Mary
Violet Firth nasce il 6 dicembre 1890 a Bryn-y-Bia, presso Llandudno nel
Galles del Nord. Il padre procuratore legale e la madre che aveva doti
di guaritrice mistica notarono che sin da piccola Mary manifestava
poteri medianici, aveva visioni che, con il passare del tempo,
cominciarono a essere più definite e che riguardavano un ancestrale
passato, in cui lei era una sacerdotessa di Atlantide. Appena tredicenne
scrisse una raccolta di poesie intitolata Violet. Quando nel 1906 la
famiglia si trasferì a Londra, sua madre entrò nella Christian Science,
aprendo alla figlia un percorso di studi non convenzionali: psicologia
freudiana, storia delle religioni, la storia e la dottrina dei movimenti
esoterici. Al termine del quale, per un breve periodo, prima dell'inizio
della Prima Guerra Mondiale Mary Violet esercitò come psicologa nella
Medico-psychological Clinic di Londra.
Così poco più che
ventenne, la futura Dion Fortune, fu forse la prima scrittrice di magia
cerimoniale e di ermetismo che attinse a piene mani alle opere di Freud
e più tardi di Jung.
In quegli anni si
iscrisse anche alla Società Teosofica e l'anno seguente pubblicò
un'altra raccolta di poesie: Angels. Mary lavorava al Saint George
Secretarial College, come assistente della preside, la quale però, per
una naturale antipatia, le rese la vita impossibile, la accusò di essere
un'incompetente e la insidiò con tecniche di attacco mentale, fino a
quando la giovane decise di andarsene. Poco tempo dopo Mary Violet fece
la conoscenza del professor Theodore Moriarty, psicoterapeuta e
ricercatore dell'occulto, che si era specializzato in casi di disturbi
psicologici "eterici". La sua opera la guarì da alcuni problemi che le
erano stati causati dagli attacchi psichici subiti. E Mary Violet Firth
prese spunto da Moriarty per creare il personaggio del dottor Taverner,
protagonista di un suo romanzo. Durante la prima guerra mondiale si
iscrisse al Women's Land Army.
Un anno dopo la
conclusione della Grande Guerra entrò nella Golden Dawn, allora
presieduta da Moina Mathers, dove assunse il nome iniziatico di Deo non
fortuna, da cui in seguito prese lo pseudonimo di Dion Fortune, col
quale oggi è famosa. Ma Dion, che non mancava di spirito critico, seppur
entusiasta degli insegnamenti iniziatici ricevuti, obiettò molto sulle
metodologie di insegnamento.
Era
convinta infatti che l'ordine, fosse costituito solo da "vecchietti
dalla barba bianca e da vedove", e che avesse bisogno di una ventata di
novità, per non accartocciarsi su se stesso, così chiese il permesso di
fondare un ordine esterno, meno segreto e meno selettivo, che sarebbe
servito da vivaio per accedere all'ordine superiore. Monia Mathers
accettò e Dion Fortune diede vita alla Confraternita della Luce
Interiore. Dion Fortune dando così un’impronta del tutto personale al
suo gruppo evitando quelli che riteneva fossero gli errori della Golden
Dawn, tra i quali l’organizzazione gerarchica tipica degli ordini
massonici e delle società teosofiche ponendo l’accento su una tradizione
occidentale basata su temi esoterici e magici che esaltassero il
principio femminile.
In breve gli adepti
si moltiplicarono e solo allora la Mathers si rese conto che Dion aveva
ormai raggiunto un notevole potere.
Monia
Mathers non si lasciò sfuggire l’occasione di ridimensionarla, quando
Dion, dopo aver pubblicato i suoi primi saggi, The esoteric philosophy
of love and marriage, Sane Occultism e Psychic Self-defense, fu invitata
a scrivere su una rivista di occultismo. La presidentessa della Golden
Dawn così la accusò di aver rivelato importanti segreti, e la espulse.
Ma Dion Fortune reagì fondando un suo tempio e stabilendo al contempo
legami d'amicizia con gli altri templi. Contrastare così una potente
loggia come la Golden Dawn era rischioso per chiunque, ma Dion non
esitò, sporgendo denuncia nei confronti della presidentessa accusandola
di aver ucciso mediante la magia nera Netta Fornario, una ragazza di
origini italiane, trovata cadavere sull'isola di Iona, dove si era
recata per compiere ricerche occultistiche. Ma la morte fu archiviata
come naturale: infarto e l'inchiesta fu chiusa, ma Dion era certa di
quanto affermava in quanto il cadavere effettivamente presentava
profondi graffi sulla schiena: come avveniva per le vittime degli
attacchi magici di Monia Mathers. La signora Mathers furiosa per le
accuse l’aggredì con la magia nera. In Magia Rituale.
Dai Rosacroce alla
Golden Dawn, Francis King riporta che Dion si era accorta che qualcosa
non andava; era pervasa da terribili inquietudini e trascorreva tutte le
notti insonni mentre visioni di esseri demoniaci la perseguitavano. Poi
dal mondo eterico qualcosa giunse in quello materiale: una terribile
invasione di gatti neri, maleodoranti e dal comportamento indecente
prese possesso del palazzo in cui viveva Dion. Tutti i condomini e i
vicini si unirono per cercare di allontanare i gatti ma invano. Così
Dion Fortune compì una cerimonia di esorcismo e purificazione, e fece
sparire per sempre gli animali.
Quando
un paio di anni dopo Moriarty morì, la scrittrice-esoterista costituì un
gruppo magico insieme agli studenti di Moriarty e ad alcuni membri della
Società Teosofica. Nel 1923 fondò e diresse la Christian Mystic Lodge,
una sezione della Società Teosofica. Durante un soggiorno a Glastonbury,
nell’inverno del 1924, Dion convinta che sotto il Tor si trovasse la
porta dell'Oltretomba celtico, acquistò una baracca che sorgeva proprio
ai piedi del colle, in un luogo dal nome ermetico: "Frutteto del Sacro
Calice", che successivamente divenne centro dei suoi culti. Dion Fortune
amava definirsi come "l’ultima degli Avaloniani", un gruppo di fruitori
dell’Arte attratti dal Tor. Si trovava in quello che lei definiva il
centro del mondo della spiritualità e dell’ispirazione artistica.
Qui aprì il Chalice
Orchard Club, in cui accoglieva i pellegrini e gli dedicò il libro
Glastonbury: Avalon of the heart.
Nel 1927, sposò
Thomas Penry Evans, un medico gallese che esercitava a Londra, che dagli
amici era soprannominato Merlin per il suo vivo interesse per le materie
occulte. Ma la parola matrimonio non deve trarre in inganno, la loro era
una sorta di amicizia amorosa basata sui comuni interessi esoterici.
Acquistarono una villa a Bayswater, dove spesso davano ospitalità ai
membri del loro gruppo magico. Dopo dodici anni Evans se ne andò con
un’altra donna e il matrimonio finì senza traumi. Dion Fortune continuò
a scrivere libri e a dirigere i due centri esoterici di Londra e
Glastonbury. In questi anni pubblicò gran parte dei suoi insegnamenti
sotto forma di romanzi. Ed è in questo periodo che visse, con il marito
e alcuni discepoli, esperienze di invocazione e di evocazione magica, in
cui “vede” vite passate nella misteriosa Atlantide e nell’Inghilterra
arturiana. L’anno di svolta fu il 1935 quando pubblicò “La Cabala
Mistica” considerato il suo capolavoro e comincia a officiare nella
ex-chiesa presbiteriana del Belfry i “riti di Iside” descritti nel
romanzo “La Magia della Luna”.

Interessante il
ritratto di Dion Fortune che venne fatto dal giornalista Bernard Bromage
uno dei suoi amici più stretti. Bromage la conobbe nel 1936 quando Dion
aveva quarantasei anni ed era all’apice della sua carriera magica
esoterica. Il giornalista la descrive vestita con un ampio mantello
cremisi e un grande cappello a falde nero, che gli faceva venire in
mente una sacerdotessa del mare, proprio come quella del suo romanzo.
Il suo nome è
associato anche alla cosiddetta Battaglia Magica d'Inghilterra in cui
gli occultisti inglesi si riunirono per contrastare la vittoria della
Germania nazista.
Fatto questo che può
generare sorpresa ma non ilarità, in quanto è tutto confermato da
documentazioni ufficiali britanniche emerse di recente. Non bisogna
dimenticare che, in quegli stessi anni, gli occultisti del
nazionalsocialismo sull’altro fronte conducevano la stessa battaglia.

Gareth Knight nel suo
“Dion Fortune's Magical Battle of Britain”, sostiene che il tremendo
lavoro di magia cerimoniale da lei compiuto ne minò irrimediabilmente la
salute. Dion Fortune, al secolo Mary Violet Firth morì di leucemia
subito dopo la fine della seconda Guerra Mondiale e fu sepolta a
Glastonbury. Il suo ultimo romanzo, “La Magia della Luna”, rimase così
incompiuto, e fu completato solo grazie all’aiuto di un gruppo di medium
attraverso il channelling. Oggi in Gran Bretagna la sua confraternita
esiste ancora anche se, probabilmente, con orientamento più religioso
che magico.

Il famoso studioso
Colin Wilson, che però non conobbe Dion Fortune personalmente, ritiene
che lei fosse in forte contrasto con Aleister Crowley e in buoni
rapporti con Israel Regardie e che sia stata una dei maghi più potenti,
anzi l’ultimo grande mago del ventesimo secolo. Anche il noto W.E.Butler,
seguace di Dion Fortune, ritiene che la sua arte magica fosse immensa e
che neanche con una dozzina di vite a disposizione, una persona, poteva
sperare di eguagliarla.
Ma il carattere di
questa donna emerge prepotentemente dai suoi scritti: la tenacia dei
suoi propositi nelle sue “War Letters”, la sincerità e la sua
rettitudine nell’avvisare i lettori di tutte le opportunità e i
trabocchetti dell’esercizio della magia.
E’ indubbio che Dion
Fortune scrisse i suoi romanzi per far sì che al vasto pubblico
venissero trasmesse le sue conoscenze di magia e di occultismo, tutte
invariabilmente improntate al ritorno della libertà individuale naturale
in cui l’energia femminile e lunare è fondamentale. Se è vero che, come
narrano alcuni dei suoi biografi, già a quattro anni avesse visioni di
Atlantide che la indirizzarono più tardi verso la magia, ritenendosi la
reincarnazione di una grande sacerdotessa del tempio, non lo sappiamo.
Se è vero che fu proprio quest’ultimo a salvarla dagli influssi nefasti
e protratti nel tempo di attacchi psichici avvenuti durante la sua
permanenza in collegio, non lo sappiamo, quello che sappiamo è però che
lei scelse l’occultista irlandese come modello per il Dr. Taverner, il
personaggio di uno dei suoi romanzi più famosi, “The Secrets of Dr.
Taverner.”
Le opere di Dion
Fortune si dividono in due categorie dai lei stessa definite: romanzi e
prosa seria, come l’autrice definiva i suoi saggi. Nella prosa seria ci
sono pervenuti alcuni capolavori come la Cabala Mistica, e alcuni libri
di occultismo pratico. Ma come detto sono i romanzi a sviluppare
completamente il suo pensiero perché, come ripeteva spesso, in quel
contesto si sentiva più libera di spaziare nella forma e nei contenuti
per diffondere i suoi insegnamenti senza il rigore della saggistica. In
essi si sprigiona il suo messaggio sulla salvezza che ognuno può
raggiungere attraverso l'elemento femminile.
Bromage la descrive
come 'simbolo di qualcosa di nuovo, sulla via dell’integrazione, che
combatte per sfuggire agli artigli del materialismo e entrare finalmente
in un regno in cui lo spirito può interpenetrare la materia.’
Dion Fortune insomma come un pioniere di quel movimento che oggi
comincia a comprendere come debbano essere re-inclusi gli elementi
esoterici nella società, quegli stessi elementi che sono stati esclusi
deliberatamente secoli orsono da quell’inganno che viene impropriamente
chiamato Illuminismo.
The
Secrets of Dr. Taverner, 1926
The Demon
Lover, 1927
The
Winged Bull, 1935
The
Goat-Foot God, 1936
Sea
Priestess, 1938
Moon
Magic, 1956
Non-fiction :
The
Esoteric Philosophy of Love and Marriage, 1924
The
Mystical Qabalah, 1935
The
Cosmic Doctrine, 1949
Applied
Magic, 1962
Psychic
Self-Defense, 1971
Glastonbury: Avalon of the Heart, 1986
The
Circuit of Force (with Gareth Knight)
The
Training and Work of an Initiate (with Gareth Knight)
An
Introduction to Ritual Magic (with Gareth Knight), 1997
What Is Occultism?,
2001
Mystical
Meditations on the Christian Collects, 2006

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