La
storia di Maria Maddalena può essere incentrata su un unico tema
centrale e costante, anche se con diverse variazioni. Il racconto è
il seguente: poco dopo la crocifissione di Gesù, Maria Maddalena
insieme ai fratelli Marta, Lazzaro, Maria Salomè, una bambina nera
di nome Sara e Giuseppe di Arimatea, viaggiarono per mare fino alla
costa dell’attuale Provenza. Il motivo che aveva spinto il gruppo ad
intraprendere il viaggio varia secondo la versione dei vari autori.
Secondo alcuni erano fuggiti alle persecuzioni contro la Chiesa
primitiva; secondo altri erano stati deliberatamente mandati alla
deriva dai loro nemici su una nave senza timone e senza remi. Solo
per un miracolo riuscirono ad approdare sulla terraferma.
Il
gruppo sbarcò dove ora si trova il villaggio di SANTES-MARIES DE LA
MER, in Camargue. Qui si divisero ed ognuno di loro prese vie
diverse per diffondere la “buona novella”.
Si racconta che Maddalena predicasse
in tutta la regione, convertendo i pagani, prima di diventare
eremita in una grotta a SAINTE BAUME. Alcune versioni raccontano che
qui visse per 40 anni, dedicandosi alla penitenza ed alla
meditazione. Quando morì, il suo corpo fu sepolto in quella città
che da lei prese il nome.
Nel corso dei secoli il ruolo di
Maddalena è stato interpretato in modi diversi, spesso riflettendo
l’atteggiamento della Chiesa verso le donne. Di lei la Chiesa
costruì un’immagine che non corrispondeva affatto al personaggio di
cui si parla nei Vangeli; fece di lei una prostituta pentita,
sminuendo, così, la sua importanza.
Fino a poco tempo fa il suo ruolo è stato considerato marginale
nella storia di Gesù e dei suoi discepoli. Solo negli ultimi
vent’anni la sua figura è stata vista dagli studiosi sotto una luce
molto diversa ed, al giorno d’oggi ha l’importanza che merita.
In
realtà lei è la sola donna, eccettuata la Vergine Maria, menzionata
con il suo nome in tutti i Vangeli. La prima volta compare durante
la predicazione di Gesù in Galilea e fa parte di un gruppo di donne
che lo seguivano.
E’ colei da cui sono stati scacciati
sette demoni. Il suo ruolo assume un nuovo significato, molto più
profondo, con la sua presenza ai piedi della croce e quando diventa
la prima testimone della Resurrezione.
Inoltre Maddalena fu la prima a ricevere tra i discepoli un incarico
apostolico direttamente da Gesù: portare la notizia della sua
Resurrezione agli apostoli. La Chiesa primitiva riconobbe
l’importanza di questo episodio e le diede il titolo di APOSTOLA
APOSTOLORUM: apostola degli apostoli.
In realtà, le donne avevano un ruolo
molto importante nella missione di Cristo, anche se, leggendo i
Vangeli, si ha l’impressione che i discepoli fossero solo uomini.
Solo nel Vangelo di Luca vi è un riferimento alle donne.
Ciò che appare insolito è che, negli
altri Vangeli, la loro presenza viene nominata solo ai piedi della
Croce; questo perché, molto probabilmente, esse sono state le
uniche a rimanergli fedeli fino all’ultimo.
In ogni caso gli apostoli nutrivano nei confronti di Maddalena un
sentimento di rivalità, dettato dalla gelosia ed alcuni di loro non
approvavano il fatto che una donna ricoprisse un ruolo tanto
importante.
Maria Maddalena appare, comunque, come
una figura scomoda per la Chiesa. Solo nel 1969, infatti, la Chiesa
cattolica revocò ufficialmente l’etichetta di prostituta affibbiata
a Maddalena da Papa Gregorio, ammettendo così il proprio errore.
Ciò nonostante l’immagine della Maddalena è rimasta quella della
meretrice pentita.
Nei
Vangeli lei asciuga i piedi di Gesù con i capelli;un atto intimo, se
compiuto in pubblico da una donna; inoltre è ritratta con i capelli
sciolti, a capo scoperto. Per una donna presentarsi in pubblico con
la chioma al vento era considerato un grave peccato. A Maddalena,
però, la cosa sembra non importare nulla, ed ancora più insolito è
l’atteggiamento di Gesù che, non solo non la rimprovera, ma la
incoraggia, prendendosela con chi ne critica la condotta.
Entrambi si comportano come
forestieri in terra straniera: non c’è dunque da meravigliarsi se
non sono capiti, in particolare dai dodici. L’unzione non era una
consuetudine ebraica, ma allora, a quale tradizione apparteneva?
Ai tempi di Cristo esisteva un rito
pagano sacro in cui una donna ungeva il capo, i piedi e i genitali
di un eletto per prepararlo ad un destino molto particolare. Era la
cerimonia di consacrazione del re, durante la quale la sacerdotessa
selezionava il prescelto e lo cospargeva d’olio aromatico, prima di
conferirgli l’onore della regalità con un rito sessuale noto come
IEROGAMIA.
L’unzione era parte della preparazione rituale alla penetrazione che
sarebbe avvenuta durante la cerimonia, nella quale il sacerdote-re
era pervaso dalla potenza del dio, mentre la sacerdotessa-regina era
posseduta dalla grande dea. Senza il potere della donna,
il sovrano prescelto non avrebbe potuto regnare e non avrebbe avuto
nessuna autorità. Questo era il significato originario delle nozze
sacre.
Il
matrimonio sacro era un concetto familiare ai pagani dei tempi di
Cristo.
Alcune sue varianti erano comunemente praticate dai fedeli di numerosi
culti come quello del dio egizio Osiride che la consorte Iside
riuscì a resuscitare per il tempo sufficiente a concepire il figlio
Horus.
Nelle antiche civiltà , quindi, il concetto dell’unione sacra era, non
solo molto diffuso, ma rappresentava un vero e proprio rapporto di
simbiosi esistente tra maschile e femminile. Ne sono un esempio le
relazioni intime tra Osiride ed Iside, Adone e Venere, Tamuz e
Ishtar. In queste culture la gioia usciva dalla camera
nuziale degli dei per diffondersi tra la gente che abitava nel loro
regno. Riti simili sono attestati in varie liturgie in
tutto il vicino Oriente.
Il “Cantico dei Cantici” è
considerato, da molti autori, l’adattamento di un antico poema
liturgico relativo alla cerimonia dello HIEROS GAMOS di Iside ed
Osiride. In tutti questi riti il re viene giustiziato e
la sua sposa lo cerca, piangendone la morte, finché si
riunisce a lui.
Le donne hanno avuto un ruolo molto
importante anche nella Chiesa primitiva. Esse mettevano a
disposizione la loro casa come luogo di incontro, ed alcune di loro
prestavano servizio come diacone e perfino come sacerdotesse.
Nei testi cristiani più antichi Maria Maddalena è identificata come la
sposa archetipica dello sposo eterno, come il modello cui l’anima
e l’intera comunità devono ispirarsi nella loro ricerca e nel loro
desiderio di unione con il divino.
Indica la via della relazione erotica,
la via del cuore e, insieme con il suo sposo, fornisce la
possibilità di immaginare il divino come una coppia di amanti. Parla
dell’armonia tra la ragione (logos) e la saggezza (sophia)
che rappresenta il divino come unione tra gli opposti.
L’unzione di Gesù, da parte di Maddalena, è, quindi, un rito che
risale ai tempi della fertilità.
Gesù stesso riconobbe e lo approvò nel contesto del suo ruolo di
sovrano destinato al sacrificio: ”Lei ha anticipato l’unzione del
mio corpo per la sepoltura” (Mr 14,8).
Nei Vangeli la Vergine Maria e Maria
Maddalena rappresentano la Sophia più alta e la Sophia caduta.
Vengono chiamate con lo stesso nome per mettere in rilievo il fatto
che, a livello mistico, non sono che due aspetti della stessa
figura. Nel rito cristiano di Sophia, la dea che rappresenta
l’anima è la figura centrale, mentre il suo fratello e amante,
simbolo della coscienza, è un personaggio secondario. Nel mito di
Gesù è l’opposto; il dio uomo è il protagonista principale.
Secondo gli gnostici cristiani nella storia di Cristo compaiono
numerose allusioni alle nozze mistiche.
La più importante è il rituale
dell’Eucarestia, che si fonda su antichi riti ierogamici dei misteri
pagani. I primi cristiani associavano il pane a Maria ed il vino a
Gesù, che nel Vangelo di Giovanni è chiamato “ la vera vite”.
Nell’atto cerimoniale consistente nel mangiare il pane e bere il
vino, il dio uomo e la dea, vale a dire la coscienza e l’anima,
entrano in comunione nel matrimonio mistico.
In precedenza, alle nozze di Canaan, Cristo aveva miracolosamente
trasformato l’acqua in vino. Secondo gli gnostici cristiani ciò
rappresenta il matrimonio mistico. Quello dell’acqua che diventa
vino è un simbolo arcaico dell’ebbrezza estatica provocata da una
trasformazione spirituale.

Tutto questo dimostra quanto il
“femminino sacro” sia stato fondamentale nella società; senza il
potere femminile,
il potere maschile non esisterebbe
e la società umana stessa perderebbe completamente la propria
importanza ed il proprio valore.