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Abramo
Lincoln e John Fitzgerald Kennedy
Misteri
analoghi a quelli finora raccontati costellarono persino
la vita e la morte dei presidenti americani Abraham
Lincoln (1809-1865) e John Fitzgerald Kennedy
(1917-1963). Si racconta inoltre che Lincoln appaia
sempre alla vigilia della morte di un altro presidente e
pare, infatti, che sia apparso anche a John Kennedy il
giorno prima di partire per Dallas, sua ultima fatale
visita. Tantissime e straordinarie furono le
coincidenze, che costellarono la vita e la morte di
questi due presidenti. Troppe, per essere
sbrigativamente attribuite al caso.
Innanzitutto, Lincoln venne eletto presidente nel 1860.
Kennedy, esattamente 100 anni dopo, nel 1960. Lincoln fu
ucciso di venerdì, alla presenza della moglie. Anche
Kennedy venne assassinato mentre era al fianco di sua
moglie, e di venerdì. Ad entrambi i presidenti
spararono, e tutti e due furono colpiti da dietro e alla
nuca. Subito dopo l'attentato, ricevettero i primi
soccorsi dalla propria moglie. Lincoln e Kennedy
morirono senza riprendere conoscenza.
Oltre ai
particolari della morte in comune, ne esistono altri. La
moglie del presidente Lincoln perse un figlio, mentre
risiedeva alla Casa Bianca. La stessa cosa accadde alla
moglie di Kennedy. Sia Lincoln che Kennedy avevano avuto
4 figli e, al momento della loro uccisione, solo 2 di
questi erano vivi. Il vice di Lincoln si chiamava
Johnson ed era nato nel 1808. Il vice di Kennedy si
chiamava, pure, Johnson ed era nato nel 1908, a distanza
di 100 anni esatti dall'altro.
L'assassino di Lincoln si chiamava John Wilkes Bootk ed
era nato nel 1839. L'assassino di Kennedy, Lee Harvey
Oswald, era nato nel 1939, 100 anni dopo l'altro. E',
pure, perlomeno curioso osservare che la somma delle
lettere che compongono nome e cognome dell'assassino di
Lincoln dà 15 come totale e così è anche per l'assassino
di Kennedy.
Ma le
coincidenze straordinarie non finiscono qui. John Wilkes
Booth e Lee Harvey Oswald erano entrambi sudisti. Tutti
e due i presidenti avevano condotto aspre battaglie per
i diritti civili dei negri: Lincoln con il Proclama di
Emancipazione e Kennedy con la legge sui Diritti Civili.
Al momento dell'attentato Lincoln e Kennedy si trovavano
assieme, oltre alle proprie mogli, ad una coppia di
amici. Per quanto riguarda le coppie di amici, le donne
rimasero illese, gli uomini furono feriti dagli
attentatori (il maggiore Rathbone nel 1865 e il
governatore Connally nel 1973).
Il
segretario di Lincoln si chiamava Kennedy e cercò di
dissuadere il presidente dall'andare a teatro quella
sera. La segretaria di Kennedy si chiamava Lincoln e,
anche lei, tentò di convincere il presidente a non
andare a Dallas. Un altro fatto abbastanza singolare è
che il marito della donna si chiamava Abraham, come
Lincoln. Quando avvenne l'attentato, Kennedy stava
attraversando le vie di Dallas su un'auto - guarda caso
- di marca Lincoln, prodotta dal gruppo Ford. Booth
assassinò Lincoln in un teatro e si rifugiò in un
magazzino. Oswald sparò a Kennedy da un magazzino e si
rifugiò in un teatro. Booth spirò 11 giorni dopo Abramo
Lincoln, entrambi alle 7,20 del mattino. Oswald morì 48
ore dopo Kennedy, pure, alla stessa ora, le 13. A
Lincoln successe Andrew Johnson e a Kennedy Lindon
Johnson. Durante il loro ultimo anno di presidenza, sia
Andrew sia Lindon Johnson furono travolti da uno
scandalo politico, che impedì loro di candidarsi per un
nuovo mandato.
Alcuni
studiosi attribuiscono ai numeri particolari poteri. Vi
sono strabilianti casi di ciclicità storica. Mouèsan de
la Villoret enuncia, al proposito, sette leggi. La prima
afferma che esiste "...un rapporto costante fra il
numero effettivo dei capi di uno Stato o dei principi di
una dinastia e la somma delle cifre, sia della prima,
che dell'ultima data o delle due riunite".
Studiando
la dinastia dei Merovingi, Mouèsan de la Villoret scoprì
che l'incoronazione di Clodione, primo re, si verificò
nell'anno 427, che, sommato a sé stesso, (4+2+7) dà 13 e
che anche quella dell'ultimo re, Childerico II, che
avvenne nell'anno 670, (6+7) dà ancora 13. I re
Merovingi furono 13.
Un altro
enunciato afferma che, capovolgendo la data iniziale di
una monarchia, si ottiene l'anno della sua fine. Ad
esempio, l'anno d'inizio dei Carolingi: il 789 invertito
ci dà l'anno dell'estinzione della monarchia carolingia.
Il dogato di Venezia ha inizio il 697; invertendo l'anno
in questione si ottiene quello della sua fine: 1796.
Il numero
3 influenzò, con insistenza, la vita del principe
Bismark. Egli, infatti, servì 3 sovrani, combattè 3
guerre, fu l'artefice della stipulazione di 3 trattati
di pace, rese possibile l'incontro di 3 inperatori e
preparò la Triplice Alleanza. I simboli araldici del suo
casato furono le foglie del trifoglio e 3 foglie di
quercia col motto "In trinitate rebur". Ebbe, ancora, 3
figli, 3 possedimenti e controllò 3 partiti: i
conservatori, i liberali e gli ultramontani.
In
relazioni a certi cicli, che segnano eventi luttuosi, vi
è un esempio molto illuminante ci viene dalla storia dei
re d'Inghilterra. Sto parlando del "sabato nero" della
monarchia inglese. Un sabato, il 18 marzo del 1702, morì
Guglielmo II. Un sabato, l'1 agosto del 1704, trapassò
la regina Anna. Anche di sabato, il 10 giugno 1727, morì
Giorgio I° e, sempre di sabato, il 25 ottobre 1760, si
spense Giorgio II°. Di sabato morì anche Giorgio III°,
era il 30 gennaio 1820. Ancora di sabato, il 26 giugno
1830, morì Giorgio IV. Identica sorte toccò ad Eduardo
VII, quando morì era sabato 7 maggio 1910.
Numeri e
date sconcertanti
J. G.
Bourgeat illustra un interessante esempio di queste
sottili relazioni, a dir poco singolari, fornendo un
eclatante esempio col numero 539. Riassumo lo studio di
Bourgeat, che, a sua volta, trae dal libro "Ricerche
sulle funzioni provvidenziali delle date e dei nomi
negli annuali di tutti i popoli":
Sommando
all'anno di nascita di Luigi IX, (23 aprile) 1215, il
numero 539 otteniamo l'anno di nascita di Luigi XVI, (23
agosto) 1754. Addizionando il 539 al 1225, anno di
nascita della sorella di Luigi IX, Elisabetta, otteniamo
1764, che è l'anno in cui nacque la sorella di Luigi XVI,
pure di nome Elisabetta. Aggiungendo il 539 all'anno
della morte, il 1226, del padre di Luigi IX, Luigi VIII,
otteniamo 1765, che è l'anno di morte del padre di Luigi
XVI, Luigi (Delfino).
Effettuando la stessa operazione per l'anno di
matrimonio di Luigi IX, il 1231 (1231+ 539) otterremo
come totale 1770, che è l'anno di matrimonio di Luigi
XVI. Addizionando 539 al 1225, anno della maggiore età e
del governo personale di Luigi IX, otteniamo 1774, che
corrisponde all'anno dell'avvento di Luigi XVI. Il 1243,
anno in cui Luigi IX stipulò una tregua con Enrico III,
sommato a 539 dà come totale 1782; anno in cui Luigi XVI
iniziò i preliminari della pace con Giorgio III.
Nel 1249
un nobile orientale, con un ambasciatore, fece sapere a
Luigi IX di volersi convertire al cristianesimo.
Addizionando all'anno in questione 539 otteniamo 1788,
che corrisponde all'anno in cui un ambasciatore
d'Oriente annunciò a Luigi XVI che il suo principe
desiderava abbracciare la religione cristiana. Il 1250,
anno della prigionia di Luigi IX e dell'abbandono dei
suoi, sommato al 539 dà come totale 1789, che
corrisponde all'anno della prigionia di Luigi XVI (5 e 6
di ottobre) e dell'abbandono dei suoi.
Aggiungendo 539 al 1253, anno della morte della madre di
Luigi IX, la regina Bianca, otteniamo 1792 che è pure
l'anno della morte del regno di Lys, detta anche morte
della monarchia bianca. Nel 1254 Luigi IX abbandonò il
mondo per farsi Giacobino e, sempre nello stesso anno,
visita la Maddalena in Provence. Sommiamo l'anno in
questione al 539 e otteniamo 1793, anno in cui Luigi XVI
è preso dai Giacobini e condotto al patibolo. Viene
inumato nel cimitero della Maddalena dove fu portato dai
Provenzali chiamati Marsigliesi.
Certi
numeri sembrano davvero avere strane relazioni con la
vita delle persone. E' il caso della vita di padre Pio,
tutta costellata misteriosamente dal numero 5. Egli
nacque il 25/5/1887 alle 5 pomeridiane. L'anno della sua
nascita cadeva nel quinto centenario di quella di san
Francesco, perciò fu chiamato Francesco. Il paese del
santo, Pietrelcina, allora contava 5 mila anime. I
genitori Orazio Forgione e Maria Giuseppa De Nunzio
ebbero in tutto 5 figli. Entrato nell'Ordine dei
Cappuccini prese il nome di San Pio V, la cui festa cade
il 5/5. Ordinato sacerdote a maggio (ancora 5) del 1910
rimase a Pietrelcina per 5 anni, poi partì per la prima
guerra mondiale. Nell'anno 1918 fu mandato al convento
di San Giovanni Rotondo, in cui vi erano 5 sacerdoti e
gli fu assegnata la cella n. 5. Gli fu data la pensione
di guerra di quinta categoria. Dal 5 al 7 agosto 1918,
Padre Pio ha il primo e folgorante incontro con Dio.
Quarantaquattro giorni dopo riceverà le Stigmate. La
mattina del 5 ottobre 1925 viene operato d'urgenza, di
ernia inguinale dal prof. Giorgio Festa.
Padre Pio
profetizzò, nel 1936, la morte di Giorgio V, re
d'Inghilterra, il giorno prima. Dopo l' apparizione
delle stigmate fu visitato più volte dal professor Luigi
Romanelli, per volere del Padre Provinciale di Foggia,
che nella relazione finale, tra l'altro, scriveva: "Ho
visitato Padre Pio cinque volte in 15 mesi...". Il 5/5
del 1956 padre Pio inaugura il grande complesso
ospedaliero, da lui voluto e appena ultimato, celebrando
la Santa Messa sulla scalinata dell'ospedale. Le
stigmate (5 piaghe, nelle mani, nei piedi e al costato)
hanno segnato le membra del santo frate per 5 decenni.
E che
dire inoltre dei destini replicati dei pontefici Sisto V
e Clemente XIV? I due entrarono dell'ordine dei frati
francescani. Furono entrambi innalzati alla soglia
pontificia, eletti all'unanimità, allo scoccare del
64esimo anno. Furono papi per l'identico periodo di
tempo: 5 anni, 4 mesi e 3 giorni. Morirono entrambi a 69
anni.
Coincidenze impressionanti, vero? Troppo impressionanti
e misteriose per non pensare che nella vita degli uomini
non vi siano segrete connessioni, sinapsi in un fitto
reticolo di destini di cui tutti noi facciamo parte. |