TITOLO

L'UOMO DEL FUTURO, NATO DAL PASSATO

DAL SITO

MICHELE PROCLAMATO.IT

AUTORE

MICHELE PROCLAMATO

 

 

 

 

 

 

A volte penso, sento quasi, di non ricordare più nulla, sì a volte mi sento come se tutto ciò che finora ho rincorso così testardamente non sia più dentro di me; scomparso chissà dove nella mia mente, come se una volontà terza decidesse cosa dovrei e potrei sentire, come se tutto ciò che in questi ultimi anni ha avuto veramente importanza per me sia sparito o ritornato in possesso del suo vero proprietario.

Vivo all’Aquila ormai da anni, ma se dovessi sintetizzare il mio rapporto con questo luogo così carico di storia e suggestioni, dovrei sicuramente riandare indietro con la memoria per potermi rivedere nuovamente seduto, solo, all’interno di una basilica, ormai famosa, come Collemaggio,

 

 

mentre, scomodamente adagiato su delle panche, per me, da sempre ostili,  a causa della loro  collocazione, mi domando, in un silenzio surreale, perché mi trovo lì, perché mi sento così attratto da quel luogo secolare, perché il silenzio di quel luogo è così affascinante.

Quanti pensieri, incontri, libri, luoghi ed avvenimenti sarebbero arrivati, nati, sorti, grazie a quelle semplici geometrie, quanto la mia vita sarebbe stata cambiata da quel “Labirinto” secolare, dalla simbologia così semplice da sembrare, falsamente, appena  decorativa.

 

E adesso, adesso che mi sento così estraneo alla mia stessa storia, mi rendo conto dell’enorme fortuna avuta. 

“Collemaggio Michè, ricurdati, è n'astronave: viaggia e iu tempo per essa, nun è nu problema. Mo si capito cusa si fatto? (Collemaggio Michele, ricordati, è un'astronave: viaggia, ed il tempo per lei non è un problema. Adesso hai capito che cosa hai fatto?) Questo mi disse un mio amico aquilano, uno dei pochissimi in grado di parlare con ”Lei”, la creatura di Celestino V, il papa del ”falso” gran rifiuto Dantesco, sicuro eremita, dalle conoscenze che tuttora mi danno continuamente da pensare.

Paolo aveva ragione, avevo viaggiato nel tempo e poco importa se lo avevo fatto “solo” mentalmente, senza rendermene conto, utilizzando un'unica “chiave” che  mi avrebbe permesso di vedere, probabilmente capire, ma soprattutto “sentire”, come, credo, pochi eletti nell’antichità, fossero in grado di vedere l’Uomo, la Terra, l’Universo, ma soprattutto: DIO.

Tutto ciò, attraverso un “sapere” la cui reale appartenenza è per me tutta da decifrare, che, pur perdendosi in tempi indecifrabili, l’ho visto riapparire con prepotenza nel fenomeno dei Cerchi nel Grano.

Ha, quindi, preso forma nella mia mente, un unico filo conduttore, secondo il quale un “solo” sapere, non proprio autoctono, ha “sempre”, accompagnato l’Uomo, indifferente al tempo, ma soprattutto ovunque sulla Terra,  “suggerendo” scienza e, per quanto inattesa, "Spiritualità", a civiltà ora scomparse e ad un'umanità il cui sviluppo, ormai immemore della sua “partenza”, tanto avrebbe da ricordare dei suoi veri “padri”.

 

Tutto ciò, lasciandomi allo stesso tempo interdetto ed ammaliato.

Interdetto poichè, tenendo presente le mie conclusioni, anche se temporanee, ho dovuto chiedermi quanto, l’Uomo, inteso come razza, abbia “realmente” goduto di un reale Libero Arbitrio nella sua sconosciuta e millenaria storia; quanto, l’uomo sia stato ”veramente libero” nel creare la sua tecnica, la sua scienza, le sue civiltà, ma soprattutto i suoi Dei; quanto, ciò che è successo su questa Terra, sia stato voluto dalla nostra razza e quanto, sia stato indotto da un presunto ordine, piuttosto cosmico, le cui finalità sono per me ancora tutte da valutare.

Ammaliato perché ora, oggi che la nostra scienza, ha  dimostrato il “limite” della sua creatività tutta “pagata” dalle ormai residue capacità terrestri di sopportare ancora la sua genetica distruttività, le conoscenze laciateci millenni fa e nuovamente suggeriteci attraverso i Crop, potrebbero indicare un nuovo tipo di sviluppo, caratterizzato da una civiltà, questa volta mondiale, in grado di “utilizzare” la Natura  e quindi Dio,  in modi estremamente “compatibili” con le “vere” energie che dominano l’Universo.

 

E se ora, proprio attraverso i miei studi,  ho capito che questa “Civiltà” non è completamente “nostra”, come non lo è, completamente, quella di quei pochi Nativi ancora in grado di “parlare“ con la “natura”, ma il “sunto” di tutto ciò, come i Cerchi indicano, vorrei che l’uomo del futuro tanto assomigliasse a quell’essere spesso ”Anfibio”, come il Dio Mesopotamico Anu testimonia, che ovunque, sulla Terra,  apparve  per dispensare “sapere e conoscenze” ad un essere umano che ancora “beveva dalle pozze“.

 

Vorrei che l’uomo del futuro non dimentichi ciò che oggi è, ma allo stesso tempo, ricordi come  fosse in grado di sentirsi “uno” con tutto ciò che lo circondava, che riprendesse a riparlare con gli “Elementi”, che tanto possono dargli, che risentisse la sua appartenenza non solo terrestre, ma, soprattutto, che ricordasse come Dio, nella sua androgina onniscienza, sia “stato” e sia “presente” alle sue “Richieste Direzionali”,  attraverso “12 Suoni”, tutti nascenti dal suo cuore sonoro, tutti nascenti dall’OTTAVA DIVINA.

Tutto ciò, per avere ancora un'ultima chance di sopravvivenza su questo pianeta, le cui sorti, credo, interessino non solo a noi, che tanto superficialmente lo abitiamo.

 

E adesso, caro "Angel Heart" e Voi, amici del Portale del Mistero, prima di trascinarvi nel mio mondo, lasciate che l’immagine del Rosone centrale di Collemaggio

entri dentro di voi e vi prepari per il viaggio senza tempo, che spero vorrete fare con me, “Lui” è la porta attraverso la quale sono passato, “LUI” è la “Chiave”.

 

 

 

VUOI PROPORRE UN TUO ARTICOLO? OPPURE SEGNALARNE UNO INTERESSANTE?

INVIACI UNA E-MAIL, SPECIFICANDO LA SEZIONE IN CUI COLLOCARLO

 

QUESTA PAGINA E' PARTE DI UN FRAME - PER ACCEDERE AL SITO CLICCA QUI SOTTO