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Davide
Riccio è nato nel 1966 a Torino, dove vive svolgendo da vent’anni la
professione di educatore in ambito socio-assistenziale e psichiatrico.
Polistrumentista compositore e cantante autore di genere eclettico, ama
da sempre ricercare nuovi linguaggi musicali e strumenti di ogni sorta
(attualmente sta esplorando e studiando il Theremin e il didgeridoo). Ha
suonato e inciso dischi fin dalla seconda metà degli anni ’80. Ultimi
lavori del 2006, il poema multimediale “L’Orfeo concluso”, con musiche
proprie e di Ashtool, Paolo Veneziani, Marco Barluzzi, All Scars
Orchestra, Paola Bianchi (Ludmila), Nyko Esterle, Volvox dei Fckn Bstrds
ed altri musicisti elettronici e sperimentali (Into my bed rec./Unamusica),
l’album “Voci”, sul testo “La strega” di Jules Michelet con i Timelines
(Claudio Ricciardi, Marino Curianò, Giuseppe Verticchio, Simone
Fiaccavento) e “Wrong or right of forty” (ospiti Marco Barluzzi, Paolo
Veneziani, Sandblasting, Strinqulu, maestro Giorgio Lanzani, Claudio
Ricciardi, Paul Beauchamp aka Gullinkambi etc.). Ha scritto poesie e
racconti, che ha pubblicato su antologie e riviste sparse dal 1983 ad
oggi. Numerosi i siti internet che ospitano i suoi lavori. Ha scritto il
romanzo “La banca dei Reincarnati” e pubblicato la raccolta di poesie
“Povertissement” con prefazione di Sandro Gros-Pietro (Genesi editrice,
2006). Dal 1998 è stato copywriter in pubblicità per una nota agenzia
milanese e giornalista (La Val Susa, Torino Sera, Oblò) occupandosi di
cultura in genere e divulgazione. Attualmente scrive per alcune webzines
e si occupa prevalentemente di articoli ed interviste a gruppi musicali
e musicisti emergenti o già affermati dell’underground italiano ed
internazionale, con particolare attenzione alle avanguardie e al rock
indipendente. |