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DION FORTUNE

IL RINNOVAMENTO ESOTERICO

Claudio Foti

Redazione PdM

 

 

 

Mary Violet Firth nasce il 6 dicembre 1890 a Bryn-y-Bia, presso Llandudno nel Galles del Nord. Il padre procuratore legale e la madre che aveva doti di guaritrice mistica notarono che sin da piccola Mary manifestava poteri medianici, aveva visioni che, con il passare del tempo, cominciarono a essere più definite e che riguardavano un ancestrale passato, in cui lei era una sacerdotessa di Atlantide. Appena tredicenne scrisse una raccolta di poesie intitolata Violet. Quando nel 1906 la famiglia si trasferì a Londra, sua madre entrò nella Christian Science, aprendo  alla figlia un percorso di studi non convenzionali: psicologia freudiana, storia delle religioni, la storia e la dottrina dei movimenti esoterici. Al termine del quale, per un breve periodo, prima dell'inizio della Prima Guerra Mondiale Mary Violet esercitò come psicologa nella Medico-psychological Clinic di Londra.

Così poco più che ventenne, la futura Dion Fortune, fu forse la prima scrittrice di magia cerimoniale e di ermetismo che attinse a piene mani alle opere di Freud e più tardi di Jung.

In quegli anni si iscrisse anche alla Società Teosofica e l'anno seguente pubblicò un'altra raccolta di poesie: Angels. Mary lavorava al Saint George Secretarial College, come assistente della preside, la quale però, per una naturale antipatia, le rese la vita impossibile, la accusò di essere un'incompetente e la insidiò con tecniche di attacco mentale, fino a quando la giovane decise di andarsene. Poco tempo dopo Mary Violet fece la conoscenza del professor Theodore Moriarty, psicoterapeuta e ricercatore dell'occulto, che si era specializzato in casi di disturbi psicologici "eterici". La sua opera la guarì da alcuni problemi che le erano stati causati dagli attacchi psichici subiti. E Mary Violet Firth prese spunto da Moriarty per creare il personaggio del dottor Taverner, protagonista di un suo romanzo. Durante la prima guerra mondiale si iscrisse al Women's Land Army.

Un anno dopo la conclusione della Grande Guerra entrò nella Golden Dawn, allora presieduta da Moina Mathers, dove assunse il nome iniziatico di Deo non fortuna, da cui in seguito prese lo pseudonimo di Dion Fortune, col quale oggi è famosa. Ma Dion, che non mancava di spirito critico, seppur entusiasta degli insegnamenti iniziatici ricevuti, obiettò molto sulle metodologie di insegnamento.

Era convinta infatti che l'ordine, fosse costituito solo da "vecchietti dalla barba bianca e da vedove", e che avesse bisogno di una ventata di novità, per non accartocciarsi su se stesso, così chiese il permesso di fondare un ordine esterno, meno segreto e meno selettivo, che sarebbe servito da vivaio per accedere all'ordine superiore. Monia Mathers accettò e Dion Fortune diede vita alla Confraternita della Luce Interiore. Dion Fortune dando così un’impronta del tutto personale al suo gruppo evitando quelli che riteneva fossero gli errori della Golden Dawn, tra i quali l’organizzazione gerarchica tipica degli ordini massonici e delle società teosofiche ponendo l’accento su una tradizione occidentale basata su temi esoterici e magici che esaltassero il principio femminile.

In breve gli adepti si moltiplicarono e solo allora la Mathers si rese conto che Dion aveva ormai raggiunto un notevole potere.

Monia Mathers non si lasciò sfuggire l’occasione di ridimensionarla, quando Dion, dopo aver pubblicato i suoi primi saggi, The esoteric philosophy of love and marriage, Sane Occultism e Psychic Self-defense, fu invitata a scrivere su una rivista di occultismo. La presidentessa della Golden Dawn così la accusò di aver rivelato importanti segreti, e la espulse. Ma Dion Fortune reagì fondando un suo tempio e stabilendo al contempo legami d'amicizia con gli altri templi. Contrastare così una potente loggia come la Golden Dawn era rischioso per chiunque, ma Dion non esitò, sporgendo denuncia nei confronti della presidentessa accusandola di aver ucciso mediante la magia nera Netta Fornario, una ragazza di origini italiane, trovata cadavere sull'isola di Iona, dove si era recata per compiere ricerche occultistiche. Ma la morte fu archiviata come naturale: infarto e l'inchiesta fu chiusa, ma Dion era certa di quanto affermava in quanto il cadavere effettivamente presentava profondi graffi sulla schiena: come avveniva per le vittime degli attacchi magici di Monia Mathers. La signora Mathers furiosa per le accuse l’aggredì con la magia nera. In Magia Rituale.

Dai Rosacroce alla Golden Dawn, Francis King riporta che Dion si era accorta che qualcosa non andava; era pervasa da terribili inquietudini e trascorreva tutte le notti insonni mentre visioni di esseri demoniaci la perseguitavano. Poi dal mondo eterico qualcosa giunse in quello materiale: una terribile invasione di gatti neri, maleodoranti e dal comportamento indecente prese possesso del palazzo in cui viveva Dion. Tutti i condomini e i vicini si unirono per cercare di allontanare i gatti ma invano. Così Dion Fortune compì una cerimonia di esorcismo e purificazione, e fece sparire per sempre gli animali.

Quando un paio di anni dopo Moriarty morì, la scrittrice-esoterista costituì un gruppo magico insieme agli studenti di Moriarty e ad alcuni membri della Società Teosofica. Nel 1923 fondò e diresse la Christian Mystic Lodge, una sezione della Società Teosofica. Durante un soggiorno a Glastonbury, nell’inverno del 1924, Dion convinta che sotto il Tor si trovasse la porta dell'Oltretomba celtico, acquistò una baracca che sorgeva proprio ai piedi del colle, in un luogo dal nome ermetico: "Frutteto del Sacro Calice", che successivamente divenne centro dei suoi culti. Dion Fortune amava definirsi come "l’ultima degli Avaloniani", un gruppo di fruitori dell’Arte attratti dal Tor. Si trovava in quello che lei definiva il centro del mondo della spiritualità e dell’ispirazione artistica.

Qui aprì il Chalice Orchard Club, in cui accoglieva i pellegrini e gli dedicò il libro Glastonbury: Avalon of the heart.

Nel 1927, sposò Thomas Penry Evans, un medico gallese che esercitava a Londra, che dagli amici era soprannominato Merlin per il suo vivo interesse per le materie occulte. Ma la parola matrimonio non deve trarre in inganno, la loro era una sorta di amicizia amorosa basata sui comuni interessi esoterici. Acquistarono una villa a Bayswater, dove spesso davano ospitalità ai membri del loro gruppo magico. Dopo dodici anni Evans se ne andò con un’altra donna e il matrimonio finì senza traumi. Dion Fortune continuò a scrivere libri e a dirigere i due centri esoterici di Londra e Glastonbury. In questi anni pubblicò gran parte dei suoi insegnamenti sotto forma di romanzi. Ed è in questo periodo che visse, con il marito e alcuni discepoli, esperienze di invocazione e di evocazione magica, in cui “vede” vite passate nella misteriosa Atlantide e nell’Inghilterra arturiana. L’anno di svolta fu il 1935 quando pubblicò “La Cabala Mistica” considerato il suo capolavoro e comincia a officiare nella ex-chiesa presbiteriana del Belfry i “riti di Iside” descritti nel romanzo “La Magia della Luna”.

Interessante il ritratto di Dion Fortune che venne fatto dal giornalista Bernard Bromage uno dei suoi amici più stretti. Bromage la conobbe nel 1936 quando Dion aveva quarantasei anni ed era all’apice della sua carriera magica esoterica. Il giornalista la descrive vestita con un ampio mantello cremisi e un grande cappello a falde nero, che gli faceva venire in mente una sacerdotessa del mare, proprio come quella del suo romanzo.

Il suo nome è associato anche alla cosiddetta Battaglia Magica d'Inghilterra in cui gli occultisti inglesi si riunirono per contrastare la vittoria della Germania nazista.

Fatto questo che può generare sorpresa ma non ilarità, in quanto è tutto confermato da documentazioni ufficiali britanniche emerse di recente. Non bisogna dimenticare che, in quegli stessi anni, gli occultisti del nazionalsocialismo sull’altro fronte conducevano la stessa battaglia.

Gareth Knight nel suo “Dion Fortune's Magical Battle of Britain”, sostiene che il tremendo lavoro di magia cerimoniale da lei compiuto ne minò irrimediabilmente la salute. Dion Fortune, al secolo Mary Violet Firth morì di leucemia subito dopo la fine della seconda Guerra Mondiale e fu sepolta a Glastonbury. Il suo ultimo romanzo, “La Magia della Luna”, rimase così incompiuto, e fu completato solo grazie all’aiuto di un gruppo di medium attraverso il channelling. Oggi in Gran Bretagna la sua confraternita esiste ancora anche se, probabilmente, con orientamento più religioso che magico.

Il famoso studioso Colin Wilson, che però non conobbe Dion Fortune personalmente, ritiene che lei fosse in forte contrasto con Aleister Crowley e in buoni rapporti con Israel Regardie e che sia stata una dei maghi più potenti, anzi l’ultimo grande mago del ventesimo secolo. Anche il noto W.E.Butler, seguace di Dion Fortune, ritiene che la sua arte magica fosse immensa e che neanche con una dozzina di vite a disposizione, una persona, poteva sperare di eguagliarla.

Ma il carattere di questa donna emerge prepotentemente dai suoi scritti: la tenacia dei suoi propositi nelle sue “War Letters”, la sincerità e la sua rettitudine nell’avvisare i lettori di tutte le opportunità e i trabocchetti dell’esercizio della magia.

E’ indubbio che Dion Fortune scrisse i suoi romanzi per far sì che al vasto pubblico venissero trasmesse le sue conoscenze di magia e di occultismo, tutte invariabilmente improntate al ritorno della libertà individuale naturale in cui l’energia femminile e lunare è fondamentale. Se è vero che, come narrano alcuni dei suoi biografi, già a quattro anni avesse visioni di Atlantide che la indirizzarono più tardi verso la magia, ritenendosi la reincarnazione di una grande sacerdotessa del tempio, non lo sappiamo. Se è vero che fu proprio quest’ultimo a salvarla dagli influssi nefasti e protratti nel tempo di attacchi psichici avvenuti durante la sua permanenza in collegio, non lo sappiamo, quello che sappiamo è però che lei scelse l’occultista irlandese come modello per il Dr. Taverner, il personaggio di uno dei suoi romanzi più famosi, “The Secrets of Dr. Taverner.”

Le opere di Dion Fortune si dividono in due categorie dai lei stessa definite: romanzi e prosa seria, come l’autrice definiva i suoi saggi. Nella prosa seria ci sono pervenuti alcuni capolavori come la Cabala Mistica, e alcuni libri di occultismo pratico. Ma come detto sono i romanzi a sviluppare completamente il suo pensiero perché, come ripeteva spesso, in quel contesto si sentiva più libera di spaziare nella forma e nei contenuti per diffondere i suoi insegnamenti senza il rigore della saggistica. In essi si sprigiona il suo messaggio sulla salvezza che ognuno può raggiungere attraverso l'elemento femminile.

Bromage la descrive come 'simbolo di qualcosa di nuovo, sulla via dell’integrazione, che combatte per sfuggire agli artigli del materialismo e entrare finalmente in un regno in cui lo spirito può interpenetrare la materia.’ Dion Fortune insomma come un pioniere di quel movimento che oggi comincia a comprendere come debbano essere re-inclusi gli elementi esoterici nella società, quegli stessi elementi che sono stati esclusi deliberatamente secoli orsono da quell’inganno che viene impropriamente chiamato Illuminismo.

 

 

The Secrets of Dr. Taverner, 1926

The Demon Lover, 1927

The Winged Bull, 1935

The Goat-Foot God, 1936

Sea Priestess, 1938

Moon Magic, 1956

 

Non-fiction :

 

The Esoteric Philosophy of Love and Marriage, 1924

The Mystical Qabalah, 1935

The Cosmic Doctrine, 1949

Applied Magic, 1962

Psychic Self-Defense, 1971

Glastonbury: Avalon of the Heart, 1986

The Circuit of Force (with Gareth Knight)

The Training and Work of an Initiate (with Gareth Knight)

An Introduction to Ritual Magic (with Gareth Knight), 1997

What Is Occultism?, 2001

Mystical Meditations on the Christian Collects, 2006

 

 

 

 

 

 

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