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TITOLO |
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LA MACCHINA DEL TEMPO |
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DAL SITO |
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AUTORE |
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ENRICO VINCENZI |
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Ebbene, stando a quanto sarebbe avvenuto nella metà degli anni ’50, sembrerebbe proprio di si. Ma cosa è successo in quegli anni? Cerchiamo di saperne di più. Pare che questa fantomatica macchina per viaggiare nel tempo sarebbe stata inventata e testata con successo proprio in quegli anni; ma chi è l’autore di questa incredibile invenzione e come funziona? Dalle cronache, e dai documenti esistenti, la paternità di tale macchina può essere totalmente attribuita ad un italiano e precisamente a: padre Pellegrino Ernetti, anche se si dice, sia stato coadiuvato da una dozzina di altri scienziati, tra i quali Enrico Fermi e padre Agostino Gemelli, e che nelle fasi finali del progetto, fino ai test, si introdusse un’altra figura: Luigi Borello.
Ma torniamo alla macchina temporale, detta anche “CRONOVISORE”. Vediamo qual è il principio che la fa funzionare. Bene, questa si baserebbe su un preciso principio fisico, secondo il quale, ogni essere vivente in ogni istante della sua vita, lascerebbe una doppia scia di energia, una visiva e una sonora. Tale energia si trasformerebbe vagando nell’etere fino a quando non andrebbe ad imprimersi in una sorta di fascia magnetica che circonderebbe la Terra. A questo punto basterebbe sintonizzarsi con delle apparecchiature speciali per captare e riconvertire su di un monitor tale energia e rivedere una persona, o un determinato evento. E’ da precisare, comunque, che studi su questa teoria, erano già stati intrapresi e analizzati da Pitagora e Aristosseno. Fu negli anni ’70 che la vicenda del cronovisore balzò alla ribalta. Le documentazioni e le cronache dicono che il cronovisore fu “inaugurato” per così dire, con successo. Ma cosa ammirarono la prima volta, quale personaggio, o evento venne riprodotto? Le immagini apparvero in bianco e nero, come ologrammi tridimensionali. Muovendo il regolatore di onde, per tentativi, si cercava di “catturare” le onde specifiche di un personaggio. Cominciarono a far ricerche su Mussolini, poi su Napoleone, poi passarono addirittura ad una rappresentazione teatrale dell’antica Roma, scritta da Quinto Ennio, che si intitolava: “THIESTE”, nel 169 a. C. durante i giochi pubblici, in onore di Apollo.
Tutto ciò che veniva visualizzato sul monitor, veniva filmato. Da buon
prete, padre Ernetti volle rivedere il percorso della morte di Gesù,
dalla crocifissione, alla resurrezione; tutto
Certo che se si potesse venire in possesso del cronovisore e usarlo, gran parte della nostra storia, se non tutta, potrebbe essere riscritta. Pensate quanti enigmi sarebbero risolti, quanta luce verrebbe fatta su fatti e persone, fino agli intrigati gialli dei giorni nostri!! Ma se esiste veramente, dov’è? Chi la custodisce? Dalle voci che circolano da anni, si dice sia gelosamente custodita in vaticano. Perché proprio lì? Forse perché l’ha inventata un prete, al quale poi è stata sequestrata, dopo la polemica degli anni ’70 di cui parlavamo prima? Non lo sappiamo con certezza, fatto sta che se ne è tanto parlato, ma la faccenda è ancora velata dal mistero. Noi continuiamo a ricercare e a tenervi informati.
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