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GLI UFO NELL'ARTE

ENRICO VINCENZI

ECLISSIA

 

 

 

L’ufologia è la disciplina che studia il fenomeno dei cosiddetti oggetti volanti non identificati, ovvero degli UFO, acronimo inglese di Unidentified Flying Objects. La sua nascita ufficiale, risale al 24 giugno 1947, data questa dell’avvistamento di una formazione di 9 strani velivoli di origine sconosciuta, effettuato dallo statunitense Kenneth Arnold, mentre con il suo aereo sorvolava il monte Rainier, nello stato di Washington (USA), durante un viaggio d’affari.

In verità l’uomo fin dalle epoche più remote, è stato testimone di avvistamenti riguardanti misteriose macchine volanti, basti ricordare le cronache dello scrittore latino Giulio Ossequente, vissuto nel IV secolo d.C., nelle quali descrive l’apparizione di incredibili Clipei ardentes (scudi infuocati), nei cieli dell’Impero romano. Questi inusuali eventi, sono poi stati tramandati dall’uomo, non solo tramite la letteratura, come poc’anzi accennato, ma anche con l’ausilio di altri mezzi quali: l’architettura, la scultura e la pittura.

 

Proprio riguardo quest’ultima disciplina, vogliamo parlarvi di alcune opere di pittori italiani, operanti tra il 1400 e il 1600, e della presenza nei loro dipinti di “anomalie” che ricordano in maniera a dir poco imbarazzante, i moderni Ufo. Iniziamo a proporvi l’opera dal titolo: “Il miracolo della neve” (1429), conservata nel Museo di Capodimonte (Napoli), il cui autore è Tommaso di Cristoforo Fini, meglio conosciuto come Masolino da Panicale; località quest’ultima situata nella Valdelsa, dove l’artista nacque nel 1383. Masolino iniziò la sua carriera artistica intorno al 1402 a Firenze, e dalle cronache del Vasari sappiamo che viaggiò a lungo in Italia, soggiornando anche a Roma. Veniamo dunque alla descrizione del dipinto nel quale Masolino ha inteso riprodurre un fatto realmente accaduto, durante il mese di Agosto, nella Roma della seconda metà del IV sec. d.C.: si trattò di una miracolosa nevicata avvenuta sull’area occupata oggi dalla Basilica di S. Maria Maggiore, sul colle Esquilino. L’artista dipinse il Papa Liberio nell’atto di delimitare, con l’uso di una zappa, il perimetro dell’area teatro del fenomeno, e sulla quale per suo esplicito ordine verrà poi eretta la Basilica stessa. Al centro della tela, poi, vediamo una grande nuvola dalla forma oblunga, dalla quale cadrebbe la miracolosa “neve”, ma sia sotto che dietro di essa, notiamo la presenza di strane nuvole dalla forma piuttosto discoidale, posizionate in modo ordinato, tanto da sembrare una formazione in volo.

La scena, ricorda molto da vicino alcune tipologie di avvistamenti Ufo dell’epoca moderna, dove si sono registrate le presenze di grandi astronavi-madri dall’aspetto sigari forme, dal cui interno partivano oggetti volanti di piccole dimensioni e dalla forma discoidale. E’ questo il fenomeno che Masolino ha voluto effettivamente riprodurre sulla sua tela? E che dire poi della riproduzione stessa dell’evento, come faceva l’artista a conoscere un avvenimento verificatosi circa 1000 anni prima?

 

Riguardo quest’ultimo quesito, possiamo ipotizzare che il pittore abbia letto alcune cronache dell’antichità, magari lo stesso “Libro dei prodigi” del già citato Giulio Ossequente, e rimastone profondamente colpito, abbia deciso d’immortalare l’evento su tela.

 

    

Altra opera da segnalare è quella eseguita dal veneziano Carlo Crivelli, “L’Annunciazione” (1486). Crivelli nacque nella città lagunare intorno al 1430, ancora molto giovane, si trasferì nelle Marche dove visse per il resto della sua vita, a parte brevi permanenze a Padova e Zara, morì infine nel 1495. L’Annunciazione è attualmente conservata presso la National Gallery di Londra. In alto a sinistra si scorge la presenza di un oggetto volante di forma circolare, emettente un raggio luminoso che, passando attraverso una piccola feritoia situata sulla facciata dell’edificio fronti stante, colpisce al capo la Madonna inginocchiata, raccolta in preghiera all’interno di una sala posta al piano terra dell’edificio stesso. Al centro del dipinto, verso il basso, un uomo guarda verso l’alto in direzione del misterioso velivolo, coprendosi parzialmente gli occhi a protezione di un’evidente grande luminosità, emessa dall’oggetto stesso. Inutile dire che ancora una volta la somiglianza dell’oggetto rappresentato, ci ricorda assolutamente un moderno ufo dalla forma lenticolare, ed è difficile pensare che l’artista abbia voluto dipingere “casualmente”, la divinità in forma di disco volante.

 

 

Bonaventura Salimbeni (1567-1613) è invece l’autore del dipinto: ”Glorificazione dell’Eucarestia”, conservato attualmente a Montalcino (Siena). Nella parte superiore dell’opera sono rappresentati Gesù Cristo ( a sinistra) e Dio Padre (a destra), seduti su una nuvola, mentre con una mano toccano quelle che sembrano essere a tutti gli effetti le antenne di un’inquietante sfera metallica, inspiegabilmente molto simile al primo satellite artificiale costruito dall’uomo: lo Sputnik. Inoltre nella parte inferiore sinistra, a ben vedere, è presente una specie di tubo molto corto, potrebbe essere una sorta di obbiettivo?  Neppure a farlo a posta troviamo presente un congegno molto similare,  sempre sul nostro “moderno” Sputnik. Incredibile vero? Ma dove poteva, il Salimbeni, aver visto un modello di satellite artificiale, visto che nella sua epoca l’uomo non aveva ancora conquistato il volo?

 

 

 

  

L’ultimo quadro che vogliamo sottoporvi è quello dipinto dalla scuola di Filippo Lippi, ovvero: “La Madonna e S. Giovannino”, è conservato a Firenze presso palazzo Vecchio, ed è forse considerata l’opera più emblematica dei dipinti del passato a “sfondo ufologico”, per così dire.

Sullo sfondo alle spalle della Madonna, rileviamo ancora una volta un oggetto volante, oggetto impossibile solo da concepire per i limiti tecnologici di quel tempo, mentre in basso un pastore osserva l’enigmatico velivolo, ed anche qui l’uomo, come nell’Annunciazione del Crivelli, si copre parzialmente gli occhi onde evitare la potente radiazione  luminosa emessa. Similitudini assolutamente casuali?

 

 

 

Bene, terminiamo qui questa breve rassegna”artistica - ufologica”, certo che le anomalie rilevate in queste opere ci colpiscono e fanno riflettere ancor di più, su un fenomeno come quello degli Ufo che, a questo punto, potremmo asserire essere presente nella vita di noi terrestri non da pochi decenni, bensì……. da secoli!

 

 

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