|

L’AQUILA ESTATE DEL
2004
Ero di nuovo lì,
immobile, con la mente svuotata da ogni affanno così materiale, così
inutile ed aggressivo allo stesso tempo e, come ormai facevo da mesi,
conscio di ciò che ormai per me era diventata una fissazione, osservavo
e non pensavo, guardavo senza capire, immaginavo senza la minima
possibilità logica di avere, da quel Rosone, una risposta alla mia
presunzione che continuava a dirmi: ”Lui sa, lui comprende, lui può
parlare”.
Alle
prime luci del mattino, solo, di fronte alla magnifica facciata di
Collemaggio, non avevo più intenzione di subire una nuova sconfitta
conoscitiva da quel meraviglioso e sferico costrutto medioevale, ora io
volevo capire e capirmi: il motivo di tanta ansietà, tanto stupore, ma
soprattutto tanta presunzione, di fronte a qualcosa di così antico e
sconosciuto, ma allo stesso tempo incredibilmente familiare.
Io, così abituato al
caos della mia vita quotidiana, ora ero completamente rapito da quel
luogo così solitario; in quel momento, soprattutto il suo silenzio era
qualcosa di vivo, palpabile, penetrante, avvolgente, come se in quel
preciso istante fossi stato attratto da una bolla temporale capace di
sconvolgere, in un solo attimo, tutto ciò che credevo di essere e
diventare.
Era indubbio, quel
luogo e quel costrutto era come se fossero vivi ed avessero un loro
respiro, un respiro terribilmente silenzioso, ma allo stesso tempo
forte, intenso, quasi assordante: sì quel posto “vibrava”, ”viveva” e
la provenienza dei battiti di quella vita in pietra per me era chiara.
Il cuore di quella
basilica era quel Rosone così complesso alla mia logica, ma così
semplice per il mio cuore.
IN UN MOMENTO
IMPRECISATO DELLA STORIA UMANA IN MESOPOTAMIA.
Ubartutu, ormai da
tempo, era RE a Shurrupak e” lui” sapeva quale fosse il suo compito.

Gli DEI tante volte
gli avevano parlato di quel terribile momento ed ormai, tanti erano i
segnali che lo stavano anticipando.
Piogge torrenziali,
animali impauriti e continui fuochi dalle viscere della Terra, seguiti
da terribili movimenti della stessa, avevano stravolto il suo popolo,
che chiedeva lumi, mentre osservava, stupito, nei cieli, l’arrivo di una
nuova sfera dal colore sempre più rubigno.
Non poteva condividere
con quella stirpe ora così funestata, il suo segreto, ma doveva
rispettare il suo giuramento per dare ad una lontanissima progenie la
grande “possibilità” di “cambiare” senza “dimenticare” gli insegnamenti
degli DEI. E mentre tutti quei pensieri affollavano la sua mente sentì i
felpati, ma frettolosi passi del suo servo anticipare il suo arrivo,
nelle sue mani, come richiesto, un vassoio con il suo Stilo personale ed
una morbida tavoletta in argilla preparata per la grande occorrenza.
Lanciò un’ultima
occhiata a quelle fertili pianure così sapientemente volute dai suoi
maestri ed osservò, con rinnovato stupore, l’altezza di quegli immensi
gradoni, tutti e 7 culminanti in quella magnifica stanza, tante volte
preposta ad ospitare i Padri degli Uomini.
Tristemente si rese
conto di quanto tempo era ormai passato dalla “LORO” ultima “visita” ed
ormai, quella che era la più alta ed immensa Ziggurat della fertile
Mezza-Luna, era diventata molto immodestamente la sua “casa”, ma così
aveva voluto il suo RE ed un Gran Sacerdote, nonostante il suo potere,
non poteva sottrarsi al volere del suo primo ed unico padrone. Fece
cenno al fedele Ininnu di posare il suo sacro vassoio sul tavolo e, con
un movimento appena accennato della mano, congedò il suo servo.
Voleva restare solo,
prima di tener fede al suo giuramento, per poter pensare, come spesso
aveva fatto negli ultimi anni, a quell’immensa terra ed alla sua età
dell’oro, ormai allo scadere. Nonostante sapesse, era comunque
malinconico nel pensare a quante generazioni di uomini sarebbero
seguite, senza che esse si rendessero conto del “dono” che ora si
apprestava a lasciare, ma era quello il volere di DIO, quello era il
volere del Grande Campo, affinchè un giorno, l’uomo, potesse riscoprire
il “Sapere Sonico” e porre finalmente fine alle sue sofferenze.
Sentì la brezza delle
pianure del Tigri e dell’Eufrate accarezzare la sua pelle appena coperta
da un leggerissimo vestito di lino, magnificamente colorato dai suoi
conciatori, quindi si sedette, prese lo stilo ed incise la sua parola
millenaria.
Quel giorno nacque la
“LISTA SUMERA DEI RE“, quel giorno il Gran Sacerdote mantenne il suo
giuramento e gli uomini ebbero ancora “una“ possibilità, quel giorno
egli raccontò il suo segreto e queste furono le sue parole:
Dopo la discesa
della regalità dai cieli, la regalità fu a Eridu, in Eridu Alulim
divenne re, egli regnò per 28800 anni.
Alalgar regnò per
36000anni.
"Due" re;
essi regnarono per
64800 anni.
Poi Eridu cadde
E la regalità fu
spostata a Bad-Tibira
Divenne re a
Bad-Tibira Enmenluanna;
egli regnò per
43200anni.
Enmengalanna regnò
per 28800 anni.
Dumuzi il pastore
regnò per 36000anni.
"Tre" re essi
regnarono 108000 anni.
Badti-bira cadde
E la regalità fu
spostata a Larak.
A Larak,
Ensipadzidanna regnò 28800 anni.
"Un" re ……. Egli
regnò per 28800 anni.
Larak cadde
E la regalità fu
spostata a Sippar.
A Sippar
Enmeduranna divenne re
E governò per 21000
anni.
Poi Sippar cadde
E la regalità fu
spostata a Shuruppak.
Ubaratutu divenne
re, egli governò per 18600 anni.
"Un" re …….. egli
governò per 18600 anni.
In "Cinque" città
“Otto”re,
essi regnarono per
241200 anni,
Poi il Diluvio
“travolse tutto”.
ABRUZZO VERSO LA
META’ DEL 1300
Ormai da tempo,
l’Abate Pietro aveva trasferito la sua congregazione presso S.Maria del
Morrone, in quel magnifico monastero così fortemente voluto per i suoi
novizi.
Finalmente i suoi
sforzi religiosi e “politici” stavano dando i giusti frutti, frutti
che, comunque, a nulla sarebbero serviti se i “tempi” per il suo
progetto non fossero stati rispettati.
Nonostante decenni di
eremitaggio ed il suo animo temprato dalla solitudine selvaggia della
Maiella, non riusciva a tenere a freno la sua impazienza, ma la posta in
gioco era troppo alta, l’umanità stessa era in pericolo e lui, che da
DIO era stato chiamato per svolgere il suo compito attraverso la sua
pura anima cristiana, cominciava a sentire il peso della sua età, ma
soprattutto, della responsabilità di quegli eventi che sempre più
velocemente lo stavano ”chiamando“ a diventare l’ennesimo “Guardiano”
del “Sapere Sonico”.
”Abate Pietro, Abate
Pietro, mi perdoni eccellentissimo, ma la missiva da lei attesa è
arrivata“.
”Presto padre, me la
dia“. Improvvisamente le sue preghiere, dopo mesi di attesa, sembravano
esaudirsi, tremando davanti al viso paonazzo del suo Priore, srotolò
lentamente la pergamena custode della “sua” missiva e finalmente
lesse..:
”Abate illustrissimo
gli artigiani della nostra canonica hanno portato a termine il suo
“progetto”, i Rosoni della sua “creatura” saranno pronti come e quando
“LEI” ha richiesto, il gioiello centrale ha lasciato senza parole tutti
noi. Per sempre servi suoi”. “Che Dio sia Lodato”.
“Sempre sia lodato“,
mormorò Pietro, richiudendo quel rotolo ormai preziosissimo per quelle
poche parole. Ora, mentre guardava il suo fido confidente con il cuore
pieno di amore per il “Vero Creatore”, sentiva di essere certo nella
sua perenne incredulità, di quegli eventi che avevano scelto “LUI”,
per far sì che il Segreto si conservasse davanti agli occhi di tutti.
PRIMI ANNI DEL 900
Era ormai imperativo
per tutte le potenze nascenti dell’occidente, testimoniare la loro
“forza” politica e militare anche attraverso numerose campagne
archeologiche condotte ed aventi, come fine ultimo, quello di
accaparrarsi il maggior numero di “tesori” appartenenti a luoghi
leggendari come l’Antica Mesopotamia.
Francesi, Inglesi,
Americani e Tedeschi si succedettero nelle loro missioni nella zona di
Bassora, attuale Iraq, confortate dall’inattesa scoperta di innumerevoli
città, ritenute assolutamente leggendarie pur essendo state citate a più
riprese dai testi biblici.
Fu proprio la
spedizione inglese, alla quale seguì quella americana, ad essere baciata
dal fortunato ritrovamento di Ninive e della sua favolosa “biblioteca“,
tuttora oggetto di studio grazie alla presenza di migliaia di tavolette
cuneiformi.
Fra le migliaia di
reperti riportati in patria molti non sembrarono rivestire molta
importanza e furono abbandonati nei polverosi scantinati del British
Museum di Londra, anche perché, in quel periodo, la scrittura cuneiforme
rappresentava, per il mondo della nascente archeologia, un ”mistero”.
PRIMI
DECENNI DEL 900
Ormai da tempo,
consumava la sua vita nelle vesti di usciere tutto fare, presso il
British Museum, nonostante, da tempo, fosse chiaro nella sua mente come
quei caratteri andassero interpretati. Con timore, quasi con pudore,
continuava a rimandare il momento in cui avrebbe rivelato ad un pubblico
di esperti, che, per primo, aveva tradotto “I CARATTERI CUNEIFORMI”.
Il signor Smith stava
per cambiare, con la sua scoperta, la sua vita e quella di tanti uomini
a lui per sempre sconosciuti.
INTORNO ALL’ANNO
ZERO
Da tempo ormai la PAX
Romana aveva raggiunto ogni luogo della terra allora conosciuto, come
da tempo, gli storici al seguito delle Legioni di ROMA, decantavano la
gloria delle stesse in tutto l’IMPERO.
Un Impero immenso, nel
quale, spesso, dalle province più remote, arrivavano le notizie più
disparate ed effimere. Vere e proprie narrazioni tradizionali di popoli
ed imperi ormai ingoiati dal tempo e dalla forza devastante di ROMA.
Fra queste, molto fece
discutere gli eruditi cives romani, una, che vedeva, nell’ultimo grande
storico dell’impero babilonese, il suo massimo divulgatore.
Il Beroso o Berosso,
insigne ed erudito cittadino della fertile MazzaLuna, era solito,
infatti, asserire con i suoi contemporanei, come, in un tempo ormai
lontanissimo, in Mesopotamia, ci fosse stata una civiltà insigne dove i
Re furono in grado di regnare nelle loro città per Millenni.
Inoltre, aggiungeva,
come quei RE, dalla vita interminabile, fossero parte essenziale di una
Lista ormai scomparsa da tempo immemorabile: LA LISTA SUMERA DEI RE.
Ma tutto ciò, come
prevedibile, non fece che suscitare il riso sulle bocche dei ”sapienti“
romani, convinti che l’unico impero degno di questo nome, fosse quello
romano e che, i longevi RE mesopotamici, fossero il parto della
fantasia di un uomo distrutto dalla pazzia.
AL BRITISH
Il
direttore era stato estremamente perentorio nei suoi ordini: tutto il
materiale custodito nei sotterranei, facente parte delle campagne
mesopotamiche, doveva essere riportato alla luce e portato con urgenza
presso l’ala del museo dedicata alla decifrazione.
Smith aveva creato un
vero terremoto presso gli ambienti archeologici ufficiali ed ora,
finalmente e per la prima volta, i caratteri cuneiformi potevano essere
decifrati.
L‘ambiente, in pieno
fermento, ora voleva, nel più breve tempo possibile, accedere ai segreti
di una civiltà unica per le sue capacità tecniche, scientifiche e
civili.
”Direttore, direttore
vengo adesso dall‘ala decifrazioni, un annuncio incredibile, mi creda”
“Si calmi Jhonson e mi
dica con calma“
“Il reperto W.P. 144
(ancora oggi è catalogato così) si è rivelato essere qualcosa di
eccezionale, mitico direi”
“E allora non mi lasci
sulle spine, forza mi dica“
”Ebbene signore,
ricorda quelle strane dicerie spesso apparse nella storia, riguardanti
l’esistenza di una millenaria lista di Re mesopotamici?“
”Certo Jhonson, è una
delle tante chimere che soffiano sulla fantasia dei “nostri”
ricercatori archeologici”
“No signore, non è
pura fantasia, è pura realtà, ho l’immenso piacere di annunciarle che
da oggi il British Museum è il custode della LISTA SUMERA DEI RE

L’AQUILA ESTATE DEL
2004
Improvvisamente,
come spinto da una volontà a me per primo sconosciuta, con molta
semplicità, iniziai a suddividere e contare le parti che costituivano il
Rosone centrale e mi avvidi, immediatamente, di come esso fosse
suddiviso in 5 Parti, tutte partenti da un cuore centrale finemente
costituito da 8 Petali, da cui dipartivano prima 12 e poi 24 braccia,
come se, il tutto, fosse stato concepito secondo un ordine a me
sconosciuto, ma che, come una sirena centenaria, attivava la mia
attenzione.
Forse, se avessi
accertato che in quel costrutto vi era un ordine matematico, la mia
insopportabile presunzione avrebbe avuto ragione e, probabilmente, avrei
dimostrato come quel Rosone fosse veramente in grado di “parlare”.
Ancora non sapevo di
aver appena riletto, dopo migliaia di anni, la sequenza numerica della
Lista, ancora non sapevo quanto, l’operato del gran sacerdote
mesopotamico potesse essere importante per me, come per l’uomo, ancora
non sapevo come quel rosone fosse in gradodi farmi “viaggiare”, ma,
soprattutto, non capivo quanto dovevo essere grato all’operato di
quell’Abate, destinato a diventare Papa, contro tutto e tutti”.

Amici del Portale alla
prossima puntata

TOP
|