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La
tradizione lo immagina bellissimo, luminoso, invincibile. L’iconografia
ce lo presenta armato di tutto punto, perché suo compito sarebbe quello
di combattere il male su tutti i fronti. Ma chi è in realtà Michele?
L’arcangelo Michele – da non confondere
con l’angelo di nascita che porta lo stesso nome - è un fuoco di vita.
E’ un’energia divina che infonde passione e ardore, volontà vitale,
determinazione, forza d’animo e di carattere, e perciò anche forza
fisica. Le armi con cui viene raffigurato simboleggiano la potenza
dell’azione ma anche delle parole: le sue, che indirizzano; e pure le
nostre, quando utilizzate in certo modo. Quelle di Michele sono parole
di fuoco, che separano ciò che è bene da ciò che è male. Quando esse ci
toccano e diventano nostre, alle parole seguono gli atti.
Michele è definito “guerriero” perché
infonde potenza e volontà per affrontare ogni forma d’ingiustizia e
prevaricazione, manifesta o celata. Ma non si può combattere se non si
è determinati, concreti, appassionati. Perciò insegna in primo luogo a
vincere la paura, che frena e paralizza.
Il drago che di solito lo accompagna, e
sul quale trionfa, è chiaramente un simbolo del male. Qualcuno sostiene
che raffiguri addirittura il diavolo, e viene sempre mostrato come
qualcosa di velenoso, viscido, mostruoso e soprattutto… estraneo. Già,
perché il male da cui guardarsi è sempre “all’esterno”.
Ma il drago che Michele infilza è
principalmente annidato in noi stessi. Il drago abita in noi, nelle
profondità dell’inconscio o nel labirinto della mente. E’ la “bestia”
che alleviamo e nutriamo nella nostra oscurità, lasciandola poi libera
per il mondo. Un personale Minotauro le cui scorribande avranno
sicuramente delle conseguenze anche per noi, perché il male compiuto
torna sempre indietro, anche se a volte dopo un giro molto largo.
Michele è davvero un condottiero, nel
senso che la sua energia tenta di scuotere l’uomo dall’inerzia e di
spingerlo a farsi carico di ogni situazione in cui ci sia qualcuno o
qualcosa da difendere. Quando l’alito del drago appesta l’aria, anche se
pare che il danno o l’ingiustizia non ci tocchino di persona,
inevitabilmente ne saremo coinvolti. L’errore più grande è convincersi
che non ci riguardi, perché la nostra indifferenza contribuisce alla
crescita di quel male che, nelle sue tante diramazioni, prima o poi
raggiungerà anche noi.
Quella di Michele, però, non è solo
un’energia guerriera. Egli agisce infatti anche a livello cosmico:
coordina e sincronizza i movimenti dei pianeti del Sistema Solare. Una
funzione essenziale alla nostra esistenza, perché senza un perfetto
equilibrio tra le forze planetarie in cui siamo immersi mancherebbe la
stabilità, e quindi la possibilità di sopravvivenza. Ecco spiegato
un’altro dei suoi attributi: la bilancia. Michele non la usa per “pesare
le anime”, come talvolta si dice. Giudicare gli uomini e la loro anima
non compete agli angeli. La bilancia è semplicemente il simbolo
dell’equilibrio che le forze di Michele immettono nella nostra piccola
porzione di universo.
Questo suo compito si riflette su un piano
inferiore, poiché vi sono delle relazioni sottili tra ciascun pianeta e
le diverse pulsioni e componenti dell’animo umano. Perciò Michele
sincronizza anche i movimenti dei nostri “pianeti” interni.
L’uomo può essere considerato un sistema
solare in miniatura. Gli antichi insegnavano che i pianeti fisici sono
incarnazioni di forze spirituali, ma soprattutto simboli delle
attitudini e disposizioni della natura umana. “In noi ci sono la Luna,
Marte, Giove, Venere, Saturno, Mercurio e il Sole…” diceva Hermete
Trismegisto. E Paracelso: “Non è il Saturno al di sopra di noi, ma il
Saturno dentro di noi che ci tormenta”.
Così
il Sole simboleggia il nostro centro interiore, ma allo stesso
tempo ne influenza i movimenti e la struttura. Il sole personale è la
nostra identità più profonda, la potenza creatrice, lo spirito che
informa la materia della personalità. Esso determina caratteristiche
come l’autorevolezza, la dignità, la coscienza di sé e del proprio
valore, l’ambizione, la capacità di non lasciarsi condizionare da
pregiudizi e conformismi. Facoltà che, se mal governate, possono
degenerare in desiderio di potere, egocentrismo, orgoglio sfrenato,
incoscienza, intolleranza verso le regole del vivere comune, incapacità
di accettare le idee altrui; oppure possono determinare un carattere
debole e mancanza di volontà.

Allo stesso modo, la Luna
rappresenta e al contempo influenza le forze dell’incarnazione, la
fecondità e la gestazione (anche di idee e opere), l’immaginazione, i
sogni, la memoria delle esperienze e la capacità di retrospezione, il
dominio degli istinti, l’attitudine a percepire correttamente la realtà
e ad operare cambiamenti in se stessi e nella propria esistenza, il
contatto con la parte più profonda di sé ma anche con le ispirazioni che
provengono dai piani superiori. Quando la luna personale degenera,
compare un’eccessiva materialità, incapacità di padroneggiare gli
istinti, produzione di idee e opere deformi, la tendenza a farsi
illusioni, instabilità, percezione falsata della realtà.
Mercurio
– il “Signore della mente” - simboleggia e governa l’intelletto: non
solo le funzioni logiche, pratiche e sperimentali, ma anche la capacità
di elevare la propria coscienza tramite il discernimento, imparando ad
interpretare correttamente la realtà. Il Mercurio interiore è
l’attitudine alla comunicazione, l’apertura al mondo circostante,
l’imparzialità, l’ingegno, lo spirito pratico e l’adattabilità, la
capacità di fare molte cose insieme; è tutto ciò che favorisce l’unione
tra personalità e piano spirituale (da qui la definizione di Mercurio
come “messaggero”). Quando questo pianeta è mal vissuto conduce ad
un’eccessiva razionalità, ad un intelletto pervertito che interpreta la
realtà in modo arbitrario, con produzione di concetti astratti e
dogmatici lontani dal mondo reale. Ciò conduce a perdere il contatto con
gli esseri e le cose e quindi all’incapacità di comunicare, generando
mancanza di obiettività, tendenza all’inganno e al tradimento, rigidità
mentale, ricerca di un sapere sterile e inutile, difficoltà a concepire
idee originali, falsità.

Il caldissimo pianeta Venere regge
l’equilibrio tra il piano spirituale e quello materiale, e quindi
l’armonia e la bellezza. La Venere interiore è la capacità di provare e
suscitare amore, fascino ed erotismo; guida il senso artistico e
l’esperienza estetica, l’attrazione istintiva, l’apertura e la
ricettività, la fiducia, la fusione con l’altro e con il Tutto, la
capacità di meravigliarsi e di trasmutare e abbellire le cose attraverso
l’amore. Facoltà che, se mal gestite, possono trasformarsi in una
sensualità volgare e animalesca, turpitudine, attrazioni distruttive,
tendenza all’adulterio, gelosia immotivata, chiusura, vuoto interiore,
predilezione per il lusso e le apparenze, narcisismo, ipocrisia e
cinismo, tendenza a denigrare il prossimo o ad abusarne, incapacità di
scorgere la bellezza, disarmonia, forme d’arte brutte o prive di
significato.
Marte
rappresenta l’impegno per il proprio miglioramento, la capacità di
abbattere gli ostacoli e le paure che ci tengono legati ad una
condizione non desiderabile. Incita alla guerra contro tutto ciò che –
in se stessi - ristagna e blocca l’evoluzione, apportando veloci
cambiamenti, il desiderio di lavorare per la propria realizzazione, la
capacità di saper cogliere il momento presente e di vivere intensamente
ogni esperienza, il coraggio di testimoniare la verità, l’attitudine a
costruirsi una propria identità psichica. Un Marte mal governato porta
invece indisciplina e incuria, apatia, inattività, incapacità di gestire
le energie e di agire costruttivamente, mancanza di ideali, ostilità,
inimicizie, temperamento aggressivo e violento, propensione a
polemizzare inutilmente, rinuncia alla lotta per la vita,
autodistruzione.

Giove
simboleggia il senso di regalità interiore, che proviene dalla coscienza
del divino presente in se stessi come in ogni cosa. Permette la
padronanza di sé e induce a rispettare le leggi che reggono il cosmo,
generando ricchezza e prosperità. E’ l’espansione e l’espressione del
proprio potenziale, la fiducia nella provvidenza, in se stessi e nei
propri valori, e perciò la capacità di avere successo nella vita. Aiuta
a rendersi conto dell’abbondanza presente nell’universo, favorendo
generosità, gioia, cordialità, senso dell’ordine e della civiltà,
magnanimità, aspirazioni elevate. Un Giove malefico, al contrario, porta
l’uomo a fidarsi solo di sé e delle proprie competenze (vere o
presunte), chiudendosi alle forze benefiche dell’universo. Questo
atteggiamento di chiusura genera mediocrità, vanità e magniloquenza,
eccessiva indulgenza nei confronti di se stessi, ostentazione, tendenza
allo sperpero o attaccamento alla ricchezza, sfruttamento,
intransigenza, applicazione delle leggi in modo dogmatico e distruttivo.
Saturno
è detto “il Signore del tempo”, perché determina il modo in cui l’uomo
gestisce il presente e soprattutto il passato, con la capacità di
accettare le conseguenze delle proprie azioni. Il Saturno interiore è la
capacità di riconoscere la causa delle proprie difficoltà, di
assumersene la responsabilità e di trarre lezione dall’esperienza; è la
facoltà di trovare il proprio maestro interiore e di trasformarsi e
maturare, di sviluppare pazienza, perseveranza, spirito di sopportazione
e di rinuncia a ciò che potrebbe nuocere, fedeltà, prudenza, sobrietà,
praticità. Un Saturno mal governato può generare eccessivo attaccamento
al mondo terrestre e disprezzo delle realtà superiori, sete di possesso,
la tendenza a rinnegare le proprie origini, a scaricare sugli altri le
responsabilità dei propri mali, a rifiutare le opportunità offerte dalla
vita impedendo l’evoluzione e il progresso, pessimismo, rancore, morte
spirituale.

Non c’è da stupirsi se l’Energia
intelligente a cui è stato dato il nome di Michele si occupi sia
del Sistema Solare vero e proprio sia del nostro sistema interiore.
“L’uomo porta in sé il cielo e la terra”, diceva Ildegarda di Bingen; e
in questo senso trova corretta spiegazione uno degli assiomi più noti
dell’ermetismo, poi ripreso anche nel Padre Nostro: “Come in alto, così
in basso”.
Rivolgersi a Michele con la preghiera
significa chiedere l’energia necessaria ad equilibrare i nostri moti
interni, a rafforzare i punti deboli e ad attenuare gli eccessi; allo
stesso tempo significa aprirsi a quell’energia, permettendole di
irrompere nel nostro sistema emotivo, mentale, fisico. Pregare Michele
significa ottenere aiuto per ritrovare il centro, il punto focale del
proprio essere. E’ per questo motivo che Michele viene definito
arcangelo solare: perché lavora affinché tutto ruoti armoniosamente
attorno al Sole e attorno al proprio luminoso nucleo interiore.
Prestami la tua spada,
affinché io sia armato
per vincere il drago
in me.
Riempimi della tua
forza,
affinché io sgomini
gli spiriti che vogliono paralizzarmi.
Agisci dunque in me,
in modo tale che
riluca la luce del mio Io
e sia così condotto
a degli atti degni di te,
Mikhael.

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