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Quante
volte abbiamo sentito parlare di viaggi nel tempo, di affascinanti e
fantasiose scorribande nelle epoche, sia passate, che future!?
Innumerevoli romanzi e film sono stati prodotti su questa possibilità e
allo stesso tempo desiderio, nostro, di cavalcare il tempo!? Ma come?
Tramite cosa? Stiamo parlando della MACCHINA DEL TEMPO. E’ veramente
possibile fare tutto questo, o è il frutto della nostra fantasia?
Ebbene, stando a quanto sarebbe avvenuto nella metà degli anni ’50,
sembrerebbe proprio di si. Ma cosa è successo in quegli anni? Cerchiamo
di saperne di più. Pare che questa fantomatica macchina per viaggiare
nel tempo sarebbe stata inventata e testata con successo proprio in
quegli anni; ma chi è l’autore di questa incredibile invenzione e come
funziona? Dalle cronache, e dai documenti esistenti, la paternità di
tale macchina può essere totalmente attribuita ad un italiano e
precisamente a: padre Pellegrino Ernetti, anche se si dice, sia stato
coadiuvato da una dozzina di altri scienziati, tra i quali Enrico Fermi
e padre Agostino Gemelli, e che nelle fasi finali del progetto, fino ai
test, si introdusse un’altra figura: Luigi Borello.
Ma torniamo alla macchina temporale, detta anche “CRONOVISORE”. Vediamo
qual è il principio che la fa funzionare. Bene, questa si baserebbe su
un preciso principio fisico, secondo il quale, ogni essere vivente in
ogni istante della sua vita, lascerebbe una doppia scia di energia, una
visiva e una sonora. Tale energia si trasformerebbe vagando nell’etere
fino a quando non andrebbe ad imprimersi in una sorta di fascia
magnetica che circonderebbe la Terra. A questo punto basterebbe
sintonizzarsi con delle apparecchiature speciali per captare e
riconvertire su di un monitor tale energia e rivedere una persona, o un
determinato evento. E’ da precisare, comunque, che studi su questa
teoria, erano già stati intrapresi e analizzati da Pitagora e
Aristosseno. Fu negli anni ’70 che la vicenda del cronovisore balzò alla
ribalta. Le documentazioni e le cronache dicono che il cronovisore fu
“inaugurato” per così dire, con successo. Ma cosa ammirarono la prima
volta, quale personaggio, o evento venne riprodotto? Le immagini
apparvero in bianco e nero, come ologrammi tridimensionali. Muovendo il
regolatore di onde, per tentativi, si cercava di “catturare” le onde
specifiche di un personaggio. Cominciarono a far ricerche su Mussolini,
poi su Napoleone, poi passarono addirittura ad una rappresentazione
teatrale dell’antica Roma, scritta da Quinto Ennio, che si intitolava: “THIESTE”,
nel 169 a. C. durante i giochi pubblici, in onore di Apollo.
Tutto ciò che veniva visualizzato sul monitor, veniva filmato. Da buon
prete, padre Ernetti volle rivedere il percorso della morte di Gesù,
dalla crocifissione, alla resurrezione; tutto
venne filmato. Ricordiamo che siamo negli anni ’50. Ma con un balzo,
ritorniamo agli anni ’70. Dallo stesso giornale, al quale rilasciò
l’intervista, venne pubblicata una foto raffigurante il volto di Gesù,
forse estrapolata dal filmato. E da questo, nacque un’aspra polemica. Fu
detto che quella foto non era autentica, ma che si trattava di un’opera
lignea dell’artista spagnolo Cullot Valera, conservata nel santuario
dell’Amore Misericordioso di Collevalenza, nei pressi di Todi.
Esaminando i documenti, si accertò che non era vero; la captazione
avvenne nel ’53, mentre l’opera di Collevalenza venne realizzata sei
anni dopo. Padre Ernetti non si fece trascinare nella polemica. Tuttavia
i suoi estimatori fecero capire che padre Ernetti fu messo a tacere dai
suoi superiori, anche con pressioni dal vaticano.
Certo che se si potesse venire in possesso del cronovisore e usarlo,
gran parte della nostra storia, se non tutta, potrebbe essere riscritta.
Pensate quanti enigmi sarebbero risolti, quanta luce verrebbe fatta su
fatti e persone, fino agli intrigati gialli dei giorni nostri!! Ma se
esiste veramente, dov’è? Chi la custodisce? Dalle voci che circolano da
anni, si dice sia gelosamente custodita in vaticano. Perché proprio lì?
Forse perché l’ha inventata un prete, al quale poi è stata sequestrata,
dopo la polemica degli anni ’70 di cui parlavamo prima? Non lo sappiamo
con certezza, fatto sta che se ne è tanto parlato, ma la faccenda è
ancora velata dal mistero. Noi continuiamo a ricercare e a tenervi
informati.

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