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A
Visoko (Visoki), cittadina a 30 km da
Serajevo, in Bosnia, si sta per riscrivere la preistoria.

Una
équipe guidata da
Semir Osmanagic, archeologo bosniaco
americano, come usa definirsi, nato a Zenica nel 1960, che ha vissuto
negli ultimi 15 anni a Houston ed esplorato i siti Maya del Messico, sta
compiendo scavi intorno alla
collina Visogica
che domina la cittadina, la cui inusuale forma geometrica ricorda una
piramide. L’archeologo sta cercando di riportare alla luce la
costruzione piramidale che si celerebbe conservata intatta dal muschio
presente sul terreno.
La piramide, contenuta nella collina che si eleva di circa 650 metri,
raggiungerebbe un altezza di 220 metri in altezza, con una pendenza di
45 gradi e fianchi di 365 metri di lunghezza, risultando, se tali misure
verranno confermate, più grande della Grande Piramide di Giza.
Secondo l’archeologo bosniaco anche la collina adiacente nasconderebbe
una
piramide più piccola.
Impegnati nell’impresa geologi dell’Università di Tuzla, specialisti in
sedimentologia, mineralogia, petrografia, e altri archeologi che
prestano volontariamente il loro contributo mossi dall’opportunità di
divenire protagonisti di un’impresa che può cambiare la storia europea.
I quattro fianchi inclinati della collina
sono interamente coperti di
lastre di pietra e orientati con i
punti cardinali; la collina possiede un vertice piatto e una scalinata
che potrebbe condurre all’ingresso e all’accesso dei locali interni
della piramide.
Nel luogo sono state rilevate altre colline che potrebbero nascondere
altrettante piramidi più piccole, per l’esattezza altre quattro, facendo
della regione il più importante sito archeologico europeo.
La piramide di Visoko, la più grande delle
costruzioni nascoste dalle colline, sarebbe simile a quelle sud
americane, per questo le è stato assegnato il nome di "Piramide del
Sole" e di conseguenza le altre hanno preso i nomi di "Piramide della
Terra", "Piramide
della Luna", "Piramide del Dragone"; tutte costruite nello
stesso periodo dallo stesso popolo, una super civiltà risalente a oltre
12000 anni fa.
L’antichità delle costruzioni sarebbe confermata dal fatto che le rocce
presentano alterazioni dovute alla loro permanenza secolare nell’acqua;
se le piramidi rimasero sommerse lo furono dopo la fusione dei ghiacci
alla fine dell’ultima glaciazione, avvenuta appunto circa 12000 anni fa,
questo accerta che tali costruzioni erano già presenti all’epoca.
Unendo l’apice delle piramidi del Sole, della Luna e del Dragone, con
una linea, otteniamo un triangolo con gli angoli uguali, tutti di 60
gradi, un perfetto
triangolo equilatero.
Le piramidi sarebbero collegate tra loro
un sistema di
cunicoli e gallerie sotterranee,
ritenute a torto dagli storici miniere medievali di carbone. Il
labirinto formato dalle gallerie è stato mappato da un gruppo di esperti
che avrebbero anche trovato un sistema di ventilazione.
Le immagini satellitari e i sondaggi
eseguiti nel terreno hanno permesso di stabilire che la collina non può
essere di origine naturale, ma opera dell’uomo.
Gli scavi procedono su
tre lati: a Sud, in due diversi punti
del plateau, sul lato nord e su quello a est.
Sul lato sud nella zona del
secondo scavo del
plateau è stata rilevata la scalinata e con essa blocchi di
calcare e lastre in pietra arenaria, materiale non presente nella zona,
lavorato e portato sul posto da altre località. Dagli scavi la conferma
dell’esistenza di
lastre usate per la pavimentazione
lavorate a mano e strutture realizzate dall'uomo. I blocchi si sono
preservati intatti grazie ai 15 centimetri di muschio che li ha
ricoperti; questo ha permesso di rilevare le specifiche forme
geometriche dei loro contorni. Chiaramente visibili i lati dei delle
pietre e l’area dove sono unite; altrettanto chiari i punti di unione
finemente basati. Uno dei blocchi rinvenuti presenta una forma circolare
confermando la sua lavorazione manuale. I blocchi risultano tagliati in
dimensioni precise con lo scopo di creare la struttura della piramide.
Alcune pietre riportano
incisioni circolari sopra la loro
superficie che ricordano vagamente il segno del labirinto, come quella
rinvenuta nella zona del plateau. Uno scavo di nove metri ha permesso di
stabilire che il plateau è coperto di tali blocchi che seguono l’angolo
della collina.
Tutto l’accesso
al plateau è pavimentato con
lastre di pietra con uno spessore medio
di 10 centimetri. L’intera collina è costituita da blocchi di arenaria.
Il complesso delle
pietre a est della collina è coperto da
due metri e mezzo di terra; sul lato a nord le
pietre si trovano a un metro di
profondità e presentano uno spessore di 70 centimetri e i bordi intatti;
il loro peso varia da 10 a 30 tonnellate. Le pietre sono sicuramente
lavorate e trasportate sul luogo attraverso l’uso di una tecnologia non
in possesso dell’uomo dell’età della pietra.

La collina Visogica contiene anche i resti
della città medievale fortificata di Visoki usata da re bosniaci per due
secoli, costruita sopra l’edificio romano adibito ad osservatorio, a sua
volta edificato sopra le rovine di un insediamento risalente a circa
5000 anni fa forse dagli Illiri che abitarono i Balcani prima delle
tribù slave insediatesi nel territorio nel 600 a.C..

Attualmente a Visoko, in attesa dei turisti e dei curiosi, alcuni
ristoratori mettono sulle loro tavole piatti triangolari; un albergo ha
cambiato il nome in "Hotel Piramide del Sole" e gli artigiani producono
souvenir a forma di piramide.
Cercando di attribuire un costruttore alle piramidi si riportano antiche
leggende pervase di mistero ed aneddoti popolari non sempre tenuti in
considerazione; forse a causa delle note vicende storico politiche della
regione degli ultimi anni.
Ecco quindi riaffiorare dal passato la leggenda che vede protagonista
una donna, la quale avverte che a nessuno è permesso vivere nell’antica
città situata sulla vetta della collina se non si è preparati a
proteggere, con la vita, i segreti nascosti sotto le sue fondamenta.
Quale segreto nasconde la città? Secondo
la leggenda la città "mostra due strati". Uno strato è stato consumato
dalla pioggia, lo strato della terra; il secondo è un "guscio d’uovo"
sottile e fragile. Se il guscio viene danneggiato e il suo contenuto
portato via dal diluvio, questo sarà causa di sfortuna per il popolo
della valle. Quando i turchi invasero la Bosnia nel 14° secolo e udirono
tale leggenda, furono spaventati e non occuparono la città sulla vetta
della collina, al tempo capitale della Bosnia; ma si limitarono a
conquistare Travnik e Jajce.
Un’altra storia riporta che durante alcuni
lavori eseguiti sulla strada locale vennero scoperti alcuni blocchi
provvisti di iscrizioni, ma non sappiamo che fine abbiano fatto.
Alcune testimonianze parlano degli strani fenomeni che si verificavano
quando scoppiava una bomba vicino alla Visogica; sembrava che
l’esplosione passasse attraverso la montagna come accade quando
esplodono le mine in miniera.
Tali gallerie erano conosciute da tempo da tutti; i ragazzi usavano
esplorare la montagna proprio attraverso tale serie di gallerie
esistenti a nord della piramide e al suo interno, nonostante che gli
accessi nelle vicinanze delle piramidi del Sole e della Luna fossero
stati chiusi al pubblico fin dal 1960.
I cunicoli della costruzione più grande,
tutti artificiali e con pareti diritte e levigate, sono stati esplorati
per circa 200 metri; fino all’unione con altri piccoli tunnel, tutti a
90° l’uno dall’altro.
Ancora storie locali narrano di ragazzi che, entrando nella piramide più
piccola attraverso un fiume che scorre nel luogo, sbucarono sulla vetta
della piramide fra le rovine di una città medievale protetta da mura.
Per questo tutti sono convinti che uno dei tunnel potrebbe collegare le
due piramidi e conferma l’esistenza di un sistema di gallerie sotto
tutte le piramidi; secondo gli archeologi si troveranno camere al loro
interno.
A tutto ciò si aggiunge un episodio avvenuto l’estate scorsa: durante i
lavori di scavo eseguiti in un giardino, allo scopo di costruire una
piscina, venne ritrovato un muro con l’ingresso di un tunnel che
conduceva nella "Piramide del Sole". A quanto dichiara Semir Osmanagic
sotto la collina Visogica, e quindi sotto la "Piramide del Sole", si
troverebbero anche due piccoli laghi.
Semir Osmanagic ci rivela un altro luogo pieno di mistero, attraverso il
racconto di un suo amico professore che esplorò le Caverne Nere del
Monte Majevica nell’area di Brcko.
Il professore trovò all’entrata di una delle caverne un enorme megalito
con appesi alcuni anelli metallici. Nei punti in cui gli agenti
corrosivi del tempo non avevano attaccato gli anelli, questi apparivano
composti da una lega di acciaio di notevole qualità. Il professore non
ha saputo dire quanti fossero gli anelli e neanche con quale metodo
erano stati incastonati nella pietra, perché erano assenti giunti,
saldature e altri segni di unione: il cerchio del metallo che formava la
loro struttura risultava compatto e continuo, senza traccia delle
estremità. Le pareti erano piene di conchiglie marine fossilizzate;
anche il pavimento ne era ricoperto, ma queste ultime non erano avevano
avuto il tempo di fossilizzarsi, evidenziando in tal modo che si erano
depositate in due periodi diversi, separati da un congruo intervallo di
tempo. Il tipo di conchiglie non è presente nelle acque del vicino fiume
Sava a conferma che la zona è stata sotto il livello del mare in epoche
diverse.
Sembra inoltre che nel fiume sia avvenuto
anche il ritrovamento di una enorme spina dorsale usata in seguito come
sedia e andata perduta durante la guerra: sempre nel Sava sarebbe stata
rinvenuta una gigantesca gabbia toracica appartenente ad animali che,
per le loro proporzioni, non sono presenti oggi.
Queste le storie, ma la domanda che molti si fanno è chi può aver
costruito le piramidi 12.000 anni fa.
Qualcuno indica i costruttori negli Illiri, che abitavano la penisola
balcanica prima delle tribù slave, ma le loro origini restano
sconosciute. Sappiamo che era un popolo tribale governato da
condottieri, una razza indo europea. Si ritiene che fossero discendenti
dai primi immigranti Ariani, sicuramente furono i primi abitanti
conosciuti della Bosnia e la più antica razza nel sud est dell’Europa.
Ricerche in antichi testi suggeriscono una migrazione dalla Turchia; per
alcuni studiosi albanesi il nome Illiri deriverebbe da Iliret, il cui
significato è "Libero"; quindi da qui la definizione di "terra della
libertà".
Sembra che gli Illiri fossero un popolo bellicoso, dedito a sacrifici
umani durante le loro cerimonie; le loro tombe erano Tumuli o
Montagnole, dove usavano mettere artefatti come armi, ornamenti e
vascelli. Intorno ai luoghi di sepoltura sono state trovate spade,
giavellotti, asce, archi e frecce, coltelli.
Le prime manifestazioni di questa civiltà risalgono all'inizio del
secondo millennio a.C., quando erano frequenti le guerre tra tribù. Per
questo gli Illiri furono presto costretti ad unirsi in alleanze, tanto
che il loro territorio si trasformò in uno Stato potente.
Gli Illiri hanno formato il nocciolo delle popolazioni pre elleniche che
hanno abitato la parte più meridionale della penisola balcanica e della
Tracia, ossia parte della moderna Bulgaria, Grecia, Turchia e ad est
dell’attuale Macedonia.
Gli antichi scrittori greci descrivevano gli Illiri come "barbari" e
"non ellenici" evidenziando con ciò la percezione e la reale differenza
fra le culture. Storici illustri, come Demostene e Strabone, ricordano
il valore di queste "tigri della guerra". In particolare Strabone, che
descrisse tutte le tribù illiriche.
Lo scontro con Roma, che mirava ad
estendere il proprio controllo sull'Adriatico, fu inevitabile: le guerre
illirico-romane, iniziate nel 229 a.C., si conclusero con la vittoria di
Roma. Il popolo illirico fu ridotto in schiavitù e il suo territorio fu
frazionato in piccole unità amministrative; ma in virtù della loro
bellicosità furono incorporati naturalmente nelle legioni romane per
scopi militari; inoltre il territorio degli Illiri, con le sue valli e
montagne, rappresentava uno punto di notevole importanza strategica
nella difesa dell’impero.
I romani aprirono miniere sfruttarono la ricchezza della regione. Col
tempo molti Illiri si romanizzarono mentre la colonizzazione lungo la
costa adriatica e la bassa Neretva portò molti romani ad insediarsi e,
con essi, la civiltà e l’influenza romana.
Nel 395 d.C. la divisione tra l’Impero Romano di Oriente, conosciuto
come l’Impero Bizantino, e l’Impero Romano Occidentale divenne
definitiva. La linea di separazione tra est ed ovest fu il fiume Drina,
trasformando la Bosnia in un cuscinetto tra gli imperi.
Il territorio a sud dell’Illiria fu incorporato dai bizantini e dai
greci; la parte a nord rimase sotto il dominio romano.
Al tempo della caduta dell’Impero Romano intorno al 480 d.C., con
l’invasione dell’Illiria, Macedonia e Grecia da parte dei Visigoti,
degli Unni e degli Ostrogoti, migrarono in Bosnia anche Sloveni, Croati
e Serbi raggiungendo il territorio albanese dove stabilirono numerosi
principati autonomi e cancellando dalla storia gran parte della
popolazione autoctona, assimilandola.
Solo gli Illiri del sud resistettero alle varie dominazioni e
riapparvero alcuni secoli più tardi col nome di Albani; per questo
motivo la lingua Albanese preserva anche oggi una parte di quella
illirica e alcune tradizioni di quel popolo.
Oggi, dunque, la zona intorno alla collina Visogica è divenuta il più
importante sito archeologico europeo.
Non è vero però, come si sta
reclamizzando, che in Europa non vi siano altre Piramidi e si definisca
la "Piramide del Sole Bosniaca" come la prima.
Come ho avuto modo di scrivere, si conoscono da tempo altre costruzioni
piramidali, sia in Germania, sia a Teneriffe, sia in Italia.
L'esploratore Thor Heyerdhal, famoso per le sue traversate oceaniche con
il Kon-Tiki, tese a dimostrare che gli Egizi, o i Fenici, sbarcarono in
America prima di Colombo, ha scoperto, nell'isola di Tenerife (Canarie),
ben sette
piramidi a gradoni alte quindici metri,
aventi lo stesso stile Mesopotamico, provviste di una via processionale
che le avvicina alle costruzioni esistenti nello Yucatan. Il villaggio
di Guimar luogo del ritrovamento, era anticamente abitato dai Guanches,
una razza berbera dalla barba bionda e con gli occhi azzurri.
Piramidi simili sono state ritrovate anche
in Sardegna.
Circa sette chilometri prima di Porto Torres si trova Monte d'Accodi
dove si può osservare una
struttura piramidale di 9 metri
d’altezza e quasi 40x30 metri di base; al centro una rampa di 40 metri
raggiunge la sommità della costruzione dove probabilmente un tempo
esisteva un’altra camera. La costruzione risalirebbe circa al 2800 a.C.
L’edificio è assolutamente insolito per la zona del Mediterraneo e
ricorda nella forma gli ziggurat della Mesopotamia.
Ai due lati della rampa un menhir di oltre quattro metri e una lastra
calcarea quadrangolare di circa tre metri di lato posta su pietre a
formare una tavola o un altare per i sacrifici.
In Sicilia a quattro chilometri da
Pietraperzia la piramide di
Cerumbelle; una costruzione dalla
struttura imponente, con quattro rampe di scalini e altari sacrificali
nella parte alta; costituita da pietre di grande dimensione, ben
lavorate e saldamente incastonate; in complesso un pregevole e preciso
lavoro costruttivo.
Una piramide tedesca è conosciuta come "Cumulo
di Barnenez" ed è costituita da
pietre intagliate; fino ad ora era considerata la più grande costruzione
megalitica europea.
A Silbury Hill esiste una
collina considerata da sempre una
piramide e che possiede anche la stessa inclinazione della Grande
Piramide egizia.
Inoltre, intorno a Sebastopoli, sono state scoperte fortuitamente ben 37
piramidi completamente interrate.
Uno strano gioco del destino rivela il segreto nel corso di ricerche
idriche dirette dal capitano di vascello a riposo Vitalij Anatoljevic
Gokh, esperto di scienze tecniche e rilevazioni sotterranee, inventore
di un dispositivo utile nell’individuazione di sorgenti d’acqua, ex
insegnante alla scuola d’ingegneria, dove aveva il compito di preparare
gli ufficiali dei sommergibili nucleari.
I ricercatori si sono imbattuti in una
estesa superficie levigata di pietra calcarea. Penetrati all’interno
hanno trovato strutture a cupola e strane lastre triangolari. Nelle
giunture fra i blocchi di pietra vi sono tracce di malta. Nei dintorni,
un tratto di cinquanta chilometri fra Foros e Khersones, sono state
rinvenute altre sei piramidi interrate allineate lungo la costa del Mar
Nero; con la prima formano un rombo quasi regolare e risultano tutte
allineate come quelle egiziane e colombiane.
Territori un tempo sotto il dominio degli Illiri, o di una antica
civiltà che 12.000 anni fa si era insediata in tutto quel territorio e
probabilmente aveva costruito piramidi un po’ dovunque.
Gli scavi si protrarranno fino ad Ottobre e per quella data, Semir
Osmanagic, ci rivelerà qualcosa che ci obbligherà a modificare la nostra
storia.

P.S.: Nel nord est della Bosnia Erzegovina vicino a Banja Luka sono
state rinvenute
sfere di pietra levigate usate a volte
nelle fondamenta delle case; nel villaggio di Trn hanno un diametro di
circa quaranta centimetri. Una sfera tagliata nel mezzo ha un diametro
di un metro. Nel villaggio di Teocak ne sono state rinvenute ben otto
geometricamente sferiche ma non perfettamente levigate come quelle di
Trn. Sono di granito e provviste di alcuni fori sulla superficie. La più
grande pietra sferica è stata trovata a Slatiwa, ma non completamente
finita. Ricordano quelle trovate in Costa Rica.
Il mistero s’infittisce.
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