
Introduzione
Vi sono letteralmente migliaia di persone oggi che
asseriscono di avere la capacità di profetizzare. Davvero, però, questa
gente riceve e trasmette messaggi da parte di Dio? Esistono ancora oggi
dei profeti? Molti direbbero di Sì, altri di No. In questo articolo
vedremo che cos’ha da dire la Bibbia su questo argomento.
Che cos’era un profeta?
Un profeta era un uomo o una donna che parlava per Dio o
meglio, attraverso il quale o la quale Dio parlava. I profeti spesso
dichiaravano questo fatto dicendo: “Così dice il Signore”.
“Ma ecco un profeta si avvicinò ad Achab,
re d'Israele, e disse: «Così dice l'Eterno:
"Vedi tutta questa grande moltitudine?
Ecco, oggi stesso io la darò nelle tue mani e tu saprai che io sono
l'Eterno" (1 Re 20:13).
Un profeta era il portavoce di Dio, la Sua bocca. Ciò che
pronunziavano non erano le proprie parole, ma le parole stesse di Dio.
“Nessuna profezia infatti è mai proceduta
da volontà d'uomo, ma i santi uomini
di Dio hanno parlato, perché spinti dallo
Spirito Santo” (2 Pi. 1:21).

I profeti dell’Antico Testamento e quelli del Nuovo erano
identici in carattere. Alcuni oggi affermano che i profeti del Nuovo
Testamento fossero diversi dai profeti dell’Antico Testamento. E’ vero?
Prendiamo per esempio di profeta del Nuovo Testamento
un uomo di nome Agabo.
“In quei giorni, alcuni profeti scesero
da Gerusalemme ad Antiochia. E uno di loro,
di nome Agabo, si alzò e per lo Spirito
predisse che ci sarebbe stata una grande carestia in tutto il mondo; e
questa avvenne poi sotto Claudio Cesare”
(At. 11:27,28).
“E, restando noi lì molti giorni, un
certo profeta di nome Agabo, scese dalla Giudea.
Venuto da noi, egli prese la cintura di
Paolo, si legò mani e piedi, e disse: «Questo dice lo Spirito Santo:
Così legheranno i Giudei a Gerusalemme l'uomo a cui appartiene
questa cintura e lo consegneranno nelle
mani dei gentili»” (At.
21:10,11).
Da questi due brani vediamo due caratteristiche di un
profeta del Nuovo Testamento:
1) Essi parlavano per Dio (Dio parlava attraverso di
loro), e 2) Essi predicevano il futuro. Questa è la stessa cosa che
facevano i profeti dell’Antico Testamento.
Non c’è assolutamente alcuna differenza fra un profeta
nell’Antico Testamento ed un profeta del tempo del Nuovo Testamento. Più
avanti vedremo il motivo per cui alcuni vorrebbero fare questa
differenza.
Profeti e profezie
Alcuni oggi dicono che vi sia una differenza fra un
profeta ed una persona che profetizzi.
Essi affermano che una persona possa profetizzare sempre
ma non essere necessariamente
un profeta. E’ vero questo?
“Come giunsero là alla collina, ecco
venirgli incontro un gruppo di profeti; allora lo Spirito di DIO lo
investì, ed egli si mise a profetizzare in mezzo a loro. Allora tutti
quelli che lo avevano conosciuto prima, vedendo che profetizzava con i
profeti si dicevano l'un l'altro: «Cos'è avvenuto al figlio di Kish? È
anche Saul tra i profeti?»” (1
Sa. 10:10,11).
Ora Saul non aveva mai profetizzato prima in tutta la sua
vita, ma quando la gente lo vide profetizzare, essi subito pensarono che
egli fosse un profeta. Perché? Perché coloro che profetizzavano erano
profeti. Questo non significa che profetizzare una volta sola renda una
persona un profeta (Saul non lo era). C’era però gente che andava
profetizzando per tutto il tempo e che non era profeta.
Chiunque profetizzasse era un profeta, ed un profeta era
uno che profetizzava. I termini vengono usati nella Bibbia in modo
intercambiabile.
“Parlino due o tre profeti, e gli altri
giudichino. Ma se è rivelata qualcosa ad uno
che è seduto, si taccia il precedente.
Tutti infatti, ad uno ad uno, potete profetizzare
affinché tutti imparino e tutti siano
incoraggiati. Gli spiriti dei profeti sono sottoposti
ai profeti”
(1 Co. 14:29-32).
Il testo qui citato è chiaro. Un profeta era uno che
profetizzava e uno che profetizzava era un profeta.
Perché alcuni cercano oggi di fare questa distinzione? La
ragione è che cercano di evitare di sottoporre qualcuno al criterio di
verifica dei falsi profeti.
Identificare i falsi profeti
La Bibbia ci fornisce due criteri di verifica per
identificare i falsi profeti.
“E se tu dici in cuor tuo: "Come faremo a
riconoscere la parola che l'Eterno non
ha proferito?". Quando il profeta parla
in nome dell'Eterno e la cosa non succede e
non si avvera, quella è una cosa che
l'Eterno non ha proferito; l'ha detta il profeta
per presunzione; non aver paura di lui»”
(De. 18:21,22).
Il primo criterio di verifica per un falso profeta è
quanto accurata sia la sua profezia: non il 95% e neanche il 99%, ma il
100%. I veri profeti erano accurati al 100%. I veri profeti erano sotto
il controllo diretto di Dio, per questo non potevano sbagliare.
Se un profeta sbagliava anche una sola volta, questi era
un falso profeta.
Coloro che oggi dichiarano di essere dei profeti
sbagliano regolarmente. La cosa più sorprendente è che, sebbene
predicano cose che poi non avvengono, essi non perdono i loro seguaci.
Nell’Antico
Testamento avrebbero perso la vita. Dio disprezzava
talmente i falsi profeti che nel versetto precedente
l’ultimo che abbiamo citato, Egli aveva per essi istituito la pena di
morte!
“Ma il profeta che ha la presunzione di
dire in mio nome una cosa che io non gli
ho comandato di dire o che parla in nome
di altri dèi, quel profeta sarà messo a
morte"
(De. 18:20).
C’è poi un altro criterio di verifica per i falsi
profeti.
“«Se sorge in mezzo a te un profeta o un
sognatore di sogni che ti proponga un
segno o un prodigio, e il segno o il
prodigio di cui ti ha parlato si avvera e dice: "Seguiamo altri dèi che
tu non hai mai conosciuto e serviamoli", tu non darai ascolto alle
parole di quel profeta o di quel sognatore di sogni, perché l'Eterno, il
vostro DIO, vi mette alla prova per sapere se amate l'Eterno, il vostro
DIO, con tutto il vostro cuore e con tutta la vostra anima”
(De. 13:1-3).
In questo caso ciò che predice il profeta avviene, ma
questi è sempre un falso profeta.
Perché? Dio, talvolta, permette che il Suo popolo venga
messo alla prova per vedere se essi Lo amano di tutto cuore. Il
criterio, questa volta, è nel messaggio che il profeta porta. E’
coerente con le Scritture? Ci porta alla verità ed a seguire il Dio
della Bibbia? Oppure ci porta a seguire un falso dio oppure a credere ad
un ERRORE? Oggi alcune fra le eresie dottrinali più grandi procedono
dalla bocca di coloro che affermano di essere profeti. Noi mettiamo alla
prova questi cosiddetti profeti esaminando se ciò che essi insegnano sia
in linea, oppure no, con la Bibbia.
“Carissimi, non credete ad ogni spirito,
ma provate gli spiriti per sapere se sono
da Dio, perché molti falsi profeti sono
usciti fuori nel mondo” (1 Gv.
4:1).
E’ la dottrina che viene insegnata ad essere il criterio
di valutazione dello spirito che sta dietro il profeta. La Bibbia ci
ammonisce che negli ultimi giorni, molti saranno tratti in inganno da
spiriti malvagi.
“Or lo Spirito dice espressamente che
negli ultimi tempi alcuni apostateranno
dalla fede, dando ascolto a spiriti
seduttori e a dottrine di demoni”
(1 Ti. 4:1).
Vi sono così due criteri per valutare i falsi profeti. In
primo luogo un profeta dovrà essere accurato al 100%. Se sbaglia in un
solo punto, allora si tratta di un falso profeta.
In secondo luogo, un profeta deve parlare secondo la sana
dottrina. Il loro messaggio non potrà contenere errore dottrinale. Dovrà
condurre la gente nella via della verità e secondo il vero Dio della
Bibbia.
L’ira di Dio verso coloro che affermano di parlare per
Lui e da Lui non sono mai stati veramente inviati, è molto grande. Che
cosa pensa Dio di coloro che affermano con presunzione di parlare per
Lui?
“L'Eterno mi disse: «I profeti
profetizzano menzogne nel mio nome; io non li ho
mandati, non ho dato loro alcun ordine e
non ho parlato loro. Essi vi profetizzano
una visione falsa, una divinazione vana e
l'inganno del loro cuore. Perciò così dice
l'Eterno riguardo ai profeti che
profetizzano nel mio nome senza che io li abbia
mandati, e dicono: "Non ci sarà né spada
né fame in questo paese" quei profeti saranno
consumati dalla spada e dalla fame”
(Gr. 14:14,15).
“«Ho udito ciò che dicono i profeti che
profetizzano menzogne nel mio nome, dicendo:
"Ho avuto un sogno, ho avuto un sogno!".
Fino a quando durerà questo nel
cuore di questi profeti che profetizzano
menzogne e profetizzano l'inganno del loro
cuore?” (Gr. 23:25,26).
“Ecco». dice l'Eterno, «io sono contro i
profeti che usano la loro lingua e dicono:
Egli dice: Ecco, io sono contro quelli
che profetizzano sogni falsi», dice l'Eterno, «e li
raccontano e traviano il mio popolo con
le loro menzogne e con le loro millanterie,
benché io non li abbia mandati né abbia
dato loro alcun ordine; perciò non saranno di
alcuna utilità a questo popolo», dice
l'Eterno” (Gr. 23:31,32).
Geremia parla della “leggerezza” dei falsi profeti. Essi
non prendono seriamente la responsabilità di pretendere di parlare per
Dio. Non è cosa da ridere.Se la persona è un vero profeta, bene, ma se
quell’uomo o quella donna parla con presunzione e non è un vero profeta,
guai a lui o a lei! Dio lo tratterà con estrema severità. Prima che una
persona voglia dire di parlare per Dio, è meglio che ci pensi due volte.
Esistono oggi dei profeti?
“L'amore non viene mai meno, ma le
profezie saranno abolite, le lingue cesseranno
e la conoscenza sarà abolita perché
conosciamo in parte e profetizziamo in
parte. Ma quando sarà venuta la
perfezione, allora quello che è solo parziale sarà
abolito”
(1 Co. 13:8-10).
Questo brano ci dice che tre cose verranno abolite (o
cesseranno): le profezie, le lingue e la conoscenza. Qui vi è una
triplice cessazione. Al v. 8 vengono menzionate tutt’e tre, ma quando
giungiamo al v. 9, vengono citate solo due. Le lingue non vengono più
menzionate. Quando arriviamo al versetto 10, solo la conoscenza
(conosciamo in parte) rimane.
Questo brano descrive una triplice cessazione. Prima le
lingue, poi la profezia, ed infine la conoscenza. Per informazioni sulle
“lingue” si veda l’articolo apposito.
Consideriamo la profezia:
“perché conosciamo in parte e
profetizziamo in parte. Ma quando sarà venuta la
perfezione, allora quello che è solo
parziale sarà abolito” (1 Co.
13:9,10).
La profezia è “in parte”, cioè, si tratta di una
rivelazione parziale della verità di Dio. Nei primi giorni del
cristianesimo, il Nuovo Testamento non era completo.. La Scrittura
doveva ancora essere composta. La chiesa di Corinto, per esempio,
probabilmente aveva solo una copia dei vangeli (Marco, per esempio) e
copie delle lettere che Paolo aveva scritto loro. In che modo essi
potevano conoscere tutte le altre verità che Dio aveva per loro e che
non erano state ancora scritte e raccolte nel Nuovo Testamento.
Attraverso la profezia, naturalmente.
Ogni
particolare profezia era solo la rivelazione di Dio in parte. Una volta,
però, che sarebbe giunto ciò che è perfetto, completo (la completa
rivelazione di Dio nelle Scritture), allora non ci sarebbe stato più
bisogno di ciò che era solo parziale (le profezie).
Per esempio, c’erano stati approssimativamente 400 anni
fra la fine dell’Antico Testamento e l’inizio del Nuovo Testamento.
Durante questo tempo, non furono prodotte alcune scritture. Dal tempo
dell’ultimo profeta dell’Antico Testamento (Malachia) fino al tempo del
primo profeta del Nuovo Testamento (Giov anni il battista) non c’erano
stati né profeti e né profezie. Una volta che fu completo l’Antico
Testamento, la profezia cessò.
Che cosa ci aspetteremmo dovesse succedere dopo che il
Nuovo Testamento fu completato? La stessa cosa, cioè che le profezie
cessassero. L’ultimo libro ad essere scritto del Nuovo Testamento è
l’Apocalisse. Fu scritto circa nell’anno 90. Da quel tempo, non c’è più
stato alcunché che possa essere considerato una vera profezia.
E la conoscenza?
“Ora infatti vediamo come per mezzo di
uno specchio, in modo oscuro, ma allora
vedremo a faccia a faccia; ora conosco in
parte, ma allora conoscerò proprio come
sono stato conosciuto”
(1Co. 13:12).
La conoscenza parziale che noi abbiamo in questa vita
sarà resa perfetta (completa) quando il Signore Gesù Cristo ritornerà.
Allora conosceremo come noi siamo stati conosciuti.
Le cose quindi che sono solo in parte (profezia e
conoscenza) passeranno quando arriverà la perfezione (cioè il
completamento). La profezia è cessata circa nell’anno 90, al termine
della composizione del Nuovo Testamento, e la conoscenza alla seconda
venuta di Cristo.
Alcuni, però, a questo punto, sollevano delle obiezioni.
Essi dicono che dato ciò che è perfetto è singolare, non vi può che
essere una sola cosa ad essere perfetta (o il completamento delle
Scritture del Nuovo Testamento, o la seconda venuta di Cristo, ma non
tutt’e due. Consideriamo però meglio il testo.
“Ma quando sarà venuta la perfezione
(singolare),
allora quello che è solo parziale
(singolare) sarà abolito” (1 Co.
13:10).
“Quello che e solo parziale” è pure
singolare. Se il fatto che “la perfezione” è singolare
significa che vi possa essere solo una
cosa perfetta, allora, con lo stesso ragionamento,
“quello che è solo parziale”
(pure singolare) deve significare che vi
può essere
solo una cosa ad essere parziale. Questo
non ha senso! Il verso 9 ci dice che vi sono
due cose che sono parziali, la profezia e
la conoscenza.
“perché conosciamo in parte e
profetizziamo in parte” (1 Co.
13:9).
Queste persone leggono il versetto 10 come se dicesse:
“Ma quando sarà venuta la perfezione, allora QUELLE COSE che SONO solo
parziali saranno abolite”. Questo però non è ciò che dice il testo!
Guardiamolo ancora una volta: