontanati dai figli con la forza. Considerati questi esempi, è facile capire come la paura della stregoneria potesse avere raggiunto le proporzioni di una vera e propria epidemia di panico, quando si consideri che era stata diffusa dalla suprema autorità religiosa del tempo; anzi, come fosse potuta diventare, a tutti gli effetti, l'equivalente psicologico della peste. Secondo uno storico: La paura delle streghe era sostanzialmente una malattia dell'immaginazione, creata ed eccitata dalla persecuzione contro la stregoneria. Dovunque un inquisitore o un magistrato civile si recasse a cancellarla con il fuoco, intorno a lui spuntava una messe di streghe. Parlando della Chiesa, lo stesso storico osserva: Qualunque inquisitore decidesse di combattere la stregoneria, diventava, con la propria azione, un missionario che ne diffondeva ancora di più il seme. La delirante persecuzione contro le streghe cominciò sotto gli auspici dell'Inquisizione, quando la Chiesa esercitava ancora una supremazia indiscussa sulla vita religiosa dell'Europa. L'Inquisizione era talmente concentrata sulla stregoneria, che ben presto si
sarebbe lasciata cogliere del tutto alla sprovvista dall'avvento di una
minaccia assai più seria, che avrebbe assunto l'identità di un monaco
apostata di nome Martin Lutero. È comunque giusto ricordare che, trent'anni
dopo la pubblicazione del Malleus Maleficarum, l'insensata caccia
alle streghe avrebbe conquistato anche le giovani Chiese protestanti.
SECONDO TESTO "Malleus Maleficarum"
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