|
Della
storia di questa piccola isola in realtà si sa molto poco,
apparentemente non ha una storia ne un passato. Eppure una cosi piccola
isola da più di due secoli è meta di ricercatori, curiosi, appassionati,
letterati, medium, archeologi, geologi e cacciatori di tesori.
L’isola della Quercia, quale è il suo vero
nome, entra a far parte nella storia misteriosa nell’anno 1795 quando un
ragazzo di nome Daniel McGinnis
s'imbatte in una profonda
depressione del terreno mentre passeggiava per l'isola. Sopra la buca,
appesa al ramo di una grande quercia, si trovava una vecchia carrucola.
Daniel tornò il giorno dopo con altri due
amici ed iniziarono a scavare nella speranza di imbattersi in un qualche
tesoro nascosto dei pirati.
Da quel momento quel scavo non ha mai
avuto fine.

All’inizio scavarono poco alla volta,
arrivarono a 60 cm di profondità e si imbatterono in uno strato di
materiale sconosciuto che più tardi si rivelò ardesia, materiale non
presente sull’isola. Pensando di aver trovato il tesoro, allertarono gli
abitanti del posto, ma non furono ben accolti. Si sa infatti, che i
pirati prima di nascondere il loro tesoro, lo legavano ad una
maledizione in modo che nessuno potesse mai impossessarsene.
Ma quello che trovarono sotto all'ardesia
fu un bel nulla. Nessun tesoro.
Arrivati a 7 m di profondità capirono che
da soli non c’è l’avrebbero mai fatta. E’ a questo punto che la leggenda
del tesoro lascia l’isola per fare il giro del mondo.

Lo scavo fu abbandonato per circa 20 anni,
quando un tale Simeon Lynds, proveniente dalla città di Onslow,
nell’intento di fondare un consorzio di cacciatori di tesori riprese gli
scavi.
Trovarono diversi strati di legno di
quercia a intervalli esatti di dieci piedi (3 metri) l'uno dall'altro,
oltre che strati di argilla, carbone e un materiale fibroso identificato
la "barba" tipica sul guscio delle noci di cocco. Quindi, a novanta
piedi (27,4 metri) dissero d'aver trovato una pietra piatta recante
un'indecifrabile iscrizione. Subito dopo, esplorando il terreno
sottostante con un piede di porco, colpirono qualcosa di duro che poteva
essere uno scrigno di legno. La mattina dopo, però, il pozzo venne
trovato allagato per sessanta metri di profondità. Fu appurato che
l’acqua contenuta nel pozzo era acqua di mare e che il livello seguiva
il movimento delle maree, deducendo che il pozzo doveva celare dei
collegamenti con il mare (non vicinissino...).
Inutili sono stati i vari tentativi di
svuotare il pozzo, l’acqua rimaneva sempre al livello del mare.
Diverse organizzazioni si susseguirono nei
lavori: la Truro Company nel 1849, la Oak Island Association e la Oak
Island Eldorado Company nel 1866, la Oak Island Treasure Company nel
1897, fino alla Triton Alliance nel 1966, tutti senza risultati
significativi.
Cerchiamo però di trovare tutte le
spiegazioni plausibili del perché la presenza di un pozzo cosi
ingegnosamente elaborato, e soprattutto su chi lo potrebbe aver
costruito.
Il tesoro dei templari
Quando la notte del venerdì 13 ottobre
1307 la maggior parte dei Templari furono arrestati in Francia, si dice
che dal porto di La Rochelle una nave salpò carica dell’oro prelevato
dalla Tesoreria di Parigi, lo stesso che Filippo il Bello tanto aveva
bramato per se stesso.
Queste ricchezze erano state accumulate
dal Tempio in due secoli di attività non solo come cavalieri crociati ma
come primi banchieri del mondo.
Di questo tesoro non si seppe mai nulla;
alcuni sostengono che le navi
partite approdarono in Scozia, dove la famiglia Sinclair accolse con
favore i Templari rifugiati, ma che il tesoro non avrebbe potuto restare
in quelle terre. Cosi lo trasferirono sull’isola di Nuova Scozia, terra
all’epoca sconosciuta secondo la storia ufficiale. Ma anche se il mondo
accademico non lo ammette, è oramai piuttosto evidente che le Americhe
furono scoperte molto prima di Cristoforo Colombo. Il caso vuole che una
delle isole vicino alla Nuova Scozia sia l’Isola della Maddalena, santa
veneratissima dei Templari. Strana coincidenza.
Il pozzo di Oak Island quindi potrebbe
essere il nascondiglio segreto di questo tesoro di cui si sono perse le
tracce sin dal lontano 1300.
A conferma di questa teoria si narra che
negli ultimi anni, il proprietario di buona parte dell'isola, dopo
alcune ricerche, abbia individuato 4 pietre di forma conica in diverse
aree del territorio; ricongiungendo questi punti su una mappa tramite
una retta, sembrano formare una croce.
Ma forse questo non è abbastanza per
confermare una teoria estrema.

Il tesoro della
Massoneria
La Massoneria, società segreta fondata nel
1717 a Londra su principi come l'uguaglianza sociale, la libertà di
pensiero ed ispirata agli ideali illuministici, compie fondamentali
riferimenti al Tempio di Salomone e talvolta ad un presunto tesoro
nascosto sotto la sacra struttura.
La leggenda fa addirittura risalire la
nascita della Massoneria all’epoca della costruzione dello stesso Tempio
di Salomone nella persona di Hiram Abif. Una di queste leggende parla di
una cripta segreta, nella quale Salomone avrebbe fatto custodire delle
preziose reliquie come l’Arca dell’Alleanza, anche essa scomparsa nel
nulla. Molti scrittori fanno riferimento a questa stanza segreta, tra
cui il “padre” di Sherlock Holmes , Sir Arthur Conan Doyle, Massone
dichiarato. In alcuni racconti egli cita la cripta segreta dando una
descrizione molto simile a quello del pozzo di Oak Island. Si dice che
sulla quercia accanto al pozzo furono ritrovate delle iscrizioni molto
simili a simboli massonici.
Sarà forse impossibile capire con
esattezza se tradizioni massoniche abbiano trovato ispirazione da una
preesistente leggenda riguardante un tesoro o se invece sia stata la
Massoneria stessa a generare questo mito. Forse Sir Arthur ne sapeva
qualcosa, ma è stato molto attento a non rivelare il suo segreto.
Il tesoro dei pirati
Immaginiamo per un attimo un "branco" di
pirati, come nel film I Pirati dei Caraibi, che cercano di nascondere il
loro tesoro su un isola. Tale pratica era tutt'altro che inusuale, viste
le tantissime testimonianze scritte in merito. Proprio così nacquero le
mitiche mappe dei tesori, ed i cacciatori di tesori.
C’è una sola cosa che non torna. Sappiamo
benissimo che i pirati non erano certo ingegneri, tanto meno eccellevano
in matematica o nell'arte delle costruzioni.
Un meccanismo come quello del pozzo non
poteva essere certo costruito da una ciurma di delinquenti. Questa
teoria non può reggere. E poi, perché nascondere il tesoro cosi in fondo
con il rischio che l’acqua salata avrebbe potuto rovinare tutto?
L’avrebbero potuto celare in un altro luogo più adatto, come una caverna
o sotto la stessa quercia, ad esempio.
Nessun tesoro
Nel 1911 un ingegnere di nome Henry L.
Bowdoin, che aveva a lungo scavato sull'isola, giunse alla conclusione
che non vi fosse alcun tesoro. Mise in dubbio l'autenticità di diversi
presunti reperti e attribuì la conformazione del pozzo Money Pit a
fenomeni naturali. Altri affermarono che in realtà il leggendario pozzo
non fosse altro che una gola causata dal naturale cedimento delle rocce
sottostanti.
Effettivamente
la falda che si estende sotto Oak Island è composta principalmente da
calcare e anidrite, la cui presenza spesso si accompagna con la
formazione di grotte. A conferma di ciò si può riportare il fatto che il
Money Pit non sia l'unica depressione sull'isola: nel 1878 Sophia
Sellers stava arando quando improvvisamente il terreno sprofondò sotto
il suo bue. Lo stesso geologo E. Rudolph Faribault trovò numerose gole
naturali nei territori di fronte all'isola, e in un rapporto stilato nel
1911 concluse che c'erano "forti elementi" a sostegno del fatto che le
presunte strutture artificiali di Oak Island fossero in realtà cavità
naturali.
Questa teoria è finora la più completa e
più plausibile, peccato che non si spiegano i ritrovamenti dei vari
strati di legno, carbone di legna, mastice e fibra di cocco ad
intervalli regolari e posizionati perfettamente a 3 metri di profondità
uno dall’altro.
La
nostra teoria
Pochi sanno che l’isola ha una sua
leggenda antichissima ed autoctona tramandata da generazioni. La
leggenda è strettamente legata alla stessa esistenza dell’isola e
racconta che un tesoro sarà scoperto quando nel territorio sarà sparita
l'ultima quercia. Gli appassionati del mistero credono che sull’isola ci
sia rimasta UNA sola quercia. Verrebbe facile da pensare che abbattendo
quell’unica quercia il tesoro si scoprirebbe...
In realtà la nostra tesi è molto azzardata
ma forse è la più semplice. Finora nessuno ha mai parlato di questa
teoria, essendosi quasi tutti focalizzati e divisi tra la spiegazione
scientifica e quella misteriosa.
Noi abbiamo semplicemente fatto una
piccola constatazione.
Se l’isola si chiama Isola della Quercia (Oak
= Quercia) una quercia esisterà sempre, quella insita proprio nello
stesso nome. Un semplice gioco di parole ma che potrebbe essere legata
alla vita di quella terra e non dell'albero. Se la leggenda dichiara che
il tesoro si scoprirà quando non ci saranno più querce, verrebbe da
pensare che questo apparirà con la scomparsa della stessa isola.
Non sappiamo chi o quando abbia potuto
nascondere qualcosa la sotto (ammesso che nelle casse rilevate con una
telecamera negli anni ’70 ci sia qualcosa); sappiamo solo che chiunque
sia stato, poteva avere le conoscenze astrologiche per prevedere un
futuro riscaldamento globale e l’innalzamento della marea a tal punto da
far scomparire l’isola. Sappiamo che l’isola era abitata già 11.000 anni
fa da popolazioni paleo-indiane.
I due tunnel scavati ai lati del pozzo, in
contatto diretto con il mare, in realtà non sarebbero altro che
particolari pompe idrauliche a pressione che permetterebbero alle casse
di tornare in superficie qualora l’isola dovesse scendere sotto un
livello prestabilito del mare.
Un contenuto talmente importante da
utilizzare un evento unico; un contenuto quindi che potrebbe rivelare
importanti segreti sulla conoscenza, sulla stessa vita, oppure nulla di
tutto questo.
Nel frattempo attendiamo nuovi sviluppi,
lasciando altri scavare ancora, forse inutilmente.

TOP
|