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Come
ogni vallata montana e pedemontana che si rispetti, la Valdossola vanta
miti e leggende di tutto riguardo.
Una delle molte storie in particolare che gira ancora sulla bocca dei
valligiani di Vigezzo,(valle situata nelle Alpi Lepontine a pochi
chilometri dal confine Italo-Svizzero) è quella del fantasma del
famosissimo parroco di Zornasco (una frazione di Malesco), tale Giovanni
Battista Balconi.
Siamo intorno alla metà del XVIII secolo, a quei tempi Zornasco era un
borgo di pastori con meno di duecento anime, e tra il 1732 e il 1750 don
Giambattista Balconi, più comunemente chiamato Don Giambone, ne resse la
parrocchia.
Si narra che nei primi anni di parrocchia fosse un religioso molto
singolare, con un bel colorito da succo d'uva fermentato sul volto, gli
occhi vivaci, ben pasciuto, amante della buona cucina, delle belle donne
e degli amici chiassosi, insomma era il ritratto dell'abbondanza e non
faceva nulla per nascondere la sua vita poco morigerata.
Finchè un giorno la sua vita cambiò , lui non volle raccontare cosa
successe, ma la sua perpetua giurò di aver udito quella stessa notte la
madre defunta del prevosto, che venne a parlare con il religioso, e lo
redarguì sul comportamento poco consono che stava avendo. La mattina
dopo, la perpetua raccontò di aver visto il prete "pallido, smagrito, e
malconcio".
Don Giambone cambiò vita da quel momento, licenziò la perpetua, e si
dedicò ad una vita austera, rigida e caritatevole, vendette tutti i suoi
averi e con il ricavato acquistò una vecchia casa vicino alla canonica,
con il volere di sistemarla e adibirla ad Ospedale per i poveri ammalati
della zona.
Morì nel maggio del 1750 all'età di 47 anni, dopo aver accudito
centinaia di malati.
L'ospedale
venne spogliato dagli avidi parenti, che si presero tutto e lasciarono
solo l'altare, il ricovero, abbandonato e disabitato venne
soprannominato "l'ospedale dei morti".
Il fantasma del prete inziò a fare le sue apparizioni nove anni dopo.
E' stato ritrovato un diario dell'epoca, di uno studente di nome
Giuseppe Maria Barbieri, che alcuni anni dopo la morte del prevosto,
alloggiò nell'ospedale, e scrisse delle apparizioni.
Il caso fu portato
anche davanti alla commissione religiosa ed esiste un atto firmato e
giurato davanti al Vescovo di Novara, riguardante l'apparizione
dell'anima del religioso, scritto nel 1838.
Lo studente
racconta che le apparizioni non cessarono finchè una sera, il fantasma
parlò, e qua cito le testuali parole del ragazzo tratte dal diario:
" Il
sacerdote subito disse << Io sono il curato Balconi antecessore del
presente. Sono nove anni e due mesi meno tre giorni, ore sei e minuti
diciotto che sono passato dalla vita all'eternità.(...)E' giunto il
tempo dopo aver fatto tanto mormorio per farmi udire, ma non ebbi mai la
detta grazia, benchè per due anni non cessassi di far rumore nella
parrocchia perchè mi fosse parlato. Oh che pena! Non pativo tormenti
perchè ero destinato in questo oratorio vicino al sacro altare, avevo
però una gran pena, un gran tormento e dolore di non conoscere Dio,
vedere la gloria.Oh che pena insopportabile. Ora vi prego di andare
subito a dire al signor curato mio successore queste cose che vi dirò e
poi pregatelo per parte mia che venga con voi a notificarle a mio
fratello prevosto Balconi (...)Non voglio che sia palesato a nessuna
altra persona talchè vi obbligo per sigillo naturale e pensateci bene.
Al reverendo signor curato e a mio fratello palesatelo durante la
confessione"
Il diario non
riporta le volontà dettate, ma se ne è venuti a conoscenza dalla
relazione giurata davanti al Vescovo:
"Domani
mattina vi porterete dal curato Mellerio e gli direte che vi è
nell'armadietto della Sagrestia la mia deposizione in iscritto di ciò
che devesi fare di questa casa da me comprata per formarvi uno spedale
per gli infermi; e che facci in modosi adempia la mia mente, d'indi,
unitamente al detto signor Curato, anderete dal Prevosto di Santa Maria
Maggiore don Francesco, mio fratello, e gli direte a mio nome che mi
facci celebrare tre messe, una per me e le altre due per quest'anima che
è quivi meco per cui avevo ricevuto la limosina, e che io non ho potuto
celebrare per essere stato prevenuto dalla morte. E che osservi nella
cassa asportata dopo la mia morte in casa sua, che vi troverà una lista
del grano da me raccolto per limosina da Benefattori per convertirlo
nell'erezione del detto Spedale: e che facci restituire ogni cosa
avvertendo bene che chi ha fatto il trasporto è di già morto".
Il fatto che desta
scalpore ancora oggi, e che lascia il dubbio (ma la certezza nella gente
del posto) è che tutto quello che è stato detto dall'anima del defunto è
stato ritrovato : la deposizione nascosta in Sagrestia, e la lista del
grano nella cassa.
A voi credere
oppure no, vi posso assicurare che fa uno strano effetto passare sotto
il vecchio "ospedale dei morti" ora adibito ad abitazione, c'è un'aria
strana, ed un forte profumo di incenso...e naturalmente c'è chi giura di
sentire a volte ancora il religioso passare di li...
Un ringraziamento
in particolare va a Benito Mazzi noto scrittore della zona, che
cortesemente si è lasciato intervistare, e che ha scritto un libro sulla
vicenda, dal quale gentilmente mi ha concesso di riportare i passaggi
che ho messo tra <<virgolette>>.
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Benvenuta
ed Auguri di Buon Lavoro a Michela Tognon, prima
"reporter d'assalto" de Il Portale del Mistero.
Pur se la nostra associazione "Contrada 7" da anni è
presente sul campo
della ricerca operativa, al nostro staff mancava una vera
indagatrice delle tradizioni popolari.
In redazione abbiamo dunque pensato di varare una serie di
articoli, con il marchio "Scrigni d'Italia" dei quali
Michela è la pioniera. Indagini a tutto campo sul tema
antropologico, mitologico e leggendario del nostro Paese.
Reportage che, una volta avviati, saranno in seguito ripresi
ed ampliati da nuove notizie e scoperte, fino a condurre il
lettore a quel sottile dubbio che separa la fantasia dalla
realtà.
Angel
Heart
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