f.a.q.

radio mysteria mappa sito nostra  storia community contact us redazione PdM
 

 

PER RICEVERE PERIODICAMENTE

TUTTI GLI AGGIORNAMENTI E

LE DATE DEGLI

APPUNTAMENTI




 

 

 

 

 

 

 


 

LA STORIA CHE NESSUNO RACCONTA

ROBERTO LA PAGLIA

REDAZIONE

 

 

 

Si parla spesso di Cover Up, di tentativi più o meno riusciti, a volte profondamente messi in atto da personaggi e associazioni spesso avvolte in una fitta coltre di misteri, che tentano in tutti i modi di frenare le conquiste dell’ingegno umano.

Questa sorta di “censura” storica è spesso verificabile e sicuramente attribuibile al bisogno di mantenere posizioni consolidate nel tempo, atteggiamenti che generano e tramandano potere proprio in virtù del fatto che monopolizzano le verità.

In questo senso, tentare di ricostruire l’intero arco dell’evoluzione umana, spesso non è così semplice come si potrebbe pensare; ovviamente abbiamo a disposizione le nuove tecnologie, biblioteche, archivi, ed una estesa rete di mezzi di informazioni, ma quante testimonianze sono giunte integre dal passato e quante invece, vittime della censura e del silenzio imposto, hanno ritardato enormemente il cammino dell’uomo?

 

 

Le scienze ritrovate

 

Una delle maggiori conquiste dell’umanità, è stata di certo la scrittura, eppure proprio questa grande invenzione, di riflesso, ha rappresentato un enorme pericolo.

Questa affermazione potrebbe stupire molti dei lettori, ma riflettiamo un attimo su cosa anticamente rappresentò la scrittura e cosa rappresenta ancora oggi; l’immagine di popoli dediti a tramandare attraverso i propri caratteri alfabetici le loro memorie non è storicamente corretta, in realtà la scrittura rappresentò per molti un dono divino, e come tale poteva essere usata soltanto da pochi eletti. Il popolo, tranne una sparuta minoranza, non si dedicava certo alla scrittura, quest’arte era propria dei sacerdoti e degli scribi, affrancati al potere, che la usavano per tramandare le gesta dei potenti e lasciare ai posteri una immagine del loro signore non sempre corrispondente alla realtà.

La scrittura era quindi un mezzo del potere, e tale rimase fino a quando non si diffuse maggiormente nel quotidiano dei cittadini.

 

Proprio in concomitanza con questa diffusione divenne pericolosa; se chiunque poteva mettere per iscritto i propri pensieri, trascrivere le idee di altri pensatori, veniva meno quello strumento di controllo delle masse che sacerdoti e re avevano da sempre adottato; da questo l’esigenza di censurare, e da questo i fatti che stiamo per raccontare.

Socrate, il grande filosofo ateniese, consigliava sempre di diffidare dall’idea che dagli scritti possa derivare qualcosa di chiaro, la scrittura infatti è un mezzo di comunicazione ma anche di dissimulazione, e pur presentandosi in maniera più chiara rispetto alla tradizione orale, non possiede in ogni caso un significato univoco.

Anche gli alchimisti dimostrarono la loro sfiducia nella comunicazione in forma scritta, proprio per questo preferivano la comunicazione orale e facevano uso di simboli; tutta questa serie di diffidenze ci porta a pensare che l’idea di una nascita improvvisa e prorompente del cosiddetto “Secolo dei Lumi” non sia del tutto corretta, sarebbe forse meglio parlare di una riscoperta e abbracciare l’ipotesi che larga parte delle conoscenze moderne siano in realtà riscoperte fatte in ritardo.

 

Restano ovviamente da capire i motivi di questo ritardo, ma d questo punto di vista non mancano certo le risposte: persecuzioni politiche e ideologiche, censure religiose, ci sarebbe soltanto l’imbarazzo della scelta, così come una vasta serie di esempi si possono portare  riprova di quanto appena ipotizzato.

Caio Terenzio Marrone, storico romano, già prima del 43 a.C. adombrava l’idea dei batteri quali causa di molte malattie; venne messo in esilio e la sua biblioteca venne data alle fiamme, con il risultato che la microbiologia nacque soltanto a metà dell’Ottocento.

Lo stesso “misterioso” ritardo è visibili nei campi dell’astronomia e dell’architettura: i babilonesi si dilettavano in osservazioni astronomiche, i cinesi scoprirono le costellazioni 16.900 anni prima di Cristo, mentre allo stesso tempo seguivano le eclissi e misuravano il cielo.

 

Gli egizi possedevano strumenti che puntavano sulle stelle, costruivano piramidi con una precisione, a parità di mezzi, non ancora superata, i Maya usavano il mese lunare e le fasi di Venere furono osservate dai babilonesi prima di Galileo.

Sempre in tema di osservazioni celesti, Seneca aveva già scritto del moto della terra e dell'immensità dell'universo, affermando che la terra era un pianeta tra tanti; lo stesso aveva fatto Hiceta di Siracusa affermando che la terra era sferica e ruotava intorno al suo asse.

Perché nessuno proseguì sulla scie di queste affermazioni? Perché rimasero sepolte per secoli, coperte dal più assoluto silenzio?

Mentre Laplace si ostinava ad accostare i meteoriti al materiale proveniente da vulcani attivi, a nessuno venne in mente che il poeta Cecco d’Ascoli, morto nel 1327, aveva già parlato di meteoriti ferrose e del processo di fossilizzazione; e sempre lo stesso Laplace, dimostrando la teoria dell’attrazione del sole e della luna, dimenticò che alle stesse conclusioni era già pervenuto il nostro Dante Alighieri.

 

Perché tutte queste dimenticanze? Non certo per una colpevole complicità, semplicemente per mancanza di fonti, per quello stesso motivo che in apertura ci ha portato a discutere sulla censura e la persecuzione dei testi “scomodi”.

 

 

La biblioteca di Alessandria

 

In molti, oggi, pensano che i libri di storia andrebbero riscritti, rivisitati alla luce di un nuovo bisogno di rapportarsi con gli avvenimenti, non più dettato dal protagonismo o dal bisogno di usare i fatti come attestazioni di verità personali: il pensiero non ha il compito di creare i fatti; i fatti esistono e l’unico dovere del pensiero dovrebbe essere quello di inserirli nella storia del nostro passato.

Seguendo questo semplice modo di operare scopriremmo, ritornando ancora a Dante, che il sommo poeta conosceva già le quattro stelle che formano la Croce del Sud, che Eudosso aveva già circumnavigato l’Africa e che prima di lui, Antipatro aveva navigato dalla Spagna all’Etiopia.

 

Tutto questo lavoro di ricerca sarebbe stato, ovviamente, molto più semplice in assenza della cecità umana, cecità unita alla barbarie; molte delle nostre fonti sono cadute vittime del pensiero distorto di chi temeva la cultura e l’informazione, intere biblioteche quali quella di Alessandria, Pergamo e Costantinopoli vennero date alle fiamme con conseguenze disastrose per il sapere.

A questa vera e propria strage di notizie, contribuì enormemente anche l’oggetto stesso che era deputato alla funzione di tramandare, il libro; anticamente i libri erano considerati alla stessa stregua delle cose più preziose, erano infinitamente costosi e venivano pubblicati in pochissimi esemplari.

 

Tutto il spere veniva affidato alle biblioteche, spesso contenute in edifici sacri e proprio per questo esposte all’intolleranza religiosa; tra tutti i mali quest’ultima fu però quella che si espresse in maniera minore, la Chiesa era infatti molto più propensa ad occultare i testi che non a distruggerli, cosa che invece faceva indiscriminatamente il potere politico.

La tradizione racconta di come la biblioteca perduta di Alessandria custodisse l’intero scibile umano, migliaia e migliaia di volumi andati perduti dopo il suo disastroso incendio, forse una piccola parte salvata fortunosamente e rimasta come retaggio e monito in mano ai saggi ed alle caste sacerdotali.

 

Storicamente, si può collocare la sua fondazione all’inizio del III Secolo a.C.; l’idea di rendere Alessandria depositaria del sapere tramite una biblioteca fu di Tolomeo I, grande cultore delle arti letterarie; egli intuì quanto fosse importante preservare, ma allo stesso tempo mettere a disposizione dei dotti, tutto il sapere dell’umanità, anche al fine di tramandarlo ai posteri.

Per dare vita alla propria idea, Tolomeo si avvalse della collaborazione di un illustre letterato dell’epoca, il greco Dimetro Falereo; grazie a questa sinergia di intenti presero vita due importanti istituzioni in Alessandria, la Biblioteca ed il Museo.

Possiamo benissimo comprendere quanto ardua fosse l’illuminazione del sovrano, in quel periodo la conservazione dei testi era per lo più affidata a privati oppure ai sacerdoti; la diffusione dei testi era molto limitata anche a causa del costo proibitivo di tavolette, papiro e pergamene. Il primo a concepire l’idea di una trasmissione dei testi sotto forma di raccolta fu Aristotele, il filosofo tramandò la sua opera letteraria ai propri allievi, tra i quali c’era Teofrasto, a sua volta molto amico di Demetrio Falereo.

 

Sull’esempio di quanto detto sopra, la Biblioteca di Alessandria fu proprio di tipo aristotelico, cioè basata sulla raccolta sistematica dei testi che venivano in seguito messi a disposizione di un più vasto pubblico.

La Biblioteca ed il Museo furono costruiti molto vicini l’una all’altro, i testi venivano materialmente raccolti nella Biblioteca, mentre nel Museo venivano redatte le rispettive relazioni critiche; lo scopo iniziale era quello di raccogliere i soli testi greci, ma ben presto la collezione si arricchì di opere che spaziavano in ogni campo e che provenivano da ogni parte del mondo; in virtù della sua enorme popolarità la Biblioteca venne ingrandita, fino ad avere dieci enormi sale e molte altre salette più piccole riservate agli studiosi.

Divenne in breve tappa obbligata per gli studiosi, la frequentarono assiduamente Euclide, il padre della geometria, Aristarco di Samo ed Erone di Alessandria; giunta al massimo del proprio splendore accadde però l’imprevisto, dopo quasi un migliaio d’anni dalla sua fondazione, nel 47 a.C., i romani di Giulio Cesare incendiarono una delle sezioni della Biblioteca trasformando in cenere circa quarantamila rotoli; seguirono gli incendi ad opera di Zenobia, sovrana di Paimyra, di Diocleziano nel 295 d.C., fino alla completa distruzione da parte del Generale Amr Ibnel-as, agli ordini del Califfo Omar I.

 

In quell’occasione il destino della Biblioteca di Alessandria si compì tragicamente e definitivamente; era il 646 d.C. quando Omar I pronunciò le famose parole: “…….Se i libri non riportano quanto scritto nel Corano allora vanno distrutti, poiché non dicono il vero. Se i libri riportano quanto scritto nel Corano vanno distrutti ugualmente perché sono inutili”.

La Biblioteca, tutto il suo contenuto e il sogno che essa rappresentava, vennero per sempre avvolti dalle fiamme.

 

Non sappiamo esattamente quali opere contenesse e quale fosse il loro reale valore, è ovvio comunque pensare che buona parte delle conoscenze antiche è stata per sempre sottratta agli studiosi e che tra queste conoscenze c’erano sicuramente le risposte a tante di quelle domande che oggi tormentano l’uomo di fronte ai misteri ancora insoluti della storia.

Tra i libri contenuti nella Biblioteca, parte dei quali, come dicevamo, vennero probabilmente sottratti all’incendio, ma andati ugualmente perduti, primeggiavano una Storia del Mondo, opera del sacerdote Babilonese Beroso, dove si parlava dell’incontro tra le civiltà mesopotamiche e gli Apkallus, semidei anfibi discesi dalle stelle, oltre che riportare avvenimenti accaduti prima del diluvio universale.

 

Era conservata anche l’intera opera di Manetone, il sacerdote egizio vissuto ai tempi di Tolomeo I e, secondo la tradizione, in possesso del favoloso Libro di Toth; per non parlare poi dei testi del fenicio Moco, dove si parlava di teoria atomica; oltre a rarissimi libri provenienti dall’india e numerosi manoscritti alchemici.

Una grande perdita per l’umanità, ma anche un monito per il futuro, questo oggi rimane della Biblioteca perduta di Alessandria.

 

 

I rotoli di Qumran

 

Nel 1947, in alcune giare, nelle grotte di Qumran, vennero scoperti dei manoscritti; si trattò di una vera e propria avventura, con tanto di colpi di scena e veri e propri misteri.

Le esplorazioni continuarono fino al 1956, rintracciando ben 800 manoscritti in undici grotte, nell’insieme si individuarono anche venticinque testi biblici e altri del tutto sconosciuti.

I manoscritti contenevano il libro d'Isaia, ma si trattava di un testo vecchio di mille anni rispetto a quello conosciuto, probabilmente collocato nelle grotte per timore  dei legionari romani; cosa raccontavano esattamente questi testi, tanto da diventare oggetto di un vero e proprio caso di cover up e da far scendere in campo anche i servizi segreti?

 

La città di Qumran era un centro di vita comunitaria con una sua regola ben precisa, ma era anche il centro che ospitava la Confraternita degli Esseni, seguaci della legge mosaica, che seguivano la castità e la povertà, praticavano la comunione dei pasti e dei beni e credevano nell'immortalità dell'anima, nella resurrezione dei morti e nella predestinazione.

Durante la fine del II secolo a.C., (data ancora da accertare), un sacerdote di Gerusalemme promosse uno scisma religioso e fondò la comunità di Qumran; si trattava del misterioso Maestro di Giustizia, che aveva come seguaci i Figli della Luce e che instaurò una nuova alleanza con Dio.

 

Altro particolare interessante riguarda invece l’aspettativa degli Esseni; dopo un conflitto di quaranta anni, (termine chiaramente da intendere in chiave simbolica), durante i quali i Figli della Luce avrebbero lottanto contro i Figli delle Tenebre, sarebbero arrivati due Messia: il primo di stirpe sacerdotale, discendente da Aronne, il secondo di stirpe regale, discendente da Davide.

Nel 1953 venne costituito un gruppo di studio internazionale, composto da cattolici e protestanti; a questo gruppo, stranamente, venne vietato l’ingresso agli ebrei e agli israeliani.

Nel 1960 Rockefeller interruppe il finanziamento al gruppo; nel 1967 l'esercito israeliano, nel corso di una guerra, occupò la zona, e nel 1971 gli israeliani entrarono in possesso degli ultimi rotoli rimasti.

 

Tra alterne vicende, si registrò un ritardo di quaranta anni nella pubblicazione dei manoscritti, un periodo durante il quale non sappiamo esattamente cosa accadde, anche se i dubbi su una vasta censura dei contenuti vengono espressi da più parti.

Si rifiutò, in pratica, che Qumran rappresentasse la culla del Cristianesimo, un movimento religioso molto diverso da quello conosciuto fino ad oggi; si rifiutò di divulgare che nei rotoli erano rintracciabili le basi dell'ultima cena, del Padre Nostro, dell'insegnamento di Gesù e, soprattutto, che si parlava di un misterioso Maestro di Giustizia condannato a morte, che probabilmente non era Gesù.

I maggiori studiosi dei rotoli, tra i quali John Allegro e Roberto Eisenman, affermarono che la comunità di Qumran era cristiana, che Gesù aveva fratelli e che la chiesa primitiva fu in realtà una continuazione della congregazione degli Esseni.

 

Nel 1990 il governo israeliano inserì nella direzione del gruppo internazionale un ebreo, nel dicembre de 2001 terminò la pubblicazione dei libri, dopo 54 anni dalla loro scoperta, mentre ancora oggi non si è riusciti a risolvere questa controvers vicenda.

 

 

La cultura proibita

 

Prima che la rivoluzione incendiasse il territorio di Francia, i libri erano tutti, costantemente, soggetti a censura; nessuno scritto portavo circolare senza avere impresso il privilegio reale; proprio per questo motivo molte opere venivano stampate all’estero e introdotte clandestinamente nel paese.

Si trattava di testi ritenuti proibiti, che minavano le fondamenta del potere e portavano nuova luce su teorie scientifiche e mediche, oppure di manoscritti contro il pudore, la morale e la Chiesa.

 

Per chi violava la legge erano previste la prigione, l'interdizione dal commercio, la multa, il sequestro dei libri oppure, alternativa non certo allettante, le terribili mura della Bastiglia.

Proprio per questi motivi le opere di Voltaire vennero pubblicate in Svizzera, mentre quelle di Moliere finirono quasi subito nel voluminoso indice dei libri proibiti, alimentando il malcontento che avrebbe in seguito portato alla rivoluzione.

La situazione comunque non subì grandi modifiche, esaurita l’onda filosofica che aveva portato alla rivoluzione, stabiliti i nuovi poteri politici, economici e religiosi, la scrittura e la cultura tornarono nuovamente a fare paura.

 

In tema di censura, così come di volontà tesa a frenare la libera circolazione delle idee attraverso la carta stampata, fa molto riflettere il fatto che furono i protestanti i primi ad abolire la censura, non certo la Chiesa Cattolica!

Questo tipo di operazioni venivano solitamente affidate ai monaci, in seguito ai Gesuiti, e la pressione era talmente forte che a Napoli, nel 1544, si arrivò a stipulare un concordato che garantiva ai Vescovi il diritto di censurare liberamente sia le stampe che i libri.

Furono messe all'indice le opere di Dante, Croce, Gentile, Voltaire, Bruno e Galileo, venne bruciato il Talmud e molti libri pregiati della prima cristianità.

 

 

Nel 1659 a Cremona furono bruciati 10.000 copie del Talmud ebraico, altrettanto accadde a Venezia, in Germania e a Roma, sotto l’ala protettrice e ispiratrice della Santa Inquisizione.

Ancora oggi gli spettri della paura si agitano furtivi, impedendo che la conoscenza possa trovare spazi aperti per rivelarsi completamente agli uomini.

 

  TOP

 

 

 

legali - staff - credits - segnalaci un sito - contattaci - richiedi award - faq - our banner - pubblicità - segnala il portale

home | angeli | archeo misteri | astrologia | cattedrali | cultura celtica | esoterismo | fantasy | hera page | itinerari

-------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------

massoneria | miscellanea | mondo onirico | new age | profezie | paranormale

-------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------

 religioni | società segrete | stregoneria | templari | tradizioni | ufologia

-------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------

angel heart | aforismi | appuntamenti | awards | banner | biografie | community | contrada 7 | credits | f.a.q. | filosofia PdM

-------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------

forum | guestbook | musica | news | oroscopo | partners | pubblicità | redazione | storia PdM | video mysteria | vs. esperienze

------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------

Copyright © PyrgiCom-Contrada 7 - tutti i diritti riservati