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  • di Germano J. Assumma - Repubblica.it - Adnkronos

ITALIA: VIETATO PENSARE


Da quasi 20 anni mi occupo di ricerca archeologica e storica, incuriosito anche da tutti quei fenomeni presunti cospiratori che hanno probabilmente alterato fatti e cronologie a favore dei vincenti…

Eppure, mai come nell’epoca in cui viviamo si assiste ad un fenomeno che supera ogni immaginario fantastico e fantascientifico, in grado di offrire inimmaginabili spunti di riflessione.

I cambiamenti sociali avvenuti negli ultimi 30 anni sembrano aver modificato la percezione della realtà in molti di noi, facendoci rinchiudere in una dimensione egocentrica colma di presuntuosa ignoranza rispetto al mondo che ci circonda. Non a caso ho citato la presunzione, visto che in assenza di una solida base culturale le “auto-convinzioni “ divengono terreno fertile per i condizionamenti dall’esterno, siano essi politici o commerciali.

Ecco che si assiste ad episodi come gli atti di violenza contro gli insegnanti (la stampa cita esclusivamente quelli fisici, quando quasi in ogni scuola i professori denunciano costantemente aggressioni verbali), a filmati nei quali ragazzini si riprendono mentre gettano a terra un anziano claudicante nell’ilarità generale, ad interviste nelle quali i giovani appaiono privi di preparazione scolastica e di cultura generale, come se la scuola fosse un fastidioso ed obbligato passatempo ed in famiglia si parlasse solamente di cazzate superficiali.

Noi tutti sappiamo come oggi il nostro “Bel Paese” sia indebolito da:

  • Una profonda crisi occupazionale (nonostante i dati incoraggianti tipici dei periodi pre-elettorali, causata anche dai costi di assunzione del personale tra i più alti del mondo;

  • Una quasi totale assenza di visione futura ed ambizione da parte dei giovanissimi, essendo assenti nei programmi scolastici i percorsi di orientamento, da decenni presenti in tutta Europa;

  • L’accertata incertezza sul diritto alla pensione riservato alle attuali generazioni lavoratrici;

  • Migliaia di attività commerciali ed imprenditoriali che ogni settimana chiudono i battenti NON per improduttività ma per l’alta tassazione diretta ed indiretta a cui sono sottoposte;

  • Uno stato di criminalità da Sudamerica degli anni ’70, dove le nostre Forze dell’Ordine sono costrette ad essere tra le meno repressive e sovvenzionate del Mondo, per un assurdo timore di uno “stato di polizia”;

  • Un contesto politico privo dello spessore caratteriale, esperienziale e culturale che dovrebbe costituire la base minima indispensabile per presentarsi al servizio del cittadino;

  • Abitudini concorrenziali e professionali scorrette, basate ancora su nepotismo, tangenti, favoritismi che si traducono in scarsa qualità produttiva ed assenza di sicurezza nel mondo del lavoro;

  • Grandi aziende “costrette” a trasferirsi in Nazioni più convenienti fiscalmente (le tasse in Italia sono tra le più alte nel Mondo in proporzione al guadagno medio della popolazione) o che semplicemente hanno compreso l’importanza di una politica lungimirante nel campo dell’industria e del commercio;

  • Giovani scienziati o grandi promesse del futuro non valorizzati dagli ambienti universitari a causa delle risapute “baronie” e non finanziati da fondazioni o istituti di credito perché “precari”, costretti ad emigrare in Paesi dove spesso hanno successo, portando benefici economici e culturali a realtà straniere rispetto all’Italia;

  • Censura verso la conoscenza di realtà sociali e lavorative europee dove il periodo di licenza per una gravidanza può arrivare a 2 anni (sia come maternità che come paternità) o dove un bambino è assistito quasi totalmente nelle spese di istruzione fino al termine della scuola dell’obbligo, dove ogni azienda con più di 30 dipendenti prevede un asilo nido interno o convenzionato, dove un passaggio di proprietà costa 20 Euro, oppure dove si divorzia in meno di una settimana;

  • Inspiegabile insufficiente valorizzazione del patrimonio culturale e turistico (in Italia si concentra il 60% del patrimonio mondiale dell’UNESCO) che da soli potrebbero offrire decine di migliaia di posti di lavoro e far ripartire migliaia di attività ricettive e commerciali oggi “alla canna del gas”;

  • Diminuzione demografica a causa della mancanza di sicurezze minime indispensabili economiche, assistenziali e lavorative per poter crescere dei figli;

  • Dirigenti pubblici incapaci che, dopo aver portato al fallimento interi comparti, si vedono erogare buonuscite milionarie (come premio produzione?), per poi essere riciclati e ricollocati in nuove azienda da rovinare, a discapito di professionisti più giovani e preparati;

Ebbene… in tutta questa situazione (e qui ho citato solamente la superfice visibile) che qualcuno criticherà a causa della confusione imperante tra “populismo” e “realismo”, in Italia ancora assistiamo a manifestazioni e scontri tra (neo)fascisti e (neo)comunisti, cioè una violenta contrapposizione verbale e fisica tra quelle ideologie che, seppur estremiste e condannabili, appartengono a retaggi del passato…

Mi sento in dovere di citare anche l'eroismo di coloro che mettono a repentaglio la propria vita in eroiche battaglie in difesa del proprio credo... calcistico! Sono pur sempre i nipoti di valorosi soldati che rischiarono quella stessa vita per la patria e per la libertà.

Ed il presente? Chi si occupa del presente?

Chi scende in piazza contro una politica sbagliata o contro una class-action inadeguata che sì ci porterà alla rovina?

La verità è che molti manifestanti, di destra o di sinistra, scendono in piazza armati da tanti “sentito dire” o da una cultura superficiale basata su ideologie sparite anche dagli stessi scenari politici. Giorni fa hanno chiesto ad un manifestante convinto, chi fosse l'attuale premier, non ricevendo alcuna risposta.

Una volta si combatteva per la democrazia, per l’aborto, per la censura, per il divorzio, tutti temi (condivisibili o meno) attinenti alla realtà del quotidiano! Ed erano gli studenti universitari tra i primi a scendere in piazza ed a scontrarsi con le istituzioni (secondo un assunto ormai dimenticato su come ogni vera rivoluzione nasca negli ambienti studenteschi e di cultura)!

Oggi, spesso chi ha appena smesso di tirare sassate ad un carabiniere o di prendere a calci un antagonista, torna a casa a vedere il Grande Fratello o a seguire la partita di calcio, fonti primarie di una preparazione mentale e ideologica “telecomandata” da un sistema che sembra guidare il malcontento secondo propri obbiettivi. Pedine… in una triste guerra tra poveri.

L’appiattimento (proteso al basso) che stiamo vivendo porta solo staticità ed involuzione ai limiti della lobotomizzazione! Spesso dovremmo chiederci come nella storia sia stata possibile l’ascesa dei regimi totalitari; regimi e personaggi che hanno incontrato il favore della maggioranza di popolazione (Hitler era socialista e sindacalista) che li ha approvati ed eletti!!

Un giovane Tedesco o un Sovietico di inizio secolo non doveva essere poi così diverso da oggi: casa, lavoro, passioni, ambizioni, non incline alla violenza, magari non troppo razzista, amante degli animali… Insomma, una “persona normale”.. Quindi come fu possibile trasformare un giovane adolescente nei milioni di giovani cittadini e militanti che hanno sostenuto all’epoca i regimi nazisti e stalinisti?

Ignoranza, inconsapevolezza, povertà, disillusione, assenza di principi etico-morali (se leggete la storia, questi erano i sintomi della Germania all’indomani della Prima Guerra Mondiale)… gli ingredienti minimi ed indispensabili per far pensare e dire alla gente tutto ciò si vuole, come un esercito di zombie da usare illudendolo di agire in autonomia (ricordate gli articoli sul controllo mentale?)…

Ecco come quel giovane si trasformò in milioni di giovani assetati di supremazia e riscatto.

Torniamo a pensare con la nostra testa; riappropriamoci dei beni più importanti che sono la nostra vita e la nostra capacità di immaginare, sognare e creare…

Einstein diceva: “…non possiamo risolvere i problemi con lo stesso pensiero che abbiamo usato quando li abbiamo creati…”

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