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A metà brano l’apostolo ci descrive l’uomo il quale gli aveva ordinato di inviare le lettere alle sette chiese; portava una lunga tunica e sulla vita portava una fascia dorata, designando cosi la sua autorità sacerdotale, i suoi capelli erano bianchi e ciò ci può far solo intuire che sia stato un uomo saggio: era il Salvatore.
Prima di addentrarci verso l’analisi delle
lettere inviate
Le lettere che Giovanni inviò alle sette chiese ( Efeso, Smirne, Pargamo, Tiatira, Sardi, Filadelfia, Laudicea) non erano altro che lettere in cui il salvatore rimproverava i sacerdoti ( nelle didascalie della bibbia Edizioni San Paolo, i sacerdoti delle sette chiese, vengono intravisti come angeli) di quelle chiese per il loro comportamento, richiamandoli a tornare sulla retta via. Non mi stancherò mai di ripeterlo, quello che dirò non sono accuse, ma solo ragionamenti che portano un uomo alla sempre, e costante ricerca della verità. Un capitolo molto interessante è il capitolo dedicato alla chiesa di Pargamo. Il testo dice: “ All’angelo della chiesa di Pargamo scrivi : cosi parla Colui che tiene la spada affilata a doppio taglio. So dove abiti, cioè dove Satana ha il suo trono.” Per chi è addentrato in questi argomenti, saprà di certo cosa dicono i tre segreti di Fatima; anche in essi si dice che Satana si troverà ( o già si trova) nelle più alte sfere vaticane. I sacerdoti di solito abitano nei dormitori della chiesa. Quindi che significa? È possibile che l’apocalisse ci avverta che il maligno sia “un lupo travestito da pecora?” Passiamo ora alle “ Visioni profetiche”.
La prima delle visioni profetiche che ha Giovanni, è la visione di una corte celeste. Qui Giovanni vede nel cielo un trono sul quale vi era Dio; intorno a lui vi erano ventiquattro Seniori, molto probabilmente dei Saggi. Nelle vicinanze del trono, ci dice l’apocalisse, vi erano quattro viventi con occhi davanti e dietro, con sei ali ciascuno. Quasi sicuramente qui si tratta del collegamento ( come già ipotizzato da molti studiosi) extraterrestre- cristianesimo, collegamento che la Santa sede non ha mai preso sul serio. Il signor Giorgio Bongiovanni ad esempio, dichiara che in realtà gli angeli di ieri sono gli omini verdi di oggi. Ora, vero o non vero, il fatto che questi “ 4 viventi” vengono descritti con tanti occhi e con sei ali, non ci fa pensare minimamente che possa trattarsi di veri alieni devoti a Dio? Da alcuni, il signor Bongiovanni viene considerato come “ persona non attendibile”. Ma se avesse ragione? Dopo la corte celeste, ecco che segue il capitolo dedicato “ al libro dei sette sigilli”, forse a mio parere, il capitolo più significativo. Questo capitolo, parla di questo libro dei sette sigilli, per l’appunto; alla apertura di ogni sigillo, Giovanni vede vari avvenimenti che possono essere considerati come avvenimenti futuri. Il suddetto libro, può essere aperto solamente da Gesù Cristo ( il Leone della tribù di Giuda). Vediamo singolarmente cosa avviene all’apertura dei sette sigilli.
Primo sigillo: “Quando l’agnello aprì il primo dei sette sigilli, udii in visione il primo dei quattro viventi dire come una voce di tuono: << Vieni!>> E vidi apparire un cavallo, su cui sedeva un cavaliere con un arco; fu data a lui una corona; ed egli venne fuori da vittorioso per vincere ancora”.
Alla sua apertura, il primo sigillo materializza un cavallo bianco, un cavaliere e un arco. Alcune persone, comprese il sottoscritto crede si tratti della giustizia divina.
Secondo sigillo: “ All’apertura del secondo sigillo, udii il secondo vivente esclamare: << Vieni!>> Allora usci un altro cavallo, rosso-vivo; a colui che lo montava era stata data la potestà di toglier via dalla terra la pace, in modo che gli uomini si sgozzassero l’un l’altro; per questo gli fu data una grande spada.”
Questo sigillo materializza l’odio tra gli uomini. La spada simboleggia la divisione tra gli uomini.
Terzo sigillo: “ All’apertura del terzo sigillo, udii il terzo vivente dire: << Vieni!>> Apparve allora un cavallo nero: colui che lo montava aveva in mano alla bilancia. Udii fra i quattro viventi come una voce dire: << Una misura di frumento per un denaro e tre misure di orzo per un denaro! Ma all’olio e al vino non recar danno! >>”
Questo cavaliere a mio avviso, credo simboleggi l’equilibrio.
Quarto sigillo: “ All’apertura del quarto sigillo, udii il quarto vivente dire: << Vieni!>>. Ed ecco, apparve un cavallo verdastro; colui che lo montava aveva nome Morte e l’Ade lo seguiva; fu data loro potestà di portare lo sterminio sulla quarta parte della terra con la spada, la fame, la peste e con le fiere della terra.”
Questo brano è di facile intuizione. Qui è la morte e l’inferno che hanno il sopravvento. È da notare una cosa “stramba”, e qui le coincidenze sembrano essere troppe. Il quarto sigillo prevede la comparsa di un cavaliere di nome morte che portava con sé l’Ade, forse ha qualche affinità quando si dice che Cristo tiene le chiavi della morte e dell’Ade? Credo di si! La cosa che me lo fa ipotizzare, sta nel fatto che dalla bocca del salvatore esce una spada, simbolo che può significare divisione, o morte.
Quinto sigillo: “ All’apertura del quinto sigillo, sotto l’altare apparvero le anime di coloro che sono stati uccisi a causa delle parola di Dio e della testimonianza da loro data. Ma a ciascuno di essi fu data una veste bianca e fu detto loro di pazientare ancora un poco, finche non si completi il numero dei loro compagni e fratelli che dovranno essere uccisi come loro.”
Il seguente sigillo è la persecuzione dei nuovi cristiani. Qui il numero dei futuri martiri non è menzionato.
Sesto sigillo: “ All’apertura del sesto sigillo, apparve ai miei occhi questa visione: si udì un gran terremoto; il sole si offusco, da apparire nero come un sacco di crine; la luna tutta prese il colore del sangue; le stelle dal cielo precipitarono sulla terra come i frutti acerbi di un fico, che è scosso da un vento gagliardo; il cielo si accartocciò come un rotolo che si ravvolge; monti e isole, tutte, scomparvero dai loro posti. Allora i re della terra, maggiorenti, i capitani, i ricchi e i potenti, tutti, schiavi e liberi, si rifugiarono nelle caverne e fra le rupi delle montagne, e dicevano alle montagne e alle rupi: << Cadete sopra di noi e nascondeteci dalla presenza di Colui che siede sul trono e dall’ira dell’agnello, poiché è giunto il gran giorno della loro ira, e chi potrà mai resistere?>>”
Il penultimo sigillo, ci descrive dei veri e propri avvenimenti apocalittici. Grandi terremoti, collisioni di stelle, il colore della luna che diventa color sangue ecc.
Ora questi elementi ci possono far riflettere su alcuni avvenimenti che si sono verificati e che si manifestano ancora oggi. I terremoti ad esempio negli ultimi tempi, sembrano essere assidui, i venti di cui parla il sigillo in questione potrebbero essere i cicloni. La scomparsa di monti e isole, può avvenire con terremoti o con gli tsunami, basti ricordarsi il tragico avvenimento accaduto alle Maldive, un fenomeno che poteva tranquillamente sommergere l’isola. Vediamo il fenomeno delle stelle. È da dedurre che il fenomeno delle stelle di cui parla il testo, possano riferirsi non alla caduta di molte stelle, ma alla stella Apofis, la quale dovrebbe cadere sulla terra ( secondo gli scienziati) nel 2036 ( se non erro). Entrando in collisione con la terra, provocherebbe il distaccamento di alcuni frammenti, potrebbero essere le “stelle” di cui asserisce il testo? Se salto alcuni capitoli, non è perché non li reputi importanti, anzi, ma voglio parlare di ciò che è impenetrabile, di quello che potrebbe accadere in questo futuro, quello che noi cristiani e non solo stiamo vivendo. Il capitolo otto continua con l’apertura dell’ultimo sigillo.
Le preghiere dei Santi- Settimo sigillo: “ All’apertura del settimo sigillo si fece silenzio in cielo per circa mezz’ora. Quindi vidi che ai sette angeli ritti davanti a Dio furono date sette trombe. Poi un altro angelo s’appressò con in mano un braciere d’oro e si pose al lato dell’altare. Gli fu data una gran quantità di incenso, affinché l’offrisse, quale simbolo delle preghiere dei Santi, sull’altare d’oro antistante al trono. Salì verso Dio il fumo dell’incenso, simbolo delle preghiere dei Santi, dalla mano dell’angelo. Poi l’angelo prese il braciere, lo riempì con il fuoco dell’altare e lo gettò sulla terra; ne seguirono tuoni, clamori, lampi e scosse di terremoto. E i sette angeli con le sette trombe si disposero a dar fiato alle trombe.”
Qui l’angelo che prese il braciere e lo gettò sulla terra, sembra compiere come un atto di purificazione, sconvolgendo di nuovo la terra con fenomeni naturali. Ora, andiamo avanti con il suono delle sette trombe ( come ho detto in precedenza, il numero sette è un numero simbolico molto importante). I primi quattro flagelli che colpiscono la terra al suonare delle prime quattro trombe possono essere di nuovo gli stessi fenomeni descritti all’apertura del sesto sigillo. La quinta tromba, invece, ha uno scenario iniziale ben diverso, vediamo cosa dice.
La quinta tromba: Il quinto angelo suonò la sua tromba: Vidi un Astro caduto dal cielo sulla terra; gli fu consegnata la chiave della voragine dell’abisso. Egli aprì la voragine dell’Abisso e da essa salì un fumo come il fumo di una grande fornace; il sole e l’aria si offuscarono per il fumo della voragine. Dal fumo vennero sulla terra delle cavallette; fu dato loro un potere simile a quello degli scorpioni terrestri. Ma fu loro ingiunto di non recar danno né a erba della terra né a pianta né ad albero alcuno; ma solo agli uomini che non avessero sulla fronte il sigillo di Dio. Però fu loro concesso di non farli morire, ma di tormentarli per cinque mesi con un tormento simile a quello dello scorpione quando punge un uomo. In quei giorni gli uomini cercheranno la morte e non la troveranno; brameranno morire, ma la morte fuggirà da loro. Ora al vederle, le cavallette somigliavano a cavalli pronti all’assalto. Avevano code simili a quelle degli scorpioni, con pungiglioni: nelle loro code risiedeva il potere di tormentare gli uomini per cinque mesi. Avevano come re l’angelo dell’Abisso, il cui nome in ebraico si chiama Distruzione e in greco sterminatore.”
Nelle note didascaliche della bibbia Edizione San Paolo, l’astro caduto viene identificato come l’angelo infedele, in questo caso satana, mentre l’abisso è il luogo dove ci sono gli angeli ribelli. Bisogna credere dunque che il male si manifesterà materialmente assieme alla sua schiera di seguaci? Di questo ne parlerò quando tratterò un articolo dedicato a l’anticristo. Per il resto della visione, l’idea ce la suggerisce un documentario messo su internet del National Geographic sull’apocalisse, cioè lo scoppio di una guerra. Le cavallette citate da Giovanni potrebbero essere elicotteri da combattimento? Visto la lunghezza di questo libro profetico, a malincuore devo citare un ultimo capitolo seguito dalla conclusione ( Non vorrei essere troppo noioso!)
La donna e il dragone: “ E un segno grandioso apparve nel cielo: una donna vestita di sole, con la luna sotto i suoi piedi e una corona di dodici stelle sul capo: era incinta e gridava in preda alle doglie e al travaglio del parto. E un altro segno apparve nel cielo; ecco: un grosso dragone, rosso-vivo, con sette teste e dieci corna. Sulle teste vi erano sette diademi; la sua coda si trascinava dietro la terza parte degli astri del cielo e li precipitava sulla terra. Il dragone si pose di fronte alla donna che era sul punto di partorire, per divorare il bimbo non appena fosse nato. Essa quindi diede alla luce un figlio, un maschio, quello che era destinato a governare tutte le nazioni con verga di ferro. Subito fu rapito il figlio di lei verso Dio, verso il trono di lui; mentre la donna riparò nel deserto, dove ha un luogo preparato da Dio per esservi nutrita per lo spazio di milleduecentosessanta giorni.”
Il dragone, viene visto da molti come un chiaro ragguaglio alla Cina ( perché?). Io invece credo che si tratti di tutt’altro. Questo dragone perseguita la donna gravida allo scopo di eliminare il figlio primogenito. Ora, non si sa di che tempo si parli ( passato, presente o futuro), ma c’è un elemento alquanto strano. Di che cosa si tratta? La donna in questione dovrebbe essere la Vergine Maria, ma potrebbe non alludere a lei! Sappiamo che dopo la nascita di Gesù, la sacra famiglia si trasferisce in Egitto, mentre qui si cita che la donna fugge sola nel deserto, e il bambino viene “rapito” da Dio. Come ripeto, nei vangeli vi è scritto che partono per l’Egitto tutti e tre ( padre, madre e figlio), mentre nel testo della rivelazione il padre viene omesso. Le conclusioni possono essere di svariato tipo. C’è chi prevede la fine del mondo in modo letterario, chi invece da interpretazioni di vario tipo o altro ancora.
Ad esempio, un mio amico ( testimone di Geova) mi ha spiegato come è il loro pensiero a riguardo; loro ad esempio vedono nella meretrice la chiesa, mentre altri ( cristiani) vedono nella meretrice, un luogo, come Roma. Secondo me, l’apocalisse in questione, ci mette in allerta da noi stessi, dalle azioni che facciamo e che hanno un influenza negativa sulla nostra vita ,quella ambientale. La parola satana in fondo significa ostacolo, e se siamo proprio noi l’ostacolo? E se siamo proprio “ Noi” che ci uccidiamo, facciamo guerre, che progettiamo armi di distruzioni di massa per distruggerci l’un l’altro. Le ipotesi sono tante, ma l’apocalisse è una sola, e piano piano ce ne accorgiamo dalle notizie che ci arrivano da tutto il mondo.
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