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...E
un giorno quell'immensa massa di energia - a cui poi qualcuno darà il
nome di Dio - decise di sperimentare se stessa. Decise di conoscersi.
Per poter
mettere in atto il suo volere cominciò a frantumarsi, a separarsi in se
stessa; e nella prima suddivisione ebbero origine le due primarie
polarità: il Principio maschile e il Principio femminile.
Ma il Due,
che questi princìpi costituivano, in realtà era un Tre, perché tra le
due polarità si accese immediata la prima legge universale: la legge
d'attrazione. L'informe e inconoscibile massa iniziale si era scissa in
tre elementi: il maschile, il femminile e l'Amore.
Da questi
tre elementi, che insieme formavano il Tutto (il Tre è Uno), ebbe
origine la creazione, per mezzo di infinite frantumazioni del "corpo"
divino. Ogni frammento era una sua scintilla che sperimentava se stessa,
o meglio attraverso cui Dio si sperimentava. Ecco la creazione e la
generazione, che sempre ha necessità - in qualunque sua forma - di un
polo maschile e di un polo femminile.
Molti
"giorni" più tardi questa frammentazione aveva dato vita agli universi,
che si preparavano ad accogliere le prime creature materiali, come
l'uomo.
Ma era
necessario mettere l'uomo in condizione di divenire creatore egli stesso
della realtà in cui sarebbe vissuto, rendendolo così "a immagine e
somiglianza di Dio".
Uno degli
strumenti fondamentali per questa avventura creativa sarebbe stato il
Libero arbitrio. Ossia la scelta.
Ma...
la scelta fra che cosa?
Per poter
scegliere qualcosa è indispensabile avere di fronte delle opzioni... E
se tutto è perfetto e funziona in modo impeccabile, tra cosa si può
scegliere?
Si può
scegliere, ad esempio, di infrangere le regole che reggono il cosmo.
Anzi, l'infrazione è indispensabile per poter capire quelle regole; e
poiché solo la comprensione e la conoscenza conducono all'evoluzione, la
possibilità di "infrangere" è la base della crescita e della
sperimentazione umana - che non è altro che la sperimentazione dei
frammenti di Dio. Infatti questo è l'uomo: un frammento divino partito
da tempo immemorabile verso la conoscenza di se stesso.
Insieme
all'uomo erano nati così altri due elementi: il bene e il male. Senza
queste due opposte polarità, l'uomo non avrebbe potuto definirsi tale.
Sarebbe stato un essere insignificante. Non avrebbe avuto reazioni,
emozioni, tendenze e tensioni, desiderio di emanciparsi e di crescere,
né nessun'altra caratteristica propria di chi ha uno scopo nella
creazione.
L'uomo non
è un giocattolo di Dio. Non è qualcosa che Dio ha creato per riempire la
propria solitudine, come si ipotizzava talvolta al catechismo.
L'uomo è
una delle espressioni più alte della Divinità, investito di poteri
incredibili (per lo più misconosciuti) e soprattutto portatore di un
elemento che lo rende diverso da tutte le altre creature: la
capacità di giudizio. Una capacità che può reggersi solo sull'esistenza
del bene e del male.
Sostenere dunque che il male sia un'invenzione umana, oppure la
conseguenza del gesto di qualche angelo ribelle, è una grande ingenuità.
E' mancanza di profondità del proprio giudizio... e in questo senso può
essere considerato un piccolo fallimento, una falla nella nostra
conoscenza.

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