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TITOLO |
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L'OTTAVA - Storia di un sapere senza tempo - (prima parte) |
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DAL SITO |
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AUTORE |
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MICHELE PROCLAMATO |
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L’AQUILA ESTATE DEL 2004
Ero di nuovo lì, immobile, con la mente svuotata da ogni affanno così materiale, così inutile ed aggressivo allo stesso tempo e, come ormai facevo da mesi, conscio di ciò che ormai per me era diventata una fissazione, osservavo e non pensavo, guardavo senza capire, immaginavo senza la minima possibilità logica di avere, da quel Rosone, una risposta alla mia presunzione che continuava a dirmi: ”Lui sa, lui comprende, lui può parlare”.
Io, così abituato al caos della mia vita quotidiana, ora ero completamente rapito da quel luogo così solitario; in quel momento, soprattutto il suo silenzio era qualcosa di vivo, palpabile, penetrante, avvolgente, come se in quel preciso istante fossi stato attratto da una bolla temporale capace di sconvolgere, in un solo attimo, tutto ciò che credevo di essere e diventare.
Era indubbio, quel luogo e quel costrutto era come se fossero vivi ed avessero un loro respiro, un respiro terribilmente silenzioso, ma allo stesso tempo forte, intenso, quasi assordante: sì quel posto “vibrava”, ”viveva” e la provenienza dei battiti di quella vita in pietra per me era chiara. Il cuore di quella basilica era quel Rosone così complesso alla mia logica, ma così semplice per il mio cuore.
IN UN MOMENTO IMPRECISATO DELLA STORIA UMANA IN MESOPOTAMIA.
Ubartutu, ormai da tempo, era RE a Shurrupak e” lui” sapeva quale fosse il suo compito.
Gli DEI tante volte gli avevano parlato di quel terribile momento ed ormai, tanti erano i segnali che lo stavano anticipando. Piogge torrenziali, animali impauriti e continui fuochi dalle viscere della Terra, seguiti da terribili movimenti della stessa, avevano stravolto il suo popolo, che chiedeva lumi, mentre osservava, stupito, nei cieli, l’arrivo di una nuova sfera dal colore sempre più rubigno. Non poteva condividere con quella stirpe ora così funestata, il suo segreto, ma doveva rispettare il suo giuramento per dare ad una lontanissima progenie la grande “possibilità” di “cambiare” senza “dimenticare” gli insegnamenti degli DEI. E mentre tutti quei pensieri affollavano la sua mente sentì i felpati, ma frettolosi passi del suo servo anticipare il suo arrivo, nelle sue mani, come richiesto, un vassoio con il suo Stilo personale ed una morbida tavoletta in argilla preparata per la grande occorrenza.
Lanciò un’ultima occhiata a quelle fertili pianure così sapientemente volute dai suoi maestri ed osservò, con rinnovato stupore, l’altezza di quegli immensi gradoni, tutti e 7 culminanti in quella magnifica stanza, tante volte preposta ad ospitare i Padri degli Uomini. Tristemente si rese conto di quanto tempo era ormai passato dalla “LORO” ultima “visita” ed ormai, quella che era la più alta ed immensa Ziggurat della fertile Mezza-Luna, era diventata molto immodestamente la sua “casa”, ma così aveva voluto il suo RE ed un Gran Sacerdote, nonostante il suo potere, non poteva sottrarsi al volere del suo primo ed unico padrone. Fece cenno al fedele Ininnu di posare il suo sacro vassoio sul tavolo e, con un movimento appena accennato della mano, congedò il suo servo.
Voleva restare solo, prima di tener fede al suo giuramento, per poter pensare, come spesso aveva fatto negli ultimi anni, a quell’immensa terra ed alla sua età dell’oro, ormai allo scadere. Nonostante sapesse, era comunque malinconico nel pensare a quante generazioni di uomini sarebbero seguite, senza che esse si rendessero conto del “dono” che ora si apprestava a lasciare, ma era quello il volere di DIO, quello era il volere del Grande Campo, affinchè un giorno, l’uomo, potesse riscoprire il “Sapere Sonico” e porre finalmente fine alle sue sofferenze. Sentì la brezza delle pianure del Tigri e dell’Eufrate accarezzare la sua pelle appena coperta da un leggerissimo vestito di lino, magnificamente colorato dai suoi conciatori, quindi si sedette, prese lo stilo ed incise la sua parola millenaria. Quel giorno nacque la “LISTA SUMERA DEI RE“, quel giorno il Gran Sacerdote mantenne il suo giuramento e gli uomini ebbero ancora “una“ possibilità, quel giorno egli raccontò il suo segreto e queste furono le sue parole:
Dopo la discesa della regalità dai cieli, la regalità fu a Eridu, in Eridu Alulim divenne re, egli regnò per 28800 anni. Alalgar regnò per 36000anni.
"Due" re; essi regnarono per 64800 anni.
Poi Eridu cadde E la regalità fu spostata a Bad-Tibira Divenne re a Bad-Tibira Enmenluanna; egli regnò per 43200anni. Enmengalanna regnò per 28800 anni. Dumuzi il pastore regnò per 36000anni.
"Tre" re essi regnarono 108000 anni.
Badti-bira cadde E la regalità fu spostata a Larak. A Larak, Ensipadzidanna regnò 28800 anni.
"Un" re ……. Egli regnò per 28800 anni.
Larak cadde E la regalità fu spostata a Sippar. A Sippar Enmeduranna divenne re E governò per 21000 anni. Poi Sippar cadde E la regalità fu spostata a Shuruppak. Ubaratutu divenne re, egli governò per 18600 anni.
"Un" re …….. egli governò per 18600 anni.
In "Cinque" città “Otto”re, essi regnarono per 241200 anni,
Poi il Diluvio “travolse tutto”.
ABRUZZO VERSO LA META’ DEL 1300
Ormai da tempo, l’Abate Pietro aveva trasferito la sua congregazione presso S.Maria del Morrone, in quel magnifico monastero così fortemente voluto per i suoi novizi. Finalmente i suoi sforzi religiosi e “politici” stavano dando i giusti frutti, frutti che, comunque, a nulla sarebbero serviti se i “tempi” per il suo progetto non fossero stati rispettati. Nonostante decenni di eremitaggio ed il suo animo temprato dalla solitudine selvaggia della Maiella, non riusciva a tenere a freno la sua impazienza, ma la posta in gioco era troppo alta, l’umanità stessa era in pericolo e lui, che da DIO era stato chiamato per svolgere il suo compito attraverso la sua pura anima cristiana, cominciava a sentire il peso della sua età, ma soprattutto, della responsabilità di quegli eventi che sempre più velocemente lo stavano ”chiamando“ a diventare l’ennesimo “Guardiano” del “Sapere Sonico”. ”Abate Pietro, Abate Pietro, mi perdoni eccellentissimo, ma la missiva da lei attesa è arrivata“. ”Presto padre, me la dia“. Improvvisamente le sue preghiere, dopo mesi di attesa, sembravano esaudirsi, tremando davanti al viso paonazzo del suo Priore, srotolò lentamente la pergamena custode della “sua” missiva e finalmente lesse..:
”Abate illustrissimo gli artigiani della nostra canonica hanno portato a termine il suo “progetto”, i Rosoni della sua “creatura” saranno pronti come e quando “LEI” ha richiesto, il gioiello centrale ha lasciato senza parole tutti noi. Per sempre servi suoi”. “Che Dio sia Lodato”. “Sempre sia lodato“, mormorò Pietro, richiudendo quel rotolo ormai preziosissimo per quelle poche parole. Ora, mentre guardava il suo fido confidente con il cuore pieno di amore per il “Vero Creatore”, sentiva di essere certo nella sua perenne incredulità, di quegli eventi che avevano scelto “LUI”, per far sì che il Segreto si conservasse davanti agli occhi di tutti.
PRIMI ANNI DEL 900
Era ormai imperativo per tutte le potenze nascenti dell’occidente, testimoniare la loro “forza” politica e militare anche attraverso numerose campagne archeologiche condotte ed aventi, come fine ultimo, quello di accaparrarsi il maggior numero di “tesori” appartenenti a luoghi leggendari come l’Antica Mesopotamia. Francesi, Inglesi, Americani e Tedeschi si succedettero nelle loro missioni nella zona di Bassora, attuale Iraq, confortate dall’inattesa scoperta di innumerevoli città, ritenute assolutamente leggendarie pur essendo state citate a più riprese dai testi biblici. Fu proprio la spedizione inglese, alla quale seguì quella americana, ad essere baciata dal fortunato ritrovamento di Ninive e della sua favolosa “biblioteca“, tuttora oggetto di studio grazie alla presenza di migliaia di tavolette cuneiformi. Fra le migliaia di reperti riportati in patria molti non sembrarono rivestire molta importanza e furono abbandonati nei polverosi scantinati del British Museum di Londra, anche perché, in quel periodo, la scrittura cuneiforme rappresentava, per il mondo della nascente archeologia, un ”mistero”.
PRIMI DECENNI DEL 900
Ormai da tempo, consumava la sua vita nelle vesti di usciere tutto fare, presso il British Museum, nonostante, da tempo, fosse chiaro nella sua mente come quei caratteri andassero interpretati. Con timore, quasi con pudore, continuava a rimandare il momento in cui avrebbe rivelato ad un pubblico di esperti, che, per primo, aveva tradotto “I CARATTERI CUNEIFORMI”. Il signor Smith stava per cambiare, con la sua scoperta, la sua vita e quella di tanti uomini a lui per sempre sconosciuti.
INTORNO ALL’ANNO ZERO
Da tempo ormai la PAX Romana aveva raggiunto ogni luogo della terra allora conosciuto, come da tempo, gli storici al seguito delle Legioni di ROMA, decantavano la gloria delle stesse in tutto l’IMPERO. Un Impero immenso, nel quale, spesso, dalle province più remote, arrivavano le notizie più disparate ed effimere. Vere e proprie narrazioni tradizionali di popoli ed imperi ormai ingoiati dal tempo e dalla forza devastante di ROMA. Fra queste, molto fece discutere gli eruditi cives romani, una, che vedeva, nell’ultimo grande storico dell’impero babilonese, il suo massimo divulgatore. Il Beroso o Berosso, insigne ed erudito cittadino della fertile MazzaLuna, era solito, infatti, asserire con i suoi contemporanei, come, in un tempo ormai lontanissimo, in Mesopotamia, ci fosse stata una civiltà insigne dove i Re furono in grado di regnare nelle loro città per Millenni. Inoltre, aggiungeva, come quei RE, dalla vita interminabile, fossero parte essenziale di una Lista ormai scomparsa da tempo immemorabile: LA LISTA SUMERA DEI RE. Ma tutto ciò, come prevedibile, non fece che suscitare il riso sulle bocche dei ”sapienti“ romani, convinti che l’unico impero degno di questo nome, fosse quello romano e che, i longevi RE mesopotamici, fossero il parto della fantasia di un uomo distrutto dalla pazzia.
AL BRITISH
Smith aveva creato un vero terremoto presso gli ambienti archeologici ufficiali ed ora, finalmente e per la prima volta, i caratteri cuneiformi potevano essere decifrati. L‘ambiente, in pieno fermento, ora voleva, nel più breve tempo possibile, accedere ai segreti di una civiltà unica per le sue capacità tecniche, scientifiche e civili. ”Direttore, direttore vengo adesso dall‘ala decifrazioni, un annuncio incredibile, mi creda”
“Si calmi Jhonson e mi dica con calma“ “Il reperto W.P. 144 (ancora oggi è catalogato così) si è rivelato essere qualcosa di eccezionale, mitico direi” “E allora non mi lasci sulle spine, forza mi dica“ ”Ebbene signore, ricorda quelle strane dicerie spesso apparse nella storia, riguardanti l’esistenza di una millenaria lista di Re mesopotamici?“ ”Certo Jhonson, è una delle tante chimere che soffiano sulla fantasia dei “nostri” ricercatori archeologici” “No signore, non è pura fantasia, è pura realtà, ho l’immenso piacere di annunciarle che da oggi il British Museum è il custode della LISTA SUMERA DEI RE
L’AQUILA ESTATE DEL 2004
Forse, se avessi accertato che in quel costrutto vi era un ordine matematico, la mia insopportabile presunzione avrebbe avuto ragione e, probabilmente, avrei dimostrato come quel Rosone fosse veramente in grado di “parlare”. Ancora non sapevo di aver appena riletto, dopo migliaia di anni, la sequenza numerica della Lista, ancora non sapevo quanto, l’operato del gran sacerdote mesopotamico potesse essere importante per me, come per l’uomo, ancora non sapevo come quel rosone fosse in gradodi farmi “viaggiare”, ma, soprattutto, non capivo quanto dovevo essere grato all’operato di quell’Abate, destinato a diventare Papa, contro tutto e tutti”.
Amici del Portale alla prossima puntata
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