A volte le cose che mancano sono più importanti di quelle che ci sono.

È questo il pensiero che passa per la mente quando si
osserva “Il Cristo e la lepre”, dipinto presente, almeno fino a qualche
anno fa, nella chiesa di Rennes les Bains,chiesa legata al mistero di
Rennes le Chateau grazie alla figura di Henri Boudet.
Questo quadro
donato alla chiesa
dal marchese Paul François Vincent de Fleury, nipote dei signori di
Rennes le Chateau, rappresenta Gesù appena morto, ci sono ancora i
chiodi vicino a lui, e varie bende tra cui la fascia con la scritta
INRI,con la N rovescia, ed è tenuto in braccio da una donna che guarda
disperata il cielo. Un ginocchio del Cristo, il destro, mostra con un
gioco di trompe l'oeil una testa di lepre, simbolo dei re
merovingi, i re che dsi dice fossero i discendenti diretti dell'unione
di Gesù con la Maddalena.
Il dito della mano
sinistra indica un punto preciso del terreno, mentre sul prato dietro a
lui è presente un ragno. Gérard de Sède, scrittore e studioso, ha letto
questo quadro come un rebus: “A
Regnes (araigne) près du bras de l'homme mort qui se dirige vers le
plateau, git le lièvre”,
cioè “A Rennes (ragno) vicino al braccio dell'uomo morto che si dirige
verso l'altopiano, giace la lepre”. I muscoli del corpo sono molto ben
delineati e la mano destra del Cristo appare alquanto curiosa. Infatti è
come sospesa nell'aria, come se fosse appoggiata a qualcosa di
invisibile. Quasi come la mano della Madonna nel dipinto “ La Vergine
delle rocce” di Leonardo da Vinci.

Il dipinto di RLB,
scomparso qualche anno fa dopo che la chiesa era stata chiusa per
restauri, pare sia stato realizzato da J.B.B. Rouch, professore di
disegno a Limoux che l'avrebbe realizzata attorno nell'Ottocento. Ma da
chi o cosa era stato ispirato?
Alcune ricerche
recenti si sono concentrate su un lavoro di Van Dyck, la “Lamentazione”,
nel quale personaggi e posizione del Cristo sono molto simili a quella
di Rouch.
Cercando poi tra
le opere di Van Dyck, si è trovata una stampa realizzata da Paulus
Pontius tra il 1620 e il 1650, oggi conservata alla Royal Academy of
Arts di Londra. Qui in più ci sono due persone assieme a Cristo e alla
donna che lo tiene in braccio, quindi lo sfondo della montagna del
quadro di Rouch qui non esiste, e uno di questi due personaggi bacia la
mano di Gesù. Si pensava quindi che la stampa di Pontius, ispirata
all'opera di Van Dyck, fosse servita come base per il quadro di Rennes
les Bains.

Almeno fino a poco
tempo fa, quando da un antiquario ho trovato il quadro originale dal
quale ci si è probabilmente ispirati per la realizzazione di quello
dell'Ottocento. E sulla tela del mio quadro l'autore risulta essere
Joachim von Sandrart, pittore e stampatore tedesco, nato nel 1606 a
Francoforte sul Meno e morto a Norimberga nel 1688. L'artista è
ricordato soprattutto per un'opera sulla storia e la teoria dell'arte in
Germania, opera che prese cinque anni di realizzazione e vide la
collaborazione di molti artisti, all'epoca molto famosi Nella seconda
parte del libro ci sono alcune biografie di artisti che von Sandrart
aveva conosciuto personalmente, tra cui Nicolas Poussin.
Proprio
così, l'autore dei “Pastori d'Arcadia”, quadro simbolo di Rennes le
Chateau, aveva lo conosciuto personalmente: infatti durante un viaggio
in Italia il tedesco aveva conosciuto sia Poussin che Claude Lorrain,
con i quali entrò in società per qualche tempo e realizzò alcuni lavori.
Che Poussin abbia rivelato qualche mistero a von Sandrart?
È chiaro quindi
che alcuni particolari ora appaiono differenti. Ed è proprio su qeusti
particolari che si deve focalizzare la nostra attenzione. Anzitutto nel
quadro in mio possesso la N della fascia di “INRI” è rovescia, come in
tanti monumenti e luoghi particolari di Rennes, a cominciare dalla
lapide di Berenger Saunier. Inoltre nel quadro di Rennes les Bains
mancano due personaggi e al loro posto c'è sullo sfondo un dolmen. A
questo punto sono molteplici le ipotesi interpretative che posso essere
fatte. Forse il misterioso artista che ha dipinto il Cristo e la lepre
di Rennes les Bains ha volutamente tolto i due personaggi,
presumibilmente la Maddalena, che stava baciando la mano del Cristo
morto, e San Giovanni, proprio per dare più risalto alla scena della
deposizione e del dolore per la morte del Figlio di Dio.
Oppure dobbiamo
dare attenzione proprio a ciò che manca. E in questo caso sarebbe
proprio la figura della Maddalena che scompare.

Anche qui, ancora
una volta, la Maddalena sarebbe stata “nascosta” dalla vita di Cristo,
ipotesi che ultimamente ha preso molto piede, complici anche il successo
del libro di Dan Brown “Il Codice Da Vinci”.
A questo punto,
però, bisogna dare spazio anche alla terza ipotesi: l'autore ha voluto
omettere i due personaggi per dare risalto allo sfondo dietro alla
scena. Forse l'autore ha voluto semplicemente indicare un luogo
geografico, forse l'entrata di una grotta dove appunto riposerebbe il
corpo di Cristo, come indicato dal rebus presente all'interno del
quadro.
C'è
ancora un'ipotesi riguardo al dipinto di RLB, e quest'ultima prende in
causa un altro quadro sempre presente nella chiesa del paese: la
Crocifissione di Henri Gasc. Si pensa infatti che i due quadri siano in
realtà stati realizzati per essere uno solo messaggio. E questo si può
vedere da più particolari. Ad esempio anche nello sfondo della
Crocifissione è dipinto un paesaggio particolare, un edificio che senza
dubbio ha qualche riferimento geografico particolare.
La struttura degli
edifici fa pensare alla moschea di Omar I, costruita nel 691 a
Gerusalemme sul perimetro che coincideva con il mitico tempio del Re
Salomone. Oltre allo sfondo, quindi, anche il cielo e la linea
dell'orizzonte della Crocifissione ricordano in alcuni punti quelli del
Cristo e la Lepre. E se si guarda in basso a destra, infatti, la
pietra che fa capolino nella Crocifissione sembra proprio essere la metà
esatta del dolmen presente nell'altro quadro. Quindi uno stesso
paesaggio per lo stesso messaggio? Forse entrambi i dipinti vogliono
essere un indizio per indicare un luogo specifico dell'Aude, la regione
della Francia dove sono presenti entrambe le Rennes.
E ancora una volta
il mistero di Rennes affascina e lascia chiunque con la voglia di
cercare e ricercare.
|
Con
questo primo articolo edito per il PdM, ho il piacere di
presentare ai nostri cari Ospiti una nuova e preziosa
collaboratrice di redazione: Maria Benedetta Errigo.
Già
nota per i suoi articoli sulla vicenda di Triora (editi
anche dalla rivista Hera), M.Benedetta può essere
classificata come una "giornalista d'assalto", non tanto di
fatti di cronaca o di scenari di guerra, ma bensì
di misteri, medioevo, stregoneria, tradizioni e leggende
popolari.
A nome della redazione del PdM, le porgo un grato augurio di
Benvenuta tra noi!
Angel
Heart
_/_/_/_/_/_/_/_/_/_/_/_/_/_/_/_/_/_/_/_/_/_/_/_/_/_/_/_/_/_/
Giornalista,
laureata in scienze delle comunicazioni internazionali, da diversi anni
studia le più diverse tematiche mistico-esoteriche, come le vicende
storiche legate all'Ordine dei Cavalieri Templari e le tradizioni legate
al culto della Maddalena nel Sud della Francia.
In
particolare si è concentrata sul mondo della stregoneria e della cultura
popolare, esaminati sotto l'aspetto antropologico e storico,
focalizzando le sue ricerche sul mondo della Wicca e delle religioni
neo-pagane, soprattutto di derivazione celtico-nordeuropea.
Su tali tematiche ha pubblicato
alcuni articoli sul mensile Hera.
|

TOP