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Il
Bene ed il Male, due sostantivi che sembrerebbero descrivere così bene gli
aspetti contrastanti delle nostre esistenze e del mondo che ci circonda: il
Bianco ed il Nero, l'Acqua ed il Fuoco, la Terra e l'Aria, elementi
altrettanto diversi e contrari ma dal cui insieme ha origine la Vita.
Ma sei il bianco ed il nero
sono l'insieme dei colori o la loro assenza, l'acqua bagna, il fuoco scotta,
la terra ci sostiene, come l'aria riempie i nostri polmoni, bene e male sono
concetti astratti e strettamente legati all'esperienza umana.
Certo, seguendo il nostro
istinto riusciamo a discernere un principio universale oggettivo di ciò che
-ad esempio- cagiona l'altrui dolore, ma sempre relegandolo nella nostra
sfera di esperienze personali e motivazioni.
In guerra appare difficile
stabilire quali dei contendenti segua la via del male, visto che
dall'interno ognuno pensa di lottare a fin di bene; eppure entrambe compiono
uccisioni sommarie, torture e stermini.
Sul posto di lavoro, talvolta
un nostro avanzamento di carriera avviene a scapito di un nostro collega che
magari per quell'incarico aveva sacrificato anni di duro lavoro; eppure
pregni del nostro orgoglio e certi di aver fatto tutto "bene", cadiamo
nell'indifferenza dell'altrui pena.
In Amore, tripudio di dolce
egoismo, è quasi naturale una forma di contesa diretta o indiretta verso un
avversario sentimentale; eppure tiriamo dritti nei nostri desideri di
conquista non soffermandoci sul dolore provocato e sul fatto che quel
contendente potrebbe essere un "noi stessi" di domani.
Ma
per molti la guerra -se mossa da giustificati motivi- è necessaria, la
promozione sul lavoro genera orgoglio e tranquillità nei propri cari, come
la contesa amorosa è alla base del più nobile dei sentimenti...
Dov'è dunque quel sottile filo
che divide bene e male e, soprattutto, cosa sono realmente il Bene ed il
Male?
Cominciamo con l'allontanare
per un attimo la simbologia religiosa fatta di angioletti paffuti e diavoli
emaciati, artefatte metafore delle sicurezze e delle paure umane.
Parliamo di energie.
Consideriamo che in natura
ogni cosa è governata da un "+" ed un "-": da un positivo ed un negativo.
Quindi i concetti di bene e
male sono lontani dalla ragione umana e forse cosa ben più grande e profonda
di quanto potremmo immaginare.

Negli scritti che compongono
la Cabala ebraica (si scrive in decine di modi, passatemi
l'italianizzazione), al principio esisteva un'unica forza energetica. Ma
questa, da sola risultava un "motore immobile" seppur potentissimo. Una
parte di essa si rivoltò decidendo di non vivere più di luce riflessa, ma di
acquisire una propria responsabile consapevolezza. Nacque così il buio ma al
contempo la Vita.
Nei
Libri di Enoch, il patriarca incontra degli angeli tristi. La propria guida
gli spiega che essi fanno parte di una schiera di ribelli che violando le
leggi di Dio, hanno insegnato alle donne umane l'arte della magia ed i
segreti della creazione, portandole alla consapevolezza della propria natura
e quindi in grado di scegliere tra bene e male. Inoltre, essi unendosi
carnalmente con queste femmine, hanno generato una nuova razza: i Giganti.
Nasceva così il genere umano ed il libero arbitrio?
Nella stessa Bibbia, la
vicenda di Adamo ed Eva in qualche modo sembrerebbe rappresentare un iter di
eventi molto simile dove, alla base, c'è sempre un atto di ribellione.
Riflettiamo però su un altro
comune denominatore: nel caso della Cabala, l'opposto si
genera dall'Uno, cioè da Dio. Gli Angeli ribelli facevano parte della
schiera più vicina a Dio (e comunque Enoch li ritrova assieme agli altri,
seppur privati della luce divina). Adamo ed Eva vivevano nell'Eden, il mondo
creato per loro da Dio.
Dio è dunque sia costante
presenza che generatore di questa nuova forza.
Oltre a concedere dunque a Dio
(parliamo di un Dio in termini sincretici, ovviamente) il primato assoluto
come origine e quindi superiorità, dobbiamo ipotizzare che per creare la
vita tangibile, si sia dovuto servire di un opposto.
Il risultato appare così
scontato...
L'essere umano è
l'incarnazione di tutti gli elementi, come del bene ed il male che sono alla
base della propria esistenza.
A questo punto ci chiediamo
quale sia la via che prediliga il Bene, sempre che questa esista.
La citata Cabala offre
un'interessante soluzione al dilemma: "tutto ciò che cagiona CONSAPEVOLMENTE
la sofferenza altrui è male". Fare l'Amore non è male o peccato; farlo
sapendo di tradire, sì. Raccontare una bugia per difendere un amico non è
male; farlo per accusare ingiustamente un uomo, sì. E così continuando...
Non ci ricorda forse anche la
base delle regole elencate dal Rede Wiccan? "Fa ciò che vuoi purché non
danneggi alcuno".
La via del Bene è
rappresentata nel saper contrastare queste pulsioni negative, in realtà
molto più frequenti di quelle positive: un sacrificio derivato dallo
snaturare una condizione umana comunque portata anche al male (la metafora
del "peccato originale")
In definitiva, se il concetto
di bene e male resta una definizione soggettiva costellata di variabili
infinite, quello di Positivo e Negativo, intesi come Bene e Male universali,
è alla base della stessa esistenza: uno sfregamento dalla cui scintilla è
nata la Vita e tutte le sue incognite.

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