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Sicuramente è la città morta più ricca di fascino di tutto
il Lazio. Gli insediamenti dell’uomo qui risalgono addirittura alla
preistoria, come testimoniano i reperti ritrovati in alcune grotte nei
pressi del torrente Lenta, datati addirittura al II° millennio a. C.. Ma
le sue origini probabilmente sono da attribuire agli Etruschi. Monterano
è situata a pochi km da Bracciano, nei pressi della via Braccianese
appunto. Fu costruita su un imponente sperone di tufo alto circa 100 m.
nel quale fondovalle scorre da tempo immemorabile, come unico testimone,
il fiume Arrone, emissario del lago di Bracciano. Ma perché questa
cittadina morì?! Quale fu la causa o le cause che ne decretarono lo
spopolamento, fino all’abbandono totale?! Cerchiamo di venirne a capo.
Col passare degli anni si alternavano alti e bassi nella vita della
città. Ma quando morì papa Altieri, il quale manifestava per tale centro
benevolenza e protezione, le cose cambiarono e Monterano venne a
trovarsi in difficoltà sia economiche che politiche. Anche l’agricoltura
ne risentì e come se non bastasse, sopraggiunse anche la malaria, che
costrinse buona parte degli abitanti ad abbandonare le proprie case e
cercare rifugio nei paesi limitrofi come Montevirgilio e Canale.
Ormai,
quasi del tutto abbandonata, Monterano nel 1799 subì l’ennesimo colpo
infertogli dall’esercito francese; dai racconti delle cronache
dell’epoca, i motivi che causarono il tutto, furono banali e futili e
per di più, generati da un grossolano equivoco. Ma vediamo come sono
andate le cose. Nella vicina Tolfa, il mulino che i cittadini usavano
per macinare il grano, ben presto si rivelò insufficiente, e questi,
decisero di usare anche quello di Monterano. C’è da dire, che in
precedenza, i tolfatani si erano ribellati all’esercito francese; dunque
i monteranesi, nel timore di essere giudicati anche loro dei ribelli
(dai francesi), impedirono ai “vicini” di usare la loro struttura.
Saputo l’accaduto, il comandante dei francesi, fece scortare dai soldati
i tolfatani fino a Monterano permettendo loro di usare quel mulino. Ma
non è finita qui! Gli ormai pochi abitanti rimasti, vedendo arrivare i
soldati, furono presi dal panico e, raccolte in fretta e furia le loro
cose, scapparono via.
A quel punto i francesi per dimostrare il loro
potere, la loro superiorità, distrussero tutto e appiccarono anche
incendi. Questa è una versione. Ma ce n’è anche un’altra che narra lo
strano e misterioso abbandono di questa cittadina. La leggenda narra che
nella sottostante gola del fiume detto "Biscione" si doveva costruire un ponte, ma
il posto era costantemente battuto da un forte vento che lo rendeva
impossibile. Gli abitanti allora decisero di scendere a patto con il
demonio: se questi avesse costruito un ponte che fosse durato in eterno,
i cittadini lo avrebbero ripagato con il sacrificio di buoi e capre. E
così, in una notte il ponte fu costruito, solido, forte e resistente
alle intemperie. Ma gli abitanti, presi dall’euforia, anziché mantenere
la promessa fatta, con le carni macellate banchettarono tutta la notte.
Questa leggerezza gli costò cara: il giorno seguente tutta
la popolazione fu colpita dalla pestilenza. Ovviamente questa può essere
solo una leggenda però… sulle spallette del famigerato ponte, si possono
notare ancora oggi, due bassorilievi che raffigurano il diavolo che con
una mano prende un uomo e con l’altra sgozza una vacca.
Quale sia il vero
motivo della “morte” di questa cittadina, non lo sappiamo; però possiamo
dire che sicuramente è un posto affascinante, misterioso, sicuramente da
visitare……,magari non da soli….

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