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CASTEL DEL MONTE

- Tempio Iniziatico di Federico di Svevia -

VINCENZO DELL'AERE

VDPOINT

 

 

 

A 60 chilometri da Bari, subito dopo Andria, troviamo Castel del Monte, imponente e misteriosa costruzione che domina incontrastata la Murgia barese. Lo fece costruire intorno al 1240 Federico II di Svevia così come risulta da un decreto che porta la sua firma, datato 28 gennaio 1240 ed inviato da Gubbio a Riccardo di Montefuscolo, Giustiziere di Capitanata. Con questo documento l’Imperatore richiedeva il materiale di copertura per completare la costruzione. Nel corso dei secoli Castel del Monte è stato utilizzato, fra l’altro, come prigione, rifugio di pastori e di briganti e nel 1866 fu acquistato per 25.000 lire dallo Stato Italiano dalla famiglia Carafa. Il turrito maniero,  oggetto di numerosi restauri non sempre all’altezza degli interventi necessari, è stato  modificato in alcune parti interne non sappiamo se per “ignoranza” o per una sorta di damnatio memoriae. Ma ancora oggi intorno a Castel del Monte aleggia un’aria di mistero. Quale tremendo segreto custodisce al suo interno?

Iniziamo la nostra indagine esoterica e storica.

La pianta di Castel del Monte, di forma ottagonale, è identica al simbolo mandalico che ritroviamo nelle costruzioni paleocristiane, bizantine, musulmane e nella Cupola della Roccia a Gerusalemme. Federico II di Svevia probabilmente volle trasferire in questo Tempio laico, la sacralizzazione del “mandato divino”, l’unione del Regnum e del Sacerdotium. Negli ultimi anni sono state avanzate molte ipotesi circa la pratica fruizione della domus federiciana: castello di difesa, castello di caccia, antica villa romana.  Ma tutto all’interno di Castel del Monte vuole ricordarci che ci troviamo in presenza di un “luogo sacro” dove il tempo e lo spazio sono intangibili per l’Homo Faber che, colpo dopo colpo, deve sgrezzare e modellare la sua coscienza per giungere, purificato, al cospetto del Delta Luminoso. Entrando nel cortile dove un volta, al centro, era situato un vascone ottagonale, dobbiamo effettuare la nostra prima scelta di “iniziando”. Andiamo a destra od a sinistra? Il dubbio viene fugato solo dopo aver “letto” il primo criptogramma che si trova sulla parete di fronte all’ingresso. L’incisione, coeva dell’epoca, formata da simboli latini, cufici e magici e con puntatura ermetica, recita così:

“Va a sinistra e guarda in alto il volto di pietra del dotto dal volto diabolico, poi recati nella stanza dei cerchi , dove, nel giorno più lungo (solstizio d’estate), vedrai brillare la pietra sacra (Iste belus belus)”.


Seguendo l’indicazione entriamo a sinistra nella prima sala la cui chiave di volta è rappresentata dal Baphometto sulla cui fronte compare ancora oggi un incavo nel quale era incastrata una piramide di cristallo di rocca, sottratta probabilmente alcuni secoli fa. Nella stessa sala, esattamente sulla parete sinistra a m.1,10 di altezza, ho scoperto la “firma” di Federico II di Svevia (Fridericus Secundus) simile al “monogramma” impresso sulle bolle imperiali. Procedendo a sinistra, così come indicato dal criptogramma, ci troviamo nella “Stanza Araba”. In questo luogo il Gran Maestro, insieme ai cavalieri da iniziare, officiava il rito magico per aprire la porta della Suprema Conoscenza. Originariamente al centro del pavimento della sala era disegnato il cerchio cosmico, racchiuso in un doppio quadrato ai cui angoli erano disposti altri quattro piccoli cerchi (fuoco, acqua, terra, aria), ancora oggi visibili. Purtroppo solo una piccola parte del pavimento musivo è rimasto intatto a testimonianza della splendida decorazione policroma della sala. Da questo luogo, attraverso una scala a chiocciola, si può accedere al primo piano per ripercorrere i “7” gradi di iniziazione. La “damnatio memoriae” angioina ha provveduto a “cancellare” alcuni criptogrammi e tre chiavi di volta che avrebbero potuto indicare all’Iniziato alcuni segreti nascosti all’interno di Castel del Monte. Ma per fortuna la ricerca esoterica ha consentito di poter “leggere” tutto quanto era contenuto nelle “pietre” di questo enigmatico Tempio. Infatti nella seconda, terza e quarta sala del primo piano mancano le chiavi di volta che riproducevano il “Dogma del Demiurgo: lo I.A.O.”, cioè Iacet Ab Ovo: è qui dall’inizio.

Ma cosa era lì dall’inizio?

Federico II di Svevia per costruire Castel del Monte si avvalse della preziosa opera dell’architetto esoterico Philippe Chinard, profondo conoscitore della Kaballah ebraica.  Costui nel disegnare le piante del “castello” si ispirò al Tempio di Salomone adoperando le stesse misure 60-30-20 e 12, tutte espresse in cubiti sacri. Probabilmente “l’ottagono di pietra” fu costruito sui resti di un Tempio pagano molto più antico nel quale era venerato un Dio, la cui testa era avvolta da un “cerchio” di bronzo, sul quale era inciso la seguente frase:


“alle calende di maggio, quando sorgerà il Sole io avrò una testa tutta d’oro”.


La tradizione iniziatica ci tramanda che nel 1073 un Saraceno decodificò l’enigmatica scritta. Il 17 maggio egli scavò nel punto in cui si proiettava l’ombra della testa della statua e vi trovò………………

Si narra che sul portale di accesso di Castel del Monte, oltre agli stemmi teutonici ed i leoni degli Hohenstaufen, l’Imperatore avesse fatto scolpire una testa di uomo circondato da raggi. Con molta probabilità si trattava della stessa testa (Federico II ?) raffigurante il Maestro Sconosciuto, distrutta nella “Torre del Tempo”. Certo è che Carlo I° d’Angio’ non avendo scoperto il “segreto” custodito all’interno di Castel del Monte, fece assassinare a Corfù tra il 1265 ed il 1267, Philippe Chinard, custode della verità. Durante l’attenta ricognizione delle pareti interne al cortile d’ingresso ho scoperto, vicino al rettangolo posto di fronte alla Sala del Trono, il criptogramma che ha dato una sostanziale svolta alla mia ricerca. Infatti in esso sono contenuti alcuni indizi che mi hanno permesso di ricostruire gli ultimi giorni di vita di Federico II, nel “monastero dagli 8 simboli: terra dell’erba amara”, cioè l’Abazia di Casamari e, dall’altro, l’esistenza della Stanza del Sapere, ubicata in un posto segreto di Castel del Monte. Quest’ultima evidenziata dai tracciati ottenuti da una scansione aerea del sottosuolo che ha reso visibile anche un “camminamento” sotterraneo che, probabilmente, dalla base della collina portava all’interno di Castel del Monte, permettendo a Federico II di raggiungere il Tempio senza attraversare a cavallo il bosco che circondava sino all’ingresso, la turrita costruzione. Questo cunicolo, che sfruttava l’antico letto di un fiume sotterraneo preistorico, era perfettamente arieggiato da alcuni pozzi, disseminati lungo il percorso.

All’interno di Castel del Monte si “discuteva” di Astronomia, Alchimia, Matematica Sacra…..ma anche dell’antica scienza dei Veglianti.

Ma c’è dell’altro. In alcuni luoghi del Tempio è possibile a volte  registrare la musica delle sfere celesti, presenti sui gradini della scala a chiocciola che dal pianoterra porta alla Torre del Tempo e sul terrazzo. Inoltre, in prossimità del 23 giugno (solstizio d’estate esoterico) di ogni anno, sempre negli stessi ambienti di Castel del Monte (stanza araba, torre del Tempo, sala del Trono) si rilevano degli strani campi magnetici che, oltre a mettere fuori uso videocamere e macchine fotografiche, provocano nelle persone più sensibili, vertigini, nausea ed alterazione del battito cardiaco. C’è da precisare che questi  fenomeni non sono assolutamente imputabili all’inquinamento da elettrosmog o da emissione di radon.

Basta alzare lo sguardo per accorgersi delle strane ed ermetiche chiavi di volta.  Quella posta al centro dell’ottava stanza, la cosiddetta Sala del Trono, raffigura il Grande Architetto, il cui volto è formato da una vacca (posta a destra) da un cane (a sinistra) e, capovolgendo l’immagine, da una civetta con le ali aperte dalla cui testa origina la fiamma della Conoscenza.

Tutto questo, e non solo, è Castel del Monte, fantastico libro di pietra che continua a sfidare il tempo e la damnatio memoriae degli uomini.

 

 

 

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